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martedì 20 marzo 2018

Cambridge Analytica. Forse è tempo di usare la propria testa piuttosto che trasmettere links di facebook

I PROFILI DEGLI UTENTI USATI E SFRUTTATI

Facebook crolla in borsa; la cosa potrebbe benissimo lasciarci indifferenti. Il proprietario è super-miliardario e certamente non morirà di fame.
Il crollo in borsa è però sintomo di qualcosa che ha a che fare con la presunta sapienza ed intelligenza degli utenti di quel "social", il più diffuso sul pianeta. Quei milioni di utenti che non esprimono il loro pensiero ma si limitano a porre milioni di "mi piace" ora qua e ora là che non esprimono un loro pensiero ma rilanciano centinaia e migliaia di link (testi altrui).
Andando al punto, è praticamente avvenuto che Facebook ha violato la privacy di complessivamente una cinquantina di milioni di utenti (direttamente e indirettamente) è li ha ceduti alla società britannica "Cambrige Analytica".

Sintetizzando ancora, l'evento che sta emergendo in questi giorni mette in evidenza: 
-senza il consenso degli interessati i dati personali di milioni di persone negli Stati Uniti sono stati utilizzati per favorire la vittoria elettorale di Donald Trump, per -inoltre- interferire sulla Brexit 
-ancora -segretamente- con quei dati personali sono state favorite campagne elettorali in tutto il mondo attraverso una serie di società collegate a Cambridge Analytica e aziende sub-appaltatrici.

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Quanto sopra è quanto abbiamo potuto capire sulla vicenda "Facebook", lo strumento che ha reso ultra/ultramiliardario il sig. Mark Zuckerberg. 
Gli ulteriori sviluppi non mancheranno, anche perchè le interferenze -servendosi di soggetti inconsapevoli utenti di facebook- non sono limitate all'elezione di Trump e alla Brexit, ma -come si capisce- comprendono l'intero pianeta.

Chi scrive non è esperto in campo tecnologico e pertanto non ha alcuna intenzione di ulteriormente spiegare come lo scandalo montante si sia sviluppato fino al punto da immaginare la fine del più noto e fruito "social" del mondo. 
Sul Blog però è possibile sviluppare tutti gli aspetti collaterali  e le implicazioni pratiche di questo potente strumento tecnologico che da internet discende.

DALL'UMANESIMO ALL'UOMO OGGETTO (1)
Le scoperte scientifiche -non v'è dubbio- stanno destabilizzando le fondamenta su cui poggia la concezione e la visione dell'uomo dei nostri giorni.
Lo stesso concetto di democrazia (basato su libere elezioni) rischia di restare vanificato. Il Cristianesimo e la filosofia liberale ci assicurano che ogni essere umano è un individuo prezioso in modo unico e irripetibile e che le sue libere scelte rappresentano l'origine ultima dell'autorità. Questa è l'affermazione più grande ereditata dal secolo passato: il Novecento.

Eppure, il nuovo secolo, il XXI, sta provando a demolire la fede e la fiducia sull'u-o-m-o. 
Come ?
= E' sotto gli occhi di tutti che l'essere umano va diventando sempre più "inutile" sotto il profilo economico (lo dimostra la crescente disoccupazione). Non solo: l'essere umano va diventando inutile sotto un profilo che dall'origine della civiltà lo rendeva rilevante, importante, utile: il profilo militare. Oggi gli arsenali con mezzi di alta precisione necessitano di pochi ingegneri. Nelle guerre non servono più masse da mandare a morire al fronte (come nel 1915-18).
= Il sistema planetario continuerà a ritenere prezioso l'uomo, l'uomo come collettività ma non più l'uomo in se, l'uomo come entità sacra, come individuo.
= Il nuovo ordine mondiale (il sistema) continuerà a ritenere preziosi alcuni (pochi) esseri umani, la nuova élite di superuomini potenziati. La massa della popolazione non sarà utile a nulla.

Il nuovo mondo che si profila sarà egemonizzato da pochi. Quei pochi saranno invisibili alle masse ed irraggiungibili per una chiacchierata. Quei pochi aizzeranno con mezzi sofisticati (molto più di facebook) le masse (ignoranti e credulone) ad odiare la precedente società socialdemocratica del secolo passato. 

Quella tratteggiata è la minaccia che incombe sulle società occidentali.
Vedremo in seguito come ciò avverrà e da dove si colgono i sintomi del g-r-a-n-d-e  regresso civile.

venerdì 16 marzo 2018

Il nuovo governo nascerà ? Speriamo ...

