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venerdì 25 luglio 2025

Avviso

Nel pomeriggio di domani, sabato 26 luglio, dalle 17,oo, Caterina Pollichino, segretaria Inca-Cgil del Corleonese, sarà nei locali di  via Cucci 11, a Contessa Entellina, a beneficio di chi ha problematiche sindacali da sottoporle e di chi già ha prenotato un appuntamento.

Siamo arrivati all’Intelligenza Artifciale

  Riconosco in partenza che nel voler affrontare un argomento così “nuovo” nel mondo degli uomini e così “innovativo”, come conduttore del blog, non sono veramente abbastanza preparato. È però da un po’ di giorni ho ritenuto che se non comincio ad interessarmi resterò indietro e non riuscirò’ a seguire le prossime mete verso cui punta l’umanità.

* * *


I sistemi di I.A. possiedono
un'intelligenza

 simile a quella umana, in grado di
apprendere, ragionare e risolvere
problemi in diversi contesti.


Sul blog proveremo a capirne
almeno qualcosa.



(1)  Platone in una delle sue opere (Fedro) riferisce dell’invenzione della scrittura, quel mezzo-processo che ai nostri giorni appare quale mezzo, ovvio, quasi naturale di comunicare i nostri punti di vista agli altri, in fondo pensandoci bene non è altro che una “tecnologia” della parola, e allora quando l’uomo seppe metterla in atto fu ritenuta una vera e propria “rivoluzione della comunicazione” rispetto all’esclusiva oralità. La scrittura, allora, ha superato i limiti della memoria umana. Con l’invenzione della scrittura, l’uomo riuscì a superare i limiti della memoria umana e riuscì pure a far arrivare il suo pensiero in regioni e luoghi lontani dalla sua residenza.

 Socrate, secondo quanto sappiamo attraverso Platone, non fu contento di quel grande balzo in avanti dell’umanità e con lui non fu contento il monarca egiziano Thamus. Entrambi ci lasciarono questa convinzione: “la scrittura non migliorerà la memoria degli umani, ma la indebolira’  in  quanto da adesso essi si affideranno a quei segni scritti. Da adesso gli uomini smetteranno di ricordare e di riflettere su ogni questione che si presenterà a loro si limiteranno a leggere ciò che sta scritto”. Come per tutte le innovazioni nella storia degli uomini, le diffidenze non mancarono nemmeno a quei primordi di civiltà.

  Ai nostri giorni sappiamo che la scrittura ha dato un grande balzo all’affermarsi delle prime civiltà umane ed è ancora oggi alla base dell’attuale vivere umano.

  Proveremo a capire di cosa si tratta quanto, adesso, ci riferiscono e ci inducono a presentarci i grandi balzi della “Intelligenza artificiale”.

(Segue)

Parole ricorrenti sui media

 Dittatura, Se la Costituzione di uno Stato è democratica, può essere definita dittatura ogni sospensione eccezionale dei principi democratici, ogni esercizio del potere statuale che prescinda dal consenso della maggioranza dei cittadini. Se questo esercizio democratico del potere assurge a ideale politico valido in generale, e’ dittatura allora ogni Stato che non rispetta il principio liberale dei diritti inalienabili dell’uomo e della libertà, rientrerà nella categoria di “dittatura” qualsiasi violazione di tali diritti, fosse pure con il consenso della maggioranza. In tale senso dittatura può significare una eccezione rispetto a principi democratici o liberali, non necessariamente rispetto ad entrambi. Viene perciò chiamata dittatura lo stato d’assedio perché comporta la sospensione di prescrizioni positive della costituzione; se ci poniamo in un’ottica rivoluzionaria, il termine dittatura può essere applicato all’ordine esistente nel suo complesso, operando così una trasposizione del concetto dal terreno del diritto pubblico a quello politico.

Vita e futuro in territorio di Sicilia (7)


Vivere nell’entroterra siciliano

Contessa Entellina 

18) In Italia il sindaco è considerato un pubblico ufficiale, poiché esercita una funzione pubblica amministrativa secondo il codice penale. In particolare, la figura del sindaco è un organo monocratico, ovvero un singolo individuo, eletto dai cittadini, che rappresenta l'ente locale (comune) e ne è il responsabile della conduzione politico-amministrativa. 

