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mercoledì 5 aprile 2023

Mondo contadino (2 )

 Se pensiamo che oggi vige la

libera circolazione delle merci all'interno dell'UE.

 Nella Sicilia cinquecentesca il commercio infra territoriale del Regno non esisteva se non per pochi generi. Ad impedirlo non erano i provvedimenti regi bensì  l'oggettivo frazionamento del territorio isolano. Esistevano comuni feudali, baronie dei nobili e delle abbazie, feudi rustici e all'interno dei centri demaniali sussistevano feudi esenti rispetto all'autorità regia, perché appartenenti a grandi baroni benemeriti rispetto alla Monarchia iberica.

 In un simile contesto la vita economica si svolgeva sostanzialmente all'interno di inevitabili, insormontabili, reciproche ostilità.

 Vigeva, ancora all'alba del Cinquecento, quando Contessa era ancora ai primi vagiti dalla nascita, lo ius civilitatis con cui al forestiero di passaggio si imponeva di dichiarare presso gli uffici della Segrezia (istituzione territoriale per l'amministrazione dei beni e l'esazione dei tributi esistente nel Regno di Sicilia dal medioevo sino alla unità del 1860) i prodotti comprati e sui quali per tre giorni  la gente del luogo aveva il diritto di preferenza.

  Esisteva ancora lo ius prothomiseos (diritto di prelazione che dava analogo diritto all'apparato burocratico del barone del luogo).  Esisteva in buona sostanza una confusione fra le sfere che oggi diremo di diritto pubblico e di diritto privato. Si arrivava a far valere diritti di prelazione sui beni da cedere nell'ordine alla parentela  e in subordine al vicinato, e poi ... ...

Un Personaggio

  Walter Benjamin: Fu un intellettualer ebreo berlinese, critico letterario, filosofo e militante comunista. Sotto il timore e le minacce di venire consegnato ai nazisti, si tolse da se la vita a Port Bou nel Settembre 1940. Scrisse un volume a sfondo filosofico "Sul concetto di Storia". Le sue tesi sanno di enigmaticità, se lette nella seguenza del libro, ma sanno anche di lucidità e di illuminazione teologico-profana.

Nascita: 15 luglio 1892, Berlino, Germania

Morte: 26 settembre 1940, Portbou, Spagna

Per gli uomini

così come sono oggi

c'è una sola novità radicale

- ed è sempre la stessa: la morte.

martedì 4 aprile 2023

Settimana Santa. Riflessioni, documenti, storia

 Il processo contro Gesù

Ne il testo: "Il processo contro Gesù / [saggi di] Lucio Bove ... [et al.] ; a cura di Francesco Amarelli e Francesco Lucrezi; prefazione di Francesco Paolo Casavola" si punta a modificare il millenario genere di letteratura secondo cui nell'impostazione  cristiana sarebbe stato il popolo ebraico, nel suo insieme, a mettere in atto il "deicidio" e che questo, avrebbe coinvolto nella responsabilità, oltre le autorità ebraiche pure il potere di occupazione romano, che peraltro era l'unico, sulla base del governo politico del territorio, a disporre dell'esercizio del diritto penale.

Ripigliamo su questa pagina un articolo pubblicato su La Stampa nel venerdì santo dell'anno 2000 (21 aprile 2000) dall'allora priore del monastero di Bose, Enzo Bianchi, che nella veste di pubblicista ha, a lungo, operato per la giustizia nella comprensione dell'ebraismo da parte dei cristiani.

Il procedimento davanti al sinedrio e quello davanti al governatore romano erano ben distinti, riguardanti materie diverse. In uno si sarebbe dovuto valutare la blasfemia (aspetto religioso), mentre il procedimento davanti a Pilatro  l'accusa era quella di "sedizione", che egli non considerò fondata.

 Il processo però piglia aspetti ... non consueti.

