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sabato 22 agosto 2015

I consigli di base per chi vuole conoscere la Chiesa di Piana degli Albanesi -- n. 5

Quella di Piana degli Albanesi è una Chiesa che rispetto alle grandi giurisdizioni sovrametropolitane del primo millennio
-Roma
-Antiochia
-Alessandria d'Egitto
-Costantinopoli
-(Gerusalemme)
possiede in toto e senza deviazioni le tradizioni rituali di Costantinopoli, non solo quelle liturgiche, ma anche teologiche e spirituali.


Il rituale della Chiesa di Piana degli Albanesi è -quindi- uniforme a quello greco-costantinopolitano in tutto e per tutto. Pure nei paramenti.

Perchè rimarchiamo questo aspetto ?

In quanto nelle Chiese orientali, nel corso dei secoli ed in stretta connessione con le vicende storico-ecclesiastiche, c'è stato un considerevole fiorire di "varianti" all'interno di ciascun rito originario, con contaminazioni tra tradizioni appartenenti a riti diversi.

Ad esempio:
La tradizione rituale Melkita (da cui -si dice- proviene l'attuale Vescovo, Mons. Gallaro) è nata originariamente all'interno del Patriarcato di Alessandria d'Egitto e gradualmente è andato assumendo sempre più connotati bizantini al punto che oggi è pacificamente considerata come "variante rituale" appartenente alla tradizione bizantina.

Processi analoghi ha subito  il rito dei Malankaresi rispetto alla tradizione Malabarese (originata dalla Chiesa Caldea).


La Chiesa di Piana degli Albanesi
ad oggi, nonostante le incrostazioni ed i ricorrenti tentativi di latinizzazione non possiede "cicatrici".

Gli ottusi tentativi di numerosi esponenti della gerarchia latina non hanno intaccato la disciplina di fondo:
-presenza di presbiteri uxorati,
-paramenti bizantini (calamafi compresi),
-autonomia di governo
- capacità del clero di sventare e denunciare ai massimi Vertici della Chiesa Romana invadenza ed intrighi miranti ad intaccare l'identità dell'Eparchia