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venerdì 29 ottobre 2021

Piccole, grandi Riflessioni

La vecchiaia

“Quanto più un uomo invecchia, tanto più si riavvicina alla fanciullezza, finché lascia questo mondo in tutto come un bambino al di là del tedio della vita e al di là del senso della morte.”

 Erasmo da Rotterdam

 teologo, umanista, filosofo e saggista 

1466 - 1536

 

 







giovedì 28 ottobre 2021

Contabilità alla palermitana. Esisteva consapevolezza?

 I giornali di oggi riportano brani di intercettazioni giudiziarie fra alti funzionari ed altri incaricati della contabilità del Comune di Palermo  " ... mi viene da piangere, le entrate sono fasulle”. Così nelle intercettazioni il Ragioniere generale del Comune, parlava e riferiva ad un interlocutore.

Il bilancio era  quindi consapevolmente sbilenco e fasullo e c'era consapevolezza? Consapevolezza almeno al livello burocratico?

 “Mancano un sacco di soldi” avrebbero registrato le cimici fatte installare dalla Magistratura.

 Come si ricorderà l'inchiesta e' nata da una segnalazione della Corte dei Conti. Alcuni numeri contenuti nei documenti contabili saltavano agli occhi per le notevolissime discrepanze come nel caso degli incassi stimati per le multe, passati improvvisamente da 12 a 85 milioni di euro.

Eventi storici. La marcia su Roma

Il 28 ottobre 1922 il governo dichiarò lo stato d'assedio, ma il re (alle 8 e 30) si rifiutò di controfirmarlo e Luigi Facta, presidente del Consiglio, si dimise

Novantanove anni fa, il  29 Ottobre 1922, il Fascismo, movimento politico minoritario in seno al Parlamento e nel Paese, previo la messa in scena di una marcia su Roma, consegue, con la sostanziale complicità della monarchia dei Savoia, l'incarico di costituire un governo.

 Si trattò dell'inizio della fine dello stato liberale. Mussolini costitui' un governo con l'assenso dei conservatori, di alcune fasce di ambienti liberali e con l'opposizione del solo fronte socialista. Dopo quell'evento di forzatura istituzionale della "marcia",  il Fascismo non lascerà più il potere per un ventennio. Verrà sciolto il Parlamento e via via pure i partiti e con essi le istituzioni della democrazia liberale.  Verra' perseguitata ' l'opposizione in ogni località del paese e verranno indotti parecchi italiani a scegliere l'esilio. E non si trattò solamente dei prestigiosi nomi dell'antifascismo che tutti conosciamo, i Pertini, i Nenni, i fratelli Rosselli etc. Furono migliaia gli uomini politici costretti a scegliere l'esilio e tantissimi quelli costretti a vivere al confino, in località lontane dai contatti umani. Tanti vennero persino assassinati, il nome di Matteotti li rappresenta simbolicamente tutti.

 Pure nei paesini, come Contessa Entellina, su segnalazione e pressione dei fascisti locali furono proposti gli allontanamenti degli esponenti più in vista dell'antifascismo locale di ispirazione socialista, fra cui due giovani studenti universitari che si erano distinti nell'organizzazione di manifestazioni e proteste a difesa delle libertà statutarie. Furono indotti per tutta la durata del regime a non tornare in paese, e costretti a vivere in altra regione del Paese. 

La cultura, le culture. Cosa e come le intendiamo nel processo di crescità dell'umanità (7)

 Il periodo fra le due guerre mondiali

negli Stati Uniti e altrove

Gli Stati Uniti negli anni venti e trenta del Novecento, rispetto agli sviluppi socio-culturali e politici europei che ormai erano condizionati dall'autoritarismo nazi-fascista, risultavano radicati sul piano politico-culturale invece nella tradizione liberale.

Anni Trenta
In un clima di forte nazionalismo
il Fascismo italiano si consolidò,
raggiungendo livelli di consenso
alti grazie ad un uso accorto
 della propaganda.

La cultura in quella sponda dell'Atlantico rimase continuativamente e saldamente democratica; si trattava di una cultura via via sempre più di massa, favorita dall'elevato grado di alfabetizzazione, dalla vena prolifica della musica popolare oltre che dalla accellerata diffusione della radio e del cinema commerciale. Lì le Università non erano influenzate dal potere governativo e politico ed infatti non sorsero difficoltà per la diffusione delle moderne scienze naturali e di quelle sociali. 

Tanti furono i professori universitari italiani allontanati su volontà del Fascismo dalla cattedra che invece negli Usa divennero affermati riferimenti culturali di primo piano (ricordiamo qui, i socialisti Gaetano Salvemini e Giuseppe Borgese, quest'ultimo siciliano di Polizzi Generosa). 

Negli Usa ha avuto influenza nel coinvolgimento di massa verso il senso della libertà e della democrazia la mobilitazione voluta dal governo americano di tanti artisti e scrittori per diffondere lo "stile di vita americano".

Di contro, il modello di vita che si andava affermando in Europa con i sistemi autoritari/dittatoriali trovò terreno fertile nell'America del Sud, dove  -per contrastare il malcontento delle masse impoverite dalla depressione economica- si affermarono quasi ovunque governi dittatoriali- interessati a garantire le esportazioni agricole in mano ai latifondisti.

In Giappone la forzata industrializzazione sostenuta dai governi e la diffusione della cultura di massa spinsero al consolidamento del tradizionale modello di società uniformata,

Nel resto del pianeta e soprattutto nelle aree di colonizzazione europea (francese ed inglese soprattutte) l'analfabetismo continuò a caratterizzare le masse. Solamente nei paesi arabi cominciò a sorgere una molto sottile classe intellettuale, dai costumi europei.

