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domenica 28 ottobre 2018

Tav-Tap. Avevano promesso al loro elettorato una cosa, adesso fanno il contrario (capricciosetti ? no! ....)

Di Maio prova a scusarsi col suo elettorato per aver cambiato idea. Non trova le buone ragioni e quindi prova ad inventarle. Tanto gli italiani sono tutti creduloni.
Forse è questa la convinzione che lo induce a buttare lì .... e a mostrare di essere un mostro del sapere umano.

La Tap, tanto avversata quando egli stava all'opposizione, adesso si dovrà fare perchè egli ha cambiato idea.
La sua giustificazione è che ci sarebbero decine di miliardi di "penali" da pagare.

E subito viene subissato di smentite che arrivano da tutti i lati.

In quel contratto internazionale che dovrebbe portare il gas in Italia e in prospettiva pure altrove dall'area del mar Caspio non esistono penali perché non si tratta di un contratto con lo Stato Italiano.
C’è da parte dello Stato un’autorizzazione-amministrativa che è stata giudicata (previo appuramento) dallo stesso governo populista pienamente valida.
Se il Ministro dello Sviluppo Economico vuole annullare l'autorizzazione (ritenuta valida) dovrà affrontare una richiesta di risarcimento del danno.
Cosa questa molto diversa dalle penali che il ministro prova a far bere al suo elettorato.
Queste cose le sanno anche i bambini senza bisogno di diventare ministri, lo afferma l'ex ministro Calenda.


E' domenica --1--


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Se leggendo l'Epistola e il Vangelo della giornata domenicale ripassiamo -inoltre- un poco la lingua degli "arbëreshë"   è nostra convinzione che facciamo bene sia allo spirito che all'identità del nostro paese: Hora e Kuntisës.

Nulla a  Contessa si è fatto in anni recenti a tutela dell'arbëreshë se non festicciole -non proficue allo scopo- finanziate con denaro pubblico che nulla, proprio nulla, hanno avuto a che fare con la tutela linguistica (ma dovremmo dire: col ricominciare ad apprendere). 
Sarebbe il caso, se esiste una volontà politica, che si cambiasse musica almeno con l'Amministrazione recentemente insediatasi. Si tratta infatti di ricominciare ad imparare l'arbëreshë.


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28 Ottobre 2018

NGA LETRA E PALIT EFESJANЁVET

Vёllezёr, Perëndia ç’është i bëgatë ndë lipisi, për dashurinë e tij të shumtë, me të cilën na deshi mirë me gjithë se ishim të vdekur për mëkatët, na dha neve jetë mbë Krishtin - me hir jini të shpëtuar - na ngjialli bashkë edhe na vuri të rrimë bashkë ndër qielloret me anë të Jisu Krishtit, se të buthtonjë ndër shekulit e ardshëm pasurinë shumë të madhe të hirit të tij me anë të mirësinë çë ka mbi ne mbë Jisu Krishtin. Sepse me hirin jini të shpëtuar me anën e Besës; dhe kjo nuk ësht prej jush, po ësht durata e Perëndisë jo nga punët, se të mos të mbanet lart ndonjerì. Sepse jemi krijesë e tij, krijuar mbë Jisu Krishtin për punë të mira, të cilat i përgatiti Perëndia më parë, ashtu çë t’ecim në ato

