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sabato 4 aprile 2026

Italiani iscritti all’Aire

Dal Rapporto Previsioni
Primavera 2026

Quasi 200.000  ragazzi hanno
lasciato l’Italia negli ultimi
cinque  anni. Qui le prospettive
di carriera sono fragili e
gli stipendi non reggono
il confronto con l’Europa.


Al 31 dicembre 2025, si contano 6.630.284 italiani iscritti all'AIRE:

  • Europa: ~3,5 milioni.
  • Sudamerica: ~2,19 milioni.
  • Nord/Centro America: ~578 mila.
  • Paesi principali: L'Argentina ospita la più alta presenza, seguita da Germania e Brasile.
Secondo le leggi 470/1988 e 1228/1954, chi trasferisce la residenza all'estero per oltre un anno deve iscriversi, preferibilmente entro 90 giorni dal trasferimento. 
L'iscrizione all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) permette di rinnovare documenti (passaporto, carta d'identità), votare per corrispondenza, e ottenere certificati dai consolati.
Sono oltre 100.000 i laureati che hanno lasciato l'Italia nell'ultimo decennio, con un picco di 16.000-21.000 giovani istruiti (under 35) che si trasferiscono all'estero ogni anno.

Iscriversi all'AIRE è fondamentale per non essere tassati in Italia (IRPEF) su base mondiale, evitando la doppia imposizione fiscale
.

Parole frequenti sui media

 centrosinistra

La coalizione di centrosinistra nasce nel 1994, con la Seconda Repubblica: è l’Alleanza dei progressisti tra Pds, Prc, Psi, Verdi e altri. Dal 1995 al 2004 c’è l’Ulivo, lanciato da Romano Prodi, poi fino al 2008 l’Unione (Ulivo con Idv e Rifondazione) e ancora, dopo la nascita del Pd-Italia bene comune  (Pd, Psi e Sel) e le alleanze elettorali per il 2018  e il 2022. In vista delle Politiche del 2027, il centrosinistra sta lavorando alla costruzione del Campo largo (Pd, M5S, Avs, +Europa e Iv). Azione, invece, al momento resta fuori.

Avvenne il 4 aprile

 Sicilia nostra

1799 - Nasce a Bagnara Calabra  l’industriale Vincenzo Florio, che di pochi mesi fu portato a Palermo, dove passo’ tutta la sua vita, morendovi l’11 settembre 1868. A venti anni iniziò l’attività industriale, che sviluppò prodigiosamente con tonnare, zolfi, Marsala, navi e fonderie. Nel 1864 fu nominato senatore del regno d’Italia.

Sotto la sua guida, la Casa Florio ha affiancato alla tradizionale attività commerciale iniziative imprenditoriali in un gran numero di settori diversi: navigazioneindustria tessileproduzione enologica, estrazione e raffinazione degli zolfisiderurgia, industria della pesca

 Coi suoi 83 piroscafi, ben presto aumentati a più di 100, la Navigazione Generale Italiana si presenta come la più potente compagnia del Mediterraneo dopo la Messaggerie Maritimes di Marsiglia, e il più grande complesso armatoriale mai sorto in Italia.

—-   * * *   —-

  Quella dei Florio è stata un leggendaria famiglia di imprenditori calabresi trasferitasi in Sicilia (fine XVIII secolo), artefici di un impero economico tra i più potenti d'Italia durante il periodo della Belle Époque. Grazie a Paolo, Vincenzo e Ignazio, hanno dominato settori come vini (Marsala), navigazione, tonnare (Favignana), zolfo e turismo, lasciando un'impronta indelebile nell'architettura liberty di Palermo e nella cultura siciliana, raccontata nel bestseller "I Leoni di Sicilia”. Il nome dei Florio è, fra tante iniziative, legato anche legato allo sport con la fondazione della celebre corsa automobilistica Targa Florio da parte di Vincenzo Florio Jr.