"Gesù di Nazareth -un rabbi e profeta della Galilea che aveva destato attorno a sé un movimento e che trascinava dietro di sé  una piccola comunità itinerante composta da una dozzina di uomini e alcune donne -  viene arrestato, condannato e messo a morte mediante il supplizio della crocifissione. Storicamente si può dire che Gesù è stato arrestato su iniziativa di alcuni capi dei sacerdoti, la ierocrazia di Gerusalemme, a motivo di gesti compiuti e parole pronunciate: alcuni tratti messianici del suo aggire, l'appassionata cacciata dei venditori dal tempio,  la polemica profetica contro gli uomini religiosi, in particolare i sadducei. Catturato di notte nella valle del Cedron da un pugno di guardie del tempio, fu trascinato presso il Gran Sacerdote alla presenza del quale avvenne un confronto che permise di formulare accuse precise da presentare al governatore romano, l'unico cui spettava il potere di emettere una condanna capitale e di disporre l'esecuzione (...) non ci fu un autentico processo penale (...) da parte del sinedrio, riunitosi di notte" poichè "quasi certamente non era in grado di deliberare in situazione legale. Gesù viene comunque consegnato a Pilato, il quale, con alcune sedute e procedimenti che paiono un vero e proprio processo, decide di condannarlo con altri malfattori, dopo averlo fatto flagellare. Misura di sicurezza, tentativo di compiacere il gruppo sacerdotale che glielo aveva consegnato, odio verso chiunque tra i giudei apparisse portatore di un messaggio non omogeneo all'ideologia imperiale? Probabilmente tutte queste  ragioni insieme portarono Pilato a decidere per la condanna di quel galileo. L'interpretazione generale di questa condanna suona così: "A uccidere Gesù sono stati il potere religioso e il potere politico alleati insieme, è stato soprattutto il meccanismo vittimario per cui, in un mondo ingiusto, il giusto può solo trovare rifiuto, calunnia, persecuzione: sicché tutti gli uomini sono responsabili della morte dell'innocente perché gli uomini "non sanno quello che fanno".

La Stampa, 21 aprile 2000, p. 28

Contessa E. e viabilità. Attualità e Storia

  Il centro abitato di Contessa Entellina da anni vive l'isolamento, anche a cagione dello stato della viabilità. Quella provinciale, ormai nelle discussioni da bar, viene definita "trazzera", quell'altra viabilità che qualche decennio fa era definita "consorziale" è scomparsa dai radar, e di essa si hanno, in più casi, vaghi ricordi.

 Da chiacchierate con gente che si definisce "informata" sappiamo da piu' anni che sarebbe pronto il progetto, forse pure il finanziamento, forse ... forse ...

  Non potendo riportare notizie sulle possibilità della più che doverosa manutenzione, ci piace rievocare con ottica storica le trazzere che attraversavano il territorio e lo stesso sito dove oggi insiste il centro abitato di Contessa.

= = = 

Tratto di regia trazzera

  Nel periodo normanno e poi pure con gli aragonesi, da qui, dal sito del centro attuale di Contessa, o comunque dai pressi di un non ben individuato bevaio (Forse Canale?) e di un "fondaco" che insisteva nella zona e che non abbiamo -nemmeno questo- esattamente individuato, passava niente di meno una "REGIA TRAZZERA", che per quei tempi corrispondeva ad una strada a scorrimento veloce (se non ad una autostrada).

 Quella direttrice congiungeva Palermo con Sciacca, ma non seguiva il percorso dell'attuale fondo-Valle. Il percorso ufficiale, conservato negli archivi palermitani, era Palermo-Villagrazia-Piana degli Albanesi (tra monte Maganoce e monte Kumeta), Arcivocale-Torre dei Fiori (oggi SP92), Portella Poira, Torrazza, Moli, Calatamauro, Monte Adranone, Sciacca  (1).

 Nel periodo in cui le carte citano Calatamauro (invece di Contessa), si era a poco prima del 1500 e punto di sosta era un'area presso uno dei tre mulini di Calatamauro. Ci piace rimarcare che il percorso soprariportato, da Arcivocale a Sciacca era denominato REGIA TRAZZERA di Arcivocalotto e puntava diritto verso mezzogiorno passando proprio dove oggi sorge Contessa Entellina.

 Documenti del 1182 che delimitano i confini di Rahalbukal (attuale Arcivocale)  riportano quousque pervenit ad viam que ducit a summenino ad panormum. Sta a conferma che quel percorso ufficiale, di strada regia, passava proprio sulla traiettoria dell'attuale Contessa Entellina. E' interessante  cogliere inoltre che quella "regia" strada arrivava dall'attuale Piana degli Albanesi senza l'attraversamento di Corleone.

(1) L'Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro (a cura di Antonino G. Marchese)

Un Personaggio

 Walter Benjamin: Fu un intellettualer ebreo berlinese, critico letterario, filosofo e militante comunista. Sotto il timore e le minacce di venire consegnato ai nazisti, si tolse da se la vita a Port Bou nel Settembre 1940. Scrisse un volume a sfondo filosofico "Sul concetto di Storia". Le sue tesi sanno di enigmaticità, se lette nella seguenza del libro, ma sanno anche di lucidità e di illuminazione teologico-profana.