Piccolo vocabolario. Per capire qualcosa su ciò di cui si chiacchiera nei vicoletti

Chiudiamo con questa pagina le indicazioni "generali" per capire senso e natura del PNRR. Vedremo in prosieguo -se potrà essere utile a lettori ed interessati- di sbirciare sui tantissimi dettagli che ove non colti potrebbero far fallire iniziative di crescite territoriali.

 PNRR e concorrenza in economia

L’obiettivo di fondo della Riforma è accrescere il grado di concorrenza nei mercati, al fine di favorire l’aumento della qualità dei beni e dei servizi e l’abbassamento dei prezzi, ma anche di contribuire a una maggiore giustizia sociale. 

Secondo l’indice di Regolamentazione del Mercato dei Prodotti (PMR) sviluppato dall’Ocse, l’Italia risulta meno competitiva di molti suoi partner Ue. 

Il Pnrr prevede che l’Italia assicuri ogni anno l’approvazione della legge sulla concorrenza, finora adottata soltanto nel 2017. La legge 2021 mira ad agevolare l’attività d’impresa in settori strategici, come 

le reti digitali, 

i porti e l’energia, 

ma anche rimuovere molte barriere all’entrata dei mercati, ad esempio in materia di concessioni autostradali e vendita di energia elettrica. 

Sono inoltre previsti una razionalizzazione in materia di servizi pubblici locali e un rafforzamento della concorrenza nel settore della gestione dei rifiuti.


RIFORME SETTORIALI E DI ACCOMPAGNAMENTO

All’interno delle singole Missioni sono contenute le Riforme settoriali: 

() innovazioni normative relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei diversi ambiti settoriali.  Qualche esempio:

-- le procedure per l’approvazione di progetti sulle fonti rinnovabili, 

-- la normativa di sicurezza per l’utilizzo dell’idrogeno, 

-- a legge quadro sulla disabilità, 

-- la riforma della non autosufficienza, 

-- il piano strategico per la lotta al lavoro sommerso, 

-- i servizi sanitari di prossimità. 

Infine, il PNRR prevede anche le Riforme di accompagnamento all’attuazione, con misure che concorrono a realizzare gli obiettivi di equità sociale e miglioramento della competitività del sistema produttivo, già indicate nelle Raccomandazioni specifiche rivolte al nostro Paese dall’Unione europea. 

 Le Riforme settoriali e di accompagnamento 

La più importante è la Riforma fiscale, inserita nel PNRR come una «tra le azioni chiave per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese», in tal senso parte integrante della ripresa che si intende innescare con le risorse europee.

A realizzare i singoli interventi sono, secondo le rispettive competenze, le singole Amministrazioni centrali interessate (Ministeri), nonché le Regioni e gli Enti locali.

La gestione del PNRR: risorse umane e comunicazione 

Per l’attuazione del PNRR, le singole Amministrazioni, le Regioni e gli Enti locali possono selezionare esperti e consulenti a tempo determinato e avvalersi di task force delle società pubbliche. 

È previsto un accurato sistema di monitoraggio, rendicontazione, controllo e audit delle attività del PNRR, in raccordo e comunicazione con la Commissione europea.

Tutto per flash. La Storia, l'economia e la fisionomia siciliana, dai greci a .... (3)

 3) Ancora l'approccio

Secondo John Julius Norwich: Breve Storia della Sicilia, Sellerio Editori. La Storia della Sicilia non è semplicemente una sintesi documentata di un ideale viaggio che va dai Fenici ai Greci, dai Saraceni agli Aragonesi per arrivare ... diciamo noi a Miccichè e Musumeci. E' la ricerca, lungo duemila e cinquecento anni,  dei tanti perchè a tanta varietà, meraviglie per la bellezza e nello stesso tempo per le troppe desolazioni e disperazioni.

 "L'Isola fa parte dell'Italia e lo Stretto di Messina è largo appena tre chilometri, eppure sembra di entrare in un mondo diverso" sentenzia John Julius Norwich.

 Secondo G. Tomasi di Lampedusa: Il Gattopardo, ed. Feltrinelli. Sono venticinque secoli ch i siciliani portano sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata qui. E continua ".. da duemilacinquecento anni siamo colonia. Non lo dico per lagnarmi: è in gran parte colpa nostra; ma siamo stanchi e svuotali lo stesso ... ( ..).  Questa violenza del paesaggio, questa crudeltà del clima, questa tensione continua di ogni aspetto, questi monumenti, anche, del passato, magnifici ma incomprensibili perchè non edificati da noi e che ci stanno intorno come bellissimi fantasmi muti; tutti questi governi, sbarcati in armi da chissà dove, subito serviti, presto detestati e sempre incompresi, che si sono espressi soltanto con opere d'arte per noi enigmatiche e con concretissimi esattori d'imposte spese poi altrove, tutte queste cose hanno formato il carattere nostro che rimane così condizionato da fatalità esteriori oltre che da una terrificante insularità di animo".

Secondo Santi Correnti: Storia della Sicilia, periodici Locali Newton, 1999. 

Quando si parla della Sicilia, sia in Italia che all'estero, inevitabilmente salta fuori la parola mafia, della cui origine ed evoluzione ci occuperemo specificatamente ..., quasi che la mafia esista in Sicilia, e non anche in Cina o in USA o in Russia o in Colombia; e qualche scrittore -a non parlare di qualche siciliano di grande nome- ha mostrato di credere fermamente nella equazione "Sicilia=mafia"; e qualche storico straniero ha affermato che la storia della Sicilia non è altro che la storia della mafia.