18-1) In cosa consiste la Funzione pubblica? in quanto organo del comune, svolge funzioni amministrative che riguardano la gestione e l'organizzazione del territorio e dei servizi comunali. 

18-2) Dispone di Poteri autoritativi: nell'esercizio delle sue funzioni, può emanare atti che hanno valore e forza di legge a livello comunale, come ordinanze e regolamenti. 

18-3) Possiede la Rappresentanza dell'ente: infatti rappresenta il comune in tutte le sue relazioni esterne, compresi i rapporti con altre istituzioni pubbliche e private. 

18-4) E’ responsabile della corretta gestione del comune e dei servizi erogati ai cittadini.

18-5)  Indossa la fascia tricolore con lo stemma del comune e della Repubblica Italiana, simbolo del suo ruolo di rappresentante dell'istituzione. 

18-6)  E’ Pubblico ufficiale: L’articolo  357 del codice penale definisce il pubblico ufficiale come colui che esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Il sindaco rientra in questa categoria in quanto esercita una funzione pubblica amministrativa.

giovedì 24 luglio 2025

Vita e futuro in territorio di Sicilia (6)

Vivere nell’entroterra siciliano

Contessa Entellina  

13) Strumento fondamentale per il procedere degli enti locali (=i comuni e/o le province) e’ il Bilancio triennale. Attraverso esso i comuni e le province programmano la loro attività amministrativa nel medio termine. E’ noto anche come il bilancio di previsione finanziario, è obbligatorio per legge e deve essere approvato entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello di riferimento, o come avviene frequentemente entro il termine prorogato con decreto ministeriale. 

14) assolve a una duplice funzione: a) autorizzatoria, in quanto stabilisce i limiti di spesa per i tre successivi anni, e di b) programmazione, poiché definisce  gli obiettivi che l’ente intende raggiungere e le relative risorse finanziarie. La Giunta è responsabile della definizione degli  obiettivi e della definizione del bilancio.

15) Il bilancio triennale si compone di due parti principali: 1) il bilancio di previsione finanziario che indica le previsioni di entrata e di spesa per ciascuno dei tre anni, con dettagli per il primo anno e sintesi per i successivi due.2) il documento unico di programmazione (Dup) 
che definisce le linee strategica dell’azione e gli obiettivi di medio termine. 
16) Il bilancio triennale è sostanzialmente uno strumento fondamentale per la gestione delle finanze locali e per la pianificazione delle attività degli enti locali, e la sua approvazione tempestiva è cruciale per garantire la corretta gestione finanziaria dell'ente. Va redatto nel rispetto dei principi di veridicità, attendibilità e sostenibilità, e deve essere in equilibrio, ovvero le entrate devono coprire le spese. 
17) Dove trovare il bilancio di previsione del nostro Comune ? La risposta più ovvia è nell’ufficio segreteria oppure ragioneria di ciascun municipio. Essi sono comunque disponibili sulla piattaforma Open Bilanci, che permette di consultare, confrontare e scaricare i dati. Inoltre, è possibile trovare il bilancio di previsione nella sezione dedicata alla trasparenza amministrativa o nelle aree finanziarie del sito web ufficiale di ciascun comune. Sperando che funzionino, ovviamente.

Cultura, politica, diritto,economia

 1789

Nel Settecento, con l’Illuminismo, fu affermato un diritto “sacrosanto”, dopo secoli e millenni di schiavitu’ prevista e autorizzata dagli Stati, quello che fu definito “il bene di vivere bene”. 

  Si sarà probabilmente trattato di un traguardo ancora oggi utopistico per la stragrande maggioranza dell’umanità. E però e’ da tutti ritenuto un diritto sacrosanto della persona umana.

mercoledì 23 luglio 2025

Vita e futuro in territorio di Sicilia (5)

Vivere nell’entroterra siciliano

Contessa Entellina 

11) I comuni hanno l'obbligo di istituire e gestire un albo pretorio online, come stabilito dall'art. 32, comma 1, della Legge 69/2009. Questo significa che gli atti e i provvedimenti che devono essere portati a conoscenza del pubblico devono essere pubblicati anche in formato digitale sul sito web istituzionale del comune, oltre che, eventualmente, in forma cartacea. 

