StatCounter

lunedì 10 aprile 2023

Politica e demografia. Se manca la prima crolla la seconda

In Italia crollano le nascite

Un Mezzogiorno che per molti aspetti
si desertifica, insieme ad alcune aree
del Centro, e di un Nord che con qualche
 eccezione riesce a limitare i danni. 





I dati sulle nascite 2022 in Italia sono più che sconfortanti: 393.000 bambini, mai così pochi ci dicono i media  dall’Unità d’Italia. Nel 1970 nacquero 900.000 bambini. Alcuni media internazionali hanno sentenziato:  l’Italia sta scomparendo! Col punto esclamativo. 

A cosa si deve il precipizio demografico ? 

(a) Non abbiamo, come in Francia, una legislazione e un welfare adeguati (gli asili, i pediatri, le carriere femminili!). 

(b) Abbiamo salari troppo bassi. Per una giovane coppia che deve pagare l’affitto, un figlio è un lusso. Due, non parliamone. 

(c) Ci stiamo abituando al figlio unico. 

(d) «La società italiana è ad alto tasso di egocentrismo», a sostenerlo è il sociologo Giuseppe De Rita). 

(e) I giovani italiani non amano il mondo di oggi, sono cauti e rimandano.


A Contessa Entellina? 

La tabella seguente riporta il dettaglio delle nascite e dei decessi dal 2002 al 2021. Vengono riportate anche le righe con i dati ISTAT rilevati in anagrafe della popolazione.

Come si può notare l'intero ventennio dal 2002 al 2022 fra nascite e decessi porta sempre il segno negativo. E non stiamo, almeno per adesso in questa pagina, considerando l'emigrazione.

Chissà se nell'imminente campagna elettorale per le "amministrative locali" qualcuno rifletterà e proporrà idee sulla problematica demografica. 

Sarebbe auspicabile.

AnnoBilancio demograficoNasciteVariaz.DecessiVariaz.Saldo
Naturale
20021 gennaio-31 dicembre23-37--14
20031 gennaio-31 dicembre12-1123-14-11
20041 gennaio-31 dicembre13+122-1-9
20051 gennaio-31 dicembre16+321-1-5
20061 gennaio-31 dicembre11-523+2-12
20071 gennaio-31 dicembre18+7230-5
20081 gennaio-31 dicembre15-316-7-1
20091 gennaio-31 dicembre14-120+4-6
20101 gennaio-31 dicembre14023+3-9
2011 (¹)1 gennaio-8 ottobre11-321-2-10
2011 (²)9 ottobre-31 dicembre1-105-16-4
2011 (³)1 gennaio-31 dicembre12-226+3-14
20121 gennaio-31 dicembre9-322-4-13
20131 gennaio-31 dicembre7-232+10-25
20141 gennaio-31 dicembre11+420-12-9
20151 gennaio-31 dicembre9-224+4-15
20161 gennaio-31 dicembre12+322-2-10
20171 gennaio-31 dicembre12026+4-14
2018*1 gennaio-31 dicembre14+227+1-13
2019*1 gennaio-31 dicembre6-831+4-25
2020*1 gennaio-31 dicembre19+1333+2-14
2021*1 gennaio-31 dicembre4-1515-18-11
(¹) bilancio demografico pre-censimento 2011 (dal 1 gennaio al 8 ottobre)
(²) bilancio demografico post-censimento 2011 (dal 9 ottobre al 31 dicembre)
(³) bilancio demografico 2011 (dal 1 gennaio al 31 dicembre). È la somma delle due righe precedenti.
(*) popolazione post-censimento

Nelle pieghe della politica. Se la campagna siciliana viene devastata da pannelli solari, la Regione intende introitare

E' questione di compensazioni

l'ambiente non conta

 Il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani: non saranno autorizzati nuovi impianti fotovoltaici fino a quando non saranno previste «compensazioni» per l’isola. 

Schifani così spiega la sua presa di posizione:  «La Sicilia, come altre regioni del Mezzogiorno, riceve moltissime richieste per la realizzazione di impianti fotovoltaici», conseguenza della posizione geografica che occupa, favorevole al fotovoltaico ed all'eolico. Ma «è un’energia che va al Nord e viene venduta a terzi, mentre l'Isola paga un prezzo di devastazione dei terreni agricoli e non ottiene che una piccola quota per i comuni». Da qui la richiesta: «Una quota di questa energia rimanga in Sicilia per abbattere la bolletta dei siciliani». 

Schifani ed i governatori di Calabria e Basilicata chiedono in buona sostanza compensazioni per i territori devastati. Per loro è bene ospitare impianti di energia rinnovabile, ma il «costo» dell'Isola e del Meridione  va risarcito. 

Se i presidenti settentrionali chiedono il federalismo fiscale e vogliono che il gettito prodotto al Nord resti al Nord, nel Meridione si chiede che l’energia prodotta nel Mezzogiorno soddisfi prima il fabbisogno del Mezzogiorno. Una quota dell’energia prodotta in Sicilia da rinnovabili deve andare a beneficio, in bolletta, dei cittadini dell’isola: «Molte società chiedono terreni per istallare pannelli fotovoltaici in Sicilia. Io chiedo che una parte dell’energia venga distribuita nella regione che la produce e che serva per abbattere i costi delle bollette dei cittadini, non voglio soldi. Chiediamo che sia varata una legge che benefici tutte le regioni interessate che, per gli impianti di energie rinnovabili, pagano un prezzo in termini di danneggiamento del paesaggio», 

Se l’energia prodotta nell'Isola deve finire altrove, siano concesse agevolazioni o royalties. Le norme attuali prevedono che il 3% di energia prodotta da fonti rinnovabili sia concessa ai Comuni dove sono sistemati gli impianti. Niente per le Regioni. 