Nascita: 15 luglio 1892, Berlino, Germania

Morte: 26 settembre 1940, Portbou, Spagna

Non c'è mai stata un'epoca che non si sia sentita,

nel senso eccentrico del termine "moderna" e non

 abbia creduto

di trovarsi immediatamente davanti a un  abisso.


La consapevolezza disperatamente lucida di stare

 nel mezzo

di una crisi decisiva è qualcosa di cronico

 nell'umanità.


Ogni epoca si presenta irrimediabilmente

 moderna. 

Il  "moderno"

tuttavia è diverso nel senso in cui sono diverse le varie figure

di uno stesso caleidoscopio.

Mondo contadino (1)

  Ci fu un tempo in cui le superfici dei terreni agricoli in Sicilia non disponevano di identiche unità di misurazione. Una salma di terreno di Contessa non significava identità di salma a Bisacquino o altrove. In particolare la salma e il tomolo risultano sganciati di uniformi riferimenti legali valevoli ovunque.

  Oggi, quando si fa riferimento alla salma di terreno o al tumolo di terreno esiste una parificazione valevole sul piano giuridico. 

la misura d'uso denominatasi può suddividere ine corrisponde a
1 salma (sarma)16 Tomoli17.415,37 m²
1 tomolo (tumulu o tùmminu)4 mondelli1.088,46 m²
1 mondello (munnìu o munnieddo)4 coppa272,1152 m²
1 coppo (coppu)4 carrozzi68,0288 m²

   Ai nostri giorni, a prescindere dalle indicazioni ufficiali delle superfici in ettari o in metri quadri, nelle aree interne della Sicilia non è raro che i riferimenti ai campi agricoli vengano fatti in "tumoli". E consequentemente c'è la necessità di dover chiarire se si tratta di tumulo a corda longa o di tumulo a corda corta.
  Ad esempio nella Palermo ottocentesca il "tumulo" di terreno in uso era a corda corta e corrispondeva al quadrato della corda da 16 canne (mq. 1091). A Monreale e nei comuni che a quella diocesi appartenevano il tumulo in uso era "a corda media" ossia 18 canne  e 2 palmi (mq. 1394). Nei paesi dell'interno dell'Isola il tumulo per la misurazione delle superfici era di 18 canne e 2 palmi al quadrato (oltre mq. 2000). 

lunedì 3 aprile 2023

Settimana Santa. Riflessioni, documenti, storia

  Chi erano i Farisei?

L. Finkelstein (nt. New York, 8 dicembre 1953) è uno storico e politologo statunitense. Fra i tanti scritti sull'ebraismo è autore di The Pharisees. 

 Soffermandosi su Flavio Giuseppe, lo scrittore e storico ebreo antico con
cittadinanza romana, L. Finkelstein scrive:

   

La descrizione dei farisei in Giuseppe corrisponde completamente a quanto implicano gli scritti talmudici. Nell'una e negli altri i farisei appaiono come un gruppo che osservava fedelmente i rituali richiesti nella Bibbia, poichè essi riconoscevano la Torah come parola divina e consideravano che l'esistenza avesse senso solo come occasione offerta per servire Dio. I farisei si attenevano a una serie di norme nelle quali la parola biblica era ulteriormente sviluppata. Essi studiavano la parola della Torah e si deliziavano nella perseverante contemplazione della legge, sempre protesi verso una vita eticamente impostata. In vari settori della popolazione, essi godevano di prestigio, a causa della loro devozione, tolleranza e saggezza. Questo prestigio conferì ai farisei una grandissima forza, di cui essi si servivano con notevole discrezione. Solo malvolentieri essi infligevano punizioni per un delitto, inclinando piuttosto alla mitezza, quando le prove eranpo inconfutabili. Si trattavano vicendevolmente con grande amorevolezza e, nei confronti dei loro nemici, si comportavano generalmente con dolcezza e moderazione. Odiavano il lusso del loro tempo e aspiravano, al posto, a meritarsi la futura beatitudine.
Circa l'umana relatività delle scelte, percepivano del tutto realisticamente la contraddizione che di volta in volta esisteva presso l'essere umano tra la consapevolezza della libertà e quelle circostanze che stavano fuori del suo controllo, come per esempio l'ereditarietà e la conformazione. Per generazioni, questo rilevante gruppo di discepoli dei profeti operò, studiò e insegnò a Gerusalemme, cosicché perfino Giuseppe, il quale aveva squalificato il loro modo di vita, fu mosso da un sentimento di profonda ammirazione per i farisei e le loro opere".