12) L'albo pretorio elettronico contiene una vasta gamma di documenti, tra cui:

  • Deliberazioni: atti adottati dagli organi dell'ente pubblico, come giunta e consiglio.
  • Bandi di gara e contratti: informazioni su appalti e contratti pubblici. 
  • Avvisi e comunicazioni: informazioni di interesse generale per la cittadinanza. 
  • Provvedimenti: atti amministrativi di varia natura. 
  • Documenti per la trasparenza: atti e informazioni che rientrano nell'ambito dell'amministrazione trasparente. 
  • Avvisi e comunicazioni: informazioni di interesse generale per la cittadinanza. 
  • * * * 
  • Finalità: L'albo pretorio online ha lo scopo di garantire la trasparenza e l'accessibilità delle informazioni pubbliche ai cittadini, permettendo loro di prendere visione degli atti e dei provvedimenti adottati dall'amministrazione comunale. 
  • Modalità di pubblicazione: Gli atti devono essere pubblicati nell'albo pretorio online in modo accessibile e facilmente consultabile, seguendo le indicazioni fornite dalla normativa di riferimento. 
  • Riferimenti normativi: Oltre alla legge 69/2009, si fa riferimento al Decreto legislativo n. 33/2013 e alle linee guida del Garante per la protezione dei dati personali in materia di trasparenza amministrativa. 
  • Termini di pubblicazione: Gli atti devono essere pubblicati per un periodo di tempo determinato, che può variare a seconda della tipologia di atto e delle disposizioni normative applicabili.
  • Differenza con la sezione "Amministrazione Trasparente": È importante distinguere la pubblicazione nell'albo pretorio online dalla pubblicazione nella sezione "Amministrazione Trasparente" del sito comunale, che ha finalità diverse (informare i cittadini e favorire il controllo) ma può includere anche atti già pubblicati nell'albo. 

Cultura, politica, diritto, economia

Italia 2025

Maturandi carenti nelle scuole italiane :
250 mila maturandi su cinquecentomila non sono sufficienti in Italiano e Matematica, al Sud la situazione è ancora peggiore.

Maturandi complessivi nelle scuole siciliane : Tra i licei, lo scientifico ha confermato la sua leadership con 6.367 maturandi, seguito dal classico (3.929), scienze umane (3.022) e linguistico (2.972). 

= = = = = =

Gli esseri umani e il sapere


Il fenomeno "più specializzazioni,
meno completezza del sapere
"
descrive la percezione che
un'eccessiva
enfasi sulla
specializzazione medica
possa portare
a una conoscenza
meno ampia e integrata della

medicina. 
In altre parole,
mentre la specializzazione
permette un approfondimento
in un campo specifico, potrebbe
 far perdere di vista il quadro
generale
della salute del paziente e
delle interazioni tra i diversi
sistemi del corpo








 Ad ogni specializzazione del sapere umano, più si accorcia la nostra visione delle cose del mondo.

Sento dire che tizio è un brav’uomo, che sa vivere nel contesto degli uomini, sa parlate bene e si presenta bene. Tutti vorremmo essere così e ottenere conseguentemente il consenso generalizzato.

 Roland  Barthes, saggista e critico letterario, sosteneva che non sono gli uomini a parlare la lingua, il linguaggio, ma è la lingua che presenta gli uomini; non siamo noi ma la nostra mente, la nostra cultura, le nostre passioni, negli aspetti di universali naturali, di prodotto sociale, e di loro esiti  individuali, a farci vedere e rappresentare il mondo così come lo conosciamo.  Tutto ciò vorrebbe significare che la visione delle cose del mondo che noi uomini abbiamo di esse, in condizioni normali, e’ per ciascuno una delle tante possibili.