  Per il ministero dell’Ambiente «la valutazione va fatta sull’interesse nazionale e non con la contrattazione singola». Mentre il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ricorda a Schifani che «i pannelli solari sono una grande scommessa per la Sicilia», dove Enel sta realizzando «il più grande stabilimento d’Europa».

Un Personaggio

 Eraclito di Efeso; E'  stato un filosofo greco antico, uno dei maggiori pensatori presocratici. Un Pensatore oscuro per eccellenza ed egli stesso nutriva sfiducia nella possibilità che il suo scritto potesse essere compreso dalla maggior parte degli uomini. Aristotele, che si suppone ne abbia letto integralmente l'opera, lo definisce «l'oscuro»; persino Socrate ebbe problemi a comprendere gli aforismi dell'«oscuro», sostenendo che erano profondi quanto le profondità raggiunte dai tuffatori di Delo. Eraclito influenzò in vario modo i pensatori successivi: da Platone allo stoicismo, la cui fisica ripropone in gran parte la teoria eraclitea del logos.

Nascita: 535 a.C.

Morte: 475 a.C.

Per Eraclito tutti coloro che si atteggiano a vittima in realtà stanno usando uno scudo e spesso l’autocommiserazione. Per loro è l’unico modo che conoscono per volersi un po’ bene. Ma la verità di Eraclito, risalente a ventisei secoli fa, è che: 

«Il destino è il carattere». 

E significa che "Noi tutti" siamo il risultato non di ciò che ci succede, ma del modo in cui reagiamo a ciò che ci succede. 

domenica 9 aprile 2023

Auguri di Buona Pasqua all'Italia, soprattutto al Meridione

I giornali, pure nel giorno di Pasqua (giorno della Resurrezione) recriminano. Premettono che l'intero pianeta sta vivendo giorni difficili (con la guerra in essere in Ucraina e con la minaccia di guerra in estremo Oriente dove la Cina -forse- sta per immaginare l'invasione di Taiwan). A queste già gravi situazioni aggiungono l'alterazione climatica operata dall'uomo, la crisi energeticas che porta con sè l'inflazione e con l'inflazione la disoccupazione e la povertà da bassi salari.

Auguri di Buona Pasqua ci scambiamo tutti fra noi parenti, amici e conoscenti. Lo facciamo non come facevano i nostri genitori, di presenza o inviando le cartolline più espressive di un tempo, lo facciamo col whatsapp.

 L'Italia, nel quadro europeo delle difficoltà è -come spesso è capitato dal secondo dopo guerra- in primo piano. I servizi e le funzioni pubbliche sono all'osso. L'incompetenza, la disinvoltura e la chiacchiera fanno da primato mondiale. E... fra promesse che come al solito non verranno mantenute c'è ... la realizzazione degli obiettivi del Pnrr.

Il PNRR


Un ceto politico di chiacchieroni e una burocrazia non all’altezza del periodo attuale costituiscono il problema del Paese, lo ha spiegato ieri sul Corriere, in maniera magistrale, il prof.  Sabino Cassese. Il nostro Mezzogiorno, ed in primo luogo la Sicilia, hanno il primato del non saper fare, se non festicciole, montare palchi e ...  il tutto col denaro pubblico... 

 I soldi del Next Generation Eu si immagina -già da adesso- che  incontreranno difficoltà: non solamente nel “fare” i progetti, che in qualche modo si stanno mettemdo in linea, quanto nell’“attuarli”.  Scrivono i giornali del Nord che l’Ue ha dato tanti soldi all’Italia sapendo che non sarebbe riuscita a spenderli nei modi e tempi prescritti dalle regole europee,  pena la perdita dell’enorme beneficio. E ad oggi proprio del rischio si parla.

  Il governo prova ad ottenere dall’Europa rimodulazione del Pnrr e flessibilità dei tempi. È la solita italietta dell’inefficienza e della chiacchiera, scrivono ancora i giornali.

 La questione riguarda l'Amministrazione centrale, ma è molto più grave nei municipi del Sud. Qui le strutture pubbliche, che non sempre sanno offrire i compiti di gestione ordinaria, non sono assolutamente in grado di fronteggiare la realizzazione di progetti complessi, sempre che li abbiano realizzati in linea coi canoni dell’Ue. Tant’è vero che le amministrazioni del Nord, di destra e di sinistra, si sono subito dette pronte a utilizzare i fondi che il Mezzogiorno non è in grado di spendere.


Settimana Santa. Riflessioni, documenti, storia

 La Risurrezione

di Gianfranco Ravasi

(dal testo: La Settimana Santa)

"...Innanzitutto sottolineamo che per il Nuovo Testamento la misteriosa vicenda finale di Cristo non può essere ricondotta alla rianimazione pura e semplice di un cadavere, come quelle compiute da Gesù nei confronti di Lazzaro (Giovanni 11) e del figlio della vedova di Nain (Luca 7,11-17)....".