Chiariamo fin da ora che, numericamente e spiritualmente, la Sicilia non si identifica con la mafia: numericamente, perchè i mafiosi, schedati e identificati dalla polizia, sono soltanto 3.564 su una popolazione di circa cinque milioni, e i loro nomi, con le relative "famiglie" di appartenenza, sono stati tutti pubblicati dal settimanale Epoca di Milano nel n. 2182 del 5 agosto 1992 in uno speciale fascicolo di 24 pagine; spiritualmente, si ricordi che, come dice il titolo di un mio libro, La Sicilia non è solo mafia, perchè in quest'isola nacquero il primo parlamento del mondo, nel 1129 con i Normanni e la letteratura italiana con la "Scuola poetica siciliana" dal 1230; e nel 1848 si ebbe la prima Costituzione europea veramente democratica, perchè non concedeva al re nè la facoltà di sciogliere il Parlamento, nè quella di sospenderlo; e nello stesso anno si ebbe a Palermo la "Legione delle Pie Sorelle", che anticipava di 16 anni la fondazione la fondazione della Croce Rossa.

Piccole, grandi Riflessioni

L'impossibilità di comunicare

 Il mio inferno è il tuo sguardo. Il mio inferno è il fatto che sono guardato da te nell'atto di compiere l'eccidio o nell'atto di svelare la mia fragilità e la mia debolezza. O nell'atto di compiere qualsiasi gesto che in qualche modo mi avvenga.

Jean Paul Sartre 

 filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario, rappresentante dell'esistenzialismo

(La riflessione è tratta da: "Porta chiusa" -1944-: un manifesto dell'impossibilità del rapporto interpersonale: "l'enfer c'est les autres", l'inferno sono gli altri).

1905 - 1980


mercoledì 27 ottobre 2021

Bomba d'acqua. Cosa e'?

 Continua lo stato di allarme a Catania

Le bombe d'acqua altro non sono che nubifragi. Il termine bomba esprime forse meglio il carattere di esplosività che questi fenomeni stanno assumendo nel corso di questi ultimi anni. Il fenomeno prodotto è la cosiddetta alluvione-lampo».

  Detto in altri termini è un violento nubifragio in cui la quantità di pioggia caduta supera i 30 millimetri all'ora, o - secondo altri climatologi - quando le precipitazioni superano i 50 millimetri nell'arco di due ore.

Denaro non speso. Esistono il maltempo, le frane ma c'è pure l'inconcludenza della Politica

In queste ore in cui i media ci mostrano gli effetti da disastri e dissesti idrogeologici, specialmente nell'area catanese, arriva una accusa da parte della Corte dei conti che grosso modo suona in questi termini: alla Sicilia sono state assegnate le maggiori risorse con circa 789 milioni di euro per fronteggiare questo tipo di fenomeni (i dissesti), seguita da Lombardia con 598 milioni, Toscana (591 milioni), Campania (486 milioni) e Calabria con 452 milioni. Mentre risultano impegni di spesa per opere contro il rischio dissesto idrogeologico per 45,33 milioni pari al 19,9 per cento e pagamenti per 28,66 milioni pari al 12,6 per cento. 

 Continuando a leggere si scopre che Catania e Messina non hanno speso un solo euro per premunirsi.  La relazione in argomento è "Gli interventi delle Amministrazioni dello Stato per la mitigazione del rischio idrogeologico", approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, dove viene, fra l’altro, sottolineato come l'Italia, con circa i 2/3 delle frane censite in Europa, sia il Paese maggiormente interessato da fenomeni franosi.  

Cosa pensare?

 Sappiamo tutti come i politici siciliani, in particolare essi, sanno promettere in campagna elettorale, ma poi, una volta eletti non sanno da dove cominciare pur avendo le disponibilità finanziarie. La gran parte di essi è così !

La fiducia. Nessuna realtà umana prospera senza di essa

 

  A tutti capita di provare periodicamente  a mettere ordine fra le carte, i documenti, i libri e quant'altro viene ammassato su tavoli e cassetti con la riserva che -prima o dopo-  verranno rimessi al proprio posto e riordinati.

  Un documento, una relazione, di un personaggio palermitano ben noto, risalente a tanto tempo fa, ha attirato l'attenzione. Egli si soffermava in una lunga relazione sulla utilità, la bontà della fiducia interpersonale e su quella collettiva, sulla reciproca fiducia comunitaria. Condizioni ancora oggi necessarie per l'ottimale convivenza, sia nei grandi che nei piccoli centri.

  Estrapolo per il Blog solo una piccola parte da quella lunga relazione che mi sembra ancora valida dopo un quarto di secolo dalla esternazione in un Convegno,  nella allora  Palermo sottoposta all'intimidazione mafiosa. L'autore è Nino Fasullo, direttore di Segno.

= = = 

  Cari amici, non abbiamo organizzato questo dibattito per discettare sulla natura della fiducia ma per ricercarne le condizioni, l'arte che la fa crescere,  lo sforzo che non la fa perdere. Dobbiamo chiederci che fare per suscitarla nei giovani, nelle donne, nella cultura, nelle attività produttive, in tutte le forze che compongono la città. Non è questa una domanda per sindaci ma per tutti, posto che la fiducia è il primo "bene comune" e tutti ne siamo beneficiari. I sindaci possono solo dare la loro risposta, non possono supplire  quella degli altri.

  Io credo che un posto rilevante per la formazione della fiducia l'abbia la legge: il rispetto, l'osservanza della legge. E insieme alla legge la moralità, così strettamente legate tra loro. La morale e la legge intese non come una clava per colpire gli altri, gli avversari, ma come strumento di promozione della responsabilità, come una necessità benefica e vitale, come spazio creativo di libertà e di umanità, di rigore e, insieme, di mitezza. Per l'osservanza della legge la fiducia è necessità primaria.