 Sembrerà strano, ma in alcuni ambiti scientifici i modelli di rappresentazione della realtà, sebbene sia progredita la ricerca, anziché di ampliarsi, si sono man mano ristretti. In pratica più si amplia la specializzazione dei saperi e più si ampliano gli ambiti che ciascuno individualmente  va sviluppando e ancor più si va restringendo e rarefacendo il campo di osservazione di ciascun uomo piuttosto che ampliarsi (salvo alcune menti davvero illuminate).

 (Segue)

martedì 22 luglio 2025

Vita e futuro in terra di Sicilia (4)

Vivere nell’entroterra siciliano

Contessa Entellina 

Proviamo a tenerci
informati

Nei consigli comunali dei piccoli
comuni, le discussioni tributarie
assumono un'importanza particolare,
dato che spesso le entrate proprie
dei comuni dipendono in larga
misura dalle tasse e dai tributi locali. 
Questi enti, a differenza dei grandi
comuni, hanno una struttura
amministrativa più snella, e le
decisioni in materia tributaria possono
avere un impatto diretto sulla loro
capacità di fornire servizi ai cittadini




8) Il blog propositivo. Da quando stiamo sviluppando sul blog pagine a sfondo sociale, improntate all’educazione civica e alla politica locale stiamo incontrando lo entusiasmo da un versante e qualche cattivo pensiero da altro versante. Niente di straordinario. E’ la democrazia!  

9) Stiamo invogliando, ci proponiamo di invogliare, in quanto blog, i lettori a seguire oltre alle giravolte alla grande di Trump, pure la piccola vicenda amministrativa locale, di Contessa Entellina. Nessuno continui a pensare che recandosi una volta ogni cinque anni alle urne ha assolto al proprio dovere nei confronti della comunità. No! la politica che sia nazionale o locale è cosa importante per lasciarla in delega al personaggio, o ai personaggi, in voga al momento, o solamente a coloro che vincono la tornata elettorale e che pertanto vengono eletti. La cosa pubblica va sempre attenzionata perché ci appartiene, e’ nostra, di tutti coloro che qui viviamo. E’ tutto qui il sentimento che intendiamo diffondere attraverso il blog. Provando pure a mettere da parte pregiudizi e far prevalere logica e verità.

10) Secondo le dichiarazioni rese in Consiglio Comunale il 25 giugno u.s. dal dott. Taormina, funzionario comunale, la tariffa complessiva Tari 2025 prevede un incremento complessivo di 12.000 euro rispetto al 2024, che non dovrebbe però -secondo lui- ricadere su chi finora ha sempre pagato. Il Sindaco ha dichiarato che i l’incremento di 12mila euro dei ruoli di entrata non  ricadranno sui cittadini che finora hanno pagato, in quanto nell’elenco dei contribuenti 2025 sono stati aggiunte 500 nuove unità abitative, finora mai censite per il fine impositivo, e quindi da ritenere finora sfuggiti. Dichiarazione, che -per la verità- lascia l’amaro in bocca e piuttosto sbalorditi, quella del Sindaco.

Noi uomini

I ricordi non sono copie esatte della realtà,
 ma ricostruzioni create dalla nostra mente,
influenzate da emozioni, esperienze
successive e persino desideri attuali
.



 Quando ci culliamo nei ricordi,

di fatto, siamo al di fuori dalla realtà 

Chi di noi esseri umani non si accorge di come le vicende umane, che siano per noi importanti o meno, scorrono come le acque dei torrenti  nelle nostre campagne, ora lente ed ora vorticose. Se vogliamo rivedere il film  della nostra vita ci accorgiamo che esso è trascorso ora composto di immagini specifiche, precise, parcellari, estrapolate dall’intelaiatura che invece, proprio essa, l’intelaiatura,  costituiva la logica del suo tempo. Ciò  che, pertanto,  ci capita di rievocare, in realtà è  quasi sempre al di fuori  di quella che fu la reale  sequenza di immagini di allora.

