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mercoledì 24 giugno 2020

Ritagli di giornali. Chi era Moravia (1)

Quel 1968
Alberto Moravia nacque a Roma nel 1907 da una famiglia benestante dedita a professioni intellettuali. Giovanissimo, si ammala di tubercolosi ossea, malattia che lo costringe, in un’altalena di miglioramenti e ricadute, a tenersi lontano dalla scuola e, soprattutto, dalla vita di gioco e spensieratezza della sua età. 
Alterna la sua attività di romanziere con quella di giornalista. Nel 1941 sposa Elsa Morante da cui si separa nel 1962.

Con la sua attività di scrittore ha esplorato senza riserve i temi dell’alienazione sociale, mostrando l’ipocrisia, il materialismo e la povertà morale del suo tempo.
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In una intervista/confronto con cinque leaders dell'allora vivace contestazione studentesca, gestita dalla rivista  L'Espresso (nel 1968), così si autodefinisce:

“Sono nato e vissuto a Roma e ho avuto
sempre gli stessi problemi insoluti e
insolubili nel mio rapporto con la città”. 
  «Una piccola città mediterranea,
quasi più piena di monumenti che di case»
Io sono quel genere di proletario che si chiama artista. Gli oggetti che fabbrico sono romanzi, novelle, drammi. Cioè creo dal nulla, con le mie mani o meglio con la mia mente, qualche cosa che non c'era prima e la vendo. Se fossi in Cina non piazzerei i miei prodotti perchè non c'è richiesta in Cina, oggi, per prodotti come i miei. In Italia c'è, e non c'è; comunque vendo questi prodotti a chi le paga secondo le leggi del mercato, perchè, come ho detto, vivo del mio lavoro in un paese che è l'Italia. Non potrei collaborare a giornali di partito perchè non faccio parte di alcun partito 
cioè ho idee mie che, volta per volta, possono ma anche non possono  coincidere con quelle di un partito. Se collaborassi con L'Unità, per esempio, non potrei scrivere tutto quello che mi passa per la testa ; e d'altra parte, mentre oggi non avrei difficoltà ad approvare la linea de L'Unità quanto al Vietnam, per vent'anni quasi (fino al XX Congresso)  lo stalinismo mi avrebbe impedito assolutamente di collaborarvi. Pubblico così le mie novelle sul Corriere della Sera. Ma non troverete sul Corriere della Sera una sola mia riga a favore del sistema vigente oggi in Italia.

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