Risurrezione e glorificazione

Il seme ed il lievito sono penetrati attraverso Gesù Cristo nella realtà intera dell'umanità e nell'essere cosmico trasfigurandoli; è un irruzione che feconda di eterno e di infinito il nostro tempo e il nostro spazio. Per esprimere questo evento, che incide nella storia in modo diretto ma soprattutto in forma globale, il Nuovo Testamento è ricorso a due linguaggi che tentano di manifestare ciò che è per eccellenza un " mistero", cioè una realtà trascendente e superiore all'orizonte umano. Il primo è quello della risurrezione , un linguaggio già noto all'Antico Testamento: basterebbe leggere il capitolo 37 di Ezechiele ove in una visione surreale, il profeta descrive lo Spirito creatore di Dio che ritesse su una distesa di scheletri la carne della vita, dando origine a un  immenso popolo vivente. Il Nuovo Testamento esprime la "risurrezione" o col verbo egheirein, "risvegliare" dalla morte, simbolicamente intesa come un sonno, oppure col verbo anistemi, "levarsi, sorgere in piedi". Dietro il velo del linguaggio simbolico si vuole indicare che Gesù come uomo passa attraverso il segno radicale dell'umanità, la morte, "risvegliandosi" alla vita divina che gli appartiene e che ora pervade il morire, vincendolo.

  C'è, però, un altro linguaggio, caro a Giovanni, a Luca e a Paolo che è definito di esaltazione o glorificazione ed è espresso col verbo greco hipsoun "innalzare, elevare", e con immagini di ascensione verso l'alto. Basterebbe citare tre frammenti giovannei: "Come Mosé innalzò nel deserto il serpente, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo ...   ... Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono (nome divino)...   ... Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me". (3,14; 8,22; 12,32).  Oppure basterebbe rievocare il racconto dell'ascensione al cielo ribadito in finale di vangelo (24,50-53) e in apertura agli Atti degli Apostoli (1,6-12).  Il senso del linguaggio è chiaro. Con la "risurrezione" si afferma soprattutto la continuità tra il Gesù storico e il Cristo risorto; con l' "esaltazione" si celebra la gloria divina del Risorto. Venendo in mezzo a noi, Gesù è divenuto in tutto simile a noi; con la sua morte egli conclude la sua parabola storica ma è "esaltato", cioè rientra nel mondo divino a cui appartiene come Figlio di Dio, attirando a sé quell'umanità che egli aveva assunto incarnandosi e morendo per condurla alla gloria. Tutto questo è nitidamente dichiarato in un inno che Paolo incastona nella sua lettera ai Filippesi (2,6-11).

  L'ascensione-esaltazione-innalzamento-glorificazione non è, quindi, da concepire in termini materialistici o "astronautici" ma secondo categorie teologiche: tra l'altro, in tutte le culture il cielo è l'area della divinità perchè trascende l'orizzonte terreno, è il simbolo della superiorità e diversità di Dio rispetto all'uomo. Ciò che accade nella riusurrezione di Cristo è, dunque, un evento complesso, accuratamente rappresentato dai Vangeli. E' un evento che si radica nel tempo e nello spazio, cioè nella morte e in una tomba, e che per questo ammette una verificabilità storica; ma esso fiorisce nell'eterno e nel divino, ed è per questo che esige un'analisi nella fede e nella teologia. Nella sua sostanza la Pasqua di Cristo è una realtà trascendente e, come tale, supera la pura verifica storica. Ma ha una risonanza efficace anche nella storia e nello spazio ove rimangono tracce e segni. Ora comprendiamo perché gli evangelisti si siano rifiutati di ridurre quello che avviene al sepolcro di Cristo entro i confini di una rianimazione di cadavere ma siano ricorsi a linguaggi più profondi. Rimane, però, aperta una questione: se Cristo è risorto ed è glorificato, dovrebbe essere possibile ancora incontrarlo, sia pure attraverso un'esperienza particolare e non banalmente esteriore. E' ciò che vedremo subito vagliando quelle testimonianze evangeliche di solito catalogate sotto il termine poco felice di apparizioni.

Un Personaggio


 Hans Küng: e' stato un teologo, presbitero e saggista svizzero. Oltre ad essersi dedicato allo studio della storia delle religioni, in particolare quelle abramitiche, Küng era noto internazionalmente soprattutto per le sue posizioni in campo teologico e morale, spesso critiche verso la dottrina della Chiesa cattolica.

Nascita:  19 marzo 1928

Morte: 6 aprile 2021

Incarnazione di Dio in Gesù significa che:

"In tutti i discorsi di Gesù, in tutta la sua predicazione,

e nell'intero suo comportamento e destino, hanno preso figura umana 

la Parola e la Volontà di Dio: 

in tutto il suo parlare e agire, patire e morire,

insomma in tutta la sua persona, Gesù ha annunciato,

manifestato, rivelato la Parola e la Volontà di

Dio.

Egli, nel quale parola e volontà, insegnamento e vita,

essere e agire coincidono perfettamente, è

corporalmente, è in figura umana Parola,

Volontà,

Figlio di Dio.

sabato 8 aprile 2023

Settimana Santa. Riflessioni, documenti, storia

 La difficoltà della Fede


L'arresto e la crocifissione del Nazareno creò lo sbandamento nel movimento che si era raccolto attorno a lui. Pietro che aveva seguito il Maestro (in stato di arresto) fino alla sede del Gran Sacerdote, davanti ad una serva non seppe fare altro che negare di conoscere colui che era stato "fermato". Solo alcune donne restarono fino al Golgota a mostrare vicinanza al Crocifisso. Sempre Pietro era, a crocifissione del "maestro" avvenuta, tornato a fare il pescatore.