 Ci sono uomini che suscitano fiducia quasi senza sforzo, perchè hanno una qualità indispensabile verificata nell'esperienza: la credibilità; sono credibili non per diritto naturale o sociale ma perchè la lorom vita appare a tutti coerente con la loro parola. Altri invece non ispirano nessuna fiducia, sono scostanti, difficili, intrattabili: possiedono qualità negative, incapaci di generare comunità e collaborazione. Ricordo due uomini della prima categoria, ma ma possiamo citarne numerosi altri, cui la Sicilia deve molto: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Sono stati loro a suscitare in Buscetta la fiducia, a provocarne le confessioni che sappiamo. Erano uomini credibili, perchè erano liberi, perchè servivano la città senza interesse. Uomini come loro -ma non solo loro- hanno suscitato nella città una fiducia grande sulla possibilità e il dovere di liberarci dal potere della mafia. "Guarda, tifano per noi", diceva Falcone a Borsellino, indicando i giovani che soilidarizzacano con i giudici che perseguivano i mafiosi. La fiducia smuove montagne di diffidenza e di paralisi.

Contessa Entellina. Curiosità storiche

 Era il 2 giugno 1946

Nota:
Il Partito Socialista
nel primo dopoguerra possedeva
la denominazione PSIUP che
in seguito  diventerà PSI
In tutta Italia si votò oltre che per il Referendum Istituzionale (vinto dalla Repubblica) anche per  l'
Assemblea Costituente.

*  *  *  *  *

Contessa Entellina ricadeva  allora nella 

Circoscrizione PALERMO-TRAPANI-AGRIGENTO-CALTANISSETTA  

Gli aventi diritto al voto in Contessa Entellina furono:

   ELETTORI  aventi diritto         1.657

   VOTANTI                                       1.518                pari al 91,61%

Le schede bianche                    furono                            32   
Le schede non valide (bianche, annullate etc.)            217   

I votanti distribuirono il consenso secondo l'ordine che qui riportiamo.

   
      DC                           669            51,42%



     PSIUP                    262             20,14%     

  
        PCI                           143         10,99% 


           Conc.
     Combatt. e Red.          70         5, 38%


       
        Mov. Indip. Sic.         60          4,61%


             Unione Dem. Naz,     31       2,38%


     Partito d'Azione          19       1,46%


          CDR                           13         1 %


       Uomo Qualunque         11        0,85%


        Blocco Naz. Libertà          8        0,61%


 Mov. Unionista It.              8         0,61

  Part. Repubblicano I.       5        0,38


  Mov. Lavorat. Indip.          1        0,08


      Lega Pacifista I.                   1         0,08

La cultura, le culture. Cosa e come le intendiamo nel processo di crescità dell'umanità (6)

 Nell'Italia precedente la prima guerra mondiale, già paese con aspirazioni coloniali, il processo di industrializzazione era molto più arretrato rispetto agli altri paesi europei. La popolazione era per lo più analfabeta. Le varie realtà storiche (regionali, minoranze etniche ...) non venivano incoraggiate, per non dire che fossero severamente scoraggiate, dal celebrare il loro passato.

 All'alba del Novecento la "modernità" apparteneva solamente alla classe degli intellettuali. Avremo modo di precisare che i termini di "modernità" e di "intellettuali" allora andavano in ogni caso intesi in maniera parecchio diversa da come vengono intesi da chi sta vivendo i primi decenni del ventunesimo secolo.

 Ci siamo finora intrattenuti per alcune pagine sui filoni politici dominanti all'inizio del  Novecento che in modo completamente diversi, l'uno dall'altro, declinavano la "cultura". Riservandoci di monitorare più nei dettagli gli aspetti culturali del vissuto collettivo, continuiamo per intanto a seguire i filoni politici che comunque, allora come sempre, influivano sulla vita socio-culturale.

 Dal 1918 - al 1939

 Quel dopoguerra apparve a tutti, dal mondo agricolo a quello industrializzato fino agli intellettuali, completamente diverso dall'ante-guerra.

 Vari furono i fattori accelleratori dell'evoluzione nella vita quotidiana:

Gli anni '30 del Novecento

Anni neri: gran parte 
dell'Europa  diventa
caserma sotto controllo
nazi-fascista. Il pensiero
libero e la cultura universale
furono  soffocate.

A lottare per la democrazia
restano gli spiriti e le culture
democratiche e libere.


1) La conversione, in tutta l'Europa Occidentale, di milioni di contadini in operai industriali. Il fenomeno non fu uniforme ovunque e possiamo affermare con cognizione di causa che molte aree non  furono per nulla toccate da quell'evoluzione, come infatti capitò al Meridione d'Italia o ai Balcani.

2) l'emigrazione di parecchi milioni di contadini verso gli Stati Uniti, l'Australia ed altre realtà del Nuovo Mondo.

3) La Rivoluzione bolscevica all'est dell'Europa fu, pure essa, motore di trasformazione di milioni di contadini in operai.

4) L'intero mondo occidentale, dall'Europa al Canadà agli Usa ed oltre assistettero ad un processo di crescita e sviluppo della "cultura popolare", sviluppo che fu umano e conseguentemente culturale, grazie soprattutto al diffondersi prima della della Stampa e quindi della Radio e poi nel secondo dopo-guerra della Televisione. Questo processo nei decenni successivi ha dilagato sull'intero pianeta.

