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sabato 4 luglio 2020

Estate contessiota. Eventi, costumi, tradizioni, ricette tipiche, abitudini, riflessioni e ... carenza di futuro (2)

Riflessioni per sperare


Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha emesso una ordinanza tesa a rassicurare i turisti -che purtroppo sono rari ai nostri giorni-, a venire nell'Isola. L'Ordinanza riguarda il trasporto pubblico locale dove non sussiste più l'obbligo del distanziamento sociale. Da adesso i bus ed i treni potranno garantire ai passeggeri l'occupazione di tutti i posti disponibili ma con obbligo di indossare la mascherina.

I controlli sanitari sui passeggeri in arrivo ed in partenza nei porti e negli aeroporti restano tuttavia di competenza statale. 

Le misure di Musumeci si applicano ai taxi, al noleggio con conducente, a quello noleggio senza conducente. La Sicilia è la quarta regione italiana ad emanare un provvedimento di questo tipo dopo Veneto, Liguria ed Emilia Romagna.

L'intento sottinteso è quello di rassicurare la gente a muoversi in questa stagione estiva, stagione che è sempre stata di grande impatto nel comparto turistico. Speriamo bene !


A Contessa ?

E' da settimane ripresa la vita "ordinaria", sia pure con l'adozione di supposte misure di attenzione. Sono scomparsi gli abbracci e le strette di mano fra amici e conoscenti. Alcuni provano ad imitare il premier Conte per come viene presentato nei ricorrenti tg, sempre teso a salutare i collaboratori ed i politici amici col gomito del braccio destro.

All'Ufficio postale, che adesso apre tutte le giornate feriali, si fa la coda all'esterno e si entra nel locale ogni volta che uno sportello si libera.

Le strade ?

San Benedetto.
La statua che resta
fra ciò che fu
la Chiesa di
S. Maria del Bosco,
Deserte come sempre con qualche rara automobile che transita. D'altronde l'attenzione è stata posta durante i mesi passati sull'assistenza e l'erogazione di ciò che il governo passava. A noi non risulta, ma possiamo errare, che si sia colta fra noi pochi residenti, nel contesto del grave disaggio recata dall'epidemia mondiale, una qualche idea che col post-coronavirus possa dare fiducia ai giovani perchè continuino a restare qui. 

Le buone idee noi siciliani le attendiamo dall'alto. Ma è più che evidente che i governi a guida populista non posseggono idee.

Abbiamo notato localmente una qualche attenzione verso l'arredo pubblico, piccola e minuta attenzione, accompagnata a forti ritardi nell'eliminazione delle erbacce cresciute nella lunga primavera del coronavirus, in tante strade forse ritenute "secondarie". 

Si fa sapere in giro che erigeremo a Contessa un monumento a Scanderbergh in quest'anno in cui ricorre il 500° dall'istituzione del Comune. Il sito è quello prossimo allo Spiazzo Croce.

Nei paesi limitrofi il quadro non ci pare che sia entusiasmante. E nessuno intende gettare la croce sugli amministratori locali, ultimo ingranaggio del sistema di governo dei territori, dal momento che ci è capitato di leggere -sempre nelle settimane di quarantena- che la Regione sperpera soldi affidando incarichi di alto ruolo a personaggi che -sebbene definiti in altre occasioni "ed in via ufficiale", integerrimi- si scoprono grazie alle attività della magistratura più corrotti di quei corrotti mai premiati.

Rispolverare un 
antico ricettario locale di
Contessa Entellina, ma che rispecchia
usi -riteniamo- dell'intera Sicilia
(primi anni del Novecento)

Pasta alla carrettiera 

Ingredienti: 
Kg. 1 di
 pomodori maturi
1/2 bicchiere di olio di c.da Contesse
4 spicchi d'aglio
1 mazzetto di basilico
400 gr. di spaghetti
sale, peperoncino rosso, 50 gr. di formaggio grattugiato.

