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sabato 26 dicembre 2020

Una riflessione ...

 Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto 

una sola vita: la propria. 

Chi legge avrà vissuto 5000 anni:

C'era quando Caino uccise Abele,

quando Renzo sposo' Lucia,

quando Leopardi ammirava l'infinito ...

perché la lettura 

è un'immortalità all'indietro.


UMBERTO ECO

Saggista e intellettuale italiano

(1932-2015)

Didattica a distanza. Dall'apprendimento ai banchi con le rotelle (1)

 Il sistema scolastico pubblico dall'Imperatrice Maria Teresa all'Azzolina.

L'insegnamento pubblico è una conquista della contemporaneità. I primi passi in direzione dell'organizzazione della scuola pubblica a beneficio  delle classi popolari cominceranno a muoversi nella seconda metà del Settecento, grazie alla visione "illuministica" della società. 

E' da allora che lo Stato e le sue istituzioni mettono mano o meglio rivisitano l'istruzione superiore in funzione di una politica scolastica aperta al popolo. In Italia i primi provvedimenti vengono varati nella Lombardia dell'Imperatrice d'Austria Maria Teresa. In tutti gli stati europei si scopre via via che il compito di formare le coscienze pubbliche non deve competere solamente alla religione ma anche allo Stato, organismo laico ed autonomo rispetto ai confronti allora piuttosto vivaci fra mondo cattolico e mondo protestante nell'intera Europa Occidentale.

Uno dei primi passi per togliere il monopolio alla Chiesa nell'educazione delle coscienze fu l'abolizione della Compagnia di Gesù  nel 1773.

Le società di allora erano complesse e di non facile approccio in direzione della crescita umana: 1) oltre il 95% della popolazione versava in condizioni miserevoli 2) non esisteva un corpo docente adeguato e distribuito sui territori 3) gli stati non disponevano di risorse ed investimenti sufficienti 4) la didattica era completamente assente 5) mancava la coscienza circa il ruolo civico a cui l'istruzione pubblica doveva mirare 6) spesso i governanti illuministi si trovarono ad essere più progressisti rispetto ai sudditi da "svegliare".

Dalla Rivoluzione francese in poi e nel periodo post-napoleonico, in parallelo alla rivoluzione industriale e  all'accrescersi del ruolo degli stati ai fini del governo della società,  cominciano -con molta gradualità- ad apprezzarsi la coscienza e gli effetti della scolarizzazione  nella dinamica sociale ed economica del vivere civile. Questa crescita umana tuttavia non sarà uniforme sull"intera Europa e nemmeno lo sarà nella penisola italiana.

(Segue)


venerdì 25 dicembre 2020

Un Natale diverso


"Il Verbo si è fatto carne, la carne si è fatta Verbo". (San Giovanni Damasceno).

 Quest'anno Natale si presenta privo delle solite incrostazioni  consumistiche. E sotto quest'aspetto non è affatto male, anzi! Possiede e conserva però con sé  il messaggio sia religioso che laico racchiuso in un Bambino che nasce, rinasce, che porta speranza. La vita, il cammino dell'uomo continua, riprende entusiasmo.

 La festa del Sol Invictus fu istituita dall'Imperatore Aureliano nel l'anno 274. Costantino nel 330  ne fece una festa cristiana facendola coincidere con la nascita di Cristo. Per il cristiano è tempo di abbandonare il rancore e la delusione del muoversi fra gli altri, per il laico è nuovamente tempo di riprendere l'impegno sociale smarrito da lungo tempo nei vicoli della società dell'egoismo.

giovedì 24 dicembre 2020

Contessa Entellina e Territorio. Cosa c'è da valorizzare (10)

  Piccoli appunti e note riprese da scritti di Maria Antonietta Russo "Il Monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro tra Istituzioni Ecclesiastiche, potere regio e signorile".

  Secondo padre Olimpio da Giuliana, il Monastero di Santa Maria del Bosco era "situato in un monte d'altezza di quattro miglia, non gia' nella sommità  del monte ma quasi mezza strada poi che a voler andare da basso al monastero si saglie in due buone miglia, e dal monastero alla cima suprema del monte che si domanda Genovardo bisogna salire due altri buoni miglia molto più certi e ratti". Relativamente alla posizione l'abate fornisce le distanze dai grossi centri e da quelli più piccoli ma molto vicini al monastero: Sciacca, a circa venti miglia, Palermo, a trentaquattro, Corleone, dieci, Trapanu a cinquantotto; i centri più  vicini sono Contessa "che ci sta quasi di sotto", Bisacquino a poco più  di due miglia, Giuliana a tre, Chiusa a quattro e Entella a cinque".

  "Il bosco era stato concesso dal re al catalano Guglielmo Galceran de Cartella' , conte di Catanzaro".

(Padre Olimpo da Giuliana, Memorie antiche cit.,pp..7-8).


Alle radici del Cristianesimo - Buon Natale ai lettori

 Un pò di Storia:

e così si diffuse il Cristianesimo

Il Cristianesimo arriva a Roma
San Paolo di Tarso
-autore delle Epistole-

E' verso la metà del sec. I che il Cristianesimo cominciò a far parlare di sé in Italia. Nel '49 l'Imperatore Claudio aveva preso un provvedimento di espulsione contro gli ebrei per disordini scoppiati a Roma all'interno delle loro comunità, nelle quali si andavano distinguendo i cristiani, seguaci del Messia, l'Unto del Signore, il Cristo. Si trattava di quel Cristo condannato e crocifisso come sedizioso una ventina d'anni prima, durante alcuni moti popolari a Gerusalemme.