VANGJELI 
Nd’atë mot ju qas Jisuit një burrë çë kish ëmër Jair dhe ish kryetar i Sinagogës, e tue u shtënë përpara këmbëvet të Jisuit e parkalesnej të hynej te shpia e tij, sepse ai kish një bilë të vetme dymbëdhjetë vjetsh, çë ish e vdis. Dhe si ai venej, gjindja e shtrëngonej. E ish një grua çë rrjidh gjak çë nga dymbëdhjetë vjet, e cila me gjithë se kish grisur ndër jatronj gjithë të pasurit e saj dhe s’mundi të shërohej nga mosnjeri, ju qas prapa e i ngau podhenë e së veshurës së tij, dhe gjithnjëherje i qëndroi të rrjedhurit e gjiakut të saj. Dhe Jisui tha: “Kush më ngau?”. E si ghjithë mohojin, tha Pjetri e ata ç’ishin me të: “Gjindjet të rrinë rreth dhe të shtrëngojnë nga ghjithë anët e ti thua: Kush më ngau?”. Po Jisui tha: “Njerì më ngau, sepse ndiejta se nga u dolli fuqi”. Kur gruaja njohu se s’mund rrij e fshehur, tue u dridhur, vate e ju shtu përpara atij, dhe përpara gjithë gjindjes rrëfiejti pse e kish ngarë e si gjithnjëherje u kish shëruar. Dhe Aì i tha asaj: “Bën zëmër, o bilë, besa jote të shpëtoi, ec mbë paqe”. Si aì folnej ende, vjen një nga shpia e kreit të Sinagogës, tue i thënë këtij: “Jot bilë vdiq, mos e lodh më Mjeshtrin”. 

sabato 27 ottobre 2018

La striscia di una lunga Storia -6-

Dopo Costantinopoli

Costantinopoli, la città erede dell'Impero Romano e capitale del filone di Cristianesimo che più di quello romano coltivava  le radici patristiche, una volta divenuta capitale dell'Impero islamico-ottomano cambia nome e diventa Istambul. 

Nel 1481 Bayazit II ereditò da Mehmet il Conquistatore i domini vastissimi che in Medio Oriente erano stati nel tempo sottratti all'Impero cristiano. Questo nuovo impero islamico delle origini non era, per la verità, molto compatto al suo interno. I vari principi e maggiorenti del nuovo Impero organizzavano complotti e insidie fra loro stessi e contro il trono.

 GIORGIO KASTRIOTA SCANDERBERGH

(Kruja, 6 maggio 1405 – Alessio, 17 gennaio1468)
E' tra le figure più rappresentative 
del XV secolo europeo.
E' stato condottiero, diplomatico e patriota albanese.
Principe albanese e re d’Epiro riunì i principati 
del Paese animando la resistenza  e bloccando 
per decenni l'avanzata dei turchi-ottomani verso l'Europa.
E' interessante notare che da subito dopo la presa di Costantinopoli i regnanti turchi avviarono una politica che potrebbe apparire controversa ma che di fatto favorì -e parecchio- proprio con l'aiuto dei cristiani il consolidamento del nuovo potere islamico di Mehmet il Conquistatore e dei suoi successori. 
Strategicamente i Sultani formarono o comunque favorirono la costituzione di un partito, quello dei devshirme, i cui aderenti in gran parte venivano reclutati in giovanissima età (addirittura da bambini) dopo averli sottratti alle famiglie di origine "cristiana" per far svolgere loro anzitutto il servizio militare e per affidare sempre a loro successivamente le funzioni amministrative anche di rilevantissima importanza all'interno dell'apparato imperiale del Sultanato.

Contro questo partito, formato quindi da ex-cristiani che divenivano mussulmani in seguito alla formazione culturale ricevuta sin da ragazzi e ormai aggressivi e feroci contro i cristiani, stava il partito dei patrizi o dell'aristocrazia turca che spesso si vedeva scavalcato nell'occupazione delle più alte cariche del nuovo stato islamico.

Nel partito dei devshirme di Istambul, sin da ragazzo quando fu sottratto alla propria famiglia cristiana albanese ed  educato all'islamismo, fece parte per ben venti anni Giorgio Castriota, colui che (avvedutosi da adulto della strategia cultural-espansiva anticristiana della Corte di Istambul) diventerà l'eroe  della cristianità nei balcani e terrà in scacco per molti anni gli eserciti ottomani, il cui obiettivo finale era, e resterà ancora per decenni, Vienna, nuovo simbolo di resistenza della cristianità dopo la caduta di Costantinopoli.

giovedì 25 ottobre 2018

Siamo arbëreshëi (albanesi d'Italia o anche italo-albanesi). Ma da anni vicini non vediamo volontà politica e convincimento generale per una seria salvaguardia

