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sabato 24 febbraio 2018

Manifestazioni a Palermo. Clima elettorale giudicato "caldo", ma sotto il controllo delle forze pubbliche

Piazza Verdi, a Palermo, è il luogo scelto da centri sociali, sindacati, Arci, Anpi ed esponenti della sinistra che fra pochii minuti da qui partiranno per raggiungere il Comune di Palermo, a piazza Pretoria, manifestando contro il fascismo. 
Sono alcune centinaia i poliziotti ed i carabinieri presenti per il servizio d'ordine.
 Il corteo attraverserà il centro storico. 



Alle 18.30 in piazza Crispi è attesa la manifestazione  con comizio del leader di Forza Nuova, organizzazione di estrema destra, Roberto Fiore. 
Otto giorni fa, in via Dante, è avvenuta l'aggressione da parte di otto ragazzi dei centri sociali del leader di Fn di Palermo, Massimo Ursino: da qui la massiccia presenza delle forze dell'ordine.

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A ROMA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA DELLA SINISTRA UNITA
A Roma si svlge il corteo contro razzismi e fascismi voluto dall'Anpi e vede in piazza -almeno in questa occasione- la sinistra, dal Pd a Liberi e Uguali nello stesso corteo. 
A sfilare ci sono Renzi, Gentiloni, Boldrini, Grasso, Veltroni, Bersani. 
"Siamo 100 mila" dicono gli organizzatori quando il corteo è a Piazza del Popolo. 
Tra gli slogan "c'è solo una razza, quella umana" e "Macerata antirazzista". Durante il percorso si canta "Bella ciao". 
Per la sicurezza di una giornata ad alta tensione, anche per il corteo dei Cobas contro il Jobs act e la manifestazione di Giorgia Meloni, in campo 3.500 agenti. 

Regione Sicilia. Impugna -solo in parte- il Bilancio dello Stato

 La giunta regionale di Centro-Destra guidata da Nello Muumesi ha con formale atto collegiale impugnato la legge di bilancio dello Stato per il 2018, nella parte in cui introduce oneri finanziari a carico della Regione siciliana e delle ex Province regionali.


Gaetanoo Armao, assessore all'Economia,  spiega: "In particolare si contesta la legittimità costituzionale nella parte che impone una riduzione della spesa anche per i settori vitali dello sviluppo economico e le previsioni che determinano un prelievo forzoso sugli enti intermedi per complessivi 200 milioni di euro circa".

Nello Musumeci, Presidente della Regione, da parte sua spiega "In sede di negoziato a Roma sull'autonomia finanziaria si trovi una soluzione ragionevole che, senza nulla togliere al dovere di risanamento della finanza pubblica, consenta alla più povera Regione italiana di attivare gli essenziali strumenti di sviluppo".

Montevago Terme. E' questa la nuova denominazione del vcino comune

A N S A 

E' Montevago il primo comune siciliano ad aggiungere la parola Terme alla propria denominazione applicando la nuova legge regionale varata nelle scorse settimane all'Ars per i comuni sede di insediamenti o bacini termali. La delibera consiliare che varia la denominazione del comune in Montevago Terme è stata approvata ieri dal consiglio comunale. "Riteniamo fondamentale la valorizzazione delle terme per il rilancio del turismo nel nostro territorio in considerazione del fatto - ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo - che sono sempre di più i turisti attratti da itinerari legati alla natura e al benessere. Il termalismo rappresenta una grande opportunità per Montevago e per la zona del Belìce, dove l'offerta turistica termale si integra perfettamente con le altre peculiarità dei territorio: dal patrimonio culturale e ambientale alle eccellenze enogastronomiche".
    Montevago Terme fa parte dell'Associazione Nazionale Comuni Termali (Ancot) che conta 46 comuni che rappresentano una parte importante del termalismo italiano.
(ANSA)

