E sotto i normanni -nelle campagne-
si viveva così ....
La gente servile, che nelle campagne dell'isola era la quasi totalità (escludendo i burgenses, i mastri ed il clero), non poteva contrarre matrimonio senza il consenso del Signore del feudo che dicevasi licentia maritandi o matagium.
La Chiesa Romana, introdotta in Sicilia dai Normanni nel tentativo che si protrarrà con gli Svevi gli Angioini e gli Spagnoli fino al millequattrocento di sostituire la Chiesa Orientale, -dal momento che pure essa fu grande feudataria- ai suoi lavoratori rustici rilasciava i permessi a potersi sposare; permessi che i rustici (o villani) dovevano onerosamente pagare.
Il pagamento di un "diritto" da parte delle persone servili per potersi sposarsi, in verità, nel Medio Evo, era diffuso in tutta l'Europa feudale, la parte occidentale. Non esisteva nei territori dell'Impero Romano d'Oriente di cui la Sicilia era parte prima dell'arrivo dei mussulmani, dal momento che lì -nei territori bizantini- il feudalesmo non fu mai introdotto.

In un documento del 1279 un tale Gregorio così fu costretto a dichiarare, a conclusione di una "causa dinnanzi alla curia regia":

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