Meno burocrazia. La Carta d'identità elettronica (Cie) serve per snellire l'impatto con la P.A.

 Stavamo in questi giorni ripassando le procedure di utilizzo dello Spid per successivamente gestire in proprio la dichiarazione dei redditi e, pare, adesso di capire che esso (lo Spid) sta per essere mandato in pensione,


La Carta di Identità Elettronica (CIE)
è la chiave di accesso, garantita
dallo Stato e rilasciata dal Ministero
dell'Interno, che 
permette al
cittadino di autenticarsi in tutta
sicurezza ai servizi online di enti
e pubbliche amministrazioni che
 ne consentono l'utilizzo
.
La fine dello Spid si avvicina, leggiamo sui giornali. Sono state attivate nuove e più semplici funzionalità per la Carta d’identità elettronica (Cie).  Alessio Butti, sottosegretario ha dichiarato che «uno Stato serio deve essere l’unico a poter disporre ed erogare certificati di identità anche digitali, mentre lo Spid usa identity provider privati». Non pare che gli si possa dare torto.

 L’identità elettronica richiede un livello di sicurezza che oggi solo la Cie è in grado di garantire. Il sottosegretario continua «nessuno spegne nulla», perché quanto già esiste «rappresenta un patrimonio su cui costruire ogni soluzione possibile per il futuro», un processo che «non è certamente attuabile in tempi brevi», confermando però che «sono in corso attività per l'utilizzo di Cie anche in mobilità».

Semplificazione della procedura

Da pochi giorni sul sito del ministero degli Interni, si possono leggere Cartaidentita.it le novità: 

== saranno sufficienti «le credenziali di livello 1 e 2, associate alla propria carta di identità elettronica, per accedere in modo più semplice e veloce ai servizi online della Pubblica amministrazione e a quelli dei privati dotati del pulsante "Entra con Cie"». Spiega il Ministero, «tutti i cittadini in possesso di Cie possono accedere ai servizi online in pochi passi e da qualsiasi dispositivo, semplicemente attivando una coppia di credenziali (username e password). O, se richiesto dal servizio, un secondo fattore di autenticazione (codice temporaneo OTP, scansione QR code)». E se non si ha in mano la carta fisica, basterà digitare il codice Puk e il numero di serie della Cie consegnati dal comune in fase di richiesta della carta.

Come attivarla

Per poter utilizzare le credenziali, il Ministero spiega che 

))))   «è necessario prima “attivarle” tramite la procedura online. È sufficiente aver effettuato la richiesta di emissione della Cie e aver fornito i propri contatti (numero di cellulare ed e-mail); 

)))) si possono attivare le credenziali, anche prima della consegna della Cie, semplicemente: a) inserendo il codice fiscale, b) il numero di serie della Cie e alcune cifre della prima metà del codice Puk (presenti sulla ricevuta che è stata rilasciata) e proseguendo con la procedura di attivazione». 

)))) Sul sito Cartadidentita.it vengono anche indicate le procedure per recuperare il codice Puk, se smarrito: il nuovo verrà generato in 48 ore.

 Bisogna però ricordare che il livello 3 esiste ancora, con il conseguente bisogno di utilizzare un lettore esterno per chi accede da pc o con l'Nfc per gli smartphone, ma non viene più richiesto per la maggior parte dei servizi legati alla pubblica amministrazione. 

  Sarà invece necessario per attività come, ad esempio, la firma di digitale su alcuni documenti.

= = :  : = =

Sono 33 i milioni di italiani in possesso dello Spid e oltre 32 quelli che hanno attivato la carta di identità elettronica. 

Cosa conosciamo di Santa Maria del Bosco (3)

 Santa Maria del Bosco

Ci piace estrapolare alcune riflessioni a sfondo storico-culturale, riprese sfogliando il volume curato da Antonino G. Marchese sull'Abbazia di Santa Maria del Bosco (2006).
^ ^ ^ 

Stralci della pagina, curata dall'allora Presidente della Provincia Francesco Musotto, di presentazione  degli atti del Convegno 3-4 aprile 2004, su ciò che resta dell'antica Abbazia

 "...la permanenza del tempo che passa ma che non cancella il passato, e anzi lo nobilita e lo impreziosisce  dei frutti dell'attesa. E quei frutti sono cibo per la mente  e lo spirito di tutti i cittadini, in simbiosi tra i luoghi e ciò che di più profondo essi rappresentano". E prosegue ... 