  Il declino del mondo contadino ha visto l'accellerazione palpabile, in ogni dove, e con quel mondo è crollato quello che per millenni era stato l'ordine tradizionale, di tipo -appunto- rurale.  E' opportuno ricordare in questa nostra pagina che la profonda modifica dell'ordine sociale ha visto pure la contesa (mai ufficiale e mai palesemente dichiarata) fra la Chiesa cattolica, soprattutte, e le sempre più vitali forze politiche (partiti) nazional-liberali nei primi decenni del Novecento e poi socialiste più in avanti. Queste nuove strutture politiche per perseguire i loro fini socio-politici necessitavano di "consensi", che fino ad allora possedeva, soprattutto nell'Italia Meridionale, solamente la Chiesa cattolica. 

  C'era inoltre da riorganizzare -in quegli anni venti e trenta del Novecento- la nascente e poi affermata classe operaia, specialmente nei contesti dove la decisiva transizione dal mondo contadino a quello industrializzato si andava sempre più radicando. E qui, in questa fascia di popolazione, la presa e l'influenza culturale fu facile per le organizzazioni socialiste e per le loro articolate e collegate organizzazioni sindacali. In competizione ad esse nasceranno, su sostegno esterno dell'Urss, pure le organizzazioni comuniste (almeno in Europa).

  Non mancarono i fattori sociali ed economici di crisi (di tipo industriale, per smobilitazione dall'industria di guerra a quella civile etc.) nei delicati decenni di transizione dalle realtà contadine a quelle industriali, che produssero gravi malcontenti sociali che furono a volte abilmente giocati e a volte con ferocia usati dalle forze politiche che da nazionaliste che erano state cominciarono ad usare la ferocia e la violenza contro gli avversari. Sorsero cosi il nazismo ed il fascismo, che con varie denominazioni si affermarono in più paesi.

 Sul piano più prettamente culturale, gli scrittori, i pittori ed i compositori che fino ad allora avevano coltivato i loro animi col romanticismo e/o col realismo  si diedero a sviluppare forme estetiche "moderniste" in direzione del progresso e della rottura col passato, col vecchio mondo. Ciò avveniva in accompagnamento con i mutamenti sociali che avevano fatto dimenticare le realtà di partenza, quelle contadine.

  Sul piano politico comunque non fu sempre facile delimitare i campi culturali del passato da quelli progressisti. Ci furono quindi movimenti e partiti che perseguivano la continuità, altri più radicali ed altri conservatori. In quel dopoguerra accanto al progressismo e al riformismo dei partiti socialisti, entrò in campo pure il marxismo di impronta comunista che, nei fatti, indebolì l'intero fronte della Sinistra dal momento che dichiaramente esso faceva riferimento a quanto accaduto nell'Unione Sovietica.

  Ci furono, oltre ai socialisti, forze liberali ed altre di ispirazione cattolica che nell'Europa Occidentale resistettero sia all'arroccamento dei comunisti, schiacciati sulle posizioni filo-russe e sostanzialmente stalinisti, che alla violenza aggressiva dei partiti fascisti. Il movimento filosofico che in quella fase prese piede fu il "positivismo logico" e il fenomeno metodologico delle scienze naturali.

(Segue)

Piccolo vocabolario. Per capire qualcosa su ciò di cui si chiacchiera nei vicoletti

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

-GIUSTIZIA nel PNRR

La strategia complessiva è incentrata su un grande investimento sul capitale umano pubblico attraverso il ricambio generazionale dei dipendenti, l’immissione di nuove competenze e la reingegnerizzazione dei processi organizzativi per favorire la transizione digitale.

Quattro sono le linee di intervento:

1) A come Accesso: più efficaci meccanismi di selezione del personale

2) B come Buona amministrazione: semplificazione e buone pratiche 

3) C come Capitale umano e competenze 

4) D come Digitalizzazione.

 Tre gli effetti benefici della svolta: 

 un aumento della qualità e della produttività del lavoro pubblico 

 un miglioramento della qualità dei servizi pubblici 

 una riduzione dei costi legati alla burocrazia per le imprese

===

Le misure che il Piano introduce per la Riforma della Giustizia sono rivolte ad accrescere l’efficienza del sistema giudiziario nel suo complesso e a ridurre i tempi dei processi. A questo scopo le principali linee di intervento della riforma mirano a: 

1. Semplificare il rito processuale civile, in primo grado e in appello, implementando definitivamente il processo telematico 

2. Ridurre il contenzioso tributario 

3. Riformare, in materia penale, la fase delle indagini e dell’udienza preliminare, ampliare il ricorso ai riti alternativi e definire i termini di durata dei processi 

4. Rafforzare l’Ufficio del processo, attraverso struttura a supporto del magistrato per evadere le pratiche pendenti e garantire la trasformazione tecnologica e digitale 

5. Digitalizzare i fascicoli giudiziari e adottare strumenti avanzati di analisi dei dati 


Piccole, grandi Riflessioni

 Emanciparsi dal Passato

„I dogmi di un passato tranquillo sono inadeguati al presente tempestoso. La situazione è irta di difficoltà, e noi dobbiamo essere all'altezza della situazione. Poiché il nostro caso è nuovo, dobbiamo pensare in modo nuovo e agire in modo nuovo. Dobbiamo emanciparci.“

Abraham Lincoln
 politico e avvocato. Fu il sedicesimo presidente degli Stati Uniti d'America,
1809 - 1865

martedì 26 ottobre 2021

Mondo agricolo. Contributi a fondo perduto

 Lo scorso 14 ottobre è stato pubblicato il decreto attuativo dell’agevolazione nata per favorire la realizzazione, da parte delle imprese agricole, di investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, strumentali allo svolgimento dell’attività.