 Noi nel ricordare -in realtà- effettuiamo sempre un lavoro di selezione, di ricostruzione rispetto a ciò che è stato realmente lo sviluppo dei fatti vissuti. L’amico a cui ho cercato di riportare la riflessione  ha racchiuso, quel mio sforzarmi di rappresentare, in poche parole. E si espresse con l’uso del latino che io a suo tempo non ho molto ben studiato: la realtà -mi ha detto- è un unicum continuum, mentre la rappresentazione a posteriore è un discretum. Poi, invece, in perfetto italiano, ha aggiunto: la rappresentazione di ogni fatto, a posteriore, essendo un esito di un processo di riduzione, e’ di per sé deformazione del fatto reale.

Vita comunitaria e politica amministrativa (2)


Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) assegna un ruolo
cruciale agli enti locali, che gestiranno una parte significativa delle
risorse, stimata in circa il 36% del totale
. 
Questo coinvolgimento
diretto degli enti territoriali è finalizzato a realizzare progetti in
vari settori, tra cui asili nido, rigenerazione urbana, edilizia
scolastica e ospedaliera, economia circolare e interventi social



I territori hanno possibilità di

operare da protagonisti

  Fra  un anno arriverà la scadenza del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. E i sindaci, forti dei risultati raggiunti, almeno quelli che hanno senso della politica,  stanno chiedendo al governo di andare avanti, anche oltre il prossimo anno. Asseriscono infatti che il 90% dei cantieri risultano avviati o già completati e 26,5 miliardi di investimenti complessivi sono già bastati e spesi.

   I Comuni hanno potuto investire in maniera massiccia per migliorare la vita dei cittadini:  riqualificando scuole, realizzando nuove mense, infrastrutture sportive (stiamo inevitabilmente pensando al pluriennale disimpegno sul campo sportivo di Contessa E. in c.da Giarruso), interventi di rigenerazione urbana e di valorizzazione dei borghi, progetti culturali nei piccoli centri. Col PNRR per moltissimi comuni si è trattato di un grande sforzo di modernizzazione, anche sul fronte digitale, ed è ancora in corso.                 

 Il sistema ha funzionato mediante l’assegnazione diretta delle risorse ai Comuni.

Adesso si vorrebbe costruire in sede europea una vera Agenda per le Città. In questo quadro, i Comuni italiani potranno essere protagonisti. In sede europea si prevede che i fondi ancora disponibili possano essere destinati su priorità strategiche, tra cui housing, resilienza idrica, transizione energetica e competitività. Occorre ovviamente un lavoro di intesa e perfetto coordinamento tra governo, Regioni e Comuni, per fare una ricognizione precisa e individuare le modalità operative per questa fase di transizione.

 Molti comuni già sono pronti con i loro progetti. Entro lo scorso giugno i progetti già presentati sono stati  1.400 per un valore complessivo di quasi 20 miliardi di euro. Si tratta di proposte concrete, dettagliate e subito cantierabili: 

=== infrastrutture, 

===sostenibilità ambientale, 

=== transizione energetica, 

===abitazione e servizi di prossimità. 

 Ad averli già presentati ovviamente sono i Comuni che non solo hanno saputo gestire i fondi, ma sono anche stati in grado di pianificare strategicamente. Ci auguriamo, ovviamente,  che così sia avvenuto pure per il nostro centro.

lunedì 21 luglio 2025

Altri tempi: la società contadina

 Per chi oggi è ultrasessantenne l’immagine forse dice qualcosa
Il forno a legna fino agli
anni cinquanta/sessanta del
Novecento era frequente
nelle abitazioni contadine.



Per molte famiglie contessiote fino al gennaio 1968 lo stile di vita si condensava all’interno della società contadina fino ad allora assolutamente prevalente, sebbene l’assetto da almeno un decennio andava subendo forti contraccolpi dall’accentuata emigrazione verso il Nord Europa, da quando era stato istituito il MEC, Mercato comune europeo.
Nella casa contadina tradizionale esistevano strumenti e utensili necessari per la lavorazione della farina e per la preparazione del pane. Generalmente quando una ragazza andava in sposa portava come parte del corredo gli strumenti e gli utensili necessari per la lavorazione della farina e per la preparazione del pane. Sì trattava di: setacci, madie, canestri e attrezzi per il forno (facevano parte del corredo che la sposa portava al momento del matrimonio, compreso il saper fare connesso all’uso di quell’apparato strumentale).
Fare il pane in casa era  competenza esclusiva e specifica femminile. Alla donna  toccava dare forma e sostanza al grano già macinato e divenuto “farina sciolta”. Fino a quando il grano era seme, erba, spiga l’uomo era soggetto unico dei campi da arare, da mietere e poi dei lavori nell’aia fino al trasporto nei mulini per ottenerne farina. La donna entrava nel circuito lavorativo nello spazio domestico e nei lavori quotidiani fra cui rientrava quello della panificazione.
   Chi oggi è avanti negli anni può ricordare  che la panificazione era occasione e orgoglio delle case contadine e sopratutto una sorta di vanto della padrona di casa.
(Segue)