A distanza di due anni, come promesso, Palazzo Comitini ha mandato alle stampe la testimonianza scritta di quell'iniziativa, in un libro che ha i toni  avvincenti del romanzo e il rigore del saggio. Perché da una parte racconta le avventure di uno spazio avvolto dal mistero e dal fascino della contemplazione, e dall'altra propone una formula efficace e tangibile per la sua tutela e valorizzazione. In questo contesto, dunque, l'abbazia diventa il paradigma di un bene artistico che si può studiare, rivelare, amare a tutto tondo. Si costruisce anche con la carta, e l'edificio della conoscenza  può essere solido come marmo. Se ci sono buone fondamenta.

Francesco Musotto

Presidente

della Provincia Regionale di Palermo

Un Personaggio

Montesquieu: Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu, noto solamente come Montesquieu, è stato un filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese. È considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri. La sua opera si colloca agli albori dell’illuminismo.   


Lettere persiane è un romanzo epistolare, composto dalle lettere scritte da due persiani, Usbek e Rica, durante un viaggio attraverso l’Europa. L’espediente letterario del romanzo epistolare permette a Montesquieu di descrivere con libertà la società, i costumi, le leggi, le abitudini, le convenzioni della Francia e dell’Europa in cui vive e di criticarli o mostrarne l’arbitrarietà. Del re di Francia può far dire a Rica che «è un gran mago: esercita il suo impero anche sullo spirito dei suoi sudditi, li fa pensare come vuole» e del papa che è addirittura più potente, che può far credere alla gente «che tre è uguale a uno» e che «il pane che mangia non è pane» (XXIV). 


Nascita:La Brède, Bordeaux, 1689 - 

Morte: Parigi 1755


C'erano un tempo in Sicilia

potenti reami e popoli numerosi,

che sono scomparsi;

quest'isola non ha più nulla

di importante

se non i suoi vulcani.

domenica 2 aprile 2023

Alle radici dell'Umanità (13)

 IL MONDO ALL'ALBA DELL'UMANITA' pag. 13

Da Ur dei Caldei a Carran

La civiltà sumera, stando agli storici, avrebbe dato alla vicenda umana una prima forma di scrittura pittografica già intorno al 3200 a.C.. Furono i mercanti ad incidere i primi simboli nell'argilla molle per indicare genere e quantità di merci cedute in cambio di altri prodotti. Col trascorrere del tempo quei pittogrammi divennero stilizzati e si trasformarono a segni a forma di cuneo (da qui la "scrittura cuneiformer"). Intere biblioteche di antiche tavolette cuneiformi sono arrivate fino ai nostri giorni e ci riferiscono di scambi commerciali.

Ur, cittadina fra le più prossime al Golfo Persico, 
sarebbe stata la città natale di Terach e del figlio
Abramo. Da qui la famiglia partì per Canaan 
(Genesi 11,31).
Carraan, località in alto sulla cartina, prossima al
confine dell'odierna Turchia, è dove Abramo si
stabilì con suo padre.
In seguito vedremo che si metterà in viaggio
per Canaan (Genesi 11,31-12,4).

L'area Mesopotanica è la terra da cui piglia
le mosse la narrazione bibblica, che poi ripuntando
da Canaan verso Sud si localizzerà nell'odierno
Israele (e in Egitto).

Provando a connettere ricerche archeologiche e vicende bibbliche gli storici ipotizzano che durante il periodo di prosperità della III dinastia di Ur, re Ibbi-Sin nell'anno 1963, dovette affrontare varie invasioni, fra cui quella degli Elamiti, provenienti dall'attuale Iran. Dalla destabilizzazione iniziò l'allontanamento da Ur di parecchi clan, fra cui quello di Terach, padre di Abramo. 

La direzione seguita  sarebbe stata verso Carran (oggi, Harran - nella odierna Turchia meridionale). Carran (harranu, in lingua accadica) signidìfica "crocevia", infatti tutte le carovane che puntavano verso nord dovevano da lì poi puntare o verso ovest in direzione dell'Anatolia o verso  Canaan e poi in Egitto verso sud.

