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giovedì 14 aprile 2016

Hanno detto ... ...

MATTEO RENZI, premier
“Il Ponte sullo Stretto è un opera che si farà sicuramente ma dopo che saranno state fatte altre opere prioritarie. Ci sentiamo dopo il 22 dicembre quando inauguriamo la Salerno-Reggio Calabria”

SERGEI LAVROV, ministro degli esteri russo
 “Stiamo osservando una crescita senza precedenti delle attività militari dalla fine della ‘guerra fredda’ e della presenza della Nato sul cosiddetto fianco orientale dell'alleanza, con l'obiettivo di mettere pressione militare e politica sulla Russia. Tutto questo è accompagnato da una campagna propagandistica aggressiva tesa a demonizzare la Russia”,
“La Russia non ha intenzione e non verrà trascinata in uno scontro senza senso, e siamo convinti che non c’è alcuna alternativa a una cooperazione europea reciprocamente vantaggiosa in materia di sicurezza”

HANS PETER DOSKOZIL, ministro della difesa austriaca
Esiste la possibilità di chiudere la frontiera del Brennero con l'Italia nel caso la pressione dei migranti creasse "una situazione estrema".

GIORGIO NAPOLITANO, già Presidente della Repubblica
"l'astensione - dice intervistato da Repubblica - è un modo di esprimere la convinzione dell'inconsistenza e della pretestuosità di questa iniziativa referendaria".
 "Non si possono dare significati simbolici a un referendum. Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati. Non è questo il caso". 
"se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull'inconsistenza dell'iniziativa referendaria". 
Sul referendum di Ottobre: modifica costituzinale
"Gli allarmi per la democrazia e la libertà sono usati al solo fine di bloccare un rinnovamento da tempo lungo atteso e dalle parti più diverse considerato necessario. Che giunge già con grave ritardo". 
"Svilupperò autonomamente la mia partecipazione al confronto referendario considerando impropria la mia collocazione in un comitato". 
"Non è essenziale - precisa poi l'ex presidente della Repubblica - chi potrebbe essere il primo alfiere per lo schieramento. Quello che conta è una ricca, aperta e concreta ricerca di argomenti sul merito della riforma".
"è stato giusto che Renzi, alla Camera, abbia riconosciuto delle criticità" nel testo "ma è un fatto che nel lungo percorso avviato dal governo Letta e perseguito in oltre due anni non sono mai stati proposti seriamente modelli alternativi". Nulla da correggere dunque?, chiede l'intervistatore. "Bisogna soprattutto farla una riforma come quella approvata - spiega Napolitano - eppoi impegnarsi per una migliore attuazione. A questo punto dovrebbero partecipare, una volta confermata la legge col refenrendum, anche i gruppi politici che la osteggiano".