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venerdì 17 giugno 2016

La Sicilia offerta al fuoco. Pochi si accorgono che i "politici" usano grandi quantità di denaro pubblico per le clientele ed ignorano "completamente" cosa sia la "programmazione" in una società civile


GIORNALE DI SICILIA


















Mentre la Sicilia brucia, infuriano le polemiche sui ritardi negli 
interventi con alcune zone che sarebbero rimaste scoperte. 
Secondo Vincenzo Figuccia (Forza Italia) «i lavoratori antincendio, avviati ieri (mercoledì, ndr), sono sprovvisti dei mezzi per intervenire negli incendi odierni». 
Secondo il deputato regionale «gli addetti allo spegnimento delle fiamme sono bloccati perché nessuno gli ha messo a disposizione autobotti ed altri mezzi». 
I Cinque stelle all'Ars contestano «l'improvvisazione della Regione». «Le notizie che arrivano - dicono - sono catastrofìche e mettono a nudo le falle di un sistema antincendio sicuramente da ripensare in toto». 
Anche i sindacati contro la Regione «colpevole, ancora una volta, di gestire in maniera sbagliata risorse, settore e forestali», dice Giuseppe La Bua, segretario della Uila Palermo, che aggiunge: «Da mesi, e in maniera pressante, chiediamo di predisporre interventi antincendio. Abbiamo anche presentato una proposta di riforma del settore per utilizzare al meglio fondi e personale». 
Secondo il sindacato in Sicilia i forestali sono 22.966:1.341 quelli a tempo indeterminato, gli altri sono i precari suddivisi in 151 giornate (5.295), 101 giornate (9.687) e 78 giornate (6.643). 
A questi si aggiungono quelli impegnati nella campagna antincendio, 7 mila (6.800 dei quali stagionali). 
La maggior parte (6.396) sono impegnati in provincia di Palermo, altri 3.599 nel Catanese, 3.018 in provincia di Catania. 
Per Tonino Russo, segretario della Fiai Cgil di Palermo «i tempi dei finanziamenti non possono decidere le sorti dei boschi. La prevenzione va fatta nei tempi e nei modi opportuni. La carenza dei fondi non può dare adito a manutenzioni frammentate. Ci sono tratti di boschi in cui la manutenzione non viene fatta da troppo tempo». In serata in una nota congiunta i segretari di Fai Cisl, Fiai Cgil e Uila Uil annunciano «tolleranza zero per chi usa il fuoco».