 


Cosa conosciamo di Santa Maria del Bosco (4)

 Dal testo curato da Antonino G. Marchese "L'Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro"

INTRODUZIONE di Cataldo Naro

Arcivescovo di Monreale e Abate di Santa Maria del Bosco

= = = 

   Costruzioni quali l'abbazia di Santa Maria del Bosco sono nate dalla fede e per la fede. Dalla fede, cioè da una consapevolezza credente, da un desiderio di dare lode a Dio con l'intera propria vita e attraverso l'habitat stesso della propria esistenza: la casa in cui si vive con tutti i suoi ambienti: lo spazio per la preghiera ed anche quello per cucinare e per mangiare ed ancora quello per dormire e non escludendo quelli del lavoro e del riposo durante la fatica del giorno. La casa ma anche l'ambiente circostante: la campagna, il bosco, i monti, l'intero paesaggio. Il monsaco dedica l'intera sua esistenza a Dio e vive questa sua tensione religiosa, il dono a Dio di tutto se stesso, assieme a tutti gli altri monaci che vivono sotto la medesima regola e sotto il medesimo abate nella medesima casa. La casa non è divisibile dall'uomo che la costruisce e la abita, dice il suo intento, esprime la sua visione del mondo, manifesta il suo progetto di vita. La bellezza della casa dice l'interiorità di chi la costruisce. L'ormai abbandonata e silenziosa Santa Maria del Bosco dice ancora, nella precisa divisione dei suoi grandi spazi -la chiesa semidiruta, i due bellissimi chiostri, l'imponente dormitorio e le ampie celle- l'ardente desiderio di Dio che portò sul posto i primi monaci e li spinse a costruire la loro magnifica abbazia. E' un luogo di bellezza. Ed è stata anche un centro di spiritualità cristiana. Nata dalla fede, essa fu pensata anche per la fede, cioè per esprimerla e per incrementarla. Non pensarono solo a se stessi, quei primi monaci. Pensarono per le generazioni di monaci che avrebbero fatto la loro medesima scelta di vita. Pensarono per quanti sarebbero venuti, lungo i secoli, sulle loro tracce, a cercare l'unione con Dio tra le sue mura. Avevano la certezza che tanti altri li avrebbero seguiti, in quella stessa grande casa, nella ricerca di Dio.

(Segue)

Un Personaggio

Fozio I di Costantinopoli, chiamato Fozio il Grande: E' stato un bibliografo, erudito e patriarca bizantino di Costantinopoli. Fu anche maestro di filosofia greca presso l'Università Imperiale di Costantinopoli.

Per due volte fu Patriarca e per due volte fu deposto: la prima dal Natale dell'anno 858 all'867; la seconda dall'877 fino all'886. È uno dei quattro Padri della Chiesa d'Oriente che portano il titolo di "Grande" insieme a Basilio, Antonio ed Atanasio. 

È venerato come santo dalla Chiesa d'Oriente.

Nascita:  810

Morte:  6 febbraio 893 


Una bocca che non gusta

la dolcezza fa l'uomo simile a 

una pietra;


ancor più


un'anima privata di libri  

sembra essere

morta nell'uomo.

  

venerdì 7 aprile 2023

Settimana Santa. Riflessioni, documenti, storia

  Crocifissione

 La crocifissione di Gesù dal mondo cristiano viene intesa da un lato come la fine e dall'altro come l'inizio rispettivamente di due tempi della vicenda umana.

Da un lato cessò il ministero terreno di Gesù che secondo gli studiosi sarebbe durato dai 18 mesi ai 30 mesi, dall'altro lato sarebbe iniziato il nuovo movimentoi dei "cristiani" che ha tagliato ogni legame con radici e credo ebraico per avviare una nuova e, sotto parecchi aspetti, diversa religiosità monoteista.

 La crocifissione e morte di Cristo ebbe del sorprendente: la crocifissione nell'ordinamento romano era applicabile ai peggiori criminali o ai ribelli e nemici dell'Impero. Peraltro era una esecuzione infamante che poteva recare atroci sofferenze per ore, se non per giorni, ai destinatari. L'Impero teveva molto a che l'esecuzione per crocifissione avvenisse in pubblico: doveva servire da deterrente per chi pensasse di sottrarsi al governo imperiale di Roma.

  Gli storici ci dicono che le esecuzioni per crocifissioni, proprio per essere ammonizione per i nemici dell'Impero, venivano eseguiti per gruppi ed è questa la circostanza che vede Gesù in croce in mezzo a due criminali (Marco 15,27). Pilato in quella Pasqua ebraica di due millenni fa non perse l'occasione di ricordare, alle migliaia di pellegrini che si recavano a Gerusalemme, chi stesse al comando del territorio.

   I Vangeli come luogo per l'esecuzione dei condannati in croce indicano il Golgota (=luogo del cranio). Gli archeologi ipotizzano una pratica romana di gettare i corpi  dei crocifissi in un canale di scolo  o in una fossa comune delle vicinanze. Secondo il Vangelo di Marco, Giuseppe d'Arimatea, membro del Sinedrio (=Supremo Consiglio Ebraico)  andò da Pilato per chiedergli il corpo di Gesù. Questo passaggio del Vangelo verosimilmente vuole ricordare che anche fra i Farisei esistevano figure vicine a Gesù. D'altronde il Vangelo di Matteo (25,57) definisce Giuseppe "un amico di Gesù".

Un Personaggio

In questa pagina riportiamo il

pensiero di due autori del libro: Disputa su Dio e dintorni-Mondadori

Corrado Augias: giornalista, scrittore, conduttore televisivo, autore televisivo, drammaturgo ed ex politico italiano. Fra le tematiche più ricorrenti delle lettere, libri e intrattenimenti si ritrovano il pluralismo, la laicità, le questioni etiche, la democrazia, i diritti umani.