Campagna elettorale. Chiacchiere e applausi a chi la dice più grossa

La domanda di questi giornii non è «per chi voterai, il 4 marzo?», ma: «tu vai a votare, il 4 marzo?».
La tentazione di non andare a votare, o di annullare il voto è ciò che più balza in mente a tanta gente seria ma che è spinta a disprezzare i protagonisti di questa tornata elettorale, costituita in buona parte dall'estrema destra all'estrema sinistra, da gente mediocre e/o addirittura ignorante e/o affarista. 
Mai campagna elettorale imbottita di
populismo, ignoranza, e carente di
visione è stata condotta in Italia
Una ulteriore causa della disaffezione popolare è la legge elettorale che peggior non poteva essere. 
La campagna elettorale in questo quadro arranca, lontanissima dalle questioni vere del Paese, incapace di mettere a confronto visioni diverse: liberismo, sovranismo, socialdemocrazia. Il problema è che forse, queste visioni (che si confrontano in tutto il mondo civile) sono lontane dalla formazione politica dei pseudo-protagonisti del nostro paesaggio.
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In questi giorni, nel quadro desolante ora tratteggiato, proveremo a riflettere ad alta voce (per scritto, sul Blog).
Un primo punto su cui riflettere, su una tornata elettorale politica-nazionale, per ciascun elettore è -dovrebbe essere-: "questo schieramento per ciò che dice e sostiene di voler fare, è o no in linea con lo spirito della Costituzine, dove tutti gl italiani si riconoscono ?".
Questo è un primo criterio generale per giudicare i tanti ... politicanti che invadono attualmente gli schermi televisivi.
Alcide De Gasperi -dopo il varo della Costituzione- fu chiaro per il suo, e per i successivi governi della Repubblica: «Il Governo ora, fatta la Costituzione, ha l'obbligo di attuarla e di farla applicare: ne prendiamo solenne impegno».
Nei prossimi giorni continueremo su questa logica ora tracciata e, nella modestia delle nostre possibilità, proveremo a capire quanto i programmi dei partiti (o coalizioni) coincidano o si discostino da questa via, la Via Maestra. 

venerdì 23 febbraio 2018

Longevità. In Sicilia si vive meno che nel resto dell'Italia


A Contessa il numero dei “centenari” è arrivato a tre unità su una popolazione anagrafica che più o meno si attesta sulle millecinquecento anime. E’ un buon indice che ci dice che ancora qui possiamo fidarci delle condizioni ambientali, della genuinità di ciò che mangiamo ed in generale del contesto umano che pesa molto più di altri fattori.

Eppure il contesto siciliano, che noi giudichiamo con occhio prettamente locale, non è di quelli che si caratterizzino in termini di virtù, di benessere e di apparati socio-sanitari. 

L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle regioni italiane stima in 81,1 anni  la speranza di vita di ogni bimbo che nasce nell’isola (1,6 anni in meno rispetto alla media nazionale).

Cerchiamo di capire.

La diseguaglianza in materia di salute (e quindi poi di speranza di vita) fra noi siciliani ed il resto del Paese è per intero attribuibile al Servizio Sanitario Nazionale, ossia alla sua organizzazione ed alla sua inefficienza e inoltre al contesto di vita (il livello di deprivazione, il grado di urbanizzazione, il capitale sociale ed umano delle aree di residenza).  Ci sono, ovviamente, i fattori individuali, di natura biologici, di ciascuno (l’età, il patrimonio genetico, il genere) e quelli socio-economici legati al titolo di studio, alla condizione professionale e al livello di reddito.

Estrapolati però i fattori sul contesto di vita, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle regioni italiane denuncia le gravi diseguaglianze di stato di salute fra i cittadini delle regioni italiane, con l’inevitabile demerito, dato per scontato, per le regioni meridionali.

E' chiaro che:
Alla diseguaglianza di stato di salute dei meridionali corrisponde quella per l’accesso ai servizi sanitari pubblici e l’inevitabile rinuncia dei cittadini alle cure o prestazioni sanitarie a causa dell’impossibilità di sostenere i costi o, peggio, della lunghezza dei tempi di attesa (dai 2 ai 3 mesi).

Nel 2017 pare siano stati 1,3 milioni i siciliani che hanno rinunciato a curarsi a causa della lunghezza dei tempi di attesa (il 26% dei siciliani).    

Con le immagini... ... è più facile


Non so se tutti ci siamo accorti dello scarso utilizzo dei manifesti in questa campagna elettorale. Molto si svolge sui social, facebook etc.



Quegli spazi vuoti che talvolta ricordano i colombari da cimitero forse non fanno che da testimone di un'Italia che fu. 

Pietre tombali sulla politica, insomma e purtroppo, sulla democraza così come l'appiamo conosciuta e assaporata.