Risponde ... ad una esigenza di giustizia che i Poteri Pubblici 
portino il loro contributo nel promuovere lo sviluppo umano 
delle minoranze con misure efficaci a favore 
della loro lingua, della loro cultura, del loro costume, 
delle loro risorse ed iniziative economiche. 
Giovanni XXIII
Dalla lettera enciclica “Pacem in terris”  
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(1)
In questa pagina tratteremo di: I-d-e-n-t-i-t-à, a beneficio  dei pubblici poteri locali (amministratori comunali e consiglieri), dei cittadini e dei politici di ogni livello regionali o nazionali, perchè si adoperino seriamente nei termini dell'ARTICOLO 6 DELLA COSTITUZIONE E DELLA LEGGE N.482/1999 etc. per la salvaguardia e la valorizzazione dell'arbëreshë. 
Lo faremo con riflessioni storiche, giuridiche, politiche,  di fede e pure con le espressività popolari etc. etc.
Valide insegnanti -amiche di chi scrive-, qui a Contessa si sono cimentate nella sincera e ferma volontà di salvaguardare lingua e tradizioni arbëreshë nelle scuole pubbliche. I risultati seppure apprezzabili dicono che le attuali poche ore previste nella programmazione scolastica andrebbero coadiuvate con incentivi  ed aspettative di rilievo sia culturale che soprattutto sociale, di alto spessore e tali da bloccare i flussi migratori dei giovani. 

Le amministrazioni locali in un passato non lontano hanno innopportunamente  puntato persino sulle festicciole, assolutamente non proficue allo scopo, finanziate con denaro dell'Unione Comuni. 
A nulla, proprio a nulla, sono servite, nè potevano servire, le manifestazioni pubbliche in piazza per la tutela linguistica. Non hanno alcuna pertinenza.


Sarebbe il caso, se esiste una volontà politica, che si cambiasse musica almeno con l'Amministrazione recentemente insediatasi. 
Si tratta di ricominciare ad imparare l'arbëreshë, che sempre meno ragazzi oggi conoscono. La Costituzione e più norme statali e regionali lo prevedono e sotto certi aspetti lo esigono. Alcune norme regionali portano le impronte del nostro concittadino Francesco Di Martino.

Su questa pagina informeremo, commenteremo e se sarà il caso criticheremo l'innocuità e l'inutilità del denaro pubblico destinato a manifestazioni di scarso effetto rispetto allo scopo di civiltà costituzionalmente tutelato. 
Seguiremo per il nostro intento umano e socio-culturale il contenuto di alcune tesi di laurea in giurispudenza/lettere, di cui ovviamente indicheremo via via gli autori.  

La presente pagina, come tutte le altre, è aperta all'apporto di chi lo desidera. 

Il cittadino e l'Organizzazione civica - 15/2-

Semplici segnalazioni

(ed in spirito di collaborazione con le Autorità preposte)

Il fine ?
s-e-n-s-i-b-i-l-i-z-z-a-r-e

-Coinvolgere nei temi della politica, nei temi di interesse collettivo, quanta più gente possibile.
-Far dibattere e riflettere sulla vita cittadina e sperare -anche per questa via- che il domani sia sempre migliore e più audace in direzione della crescita piuttosto che del declino che purtroppo da un paio di decenni sembra irreversibile.

Più gente si occupa di politica, della cosa pubblica, più speranza esiste di trovare una svolta positiva per uscire dalla stagnazione e rimediare alla fuga dei giovani.
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A T T I V I T A'   A M M I N I S T R A T I V A 
(10)



IL PAESE SENZA DISTRIBUTORE DI BENZINA,
E CON VIABILITA’ A MODO DI TRAZZERE
La problematica dell’impianto carburanti è stata oggetto di campagna elettorale: Anna Fucarino, candidata a Sindaco, aveva promesso che fra le prioritarie iniziative della sua eventuale amministrazione ci sarebbe stata quella di creare le condizioni per una gestione economica (quindi redditizia) del distributore.
Ad incidere in un pieno di benzina –per i contessioti- oggi non  è tanto il costo entro cui insistono accise e varie voci da pagare. La spesa per un pieno, qui da noi, va caricata pure del costo della benzina che di volta in volta serve per arrivare al distributore. 