Luoghi iconici ancora oggi dei Florio a Palermo sono Il Villino Florio (stile Liberty), la Tonnara Florio all'Arenella, la Villa Igea. La Cantina Florio, a Marsala.

venerdì 3 aprile 2026

Venerdì Santo . . . In attesa del Christos Anesti

Il Christos Anesti è il tropario
pasquale cristiano-bizantino,
 che proclama la risurrezione
di Cristo. Il testo in greco
traslitterato è: 
"Christós anésti
 ek nekrón, thanáto thánaton
patísas, kié tis en tis mnímasi
zoín harisámenos"
, che significa:
 "Cristo è risorto dai morti, con
la morte ha calpestato la morte
 e ai morti nei sepolcri ha
donato la vita"











 I Cristiani credono

La morte e risurrezione di Gesù Cristo è il pilastro fondamentale della fede cristiana, celebrato nella Pasqua come la vittoria definitiva sul peccato e sulla morte.

Secondo i Vangeli, Cristo morì in croce e, dopo tre giorni, risorse con un corpo glorificato, offrendo salvezza e vita nuova all'umanità. Si tratta di punti chiave del Cristianesimo: 

1) significato teologico: La morte di Gesù è un sacrificio per la salvezza, mentre la sua risurrezione è il segno della vita eterna e la promessa che anche gli uomini risorgeranno.

2) la risurrezione non è un semplice ritorno alla vita mortale (come Lazzaro), ma l'ingresso in una vita nuova, fisica e glorificata, che trascende però il tempo e lo spazio.

3) Il Nuovo Testamento, in particolare 1 Corinzi 15,3-6, sottolinea che Cristo "è morto", "è stato sepolto" ed "è risorto" ed è apparso ai discepoli.

4) La risurrezione è celebrata ogni domenica e, in modo speciale, durante la Pasqua.

5) Nel contesto liturgico, specialmente nella Chiesa di tradizione bizantina, all'annuncio "Christos  Anesti - Cristo è risorto" viene risposto con "Sì, è veramente risorto", confermando la fede nella sua vittoria.

L’uomo, la società degli uomini (1)

 Opinioni e discussioni che

non troveranno mai soluzioni.

La violenza in Medio Oriente nel 2026 ha raggiunto livelli critici, con un'escalation che colpisce duramente i civili, specialmente in Palestina, Libano e Iran.

Si registrano al momento oltre 340 bambini uccisi, diffusi attacchi alle infrastrutture sanitarie e un drammatico aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, causando sfollamenti di massa e una grave crisi umanitaria.

La violenza dei coloni ha costretto un numero di minori palestinesi dieci volte superiore ad abbandonare le proprie case rispetto al passato. In Libano, oltre 800.000 sono sfollati a causa dei bombardamenti e dell'escalation militare. Vengono colpiti ospedali e personale medico, violando il diritto internazionale umanitario. La comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie, come segnalato da Unicef Italia, chiedono un intervento urgente per proteggere i civili e garantire l'accesso agli aiuti umanitari. La situazione, descritta anche da Amnesty International, evidenzia un clima di impunità per le violazioni dei diritti umani.

=  =  =  = Anno 2026

-La violenza ci è intorno, 

-perché la violenza ci assale,

- di violenza muoiono persone che ciascuno di noi può conoscere, persone come noi,

 -violenza esercitano persone o situazioni all'interno delle quali potrebbe capitarci di muoverci. 

-Qualcuno arriva alla conclusione che Rousseau non aveva capito assolutamente niente. L'uomo non è affatto originariamente buono, e pertanto non è la società che lo deforma, l'uomo è originariamente, di sua natura,  cattivo, l'uomo è portatore di male.

-I Puritani parlavano dell'innata pravità (=malvagita’) del genere umano; non c'era solo Rousseau che parlava dell'innata bontà del genere umano; c'era anche, e c'è ancora, una corrente di pensiero che ha sempre sostenuto un po' il contrario. Il vecchio discorso dell'uovo e della gallina. 