L'urgenze a cui si deve porre mano nell’immediato…
La clausola di stabilità.
L'Italia entro un paio di anni deve porre mano a due manovre per un totale di ben 32 miliardi di Euro, di cui una di 12 miliardi da farsi nell’immediato. In caso contrario avverrà -automaticamente- lo scatto di aumento dell’IVA. Aumento che comporterà una sorta di catastrofe assoluta! Catastrofe che indifferentemente investirà tutti, ricchi e poveri in quanto consumatori. Ma ricadrà prevalentemente sulle fasce deboli, i ricchi sopravvivono sempre e comunque.
In quelle circostanze le forze populiste, oggi maggioranza assoluta nel nostro Paese grideranno: è colpa dell'Europa!
L’Europa invece attualmente non ci sta per nulla spingendo. Però, non appena si sarà
formato il nuovo governo (che sappiamo sarà a guida populista) ci chiederà di far fronte "semplicemente" ai nostri impegni, ossia a quanto ci siamo impegnati per godere di benefici già ... bevuti.
Ci chiederà di rispettare quella famosa clausola per la stabilità ... del sistema. 
E se  all'Italia non riuscisse rispettarla, cosa potrebbe accadere ?
Quello che è già successo alla Grecia. Si lascia "liberamente" il paese inadempiente ad ... affondare, fino a quando i governanti (indipendentemente se siano populisti o 'consapevoli') non capiscano che gli impegni internazionali e sovranazionali vanno rispettati. 
All'Europa le chiacchiere alla Salvini o alla Di Maio interessano poco.
Finora i governi hanno sempre evitato gli inasprimenti fiscali di cui alla clausola di stabilità con provvedimenti normativi che hanno assicurato gli stessi effetti positivi sulla finanza pubblica. Come ? attraverso gli aumenti di maggiori entrate alternative all'Iva e mediante risparmi sulle spese, in pratica razionalizzando gli interventi pubblici.
Altro che gridare alla Salvini e/o alla Di Maio: Europa matrigna !
Siamo noi italiani che "ci siamo impegnati" ad uno stile di finanza pubblica. L'Europa non ci ha mai imposto nulla. Come non ha mai imposto nulla alla Grecia; è stata infatti la Grecia a pensare che essere furbi significasse essere ...

martedì 13 marzo 2018

Il Meridione. La politica più recente ha bloccato tutti gli interventi significativi sull'asse Napoli-Bari

Ci si interroga perchè mai il Centro Nord ha dato la maggioranza dei seggi al Centro-Destra e il Meridione ha riversato la gran parte dei suffragi elettorali sul M5S, che non proponeva soluzioni realizzabili (se non il taglio dei vitalizi) ma esprimeva il dolore di chi vede le luci della città ma non ne gode.  

Proprio in questi giorni l'Istat (Istituto di Statistica) alcune risposte le ha fornite descrivendoci  una Sicilia che si allontana sempre di più dalle regioni più virtuose del Paese.
Nella media del 2017 il tasso di disoccupazione si è ridotto in tutte le aree territoriali del Paese ma «i divari rimangono accentuati: nel Mezzogiorno (19,4%) è quasi tre volte quello del Nord (6,9%) e circa il doppio di quello del Centro (10,0%)».
Cinque province si collocano nella fascia con il tasso di disoccupazione più alto, tra il 22,6 e il 29 per cento (Trapani, Agrigento, Enna e Messina), le altre quattro nella fascia tra il 16,1 e il 22,5 per cento. 

Disoccupazione è il modo edulcorato di tracciare statisticamente una società che va sempre più calando nella miseria, nella subordinazione e pure nella cecità relazionale.
La gente qui non ha votato M5S perchè questo partito ha idee e proposte per uscire dal sottosviluppo. Infatti non ha assolutamente questo tipo di progettualità da attuare. 
La gente ha voluto protestare, protestare primariamente contro l'establishment e l'apparato Pd, assolutamente inadeguato e comunque lontano dal conoscere il territorio e lo stato di vivere su esso.
La gente ha voluto suonare un campanello di allarme. 
Tutti conosciamo l'inadeguatezza politico-culturale dei gruppi  M5S. 
Però, non è che i gruppi parlamentari del Pd siano gran chè, sia che siano eletti al Parlamento o a Palazzo d'Orleans. 
Che non siano gran chè -ma anzi inadeguati al ruolo istituzionale-  lo abbiamo potuto costatare da come abbiano assistito al declino di vastissime aree del territorio interno dell'isola negli ultimi cinque anni, senza che si accorgessero della lenta trasformazione in trazzere delle strade e senza che rimanessero impressionati del degrado idrogeologico.
Viene da chiedere perchè la gente avrebbe dovuto votare una classe dirigente "ignorante" dei valori della Sinistra e interessata a ben altro nel modo di vivere.

lunedì 12 marzo 2018

Quadro politico. L'esclisse di Renzi e ...di Luigi Di Maio

Matteo Renzi, a quel che pare esce di scena, almeno per qualche tempo, e potrà riflettere e individuare tutte le sue durezze che lo hanno reso antipatico a molti italiani. Se un suggerimento possiamo dagli è di scrivere un libro sugli anni di esperienza a Palazzo Chigi.

Luigi Di Maio, il leader dei Cinque Stelle, ieri (domenica) ha voluto ribadire ai suoi elettori  il senso della «mission» pentastellata.
 «Faremo tutto il possibile per rispettare il mandato che ci hanno affidato. Mi auguro che tutte le forze politiche abbiano coscienza delle aspettative degli italiani: abbiamo bisogno di un governo al servizio della gente», scrive Di Maio citando le parole dell’appello di ieri del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bassetti.«`Politica vuol dire realizzare´ diceva Alcide De Gasperi, ed è a questo che tutte le forze politiche sono state chiamate dai cittadini con il voto del 4 marzo».
 «Noi non abbiamo a cuore le poltrone, abbiamo a cuore che venga fatto ciò che i cittadini attendono da 30 anni e che ci hanno dato il mandato di realizzare con oltre il 32% di consenso», scrive Di Maio, provando forse a stemperare tutto il vocio sugli incarichi (presidenza della Camera, presidenza del Senato, premiership) che si aggira intorno al post-elezioni.
 «Abbiamo messo al primo posto la qualità della vita dei cittadini che vuol dire eliminazione della povertà (con la misura del Reddito di Cittadinanza che è presente in tutta Europa tranne che in Italia e in Grecia), una manovra fiscale shock per creare lavoro, perché le tasse alle imprese sono le più alte del Continente, e finalmente un welfare alle famiglie ricalcando il modello applicato dalla Francia, che non a caso è la nazione europea dove si fanno più figli, per far ripartire la crescita demografica del nostro Paese».

domenica 11 marzo 2018

Hanno detto ... ....