La diffusione del Cristianesimo aveva assunto un ritmo notevole da quando al gruppo dei primi discepoli del Cristo si aggiunse il figlio di un "sellaio", (curdaru), Paolo di Tarso, ebreo di cultura ellenistica, le cui "epistole" (scritte fra l'anno 50 e 64) costituirono testimonianza della nuova religione. Queste epistole pare siano tutte anteriori ai Vangeli che arriveranno con molte probabilità fra il 70 ed il 90 d.C.

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Ad Antiochia i seguaci della nuova fede avevano cominciato a essere indicati dai pagani con il termine Christianoi, quelli del "Messia", segno della differenziazione che si era andata operando, non solo a Gerusalemme, ma anche fra gli ebrei della diaspora fra coloro rimasti fedeli all'Antico Testamento e coloro che aderivano al messaggio cristiano, i cui punti principali erano:

-resurrezione di Gesù, su volontà di Dio, in quanto Messia,

-la parousia, il suo ritorno per instaurare il Regno di Dio, con la promessa della vita eterna. 

Le forme di pietà tradizionale negli ebrei persistettero anche nelle comunità cristiane, ma il battesimo avveniva ora nel nome di Gesù Cristo per la remissione dei peccati e a esso si aggiunse l'imposizione delle mani inteso a trasmettere il dono dello Spirito.

In memoria dell'ultima cena, la domenica, -primo giorno della settimana e giorno del Signore- veniva spezzato insieme il pane, rito che divenne quello proprio della celebrazione dell'Eucarestia, nel corso della quale veniva invocato il Signore con la formula Maranathà, "vieni o Signore".

I beni erano messi in comune. Il soccorso ai poveri e l'assistenza agli infermi mediante l'unzione con l'olio del Signore furono intensificati. Parte notevole in quest'opera missionaria e organizzativa ebbe l'azione -appunto- di Paolo di Tarso.

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Buon Natale ai Contessioti residenti in paese e a quelli lontani.

B

Vita pubblica. Piccoli Flash sulla vita amministrativa (3)

E accadde, soprattutto a Nord:

sirene di ambulanze

 Il 2020 si avvia verso la conclusione. Nessuno dubita che l'evento che lo ha caratterizzato è stato la crisi causata dal Coronavirus. Grandi e piccole comunità, chi più e chi meno, sono state influenzate dalla presenza di focolai di contaggio.

 Da noi, a Contessa, non possiamo dire che il focolaio che ci ha toccato non sia stato importante e serio motivo di preoccupazione e causa di perdita, diretta o indiretta, di due anziani compaesani. Oggi possiamo ritenere di essere usciti dai timori maggiori, ma nessuno può e deve rallentare le misure di precauzione. La fase acuta ha mostrato -va scritto- maturità da parte di tutti.

 Siamo attualmente ad una transizione che dovrà portarci nel corso del 2021 alla vaccinazione generalizzata. Si tratterà di un processo complesso che andrà pure esso gestito e realizzato con senso di responsabilità nel corso -forse- dell'intero anno. In sede prettamente locale a tutti noi residenti compete sempre  senso di responsabilità e ove necessario di farci eco delle situazioni di criticità.

 Sappiamo bene che la ricostruzione narrativa di quanto accaduto nel nostro microcosmo locale dovrà ancora essere impostata e scritta. Questo evento al pari del terremoto '68 merita di essere valutato e ricordato come evento attraversato dalla comunità, come circostanza vissuta collettivamente. Il Blog fara' la sua parte, ma per evitare che sia ritenuto  di parte è pronto, come sempre, ad accogliere analisi curate da altri.

 Tutti siamo chiamati a registrare e far sapere a chi verra' dopo di noi come abbiamo attraversato questo 2020 di pandemia. Studenti ed anziani dovremmo tutti sentirci  motivati alla raccolta di episodi, sensazioni e materiali sulla vicenda dell'anno.

  Il quadro che il Blog può oggi tracciare per scandire l'esplodere della crisi è per il momento articolato a grandi linee:

1) prima fase: scoperta del primo caso di contaggio in Italia il 18 febbraio,  L'evento ha inizialmente -nei confronti dell'opinione pubblica- carattere quasi esclusivamente sanitario. Ed in questi termini viene presentato, all'opinione pubblica senza ancora alcuna ricaduta sociale o economica.

2) seconda fase, dopo i primi di maggio: iniziano le assunzioni di responsabilità politico/amministrative persino con ordinanze sindacali, da luogo a luogo.

Iniziano inoltre sul piano scientifico i tracciamenti e le raccolte dei dati.

Arrivano gli aiuti per le fasce deboli ed i cittadini sospesi dal lavoro e finalmente le informazioni diffuse alla popolazione.

 Con l'aiuto di chiunque vuole partecipare raccoglieremo e pubblicheremo i fatti locali e di zona di questo anno terribile che abbiano carattere sociale o sanitario.

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Nella vicenda l'Università di Brescia ha messo in evidenza le tre Italie:

1) Tutto inizia da alcune province lombarde (con numeri consistenti di contagiati).

2) seguono altre province settentrionali e centrali.

3) la restante parte del Paese, col Meridione, viene intaccata in seguito ma con impatto relativamente inferiore.

Rispetto al resto dell'Europa, in Italia, l'impatto sanitario ha sostanzialmente assunto caratteri asimmetrico da area ad area geografica.

mercoledì 23 dicembre 2020

Vita Pubblica. Piccoli Flash sulla vita amministrativa (2)

Per qualche tempo ci proponiamo di dedicare poche righe quasi giornaliere alla vita pubblica, più precisamente agli atti amministrativi statali, regionali e comunali.

Questa pagina di "Vita pubblica" si propone di consentire a chi lo voglia di leggere e cogliere il senso degli atti amministrativi e sopratutto dei bilanci degli enti pubblici. Di capire, in pratica, che fine fa il denaro che si paga con i tributi ed i contributi assistenziali e previdenziali dei lavoratori e dei cittadini tutti.

