stralciamo dall'epistolario...
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IN VOLO SU ROMA
Il 28 agosto 1924 muore Adolfo De Bosis, poeta e padre di Lauro. In quell'occasione Benedetto Croce, che fu recensore severo dei versi estetizzanti di Adolfo, non manca di far sentire la propria vicinanza alla famiglia colpita dal grave lutto. Lauro risponde al telegramma del filosofo con questa sentita lettera, nella quale si dichiara suo discepolo. Ed è proprio nella veste di discepolo oltrecché di conferenziere che avanza la proposta di un incontro per discutere il pensiero del "maestro" in vista di una serie di seminari da tenersi negli Stati Uniti per conto della Italy-America Society, associazione culturale e di propaganda vicina al regime fascista.
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A BENEDETTO CROCE
1 settembre 1924
Illustre Senatore
mi permetta di esprimerle tutta la nostra riconoscenza per le nobili parole del suo telegramma, e più ancora per l'amicizia che ella ha voluto riconfermare a mio padre nei suoi ultimi giorni.
Da molti anni, maestro, è mio vivo e fervido desiderio di avere l'onore di avvicinarla, e spero che il profondo senso che io ho di aver avuto interamente rinnovata la mia vita spirituale dalle sue opere e la mia devozione di discepolo me ne possan far degno.
Essendo stato ora invitato a fare un giro di conferenze in America sulla civiltà dell'Italia moderna e dovendo quindi parlare sopra tutto di Lei e della sua opera, vorrei cogliere quest'occasione, se Lei me lo permetta, di venire un giorno a Napoli per conoscerla verso la fine di questo mese o il principio del prossimo.
Gradisca i miei ossequi più profondi.
Suo
Lauro De Bosis
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