-Ciascuno di noi ha le sue opinioni, se ne può discutere all'infinito e si può asserire che non verrà mai veramente risolto.

Avvenne il 3 Aprile

  Sicilia nostra 

Antonello Gaggini
Suo capolavoro, è ritenuta la
monumentale struttura marmorea
decorata con decine di statue.
Sebbene smantellata a fine '700,
molte delle sue sculture sono
ancora visibili all'interno della 
Cattedrale di Palermo.

1536. Muore a Palermo, dove era nato il 1478, il più grande scultore siciliano, Antonello Gaggini (Palermo, 1478 – Palermo, aprile 1536), è stato uno scultore e architetto del Rinascimento, che operò soprattutto in Sicilia e in Calabria. Si formò nella bottega del padre Domenico. La sua arte fonde l'eleganza del primo Rinascimento toscano e romano con una profonda sensibilità religiosa, guadagnandosi l'appellativo di "raffinato cantore della fede". La sua bottega fu una vera "industria" artistica che influenzò la produzione scultorea in Sicilia e Calabria per decenni. E’ stato uno dei più influenti scultori e architetti del Rinascimento in Italia meridionale, figura chiave della celebre famiglia di artisti di origine ticinesi.


Fu prima attivo a Messina e in altre province dell’isola per poi,  dal 1508,  stabilirsi a Palermo dove educò tutti i figli al mestiere da permettergli di avere due botteghe: una presso la Cattedrale, vero cantiere di lavorazione, l’altra al porto dove mostra lavori finiti, pronti all’esportazione in tutta la Sicilia e in Calabria. Con la sua famosa bottega, accentrò intorno a sé tutta la scultura siciliana del ‘500, contribuendo al rinnovamento degli stilemi architettonici locali che, ancora sul principio del Cinquecento, si attardavano su modelli tardogotici.


giovedì 2 aprile 2026

L’uomo, la società degli uomini (4)

La sociologia è considerata una 
scienza sociale empirica
. Studia
la società, le interazioni umane e i
fenomeni sociali utilizzando metodi
rigorosi, sia quantitativi che qualitativi,
per analizzare dati concreti e
verificabili, anziché basarsi su
opinioni. Mira a comprendere e
spiegare le strutture sociali.

Nonostante le sfide legate alla
complessità dei comportamenti
umani, la sociologia costruisce il
suo sapere attraverso ricerche
documentate, interpretando le
forme di vita associata.

La Sociologia, non piace ai governi autoritari.

Sta capitando ai nostri giorni (nel terzo millennio) ed è la prima volta che la sociologia, scienza scomoda, finisce nel mirino dei governi. Non solo dei governi di estrema destra.  I nazisti con Hitler cancellarono l’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte, costringendo docenti come Max Horkheimer, Theodor W. Adorno e Herbert Marcuse a migrare oltreoceano nel 1934. 

Stessa sorte in Unione Sovietica durante la tirannide stalinista, ed ovviamente nella Cina maoista, dove con tanto di provvedimento legislativo venne abolita nel 1952. In Brasile, durante la dittatura militare, scomparve in più facoltà universitarie, mentre nell’Argentina di Jorge Rafael Videla, negli anni Settanta, fu sancito su legge che le scienze sociali venivano considerate sovversive. 

In questi giorni sono gli Usa a cancellare la sociologia dalle materie obbligatorie nelle università. Sta avvenendo in Florida per decisione del governatore repubblicano Ron DeSantis e di Raymond Rodrigues, responsabile del sistema universitario statale. 

Trump ha minacciato di tagliare i fondi pubblici della ricerca a Harvard, revocando il permesso di accogliere studenti stranieri. Ma mai prima d’ora un’amministrazione si era permessa d’infrangere l’autonomia accademica nei percorsi di studio. Pratica messa in atto solo da regimi autocratici. 

In tempi oscuri la sociologia è la prima a subire la censura. Scienza moderna che avrebbe dovuto affiancare la filosofia nel comprendere e indirizzare l’umanità, la sociologia è nata per fare ordine nella società. Osservatrice imparziale (puramente oggettiva, per Max Weber) ma forse per questo poco incline ai compromessi. Intesa a proclamare la verità, quindi rivoluzionaria.