Nascita: 26 gennaio 1935 (età 88 anni), Roma

Non credo che siamo stati creati per

volontà di un qualche Dio;

tanto meno fatti "a sua immagine e somiglianza".

Non credo che ci sia un'altra vita dopo

la morte, sono convinto che con l'ultimo

respiro ciò che era polvere torni ad

essere polvere, torni cioè nel grande

flusso dell'Essere.

 Vito Mancuso: è un teologo e docente italiano. Dal 2013 al 2014 è stato docente di "Storia delle Dottrine Teologiche" presso l'Università degli Studi di Padova. È stato docente di teologia presso la Facoltà di filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011. 

Nascita: 9 dicembre 1962 (età 60 anni).

Credo che oltre alla polvere noi consistiamo

di un'altra dimensione, l'anima spirituale.

Per questo sostengo che la verità definitiva

della nostra personalità è l'Essere eterno e

 personale,

quel Dio interpretato dalle diverse religioni 

in vario modo, e dal Cristianesimo come

Amore

Dopo 6 mesi di governo. La Destra Italiana riesce a ben guidare il Paese ?

 Da un interessante articolo giornalistico del 4.4.2023 di Ernesto Galli Della Loggia, estrapoliamo un tratto dal testo.

  1. La vittoria elettorale dà questa illusione, dà l’illusione di avere tutte le carte in mano: ma quando arriva il momento di calarle sul tavolo spesso ci si accorge che la vera partita si gioca in realtà con altri strumenti. Con l’autorevolezza, con la capacità d’influenza e di relazione, con la conoscenza delle convenzioni espressive e del bon ton istituzionale, con l’iniziativa e la credibilità personali. Sono le cose, per l’appunto, che distinguono una classe dirigente, quella classe dirigente che all’attuale destra di governo manca. Non per sua colpa ma per ragioni storiche: perché, anche se è stata più volte al governo, della classe dirigente della Repubblica la destra in realtà non ha mai fatto parte. Certo, tra le sue fila ha sempre annoverato qualche personalità di rilievo, ma dietro di sé non ha mai avuto un vero ambiente intrinseco al potere sociale, mai vasti giri di relazioni importanti nei luoghi dove si formano e si accreditano i valori e le idee dominanti. Da settant’anni, in tutti questi ambiti l’agenda e i suoi contenuti sono stati sempre dettati da altri.

Capita


Alla tematica Pnŕr ampio spazio
lo dedica il Corriere della Sera
 Dopo le uscite della "Lega" che prendendo atto che l'Italia non è capace di spendere i soldi del PNRR ha proposto di rinunciare ad una parte di quei soldi messi a disposizione dell'U.E., adesso è la volta  dei Comuni (e di tanti Sindaci). 

= = = 

  Tantissimi sindaci, che peraltro non esiteranno a ri-candidarsi alle imminenti consultazioni elettorali di fine maggio, cominciano a dire che le "amministrazioni locali non sempre sono in grado di spendere le risorse di Bruxelles!. Eppure hanno avuto due e più anni di tempo per adoperarsi e valutare il da fare.

A fronte di chi si riconosce "in-competente" ci sono sindaci, del Nord, che dichiarano: «Chi non sa usare i soldi li dia a noi». Con questa uscita è partito sui giornali il governatore del Veneto Luca Zaia (Lega) e il sindaco di Milano Beppe Sala (Pd). 

  Come mai i Comuni manifestano incapacità ? Perché non riescono ad intervenire e preferiscono evitare rischi nel processo di rimodulazione del Pnrr? 

Il problema è che noi dobbiamo in Europa
presentarci con un’analisi molto
puntuale di che cosa vogliamo tirar
fuori dal piano e di che cosa vogliamo
spostare sui fondi strutturali,
dobbiamo essere sicuri progetto
per progetto. Ora abbiamo una
 polverizzazione degli investimenti
relativamente piccoli.

Piccoli Comuni
La rigenerazione urbana
nei Comuni sotto i 15.000
abitanti conta
su un Fondo da 235 milioni
di euro per gli anni 2025-2026
 istituito presso il Ministero dell'Interno
.
È stata, inoltre, valutata la
possibilità di recuperare risorse
da destinare al recupero del
patrimonio immobiliare.
Il professore Carlo Altomonte, direttore del Pnrr Lab dell’università Bocconi, spiega alla domanda sul Perché una amministrazione può non essere capace di spendere dei soldi.

Il percorso si può incagliare su una valutazione d’impatto ambientale o sulla conferenza dei servizi, anche se diverse procedure sono state molto semplificate. Ma il problema principale è la redazione del progetto tecnico che è in capo all’amministrazione comunale. Il Comune insomma non è in grado di presentare un progetto tecnico su cui poi fare un capitolato e quindi la gara d’appalto. Insomma non ci sono le competenze per presentare un progetto. Succede che un Comune vinca un progetto per una riqualificazione urbana, ma il tecnico comunale che deve progettarla non ha tutte le competenze necessarie. Magari poi il progetto si realizza, ma il capitolato ha numeri non congrui e diventa complicato trovare fornitori. Ci sono diversi di questi esempi. Noi siamo ancora convinti che gli investimenti in Italia non si fanno per contenziosi e ricorsi amministrativi dopo l’assegnazione, in realtà il problema è a monte. Il progetto tecnico fatto dall’amministrazione locale è spesso deficitario e questo poi porta a problemi nella realizzazione dell’opera è già nella gara d’appalto. È la capacità amministrativa che andrebbe potenziata: o si centralizza, che è la strada seguita dal precedente governo e i progetti vengono assegnati ai tecnici nazionali , oppure si potenzia la capacità tecnica nel locale, ma ci vuole tempo.