Lo sappiamo tutti che l’ultimo impianto che era rimasto attivo da alcuni mesi dopo averci soddisfatti a singhiozzo (periodi apertura e poi di chiusura) è da settimane nuovamente chiuso.
A) L’Amministrazione Comunale in carica, come avrebbe voluto fare Fucarino, ha il dovere civico di riflettere, studiare e avviare delle iniziative. Iniziative politico-amministrative intendiamo: non rientriamo infatti fra coloro che immaginano un Comune-Imprenditore.
B) Se l’Amministrazione Comunale non riesce a convincere i livelli di governo superiori  a mettere mano al ripristino della disastrata viabilità esterna  è bene per essa e per la cittadinanza applicarsi ad immaginare in qualche modo su come «Aprire al più presto un distributore».  
Per rifornirci attualmente  siamo costretti a percorrere non meno di dieci chilometri o forse di più per raggiungere Sambuca di Sicilia, Chiusa Sclafani e/o Bisacquino. Un pieno costa almeno due/tre euro in più.  
A conti fatti, l’assenza di un distributore equivale a un’imposta aggiuntiva, che si somma alle tanto contestate accise sul carburante. 

RIMPASTO IN GIUNTA E NUOVI INGRESSI IN CONSIGLIO
L'elettorato si è espresso meno di cinque mesi fa. La squadra vincente adesso dopo avere perso già un assessore, Josella Cuccia, persona addentro alla vita comunale per numerosi mandati e che risulta abbia motivato le dimissioni oltre che per ragioni private anche con argomentazioni politico-amministrative, ha pensato di ridistribuire gli spazi municipali con accorgimenti della politica risarcitoria nei confronti dei non eletti.
L'Amministrazione di Leonardo Spera ha nominato il nuovo assessore nella persona di Luigi Verardo, giovane simpatizzante in formazioni della sinistra politica che in giunta si ritroverà a lavorare col Vice-Sindaco Cicchirillo (militante della destra "Bellissima", quella del Presidente Musumeci). Carolina Lala,  è il terzo assessore.
Voci pervenute al Blog riferiscono che sia Luigi Verardo che Antonino Cicchirillo si sarebbero inoltre dimessi da consiglieri comunali per assolvere esclusivamente al ruolo di assessori in giunta e per consentire l'ingresso nell'Aula Francesco Di Martino ai due bocciati della lista  Contessa Si-può dell'11 giugno scorso: Benanti Ciro e Stranci Pietro

Il cittadino e l'Organizzazione civica -15-

Semplici segnalazioni

(ed in spirito di collaborazione con le Autorità preposte)

Il fine ?
s-e-n-s-i-b-i-l-i-z-z-a-r-e

-Coinvolgere nei temi della politica, nei temi di interesse collettivo, quanta più gente possibile.
-Far dibattere e riflettere sulla vita cittadina e sperare -anche per questa via- che il domani sia sempre migliore e più audace in direzione della crescita piuttosto che del declino che purtroppo da un paio di decenni sembra irreversibile.

Più gente si occupa di politica, della cosa pubblica, più speranza esiste di trovare una svolta positiva per uscire dalla stagnazione e rimediare alla fuga dei giovani.
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A T T I V I T A'   A M M I N I S T R A T I V A 
(9)

Lavoro occasionale

l'Inps ha fornito importanti e dettagliate istruzioni per favorire la corretta gestione delle prestazioni di lavoro occasionale nel quadro delle nuove disposizioni introdotte dal decreto dignità. 

COSA PREVEDE PER GLI ENTI LOCALI ?

Lo specifico regime prevede che ferma restando l'applicabilità della disciplina in questione esclusivamente alle Pubbliche Amministrazioni (art. 1, co. 2, d.lgs. n. 165/2001), viene introdotta la possibilità di indicare nella dichiarazione preventiva un monte orario complessivo presunto con riferimento a un arco temporale non superiore a dieci giorni consecutivi.

Nella dichiarazione preventiva della prestazione l'utilizzatore dovrà fornire le informazioni relative a dati anagrafici e identificativi del prestatore, luogo e oggetto della prestazione, data di inizio e monte orario complessivo presunto e compenso pattuito nei limiti di legge.