In una capace insalatiera sminuzzare i pomodori (privi di semi). Aggiungere l'olio, gli spicchi d'aglio tritati, il peperoncino secondo le proprie scelte, e le foglie di basilico.
Lasciare riposare il tutto, fino a tre ore se si vuole.

Cuocere gli spaghetti, scolarli e condirli con la salsa di cui sopra e col formaggio.

4 Luglio

4 Luglio 1807

Nasce a Nizza l’Eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi.


L’appellativo è dovuto alla sua partecipazione alle rivolte in Sud America (in Brasile al fianco dei separatisti della Repubblica Rio-Grandense contro l’Impero del Brasile, poi in Uruguay nella Guerra Grande) e alle guerre d’indipendenza italiane. 


Le azioni di Garibaldi e dei suoi discendenti dal 1870 al 1914 sono appunto contrassegnate da questo valore, in particolare quando, nei due anni riportati, vi fu l’intervento di una Legione Garibaldina a favore della Francia in gravissime difficoltà militari di fronte al dilagare delle armate Prussiane prima e dell’Impero Germanico poi. In entrambi i casi nulla rendeva tale intervento un salire sul carro del vincitore, tutt’altro. Specialmente nel 1870 la situazione era disastrosa per i francesi sotto tutti gli aspetti e Garibaldi si era espresso con la consueta violenza verbale nei confronti del referendum imperiale di Napoleone III.

Ma il nostro eroe corse in aiuto della Francia: quando verrà nominato senatore di Francia – carica che gli fu poi tolta – Victor Hugo lo definirà “l’unico generale che ha battuto i prussiani”. (dalla rivista di geopolitica Limes)  

venerdì 3 luglio 2020

Questioni politiche e sociali. Dalla Rivoluzione francese alla Riforma agraria in Sicilia.

Questione agraria e Risorgimento erano 
state due facce della stessa medaglia.

Dal riformismo borbonico alla 
Riforma agraria degli anni cinquanta del '900

In più occasioni abbiamo accennato sul Blog alla vicenda garibaldina in Sicilia che ha visto la partecipazione di parecchi "contessioti", nell'ordine di alcune centinaia di contadini accorsi al seguito di alcuni leader locali (i Vaccaro, e non solamente loro), infiammati non tanto dall'idea di una Italia unita da Trapani a Torino ma dalla speranza di risolvere la gravosa situazione agraria dell'isola. La questione che già dagli anni 1734-35 del Settecento con l'istituzione del Regno Meridionale borbonico sembrava stesse a cuore ai regnanti borbonici che sembrarono possedere l'intenzione di ridurre o addirittura annullare il potere, eccessivo, dei baroni nel governo dell'isola.
Effettivamente i Borboni, nella fase iniziale del loro regno e per tutto il periodo dell'Illuminismo, impressero una forte spinta riformatrice all'assetto istituzionale ed economico dell'isola ma tranne alcuni successi, raramente la spuntarono contro i baroni.

Nel Settecento lo stato meridionale borbonico incarnava e possedeva ancora le medesime strutture e gli stessi principi di governo risalenti alla monarchia normanna (quindi, di sei/sette secoli precedenti).
Quando il vicerè di Carlo di Borbone, conte di Montemar, si insediò a Palermo, l'elité di allora, i baroni,  lo impegnarono a rispettare, oltre ai capisaldi e ai privilegi del regno di Sicilia, i capitoli della città di Palermo e delle altre realtà dell'isola. 
In pratica nel Settecento inoltrato nulla doveva essere rimodulato dell'assetto istituzionale tramandato dai re normanni. Il feudalesimo della prima ora non poteva, non doveva, essere rimodulato.
Il 3 luglio 1735, dopo aver neutralizzato l'ultimo presidio degli Asburgo, a Messina, Carlo di Borbone giurò nella Cattedrale di Palermo fedeltà ai "privilegi" e alle prerogative dell'antico regno di Sicilia. 

