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lunedì 14 luglio 2025

Cultura, politica ed economia

 L’economia da più parti del mondo della cultura viene definita la triste scienza. Si tratta ovviamente di esagerazione, ma almeno qualcosa di vero c’è. In maniera stringata ci piace riportare di tanto in tanto sul blog brevi circostanze di cui quella scienza da spiegazioni sui comportamenti umani, dei comportamenti del mondo politico sopratutto.

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I danni provocati dalla disonorevole condotta
di governanti e dai sindaci danneggiano tutti
i cittadini. L’evasione fiscale in Italia supera
gli 80 miliardi e gli sprechi, gli sperperi e le
inconcludenze arrivano a sommare fino a
180 miliardi di euro. Il che significa che non
sono le fasce deboli a gravare sulle spalle
comunitarie bensì coloro che hanno e che
evadono gli obblighi comunitari.



I danni provocati dalla condotta disonorevole dello Stato danneggiano maggiormente i contribuenti anziché lo Stato stesso.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze indica che l’evasione fiscale in Italia ammonta a 83,6 miliardi di euro, mentre gli sprechi, gli sperperi e le inefficienze presenti nella Pubblica Amministrazione (PA) raggiungerebbero almeno 180 miliardi di euro l’anno, danneggiando le fasce sociali più deboli del Paese.


 In questi giorni, i giornali, ma sopratutto le famiglie si stanno accorgendo e denunciano l’impennata, la corsa dei prezzi, ossia l’innesco dell’ennesimo processo inflazionistico (=aumento dei prezzi, che erode salari e pensioni e vanifica sacrifici lavorativi e risparmi familiari).

  I politici, sopratutto quelli di governo, che siano di volta in volta di destra o di sinistra, tendono sempre a sottovalutare le conseguenze che ogni loro decisione di spesa pubblica comporta. E fanno male perché fingono di non accorgersi dei grandi guai che all’inflazione  si accompagnano. 

  L’Italia è uno dei Paesi più indebitati del mondo e non lo ha fatto per avere eseguito infrastrutture (strade, ospedali, etc.). Il debito pubblico enorme, e’ una anomalia. Tanta gente pensa che la Sanità costa troppo; e se la confrontiamo con gli altri Paesi dell’U.E. ci accorgiamo invece che essa è fra le più basse. In Italia la spesa maggiore invece è nei costi delle pensioni, dei sussidi di vario tipo, e in certi periodi nella cassa integrazione, nel ripianamento dei deficit delle migliaia di aziende pubbliche.

  In Italia godiamo dello Stato Sociale e però esistono casi anomali che non sono ammissibili per la coscienza pubblica come i casi di baby pensioni. È scontato che occorre intervenire nelle fasce svantaggiate della popolazione, e però le baby pensioni gravano sui contributi che versano coloro che vanno in pensione a settant’anni. Ciò crea preoccupazione e disagio quando quelle baby pensioni non sono giustificate da invalidità o malattie vere ma da favoritismi politici.

  In Italia esistono aziende pubbliche i cui bilanci sono sempre in deficit. Il che significa che sopravvivono solo per ragioni politiche. E quei deficit poi li paghiamo tutti  noi, oltre che attraverso il sistema tributario, pure attraverso l’inflazione (=la svalutazione monetaria). E ricordiamoci che le regole dell’Unione Europea non ammettono gli sprechi. Sprechi che sul blog ci proponiamo, in successive altre pagine di ricordare, a cominciare dai nostri Municipi.  Di quelli meridionali sopratutti.

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