VITTORIO ZUCCONI, giornalista
Secondo i collaborazionisti del PD, gli sconfitti dovrebbero salvare i vincitori. La democrazia alla rovescia.

MASSIMO D'ALEMA, politico
 “Populisti? No, li votano a sinistra e il Pd si confronti coi Cinque Stelle”.  
«Non sono contento del risultato, ma le ragioni per cui ce ne siamo andati sono le stesse per cui in cinque anni se ne sono andati 2 milioni e mezzo di elettori. Non erano critiche di un gruppetto di rancorosi; era un esame pertinente della situazione. Avevamo ragione».
«Abbiamo di fronte lo stesso problema: costruire un nuovo centrosinistra. Liberi e uguali può dare un contributo fondamentale».
«Pur avendo compreso i motivi del fallimento della politica del Pd, non abbiamo saputo mettere in campo una proposta che ci distinguesse. Siamo apparsi una parte di quel centrosinistra che gli elettori hanno condannato; infatti andiamo bene dove va bene anche il Pd, e andiamo male dove anche il Pd va male. Ci siamo mossi tardi».
«Sì. Ce ne siamo andati poco prima delle elezioni, abbiamo cambiato due simboli — Articolo 1, Mdp, Leu — in pochi mesi. Se lanci un prodotto sul mercato in questo modo, non hai nessuna possibilità di successo. E dovevamo marcare una più netta discontinuità di programma, dare un profilo più chiaro di novità, anche con le candidature».
«Lo riconosco: accettare la candidatura è stato un errore politico. Ma sul piano personale ho fatto quel che mi sentivo: combattere per le cose in cui credo. Ognuno deve seguire il suo demone. Io sono fatto così».
«Abbiamo avuto un milione e 100 mila voti: pochi per dire “la sinistra siamo noi”; troppi per dire che abbiamo sbagliato tutto. È un voto militante, appassionato, che non va disperso. Liberi e uguali deve essere la forza propulsiva del nuovo centrosinistra. Ora dobbiamo organizzarci in quel campo, che può tornare a essere competitivo; come dimostra la vittoria di Zingaretti».
«Il Pd non perde perché c’è Leu; perde perché si è separato dal suo popolo. E la campagna sul voto utile per fermare la destra ha spinto molti verso i 5 Stelle».
«Sono fiducioso che in quel partito maturi la consapevolezza che non si tratta solo di cambiare leader, ma linea politica. La propaganda sulla crescita non ha commosso nessuno: perché l’Italia cresce meno degli altri; e perché la crescita può convivere con l’aumento delle disuguaglianze e della povertà, se non c’è un’azione politica sulla qualità sociale dello sviluppo».
«Diffido dell’uso troppo facile di questo termine. Qualcuno ha detto: la sinistra chiama populismo tutto quello che non riesce a capire. Gran parte dell’elettorato dei 5 Stelle viene dalla sinistra. Di fronte alla condizione del Mezzogiorno, tema in questi anni del tutto dimenticato, i 5 Stelle hanno detto: noi diamo un reddito ai poveri e combattiamo i privilegi. Sono le due bandiere della sinistra».
«Ma se i riformisti rinunciano a dare risposte praticabili a questi temi, qualcuno prende il loro posto. E non puoi dire ai tuoi elettori: siete fascisti, ho una pregiudiziale nei vostri confronti, con voi non parlo. È sbagliato politicamente e culturalmente».
«Non so se ci siano le condizioni per fare un governo. So che il centrosinistra non può sottrarsi al confronto; ha il dovere di andare a vedere. Nel momento in cui i 5 Stelle passano dalla propaganda elettorale alla responsabilità di governo, dovranno fare una selezione delle priorità dei passi possibili. È una sfida cui io li chiamerei. Se invece tutti si alleano per impedire loro di governare, la prossima volta prendono il 50%».
«Che senso di responsabilità nazionale è dire “sto all’opposizione”, quando è evidente che non c’è modo di formare un governo? All’opposizione di che? Capisco che Renzi viva una fase di smarrimento; ma la sua posizione non ha senso compiuto. Vogliamo tornare al voto con il Rosatellum? Pensano di essere così furbi da indurre i 5 stelle a fare il governo con la Lega? Mi ricordano Tecoppa: “Fermati, che ti infilzo!”».
«Sarebbe un suicidio». Pregiudiziale anti Salvini? «Su Salvini non ho un pregiudizio ma un giudizio: non possiamo avere nulla a che fare con un lepenista. Vorrebbe dire prendere quel che resta della sinistra italiana e consegnarla a Di Maio».
«Semmai tutti fuori. È una soluzione estrema: se non si trova nessuna via, il presidente della Repubblica dà l’incarico a una personalità esterna e chiede a tutti i partiti un atto di responsabilità. Può durare alcuni mesi, il tempo di fare la legge elettorale. Certo se la fanno la Lega e i 5 Stelle le elezioni successive diventano un ballottaggio Salvini-Di Maio; noi possiamo anche non presentare le liste».
«Il doppio turno di collegio. In ogni caso, ci troviamo in questa situazione per una legge pessima imposta dal Pd. A maggior ragione il Pd non può disinteressarsi del governo del Paese».