In seguito al giuramento ricevette -col voto dei tre bracci del parlamento feudale: 
-- Braccio feudale o militare, comprendeva i 56 Nobili, di cui i primi 10 assumevano l'appellativo di pari del regno,
--Il Braccio ecclesiastico, comprendeva i 63 Arcivescovi, Vescovi, Abati e Archimandriti (così erano chiamati i superiori dei Monasteri di rito greco).
--Il Braccio Demaniale, comprendeva le 42 Città demaniali, ovvero le Città appartenenti alla Corona. Le Città regie avevano particolari prerogative e privilegi, come il vanto di possedere una reliquia del Santo Patrono o l'onore di fregiarsi dell'appellativo regale, attribuito loro già da Federico II nel 1233 e continuato ad essere usato anche sotto i re che lo seguirono,
il titolo di Re di Sicilia, di Gerusalemme, infante di Spagna, duca di Parma, Piacenza e Castro, gran principe ereditario di Toscana

Carlo, che probabilmente si sentì imbrigliato da un assetto che risaliva all'anno mille normanno, dopo pochi mesi di permanenza nel palazzo reale palermitano, preferì fissare come sua sede Napoli al posto di Palermo. 
I baroni accettarono con rassegnazione la decisione regia avendo avuto la sensazione che col nuovo re borbonico tutto in Sicilia era cambiato tranne la convinzione che tutto sarebbe rimasto fermo all'assetto feudale dell'anno mille.

In Sicilia il monarca, oltre che capo del governo
era anche capo della chiesa.
A Napoli molte erano le differenze di governo rispetto all'isola. Nell'isola il re, avvalendosi della Legazia apostolica, era pure il Capo della Chiesa isolana; chiesa che costituiva come sopra abbiamo rappresentato un ramo del Parlamento. In quanto Re e Capo della Chiesa egli nominava tutti i Vescovi e gli Abati dell'Isola, i quali a loro volta stavano a capo di poco meno della metà dei feudi dell'Isola.
Quest'assetto di estrema dipendenza dei vertici ecclesiastici dal Re era motivo ed occasione di un forte controllo del territorio e -in qualche modo- strumento di pressione sui Baroni che -ove ritenuti infedeli- potevano rischiare di vedere trasmessi alla Chiesa parte o interamente i loro domini.
Il Papa ?
Il Papa, in Sicilia, non poteva esercitare il suo ruolo di governo universale dei fedeli, se non quello -molto più semplice- di autorità morale.

giovedì 2 luglio 2020

3 Luglio

3 Luglio 1735
Carlo di Borbone viene incoronato rex utriusque Siciliae (re delle Due Sicilie) nella Cattedrale di Palermo.

A partire dal 1734 i Borboni, che governarono sull’Italia meridionale, compresa la Sicilia, ripresero l’antica denominazione e ciò fino alla restaurazione conseguente al congresso di Vienna del 1815, quando venne formalizzata l’unificazione del Regno di Napoli con il Regno di Sicilia, da parte del re Ferdinando (detto IV re di Napoli e III re di Sicilia). 

Con la legge del 22 dicembre 1816 che sanciva l’unificazione, Ferdinando assunse il titolo di “Ferdinando I re delle Due Sicilie”. Questa unificazione modificava il reale assetto politico e pertanto suscitò le proteste dei Siciliani e della Santa Sede. Quest’ultima si manifestò contraria perché vedeva mutata l’impronta di un Regno che riteneva da sempre suo vassallo. I Siciliani invece protestarono perché, essendo stata abolita la costituzione – che lo stesso re Ferdinando aveva concesso nel 1812 – venivano a perdere i privilegi di autonomia rispetto alla corona. Di fronte all’unificazione, il popolo siciliano si rivalse con l’arma della satira. Il motto ricorrente era: “Fosti quarto e insieme terzo, Ferdinando, or sei primiero, e se sèguita lo scherzo, finirai per esser zero!”

Il Regno delle Due Sicilie, così denominato, durò fino al 1860, sotto Francesco II di Borbone, quando in seguito alla spedizione di Garibaldi e ai Plebisciti del 21 e 22 ottobre fu proclamata definitivamente decaduta la monarchia borbonica e dichiarata l’unione delle Due Sicilie al Regno d’Italia.