Beneficiari
La misura spetta alle micro, piccole e medie imprese attive nel settore della produzione agricola primaria, della trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione di prodotti agricoli che:
- sono regolarmente costituite e iscritte come attive nel Registro delle imprese;
- hanno la sede legale o un’unità locale sul territorio nazionale;
- sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
- non risultano come imprese in difficoltà;
- non rientrano tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegittimi o incompatibili dalla Commissione europea.
In presenza dei requisiti richiesti, è possibile accedere ai contributi a fondo perduto, pari al 30 percento delle spese ammissibili, o del 40 percento nel caso di spese riferite all’acquisto di beni strumentali, materiali o immateriali, compresi negli allegati A o B della legge n. 232/2016.

Spese ammissibili
Le imprese agricole hanno diritto alle agevolazioni del Fondo per gli investimenti innovativi per le spese di acquisto e installazione di:
- beni materiali strumentali, compresi quelli presenti nell’allegato A della legge n. 232/2016;
- beni immateriali strumentali inclusi nell’allegato B della legge n. 232/2016.
Danno diritto ai contributi a fondo perduto, entro il limite di 20.000 euro, le spese sostenute dopo la presentazione della domanda per i beni strumentali allo svolgimento dell’attività d’impresa nuovi di fabbrica e acquistati da terzi.
I pagamenti devono essere effettuati tramite conti correnti intestati all’impresa agricola beneficiaria con modalità tracciabili.
I beni acquistati devono essere nuovi e non sono ammissibili titoli di spesa inferiori a 500 euro al netto di IVA.
Gli investimenti innovativi relativi all’acquisizione dei beni per essere oggetto di agevolazione devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
- essere inerenti alla trasformazione di prodotti agricoli o alla commercializzazione di prodotti agricoli;
- essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione;
- essere ultimati entro 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione;
- essere mantenuti, per almeno 3 anni dalla data di erogazione del saldo del contributo.
Le imprese agricole che rispettano i requisiti richiesti e mettono in atto gli investimenti nelle modalità descritte potranno richiedere i contributi a fondo perduto non appena il MISE avrà definito nel dettaglio le istruzioni e i tempi per presentare domanda.

Terza dose. Se cresce il numero dei positivi serve passare alla terza dose

 Torna a salire il Covid in Italia e non solamente in Italia. 

 Non volendo ricorrere a nuove chiusure, lo intuiamo dalla politica governativa che tende a mettere a frutto gli immensi finanziamenti U.E. e quindi a non fermare la produzione nazionale, l'unica soluzione resta quella di spingere su green pass e su vaccini, e quindi sulla terza dose, che ormai il mondo medico scientifico vorrebbe estendere a tutta la popolazione, dato che l'efficacia del vaccino diminuisce con il trascorrere del  tempo.

"Oggi la terza dose è raccomandata per alcune categorie, in particolare quelle più fragili, ma la terza dose di vaccino anti-Covid per tutta la popolazione è uno scenario verosimile». Lo ha riferito oggi il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, a margine di un convegno a Venezia. 

Contessa Entellina. Curiosità storiche

 Era il 2 Giugno 1946

Gli italiani furono chiamati alle urne per scegliere la forma istituzionale dello Stato: Monarchia o Repubblica. 

A Contessa Entellina gli iscritti nelle liste elettorali erano allora 1657.

Si recarono ai seggi in 1518 (91,16% degli aventi diritto, una percentuale altissima, che -verosimilmente- non si ripeterà mai più nei decenni successivi. In quel 1946 non era ri-cominciato il massiccio flusso migratorio, avviatosi ai primi dell'Ottocento e continuato come un fiume in piena fino agli anni Venti del Novecento, quando il Fascismo l'aveva bloccato d'autorità. Sul finire degli anni cinquanta del Novecento quel flusso riprenderà, per non fermarsi più. Ed oggi le strade della Contessa -ricostruita nel post-terremoto '68-  sono più deserte che mai.

Allo spoglio le schede di quel Referendum furono distinte in: 

Valide                    1.211

Schede bianche      85

Schede non valide (bianche incl.) 307.


I contessioti, come del resto l'intero Meridione dell'Italia, votarono per la Monarchia, per "u reuzzu come riferivano nel secolo passato i nostri nonni". Così ebbe a riferirci un anziano concittadino negli anni settanta del Novecento.

VOTI VALIDI DEL REFERENDUM ISTITUZIONALE (1946)

                                                    Percentuale                                

Repubblica     353               29,15% 

Monarchia      858               70,85% 

La cultura, le culture. Cosa e come le intendiamo nel processo di crescità dell'umanità (5)

 Il quadro circa le grandi correnti di pensiero politico che si erano affermate sul finire dell'Ottocento e che ruotavano attorno a tre principali filoni di azione all'interno di ciascuna entità nazionale (nazionalisti, liberali e socialisti), con la fine della prima guerra mondiale, che inevitabilmente aveva comportato pesanti effetti umani-sociali ovunque in Europa, iniziò a mutare, e a mutare anche profondamente.

=L'Internazionale Socialista si era già dissolta ancor prima del conflitto mondiale (1914-1918). I bolscevichi russi -che puntarono nel loro paese alla rivoluzione violenta- si posero in posizione antagonista persino rispetto ai partiti socialisti del resto dell'Europa e non riuscirono nell'intento prettamente leninista di mobilitare una rivoluzione mondiale. Quell'evento rivoluzionario russo indusse tutti i partiti socialisti che avevano fatto parte dell'Internazionale a dissociarsi da quanto accaduto in Russia e a sospendere l'aspirazione (il Sol dell'Avvenire) in una umanità socialista sul piano economico e democratica sul piano politico. Il proposito di tutti i partiti dei vari paesi divenne quello del socialismo democratico, mediante elezioni, in ciascun paese. Scelta questa che non dispiacque ai tradizionali avversari "nazionalisti" del resto dell'Europa Occidentale.