Rimandare indietro i soldi tecnicamente è fattibile: si può rimodulare, dire non ci interessa fare questi investimenti e quindi non spendere. Il problema però è che se poi si cambia idea e si vogliono fare gli investimenti, anziché avere un finanziamento a 10 anni allo zero virgola, poi si avrà al 4 e mezzo, quindi bisogna fare molta attenzione. Siamo proprio sicuri che sono tutti investimenti che non vogliamo fare? Non è forse meglio dire: facciamoli tutti, magari cambiando un po’ le articolazioni e cambiando magari la tempistica?

giovedì 6 aprile 2023

Terzo millennio. L'essere umano e l'essere tecnologico

Verso quale mondo corriamo?

 Nelle telenovele -scrive il giornalista Massimo Gramellini- capita di assistere  ad un figlio morente che prima di chiudere gli occhi affida le proprie creature minorenni alla sua anziana madre,  alla loro nonna.

  La scienza dei nostri giorni è arrivata a proporci scenari che vanno oltre ogni immaginazione che sappiano di umanità; di umanità come fino ad oggi l'abbiamo intesa: Ana Obregon  promette al figlio Aless morente, di garantirgli un erede. A sepoltura del figlio, grazie al seme congelato di lui, si reca in Florida per praticare la, così-definita dai media, maternità surrogata. 
  Adesso, a 68 anni, Ana stringe fra le braccia una figlia che in realtà è -da parte di padre- sua nipote. 
  

P.N.R.R. //Il rischio di perdere opportunità

  Che la Pubblica Amministrazione in Italia non ha mai brillato in termini di efficienza è più che notorio. 

  Che sui dirigenti superpagati le verifiche sui risultati lascino dubitare ne sono convinti tantissimi italiani-contribuenti. A questo c'è da aggiungere la Politica che da noi non riesce quasi mai a ... decidere.

 Che succede col PNRR?

  Da due anni i media ci illustrano le opportunità che l'Europa ha proposto all'Italia. 

Di cosa si tratta ? E cosa è accaduto finora?

  •    Il PNRR promosso al livello UE ha assegnato all'Italia 191,5 miliardi di euro fino al 2026 da impiegare (investire) nei settori: 1) digitalizzazione 2) transizione verde 3) infrastrutture 4) istruzione 5) inclusione 6) salute.

  •    Dei 191,5 miliardi di euro previsti per il nostro Paese, 68,9 sono stati assegnati come sovvenzioni, (aiuti) a fondo perduto, e 12,6 miliardi come prestiti da rimborsare.
  • Finora l'Italia ha già ricevuto 66,9 miliardi, 24,9 a titolo di anticipo (di cui 8,9 miliardi a fondo perduto e 15,9 di prestiti) e 42 miliardi (di cui 22 di prestiti) per le prime due rate sugli obiettivi fino al primo semestre 2022.


*     *     *

LA TERZA  RATA  NON E'  STATA  ANCORA  SBLOCCATA

La Commissione Europea non ha ancora sbloccato il 19 miliardi (terza rata)  legati al conseguimento degli obiettivi per il secondo semestre 2022.
Finora dei 66,9 miliardi ricevuti l'Italia ne ha spesi circa 23.

Settimana Santa. Riflessioni, documenti, storia

Gesù/Cristo

Non si tratta di Nome e Cognome

  Il Cristianesimo è la religione che ha plasmato la gran parte del mondo che definiamo "Occidente", e non solamente esso. Sappiamo tutti, sin dagli anni del catechismo che esso piglia nome e comincia ad essere tratteggiato duemila anni fa da Cristo. I tratti del Cristianesimo non sono solamenti quelli di Cristo, c'è anche Gesù ad avere contribuito alla costruzione dell'edificio "Chiesa" o "Chiese cristiane". Nel corso della Storia il Gesù della Storia è divenuto prima il Gesù Cristo, e poi il Cristo.

Leggendo, sulla vastissima pubblicistica esistente, la vicenda si ha la sensazione che fra il Gesù evangelico ed il Cristianesimo storicamente realizzato è necessario -anche- evidenziare il ruolo del Cristo, che in effetti per tutti i credenti dovrebbero coincidere.

  1) Nessuno mette in dubblio che l'edificio cristiano ha messo le proprie basi grazie all'impuso originario di Gesù di Nazareth, quello di cui ai Vangeli;

  2) L'identità cristiana delle diverse comunità si è sviluppata però sulla base dell'idea di Cristo, ed infatti il Cristianesimo si chiama così, perchè esprime l'idea che esso è Cristo (cioè, Dio=uomo);

   3) L'identità si basa, quindi non su Gesù, o non solamente su Gesù, ma su Cristo. Ed i cristiani non sono identificati come "gesuani", ma appunto come cristiani.

  4) Ovviamente nessuno mette in dubbio che Gesù e Cristo sono correlati, ma non esprimono nell'interpretazione collettiva, in quella mondiale, la stessa cosa.

  5) Quale sarebbe, allora, la correlazione?  Per taluni scrittori, commentatori e pubblicisti il Cristianesimo ha, o meglio possiede due versanti: a) c'è il fatto storico per intero svolto è identificato in Gesù di Nazareth b) c'è poi l'interpretazione del fatto storico che avviene (che si svolge) col "Cristo", che in un certo senso vuole esprimere l'idea di unità di Dio e uomo.

