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lunedì 27 giugno 2022

Piccoli flash di Storia siciliana (7)

 Quando le pietre parlano

Mi è capitato di leggere un testo, un articolo, di Giuseppe Silvestri, rettore dell'Università di Palermo dal 1999 al 2008, in cui il professore si intrattiene a descrivere il Palazzo del Rettorato, che come è noto sta in p.zza Marina (Palazzo Steri).

Il titolo di quel testo, che mi ha indotto a richiamare la storia del Palazzo Municipale di Contessa Entellina, è "Le pietre dello Steri". Per non dilungarmi molto, la traccia della relazione è racchiusa nella "riflessione sulle pietre che griderebbero se tacessero le vittime dell'ingiustizia e dell'oppressione". Delle ingiustizie e delle oppressioni in ogni parte del pianeta.

Il professore si intrattiene sull'attuale sede del rettorato dell'Università di Palermo, le cui pietre gridano ancora le sofferenze di tante vittime. Lo Steri fu costruito nel XIV secolo in modo da evidenziare architettonicamente il potere e decorativamente il livello culturale della potente famiglia Chiaramonte. Fu sede dei viceré spagnoli, e poi del Santo Uffizio. Per duecento anni fra quelle mura fu esercitato un potere scellerato che si accanì su centinaia di vittime, imprigionate, torturate, vittime di accuse infondate, detenuti senza speranze di libertà.

La vicenda di quegli sfortunati fu studiata approfonditamente  da Giuseppe Pitré (gli inquisitori si avvicendarono con le miserie del popolo, le solennità più splendide con le scene più terrificanti, le risa dei gaudenti con gli urli dei disperati".

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Queste poche riflessioni tratte dal testo del prof Silvestri si attagliano perfettamente a quanto accadeva nella piccola cella conservata nell'attuale Palazzo Municipale di Contessa Entellina. Alcuni indizi fanno ritenere che, prima delle opere di ristrutturazione degli anni cinquanta le celle erano due. Lì ci finivano esseri umani, in 10/15 per cella, in spazi irrisori. La cosa che più ci ha colpito è stata la cessione nei primi anni dell'Ottocento di alcune centinaia di detenuti dalle carceri siciliane al governo portoghese per il ripopolamento del Brasile. Al seguito di quei miseri partirono dalla Sicilia per il Brasile anche i loro familiari. Prima misera esperienza migratoria originata da situazioni "disumane".

Certe vicende umane non sono solamente vicende di chi le subisce, sono vicende della collettività che le consente; la stessa architettura che prevedeva ambienti minimi ed insalubri per decine di detenuti non sono vicende che riguardano le vittime di allora. L'oppressione dei reclusi, ceduti addirittura ..., non sono vicende da dimenticare. 

Le pietre dell'unica cella che oggi permane, se solo si vuole e se solo si sa ascoltare, parlano; raccontano quanto disumana era la società feudale. Quando si reprimono uomini, le "pietre", i luoghi continuano a   p-a-r-l-a-r-e, ha concluso la sua esposizione il prof. Silvestri. 

Quella conclusione sullo Steri vale anche per la "cella" del Palazzo Municipale di Contessa.


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