Canaan non somigliava affatto alla città di Ur, città raffinata e con alto tenore di vita. Dopo l'arrivo a Canaan, Terach e la famiglia dovetterò sostare per ragioni di salute e la guida del clan passò al figlio maggiore, Abramo. Questi sentì, per la prima volta, una voce che gli diceva che Carran non era la tappa finale del viaggio dell'intera famiglia.

Se su tutte le figure bibliche antecedenti ad Abramo, su Genesi, si hanno dati e notizie sfocate, a lui -un nomade- sono dedicati una quindicina di capitoli. Dio avrebbe offerto a lui l'opportunità di diventare il capostipite di un popolo. E' tratteggiato come uomo leale e forte nello stesso tempo e però di dubbia moralità quando per ragioni di convenienza gli capiterà  di presentare sua moglie come sua sorella (e concubina) per ragioni di stretta convenienza.

Da qui in poi i racconti bibblici da vaghi che erano stati cominceranno ad essere più precisi. Va tenuto comunque presente che i primi 10-11 capitoli di Genesi vanno considerati a parte rispetto al fine. Descrivono, in  maniera popolare, il sorgere del genere umano, lo stile è figurato e adatto ad un popolo ancora non evoluto. Le verità che la Bibbia si propone di trasmettere sono riportati in fatti, rivestimenti mitici, adatti alla mentalità del tempo e dell'ambiente.

(Segue)

I Tempi scientifico-storici:

  Circa 2465  a.C.              Circa 2323 a.C.             Circa 2300 a.C.           Circa 2296                    Circa 2280

Il faraone Userkaf fonda        Il fareaone Teti            L'insediamento             Gli astronomi           L'Impero accadico

la V dinastia d'Egitto.            dà inizio alla VI            di Hebron si espande  cinesi riportano         si estende dall'odier

                                          dinastia d'Egitto      di oltre 30 dunan,     il primo avvista-     na Turchia fino 

                                                                         circa 3 ettari.            mento di una         al Golfo Persico.                                                                                                                cometa

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(Segue)

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 Il credente cristiano: 

OLIVER CLEMENT

dal testo "I volti dello Spirito"

CREDO NELLO

SPIRITO SANTO -Il Signore della vita

 Là dove lo spirituale indù si ferma e si immerge nella contemplazioner dell'Io, della luce che riempie l'abisso del cuore, lo Spirito -che è diafanità, come dice Origene- fa accedere  allo spazio trinitario, consente al cuore di spiccare il volo nell'infinito. La sua luce che noi conosciamo essere nel Padre e nel Figlio.

 Fondamentale per noi cristiani è soprattutto un testo di Paolo, che è stato commentato instancabilmente dalla teologia antenicena, nella prospettiva che è stata assunta  dai padri del IV secolo quando passarono da un approccio "economico" a un approccio più propriamente "teologico" alla Trinità. E' un passo della Letteras agli Efesini: "C'è un solo Dio, Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti" (Ef 4,6). Il Padre è Dio "al di sopra di tutti", principio di ogni realtà. Il Logos struttura tutto, agisce "per mezzo di tutti". E lo Spirito è Dio interiore, il Dio invisibile, il mistero vdegli esseri e delle cose, la profondità più abissale dell'interiorità, "Dio in tutto": nulla di panteistico in questa concezione, perché tale onnipresenza è un'ipostasi misteriosa, ma si tratta piuttosto, nella prospettiva di Sergij Bulgakov, di una sorta di "panenteismo". Atanaio di Alessandria, nelle sue Lettere a Serapione, osserva:

Il Padre opera ogni cosa per mezzo del Verbo nello Spiritro.... Pertantonella chiesa si predica "un solo Dio" che è"al di sopra di tutti, attraverso tutti e in tutti". E' "sopra tutti" come Padre, principio e fonte; "attraverso tutti" per mezzo del Verbo; "in tutti" nello Spirito Santo.

E ancora, secondo Basilio, tutto sussiste "per volere del Padre, dell'atto del Figlio è condotto all'essere, dalla presenza dello Spirito santo riceve la perfezione". Ipostasi della vita, lo Spirito, nel quale ogni essere  e ogni cosa tende alla pienezza, è dunque anche ipostasi della bellezza.

(Segue) 

 

Un personaggio

Norberto Bobbio è stato il più grande filosofo italiano del Novecento, giurista, politologo e storico, senatore a vita dal 1984 al 2004.

