1) Fra le conseguenze dello 'spread' alto, cioè quando questo indicatore supera i 4,50/5,00 punti, c'è l'impossibilità per un paese di poter recuperare la buona salute; la malattia diventa irreversibile -cronica- ed il tenore di vita dei cittadini di quel paese -inevitabilmente- è destinato a tornare ai livelli di 10 o 20 anni prima.

Oggi per loro, per questi paesi, è arrivata la "resa dei conti". Il mondo della finanza non è disposto a concedere ulteriormente credito a loro. La Grecia -come mostra il prospetto qui sotto- per ogni euro ottenuto in prestito (sempre che esista chi sia disposto a concederlo) dovrebbe pagare adesso più del 25% di interessi annui.
2) L'Italia è in questi giorni cruciali vicina al "punto di non ritorno". Servirebbe un governo che sapesse e volesse applicare la cura necessaria a non farci contagiare la malattia che sta rovinando il precedente benessere di Grecia, Portogallo ed Irlanda.

Si tenga presente che l'intero sistema scolastico-formativo italiano costa 60 miliardi di euro; ciò significa che gran parte delle nostre tasse finiscono nel pagamento degli interessi piuttosto che per assicurare migliori prospettive di vita ai nostri giovani.
Berlusconi non è l'uomo giusto per questa fase storica
Lo dimostra la mancanza di volontà (e possibilità) ad avviare la cura di cui il paese ha bisogno.
I nostri anziani dicevano che "u medicu pietusu lassa moriri u malatu". La verità però è che Berlusconi non applica l'amara cura per più ragioni:
1-pensa che nel 2012 o al più tardi nel 2013 ci saranno le elezioni e applicando l'amara cura rischia di perdere il potere;
2- è consapevole che una delle medicine indispensabili da somministrare al paese per ridurre il "debito pubblico" e neutralizzare le conseguenze è l'imposta patrimoniale che andrebbe a colpire la ricchezza dei detentori; ed egli è l'uomo più ricco d'Italia e .....
In conclusione egli non ama l'Italia, ama il potere e le sue ricchezze.
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