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sabato 24 ottobre 2015

CONOSCERE CONTESSA: Patrimonio culturale negli edifici di culto (5) ... ... di Calogero Raviotta

Premessa
Anche la statua di S. Michele Arcangelo, custodita nella chiesa della Madonna della Favara, merita una particolare attenzione, come potrà rilevare il lettore dal testo di seguito riportato, estratto dalla monografia di Calogero Raviotta "S. Michele Arcangelo l’otto maggio a Contessa Entellina: notizie storiche,  tradizione religiosa, processione e statua".
Fino alla metà del secolo scorso, a Contessa Entellina, si celebravano tante feste religiose anche portando in processione alcune delle numerose statue esposte al culto nelle diverse chiese (S.  Rosalia, S. Rocco, S. Eligio, Immacolata, Madonna di Fatima, Madonna Regina del Mondo, S. Giuseppe, Crocifisso,  Madonna del Rosario, S. Nicola, S. Lucia,  Madonna della Favara, S. Francesco, S. Antonio, S. Michele Arcangelo, S. Pasquale, S. Pietro, S. Giuseppe Artigiano, Addolorata, S. Rosalia, ecc.).

Statua e processione di S. Michele Arcangelo a Contessa
Non è nota la data e l’autore della statua di S. Michele Arcangelo, che già era però esposta al culto, nella prima metà del secolo XIX, come attesta il canonico Atanasio Schirò nella sua monografia su Contessa Entellina: dopo la ricostruzione della chiesa della Madonna della Favara, in parte crollata nel 1843, furono acquistate la statua di S. Francesco e di S. Antonio, mentre erano già esposte al culto altre quattro statue di cui si ignorava l’autore e la data in cui furono scolpite (Madonna della Favara, S. Pietro, S. Pasquale e S. Michele Arcangelo).
La statua di legno (un metro e 50 centimentri di altezza circa), presenta S. Michele in atteggiamento da combattente: vestito da soldato, braccio destro sollevato che impugna la spada, elmo sul capo, sotto il quale scendono a fianco del volto ciocche di capelli a riccioli, scudo retto dalla mano sinistra con la scritta “Quis ut Deus–Chi come Dio?”,  mantello militare che scende sulle spalle, piedi poggiati su un mostro arrotolato (il demonio), espressione del viso di un giovanetto.
Sulla base di queste caratteristiche si presume che la statua sia stata scolpita nel secolo XVII, a Chiusa Sclafani, nello stesso periodo in cui fu scolpita la statua della Madonna della Favara (1652).

Culto dedicato a S. Michele Arcangelo nel casale di Contessa
Nel resoconto della visita pastorale, effettuata nel casale di Contessa dal vescovo di Girgenti il 29 agosto del 1669, viene riportato che, nella chiesa dedicata a S. Maria delle Grazie vi sono tre altari: quello maggiore, uno dedicato alla Beata Maria Vergine ed uno dedicato a S. Michele Arcangelo.
Analogo riscontro si trova nel resoconto della visita pastorale effettuata il 26 maggio 1678 con la espressa citazione dei  predetti tre altari esistenti nella cappella  dedicata a S. Maria delle Grazie. Questi riscontri documentali confermano che il culto dedicato a  S. Michele Arcangelo, era già di particolare rilevanza fin dai primi insediamenti dei profughi albanesi nel casale di Contessa e si è conservato nei secoli successivi, come dimostra la processione che si svolgeva l’otto maggio a Contessa Entellina, fino a 50 anni fa, e certamente dalla data in cui fu acquistata la statua, che si venera nella chiesa parrocchiale latina.

Festa liturgica di S. Michele Arcangelo, culto e iconografia
Fin dal secolo XI S. Michele (Chi come Dio?) era ricordato in tutta l’Europa il 29 settembre, secondo la tradizione liturgica del rito romano. Fin dal Medioevo nel santuario del Gargano era commemorato sia il 29 settembre (solenne processione con la spada di S. Michele) sia l’otto maggio (anniversario della apparizione nella grotta del Gargano).
Il culto a S. Michele sorge in Italia e si diffonde in tutta l’Europa dopo le sue apparizioni (nel 490,  nel 492, nel 493 e nel 1656) in una grotta del Gargano, oggi Monte Sant’Angelo. 
Nel luogo delle sue apparizioni nel secolo sesto viene costruito un santuario, ancor oggi meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
Parecchie chiese, cappelle e oratori sono dedicate a S. Michele in tutto il mondo ed inoltre è patrono di tante località italiane (Caserta, Cuneo, Vasto, ecc ) e straniere (Jena, Colmar, ecc.) ed inoltre è protettore di popoli (Longobardi), sovrani e varie categorie professionali (farmacisti, giudici, radiologi, ecc.).