sabato 10 marzo 2018

Amministrative in Sicilia. Riunione ufficiosa della Giunta

Stamane si è riunita la Giunta di Governo a Palazzo d'Orleans e si e soffermata sulla data delle prossime elezioni amministrative -che interessano anche Contessa Entellina-.
La Giunta non ha adottato atti di determina anche l'ipotesi preferita pare sia stata il 10 giugno.

sabato 3 marzo 2018

Elezioni Nazionali. Come è probabile che ci sveglieremo lunedì mattina ?

 The best is yet to come.= 
Il meglio deve ancora arrivare
Ci stiamo recando al voto !
Fra paure e promesse esagerate eleggeremo il nuovo Parlamento. E' ovvio che chi crede a quelle promesse esagerate è come un essere che proviene dalla Luna.

Il Centro-Destra esulta ma (verosimilmente) non
avrà i numeri per governare.

Vie di uscita ?
1) Tentare di agruppare il destro Renzi (larghe intese)
2) Un governo di estrema destra (M5S, Lega, Fratelli d'Italia).

Entrambi le soluzioni sarebbro utili per svegliare
le tante anime della Sinistra che finora hanno
fatto sogni profondi ed hanno smarrito la via.  
Comunque vadano le cose, il 5 marzo non cadrà il mondo.
Avremo di nuovo un Parlamento di nominati (sapete bene che le liste più bloccate di quanto sono non potrebbero essere. L'elettore è infatti chiamato solamente a votare il simbolo, oppure il nominativo 'bloccatissimo' dell'uninominale).

Se c'è qualcuno che non ha capito ciò che intendiamo trasmettere, azzardiamo come andranno le cose, secondo Riccardo Nencini (Lista Insieme), e non solamente secondo lui, ma secondo gran parte degli analisti di tutto il mondo:
Il gioco è scoperto. Siccome nessuno dei tre poli (Centro-Sinistra, Centro-Destra, M5S) avrà la maggioranza per governare da solo, l'inciucio tra grillini Lega e Meloni è dietro l'angolo. 
Essi hanno "Programmi compatibili e soprattutto gli stessi valori: anti europeisti, filo russi, hanno in odio la scienza".

Mah, forse con un simile governo (definibile di estrema destra) si tornerà in Italia a far politica. La Sinistra, archiviato il "destrissimo" Matteo Renzi, tornerà, inevitabilmente, a fare P-o-l-i-t-i-c-a, con la P maiuscola.

Hanno detto ... ...

PIERLUIGI PIETRICOLA, collaboratore della Fondazione Pietro Nenni

In questa campagna elettorale è vero che si è parlato di ciò che i partiti intendono fare. Onore al merito! Soprattutto dopo anni in cui si è discusso del carisma dei vari leaders e segretari di partito – acqua fresca! – parrebbe essere tornati alle cose concrete, quelle che dovrebbero riguardare la vita di tutti i giorni.
Ciascun esponente, ad ogni apparizione, ha lanciato una proposta spot, il più possibile eclatante per far presa sul pubblico (Flat Tax, reddito di cittadinanza, altri 80 Euro nelle tasche degli italiani, e così via). Non c’è nulla di male. Ma dov’è il rovescio della medaglia? Che esaurito l’argomento retorico del capo e della sua attrattiva sulle folle, ci si è concentrati sui bisogni delle persone. Sulle loro esigenze, le loro priorità, le loro necessità. Sicuramente un politico deve provvedere anche a questo.  Ma in che modo? La soluzione è una soltanto: amministrando bene.
Amministrare non vuol dire solo far quadrare i conti con una serie di operazioni matematiche più o meno funamboliche. Ma soprattutto creare le condizioni affinché quelle cifre tornino ad entità ragionevoli e siano di nuovo in grado di accontentare la popolazione (e anche l’Europa, così giustamente attenta ed esigente ai bilanci di questa martoriata Italia).
E quindi il costo dei beni di prima necessità è aumentato esponenzialmente. Come farlo tornare a livelli medi più ragionevoli e accessibili? Oppure il lavoro – giovanile e non solo – è ridotto in condizioni pietose. Quali soluzioni, possibili e percorribili, è necessario adottare per cambiare questa situazione? O ancora: la piccola e media impresa – quella che i giornalisti indicano con l’acronimo Pmi –, da sempre il nostro vero volano economico, rischia una recessione peggiore dell’attuale. Come aiutarla? Infine per esempio incrementare le attività di ricerca scientifica e di formazione di nuovi quadri professionali – in ogni settore –, uno dei poli produttivi cardini di qualsiasi paese del mondo (non lo si può fare solo decidendo di abolire ex abrupto le tasse universitarie – il punto spot del programma di Liberi ed Eguali). Perciò: quali altri soluzioni adottare?

ANNA BONALUME, italiana che vive  Francia
Il 4 marzo in Italia si vota. Vivo in Francia, ho 29 anni e per la mia generazione l’Europa è un’evidenza. Molti di noi hanno fatto un Erasmus in un paese europeo, altri si sono trasferiti all’estero. 