=I nazionalisti dei vari paesi ebbero momenti di grande espansione ed entusiasmo col la fine dei grandi imperi europei sovra-nazionali (Russia, Austro-Ungarico, Germanico, Ottomano). In quei frangenti epocali, in più realtà nazionali sorsero infatti molti movimenti indipendentisti;  non solamente in ambito  europeo ma soprattutto nelle colonie asiatiche ed africane. Va ricordato che ad opporsi alle attese dei nazionalisti francesi, inglesi ed italiani di spartirsi i territori austro-ungarici e ottomani furono gli Stati Uniti. Fu comunque in quel contesto di fine guerra che ovunque, sia nei paesi vincitori che nei perdenti del conflitto crebbe l'onda nazionalista. E' il caso di ricordare come nel mondo arabo, l'Islam -fondato sull'interpretazione letterale delle scritture sacre- iniziò quello che sarebbe divenuto il nazionalismo arabo,

=I liberali del dopo prima guerra mondiale ebbero continue fasi cicliche di crisi in più paesi europei e non sempre riuscirono a reggere e mantenere i presupposti della democrazia. In particolare nell'Italia del dopo-guerra, e non solamente qui ma anche in Germania, per far fronte all'onda nazionalistica, che come vedremo assumerà le sembianze del Fascismo ai danni del sistema parlamentare e democratico, saranno pochi i liberali impegnati a difendere il sistema e a difendere la democrazia, sostenuta e difesa invece nell'Aula e nel Paese soprattutto dai socialisti di Filippo Turati e dal sindacato Cgl di Bruno Buozzi, che da subito  si resero conto dello sbocco verso cui stava per sfociare il nazionalismo italiano: nel Fascismo. In quella fase storica il liberalismo italiano era rivestito di "conservatorismo" e di anti progressismo, e la difesa della democrazia rimase  compito quasi esclusivo dei socialisti, che peraltro si ritrovarono in quel periodo di turbolenze istituzionale pure indeboliti dalle disposizioni moscovite in favore della scissione dell'ala comunista.

(Segue)

Tutto per flash. La Storia, l'economia e la fisionomia siciliana, dai greci a .... (2)

 1) L'approccio

Secondo Francesco Renda: La Biblioteca di Repubblica. Le cosidette dominazioni per tre millenni incombenti sulla Sicilia non sono state solo fiammate di invasioni e di violenze, ma anche fenomeni di durata secolare che con la loro singolarità hanno segnato i tratti decisivi della storia mediterranea e della storia europea, che è come dire della civilizzazione occidentale.

Le dominazioni siciliane chiamano in causa, infatti,  la civiltà greca e la civiltà romana, la civiltà bizantina e la civiltà islamica, la civiltà normanna e la civiltà sveva, la civiltà aragonese e la civiltà spagnola, come infine la civiltà italiana.

Lo sviluppo geopolitico di tali civiltà con ampi spazi mediterranei non poteva non  coinvolgere la Sicilia posta al centro di quegli spazi, nè la Sicilia per quella sua collocazione geografica poteva far altro per rimanere estranea.

...

Anche in termini religiosi la Sicilia fu partecipe della geopolitica spirituale delle tre grandi fedi monoteiste, il cristianesimo nella duplice versione romana e bizantina, e quella islamica e giudaica.

Secondo Fernand Braudel: Annales. La vita delle isole può essere grama e oscura ma, poste sulla rotta delle grandi vie marittime, il loro ruolo internazionale è sempre importante. Così la Sicilia, da sempre.

Piccolo vocabolario. Per capire qualcosa su ciò di cui si chiacchiera nei vicoletti

 I tre Assi strategici del P N R R : 

digitale, 

ambiente, 

inclusione.

Lo sforzo di rilancio dell’Italia, così come è delineato dal Piano nazionale ripresa e resilienza si sviluppa intorno a 3 Assi strategici condivisi a livello europeo.

Alla transizione digitale sono assegnate circa il 27% delle risorse

Alla transizione ecologica sono assegnate circa il 40% delle risorse

Al Mezzogiorno d'Italia sono assegnate circa il 40% delle risorse

Il circa, sta a significare che in sede politica si valuteranno i progetti:

All’interno della strategia complessiva, sono presenti tre priorità trasversali: 

= Parità di genere;

= Protezione e valorizzazione dei giovani;

=  Superamento dei divari territoriali (Mezzogiorno)


 Il contrasto alle discriminazioni di genere, l’accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani, il riequilibrio territoriale e lo sviluppo del Mezzogiorno non sono affidati a singoli interventi, ma sono obiettivi trasversali in tutte le Componenti del PNRR.

Le Priorità strutturali

 Per le imprese che a diverso titolo parteciperanno ai progetti finanziati dal Piano, saranno inserite previsioni dirette a condizionare l’esecuzione dei progetti all’assunzione di giovani e donne, anche attraverso contratti di formazione o specializzazione. Nei bandi di gara criteri orientati verso gli obiettivi di parità saranno indicati come requisiti necessari e premiali dell’offerta. 

 Per l'Italia, il Piano rappresenta l’occasione per realizzare una piena transizione ecologica e digitale, ma anche per recuperare i divari occupazionali che penalizzano giovani, donne e Sud.