  Per provare ad essere più chiari:

  1) Esiste un evento storico Gesù di Nazaret;

  2) C'è l'interpretazione del termine "Cristo" (=Messia);

   3) C'è la legittimazione e la connessione secondo cui Gesù  vada interpretato in Cristo.

 Ed oggi Gesù e Cristo li si pronuncia in "unità": Gesù Cristo, anche se i più attenti preferiscono pronunciare "Gesù il Cristo".

La società degli uomini

Hai memoria della gente «impegnata?, 

dei compagni ?»

Lo ha chiesto, a me che scrivo, un amico di altri tempi che non incontravo da oltre un paio di decennio. Mi ha, dopo appena pochi preliminari  su come stessi e cosa facessi, subito evidenziato come coloro che un tempo definivamo di estrema destra adesso si ritrovano in Fratelli d’Italia, partito che addirittura raccoglie voti negli ambienti operai e adesso guida il Governo del Paese. Si chiedeva, l'amico, dove sono finite quelle maree di operai, sindacalisti, militanti della Sinistra socialista e gli ex-comunisti che volevano la società "giusta".

Pensare il futuro sottintende la pretesa
 che la realtà debba adeguarsi a idee
 formulate “a tavolino” che non possono
 non essere vincolate ad una ben
precisa visione del mondo storicamente
 determinata.


 Dopo che ci siamo seduti attorno ad un tavolo di un bar, il compagno d'altri tempi comincio' a rievocare cosa stesse alla base della coscienza di classe di "allora", quando nelle sezioni dei partiti e nelle sedi della Cgil si organizzavano proteste, manifestazioni per conseguire risultati per i territori svantaggiati ed i contesti sociali meno favoriti. Quando uomini come Ciccio Di Martino sapevano ispirare fiducia e riuscivano a mobilitare la gente verso sempre ulteriori traguardi.

 Adesso -continuava l'antico compagno d'altri tempi- nonostante l’impoverimento del Paese, in Italia la conflittualità sociale è scomparsa. E dove si spengono le attese e la conflittualità sociale non esiste più equa distribuzione del reddito nazionale. Non soltanto non c’è traccia delle proteste, ma non si vede l’ombra di cortei che invece percorrono la Francia di Macron e il Regno Unito.  Gli italiani sembrano non avere nessuna fiducia  nell’azione collettiva, né tanto meno nella politica finita ormai tutta nelle mani di uomini di cultura (se così si può definire) di impronta liberista. L'Italia, tratteggiata dall'antico compagno socialista di un tempo, non sarebbe altro che un Paese senza élites per le classi subordinate e sfavorite. L'attuale Pd non sarebbe altro che un partito liberista ai modi del Malagodi di mezzo secolo fà.  In realtà -evidenzia l'amico- le stesse classi dirigenti del sistema economico, le classi che definiamo ricche, pensano, parlano e si muovono come fossero pure loro povere.  Non possiedono nemmeno loro l'entusiamo di investire, espandere le attività.

Da decenni centro destra e centro sinistra non investono nella scuola, nell’università, nella ricerca, nell’arte, nei musei, nelle mostre, nella musica, nel teatro, e nemmeno nella viabilità, nei corsi di formazione, nella campagna priva di viabilità e nella formazione-sviluppo della cultura per il lavoro.

 Molti italiani ricchi, sono ricchi di portafoglio ma non spendono per investire, per inventare un mondo nuovo che dovrebbe sempre e comunque essere perseguito, non spendono per la cultura avanzata che altrove in Europa costituisce una meta. Sono ricchi e non hanno gusto. Tanti ricchi di oggi non saprebbero spiegare l'origine delle loro ricchezze dal momento che non passa giorno che non leggiamo altro che di mafie, di droga, di prostituzione e di illegalità: tasse non pagate, contributi evasi, lavoro nero. Esiste, nell'Italia di oggi un serio problema di legalità, di selezione della classe dirigente, di opportunità per chi ha studiato o semplicemente ha voglia di fare e di fare onestamente. Il Paese non prospera con la finta Sinistra post democristiana e la Destra priva della cultura di governo. 

L'amico che ho ascoltato con grande piacere, non è un nostalgico di un tempo che non è mai stato, nemmeno in passato,  "giusto"; è un amante, un uomo con la tensione verso la "giustizia sociale", quella giustizia che al di là di come venga definita "socialista, democratica, giustizia e libertà...", nel mondo degli uomini non verrà mai completamente realizzata. 

 E purtroppo non si tratta di pessimismo. Il mondo degli uomini non potrà che essere guidato da ... uomini.

Un Personaggio

 Ludwig Josef Johann Wittgenstein: è stato un filosofo e logico austriaco, il cui ambito di studio era incentrato soprattutto nella logica, nella filosofia del linguaggio, della mente e della matematica, considerato - specialmente nel mondo accademico anglosassone - uno dei massimi pensatori del XX secolo.