Vorrei che un giorno Milano e Roma diventassero le nuove Berlino, Parigi, Londra. Non è utopia. All’estero gli italiani sono stimati: siamo lavoratori costanti, abbiamo capacità creative, portiamo con noi un bagaglio culturale invidiabile che non ostentiamo, ma mettiamo a frutto umilmente, in contesti talvolta ostili. I nuovi leader dovranno lavorare molto per instaurare un progetto innanzitutto pedagogico; dovranno spiegare agli italiani più sensibili ai discorsi di chiusura e di istigazione alla paura, che dobbiamo pensare insieme le nostre radici culturali e il nostro avvenire in un orizzonte globale. In Francia Macron, con intelligenza, sta cercando di ristabilire alleanze internazionali, ha avviato un processo di riforma del lavoro, di riflessione sulla scuola, di comprensione della convivenza delle religioni più rappresentante. La sua azione si iscrive in un progetto di rinnovamento della democrazia europea. Marine Le Pen non ha vinto, perché le ferite del nazismo e del terrorismo stanno aprendo una nuova era per la comprensione della complessità della realtà. Le generazioni come la mia, non accettano soluzioni facili, distinzioni tra bianchi e neri, muri tra identità e differenze. Perché pensare all’Europa il 4 marzo? È utile ricordare il discorso del deputato europeo Gonzalez Pons. «L’Europa è afflitta dai movimenti populisti a nord, a sud dai rifugiati che affogano in mare, a est dai carri armati di Putin, ad ovest dal muro di Trump. Il suo passato è la guerra, il suo avvenire sarà segnato dalla Brexit. Oggi l’Europa è più sola che mai, ma i cittadini non lo sanno. L’Europa è la migliore soluzione, ma i politici in questo momento non sanno spiegarlo ai cittadini. La Brexit è il modo meno solidale per dire addio all’Europa. 

L’Europa non è un mercato, ma il desiderio di vivere insieme.  

venerdì 2 marzo 2018

Campagna Elettorale. Se il Pd non è attraente, nel Centro-Sinistra si può ancora votare la Lista Insieme oppure +Europa

La Coalizione di Centro-Sinistra in materia di Agricoltura propone:

Agricoltura e alimentazione

“Le tre A: agricoltura, alimentazione, ambiente”:si intitola così una delle voci del programma, che recita “Orgogliosi e consapevoli della nostra unicità, del patrimonio di biodiversità unico al mondo che fa dell’Italia la patria della dieta mediterranea e il primo paese europeo per prodotti di qualità Dop e Igp”. 
Le strategie messe in atto per l'agricoltura, sulla scia del percorso degli ani passati, sono la tutela del reddito degli agricoltori, dei pescatori, dei produttori “a partire dalla formazione dei prezzi e sull’equa distribuzione del valore nelle filiere”, la semplificazione e la lotta alla burocrazia (come previsto anche da Emma Bonino che chiede anche dimigliorare le performance delle Pubbliche Amministrazioni operanti nel settore), l'incentivo ad accordi di filiera, reti e distretti, soprattutto nelle aree rurali interne. Punta anche sul ricambio generazionale, sui giovani, attraverso il potenziamento di strumenti concreti come i mutui a tasso zero e una corsia preferenziale per riportare all’agricoltura terre pubbliche e una banca delle terre incolte.
La lista Insieme intende valorizzare l’agricoltura a partire da una riforma della PAC (Politica Agricola Comune), “che consenta una più equa distribuzione dei fondi pubblici e dia maggiore supporto e sostegno all’agricoltura di qualità, alle produzioni tipiche fortemente legate al territorio, all’agricoltura biologica, ai piccoli agricoltori, al commercio agricolo locale, in modo da avvicinare il produttore al consumatore e ai produttori tradizionali che vogliono cambiare e rendere più sostenibili i propri metodi”.
Per contrastare l’incertezza dei mercati delle materie prime agricole la proposta è sviluppare all’interno della PAC“nuovi ed efficaci strumenti di gestione dei rischi di mercato”. Sempre la lista Insieme continua lanciando le sue proposte all'Europa: sburocratizzazione e semplificazione della PAC, con un sistema di aiuti più snello, premiare comportamenti come qualità ambientale e del lavoro. 
La posizione della lista Insieme è di radicale opposizione all'uso degli Ogm, in agricoltura e nell'alimentazione, di pesticidi (Bonino chiede che vada rimosso il bando alla ricerca in campo aperto sulle biotecnologie agrarie, il Pd che vengano eliminati entro il 2025), con una politica agricola di sostegno al biologico e al biodinamico, all’agricoltura di qualità, ai prodotti tipici a denominazione di origine protetta, ai GAS e ai mercati contadini. 

Alimentazione

L'etichettatura più dettagliata dei prodotti è una delle battaglie presenti nel programma della lista Insieme, per “la massima informazione al consumatore con l’origine trasparente su tutti i prodotti agroalimentari”. Nel programma si parla anche dell'esigenza di un accordo più collaborativo tra produttori e industria alimentare“che ha bisogno di un’agricoltura più moderna e competitiva”; di difesa del made in Italy attraverso “tutela, promozione e formazione”, di riforma dei reati agroalimentari e l’introduzione del reato di agropirateria, di sostegno al turismo enogastronomico, di lotta allo spreco e assistenza alimentare ai più deboli.