 Piccole Informazioni

I nostri sono piccoli flash, ma a qualcosa riusciremo ad arrivare.

A) dal 2015 vige il d.lgs n. 18 del 2011secondo cui tutti gli ordinamenti contabili degli enti locali e dei loro enti strumentali sono omogenei (armonizzati). Questa circostanza consente di avere una visione coordinata della finanza pubblica in ambito europeo.

Arrivera' in seguito la risistemazione pure del quadro economico-patrimoniale.

B) Per effetto delle leggi di bilancio 2019 e 2020 sono state definitivamente superate le regole del patto di stabilità che imponevano regole di risanamento finanziario.

Finanza pubblica in pillole

La crisi da "pandemia" ha aumentato le diseguaglianze sociali su tutto il territorio nazionale. Il sistema di welfare a cui il nostro Paese si rifà ha implicato che quote di perdite di vari settori del mercato sono stati compensati da significativi trasferimenti pubblici (tasso di compensazione). Ogni lockdown grava in pratica sul debito pubblico che ha raggiunto livelli stratosferici. Se al momento il Paese non va a rotoli è perché l'U.E. ci sta sostenendo. Ma i nostri figli, nipoti e pronipoti rifletteranno molto su ciò che in questa fase storica sta combinando la nostra generazione.

I "trasferimenti pubblici" hanno attenuato l'effetto di crisi discendente dall'aumento delle diseguaglianze. Nonostante tutto, il rischio povertà, dovuto alla sospensione delle attività,  è notevolmente cresciuto fra i lavoratori del comparto privato sottoposti a chiusura, in cassa integrazione. Circostanza questa assente nel settore pubblico dove tantissimi dipendenti standosene a casa ricevono le retribuzioni integre (smartworking!).

Restando nel settore pubblico, viene segnalata dagli indici statistici la sensibile riduzione delle entrate di natura tributaria, dei comuni che nel contempo vengono tamponate dall'aumento dei trasferimenti da parte dello Stato. Stato che ripiana grazie ai quasi settimanali scostamenti di bilancio (=ulteriore indebitamento). Tutti questi flussi proveremo a quantificarli nel seguito del nostro discorso per dare al lettore la sensazione di quanto sia importante seguire le vicende socio-politiche, sia locali che nazionale. Più attenzione dell'opinione pubblica esiste, più si costringe la politica ad essere coerente alle promesse e meno politicanti incompetenti entrano in campo. In politica infatti non servono improvvisatori e nemmeno populisti.

Siamo ancora ai preliminari di cio' che intendiamo perseguire in termini di impegno sulla trasparenza nella finanza pubblica.

martedì 22 dicembre 2020

Festività di fine anno. La sicurezza dai contagi dipende dalla prudenza individuale (2)

 L'Italia impreparata ai grandi rischi?

Il Piano pandemico esisteva, ma era vecchio.

Così pare di capire.

Come italiani abbiamo affrontato in recenti decenni gravissimi terremoti, alluvioni disastrose, minacciose eruzioni vulcaniche ed altri dannosi eventi. La sensazione, corretta o forse no, è che rispetto al resto del mondo noi italiani ci troviamo sempre impreparati. Costretti ad inseguire gli eventi.

Non fa bene ascoltare dai media che l'alta burocrazia ministeriale, quella che guadagna tantissimo e che ci offre servizi spesso non corrispondenti, abbia omesso di aggiornare secondo le norme prescritte il PIANO PANDEMICO NAZIONALE, componente del Piano sanitario nazionale, che sembrerebbe fermo al 2003, o al 2008 o al 2013 (non è dato bene di capire).

La programmazione pluriennale nel nostro sistema giuridico costituisce un principio fondamentale in materia di "tutela della salute" ed uno degli elementi qualificanti e caratterizzanti del Servizio sanitario nazionale

l Piano sanitario nazionale viene predisposto dal Governo su proposta del Ministro della salute tenuto conto delle proposte provenienti dalle Regioni; viene adottato con Decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, d'intesa con la Conferenza unificata ed ha durata triennale. Entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in vigore del Piano sanitario nazionale, le Regioni adottano o adeguano i propri Piani sanitari regionali, trasmettono al Ministro della salute gli schemi o i progetti allo scopo di acquisire il parere dello stesso per quanto attiene alla coerenza dei medesimi con gli indirizzi del Piano sanitario nazionale.

Cosa prevede (o dovrebbe prevedere)?

1) organizzare meglio e potenziare la promozione della salute e la prevenzione;
2) rimodellare le cure primarie;
3) favorire la promozione del governo clinico e della qualità nel Servizio sanitario nazionale;
4) potenziare i sistemi integrati di reti sia a livello nazionale o sovraregionale (malattie rare, trapianti etc) sia a livello interistituzionale (integrazione sociosanitaria) sia tra i diversi livelli di assistenza (prevenzione, cure primarie etc);
5) promuovere l'innovazione e la ricerca;
6) favorire il ruolo partecipato del cittadino e delle associazioni nella gestione del Servizio sanitario nazionale;
7) attuare una politica per la qualificazione delle risorse umane.

Contesto Internazionale

La dimensione della tutela della salute e della sanità pubblica trascende il livello nazionale per radicarsi nell'Unione Europea e nelle altre Organizzazioni intergovernative (quali l'Organizzazione per lo Sviluppo e la cooperazione economica - OCSE e il Consiglio d'Europa) oppure internazionali (quali l'Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS).

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Cosa emerge in Italia con la Pandemia Covid 19 ?

Nonostante il modello sanitario del nostro Paese sia considerato dagli Organismi internazionali tra i più avanzati, nell'affrontare la PANDEMIA si è però presentato impreparato sopratutto per le forti disparità territoriali. La riforma federalista è incompiuta nell'aspetto relativa all'equità di trattamento dei propri cittadini e le ineguali risposte ai loro bisogni essenziali, con il permanere di aree in cui i livelli essenziali di assistenza non sono pienamente raggiunti.