Tornata elettorale. In Settembre alle urne per una riforma problematica

Il 29 marzo scorso era previsto che saremmo andati ai seggi elettorali per confermare o meno la riduzione del numero dei parlamentari.

Il coronavirus ha bloccato l'evento.

La nuova data è stata fissata per il 20 e 21 Settembre insieme alle consultazioni amministrative e regionali previste in alcune realtà del Paese.
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Piccola riflessione:
La democrazia costa, che piaccia o no, ha i suoi costi, e sono elevati. Ma possiamo farne a meno ?

Su questi temi rifletteremo. Per intanto riportiamo un quadro di quello che decenni fa fu definito il Piano di Licio Gelli.

Motivi per riflettere. Noi gente del XXI secolo

Fatti e detti vari
L'incontro tra le Procure sul caso Regeni è andato male. L'Egitto non ha alcuna intenzione di fare luce su questa drammatica vicenda.
Si ritiri l'ambasciatore e si blocchino subito le forniture militari.
Orfini, parlamentare Pd

Maria Teresa Meli
, giornalista Corriere della Sera
Ma Travaglio, essendo stato condannato 12 volte per diffamazione (nonostante gli ottimi rapporti con la magistratura), può essere definito “delinquente seriale”?

Stefano Massini, scrittore
Apri una rivista qualsiasi e tutto, a partire dalle pubblicità, sembra una celebrazione dei vent’anni. Giovani, belli, tonici, gagliardi e speranzosi. Io comunque non ci tornerei manco morto, ai miei 20 anni.

Sofia Ventura, politologa
Ma se invece che attribuire a silenzio di
Giuseppe Conte
e
Luigi Di Maio
e a giustificazionismo di
Manlio DS
su Cina e Hong Kong ragioni di mero opportunismo, capissimo che questi comportamenti sono espressione di una cultura né liberale né democratica? Sarebbe utile anche per noi.

Carlo Calenda, economista
Repubblica mi ha fatto sapere, via addetto stampa, specificando di riportarmelo, che non seguiranno presentazione libro visto lo stato dei rapporti con il giornale. Io invece continuerò a leggervi.
Good night and good luck.

Oscar Giannino, giornalista
Eddai
Andrea Giuricin
basta rompere su Alitalia! Vedi come si fa? Ripiani x anni tutto a spese nostre, nazionalizzi, poi salvi occupati non si sa su che base, e solo dopo piano industriale chiamando chi prometteva sinergie con FS aha. Fessi noi a non capire in che Paese viviamo..

Passata meteora IVA oggi palazzo Chigi annuncia riforma IRPEF. Mai saputo né in che sarebbe consistita la prima né quest’altra, per quali stime di minor gettito ed effetti su PIL potenziale. Ma dai, l’essenziale è far scrivere che il cantiere di governo non si ferma mai ahah

Donato Robilotta, già parlamentare
Qui politica. Non so se corrisponde al vero che Zingaretti senta Belusconi anche due volte al giorno, come scrive
Augusto Minzolin
riportando una dichiarazione di
Matteo Renzi
, ma in ogni caso è assordante il silenzio del PD sulla vicenda giudiziaria




2 Luglio

2 Luglio 1871
Vittorio Emanuele II di Savoia entra solennemente in Roma dopo averla conquistata a discapito dello Stato Pontificio.

Scortato da un manipolo di corazzieri a cavallo, con un fastoso corteo al seguito, Vittorio Emanuele II entra solennemente a Roma, proclamata capitale del Regno d’Italia con la legge n° 33 del 3 febbraio 1871. 
Nove mesi dopo l’ingresso dei bersaglieri del generale Raffaele Cadorna a Porta Pia, il re sposta la sua residenza nel palazzo del Quirinale, già sede estiva dei papi.