Hanno detto ... ...

CORRADINO MINEO, senatore
La frase di Emma Bonino sul latino non è solo stonata, in un paese di cultura classica. È proprio una ... .
Già accade che squadre di ingegneri, biologi, economisti siano coordinate da filosofi o da umanisti.
Due secoli di positivismo si stanno esaurendo.

LIRIO ABATE, giornalista
L'informazione e i giornalisti si confermano principali obiettivi dei mafiosi italiani.
I boss hanno paura di chi sa scrivere e raccontare e quindi decidono di sparare. Come è successo in passato. Ma noi vinceremo.

GIULIANO FOSCHINI, giornalista
La polizia slovacca ha arrestato sette cittadini italiani per l'assassinio di Jan Kuciak, il giornalista slovacco ucciso nei giorni scorsi a Bratislava insieme alla compagna. 
Tre degli arrestati erano al centro dell'inchiesta cui il reporter stava lavorando: si tratta dell'imprenditore Antonio Vadalà, calabrese da anni trasferito in Slovacchia, del fratello Bruno e del cugino Pietro Catroppa. 
Kuciak li aveva accusati di avere rapporti con la 'ndrangheta e di gestire milioni di euro di fondi comunitari. Stanotte la polizia ha fatto irruzione nella loro casa. 
A Michalovce e Trebisov sono stati arrestati anche Sebastiano Vadalà, Diego Roda, Antonio Roda e Pietro Catroppa.

Con le immagini ... ... è più facile

IN TEMPI ELETTORALI TUTTO FA BRODO
Il candidato a ministro dell'Istruzione del M5s e Di Maio,
nella foto sostiene Renzi premier e la Buona Scuola del Governo Pd:
 "Noi siamo pronti a migliorare questo Paese. La scuola è con lei, Presidente!"…
Il M5S ha impiantato la campagna elettorale contro tutte le riforme portate avanti dal Pd di Matteo Renzi.
Fino a qui nulla da eccepire.

Se le riforme non piacciono, e ci sono molti buoni motivi, soprattutto quella della "Buona Scuola", quella che ha spostato migliaia e migliaia di insegnanti dal Meridione al Settentrione, oltre al responsabile politico (Matteo Renzi) esiste un istigatore che adesso è passato col M5S.

Ma Luigi Di Maio non sa che il suo ministro in pectore (M5S) all’Istruzione, un certo Giuliano si faceva i selfie con Matteo Renzi e che, da preside, gli diceva: “Presidente, la scuola è con lei”
?
Se vince le elezioni il M5S avremo comunque un ministro renziano !!!

Sicilia ladrona. Se alcuni siciliani rubano significa forse che la colpa è degli immigrat ?

 La procura di Ragusa ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 persone, indagate per peculato continuato e riciclaggio in concorso, in quanto, a vario titolo, avrebbero creato un ammanco di oltre 1,6 milioni di euro nelle casse della Cooperativa sociale "Il dono", Onlus con sede a Ragusa, che per un decennio ha fornito assistenza ai numerosi centri di accoglienza per migranti, presenti nella provincia iblea. 
La richiesta, dopo le denunce della Guardia di Finanza, riguarda ex amministratori e consulenti fiscali. Le indagini sulla gestione economico-finanziaria della Coop hanno permesso di far luce su ''un articolato sistema distrattivo di fondi pubblici: gli amministratori succedutisi nella carica, appartenenti alla stessa famiglia, hanno falsificato i libri sociali, utilizzato fatture per operazioni inesistenti, occultato la maggior parte delle scritture contabili'', dice la Gdf.


       Gli amministratori della coop onlus ''Il dono'' che si occupava, attraverso convenzioni con enti pubblici, di erogare servizi ai migranti ospitati nel ragusano, utilizzavano carte di credito personali canalizzate su conti correnti intestati alla cooperativa con cui pagavano, ad esempio dice la Guardia di Finanza, polizze vita intestate a loro stessi e anche l'acquisto di un agriturismo. La Gdf ha scoperto omessi pagamenti dei pocket money a favore dei richiedenti asilo e l'indebita annotazione di costi non effettivamente sostenuti. 

Gli amministratori avevano emesso assegni per un valore complessivo di oltre 250 mila euro tratti dal conto corrente della Onlus, a favore di due commercialisti (anch'essi indagati), non per consulenze sui conti della onlus ma per ''la regia degli illeciti comportamenti finalizzati al peculato''.   
( A N S A )

giovedì 1 marzo 2018

Associazione Culturale Mecenate di Frascineto/Cs. Concorso internazionale di Poesia "Voci nel deserto"

.II* Konkors Poezije “Zëra ndë shkretì”
(II Concorso di Poesia ‘Voci nel deserto)
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Shoqata Kulturore ‘Mecenate’ e Frasnitës organixàren të Dìjten (II) Edicjonë të Konkorsit Poetik ‘Zëra ndë shkretì’.

Secjona D është per “Poezitë ndë gjuhë Arbëreshe”, për t’vigjel e të rritur, njera 18 vjetsh.

Mund mirret pjesë te Secjona D, Arbëreshe, vet me një Poezi, të panjohur, jo më të gjatë se 50 vjershe, e çë s’errù ndër të parët tre poste te t’tjerë Konkorse. Ka t’dërgohet vet me poste elektronike, te ki ndirìc: associazionemecenate@libero.it; (mbrënda te një fàill të ngjitur, format Word, karakter New Times Romans, 12, interlinea 1.5); bashkë me ‘Skeden e t’màrrurit pjesë’ e me fotografinë e rriçevutës së t’pagùarit.

