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domenica 6 luglio 2025

Un Personaggio

 

Nicolò’ Gratteri, Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla 'ndrangheta e vive sotto scorta dall'aprile del 1989. Salvato per caso ad un attentato dinamitardo nei suoi confronti, è una delle figure che meglio conosce i meccanismi delle tre diverse mafie che prosperano in Italia, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta. Ha coordinato importanti indagini sulla criminalità organizzata (tra queste quella relativa alla strage di Duisburg) e sulle rotte internazionali del narcotraffico. 


Di mafia si parla

sempre meno



«È in corso un processo di normalizzazione delle mafie, soprattutto 
ora che hanno deciso di centellinare la violenza o meglio di usarla 
quando è strettamente necessaria. C’è chi pensa che con la 
morte di Matteo Messina Denaro la mafia sia stata messa con le 
spalle al muro. Invece, le mafie — e in Italia ne abbiamo almeno 
cinque — oggi sfruttano abilmente le nuove tecnologie, le 
 e gli strumenti dell’Intelligenza artificiale per ottimizzare le loro 
risorse e trarre maggiori profitti. Se il programma dovesse 
continuare nel tempo, ci piacerebbe esplorare anche le mafie 
straniere radicate sul nostro territorio». 


«Io e Nicaso lo scriviamo da sempre: le manette e le 
sentenze da sole non bastano. È necessario liberare i 
territori dai bisogni e dalle paure. Ma soprattutto 
investire nella scuola e nella sanità, due settori 
imprescindibili per una migliore condizione di vita. Alle 
mafie va sottratto il consenso. Se continueranno a 
dare risposte con maggiore tempestività dello Stato, 
sarà sempre più difficile contrastarle».


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