La comunicazione va fatta tramite il calendario giornaliero gestito attraverso la procedura INPS e andrà trasmessa almeno un'ora prima dell'inizio della prestazione. La misura del compenso è liberamente fissata dalle parti nel rispetto di minimi stabiliti (per ogni ora di prestazione lavorativa non potrà essere inferiore a 9,00 euro e l'importo del compenso giornaliero non potrà essere a 36,00 euro, anche per una prestazione giornaliera di durata effettiva inferiore a quattro ore).

E' prevista la possibilità di dichiarare in procedura anche il numero di giornate di lavoro che presuntivamente verranno rese nell'arco temporale indicato. Si può procedere alla revoca della dichiarazione inoltrata e incrementare il numero di ore inserite in procedura.

Enti locali e contratto di prestazione occasionale

Gli Enti locali possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale, nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e fermo restando il limite di durata di cui al comma 20, dell'articolo 54-bis, del d.lgs. n. 50/2017, esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali:

- nell'ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali;
- per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
- per attività di solidarietà, in collaborazione con altri Enti pubblici e/o associazioni di volontariato;
- per l'organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli.

Le cose che ci fanno ridere ... e quelle che non capiamo


Il Ministro dell'Economia TRIA
Vorremmo chiedergli: come si concilia il suo
allarme sullo spread e sul conseguente impatto sulle
 banche e sulle famiglie
 col fatto che l'aumento dello spread è conseguenza
 della legge di bilancio che porta la sua firma?
Questo ministro quante parti diverse in commedia
riesce a recitare ?





















ESSERE CONSAPEVOLI DEI DANNI
ma far prevalere il risentimento verso l'Europa,
entro cui (fra i tanti benefici) lavorano circa 5milioni di migranti
italiani.



                                               












LA DIFFICILE SITUAZIONE DI BERLUSCONI E MELONICostretti a fare buon viso a cattivo gioco.































GIANNELLI METTE IN CHIARO:
-DI MAIO è un Pinocchio-bugiardo: verbalizzava e sosteneva in tv di
non conoscere il testo, che comunque non avrebbe firmato ......
CONTE è .... il gatto
SALVINI è .... la volpe con una lunga coda.

SUL PERCHE' DI MAIO ABBIA MANGIATO MENO DI TUTTI E' OVVIO
Salvini nei sondaggi pare stia succhiando una buona fetta di
elettorato M5S

                                                                                                                                                              
UN BRANO:
Dopo l'avventura con Mangiafuoco, Pinocchio stava per tornare a casa da suo padre quando all'improvviso sbucarono davanti a lui il Gatto e la Volpe che cercavano di convincerlo ad andare nel campo dei Miracoli.
Il Gatto e la Volpe si avvicinarono a Pinocchio in modo convincente ed elegante per fargli sembrare delle vere persone e per far incuriosire Pinocchio. Il burattino quando guardò quelle "persone" si incuriosì anche lui. Allora la Volpe iniziò il proprio discorso dicendo che se andava al campo dei miracoli i suoi 5 zecchini diventavano improvvisamente 100 1000 o anche 2000. Pinocchio doveva solo piantare gli zecchini e sarebbe successa la magia. Infine dal modo di parlare e dal modo di convincere, l'astuzia della Volpe vinse sulla volontà di Pinocchio.
Il Merlo cercò di mettere in guardia Pinocchio, ma fu ucciso dal Gatto (il finto cieco). Pinocchio cadde nella trappola, finendo per credere alla Volpe.

Dissero ... ...


«Con la lettura mi abituai a guardare il mondo con cento occhi, anziché con i miei due soli, e a sentire nella mia testa cento pensieri diversi, anziché il mio solo pensiero».
Sebastiano Vassalli
scrittore
24 ottobre 1941-26 luglio 2015

mercoledì 24 ottobre 2018

Sergio Mattarella e Ilir Meta in visita alle comunità arbëreshë di Calabria

Visite del presidente

Sergio 

Mattarella

e del presidente d'Albania,

Ilir Meta, 

a S. Demetrio Corone il 7 Novembre 2018.