Questi muri non sono di pietra, sono i manifesti che lo sono, le parole sono pietre parafrasando Carlo Levi, e denunciano purtroppo il clima violento di queste elezioni. 


C'è in questa strana campagna elettorale un'atmosfera di incertezza spazio-temporale che GIANNELLI -a suo modo- ci fa intravedere nei passanti vestiti alla moda anni 50/60, 
-la signora con lo chignon spagnolo sta per procurarsi una storta alla caviglia camminando pericolosamente in bilico sul marciapiede che è in discesa, oppure no è in salita perché non c'è nessuna prospettiva (politica). 
- il piccolo cane trascina la signora della borsetta che adocchia questi bassorilievi vuoti della politica, questa Babilonia dei partiti nostrali, partiti scatole vuote o piene solamente di chiacchiere e nessun progetto:  tombe da cimitero..

giovedì 22 febbraio 2018

Diario contessioto

Nella mattinata di oggi nei locali parrocchiali della Chiesa SS. Annunziata e San Nicolò si è svolta una riunione del clero (romano e bizantino) di Contessa Entellina e Palazzo Adriano presieduta dal Vescovo di Piana degli Albanesi, S.E. Mons. Giorgio Demetrio Gallaro, affancato dal Vicario Eparchiale Archimandrita Antonino Paratore e dal Segretario Papàs Giuseppe Di Miceli.

Tema dell'incontro sarebbe stato il coordinamento delle iniziative al fine di consolidare la cultura e la visione cristiana dell'esistenza sul territorio.

Nel pomeriggio Mons. Gallaro assieme al Vicario Eparchiale Archimandrita Paratore e al Segretario Papàs Sepa Di Miceli hanno fatto visita alla neo centenaria di Contessa Entellina, Sig.ra Frances LaIacono che due giorni fa ha superato e festeggiato il secolo di vita, nell'abitazione di questa in via Schirò.

Dipendenti Enti Locali. Arriva pure per loro -dopo nove anni- il nuovo contratto di lavoro

Dopo gli Statali e la Scuola e Università, è stata la volta  dei dipendenti degli Enti Locali per i quali si giunti finalmente al rinnovo del contratto nazionale. Anche loro hanno atteso nove lunghi anni, ma al termine della proverbiale tirata finale  ce l’hanno fatta.
Il prospetto di Via Scanderbergh del
Municipio di Contessa Etellina
L’intesa rispecchia il Protocollo che CGIL, CISL e UIL sottoscrissero il 30 novembre del 2016, ma viene prudentemente considerata dalle Organizzazioni Sindacali come un “accordo-ponte” verso un assetto contrattuale ancora da completare, fermo restando che   fornisce già ora prime, importanti risposte.
Per dire. Nella busta-paga del prossimo mese di aprile i lavoratori del settore troveranno un incremento medio di 85 euro mensili ai quali si aggiungerà una somma una-tantum di 450 euro a titolo di arretrati.
Non solo soldi, ma anche nuovo spazio per i diritti di cittadinanza: Permessi, congedi, aspettative, assenze per malattia, diritto allo studio, formazione: un corredo di strumenti contrattuali con i quali si può favorire una più stretta correlazione fra welfare, qualità del tempo vita e qualità del lavoro.
Una indennità di funzione è prevista per gli agenti di polizia locale, ai quali viene riconosciuta la condizione di particolare disagio attraverso la creazione di una specifica sezione contrattuale.
Non tutto è stato risolto con la firma di ieri notte, per questo è stata predisposta una commissione paritetica che avrà tempo fino al prossimo mese di luglio per  procedere alla semplificazione dell’assetto delle declaratorie e dei profili professionali con un particolare riferimento al personale educativo e scolastico.

martedì 20 febbraio 2018

Diario contessioto

Frances Loiacono, conosciuta a Contessa come la signora Frenzi, oggi compie cento anni. E' nata a New Orleans il 20.02.1918 da Teodoro LoIacono (contessioto) e da Concetta Finazzo (di Cinisi).

Le comunità locali ed i familiari hanno organizzato:
--La Parrocchia SS.Annunziata e S. Nicolò alle ore 10,oo una Benedizione e ringraziamento,
--Il Comune di Contessa Entellina un incontro civico alle ore 11,oo nell'Aula Consiliare a cui è invitata la cittadinanza
--I familiari un pranzo augurale alle ore 13,oo "da Francuzza".

domenica 18 febbraio 2018

Come faranno gli ex comunisti e gli ex socialisti a votare Casini ?