Una volta liberata la città il generale Alfonso La Marmora, nominato luogotenente del re Vittorio Emanuele II a Roma, chiede al papa Pio IX di consegnare le chiavi del Quirinale; fermo sulla propria posizione intransigente il pontefice risponde a tale richiesta in maniera sprezzante:

“Questi ladri adesso pretendono anche le chiavi per aprire le porte? Le abbattano se così vogliono”.

E infatti per impossessarsi del Quirinale La Marmora ricorre al fabbro Giovanni Capanna, che con i suoi grimaldelli apre il portone e gli usci serrati. Nonostante lo sforzo di Pio IX di presentare all’opinione pubblica internazionale l’evento come una rapina e un atto di violenza, i principali paesi europei inviano messaggi ufficiali di giubilo a casa Savoia.


mercoledì 1 luglio 2020

Economia Locale. Vari sono i capisaldi che attendono riconoscimenti e attenzione

Fra i propositi del Blog abbiamo inserito (re-inserito) una vasta panoramica sull'economia del territorio

Dai giornali apprendiamo giornali

La crisi da coronavirus ha provocato pesanti cali di export -fra altri- pure
al comparto italiano dei vini ed in particolare nei mese di lockdown stringenti si sono susseguiti i seguenti cali verso i principali mercati di sbocco: 
-5,2% a valore del Giappone, -48% della Cina,  -12,5% degli Usa (dove però gli spumanti crescono del 6,8%).

Secondo la rivista “Italy Wine Landscape 2020”  i primi 15 brand più forti del mercato italiano, sarebbero: Ferrari Spumanti, Berlucchi, Fontanafredda, Donnafugata, Ca’ del Bosco, Mionetto Italy, Feudi di San Gregorio, Valdo Italy, Sella & Mosca, Antinori, Zonin 1821, Mastroberardino, Sassicaia, Duca di Salaparuta, Marchesi di Barolo.

Sul territorio notiamo

Nel panorama siciliano, l'area territoriale di Contessa Entellina è fra quelle naturalmente portata alla produzione vitivinicola, ed infatti nel tempo si sono affermate importanti aziende enologiche che si aggiungono a leggendari produttori i cui marchi li si incontra in più parti del pianeta. Se è vero che i buoni
 vini devono le loro proprietà a condizioni climatiche straordinarie non possiamo che ammettere che il territorio di Contessa Entellina è propizio alla grande qualità dei vini ed è pure vicino al gusto contemporaneo dei consumatori.

Le immagini associate a questo testo si riferiscono a due produttori di vini locali, di Contessa Entellina: La Entellano e Filari della Rocca.

Contessa Entellina in numeri

Distribuzione della popolazione 2019 - Contessa Entellina

EtàCelibi
/Nubili
Coniugati
/e
Vedovi
/e
Divorziati
/e
MaschiFemmineTotale
 %
0-45400031
57,4%
23
42,6%
543,2%
5-94700024
51,1%
23
48,9%
472,8%
10-146900038
55,1%
31
44,9%
694,1%
15-198600046
53,5%
40
46,5%
865,2%
20-248320050
58,8%
35
41,2%
855,1%
25-2976190039
41,1%
56
58,9%
955,7%
30-3446530051
51,5%
48
48,5%
995,9%
35-3930550147
54,7%
39
45,3%
865,2%
40-4432580655
57,3%
41
42,7%
965,8%
45-4926780144
41,9%
61
58,1%
1056,3%
50-54241163274
51,0%
71
49,0%
1458,7%
55-5911922251
47,7%
56
52,3%
1076,4%
60-64121176167
49,3%
69
50,7%
1368,2%
65-69108814356
48,7%
59
51,3%
1156,9%
70-7496715042
46,2%
49
53,8%
915,5%
75-7935627038
44,2%
48
55,8%
865,2%
80-8433435027
37,5%
45
62,5%
724,3%
85-8931826223
46,9%
26
53,1%
492,9%
90-941927014
37,8%
23
62,2%
372,2%
95-9910402
40,0%
3
60,0%
50,3%
100+00301
33,3%
2
66,7%
30,2%
Totale62686216218820
49,2%
848
50,8%
1.668100,0%