Vita e futuro in terra di Sicilia (3)

Vivere nell’entroterra siciliano

Contessa Entellina

Il doc Contessa
e’ stato istituito
nel 1990



6) Nel corso di tre serate si svolgerà la Wine Fest 2025 in ambito locale, dal 25 al 27 luglio. Tre serate di cui due nello Spiazzo Greco, e quella del 26 luglio a Santa Maria del Bosco.  Per partecipare a Santa Maria del Bosco bisogna munirsi di un biglietto che costa €. 25,oo a persona. Il Comune di Contessa Entellina, per garantire regolarità alla manifestazione nello slargo di Santa Maria, con atto dirigenziale (determinazione n. 192 del 4 luglio u.s.) ha impegnato la somma di €. 1.100,oo, da corrispondere ad un associazione di soccorso saccense. 

7) Stando ai dati esposti dall’Amministrazione (la Giunta) in Consiglio Comunale il 25 giugno u.s. il costo del servizio di nettezza pubblica che, poi,  andrà ad incidere sulle tariffe Tari a carico delle utenze cittadine e delle famiglie e’ di €. 281mila euro. In teoria/pratica, su ogni residente a Contessa E. (1457 abitanti ufficiali) il servizio grava €. 195,00 pro capite, dal neonato al novantenne.

Vita comunitaria e politica-amministrativa (1)

Coniugare  creazione di
valore economico, sostenibilità sociale
 (dignità del lavoro, riduzione
delle diseguaglianze) e ambientale.




Sviluppo e partecipazione sociale, concetto di cittadinanza, collaborazione e valorizzazione comunitaria, focalizzazione sul bene comune.

Il tutto intrecciando educazione civica e politica mirando a formare cittadini responsabili e attivi nella società.

=   =   =   =   =   =

 Il Blog punta ad ampliare lo spazio dei temi affrontabili nell’area sociale, politica, amministrativa e generalmente comunitaria. Lo farà assegnando prioritariamente spazio di interventi nelle sue pagine a chiunque lo desideri, sia che condivida  la linea socio-culturale perseguita dal blog medesimo o meno. Anzi saranno apprezzati gli interventi che amplino, integrino e puntualizzino ciò che alla linea del Blog sfugge o non dovesse ad esso apparire pienamente condivisibile.

  In via di fatto da alcuni giorni abbiamo inserito tematiche di natura sindacale, che verosimilmente contiamo di rendere via via sempre più esplicative e di più ampio interesse, anche perché coinvolgono la vita di tante famiglie e contesti locali. Le tematiche sindacali infatti non sono solamente quelle di natura contrattuale che regolano il vivere lavorativo, sono problematiche di molto più ampio respiro che investono il vivere sociale e generale all’interno della comunità. Il mancato vivere bene.

  Come già avviene da qualche tempo saranno sviluppati ampiamente anche i temi a sfondo sociologico e quelli  tendenti a stimolare con senso critico quel vivere civico e politico della società del XXI secolo. Specialmente in una realtà dove in Consiglio Comunale non siede, per immettervi il quanto basta di spirito critico,  manca infatti una rappresentanza minoritaria.