Renzi è l'artefice del trasformismo, di quello che era vero ieri è falso oggi e viceversa.


Renzi prima maniera se la prendeva con gli inciuci e prometteva solennemente di non fare compromessi con Casini, oggi il Pd candida nella ex ‘rossa’ Bologna proprio Pierferdinando Casini, il democristiano, il berlusconiano, faro dei centristi che guardavano a destra e che - come qualcuno ha ricordato - un tempo saltellava con Berlusconi cantando ‘chi non salta comunista è’.

Casini adesso gira le sezioni di centro sinistra della già rossa Emilia-Romagna chiedendo di essere votato. Votato per la nona volta.

Non ci sono alternative: o Casini fingeva prima o finge adesso. Non esiste infatti alcun legame fra un Berlusconi ed un Matteotti. 
Nessuno !

Nell'immagine accanto Casini si è imbattuto in una sezione Pd dove i militanti di provenienza pd hanno salvato -addirittura- la foto poco gradevole di Togliatti e quella più geniale di Gramsci.

I militanti riformisti hanno conservato la foto di Di Vittorio ed i riformisti-socialisti quella di Matteotti.

Cosa ha da spartire Casini con questi personaggi ? Noi gli auguriamo di restare, finalmente, a casa. 

Eppure un amico mi ha fatto rilevare che nel 2018 l'intruso in una sezione Pd non è Casini, bensì quei comunisti/socialista di cui alle immagini.

sabato 17 febbraio 2018

Agricoltura. Sostegno alla coltura del vigneto

“I vigneti resteranno in Sicilia. È stata messa la parole fine al depauperamento delle superfici vitate dell’Isola, che rischiavano di essere alienate in altre regioni”. Lo dichiara con soddisfazione l’Assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera, per la recente emanazione del decreto ministeriale che contiene la norma, nonché la posizione, che aveva sostenuto nelle scorse settimane il Governo Musumeci a Roma, in commissione Politiche Agricole. 

La norma prevede che le autorizzazioni al reimpianto di vigneti, ottenute a seguito di estirpazione in terreni gestiti in conduzione temporanea (affitto) non potranno essere utilizzate in una regione diversa da quella in cui è avvenuta l’estirpazione, ciò a meno che non siano passati almeno sei anni dalla data di registrazione del contratto d’ affitto

Hanno detto ... ...

THERESA MAY, premier Regno Unito
"Noi usciremo dall'Ue, non ci sarà un secondo referendum. Questo lo ha deciso la gente e sarà rispettato". 

LUCA TELESE, giornalista
I problemi coniugali della deputata M5s Giulia Sarti, e il diverbi con il suo fidanzato sui rimborsi, oggi sulla maggior parte dei giornali, hanno più peso dell’indagine per corruzione di Napoli.
Curioso, no?

PETER GOMEZ, direttore de Il Fatto Quotitiano
Napoli, perquisito per corruzione il figlio del governatore De Luca: “Nei filmati accordo sulle ecoballe rifiuti” .

VINCENZO DE LUCA, presidente della Regione Campania
“Abbiamo assistito a sceneggiature impensabili, con camorristi assoldati per fare grandi operazioni di intelligence. Mi ricorda il clima di due anni e mezzo fa quando, alla vigilia della campagna elettorale per le Regionali, venne fuori la lista degli impresentabili, nella quale io avevo un ruolo d’onore tra malfattori e delinquenti”. 

venerdì 16 febbraio 2018

Contessa Entellina. Una foto

Foto ripresa dalla Via Croja che mostra la neve sui monti del Corleonese
un pò oltre Rocca Busambra
Giornata invernale molto luminosa e assolata e tuttavia molto fredda. A Contessa nella mattinata la temperatura era di "0" gradi.

La neve copre le cime più alte dei Sicani e delle sue propagini.

In questo tardo pomerigio la temperatura si è attestata a 12 gradi.

Geopolitica. La Turchia da paese democratico a neo-sultanato

In questa cartina è evdenziata l'area entro cui la SAIPEM svolge l'attiviità di ricerca ed estrazione di gas e petrolio. Si tratta di una zona ricadente nelle acque terrtoriali cipriote, eppure il dittatore della Turchia vorrebbe imporre le pretese.

