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sabato 31 ottobre 2015

La cultura. Come leggere il potere, l'autorità, la verità e l'esperienza religiosa (4)

La cultura fino a non molti decenni fa' veniva presentata come espressione dell'alta letteratura. Questa in realta e' solo una espressione della cultura, non e' la Cultura.
Continuiamo qui di seguito ad esplorare cosa e' racchiuso nel termine "cultura".
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Nell'antichita' il termine cultura era usato per indicare il processo di formazione della personalita' umana tramite l'apprendimento, la pandeia come lo definivano i greci.
Colui che completava il corso per l'apprendimento ed aveva assimilato le conoscenze ed i valori socialmente trasmessi e si adoperava per tradurli in qualita' personali veniva definito "colto".
Pure nell'antica Roma questo era il concetto che si aveva della cultura, che derivava da "colere" ovvero da coltivare la terra e/o allevare il bestiame. Da qui il significato metaforico di coltivazione dello "spirito"
L'uso in senso figurato del termine cultura venne via via allargandosi fino a comprendere, oltre alla coltivazione delle proprie facolta' spirituali, anche quella della lingua, dell'arte, delle lettere e delle scienze.

Fu verso la meta' del '700, con l'affermarsi dell'Illuminismo, che il termine cultura subisce un ulteriore allargamento del suo significato, venendo a comprendere il Patrimonio universale di conoscenze e di valori formatosi nel corso della storia dell'umanità e che, come tale, è aperto a tutti, costituendo, in quanto deposito della memoria collettiva, una fonte costante di arricchimento dell'esperienza. 
È in questo periodo che si afferma anche il concetto di civiltà o civilizzazione, riferito all'affinamento culturale dei costumi in contrapposizione alla pretesa barbarie delle origini o a quella dei popoli considerati come non civilizzati.

L'idea di civiltà non è altro che il prodotto della profonda trasformazione intervenuta nel pensiero occidentale riguardo alla dimensione storica: con l'Illuminismo va, infatti, affermandosi, in antitesi alle concezioni della teologia, la prospettiva evolutiva della storia dell'umanità come continuo progresso determinato dagli esseri umani. 
Il termine francese civilisation, utilizzato forse per la prima volta nel nuovo senso attribuito a tale parola dal marchese di Mirabeau nel 1757, evoca lo sviluppo delle forme di cortesia, l'affinamento degli atteggiamenti, il controllo delle passioni e della violenza, dovuti appunto allo sviluppo.


La cultura nel post-Illuminismo
La cultura si può definire come l’insieme di idee e comportamenti che l’uomo apprende ed acquisisce in quanto membro di una comunità e che usa per adattarsi al mondo nel quale vive e per trasformarlo. 
Un’altra definizione più generale è, “la cultura è l’insieme di quel che si apprende dagli altri. Si può apprendere dagli altri in diversi modi: osservando le azioni di un’altra persona o ricevendone un insegnamento diretto, orale o scritto o in altri modi ancora". La vita culturale è l’unica che permette l’accumulo dell’apprendimento nelle generazioni. 
La cultura assomiglia quindi al patrimonio genetico nel senso che vi è un passaggio di informazione da una generazione ad un'altra". 
Altri  definiscono la cultura come:“l’insieme degli adattamenti trasmessi per tradizione”. 
La cultura ha in buona sostanza la funzione di far adattare l’individuo al suo ambiente.

Queste ultime tre definizioni di cultura pongono l’accento sulla dimensione della trasmissibilità di essa e della sua funzione adattiva, per l’individuo, rispetto all’ambiente di vita e sono quelle che ormai riflettono gli attuali studi antropologici, e vanno ad integrare il concetto di cultura più usato storicamente da parte di molti studiosi:   'La cultura, o civiltà intesa nel suo ampio senso è quell'insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro di una società.' (Tylor, Primitive Culture, 1871) .

Ma come fa la cultura a fornirci senso e significato alla vita ?
Lo vedremo successivamente.