Avvenne il 2 Aprile

Il soggiorno siciliano di Goethe,
toccando Palermo, Agrigento,
Catania e Messina, è raccontato
come una "disposizione d'animo
eminentemente poetica" a
contatto con una natura magica.





  Sicilia nostra 

 1787 Il grande letterato tedesco Volfango Goethe arriva a Palermo, iniziando una visita dell’Isola che si protrarrà fino al 13 maggio, e che gli lascerà nell’animo un ricordo indimenticabile. Scrisse infatti “L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito”.

-  -  - 

Johann Wolfgang von Goethe visitò la Sicilia tra aprile e maggio del 1787, durante il suo 
Viaggio in Italia. L'esperienza, fondamentale per il suo percorso, lo incantò per la luce, la natura rigogliosa e l'arte classica, portandolo alla celebre affermazione: "L'Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna; è in Sicilia che si trova la chiave di tutto"


Non solo “la famiglia nel bosco”

 

Grande clamore i media mostrano per la vicenda della “famiglia nel bosco”. Danno la sensazione di avere scoperto una realtà sconosciuta agli italiani, specialmente ai meridionali. La realtà sociale e demografica dell’Italia invece ci dice che la metà degli italiani vivono in comunità medie o addirittura piccole (e come nel caso di Contessa Entellina, abbondantemente disabitate). Vivere nei piccoli centri, o in campagna a due/tre/quattro chilometri da un piccolo centro abitato non significa affatto che si intende vivere da eremiti o che si intende condurre esclusivamente una vita da contadini. E però nessuno alla RAI spiega che vivere nei piccoli centri rurali o in aperta campagna non riguarda poche decine di persone, ma milioni di italiani. Secondo l’ISTAT, nei comuni italiani fino a 5mila abitanti, i residenti nel 2024 erano il 16,4% della popolazione mentre in quelli medio-piccoli (dai 5mila ai 50mila abitanti) lo stesso anno si contava circa il 50% degli italiani. 

   Si tratta di zone montane, dalle Alpi agli Appennini e delle aree interne della Sicilia, ad aver registrato tra il 2019 e il 2023 un incremento significativo, di quasi 100mila nuovi abitanti, stando a quanto leggiamo sul Rapporto Montagne Italia 2025, realizzato da Uncem nell’ambito del Progetto ITALIAE. Ovviamente  in queste realtà tantissimi servizi, anche per incompetenza delle amministrazioni civiche, sono carenti o assenti, ma non significa che manchi la “civiltà” o la sensazione di vivere nel terzo millennio dell’era cristiana.

     Fra le ragioni per cui si preferisce la quiete rispetto al caos cittadino: «Ci sono tanti giovani che riprendono l’attività agroalimentare ma c’è anche chi vuole fuggire dal riscaldamento globale che nelle metropoli è sempre più evidente e insopportabile». C’è anche la possibilità, e risulta pure nella nostra Contessa Entellina,  di lavorare in smart working, grande vantaggio che rende possibile poter vivere in aree tranquille senza restare isolati dal mondo. Tutto questo è fattibile auspicando che esistano buone connessioni per il tele-lavoro anche in mezzo alle aree dove le amministrazioni civiche non sempre sono sensibili ai bisogni. 

   In una realtà come Contessa Entellina è ovvio che mancano tante infrastrutture e servizi adeguati. Da noi fatichiamo a vedere tanti servizi, come l’istruzione scolastica superiore e l’assistenza sanitaria specialistica. Su questo fronte la qualità della vita dipende strettamente dalla connessione stradale con i centri come Sciacca o Palermo o Corleone. E comunque la sostenibilità passa per la tecnologia. Vivere nella natura incontaminata non è fantascienza. Basta volerlo.