Il governo di Ankara giustifica il suo comportamento  di sequestro della nave-piattaforma col fatto che quei giacimenti nel mare cipriota sono rivendicati dalla Turchia, con il fatto che le attività petrolifere si stanno svolgendo in una zona di delicate manovre militari. 

Indagini per Corruzione. Chi dal Centro-Destra e chii dal Centro-Sinistra si ritrovano sulla "monnezza"


Il figlio del governatore PD della Regione Campania, Roberto De Luca, e il consigliere regionale campano di Fratelli d’Italia, Luciano Passariello - candidato alla Camera alle prossime politiche del 4 marzo - sono indagati in un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, su fatti corruttivi legati a un traffico di rifiuti. Nel mirino l’appalto per lo smaltimento dei fanghi provenienti da cinque depositi gestiti dalla Sma.

Hanno detto ... ...

PAOLO BECCHI,filosofo e accademico, gà aderente del M5S
Quello che sta avvenendo ora nel M5S è una commedia, a tratti divertente. Dopo le elezioni ci sarà la tragedia. Nascerà fuori dal Movimento un nuovo gruppo parlamentare guidato da Borrelli e Colomban.

Componenti della direzione e segretari di circolo del PD siciliano
"Caro Matteo, 
ti scriviamo perché siamo molto preoccupati per le sorti del Partito democratico - si legge nella lettera postata su Facebook -. Noi dirigenti e militanti di ogni parte dell'Isola ogni giorno assistiamo all'immobilismo di molti candidati. Sono molti, infatti, quelli che preferiscono rimanere comodi nei fortini blindati della legge elettorale o che al massimo si limitano ad organizzare qualche sporadico evento senza coinvolgere tutte le anime del nostro Partito".

Ecco perché secondo i firmatari della lettera aperta "calare dall'alto i nomi dei candidati senza tenere in considerazione l'opinione dei territori, di chi ogni giorno in nome e per conto del Partito democratico si impegna nella propria città, è stato un grave errore". 
Ma "ancora peggio", avvertono, è stata "l'apertura a soggetti politici che nulla hanno a che vedere con la nostra identità politica e che molto probabilmente, subito dopo le elezioni, saranno pronti a scendere dall'autobus Pd portando con loro la sedia sulla quale si sono seduti".

"Delusione e rassegnazione". Sono questi per i firmatari della lettera aperta i sentimenti che "stanno prendendo il sopravvento tra la nostra gente, mentre i cittadini non ci riconoscono e non si riconoscono più in un Partito che sta subendo una profonda mutazione genetica. 
È questa la realtà del Pd che registriamo in Sicilia e che sentiamo il dovere di rappresentarti per dirti che il Pd deve tornare ad essere un partito di sinistra, progressista, plurale, realmente democratico, partecipato, attivo e dinamico. Il Partito democratico è la nostra casa che abbiamo intenzione di ricostruire dalle macerie perché oggi così, caro Matteo, è un disastro".

giovedì 15 febbraio 2018

La verità del Cristianesimo, al seguito di J. Ratzinger -2-

La Verità del Cristianesimo (1)

piggiado sopra si accede al testo pubblicata il 06.02.2018

La pretesa di verità

All'inizio di questo secolo Ernst Troeltsch ha formulato in termini filosofici e teologici questo arretramento interno del cristianesimo in relazione alla sua pretesa universale originaria, che non poteva fondarsi che sulla pretesa di verità. Egli aveva maturato la convinzione che non si può prescindere dal dato culturale, e che la religione è legata alle culture. Il cristianesimo è allora soltanto la parte del volto di Dio rivolta all'Europa. Le «particolarità individuali dei Gruppi culturali e razziali» e «le particolarità delle loro grandi formazioni religiose di insieme» acquistano il rango di istanza ultima: «Chi, dunque, oserebbe qui azzardare dei confronti di valori realmente decisivi? Solo Dio, che è all'origine di queste differenze, potrebbe fare una cosa del genere». Un cieco dalla nascita sa di non essere nato per essere cieco e pertanto continuerà a interrogarsi sul perché della sua cecità e sul modo per uscirne. Solo apparentemente l'uomo si e rassegnato al verdetto di essere nato cieco di fronte all'unica realtà che conti davvero in ultima istanza nella nostra vita. Lo sforzo titanico di prendere possesso del mondo intero, di tirare fuori dalla nostra vita e per la nostra vita tutto quanto è possibile mostra, allo stesso modo che lo sfavillio di un culto estatico, trasgressivo e autodistruttivo, che l'uomo non si accontenta di questa sentenza. Giacché, se non sa da dove viene e perché esiste, non è in tutto il suo essere una creatura fallita? L'addio apparentemente definitivo alla verità su Dio e sull'essenza del nostro io, l'apparente contentezza per il fatto di non doversene più occupare, ingannano. L'uomo non può rassegnarsi a essere e a rimanere come cieco dalla nascita su questioni essenziali. L'addio alla verità non può mai essere definitivo.