(riceviamo e volentieri pubblichiamo)


 



Hanno detto ... ...

Non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai 
combattuto. La sconfitta non rende ingiusta 
una causa. 
(Alberto Moravia)

PIERLUIGI CASTAGNETTI, già parlamentare

Comunque posso assicurare, per conoscenza diretta e disinteressata, che i due sindaci uscenti di Bolzano e Trento erano dei signori sindaci. Ce ne fossero!
Ma, come si è dimostrato, conta poco, quando l’onda populista trascina tutto
Mi rende triste il pensiero che per decenni gli elettori cattolici abbiano rappresentato l’elemento di equilibrio e pacificazione del paese e che oggi si facciano suggestionare, come gli altri, da un’idea di politica divisiva, violenta e a rischio di deriva autoritaria.
ANGELO CIOCCA, parlamentare Europeo "Lega"
A Strasburgo, HO CALPESTATO (con una suola Made in Italy!!!) la montagna di BUGIE che Moscovici ha scritto CONTRO il NostroPaese !!! L’Italia merita RISPETTO e questi EuroImbecilli lo devono capire, non ABBASSIAMO PIÙ LA TESTA !!! Ho fatto bene ???

CARLO CALENDA, parlamentare
Rivolto a Ciocca: Hai solo fatto una figura da imbecille in diretta televisiva. Più serio sarebbe stato prenderti a scarpate in testa. Purtroppo visto che rappresenti l’Italia il discredito cade un po’ anche su di noi. Vai a lavorare che ti paghiamo un sacco di soldi.

PIERRE MOSCOVICI, componente la Commissione Europea
L’épisode de la « chaussure 👞 made in Italy » est grotesque. Au début on sourit et on banalise parce que c’est ridicule, puis on s’habitue à une sourde violence symbolique, et un jour on se réveille avec le fascisme. Restons vigilants! La démocratie est un trésor fragile.

ROBERTO REALE,
Nei talk ci dicono che la "guerra all'Unione Europea" serve a prendere voti al prossime europee.
Ma per fare cosa?
L'Alleanza con i sovranisti. Sicuro?
L'austriaco Kurz ha detto "non siamo disposti a pagare debiti di altri". Figurati Orban.
La guerra è contro tutti, senza alleati.
Vincere e vinceremo.
MATTEO RENZI, già premier
L'Europa boccia la manovra e la reazione leghista è immediata: un eurodeputato pesta in diretta "con una scarpa Made in Italy" gli appunti del Commissario Europeo. Siamo oltre il ridicolo. Per i giornalisti internazionali è una farsa, per le famiglie italiane è una tragedia.
AUGUSTO MINZOLINI, girnalista, già parlamentare
Crolla una scala mobile della metro e una ragazzina di 16 anni stuprata e assassinata in un edificio abbandonato regno di spacciatori. Strutture in disarmo e luoghi che ricordano i miserabili di Victor Hugo.
Questa è Roma al tempo della decrescita felice grillina.

ENRICO MENTANA, giornalista
Roma sta male, malissimo, ed è un problema comune, che non si affronta a colpi di accuse reciproche tra fazioni, da Romolo alla Raggi. I problemi sono radicati, ma nessuno si può chiamar fuori dalle responsabilità, chi ha governato la città in passato, e nemmeno chi la governa da ormai più di due anni. Il rimpallo delle colpe è lo sport preferito della politica, ma ai feriti della scala mobile, ai familiari di quella povera Desirée, a chi vive nel terrore e nel degrado delle periferie, a chi fa lo slalom tra i rifiuti e le buche interessano le assunzioni di responsabilità, non i sempre più patetici scaricabarile

Il cittadino e l'Organizzazine civica -14-

 Semplici segnalazioni

(ed in spirito di collaborazione con le Autorità preposte)

Il fine ?

s-e-n-s-i-b-i-l-i-z-z-a-r-e

-Coinvolgere nei temi della politica, nei temi di interesse collettivo, quanta più gente possibile.
-Far dibattere e riflettere sulla vita cittadina e sperare -anche per questa via- che il domani sia sempre migliore e più audace in direzione della crescita piuttosto che del declino che purtroppo da un paio di decenni sembra irreversibile.

