
Insegnare ai figli
Guardare in direzione del cielo
significa volgere lo sguardo alla
speranza.
Libertà, scomodità, fragilità,
cambiamento, determinazione,
talento, sembrano essere
gli elementi indispensabili per
«mordere il cielo»
«A voi piace questo mondo?»
«Noi pensavamo sarebbe bastata
la filosofia del qui e ora.
E, invece, in questo momento
è necessario avere una visione,
altrimenti davvero è finita per tutti».
«Noi adulti, per i ragazzi, dobbiamo
essere istruttori di volo. Non siamo qui
per mettere piombo sulle loro ali. Prima,
i nostri genitori ci dicevano:
“Questa casa non è un albergo”.
Adesso, invece, diciamo ai nostri figli:
“Questa casa è un albergo. Rimanete
qui con noi, per favore. Non andate via”.
La parola libertà è diventata una chimera.
Nel dopoguerra c’era tantissima voglia
di fare, quello è stato il tempo dei
capolavori del cinema arditi e provocatori.
Oggi, al contrario, insegniamo ai ragazzi a
vivere in comfort zone, in comodità:
divano, maschera, vision pro, Playstation,
“stai tranquillo amore mio”.
Quando sentite “amore mio”, scappate».
«Nonna Maddalena, quando ero bambino
- sono stato un bambino molto irrequieto -
mi diceva una cosa meravigliosa: “badati”.
Badati sapete cosa vuol dire? Significa:
sono sicura tu sia capace di badare a te stesso.
Far sentire i bambini capaci di fare,
di essere, insegna loro la libertà. Oggi
facciamo l’opposto: noi badiamo ai nostri
bambini. Li prendiamo e sin da piccoli li
mettiamo in comfort zone. Perché non credete
in loro? È necessario insegnargli a perdere,
facendoli giocare liberamente. Ogni partita
persa, rafforza. Chiedetelo a Sinner se e
quanto sia utile perdere».
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