Stando così le cose, occorre porre nuovamente la questione fuori moda della verità del cristianesimo, per quanto a molti essa possa sembrare superflua e insolubile. Ma come farlo? Indubbiamente, la teologia cristiana dovrà esaminare attentamente, senza timore di esporsi, le diverse istanze avanzate contro la pretesa di verità del cristianesimo nel campo della filosofia, delle scienze naturali, della storia naturale. D'altra parte, essa dovrà anche cercare di acquisire una visione di insieme del problema della vera essenza del cristianesimo, della sua collocazione nella storia delle religioni e nell'esistenza umana. Vorrei proseguire in questa direzione, mettendo in luce come alle sue origini lo stesso cristianesimo ha concepito la sua pretesa nel cosmo delle religioni.
A mia conoscenza, il testo dell'antichità cristiana più utile a chiarire questi problemi è il confronto di Agostino con la filosofia religiosa del «più erudito dei romani», Marco Terenzio Varrone (116- 27 a .C.). Varrone condivideva l'immagine stoica di Dio e del mondo: definì Dio animam motu ac ratione mundum gubernantem («L'anima che dirige il mondo attraverso il movimento e la ragione» ): in altri termini, come l'anima del mondo che i greci definivano cosmo: hunc ipsum mundum esse deum. E vero, questa anima del mondo non riceve culto, non e oggetto di religio: veritá e religione, conoscenza razionale e ordine cultuale si situavano cioè su due piani totalmente differenti. L'ordine cultuale, il mondo concreto della religione, non apparteneva all'ordine della res, della realtà in quanto tale, ma a quella dei mores -dei costumi -. Non erano gli dei che avevano creato lo stato, era lo stato che aveva istituito gli dei, la cui venerazione era essenziale per l'ordine dello stato e la buona condotta dei cittadini. La religione era, nella sua essenza, un fenomeno politico. Varrone distingueva così tre generi di «teologie», intendendo per teologia la ratio, quae de diis explicatur , la comprensione e la spiegazione del divino, potremmo tradurre noi. Erano la theologia mythica, la theologia civi lis e la theologia naturalis.
La riflessione del 15 febbraio proposta dal libro
HO TROVATO UNA PAROLA di p. Pietro Gullo
Mediante quattro definizioni, egli chiariva cosa fossero queste «teologie». La prima definizione era riferita alle tre tipologie di teologi annoverati sotto queste tre teologie: i teologi della teologia mitica erano i poeti, perché avevano composto dei canti sugli dei ed erano pertanto dei cantori della divinità, i teologi della teologia fisica (naturale) erano i filosofi, e cioè gli eruditi, i pensatori che, andando al di la delle abitudini, si interrogavano sulla realtà, sulla verità. I teologi della teologia civile erano i «popoli», che avevano scelto di non associarsi con i filosofi (con la verità), ma con i poeti, con le loro visioni, con le loro immagini e con le loro figure.
La seconda definizione concerneva il luogo della realtà nel quale veniva collocata la teologia in questione. Sotto questo aspetto, alla teologia mitica corrispondeva il teatro, che svolgeva un ruolo del tutto religioso, cultuale: a Roma era opinione diffusa che gli spettacoli fossero stati istituiti per volontà degli dei. Alla teologia politica corrispondeva la urbs , mentre lo spazio proprio della teologia naturale sarebbe stato il cosmo.