Nascita: 26 aprile 1889, Vienna, Austria
Morte: 29 aprile 1951, Cambridge, Regno Unito

Conprendere una proposizione

vuole dire sapere che accada

se essa è vera.

mercoledì 5 aprile 2023

Settimana Santa. Riflessioni, documenti, storia

Un punto di vista ebraico

 Il libro di Chaim Cohn, "Processo e Morte di Gesù", fa ampi richiami al diritto ebraico e romano del periodo in cui il Nazareno fu condannato alla crocifissione. L'autore è stato nel periodo successivo alla fondazione dello Stato d'Israele (1949) Procuratore Generale del Tribunale di quel Paese e nella veste di giurista ed anche di storico ha studiato con grande passione, nel lungo lasso di un ventennio, la vicenda che porto' alla crocifissione di Cristo. Nella pagina sul Blog di oggi non intendiamo affrontare il merito del libro, su cui ci proponiamo nel lungo lasso di tempo di cogliere come il mondo ebraico dei nostri giorno si pone nei confronti del Cristianesimo.
_ _ _ 

 In una nota del testo riprendiamo, per il blog, per intanto, una nota di Martin Mordechai Buber 1878-1965 (filosofo, teologo e pedagogista austriaco naturalizzato israeliano) il quale enfatizza come per l'ebraismo abbia importanza che una fede come quella cristiana sia sorta dall'interno dell'ebraismo, come da una sua costola, propagandosi nel mondo.

*   *   *

 "Da circa cinquant'anni ho fatto oggetto cospicuo dei miei studi il Nuovo Testamento, e ritengo di essere un buon lettore che presta ascolto senza pregiudizi a ciò che viene detto. Fin dalla giovinezza ho percepito Gesù come un mio fratello grande. Il fatto che il Cristianesimo lo abbia considerato e lo consideri come Dio e Redentore a me è sempre apparso un dato di fatto della massima serietà, che devo cercare di capire sia in se stesso che per me (...). Il mio rapporto personale di apertura fraterna a Gesù è diventato sempre più forte e più puro, e oggi guardo a lui con uno sguardo più intenso e limpido che mai. Per me è più certo che mai che a Gesù spetta un grande posto nella storia della fede di Israele, e che questo posto non può essere definito con nessuna delle categorie usuali". E pur teorizzando i "due tipi di fede", l'uno ebraico (emunah, affidamento del credente alla mano protettrice di Dio) e l'altro cristiano (pistis, professione di un contenuto di fede), scrive: "Ciascuna fede ha gettato radici anche nell'altro campo, quella ebraica nel terreno cristiano e quella cristiana nel terreno ebraico, e anzi già nel terreno ebraico pre-cristiano -ciò si spiega col fatto che tale  fede derivava da una religiosità "ellenistica" (ossia da una religiosità dell'Oriente decadente plasmata dall'eidos tardo ellenistico) la quale era infiltrata nel Giudaismo già prima di contribuire al sorgere del Cristianesimo; ma solo nel Cristianesimo primitivo questa (seconda) fede ha raggiunto la sua piena maturazione, è diventata in senso stretto e pregnante fede dei credenti (...) nell'insegnamento dello stesso Gesù, così come lo conosciamo dai testi più antichi dei Vangeli, domina l'elemento genuinamente giudaico.. E quando in seguito dei cristiani sentiranno il desiderio di ritornare al genuino insegnamento di Gesù, non di rado si intavolerà, su questo come su altri punti, una specie di dialogo inconsapevole col genuino ebraismo".

Ambiente e Riflessione (4)

Il pianeta Terra,

i beni comuni,

il vivere in modo sostenibile in relazione 

all'ambiente 

  Le caratteristiche e le conseguenti gestioni delle risorse naturali non possiedono uniformità; infatti:

Lo sviluppo ambientale è quello
sviluppo che soddisfa i bisogni del
presente senza compromettere la
possibilità delle generazioni future
di soddisfare i propri bisogni.



1) Esistono risorse che vengono considerate inesauribili (p.e. l'energia solare ed i suoi derivati, p.e. l'energia eolica). Adoperarsi sul piano politico ed in quello tecnico perchè si faccia via via maggior ricorso per  a)  catturare calore b) generare elettricità oppure c) ottenere energia  dal vento, sono comportamenti che non alterano in nulla la disponibilità futura né del sole né del vento. Sono  fonti quelle del sole e del vento inesauribili e seppure il sole un giorno si spegnerà, capiterà tra miliardi di anni.

2) Esistono risorse classificate rinnovabili, e però potenzialmente esauribili (p.e.  a) le risorse ittiche, b) le risorse boschive. Queste sono certamente sfruttabili dall'uomo, ma va evitato che si tratti di uno sfruttamento intensivo e senza la dovuta attenzione all'ecosistema (=la comunità naturale di organismi viventi e l'ambiente fisico nel quale essi vivono). E' ovvio che la disponibilità futura delle risorse "rinnovabili" dipende  dall'evolversi degli ecosistemi ed esige problematiche di gestione differenti da quelle relative alle risorse rinnovabili.

3) Esistono ancora le risorse non rinnovabili quali i combustibili fossili; quando vengono bruciati si disperdono e non sono più recuperabili (minerali metallici, sali o minerali utilizzati  nelle costruzioni). Sono in linea di massima riciclabili, come lo sono taluni derivati del petrolio.

 Dal quadro che risulta è ovvio che la gestione delle risorse rinnovabili e non rinnovabili è, e deve essere, molto differente. Per queste ultime si pone anzitutto di fissare un ritmo di estrazione rispetto alla richiesta corrente e a quella del futuro. La tendenza comunque è che le risorse non rinnovabili vengano estratte via da luoghi sempre più difficoltosi da sfruttare. Basta pensare che il petrolio lo si estrae persino dalle profondità marine.

 Le esigenze di risorse, di qualsiasi natura, dipendono comunque da vari fattori, non tutti determinabili: dal trend di crescita o meno della popolazione mondiale, dagli stili di vita dei popoli,  dalla possibilità o meno del riciclaggio (che non potrà mai avvenire al 100%).

(Segue)