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venerdì 1 maggio 2015

Dal Giornale di Sicilia- La Finanziaria della Regione





























La norma sui Consorzi di bonifica, promossa dall' assessorato all'Agricoltura, guidato da Nino Caleca, ha l'obiettivo di risparmiare circa 50 milioni l'anno. Soldi che ogni anno la Regione destina ai Consorzi: in base alla norma, i Consorzi dovranno autofinanziarsi con i proventi della vendita dell'acqua. I direttori diventano manager e avranno il compito di indirizzare la politica di tagli e sprechi. Non ci sarà per ora la soppressione e la fusione dell'Istituto per l'incremento ippico di Catania con l'Esa: enti salvati con un emendamento da Forza Italia e dal centrodestra. Approvata, però, un'altra misura che prevede la riorganizzazione degli enti collegati all'Agricoltura (tra cui Esa e Istituto zootecnico) che l'assessorato dovrà realizzare entro 90 giorni dall'approvazione della legge. 

Enti e partecipate 

Prevista l'istituzione della Centrale unica degli acquisti: nell'ambito dell'assessorato all'Economia, al fine di ridurre la spesa pubblica, per gli acquisti di beni e servizi è istituito l'ufficio come «unico soggetto aggregatore per la centralizzazione degli acquisti di beni e servizi». Via libera all'accorpamento dell'Iridas, l'istituto per sordi in via di liquidazione, all'Istituto dei ciechi «Florio e Salamone»: previsto, quindi, il trasferimento del personale che vanta mesi di stipendi arretrati. Si anche all'Organismo indipendente di valutazione, che costerà 90 mila euro l'anno e ha la funzione di valutare gli obietti vi raggiunti dai dirigenti regionali per il calcolo dell' indennità di risultato. Rafforzato il ruolo di Sviluppo Italia Sicilia, i cui 76 dipendenti sono da mesi senza stipendio: la partecipata viene riconosciuta come società partecipata in house, cui i dipartimenti regionali dovranno rivolgersi per l'affidamento delle attività in tema di creazione di impresa e di assistenza tecnica. Via libera, poi, a un fondo per l'eliminazione dei residui attivi pari a 90 milioni di euro per il 2015 e l'incremento di 100 mila euro l'anno per il 2016 e il 2017. Una torta di 15 miliardi di euro, i residui attivi, entrate iscritte in bilancio, ma che per almeno 3 miliardi e mezzo la Regione non potrà mai incassare, perché ritenute di «dubbia esigibilità». L'Ars approva anche gli articoli relativi all'incentivazione e all'impiego di riproduttori animali e quello sugli aiuti alle associazioni degli allevatori per la tenuta di libri genealogici. Via libera in serata anche alla norma a favore dei Comuni in dissesto per far fronte alle situazioni emergenziali nel settore idrico. 

Mutuo e investimenti 

Approvata la norma che permette di attivare un nuovo mutuo da 150 milioni per i Comuni: soldi che formalmente sarebbero destinati a investimenti ma che nella realtà vengono utilizzati anche per pagare le rate di mutui precedenti. Sul fronte finanziario ha più peso la norma che permette di utilizzare 673 milioni per coprire una parte del buco di bilancio: serviranno a coprire il contributo che lo Stato chiede alla Sicilia per «partecipare al risanamento pubblico nazionale». La norma stanzia somme che la Regione preleva dal Fondo sviluppo e coesione, tecnicamente destinato a investimenti pubblici. 

Precari e personale 

Passano soprattutto le norme che permettono di dare copertura alla spesa per i ventimila precari degli enti locali: circa 300 milioni. E passa anche un emendamento di Mariella Maggio (Pd) che stanzia 37 milioni per finanziare l'impiego degliAsu, precari che svolgono servizi di pubblica utilità senza un contratto come quello di chi è in servizio nei Comuni. Trovati anche i fondi per i lavoratori della «ex Pumex»: approvato un emendamento di Filippo Panarello (Pd) che prevede uno stanziamento di 500 mila euro al Comune di Lipari da destinare a questo gruppo di lavoratori. Approvato anche l'articolo 14 che rimpingua con 250 mila euro il Fondo destinato ai disoccupati siciliani. 

Trasporti urbani, strade e province 

Via libera ad un articolo, voluto dal deputato dem Antonio Barbagallo, che consente ai bus turistici scoperti di fare tour anche in più città con itinerari collegati.Approvato anche l'articolo che prevede l'assegnazione di risorse per i liberi consorzi. La norma prevede uno stanziamento di 19 milioni l'anno per le ex Province. Gli enti, scomparsi sulla carta, non riescono più a garantire alcun servizio e pagano solo stipendi. Ma questi soldi rischiano di non essere sufficienti a evitare il default: mancano 10 milioni di euro che lo scorso anno erano stati stanziati in conto capitale per pagare le rate di prestiti e mutui. Via libera, dopo un lungo braccio di ferro in aula, a 30 milioni che andranno alle ex Province per «la viabilità e la manutenzione delle strade». Le altre norme Via all'articolo 17 che riguarda il funzionamento della conferenza Regione-autonomie locali. Sì ali' utilizzo delle maggiorazioni di aliquote Irpefper sostenere la spesa sanitaria regionale. Approvato l'articolo 22 che detta disposizioni per l'Ente acquedotti siciliani in liquidazione. Passa anche la norma che stanzia 4 milioni e mezzo in favore del territorio e del paesaggio rurale. Via libera alle misure di sostegno per il ricovero di minori e per le comunità alloggio per disabili psichici a cui andranno 11 milioni e mezzo.