La terza definizione designava il contenuto delle tre teologie: quello della teologia mitica sarebbe stato costituito dai racconti sugli dei creati dai poeti: quello della teologia dello stato dal culto; la teologia naturale avrebbe dovuto chiarire chi fossero gli dei. Questo punto merita un riferimento più preciso: «Se - come dice Eraclito - sono fatti di fuoco o - come dice Pitagora - di numeri, o - come dice Epicuro - di atomi e di altre cose ancora che le orecchie possono sopportare più facilmente tra le pareti di una scuola che all'esterno, sulla pubblica piazza».
È evidente che questa teologia naturale corrispondeva a una demitologizzazione o, meglio, a una razionalità che, con il suo approccio critico, guardava a quel che era al di là dell'apparenza mi­tica e decomponeva quest'ultima con l'aiuto delle scienze naturali.
Culto e conoscenza si separavano completamente l'uno dall'altra. Il culto restava necessario nella misura in cui era una questione di utilità politica; la conoscenza aveva un effetto distruttivo sulla reli­gione e pertanto non avrebbe dovuto essere messa sulla pubblica piazza.
La quarta definizione, infine, riguardava il genere di realtà rappresentato dalle diverse teologie. In merito Varrone affermava che la teologia naturale si occupava della «natura degli dei» (che in realtà non esistono): le altre due teologie trattavano dei divina instituta hominum (delle istituzioni divine degli uomini). Tutta la differenza si riduceva così a quella tra la fisica, nel suo senso antico, e la religione cultuale. «In fin dei conti, la teologia civile non ha nessun dio, ma solo la “religione”; “la teologia naturale- non ha religione, ma solo una divinità». Non poteva avere nessuna religione, perché non era possibile rivolgere religiosamente la parola a un Dio fatto di fuoco, di numeri e di atomi.
Cosí religio (termine che designa essenzialmente il culto) e realtà (la conoscenza razionale del reale) si collocavano l'una a fianco all'altra come due sfere separate. La religio non traeva la sua giustificazione dalla realtà del divino, ma dalla sua funzione politica. Era un'istituzione di cui lo stato aveva bisogno per la propria esistenza. Indubbiamente, ci troviamo qui davanti a una fase tardiva della religione, nella quale l'ingenuità del mondo religioso era stata infranta e ne veniva pertanto iniziata la decomposizione. Ciò nondimeno, il legame essenziale della religione con la comunità dello stato divenne più profondo. Il culto, in ultima istanza, apparteneva a un ordine positivo che, in quanto tale, non poteva essere misurato sul problema della verità.
Mentre Varrone, in un'epoca in cui la funzione politica restava sufficientemente forte da trovare giustificazione in quanto tale, poteva ancora difendere il culto motivato politicamente a partire da una concezione piuttosto rozza della razionalità e dell'assenza di verità, il neoplatonismo avrebbe presto cercato un'al­tra via di uscita dalla crisi, la stessa che l'imperatore Giuliano avrebbe poi intrapreso nel tentativo di ristabilire la religione ro­mana dello stato: i poeti usavano immagini che non dovevano essere interpretate in senso fisico: ma erano nondimeno immagini che esprimevano quel che restava inesprimibile per tutti gli uomini cui era preclusa la strada maestra dell'unione mistica. Le immagini, benché non vere in quanto tali, venivano allora giustificate come un modo per accostarsi a ciò che doveva necessariamente restare per sempre inesprimibile.