Nascita: 18 ottobre 1909, 
Morte: 9 gennaio 2004, 

La vera differenza non è

fra chi crede e chi non crede,

ma

tra chi pensa e chi non pensa.

sabato 1 aprile 2023

Mondo Medievale

Quando si parla di "Casale"

  Il casale, di cui frequentemente leggiamo su libri e fogli che provano ad immaginare cosa ci fosse sul territorio di Contessa prima che arrivassero gli arbëreshe, nei testi di Storia viene pure definito  habitatus.

 Rappresentava l’unità minima abitativa corrispondente, nella media, ad un abitato formato da cinque a dieci modestissime abitazioni (generalmente tuguri) perlopiù fatte di pietra e paglia, dove promiscuamente stavano uomini ed animali, per un totale di un venti/trenta persone e con un’estensione territoriale limitata alle capacità e possibilità di coltivazione. 

Potevano esservi casali anche più piccoli, mentre in quelli di dimensioni maggiori spesso fortificati, si trovavano cappelle, castelli e fondaci. 

  Il concetto di casale si presenta estremamente vario e differentemente interpretato da chi si propone di concettualizzarlo per farlo valere in più situazioni.I casali nella Sicilia post arabo-normanna nell'Isola erano migliaia, sparsi a pioggia un po’ ovunque, segno che quando la pace sociale regnava nell'isola veniva favorito l’uso agricolo del territorio. Molti erano -lungo il periodo feudale- gli insediamenti abitativi in grotta che erano non solo casali e castelli ma a volte anche Terre di notevole importanza.

L'Italia a scarica barile. I partiti si scordano che quasi tutti nella passata legislatura sono stati in maggioranza


La sensazione che i partiti danno è

che i soldi più che "investirli" per dare lavoro,

servono per erogare mance e sussidi alle "clientele". 

Sono circa 200 miliardi — tra sovvenzioni a fondo perduto e prestiti ultra agevolati — i fondi concessi all’Italia dall’Unione europea per risalire dalla tragedia della pandemia. L'unica condizione dell'U.E. è che quei soldi vadano impiegati in trasparenza. Sta qui la difficoltà del Paese; del Paese dove le tangenti non furono fenomeno di una sola stagione e di una sola parte.

A rendere improbabile l'impiego di tutti quei soldi (lo immagina la stampa estera) non è solamente la carenza di trasparenza, c'è la burocrazia come da sempre impreparata ed inefficiente, e la conseguente carenza di personale tecnico adeguato. Tanti organi di stampa in Italia ed in Europa notano e constatano l’incapacità italiana a saper usare i fondi. D'altronde noi tutti semplici cittadini sappiamo chi andiamo ad eleggere quando ci rechiamo ai seggi elettorali. Il nostro voto va sempre ai più scadenti o perché ci danno la sensazione di essere inadeguati e quindi abbordabili o perché ci hanno già favorito e quindi siamo diventati loro "clienti". 

 Da qui il duetto giornaliero del governo che da una parte attribuisce la responsabilità dei ritardi a chi l’ha preceduto e vorrebbe accelerare con un codice degli appalti dove di appalti pubblici se ne intravedono pochi, dall'altra l'opposizione che finge di essere sempre stata all'opposizione e che, adesso, per la prima volta si accorge che c'è da impiegare i soldi del Pnrr che stanno lì da quasi due anni.

Settimana Santa. Riflessioni, documenti, storia

Provviamo a capire

La settimana santa è quel periodo
 tra la domenica delle Palme, con
 Gesù a Gerusalemme acclamato
dalla folla gioiosa, e la domenica di
 Pasqua, quando si celebra la sua
risurrezione. Giorni fatidici in cui si
consumano il tradimento di Giuda,
l’Ultima Cena di Gesù e degli
Apostoli, la Via Crucis e la sua agonia
sulla croce.
Il tutto in attesa della
Resurrezione.

 Seguire i riti della settimana santa, dovrebbe produrre esperienza di partecipazione a ciò che agli uomini ordinariamente è invisibile. In questa chiave la Chiesa prova da secoli a presentare i misteri che in questi giorni rievoca.  Sappiamo tutti però che la società contemporanea vive i giorni in autosufficienza e nemmeno prova a disporsi con l'incontro o l'ascolto dei momenti religiosi, che -quando va bene- vengono interpretati come gesti ripetuti, e/o fede nuda, parole che nella vita mai vengono tradotti in senso e ancor meno in esperienza di vita.