LA QUESTIONE MERIDIONALE 

(da prettamente italiana diventa Europea)

La debolezza strutturale del sistema produttivo del Mezzogiorno è evidente da un dato: al Sud vive un terzo degli italiani, ma si produce soltanto un quarto del prodotto nazionale lordo. 

Il PNRR costituisce un’occasione per il Mezzogiorno e per la ripresa del processo di convergenza con le aree più sviluppate del Paese. Tra il 2008 e il 2018, la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si è più che dimezzata ed è passata da 21 a poco più di 10 miliardi. 

Il PNRR punta a invertire questa tendenza.

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La Missione 1 - “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” 

sostiene la transizione digitale del Paese e la modernizzazione della Pubblica amministrazione, delle infrastrutture di comunicazione e del sistema produttivo. 

L’obiettivo è garantire la copertura di tutto il territorio con la banda ultra larga, migliorare la competitività delle filiere industriali, agevolare l’internazionalizzazione delle imprese. Inoltre, si investe sul rilancio di due settori chiave per l’Italia: il turismo e la cultura. 

La Missione 1, con una dotazione di 40,73 miliardi, si articola in tre Componenti: 

 Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica amministrazione 

 Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo 

 Turismo e Cultura 4.0

La Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” 

ha la finalità di realizzare la transizione verde ed ecologica dell’economia italiana, coerentemente con il Green Deal europeo. 

Prevede interventi per l’agricoltura sostenibile e l’economia circolare, programmi di investimento e ricerca per le fonti di energia rinnovabili, lo sviluppo della filiera dell’idrogeno e la mobilità sostenibile.

 Inoltre, prevede azioni volte al risparmio dei consumi di energia tramite l’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico e privato, nonché iniziative per il contrasto al dissesto idrogeologico, la riforestazione, l’utilizzo efficiente dell’acqua e il miglioramento della qualità delle acque interne e marine. 

La Missione 2, con una dotazione di 59,33 miliardi, si articola in quattro Componenti: 

 Economia circolare e agricoltura sostenibile 

 Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile 

 Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici 

 Tutela del territorio e della risorsa idrica; 

La Missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” 

ha l’obiettivo di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale e di potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. 

Promuove la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali nelle aree del territorio che presentano maggiori rischi e prevede investimenti per un sistema portuale competitivo e sostenibile dal punto di vista ambientale per sviluppare i traffici collegati alle grandi linee di comunicazione europee, nonché per valorizzare il ruolo dei porti del Mezzogiorno. 

La Missione 3, con una dotazione di 25,13 miliardi, si articola in 2 Componenti: 

 Investimenti sulla rete ferroviaria 

 Intermodalità e logistica integrata

La Missione 4 “Istruzione e ricerca” pone al centro i giovani, affrontando uno dei temi strutturali più importanti per rilanciare la crescita potenziale, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali del futuro. 

Con questa Missione si punta a garantire le competenze e le capacità necessarie con interventi sui percorsi scolastici e universitari. Viene sostenuto il diritto allo studio e accresciuta la capacità delle famiglie di investire nell’acquisizione di competenze avanzate. Si prevede anche un rafforzamento dei sistemi di ricerca di base e applicata e nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico. 

La Missione 4, con una dotazione di 30,88 miliardi, si articola in due Componenti: 

 Potenziamento dell’offerta di servizi di istruzione: dagli asili alle Università 

 Dalla ricerca all’impresa

La Missione 5 “Inclusione e coesione" si focalizza sulla dimensione sociale e spazia dalle politiche attive del lavoro, con focus sul potenziamento dei Centri per l'impiego e del Servizio civile universale, all'aggiornamento delle competenze, fino al sostegno all'imprenditoria femminile. 

Sono previste misure per rafforzare le infrastrutture sociali per le famiglie, le comunità e il terzo settore, inclusi gli interventi per la disabilità e per l'housing sociale. Sono inoltre previsti interventi speciali per la coesione territoriale, che comprendono gli investimenti per la Strategia nazionale per le aree interne e quelli per le Zone economiche speciali (ZES) e sui beni sequestrati e confiscati alla criminalità. 

La Missione 5, con una dotazione di 19,81 miliardi, si articola in tre Componenti: 

 Politiche per il lavoro 

 Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore 

 Interventi speciali per la coesione territoriale 

La strategia della Missione 6.  Nel complesso il Servizio sanitario nazionale garantisce ai cittadini prestazioni di qualità e un’elevata speranza di vita alla nascita. La pandemia ha però reso più evidenti alcuni aspetti critici di natura strutturale.sulla Salute mira ad affrontare queste criticità. 

Un significativo sforzo in termini di riforme e investimenti è finalizzato ad allineare i servizi ai bisogni di cura dei pazienti in ogni area del Paese. 

Una larga parte delle risorse è destinata a migliorare le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche, a promuovere la ricerca e l'innovazione e allo sviluppo di competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali del personale.

La Missione 6 «Salute» parte dall’assunto che la pandemia da Covid19 ha confermato il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza macroeconomica dei servizi sanitari nazionali. 

Si focalizza sugli obiettivi di rafforzare la rete territoriale e ammodernare le dotazioni tecnologiche del Servizio sanitario nazionale con il rafforzamento del Fascicolo sanitario elettronico e lo sviluppo della telemedicina. Inoltre, si sostengono le competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, oltre a promuovere la ricerca scientifica in ambito biomedico e sanitario. 

La Missione, con una dotazione di 15,63 miliardi, si articola in due Componenti: 

 Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale 

 Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale

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Per rientrare nel tema che ci eravamo proposto: Pubblica Amministrazione, vedremo in una prossima pagina cosa e come si prevede di ammodernarla.