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domenica 3 aprile 2016

Povertà. E' in crescita e all'orizzonte non si intravede nulla di buono

CONQUISTE DEL LAVORO
Il rischio di povertà in tutta la regione riguarda il 40,1% delle persone, il 26% si trova in gravi condizioni di deprivazione, Palermo è il terzo comune dove vive il maggior numero di persone senza dimora (il 5,7%, terza dopo Milano e Roma). Oltre 3 mila nel capoluogo le persone che hanno chiesto l'intervento dei centri d'ascolto e servizi ma è ben più alto il numero delle persone, quasi 30 mila, che hanno ricevuto l'assistenza alimentare tra Palermo e provincia (18.500 in città dei quali oltre 16 mila gestiti direttamente dalla Caritas, 10.500 in provincia), a Trapani sono stati ben 10 mila. 
Ad incidere fortemente nell'aumento del disagio sociale è il dato della disoccupazione se la media nel capoluogo siciliana è del 23,16% aumentata nell'ultimo anno di 3 punti percentuali, quella dei giovani sale a quasi il 60%. 
A Trapani, i giovani senza lavoro sono oltre il 50%, la media è del 20,6. Circa 3 mila sono i senza dimora a Palermo, la maggior parte sono italiani. Da qui l'allarme e la proposta della Cisl Palermo Trapani, "un coordinamento territoriale contro la povertà fra tutti i soggetti locali coinvolti nella gestione del disagio sociale, dai comuni, ai sindacati, al terzo settore, la Caritas, così come previsto dalla proposta avanzata dall'Alleanza nazionale contro la povertà con il Reis, il reddito di inclusione sodale" spiega il segretario Daniela De Luca. "Una rete locale che affianchi i comuni, titolari dell'erogazione dei contributi di sostegno, per una presa in carico delle famiglie in difficoltà, sostenendole nel percorso di inclusione sociale, dall'inserimento professionale, all'intervento nei casi di dispersione scolastica e anche ai consulti psicologici, nei casi particolari". E ancora. "Chiediamo ai comuni -aggiunge De Luca- di attivarsi per creare una rete locale sull'esempio di quella nata nel 2014 a Torino per mettere insieme, esperienze, servizi, capacità nel trattare ¡I fenomeno della povertà e occuparsi dell'inclusione sociale. Finora è mancato un reale coordinamento fra i soggetti che, invece, unendo le forze possono davvero assistere le persone in difficoltà". La perdita di un lavoro stabile insieme alla separazione dal coniuge, si confermano come gli eventi più rilevanti del percorso di progressiva emarginazione che conduce alla condizione di "senza dimora" e di nuovi poveri. 
A fornire assistenza sono soprattutto le associazioni di volontariato. La Caritas, ad esempio, dove le persone registrate a Palermo nel 2015 sono state 3.038 alle quali è necessario aggiungere gli immigrati accolti durante i 19 sbarchi avvenuti nello stesso anno, circa 1.700. 
Nel 2015 in aumento le problematiche abitative causate da sfratti per morosità incolpevole. Si tratta di famiglie che a causa della perdita di lavoro, di un lutto o di una situazione di grave malattia si trovano nell'impossibilità di pagare un affitto. Ad aggravarsi, dunque è la situazione debitoria. 
Stesso quadro a Trapani dove, solo lo scorso anno, hanno ricevuto assistenza presso gli sportelli Caritas 1.873 persone e hanno ricevuto la distribuzione di alimenti in ben 9.501. Dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando la disponibilità a fare rete "è fondamentale partire da questo incontro per avviare un percorso da costruire insieme". L'assessore comunale alla Cittadinanza sociale Agnese Dulia, punta l'attenzione sulla necessità di una progettualità a lungo periodo contro le emergenze. 
"Nell'ultimo triennio il fondo nazionale di politiche sociale è stato tagliato di un terzo è necessario avere maggiori risorse". Per l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Trapani Michele Cavarretta "la situazione è grave, noi ci siamo attivati per ricevere in assessorato le richieste dei cittadini, ma non solo contributi economici, ci siamo impegnati anche in percorsi di accompagnamento al lavoro". 
Dalle associazioni di volontariato la conferma dell'aumento della condizione di indigenza. "C'è sempre una maggiore esigenza di casa a Palermo, dei 3 mila senza dimora la maggior parte sono italiani commenta Giuseppe Mattina della Federazione italiana delle organizzazioni per i senza dimora -. Se non c'è la casa, non può esserci nessuna forma di accompagnamento e inclusione sociale". 
Il presidente della Caritas Palermo Sergio Mattaliano punta il dito contro l'assistenzialismo. "E' anche un fenomeno culturale, la gente non vuole uscire fuori dall'assistenzialismo, vuole essere mantenuta e spesso a molti fa comodo mantenere questo sistema. Oggi accompagnare all'autonomia è possibile". Inoltre. "C'è un livello di diritti che attiene alla dignità dell'uomo, la questione sociale è antropologica noi ci occupiamo di circa 140 clochard-afferma il rappresentante della comunità di Sant'Egidio, Vincenzo Ceruso - spesso si tratta di persone che sono passate da vita normale aduna totale invisibilità, bisogna ricostruire percorsi individuali di rinascita". 
Le risorse vanno spese al meglio, ribadisce Mimmo Milazzo segretario Cisl Sicilia. "In Sicilia - spiega - non si vede ancora la luce e la povertà è aumentata, non c'è stato un vero coordinamento sulle politiche sociali e serve una regia per l'utilizzo delle risorse disponibili. Attendiamo ancora, inoltre, che l'Assemblea regionale siciliana affronti il ddl sulla povertà e che vengano usati al meglio i fondi Pac". 
A concludere Maurizio Bernava segretario nazionale Cisl: "II governo nazionale per la prima volta ha scelto di affrontare il tema della povertà con un piano, c'è la traccia giusta ma bisogna evitare che si trasformi in una ennesima forma di assistenzialismo. Per questo bisogna fare una programmazione unica verso i veri obiettivi strategici contro la povertà. Chiederemo al governo maggior risorse, per i prossimi 4 anni serviranno almeno 7 miliardi e bisogna programmare un modello di intervento che finora è mancato".