Poezia (tek e folmja arbreshe e katundit, dhe e pjerrë lëtisht) ka t’dergohet mbrenda dites 31 mars 2018.

Për Poezinë Arbëreshe çë dërgohet te Konkorsi ka t’paguhen 10 euro, per spizet e segreterise; e kanë shkarkohen mbiKarten PostaPay nr. 4023600666535887, kështu të ndestàrtur: Celestino Margherita CF: CLSMGH54T42D184S. Te rriçevuta e versamentit ka të shtohet me pendë: ëmri i poetit dhe shkrùamja ‘Konkors Poezije’.

Gjithë Poezitë do të jenë djovasur e shoshur ka një Xhurí, çë do të njihet vet tek Mbrëmja kur jipen prèmet.

E Prëmtja 25 Maj 2018 ësht dita e Prèmjevet, për Secjonën (D) e Poezisë Arbëreshe. Do të gadhënjèhen kopa, medhala, libre, etj… Kush merr pjesë tek Mbrëmja e Prèmjevet e bën me turresët e tij.
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Art. 1 - L'Associazione Culturale Mecenate di Frascineto/Cs - con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Frascineto, del Parco Nazionale del Pollino, del Parco Old Calabria e della Universum Academy Switzerland e Calabria - bandisce la  del Concorso Internazionale di Poesia “Voci nel deserto”.

Art.2 - Il Concorso è aperto a tutti i cittadini italiani e stranieri, e si articola nelle Sezioni  A / B / C, riguardanti le poesie in  lingua italiana) e la…

SEZIONE D - Poesia inedita in Lingua Arbëreshe per ragazzi e giovani fino ai 18 anni;

Art. 3. Modalità di partecipazione - A tutte le Sezioni è possibile partecipare con una sola poesia inedita non eccedente i 50 versi, mai premiata ai primi tre posti in altri Concorsi. I testi dovranno essere spediti esclusivamente per posta elettronica all’indirizzo: associazionemecenate@libero.it e avere come oggetto la sezione di riferimento, pena l’esclusione. La poesia dovrà essere inviata in un file allegato, in formato Word, carattere New Times Romans, corpo 12 interlinea 1,5. (...) Dovranno, altresì, essere allegati alla stessa email: la scansione o la fotografia chiara e leggibile della scheda di partecipazione debitamente compilata (...)

Gli elaborati di tutte le Sezioni dovranno essere inviati entro il 31 marzo 2018.

Art. 4. Quota di partecipazione - Si può partecipare a più Sezioni. Il contributo - per spese di segreteria - è di € 10.00 per ogni sezione, da versare su PostaPay nr. 4023600666535887 intestata a: Celestino Margherita CF: CLSMGH54T42D184S. Sulla ricevuta del versamento aggiungere a penna: il nome del poeta, la sezione (o le Sezioni) e la dicitura “Concorso di Poesia”.

Art. 5. La Giuria - Tutti i lavori saranno sottoposti al giudizio di una Giuria competente (...). Il giudizio della Giuria sarà inappellabile e insindacabile. La composizione della Giuria verrà resa nota la sera della premiazione.

Art. 6. Premiazione - La data della cerimonia di premiazione, per la sezione D, salvo imprevisti, è fissata per venerdi 25 maggio 2018 (…). I nomi dei finalisti saranno resi pubblici sulla pagina del gruppo Facebook: “Premio int.le di Poesia “Voci nel deserto””. Tutte le sezioni prevedono premi (...) I vincitori (primi tre classificati e premi speciali) di ogni Sezione sono tenuti a partecipare personalmente alla cerimonia di premiazione. In caso di impossibilità, potranno formalmente delegare terzi al ritiro del premio. A tutti i partecipanti e ai finalisti che ne faranno richiesta sarà spedito l’attestato via e-mail.

Art. 7. Privacy - I dati personali dei concorrenti saranno tutelati a norma della legge 196/2003 sulla privacy. La partecipazione al Concorso non dà diritto ad alcun rimborso spese. L'organizzazione si riserva la facoltà di pubblicare e divulgare, a propria discrezione, gli elaborati (...) I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori. Gli elaborati partecipanti al Concorso non verranno restituiti. (...) Il non rispetto di una qualsiasi delle indicazioni contenute nel presente Regolamento comporta l’esclusione degli elaborati dal Concorso.

Art. 8. Pubblicità - Il Concorso sarà ampiamente pubblicizzato sulla pagina Facebook del gruppo, e attraverso la stampa ed altri media.

Per informazioni: 
329 401 2238. Presidente del Premio, Margherita Celestino.

Rifiuti solidi. Cosa succede in Campania ?

Una vera e propria bomba nel cuore dell'Italia impegnata in una difficile campagna elttorale, una di quelle cose che fanno pensare che questo Paese sia senza speranza, un paese da terzo mondo travestito da Paese europeo, un far west per le scorribande di camorristi e affaristi senza scrupoli, con la compiacenza o nella totale inconsapevolezza della politica.

