E' tempo di grandi manovre per ridisegnare il volto di molti istituti scolastici della Sicilia.
Oggi e lunedì i vertici dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione, dell’Ufficio scolastico regionale e i sindacati si riuniranno per dare forma al nuovo piano di dimensionamento delle scuole nelle nove province, che stabilirà quali istituti o plessi accorpare per recuperare almeno 54 posti di dirigente scolastico e altrettanti di dirigente amministrativo (il ministero ha dato un budget di 885 posti per tutta la Sicilia e attualmente sono solo 831) e rispondere ai bisogni del territorio.
Oggi e lunedì i vertici dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione, dell’Ufficio scolastico regionale e i sindacati si riuniranno per dare forma al nuovo piano di dimensionamento delle scuole nelle nove province, che stabilirà quali istituti o plessi accorpare per recuperare almeno 54 posti di dirigente scolastico e altrettanti di dirigente amministrativo (il ministero ha dato un budget di 885 posti per tutta la Sicilia e attualmente sono solo 831) e rispondere ai bisogni del territorio.
La riunione di mercoledì ha dato come esito una fumata nera. Tutto da rifare, dunque, a partire da oggi, dopo aver esaminato la proposta redatta dall’ufficio regionale diretto da Domenico Giubilaro.
Tra smembramenti e aggregazioni, si tiene come criterio base per l’esistenza di un’istituzione scolastica il tetto minimo di 600 alunni, con deroga a 400 per le aree disagiate.
A Contessa l'Amministrazione Comunale, che già in passato non è riuscita a far valere la condizione di realtà etnico-culturale minoritaria, ha deliberato un auspicio, un desiderio minimale: sia mantenuta per l'anno scolastico 2013/2014 l'autonomia dell'Istituto Comprensivo "F. Crispi" di Palazzo Adriano e ad esso sia accorpato l'Istituto Comprensivo "Fr.sco Di Martino" di Contessa Entellina fissando gli uffici di presidenza e di segreteria a Palazzo Adriano ed un ufficio di segreteria distaccato a Contessa Entellina.
Il tutto all'insegna della legge regionale 12.07.2011, n. 13, che in verità puntava ad un più ampio respiro.
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