In questi giorni assistiamo, relativamente all'arretratezza del PIANO PANDEMICO, al rimbalzo delle responsabilità fra l'ex dirigente massimo del Ministero Sanità, funzionari dell'OMS e figure varie.

Secondo l'AGI (agenzia di stampa)  agli atti dell’indagine della Procura di Bergamo sulla gestione della pandemia nella provincia più colpita, c’è un 'Appunto' datato primo agosto 2018 inviato dal direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, Claudio D’Amario, all’allora ministro della Salute, Giulia Grillo, in cui si da’ conto della “necessità di predisporre un nuovo piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale”.

Nelle trincee del fronte occidentale nel Natale 1914 ci fu una tregua...... a cura dell'Ing. Luigi Cannella

 "La Tregua di Natale del 1914". 

La Grande Guerra (1914-1918) era iniziata da circa cinque mesi e la sera di giovedì 24 Dicembre, improvvisamente, le armi tacquero su molti settori del Fronte Occidentale. Furono per primi i tedeschi a chiedere una tregua per il periodo natalizio. All'inizio un soldato inglese uscì dalla trincea e incontro' una pattuglia tedesca. Subito dopo soldati tedeschi si avvicinarono ai reticolati inglesi ma nessuno sparò, anzi vi fu uno scambio di sigari e liquori. Dopo i primi timidi approcci i "nemici" si accordarono tra di loro per seppellire i commilitoni morti nei giorni precedenti. Il giorno di Natale in molti settori gli inglesi, i francesi e i belgi fraternizzarono con i tedeschi e si levarono canti e cori natalizi nelle varie lingue. Appena il generale inglese Sir John French venne a conoscenza di tali episodi, diede l'ordine di cessare immediatamente le "attività poco belliche" minacciando severe punizioni. 

I combattimenti ripresero dal giorno 26 Dicembre ed alla ripresa delle ostilità caddero in combattimento Bruno e Costante, giovanissimi fratelli del Ten. Col. Peppino Garibaldi, Comandante della Legione Garibaldina. Tale Unità era inquadrata come 4* Reggimento della Legione Straniera Francese, formata da giovani volontari italiani che combattevano contro i tedeschi anche se l'Italia mantenne la sua neutralità fino al 24 Maggio 1915. 

La "Tregua di Natale del 1914" fu un Raggio di Sole durato meno di due giorni in una sequenza di tenebre di ben cinque anni.

Ing. Luigi Cannella

Vita pubblica. Piccoli Flash sulla vita pubblica

Con questa nuova rubrica ci proponiamo, speriamo con linguaggio facile, di capire e far capire il funzionamento di un Ente Locale, soprattutto nell'ottica della finanza locale. Lo faremo con riferimenti generali ed astratti, riferendoci sporadicamente al nostro piccolo comune (Contessa Entellina) a modo di esempio per meglio far capire al lettore; lo faremo in quanto vicino territorialmente alla sede del Blog.

 Piccole informazioni

(1) Le realtà locali con meno di 5.000 abitanti -in Italia- sono classificati "Piccoli Comuni" e sono tantissimi, la maggioranza rispetto a quelli con popolazione maggiore.

Il 23,5% dei comuni ha meno di 1.000 abitanti: = n. 1.870

Il 45,2$ dei comuni rientra nella fascia  di abitanti compresi fra 1.001 e 5.000: =  n. 3.677

Il numero complessivo dei Comuni (dati del 2018)  è di: = 7.954

In Sicilia i piccoli comuni (con meno di 5000 abitanti) sono 202 su un totale di  390.

(2) 

-Mediamente presso i Comuni lavorano 6,5 dipendenti per ogni mille abitanti.

-In linea generale i comuni commissariati in Italia, per vari motivi, nel fluire del tempo sono di poco superiore a cento.

-I sindaci donna -in Italia al contrario che in altri stati- sono, sempre nel fluire del tempo,  nell'ordine di poche centinaia.

Finanza pubblica in pillole

Nell'imprevisto quadro dell’insorgenza della crisi pandemica i Comuni sono stati chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nel sostegno alle famiglie e alle categorie economiche più colpite. Questa circostanza verosimilmente li ha distolti da altre grandi missioni loro proprie.

Il legislatore prima dell'epidemia aveva immaginato:

Sul versante del finanziamento degli enti locali all'inizio del 2020 sembrò che dovessero:

1) aumentare le possibilità di impiego dell’avanzo di gestione, 

2) un maggiore spazio di ricorso al debito, 

3) occuparsi più attivamente ed efficacemente al contrasto all’evasione; 

Sul versante della spesa che da anni registrava -in linea piuttosto generalizzata- stasi e stagnazione, era sembrato che ci sarebbe stato una ripresa degli investimenti in direzione:

--delle dotazione infrastrutturale (cura della viabilità interna ed esterna all'abitato),

--dell'assetto idrogeologico dei territori, che specialmente in Sicilia soffrono di rischio frane,

--della capacità dei sistemi scolastico e socio-assistenziale,

--delle nuove pressanti esigenze di intervento in materia di efficientamento energetico, 

--della salvaguardia ambientale, 

--dell'innovazione tecnologica.  

L’insorgenza della crisi pandemica ha ovviamente chiamato i Comuni a svolgere un ruolo fondamentale nel sostegno alle famiglie e alle categorie economiche più colpite. Per fortuna -finora- nell'area a noi prossima è stata affrontata senza il forte stress di altre realtà nazionali e regionali.

(continua)

lunedì 21 dicembre 2020

Festività e Covid. Adesso sappiamo come arriveremo al nuovo anno

 Come regolarci nel corso delle festività di fine-inizio Anno.
(quadri/immagini  ripresi dal quotidiano La Sicilia)
















Le nuove restrizioni in vista delle festività natalizie:

Dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia sarà in zona rossa, a eccezione del 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio quando il Paese sarà zona arancione. 