La guerra l’ha iniziata Trump… noi paghiamo il conto

 L’instabilità politica, la guerra, l’inflazione
L’escalation di conflitti nel
Golfo (2026) sta  provocando
un significativo aumento dei
prezzi energetici, con il
greggio e le bollette in 
forte crescita. Ne discendono
rincari significativi per il
sistema produttivo italiano,
con impatti diretti sui costi
dei carburanti.

 L’attuale situazione geo-politica mondiale, con la guerra intrapresa da Trump in Medio Oriente,  ci sta scombussolando, in quanto cittadini, nel confronto prezzi dei beni/redditi da pensione o da retribuzioni.

 Che i prezzi dei beni siano il risultato del libero incontro tra la domanda e l'offerta è spesso solo una favola che alcuni (non tutti) economisti amano raccontare. Un simile regime presupporrebbe un mercato perfettamente concorrenziale, una situazione, questa, che costituisce più spesso l'eccezione che non la regola sui mercati della gran parte dei beni.

  Sul blog non abbiamo mai condotto analisi sul funzionamento dei cosiddetti liberi mercati come vengono impartite all’Universita’. 

Alcune merci sono prodotte dallo Stato in regime di monopolio, altre dai privati sempre in regime di monopolio o oligopolio, per altre ancora vi sono accordi sui prezzi tra produttori, in molti casi i beni arrivano sul mercato attraverso un sistema distributivo ove vige la concorrenza imperfetta, a volte, infine, sono i consumatori di un determinato bene ad avere in mano il monopolio o l'oligopolio della domanda (che, in questo caso, si chiamano monopsonio e oligopsonio). I prezzi, di conseguenza, anziché essere il prodotto di una mano invisibile, sono l’espressione della volontà di pochi soggetti, interessati al proprio tornaconto assai più  che alla stabilità dei prezzi.


Soprattutto nelle fasi di forte inflazione, lo Stato si è posto, quindi, in Italia e altrove, l'obiettivo di esercitare un controllo sui prezzi, di impedirne crescite ingiustificate, molto superiori a quelle dei costi di produzione dei beni. Si è così via via venuto a formare anche nel nostro Paese un sistema articolato di regolazione dei prezzi.


Rifletteremo sulla scia di quanto sta capitando in seguito alla guerra del golfo.
(Segue)

mercoledì 1 aprile 2026

La politica italiana e la guerra in Iran

La crisi di Sigonella dell’Otto-
bre 1985 fu un grave scontro
diplomatico e militare tra 
Italia e USA, scaturito dal
dirottamento della nave
Achille Lauro da parte
di terroristi palestinesi. 
Il governo guidato da 
Bettino Craxi rivendicò la
sovranità italiana sulla
base siciliana, opponendosi
con le armi(Vam e
Carabinieri) alla Delta
Force americana, che voleva
prendere in custodia i
terroristi, protegendoli
fino all’arrivo delle 
autorità italiane.


 Nella giornata di ieri l'Italia ha impedito a due caccia armati americani diretti nelle zone di guerra, in Iran, di compiere una tappa tecnica nella base di Sigonella, in Sicilia. Lo Stato Maggiore italiano ha fatto sapere al Governo che «Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani. Il piano è stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. 

  Alle prime verifiche si è capito che non si trattava di voli normali o logistici e quindi non compresi nel trattato con l’Italia. E’ stato immediatamente informato il ministro della Difesa Guido Grosseto, che a sua volta ha chiamato la premier Giorgia Meloni.
  Le regole secondo i media prevedono: «I caccia sono armati e probabilmente si dirigono in Medio Oriente. Secondo le regole non possono atterrare. Se volessero farlo, secondo una procedura precisa, dovrebbero prima consultare il governo italiano, che a sua volta dovrebbe coinvolgere il Parlamento. La telefonata di Crosetto alla premier dura pochi minuti, non c’è tempo per una valutazione politica, il profilo è in primo luogo giuridico e tecnico, ci sono delle violazioni palesi, non si può che rispondere di no.
Il Comando Usa e’ stato così informato che quegli aerei non possono atterrare a Sigonella.
Va notato che l’episodio è  ben diverso da quanto ha fin ora messo in campo  il governo di Pedro Sanchez in Spagna che, invece, ha negato ogni accesso al suo spazio aereo ai mezzi militari americani coinvolti nella guerra in Iran, anche da un punto di vista logistico (cioè per i rifornimenti, i trasporti o l’assistenza).