= = = 

 Su richiesta di Pino, un amico del blog, proveremo a spiegare nei prossimi giorni cosa è stato ed è il PNRR.

domenica 20 luglio 2025

La domenica serve anche per riflettere

 Il Credo: 

Eredità del primo concilio ecumenico (stralcio e sintesi di un ampio testo

di Alberto Melloni, pubblicato sul Corriere)

Corre quest’anno il XVII centenario del Concilio di Nicea nel 325, voluto dall’Imperatore Romano Costantino «imperatore e pontefice». I canoni e il Simbolo di quel primo sinodo «ecumenico» hanno ai nostri giorni riportato attenzione sul Simbolo di fede, il «Credo», ossatura di quello che ancora recitiamo nelle chiese, di cui in realtà esistono più forme. Il Credo che recitiamo in chiesa si differenzia da altre versioni perché vuole esprimere la sostanza della «fede-una» in un breve poema, le cui rime stanno negli aggettivi (uno/unica), posti all’inizio di versi di lunghezza diseguale. 
Quel Simbolo/Credo e’ stato allungato nel Concilio Costantinopolitano I (381), canonizzato al Concilio di Calcedonia (451), ed è rimasto da secoli comune alle grandi Chiese sia d’Oriente sia d’Occidente (che solo quando lo leggono in latino, pronunciano quel Filioque aggiunto in età visigotica e usato per secoli nelle controversie della Chiesa divisa).

Il Credo niceno possiede autorevolezza e assorbe limature, ritocchi, estensioni al punto che resta definito come la «fede di Nicea» anche quando è evidente che ci si riferisce al successivo e omogeneo Simbolo niceno-costantinopolitano. Al punto che fede e formula rimarranno nel tempo non perché qualcuno l’avesse deciso nel 325, ma perché dal 325 è accaduto — ed è accaduto seguendo un percorso singolare.

Il Simbolo, dichiarato intoccabile dopo ogni ritocco, è stato ricollocato liturgicamente (fino ad oggi) anche se non entrato nel diritto canonico, dal quale si distingueva proprio per il genere letterario a cui dava dignità conciliare. Non fa nessun problema Lutero che pur soffermandosi sul «consustanziale», non vi trova null’altro che una «sintesi della Scrittura». Ha alimentato la dottrina fino alla teologia politica del Novecento: perché, come intuì Erik Peterson, la logica trinitaria impediva di plasmare la delega del potere secondo una logica discendente (da Dio al Figlio, dal Figlio all’Imperatore) di cui nell’Europa dei fascismi si coglieva la pericolosità.

E soprattutto il Simbolo è stato tradotto: da subito e sempre s’è imparato a dire Crediamo/Credo in lingue e culture lontane dalla cultura in cui era nato. Ovviamente l’organo concettuale del Simbolo niceno è tutto dentro la filosofia greca. Joseph Ratzinger ammetteva che questo dava un diritto di cittadinanza perpetuo e irrevocabile a quella filosofia nel pensiero cristiano. Di fatto però il Simbolo  ha parlato perché quando è entrato in altre concezioni, lingue, ritualità senza abbracciare la sua matrice filosofica ha consentito la possibilità delle Chiese di dire la «fede-una» e di rendere i cristiani riconoscibili gli uni agli altri.

Ebraismo e cristianesimo. Il Simbolo nasce per e nella Chiesa costantiniana e apre uno iato, colmabile solo teologicamente, fra l’attesa di Israele e la fede della Chiesa. Impregna il Vangelo su Gesù e il Vangelo di Gesù è sostituito da una visione che fissa nel tempo e nello spazio la dimensione che obbliga il dialogo con l’ebraismo a misurarsi coi nodi teologici di fondo (l’alleanza, la Scrittura, la terra). 

Il Concilio, ad esempio, non si ferma a spiegare cosa intenda esattamente quando dice che il Figlio è «della stessa sostanza» del Padre. Lo fa perché coglie il valore del consenso nato fra le Chiese: consenso ambivalente, inclusivo di sfumature perdute, ma che si rivela effettivo per recezione e duraturo storicamente. 

C’è  poi la questione «storia e dogma». Il che dice che la storia, oltre che alla dogmatica, deve mettere sotto esame il Simbolo come frutto di quel processo di reciproca immanenza.

