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lunedì 11 aprile 2016

Sicilia. "Scinni tu ca acchianu iu"

GIORNALE DI SICILIA

La campagna elettorale per le regionali 2017 è aperta. E si apre dal palco della «Leopolda» con la sfida di Davide Faraone e dei renziani a Crocetta e con l'annuncio delle primarie. 
Il pubblico cresce nell'arco della mattinata, fra le prime file deputati e assessori di area, nessun alleato. Sul palco i primi interventi, la parola d'ordine è cambiamenti, che poi è anche il titolo vero dell'iniziativa ribattezzata «Leopolda» perché ricorda quella di Renzi a Firenze. 
Giannini e i fondi per la ricerca. C'è l'appello accorato del medico lampedusano Pietro Bartolo: «Le storie di questi migranti sono storie di torture, guerre, violenza - ha detto il medico che ha ricevuto un riconoscimento dall'Ordine - Bisogna fare in modo che il messaggio arrivi perché questa vergognosa pagina dell'umanità abbia fine». 
C'è l'applauso che strappa l'ex ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer e l'intervento dell'attuale ministro Stefania Giannini che parla di fondi per l'Università («II piano nazionale della ricerca con le politiche per l'Università è l'asse prioritario per il Paese, ci sono 438 milioni per il Sud») e di concorso («Quello che si apre ufficialmente, con la prima prova il 28 aprile, conta 18 mila candidati dalla Sicilia per 4 mila posti nella regione. Il contributo è una classe di insegnanti sempre più giovane»). 
Faraone e il video di Vecchioni. Ma l'attesa è tutta per il discorso di Faraone. Che rompe nettamente con l'operato di questo governo. Prima di iniziare scorrono le immagini di Roberto Vecchioni quando qualche mese fa, nell'aula magna di Ingegneria, inveì contro la Sicilia, contro «la Sicilia che non si difende, la Sicilia che si butta via». 
È l'assist creato ad arte per Faraone. Il sottosegretario inizia parlando della tre giorni alle ex Fabbriche Sandron ed è una sorta di manifesto, di programma. «Abbiamo visto le start-up - dice -, imprese che non hanno ricevuto il sostegno delle istituzioni perché queste sono troppo impegnate a dare risposte a problemi del passato». Parla del cambiamento della società, del mondo del lavoro che è cambiato e di legge elettorale «che deve dare stabilità». 
L'autonomia e i ritardi. «Noi non abbiamo paura del cambiamento - dice - e da qui dobbiamo partire. Siamo sempre indietro, costretti a stare indietro dallo Statuto speciale che abbiamo usato finora come muro». Autonomia che, dice il sottosegretario, ci ha penalizzato quando si è trattato di «ex Province, di tagli ai costi della politica, di pensioni. Fino a qualche mese c'erano ancora baby pensionati grazie alla legge 104». 
No all'antimafia di facciata. «Questa legislatura si fondava sul trinomio antimafia, impresa, politica - continua - ma non esiste più». Attacca «l'antimafia di facciata» e dice: «La colpa è di chi l'ha usata per fare carriera. Ho cercato un sinonimo ma non c'è. E allora meglio riappropriarci di questa parola e cacciare chi l'ha utilizzata in maniera impropria». 
I fondi europei. «Fra 2014 e 2020 ci saranno 14 miliardi da spendere. Dovremo spenderli per non essere più fra le regioni obiettivo, non per continuare a restarci e prendere soldi per coprire la spesa corrente, com'era con la Cassa per il Mezzogiorno». 
Rimpasti e governo. Boccia quella che chiama « rimpastite acuta» e dice: «Di fronte a questo caos abbiamo creato una nuova giunta perché abbiamo capito che era più facile raddrizzare la torre di Pisa che andare a nuove elezioni. In questa giunta abbiamo messo i nostri migliori uomini e donne che sono impegnati per limitare i danni di una guida incauta».
Parla di bilancio («che stiamo risanando»), di personale («Paghiamo stipendi? rendiamo produttivo questo personale, impensabile che i musei restino chiusi»), di acqua («servono ambiti ottimali più ampi, ogni Comune non può avere propri impianti»), di rifiuti («ovunque i termovalorizzatori funzionano, dobbiamo essere bravi a non far fare affari»). 
La bocciatura di Crocetta. «Se dicessi sì a un presidente ricandidato, sarei da Tso». 
Non usa parafrasi, boccia il Crocetta bis e aggiunge: «Si arriverà alla scadenza della legislatura, per costruire il futuro, lo stiamo facendo con gli assessori».
Le primarie. «Potremmo chiedere a Renzi di scegliere il candidato ma non lo faremo, sarebbe troppo facile. Chiunque si vorrà candidare può farlo ma alle primarie». 
La strada sembra segnata. Resta solo da sciogliere il dubbio se Faraone sarà candidato o meno ma a questa domanda lui non risponde. 

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Sul palco anche l'ex ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer e l'attuale ministro Stefania Giannini che parla di fondi per l'Università e concorsi dei docenti nelle scuole