Le misure più dure impediscono gli spostamenti non essenziali, è consentito però ricevere in casa due persone non conviventi, rispettando il coprifuoco, oltre ai figli under 14 e le persone disabili o non autosufficienti conviventi con la coppia. Chi viola i divieti rischia sanzioni da 400 a 1000 euro.

Una indagine riportata da più quotidiani ritiene che il 70% dei cittadini italiani ha dichiarato di non aver compreso le regole che entreranno in vigore durante le festività natalizie.

CON l?ITALIA ARANCIONE (nei giorni 28,29,30 dicembre e 4 gennaio) o rossa (nei giorni 24,25,26,27,31 dicembre e 1,2,3,5,6 gennaio) ci potranno essere spostamenti all’interno della propria regione.

() Si potranno raggiungere case private, però, solo in due o con minori di 14 anni e una sola volta al giorno. 

()  Per spostarsi bisognerà munirsi della nuova autocertificazione, praticamente identica a quella che accompagnava il Dpcm del 3 dicembre, salvo l’esclusione nel testo della Regione in cui ci si sta dirigendo perché proibito dalla nuova norma. 

() Confermate le sanzioni per eventuali violazioni, che potranno essere contestate anche nei giorni successivi al controllo.

()  sono concessi spostamenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o salute. 

() Nei giorni considerati arancioni chi risiede in un comune con meno di 5.000 abitanti, vale quindi per noi di Contessa E., potrà spostarsi anche nei comuni vicini, entro un raggio di 30 chilometri. 

() Dalle 22 alle 5, esteso alle 7 il primo gennaio, vigerà il coprifuoco.



Contessa Entellina. Dobbiamo accettare l'accellerato decremento demografico?

 Da ogni angolo del pianeta statisti, multinazionali, studiosi, religiosi, università e giornali osservano con interesse il procedere -e nello stesso tempo i movimenti di regressione- dell'Europa nei confronti della lunga marcia d'avvicinamento verso l'unità. non solamente economica ma anche politica. Tutti cogliamo progressi e nello stesso tempo scorgiamo sconvolgimenti che via via alterano la fisionomia del vecchio continente. 

Ciò che va accadendo e che molti purtroppo non colgono o colgono con ritardo è che la società europea cambia sia nelle strutture demografiche che in quelle economiche; e sta cambiando soprattutto nella sua identità culturale. Questi cambiamenti sono comunque e prioritariamente conseguenza delle svolte epocali del sistema economico dell'Occidente. 

Le strutture economico-sociali-politiche sono pure cambiate in quello che un tempo era il secondo mondo (l'est europeo) dove però il cambiamernto sta avvenendo in direzione del riappropriamento di ciò che il comunismo si era proposto di eliminare con la forza (religione, individualità, vita comunitaria). 

Sono cambiate -ancora- le strutture socio-economiche di quello che era il terzo mondo (Africa, Asia, Sud America) e accorgersi non è affatto difficile: la Cina tallona da vicinissimo il primato sul campo economico degli Usa, l'Africa è da parte sua sconvolta da lotte intestine sia politiche che religiose e dalla fuga continua di masse di diseredati. Risulta comunque tramontato in Africa il tradizionale assetto tribale.

Molti a Contessa E. pensiamo che ciò che capita oltre l'orizzonte della contrada Cascia non ci riguarda, non ci sfiora e sono comunque affari che non tocca a noi occuparcene. Molti pensano che i problemi locali, per esempio, le strade di collegamento intransitabili che dovrebbero portarci sulla scorrimento veloce Palermo-Sciacca, la Provinciale per Campofiorito, le strade per condurci in tante delle contrade agricole del nostro territorio, dipendono solamente dalla buona o cattiva volontà delle persone a cui per più ragioni (parentela, amicizia, conoscenza e legami vari, o piccoli favoricchi) è stato dato il voto nell'urna elettorale, o pensano che competono solamente agli amministratori locali, dimenticando che gli investimenti infrastrutturali (quindi, anche della viabilità) si localizzano -quasi spontaneamente- lì dove esiste un vero, vivace, tessuto produttivo. Dove queste condizioni non esistono, e noi ci troviamo in queste condizioni,  assistiamo, purtroppo sterilmente, alle lamentele su facebook (e magari sul Blog).  Quindi? bisogna impegnarsi in politica; quella vera che conosce i fili che legano la società (cultura, strutture sociali ed economiche) e soprattutto bisogna saper leggere il diritto, quello che giornalmente sforna la Gazzetta Ufficiale.

C'è da dire -anche- che i grandi scenari socio-economici, politici e culturali riversano conseguenze ovunque, a volte contemporaneamente e a volte a modo di onde marine che si propagano via via fino a raggiungere -con lunghissimi ritardi- i pochi residenti nei paesini e nei borghi agricoli. Dovremmo allora metterci il cuore in pace e continuare ad assistere al deflusso demografico dei piccoli centri ? di Contessa Entellina ?

Noi diciamo di no. Ma non è sufficiente non essere sfiduciati. Bisogna anche essere cittadini !

Cosa significa essere cittadini ? Essere consapevoli di essere titolari di diritti civili, di quelli sociali e di quelli politici. Essere convinti che ogni diritto che viene presentato come "favore", "segno di amicizia", "attestasto di appartenenza ad un gruppo piuttosto che ad un altro" significa assecondare sistemi di "disconoscimento di cittadinanza".