Tutti problemi per gli studi di domani, ma anche per le Chiese di oggi che il patriarca ecumenico Bartolomeo ha invitato a celebrare insieme questo anniversario. Il Credo, infatti, nel suo lungo itinerario è diventato parte di quel desiderio cristiano di unità che ha mosso le Chiese del XIX e XX secolo e che ha posto tutte le Chiese — quelle della riforma e quelle ad est di Bisanzio, il patriarca Bartholomeos e papa Leone — davanti ad una questione: basta la fede comune a camminare in un’unità, ancorché imperfetta? O c’è qualcosa che vale più della fede comune che decide della possibilità non tanto di celebrare la Pasqua nella stessa data (un aggiustamento più difficile che utile), ma bevendo allo stesso calice nel quale il mistero espresso dalla fede nicena trova la sua espressione?

Il compito della ricerca e’ dotare quell’appuntamento non di enfasi celebrativa, ma di analisi rigorose da permettere ai capi delle Chiese di fare ciò che spetta loro, in un mondo nella cui catastrofe la divisione fratricida dei cristiani fa parte sia della cause sia delle conseguenze di questo diluvio di sangue e cinismo in cui l’umanità sembra irrimediabilmente immersa.'

=  =  =  =

*  * * *

Una riflessione di Piero Coda
presbitero e teologo, dal 29 settembre 2021 segretario generale della Commissione teologica internazionale

Il monoteismo che caratterizza le fedi ebraica,cristiana e islamica viene definita di “rivelazione”. Esse, infatti, si riconoscono tutte nella storia che ha avuto inizio con la vocazione di Abramo e la rivelazione di Dio ed è narrata nel libro di Genesi. Tale rivelazione ha poi preso gradualmente forma nella successiva storia di Israele e su di essa si sono innestati, in modi diversi, sia l’evento di Gesù Cristo sia il messaggio religioso di Muhammad e del Corano.

sabato 19 luglio 2025

Cultura, politica, diritto, economia

Salvini e la magistratura

Salvini ammette di non averla presa bene: «Onestamente, la mia prima reazione è stata un mix di stupore e di rabbia. Incazzatura, anche...». Il leader leghista prosegue : «Ma come? Come è possibile? Dopo quattro anni di processo? Dopo decine di testimonianze che hanno portato all’assoluzione, si rischia di ricominciare tutto da capo?».

La Procura di Palermo ha infatti presentato un ricorso per saltum, direttamente in Corte di Cassazione senza passare dall’istanza di appello. Significa che i pm di Palermo non ritengono di aver bisogno di portare nuovi elementi in secondo grado, ma confidano che il giudizio di legittimità della Cassazione possa già riformare la sentenza di assoluzione. 

Salvini scuote vistosamente la testa ai giornalisti: «La mia assoluzione è contenuta in 268 pagine. Pagine solide e impeccabili».  «La sentenza, con motivazione tecnicamente ineccepibile, riconosce la assoluta correttezza della condotta del ministro Matteo Salvini- commenta a sua volta la sua legale, Giulia Bongiorno, in una nota- Non esisteva infatti alcun obbligo di far sbarcare Open Arms in Italia. La sentenza va anche oltre e precisa che chi ha sbagliato è stata proprio Open Arms nel non cercare altre soluzioni».

La Procura da parte sua, invece, scrive:

«Anche nel caso della Open Arms deve concludersi che l'ipotizzata incompetenza del ministro al rilascio del Pos (Place of safety, il cosiddetto porto sicuro) quale condizione sufficiente per escludere tout court la responsabilità dell'imputato per entrambi i reati, non può che risolversi, alla luce della peculiare tutela che l'ordinamento riserva alla libertà personale e della struttura dei due delitti, nell'omissione della motivazione in violazione dell'articolo 125 del Codice di procedura penale. Ciò vieppiù se si considera la formula assolutoria utilizzata che a fronte del riconosciuto trattenimento a bordo dei migranti e dell'altrettanto riconosciuta assenza di un intervento positivo del ministro, non risulta supportata da nessuna plausibile ragione giuridica o meglio da alcuna spiegazione». Insomma, secondo la procura la sentenza di assoluzione di Salvini è carente dal punto di vista delle motivazioni.