L'Italia ed i pessimi politici. Dovremmo produrre per un anno e quattro mesi, stando digiuni e senza consumare nulla per abbattere la montagna del debito pubblico

Al 31 dicembre del 2017 il debito delle amministrazioni pubbliche era pari a 2.256,1 miliardi, con un aumento di 36,6 miliardi rispetto ai 2.219,5 miliardi del 2016. 
Lo rende noto Bankitalia nell'ultimo fascicolo "Finanza pubblica, fabbisogno e debito". 
Nel solo mese di dicembre il debito è calato rispetto ai 2.275 miliardi di novembre.

Le retribuzioni medie italiane sono di parecchio più basse rispetto a quelle francesi, tedesche e nord europee. 
Le indennità parlamentari -di contro- sono in Italia fra le più alte (o forse le più alte) dell'intero pianeta. 
I parlamentari dell'Occidente sono -in linea generale- persone responsabli, in Italia se una persona viene riconosciuta respnsabile e competente viene  immediatamente isolata. Ciò che stupisce è che ad isolarla non sono solamente i detentori del "potere" ma i "media" quasi mai si pongono l'interrgativo sul perchè quel "personaggio" è stato isolato. Per una buona o cattiva ragione ?

Di cosa stupirci se in Occidente abbiamo il primato (con l'amica Grecia) della corruzione ?

Di chi fidarsi quando si è chiusi nella cabina elettorale ?

mercoledì 14 febbraio 2018

Il presupposto sconosciuto. Perchè mancano i politici e imperversano i politicanti ?

In Sicilia c'è chi
sa leggere la realtà ... 

La politica è visione. Se manca la visione non è politica, è disbrigo pratiche; per carità, anche quella è un’azione necessaria, ma non è politica.
Mila Spicola
Insegnante, pedagogista e scrittrice.
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“Ci sono dei diritti che sono stati acquisiti con contratti e con prassi che hanno consentito un ingigantimento di stipendi, indennità e benefit di ogni genere che negli anni si sono stratificati. Queste acquisizioni vengono considerate giuste perchè sono state deliberate o stabilite con una legge ad hoc o con un regolamento. Io non so quale sia la strada giuridica da percorrere per ridurre stipendi ed indennità più elevati. Lascio questa domanda aperta, ma va fatto“.

Molti giovani preparati non trovano lavoro, gli anziani vivono con pensioni basse, molte donne non hanno possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, molte persone lo hanno perso. Mi sembra che stiamo vivendo la parabola del ricco Epulone. Da una parte c’e’ il ricco che pensa soltanto alle sue ricchezze da salvaguardare e non guarda il Lazzaro ai piedi che vive solo di briciole. C’e’ chi ha tendenza ad avere sempre di più e c’e’ chi non ha e va perdendo quel poco che aveva. Una società che vive con queste contraddizioni non sta creando le condizioni migliori ne’ per una pace sociale, ne’ per un’integrazione migliore.
Don Cosimo Scordato
parroco dell’Albergheria di Palermo
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«Il mandato sarebbe scaduto a ottobre e avevo già annunciato che non ne avrei svolto un secondo. Questa urgenza di cambiare, proprio nelle settimane in cui nelle altre regioni d'Italia si sta iniziando a sequestrare i terreni, non me la spiego. E come me gli oltre venti sindaci del comprensorio e quanti mi chiamano da tutta Italia per darmi solidarietà. Ritengo che per trovare qualcuno che abbia festeggiato bisognerebbe cercare dentro le carceri o tra chi sostiene le cosche».
Giuseppe Antoci,
ex presidente del Parco dei Nebrodi,
rimosso ieri dall'incarico per volere della giunta regionale presieduta da Nello Musumeci. 
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... seguo la campagna elettorale sui giornali e francamente non ricordo nulla a cui possa somigliare questa campagna in corso. Mi riferisco non solo alla povertà politica ma anche alla pochezza dei candidati.
Oggi, per esempio, le prime pagine e quelle seguenti, dei grandi quotidiani recano grandi titoli e lunghi articoli per dire che una parte dei parlamentari dei 5Stelle anziché versare nelle casse del Movimento (per destinarli alla microimpresa) una parte dei loro stipendi hanno inventato dei marchingegni per tenersi tutto. Non è ovviamente un reato ma, data la qualità di tanti parlamentari grillini che si trovano alla Camera, al Senato e al Parlamento europeo, sol perché un gruppetto di amici e parenti ha digitato il loro nome, non stupisce. Invece, sorprende che questo movimento candidi il Di Maio alla presidenza del Consiglio, ignorantello e presuntuosetto che ora fa anche il moralista nei confronti dei suoi soci.
Se queste scene e scenari sono in questo periodo al centro della campagna elettorale c’è veramente di cui preoccuparsi. Sono questi i problemi di un Paese ancora flagellato dalla disoccupazione giovanile? Le campagne elettorali per rinnovare i parlamenti sono i momenti più rilevanti e significativi delle democrazie. 
Emanuele Macaluso
già dirigente della Sinistra politica
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Hanno detto ... ...

MATTIA FELTRI, giornalista e scrittore
MARCO TARADASH, giornalista e politico
Gli onesti si riconoscono dall’essere onesti senza proclamare la loro honestà.

ANTONIO PADELLARO, giornalista de Il Fatto Quotidano

L’onestà non basta se non sai controllare