Fanpage ha accettato l’offerta di un sedicente ex camorrista, e l’ha usato come agente provocatore per dimostrare che il settore dei rifiuti in Italia è gestito secondo logiche criminali, con infiltrazioni mafiose e pratiche corruttive all’ordine del giorno. 
L’inchiesta ha coinvolto finora uno dei figli del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca (Pd), Roberto, a sua volta assessore al bilancio del Comune di Salerno e fratello di Piero, candidato del Pd alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. 
Tenuto conto che i media nazionali nn sono prodighi di informazioni, noi -per intanto- ci fermiamo qui. 

Diga Garcia. In arrivo un milione di euro

In arrivo finanziamenti -previsti dal Cipe- per nove dighe siciliane. Si tratta di lavori sollecitati recentemente dal Governo regionale per fronteggiare e risolvere l’emergenza idrica nell’Isola.
Nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione, è stato dato via libera, innanzitutto, alla copertura finanziaria per il completamento della Diga Pietrarossa, opera a cavallo tra Enna e Catania, una delle maggiori incompiute ultradecennali.
Questi gli impianti interessati dal piano: 
--Pietrarossa (a cavallo tra Aidone e Mineo, province Enna e Catania),60 milioni; 
--Fanaco, (Castronovo di Sicilia, provincia di Palermo), 700mila euro; 
Diga Garcia
(dedicata a Mario Francese)
--Garcia (Contessa Entellina, provincia di Palermo), 1 milione; 
--Nicoletti (Leonforte, provincia Enna), 1 milione; 
--Paceco (nell’omonimo comune in provincia di Trapani), 350 mila euro; 
--Piano del Leone (Castronovo, provincia di Palermo), 2 milioni; 
--Ponte Barca (Paterno’, provincia Catania), 175 mila euro; 
--Rubino (Trapani), 250mila euro; 
--Scansano (Piana degli Albanesi, provincia di Palermo), 300mila euro.
Così NELLO MUSUMECI, presidente della Regione Sicilia:
“Fin dall’insediamento il governo ha dovuto fronteggiare emergenze decennali mai risolte, a cominciare, proprio, da quella idrica. Ma ha voluto anche concepire un piano strategico di potenziamento delle infrastrutture, in modo tale che, fra qualche anno, questo attuale stato di crisi possa essere solo un lontano ricordo. Il completamento della diga Pietrarossa rappresenta, in particolare, un traguardo importante atteso da lunghissimo tempo. E’ questa la risposta concreta a tutti coloro che, forse non avendo altri argomenti per pretestuose accuse, hanno messo in dubbio l’azione tempestiva ed efficace del governo. Adesso – conclude – bisogna passare alla fase operativa. Per il completamento della diga Pietrarossa oggi mi incontrerò con l’assessore delle Infrastrutture, Marco Falcone, e il direttore del Consorzio di bonifica, Fabio Bizzini. Niente piu’ perdite di tempo!”.

Hanno detto ... ...

GIANFRANCO PASQUINO, politologo
Scorrettezza politica e costituzionale oppure cortesia istituzionale? Fare conoscere in anticipo al Presidente della Repubblica la lista dei ministri del prossimo eventuale (issimo) governo delle Cinque Stelle è, a mio parere, un gesto sostanzialmente propagandistico senza nessun senso istituzionale, ma anche senza nessuna violazione costituzionale. A Giovanni Sartori e, per quel che conta, anche a me, già pare costituzionalmente deprecabile che nei simboli di molti partiti compaia il nome del leader anche se è vero che alcuni partiti avrebbero vita ancora più triste e grama se non sfruttassero quel minimo di popolarità derivata che le apparizioni televisive dei leader garantiscono loro. Fu Berlusconi, non bloccato da Ciampi, a inaugurare la moda. Voleva non solo asserire con forza il suo predominio su Forza Italia e sul Popolo della Libertà, ma anche sottolineare che era lui e solo lui il candidato alla carica di Presidente (del Consiglio). Abbiamo anche visto e non stigmatizzato abbastanza le consultazioni parallele tenute dal segretario del PD Matteo Renzi nel dicembre 2016 dopo la pesante sconfitta referendario nel per individuare il suo successore. La sfilata di Padoan, Gentiloni, Delrio e Franceschini da lui convocati a Palazzo Chigi si configurò come una reale soperchieria costituzionale.
   Non ha bisogno Di Maio di mettere il suo nome nel simbolo del Movimento che è molto più noto di lui e molto più attrattivo agli occhi di un elettorato insoddisfatto della politica italiana, irritato, anti-establishment che non ha nessun bisogno di sapere in anticipo né il nome del Presidente del Consiglio né i nomi dei ministri.
ENRICO LETTA, ex premier
"Sostengo Gentiloni e la coalizione di centrosinistra". 
 "La drammaticità della situazione - dice Letta - mi sembra che richieda questa scelta". 
MATTEO RENZI, segretario pd
 "Il rischio di un governo estremista c'è, non escludo nemmeno un governo tra M5s e la Lega. Ecco perchè dico voto utile". Quanto alla possibilità di un governo tra M5s e LeU, Renzi replica: "Non so se lo vogliono fare, ma sicuramente non hanno i numeri".
ENZO BIANCO, già priore di Bose
Che vergogna utilizzare il Vangelo e il Rosario per ragioni di interesse elettorale! questo è spacciare il proprio vuoto per fedeltà alla religione e ai suoi segni, in verità misconosciuti, mai rispettati e mai ubbiditi.
Non è proprio il momento di far finta di niente!