Più gente si occupa di politica, della cosa pubblica, più speranza esiste di trovare una svolta positiva per uscire dalla stagnazione e rimediare alla fuga dei giovani.
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A T T I V I T A'   A M M I N I S T R A T I V A 
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Il Piano di Protezione Civile

A Contessa Entellina il Piano di Protezine Civile esiste ?

Angelo Borrelli, capo della Protezione civile:
“Quando ho assunto l’incarico di capo di Protezione civile, l’8 agosto 2017, la percentuale dei Comuni che aveva un Piano comunale di Protezione civile era all’84%, oggi siamo all’88%. Quello che ancora non è definito è quanti di questi piani siano aggiornati. 
Il 12% dei Comuni senza un Piano, però, è intollerabile. E farò di tutto perché i Sindaci provvedano a redigerli. Se c’è da fare qualche investimento credo che dovremmo essere disposti a supportare i Sindaci per trovare le professionalità per l’aggiornamento dei piani”. Lo ha affermato Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, in audizione in commissione Ambiente sul crollo del ponte Morandi e sulla piena delle gole del Raganello in Calabria.

In Provincia di Palermo hanno un Piano di emergenza:

Aliminusa
Altavilla Milicia
Balestrate
Bisacquino
Borgetto
Caccamo
Caltavuturo
Campofelice di Roccella
Camporeale
Capaci
Carini
Castellana Sicula
Cefalù
Collesano
Gangi
Godrano
Lercara Friddi
Marineo
Misilmeri
Monreale
Palazzo Adriano
Palermo
Partinico
Petralia Sottana
Polizzi Generosa
Pollina
Prizzi
Ustica
Villafrati

martedì 23 ottobre 2018

Flash sulla nostra Storia

I matrimoni anteriori alla modernità

Scavare nella Storia della Sicilia del cinquecento/seicento, ed anche oltre più vicino ai nostri giorni, fa scoprire stili di vita e di sopravvvenza che nessuno di noi contemporanei del XXI secolo immagina e/o riesce a ritenere possibili.

Erano tempi quelli in cui nè per gli uomini nè per le donne  era concepibile scegliere liberamente il coniuge. 
Le decisioni su questo versante della vita erano prese dai genitori e/o dalle famiglie d'origine dei futuri sposi. Questo accadeva sia nelle famiglie abbienti  sia in quelle contadine.
Si trattava sostanzialmente di definire i termini di un contratto che peraltro e soprattutto doveva mirare a consolidare una alleanza tra famiglie. Da qui l'espressione di dover allargare  il "parentado" verso settori sociali precisi della società entro cui si viveva allora.
Non aveva importanza secondaria, nella definizione del contratto, oltre all'acquisione di un nuovo "parentado", la "dote" assegnata ai due sposi dalle famiglie di origine.

E' interessante scoprire -quando scaviamo nella Storia- che era il contratto fra le famiglie (con l'intervento del notaio, figura allora presente in ogni comunità (che si trattasse Università, per i paesi feudali  Città, per quelle demaniali), a sancire il matrimonio, ossia l'alleanza fra famiglie.

La religione e il matrimonio in Chiesa non esistevano per nulla su questo versante della vita sociale. 
Sarà solamente dopo il Concilio di Trento (1561) che il matrimnio riacquisirà significato sacramentale. Fino ad allora nell'Occidente cristiano il matrimonio non era inteso come una questione di competenza della Chiesa. Nell'Oriente Ortodosso invece l'aspetto religioso del matrimonio era consolidato sin dai Padri della Chiesa.
Questo spiega il perchè nelle Parrocchie siciliane, al pari dell'intera Europa continentale cattolica e protestante, i registri parrocchiali di matrimonio sorgono alla fine del Cinquecento e quelli di stato civile e pubblici addirittura nell'Ottocento.

E l'amore ?
Nel contesto descritto, essendo il matrimnio un contratto notarile fra famiglie, non contava nè il consenso dei prossimi coniugi, nè la scintilla amorosa fra questi. Ancor meno l'appagamento sessuale.