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Quanto abbiamo trattegiato sopra sintetizza in linea di massima, con tanti altri filoni, il programma che ci proponiamo di affrontare in termini politici-socio-culturali ed economici nel corso del 2021, se Dio vorrà.  Proveremo inoltre a cambiare nel corso dell'anno la veste grafica del Blog.

domenica 20 dicembre 2020

Campagna vaccinazione. In Sicilia si comincia con 129mila dosi

 La campagna di vaccinazione in Italia partirà con le prime 1.833.975 dosi di vaccino anti Covid 19 che verranno distribuite da Pfizer, azienda farmaceutica leader del mercato mondiale.


Contessa Entellina e Territorio. Cosa c'è da valorizzare (7)

 Nel corso di alcune ricerche tese a ricostruire la vicenda storica della nostra Contessa Entellina è capitato di imbatterci su parte del lavoro dello storico Isidoro Carini (1843-1895)  che nei suoi Anedotti di Storia Siciliana ci fa sapere traendolo dal Codice vaticano  urbinate 643 (essendo egli stato prefetto della Biblioteca vaticana) un canto di un anonimo poeta siculo-catalano del Quattrocento, componente della corte di Re Albonso V, il Magnanimo.

Ci piace riportare qui, sul nostro modesto Blog, il sentimento di amore per la terra di Sicilia e nel contempo il rammarico per le misere condizioni in cui si è ritrovata l'isola dopo la interminabile guerra del Vespro (1282-1372).

Un contesto nel quale il territorio di Contessa ha avuto un coinvolgimento e delle conseguenze rilevanti e dannosissime sia sotto il profilo socio-economico che ambientale; territorio che in quegli anni, non essendo sorta ancora la "Terra" di Kuntissa, faceva però riferimento al Castello di Calatamauro, la cui zona per mesi e mesi martoriata è -pure essa- da leggere in quel  “Patria mia gentile, quanto fosti messa al fondo!”.

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1 -- Ajo visto el mapamondo

Et la carta da navicare,

Ma Sicilia ben me pare

più bel isola del mondo,

2-- Viddi Corsica et Sardigna,

viddi l’isola di Medea,

non sia alcuno che me insigna

Cipri, Candia et la Morea.

3-- Io cercai con la galea

Le nove isole di Castella,

ma Sicilia è tanto bella,

che pensando mi confondo,

4-- Ajo visto l’Inghilterra

et la Scotia sua vicina,

bel paese e bella terra,

ma Sicilia n’è regina,

se l’amore non me inchina.

5-- Quando penso ben sottile

dico: “Patria mia gentile,

quanto fosti messa al fondo!”

6-- Io cercai a la pedagna

l’Aragona con la Spagna,

belle donne in Alemagna,

ma la Sicilia è tanto magna

che ella non si trova al mondo.

7-- Tre Sicilie sonno et non piui,

tucte tre se incoronaro,

re Alfonso ne ha le due

Citra Faro et Ultra Faro

et la terza in Kalendaro.

8-- Nui diremmo de la quarta,

non si trova scripta in carta,

ma è venuta de l’altro mondo.


Secondo lo storico Santi Correnti il "canto" è conosciuto ancora ai nostri giorni in Spagna; lo stesso storico ritiene che esso risalga a prima del 1458, data di morte di re Alfonso V.

Alle radici del Cristianesimo

   Dalla Filocalia:

Massimo il Confessore, è stato un monaco e teologo bizantino, venerato santo sia dalle Chiese cattolica e ortodossa che lo ricordano il 13 agosto di ogni anno.

X Fra coloro che posseggono, alcuni posseggono senza passione e perciò, se privati dei loro beni, non si rattristano, come quelli che accettarono con gioia di esserne depredati. Altri invece posseggono in modo passionale, e quindi diventano tristissimi alla sola prospettiva di esserne privati, come il ricco del vangelo che se ne andò rattristito; e se poi ne sono effettivamente privati, se ne rattristano sino a morirne.

X L'intelletto puro vede rette le cose; una parola esperta rappresenta al vivo le cose viste.  Un udito nitido le accoglie. Ma chi è  privo di queste tre facoltà dà la colpa a chi ha parlato.
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Stiamo estrapolando già da quattro settimane alcune pagina introduttive, preliminari, dal libro di Hans Kung: Dio esiste? 
- Sono pagine in cui l'autore trattegia la figura di "Cartesio",  filosofo e matematico francese, fondatore della matematica e della filosofia moderna. Scopo del libro è di usare, applicare -in un certo senso- il metodo scientifico per la ricerca del fondamento della "fede".

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Io penso, dunque sono: René Descartes