 La settimana santa è, potrebbe essere, se si vuole, una ritualità adatta a cogliere senso per la vita quotidiana. Serve ovviamente la disposizione a volere cogliere e a volere capire. Generalmente sono i poeti ed i prosatori che allargano lo sguardo e colgono nei riti della settimana santa segnali e significati di vita.

  Nella settimana in cui si vuole rappresentare un Dio che muore, in realtà si vuole, si vorrebbe, ricordare il dramma della croce che investe ciascun uomo nel corso della vita e che tuttavia non è detto che costituisca il tramonto di tutto. Se si vive in fiducia -è il messaggio che per intanto riteniamo di cogliere- si può intravedere la luce della Pasqua, valida per chiunque. Non solamente per Lazzaro.

 Nella serata di ieri nei centri di tradizione cristiano-bizantina e pure a Contessa E., per le strade, è stata cantata l'avvenuta resurrezione di Lazzaro. Qui accanto abbiamo voluto riportare l'immagine -la "Icona"- che rievoca quell'evento.

 Evento quello dell'Icona avvenuto in un borgo, Betania, a 5 km a est di Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi, corrispondente all'attuale località abitata da arabi, di el-Āzariyye. L'iconografia della festa si sviluppa già nella catacomba. Osservando l'Icona si coglie la mano destra di Cristo tesa a richiamare Lazzaro da morte. Nella mano sinistra tiene il rotolo con l'elenco dei morti (chirografo), cioè dei peccatori (di tutti noi, quindi), dei lontani dal Vangelo. Egli annulla "il documento scritto dei nostri debiti, le cui condizioni ci erano sfavorevoli" (Col 2,14). L'uomo che sostiene il cadavere per le bende e si copre il volto per l'odore, paradossalmente non sembra accorgersi che Lazzaro già apre gli occhi. Cristo ordina: "Scioglietelo e lasciatelo andare".

 Cosa trasmette l'Icona?, come ci viene letta?  Quel gruppo di ebrei racchiuso nella grotta con Lazzaro rappresenta tutti noi, l'umanità che cammina nelle tenebre  e guarda a Cristo per essere liberata, per tornare alla luce, che attende di essere cancellata dal chirografo.

Un personaggio

Vito Mancuso è un teologo e docente italiano. Dal 2013 al 2014 è stato docente di "Storia delle Dottrine Teologiche" presso l'Università degli Studi di Padova. È stato docente di teologia presso la Facoltà di filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011. 

Nascita: 9 dicembre 1962 (età 60 anni).

In questo mondo tutti vorrebbero essere i migliori,
ben pochi invece si curano di essere semplicemente
migliori.

L'aggettivo "migliore" è in sé un comparativo, grado
dell'aggettivo che esprime superiorità in senso assoluto.
E la superiorità è ciò che l'appetito istintuale suggerisce
a ciascuno, lo mostra già Omero nel mettere sulla bocca
di Peleo il seguente consiglio per il figlio Achille:
"Primeggiare sempre ed essere superiore agli altri".

Non si tratta solo di volontà di potenza o, come oggi si
usa dire, di successo; si tratta, più precisamente, di volontà di potenza sugli altri, cioè di volontà di potere, della
tendenza al primato, dell'affermazione di sé come
predominio e supremazia, della vittoria propria in quanto sconfitta altrui.

venerdì 31 marzo 2023

Agrigento. Capitale italiana della Cultura 2025

 La designazione è avvenuta il 31 marzo presso la Sala Spadolini del Ministero della cultura. Il sindaco della città siciliana, Franco Miccichè, presente alla cerimonia ha dichiarato: «Grazie a tutti. Sono estremamente emozionato ed orgoglioso per aver raggiunto questo traguardo per la mia città per lo sviluppo di economia e turismo. Oggi non ha vinto Agrigento, o la Sicilia, ma l’Italia».

 Candidate per l’edizione 2025 erano: Agrigento, Aosta, Assisi (Perugia), Asti, Bagnoregio (Viterbo), Monte Sant’Angelo (Foggia), Orvieto (Terni), Pescina (L’Aquila), Roccasecca (Frosinone) e Spoleto (Perugia). Il ministro Gennaro Sangiuliano ha anche annunciato che dal prossimo anno «accanto alla capitale del Libro e alla capitale della Cultura, ci sarà la capitale dell’arte contemporanea. Ogni anno verrà nominata una triade».

 Agrigento, Capitale italiana della Cultura 2025, riceverà un milione di euro per la realizzazione del progetto, con l’obiettivo di mettere in mostra i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.