La Repubblica fondata sul lavoro (6)

 

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
(CCNL) è l’accordo tra sindacati e associazioni
datoriali che disciplina i rapporti lavorativi in
Italia per specifici settori. Definisce stipendi
minimi, ferie, orari, inquadramento e malattia,
garantendo tutele omogenee su tutto il
territorio nazionale.





Il Contratto collettivo del lavoro

È il contratto stipulato tra tra le associazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro; ha la finalità di predeterminare le condizioni generali  che sono applicate ai lavoratori  subordinati di un determinato settore nel contratto individuale di lavoro. Le condizioni generali contenute nei contratti collettivi di lavoro normalmente si riferiscono:

- all’ammontare della retribuzione  (stabiliscono un minimo retributivo);

- a ferie , congedi, qualifiche, mansioni etc. regolandone i principi fondamentali ;

- ai diritti ed obblighi  delle parti;

- ai provvedimenti disciplinari etc.

 I contratti collettivi nazionali di lavoro (in sigla CCNL) rappresenta la manifestazione del potere detenuto dalle associazioni sindacali sulla disciplina dei rapporti lavorativi.

  Può essere inquadrabile tra i contratti normativi e ha la fondamentale funzione di tutelare gli interessi delle singole categorie di lavoratori per i quali è stato stipulato.

= = = 

Avremo modo e tempo di intrattenerci sulla natura del contratto di lavoro e quale forma deve avere.

Voglia di capire


Questa pagina punterà settimanalmente sui continui interrogativi dell’umanità. Interrogativi su noi uomini all’interno dello scenario del mondo e nel confronto fra noi uomini. Proveremo a cogliere le stoltezze, quando piuttosto che accettare la realtà, tentiamo di contraffarla..

=. =. =

Da Socrate a Pascal, da Kant a tanti altri fino ai nostri giorni, tantissimi ingegni, si sono adoperati per trovare la “strada”, il percorso per cogliere la “verità “ sull’essere umano. 

 In ogni secolo, dai greci a quello  corrente, sono state trovate risposte e, però, accompagnate da mille interrogativi. 

 Quelle risposte che sembravano certezze hanno nel tempo, invece, quasi consolidato la certezza che, ormai, nulla sarebbe rimasto sicuro per sempre.

Albanesi di Sicilia: Leonardo Lala



Il contadino-poeta popolare 

arbresh NARDUCI

Ci viene segnalata per la pubblicazione la poesia del noto -nostro concittadino- Leonardo Lala, il contadino-poeta arberesh di Contessa Entellina.

   Gluha arbëreshë

 Isht një shërbesë                                                    

çë ngë mënd blihet,

ngë shitet

dhe ngë ndrohet.

Isht një sherbesë,

çë ka ruhet

si shumë e vlerëshme.

Ky trashgim shumë i paçmuarshëm

te prinderevet tonë,

isht gluha arbereshe.

Si ruan dritën e syut,

ashtu ka ruash gluhën tënde.

Flit te gluha jote,

perçe isht zoeja mëmës.

Duaje gluhën tënde

si sytë e balltëvet,

duaje gjindjen

çë flasën kete gluhe.


   La lingua albanese


C'è una cosa 

che non si può comprare, 

non si vende 

e non si cambia.

C'è una cosa 

che si deve difendere 

come preziosissima.

Questa eredità inestimabile 

dei nostri Padri

è la nostra lingua albanese.

Come difendi la luce dell'occhio, 

così devi difendere la tua lingua.

Parla nella tua lingua, 

perché è la voce della mamma.