5) Il punto di Archimede

Il punto di Archimede
   Come si può allora raggiungere ancora una certezza se non si può in alcun modo evitare il dubbio, ma al contrario bisogna sostenerlo fino in fondo? "La meditazione che feci (ieri) m'ha riempito lo spirito dio tanti dubbi, che oramai, non è più in mio potere dimenticarli. E tuttavia non vedo in qual maniera potrò risolverli: come se tutt'a un tratto fossi caduto in un'acqua profondissima, sono talmente sorpreso, che non posso né poggiare i piedi sul fondo, nè nuotare per sostenermi alla superficie. Nondimeno io mi sforzerò, e seguirò daccapo la stessa via in cui ero entrato (ieri), allontanandomi da tutto quello in cui potrò immaginare il minimo dubbio, proprio come farei se lo riconoscessi assolutamente falso; e continuerò sempre per questo cammino, fino a che non abbia  appreso con tutta certezza che al mondo non v'è nulla di certo. Archimede, per togliere il globo terrestre dal suo posto e trasportarlo altrove, domandava  un sol punto fisso ed immobile. Così io avrò diritto di concepire aòte speranze, se sarò abbastanza fortunato da trovare solo una cosa, che sia certa e indubitabile". 
   Ma esiste questo punto che, immediatamente certo e convincente, potrebbe reggere  l'intyero edificio del sapere umano ? Ogni certezza  sembra invece distrutta. Ma -e questa è ora la grande sorpresa-  proprio questo dubbio universale e radicale è tale da generare  esso stesso la nuova fondamentale certezza.: " Ma,  subito dopo, m'accorsi che, mentre volevo in tal modo pensare falsa ogni cosa,  bisognava necessariamente che io, che la pensavo, fossi pur qualcosa.  Per cui, dato che questa verità :  Io penso, dunque sono, è così ferma e certa che non avrebbero potuto scuoterla neanche le più stravaganti supposizioni  degli scettici, giudicai di poterla accogliere senza esitazione come il principio primo della mia filosofia".
   Questo "je pense, donc je suis", già formulato nel Discours - nella celebre traduzione latina "cogito, ergo sum" - così è stato formulato da Descartes  nelle Meditazioni, alla luce della possibile esistenza di un Dio ingannatore: "Non v'è dunque dubbio che io esisto, s'egli mi inganna;  e mi inganni fin che vorrà, egli non saprà mai  fare che io non sia nulla, fino a che penserò di essere qualche cosa. Di modo che, dopo avervi ben pensato, e avere accuratamente esaminato tutto, bisogna infine concludere , e tenere fermo, che questa proposizione: Io sono, io esisto, è necessariamente vera tutte le volte che la pronuncio, o che la concepisco nel mio spirito". L'obiettivo sembra raggiunto: la chiarezza e la distinzione non si manifestano più soltanto nel campo matematico-geometrico dei numeri e delle relazioni astratte, ma anche nella vita concreta, nell'esistenza reale. Siccome nel mondo degli oggetti non c'è nulla  di indubitabile, il soggetto dubitante è costretto  a ripiegare su se stesso.
   "Io penso, (quindi)  sono": il "quindi" (donc, ergo) - usato solo occasionalmente- non denota una conclusione  sillogistica, ma soltanto l'intuizione direttamente connessa con l'atto di pensare: "Io sono un soggetto pensante". Veniva così scoperto, in mezzo ad ogni sorta di dubbi, il punto di Archimede: il fatto della propria esistenza -e non soltanto del pensiero- è il fondamento di ogni certezza! Ora a partire da questo punto fermo ed immobile Descartes prende a trattare tutte le questioni fondamentali della filosofia: i tre problemi dell'io, di Dio e delle cose materiali.
-a La natura dell'io o dello spirito umamo: per Descartes consiste interamente nel pensiero, inteso nel senso più lato del termine (=coscienza). A questo io, alla "cosa che pensa" (res cogitans), competono le proprietà del pensiero, ma anche il sentire e il volere, così come il colore o il peso competono alle cose del mondo fisico, la cui natura consiste nell'estensione (res extensa). 
- b Ora come perviene l'io all'esistenza di Dio ? Questo è il nuovo punto di partenza di Descartes: non dal mondo, ma soltando dall'io, da se stessi. E ciò in due modi.
   Anzitutto in maniera causale, secondo lo schema causa-effetto: per Descartes è pacifico che l'uomo trova in se stesso l'idea di un Essere infinito, perfetto. Ma da dove origina questa idea? Non dall'uomo, infatti, come essere dubitante e pensante, l'uomo riconosce la propria imperfezione e finitudine. Una cosa imperfetta e finita -e qui, con il concetto della causalità efficiente tra finito ed infinito, Descartes ripropone tipici ragionamenti neoplatonici - non può essere la causa adeguata di ciò che è perfetto. Perciò l'idea di perfezione e infinitudine - non essendo l'idea un nulla, deve avere come reale autore un essere reale a essa corrispondente:  un essere veramente infinito - Dio. Non noi quindi siamo coloro che hanno prodotto l'idea di perfezione e infinitudine, ma Dio stesso l'ha infusa in noi: l'idea di Dio è un'idea  innata o originaria nell'uomo.
   E poi in maniera ontologica, con il passaggio dall'idea all'esistenza: Descartes riprende il celebre argomento di Anselmo di Canterbury, che a partire da Kant viene detto "argomento ontologico", e lo fa sulla base del suo principio della conoscenza chiara e distinta.  Ciò che noi, in maniera chiara e distinta, conosciamo come appartenente alla vera natura di una cosa, deve anche appartenerle nella realtà. Ora l'idea di Dio non può venire confusa con nessun'altra. Noi infatti conosciamo in maniera chiara e distinta che Dio è l'Essere più perfetto e che delle sue perfezioni fa anche la sua esistenza; l'Essere assolutamente perfetto non può esistere senza la perfezione massima. Quindi già con l'idea di Dio, in quanto Essere perfettissimo, viene ammesso anche il fatto dell'esistenza di quest'Essere.
   Ma come possiamo essere sicuri che in questa conoscenza non ci inganniamo o non veniamo ingannati da un genio cattivo? Ecco la risposta di Descartes : se Dio fosse un genio ingannatore, non potrebbe essere l'Essere perfettissimo. Infatti l'inganno e l'illusione sono segni di debolezza e di imperfezione. Il concetto o l'idea di Essere perfetto, quindi, non include soltanto l'esistenza, ma anche la veracità  e la bontà di Dio.  Un Dio-ingannatore è escluso.
   Il concetto di Dio, pertanto, non viene dedotto dalla conoscenza del mondo: scienza e fede appaiono profondamente distinte, il che evidentemente avrebbe reso possibile una libera evoluzione  sia della scienza naturale che della teologia, La conclusione della terza meditazione testimonia che il riflettere su Dio è ammirazione, adorazione, gioia: lo "spirito, cheche ne resta in certo modo abbagliato"  sperimenta qui " la maggior gioia di cui siamo capaci in questa vita".
- c. Di qui alle cose materiali del mondo esterno il passo non è più difficile: se Dio è verace e buono, l'uomo può essere certo di se stesso e delle cose materiali che lo circondano. Con la sua veracità  e bontà Dio è garante anche della fidatezza della ragione da lui creata, quando questa venga usata rettamente, cioè in maniera chiara e distinta. Io posso essere certo che quello che conosco chiaramente e distintamente (quindi non semplicemente tutte le qualità secondarie della materia, come il colore, la forma, la durezza)  non è inganno o apparenza, ma è vero e, quindi, esiste. Vi diviene insieme chiaro e distinto anche il fatto che la natura  delle cose materiali  è realmente diversa da quella dello spirito umano: (l'io, l'anima) e definito dal pensiero, come le cose materiali lo sono dall'estensione. Nel campo materiale Dio deve essere visto come la causa prima di ogni movimento.