Notizie storiche
Da quanto finora sopra esposto emerge che il culto di S. Michele Arcangelo, nella devozione popolare, ha sempre occupato un posto di particolare rilevanza già dai primi decenni dell’insediamento dei soldati e dei profughi albanesi nel casale di Contessa: nel secolo XVII a S. Michele Arcangelo era già dedicato un altare (!) e, fino alla metà del secolo scorso, a Contessa ogni anno si celebrava la sua festa, portando in processione la sua statua l’otto maggio.
S. Michele in tutte le località limitrofe a Contessa viene celebrato il 29 settembre, come previsto dal calendario liturgico romano, a Contessa invece l’otto maggio, che non coincide né con la ricorrenza festiva prevista dal calendario di rito bizantino né con la ricorrenza festiva prevista dal calendario di rito romano.
Quale legame storico o religioso esiste tra Contessa ed il santuario di S. Michele al Gargano, dove appunto si celebra fin dal Medioevo la processione l’otto maggio?
Molti Albanesi, stabilitisi nelle terre concesse a Scanderbeg dal re di Napoli, per l'aiuto militare assicurato contro i feudatari filoangioini, si trasferiscono in altre località della Puglia e del Regno di Napoli, perché i feudi (Monte S. Michele e altri), ereditati da Giovanni Castriota, figlio di Scanderbeg, vengono permutati nel 1485 con i feudi di Soleto e di S. Pietro in Galatina con gli stessi privilegi. Gli Albanesi, che abbandonano i predetti feudi di Scanderbeg, si trasferiscono preferibilmente in casali ricostruiti o ripopolati da altri albanesi, per poter più facilmente conservare la loro identità religiosa, etnica e culturale.  Certamente alcune famiglie albanesi dal feudo di Monte S. Angelo raggiungono anche la Sicilia ed in particolare il casale di Contessa, dove portarono il culto di S. Michele, dedicandogli immediatamente un altare nella cappella della Madonna della Favara e celebrando la sua festa l’otto maggio, nella ricorrenza della sua apparizione nella grotta del Gargano, secondo la tradizione ancor oggi viva nel noto santuario pugliese.
La provenienza dalle comunità albanesi del foggiano di alcuni “contessioti” trova qualche riscontro anche nell’affinità presente sia nella toponomastica e nella onomastica sia nel glossario e nella fonetica della lingua arbëreshe, parlata a Contessa  e nelle comunità di Chieuti e Casalvecchio di Puglia, in provincia di Foggia, poco distanti da Monte S. Michele.
Nota – La plurisecolare devozione popolare dedicata a S. Michele Arcangelo  è quasi scomparsa negli ultimi decenni, rimane invece la fiera dell’otto maggio (mercato per il bestiame e la mercanzia), istituita con decreto reale del 10 gennaio 1845.
Nessun legame quindi esiste tra il culto e la festa dedicata a S. Michele, che ha origini antiche, e la fiera, istituita in tempi recenti.
Per chi vuole approfondire alcuni aspetti delle vicende sopra riportate può risultare utile consultare la seguente bibliografia (testi più significativi):
-    S. Gassisi, “Contributo alla Storia del rito greco in Italia”, in “Roma e l’Oriente”, Grottaferrata,        Badia Greca, 1914
-    G. Gabrielli, “Colonie e lingue di Grecia e di Albania in Puglia”, 1939
-    Pasquale Pandolfini, Albania e Puglia: vicende storiche, politiche e religiose fra le due sponde      dell’Adriatico”, Biblos, Anno XIV, n.28 (2007) – Biblioteca “G. Schirò” di Piana degli Albanesi
-    "Sull'origine e fondazione del Comune di Contessa, colonia greco-albanese della Sicilia" di   Spiridione Lojacono (Palermo, 1880)
-    “Memorie storiche su Contessa Entellina" di Atanasio Schirò,  (Palermo, 1904 - opera postuma        a cura del canonico Nicolò Genovese)
-    “Guida illustrata delle colonie albanesi in Sicilia: Contessa Entellina" di Alessandro Schirò,   (Palermo nel 1923)
-    “Contessa Entellina nel XX secolo” di Calogero Raviotta (Contessa Entellina, 2001).

P.S. - La monografia di Calogero Raviotta “S. Michele Arcangelo l’otto maggio a Contessa Entellina: statua, processione, notizie” è stata presentata nella chiesa delle Anime Sante domenica 29 giugno 2008. Una copia della monografia è stata consegnata ai contessioti che portano il nome Michele. Il  testo è consultabile presso il Centro Culturale Parrocchiale.


(Patrimonio culturale negli edifici di culto 5 - Chiesa della Madonna della Favara IV -  continua)