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mercoledì 27 luglio 2016

Paura ed incertezza. L'Occidente che è sbarcato sulla Luna, che prepara lassù i primi insediamenti umani ha ... paura

Il Professor  Zygmunt Bauman, un sociologo e filosofo polacco, spiega -in una intervista rilasciata al Corriere della Sera- l'abisso di paura e di insicurezza che permea il vecchio continente premettendo «Le radici dell’insicurezza sono molto profonde. Affondano:
-nel nostro modo di vivere, 
-sono segnate dall’indebolimento dei legami interpersonali, 
-dallo sgretolamento delle comunità, 
-dalla sostituzione della solidarietà umana con la competizione senza limiti, 
-dalla tendenza ad affidare nelle mani di singoli la risoluzione di problemi di rilevanza più ampia, sociale. 
«La paura generata da questa situazione di insicurezza, in un mondo soggetto ai capricci di poteri economici deregolamentati e senza controlli politici, aumenta, si diffonde su tutti gli aspetti delle nostre vite. E quella paura cerca un obiettivo su cui concentrarsi. Un obiettivo concreto, visibile e a portata di mano». 

Secondo il grande studioso polacco noi europei, noi occidentali, non riusciamo o non vogliamo vedere i disastri sociali prodotti dal neo-liberismo e volgiamo la sorgente del nostro malessere nel flusso di profughi e migranti. 
«Molti di loro provengono da una situazione in cui erano fieri della propria posizione nella società, del loro lavoro, della loro educazione. Eppure ora sono rifugiati, hanno perso tutto. Al momento del loro arrivo entrano in contatto con la parte più precaria delle nostre società, che vede in loro la realizzazione dei loro incubi più profondi».

Pigliando spunto da molte visioni riportate nell'intervista dallo studioso polacco proseguiamo tentando di capire quello che sta accadendo attorno a noi.

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La società individualista proposta dall'Europa Unita
Tutti i "ciechi" dell'Occidente ancora, a vent'anni dal trionfo del neo-liberismo, non si accorgono che siamo entrati nella cultura dell'egoismo e dell'individualismo sfrenato e non si accorgono che si è liquefatta la vecchia Sinistra democratica e socialista che puntava sulla solidarietà e sulla redistribuzione del reddito. 
Oggi molti di costoro, dalla vista corta,  si rivolgono ad alcune forze politiche di destra (p.e. al Salvini di turno) e additano come balsamo contro la paura la costruzione di nuovi muri. 

Si tratta ovviamente di una risposta insensata perchè occorrerebbe semmai capire il perchè non ci stiamo trovando a nostro agio nella casa comune europea; casa che a volte ci sembra che stia per crollare. 

Le nostre società erano proiettate -dalla fine della seconda guerra mondiale- in direzione della libertà e della sicurezza. Adesso assistiamo al crescendo di fascino verso gli “uomini forti”, che promettono in modo irresponsabile, ingannevole e roboante  di risolvere la complessità "umana" di fronte a cui via via veniamo a trovarci.

Donald Trump, in un certo senso è un omologo di Salvini. E arriveranno -a quel che sembra- giorni e tendenze sempre più preoccupanti in tutti i paesi, con la signora La Pen che ambisce a salire all'Eliseo.
In Europa la pseudo-Sinistra (quella alla Renzi, per intenderci) promette nuovi diritti civili (divorzio facile, legalizzazione delle coppie gay, legalizzazione delle droghe leggere etc..) ma rimuove uno dopo l'altro i diritti sociali che il Novecento ci aveva promesso e garantiti.
Questa pseudo Sinistra (che pure osa definirsi socialista) ha "culturalmente" allontanata inoltre dalla mente della gente le istanze di tipo sociale, come per esempio sono l’integrazione e l’accoglienza
Questa pseudo Sinistra europea affida questi compiti prettamente "sociali" agli organi di polizia e sicurezza. 

L’Islam è indicato da alcune forze politiche — ad esempio, la tedesca Pegida, la Lega di Salvini — come una fede intrinsecamente violenta, incompatibile con i valori occidentali. 
Ci scordiamo che siamo destinati tutti a coabitare in modo permanente con culture, modi di vita e fedi diverse — senza avere purtroppo compiutamente sviluppato le capacità di capirne le logiche e i requisiti: senza avere, cioè, una “consapevolezza cosmopolita".

La paura non è affatto un destino predeterminato, né inevitabile. 
Le promesse dei demagoghi fanno presa, ma avranno anche vita breve. 
Una volta che nuovi muri saranno stati eretti dalle forze politiche alla Salvini e più forze armate messe in campo negli aeroporti e negli spazi pubblici; una volta che a chi chiede asilo da guerre e distruzioni questa misura sarà rifiutata, e che più migranti verranno rimpatriati, diventerà evidente come tutto questo sia irrilevante per risolvere le cause reali dell’incertezza. 

I demoni che ci perseguitano — la paura di perdere il nostro posto nella società, la fragilità dei traguardi che abbiamo raggiunto — non evaporeranno, né scompariranno. 
A quel punto potremmo risvegliarci, e sviluppare gli anticorpi contro le sirene di arringatori e arruffapopolo che tentano di conquistarsi capitale politico con la paura, portandoci fuori strada. 

Il timore è che, prima che questi anticorpi vengano sviluppati, saranno in molti a vedere sprecate le proprie vite. 

Dialogo, integrazione ed empatia richiedono tempi lunghi… 
Papa Francesco ha detto : “sogno un’Europa in cui essere un migrante non sia un crimine, che promuove e protegge i diritti di tutti senza dimenticare i doveri nei confronti di tutti. Che cosa ti è accaduto, Europa, luogo principe di diritti umani, democrazia, libertà, terra madre di uomini e donne che hanno messo a rischio, e perso, la propria vita per la dignità dei propri fratelli ?”. 
Queste domande sono rivolte a tutti noi; a noi che, in quanto esseri umani, siamo plasmati dalla storia che contribuiamo a plasmare, consapevolmente o no. 
Sta a noi trovare risposte a queste domande, e a esprimerle nei fatti e a parole. Il più grande ostacolo per trovarle, quelle risposte, è la nostra lentezza nel cercarle.