Ama la tua lingua 

come gli occhi della fronte.

Ama il popolo 

che parla questa lingua.

martedì 31 marzo 2026

Gli ex dc si sono incontrati

 Un amarcord,

Nostalgici ottantenni 

Dario Franceschini ha riunito i già’
"ragazzi 
ribelli" della giovanile della
Democrazia 
Cristiana. 
L'incontro si è concentrato
sulla memoria 

storica, in particolare digitalizzando 
l'archivio della rivista "Nuova politica",
 con un approccio ispirato ai valori 
democratici cristiani.



 Erano circa duecento incanutiti di una storia di altri tempi, eredi di un passato che l’avvento del bipolarismo, della seconda repubblica, ha disperso in più direzioni, ma testimoni delle origini ovunque abbiano poi optato di collocarsi. Ieri la loro attuale appartenenza, quell’incontro (stando ai giornali) è parsa una reunion di traditi e traditori

Seduti ai tavoli hanno rivissuto la loro esperienza attraverso frammenti delle interviste televisive di Mixer, dove Giovanni Minoli ha intervistato quei già capi della balena bianca, pronti a tratteggiare da Ciriaco De Mita, ad Antonio Gava, da Giulio Andreotti, ad Arnaldo Forlani, un Amintore Fanfani che si riteneva il migliore in una scuderia di asini. Franco Marini sempre con la pipa, Mino Martinazzoli sempre preoccupato. Un amarcord. 

Mescolati nel salone c’era chi è stato qualcuno e chi vorrebbe diventare qualcosa, come Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli. Perché ci saranno le elezioni e poi la corsa al Quirinale. Dario Franceschini ha preso la parola, in quanto ideatore dell’evento, con Pier Ferdinando Casini al fianco, ed ha puntato nel non rinfacciarsi più l’accusa di tradimento per aver scelto di stare a destra o a sinistra: «Non saremo più la saliera della politica ma possiamo ancora essere il sale della politica».

Il Novecento (4)

Il Novecento, un secolo "diverso",
spesso definito dallo storico Eric
Hobsbawm
 come il "secolo breve"
.
 Questa definizione delimita il secolo
non sui 100 anni canonici, ma nel
periodo compreso tra l'inizio della
Prima Guerra Mondiale (1914) e la
caduta dell'Unione Sovietica (1991),
un arco temporale segnato da una
coerenza interna di eventi estremi,
rivoluzioni tecnologiche e
mutamenti sociali radicali.




Un secolo diverso

  Per gli storici e complessivamente per gli studiosi dell’uomo nelle varie sue discipline di studio, il Novecento è stato un mondo complessivamente diverso a quest’inizio del terzo millennio per più ragioni.  L’intero pianeta, l’intero mondo, alla fine del Secolo breve non può essere paragonato con il mondo ai suoi inizi in termini di computo storico dei "più" e dei "meno". 

  All’alba del terzo millennio ci ritroviamo con un mondo qualitativamente diverso per almeno tre motivi. 

1) In primo luogo, il pianeta non è più un mondo eurocentrico. Il Novecento è stato il secolo del declino e per più  storici della caduta dell'Europa, che all'inizio del secolo era ancora il centro indiscusso del potere, della ricchezza, della cultura e della "civiltà occidentale".

2) Gli europei e i loro discendenti si sono ridotti da forse un terzo dell'umanità a non più di un sesto …. e il processo industriale che era sorto sul suolo europeo vede la gran parte delle grandi industrie tutte emigrate altrove. 

3) I paesi al di là degli oceani, che un tempo guardavano  all'Europa, oggi guardano altrove. .... Lo stesso sforzo di creare una comunità europea unita e sovranazionale e di inventare il senso di un'identità europea che le corrisponda e rimpiazzi le vecchie forme di fedeltà alle nazioni e agli stati sorti nei secoli scorsi dimostra quanto profondo sia il declino del nostro continente. (...)»

Così: (E.J. Hobsbawm, Il secolo breve, Milano 1995).