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venerdì 25 novembre 2011

Termini Imerese, addio alla Fiat

Dopo quarant'anni  di attività (spesso a singhiozzo) ieri lo stabilimento Fiat di Termini Imerese ha chiuso definitivamente i battenti.
I problemi di prospettiva di quell'area industriale su cui si sono spese risorse pubblicghhe, ossia della collettività, a non finirer restano tutti sul tavolo. La Fiat va via lasciando sul campo 600 lavoratori che dovrebbero essere incentivati al pensionamento con 10 milioni di euro e ad essa dovrebbe subentrare la Dr Motor, che senza l’”alleggerimento” del prepensionamento non intende assorbire  i  2200 lavoratori tra industria e indotto. 
Per la bonifica e ristrutturazione dell'area industriale  sono previsti investimenti per 178 milioni di fondi pubblici, ancora una volta a carico della collettività.
 La Fiat, ormai impresa sempre meno torinese e sempre più multinazionale, non ha alcuna intenzione di pagare quanto necessario per incentivare il pensionamento di 600 lavoratori. Il gruppo -già torinese- ritiene di aver fatto un “grande regalo” lasciando a costo zero l’intero stabilimento ai futuri proprietari.
I debiti di Dr Motor, l’azienda dell’imprenditore molisano Massimo Di Risio che subentrerà -dovrebbe subentrare- a Fiat, ammontavano a fine 2009 a circa 74 milioni complessivi. Di questi 34 milioni con le banche, e c’era inoltre una posizione finanziaria netta negativa per 34 milioni a fronte di un patrimonio netto di poco meno di 10 milioni.
I maligni insinuano che alla Dr Motor più che il rilancio di Termini faccia gola il tesoretto di incentivi statali promesso per rilanciare quel polo industriale. Si tratta, infatti, di 178 milioni, 37 a fondo perduto, 45 come contributo all’occupazione della Regione, 95 sotto forma di credito bancario garantito.
Dr Motor dovrebbe, se tutto andrà in porto, assemblare a Termini Imerese piccole automobili low cost per conto di una multinazionale cinese.

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