Avvertenza:
(Col superiore brano sospendiamo dal riportare pagine dall'introduzione al testo curato da Hans Kung. Chi è interessato alle oltre mille pagine deve attingere direttamente dal libro. Sul blog continueremo comunque a riflettere su questa ed altre tematiche).

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Alle radici del Cristianesimo sta l'Ebraismo.

Alcune riflessioni e dati di fatto

5) Gli specialisti di Storia per ricostruire la vicenda storico-religiosa di Israele generalmente pigliano in considerazione il Deuteronomio e ne viene fuori che il re (non straniero) non possiede l'immagine di vero monarca. Deve possedere pochi cavalli e poche donne, poco oro e poco argento (in pratica è la descrizione dell'esatto contrario di come un re del Medio-Oriente, in quel periodo, veniva rappresentato). Non solo: il re, deve, piuttosto che comandare, obbedire. Obbedire a chi? Deve obbedire al testo biblico, in particolare al Deuteronomio
Questa descrizione, molto alla lontana ci ricorda, come oggi i governanti, i politici del terzo millennio, dovrebbero non avvalersi di stupidi "autoritarismi", ma dovrebbero obbedire alla "Costituzione".
Oltre che sul Re, il sistema dell'antico Israele, si reggeva pure sui Profeti, figure che si riteva fossero inviati di Yahwech, come nel caso di Mosé, e ai quali si doveva obbedienza.
Ciò che gli storici rilevano è -però- che del periodo monarchico nei libri narrativi non si fa cenno. Segno probabile che i testi sono successivi, risalgono a dopo la fine della monarchia.

In questi ritagli che periodicamente (perora settimanali)  portiamo sul Blog ci proponiamo di tracciare la religione dell'antico Israele a cominciare da quella pre-esilica, da quella pre-monarchica, ben sapendo che i testi di riferimento sono successivi, postumi. 
I quadri "sociali" fondati su testi successivi, secondo gli storici, sono sempre esorbitanti rispetto alla realtà; conviene provare tuttavia a tracciarli se si pensa che pure l'attuale società post-cristiana possiede oggi inestinguibili legami con quei lontani testi.

sabato 19 dicembre 2020

Una riflessione la settimana: Nazione- stato- popolo.

Quale è il senso profondo della parola "nazione" ?

Dato per scontato che non è corretta la convinzione comune, popolare, secondo cui "Nazione" e "Stato" oppure "Popolo" coincidono, passiamo a scandagliare il significato di "nazione".

Nazione (dal latino natio, in italiano «nascita») si riferisce ad una comunità di individui che condividono: il luogo geografico su cui vivono, la cultura, ossia la la lingua, la religione, la storia e le tradizioni, l'etnia e, possibilmente, un governo (in questo caso oltre che nazione quello è uno "stato"). Il senso più profondo di "nazione" è quindi la condivisione di uno stesso "spirito". Alla base, alla radice della parola nazione, c'è il latino natio (=nascita).

Secondo il grande patriota Giuseppe Mazzini per nazione si intende l'insieme di cittadini che si identificano nella stessa lingua, possiedono gli stessi diritti, si muovono come entità sociale. E siccome Mazzini era oltre che un politico anche un uomo dal profondo senso morale, aggiungeva anche un intento pedagogico alla parola "nazione": la nazione educa l'uomo al sacrificio, al dovere e all'etica in funzione della grandezza spirituale della comunità. 

Oggi difficilmente l'aggiunta mazziniana, nelle democrazie pluraliste, troverebbe molti consensi.

Altri per nazione intendono un popolo che ha comuni glorie conseguite nel passato per avere fatto grandi cose insieme e di volerne conseguire insieme ancora altre. L'essenza profonda è, dovrebbe essere,  che gli individui hanno molte cose, molti eventi in comune. In poche parole la "nazione" possiede una memoria condivisa.

Gli arbëreshë d'Italia, fino ad alcuni decenni fa, erano una "nazione" con propria cultura, lingua e storia propria. Pur essendo nazione non costituivano uno Stato. Il che ci fa capire che a volte una nazione è parte di uno Stato. Altre volte una stessa "nazionalità" può comprendere più stati: Austria, Germania e gran parte della Svizzera costituiscono -secondo alcuni- per lingua, Storia, cultura una nazione (nazionalità) su più Stati.

Col passare del tempo lingua, Storia, cultura etc. si sono ovunque diversificate: oggi Australiani, Statunitensi, Canadesi e Britannici pur possedendo la stessa lingua possiedono tratti di Storia e cultura diversificate. Gli arbereshe d'Italia hanno ormai vicende secolari diverse dagli albanesi d'Albania. In questo caso la nazionalità maggiore -quella italiana- nel tempo ha assorbita la minore; nel caso anglo-britannico l'erezione di "Stati" diversi ha allontanati quelle popolazioni dal centro linguistico-culturale iniziale, pur conservando ogni distinta realtà statuale l'originaria lingua. Come d'altronde è capitato prima nel mondo germanico.

venerdì 18 dicembre 2020

L'Uomo. Dalle caverne a ... (3)

 La Rivoluzione scientifica

Virus, Comid-19, Pandemia ... e molto altro

A leggere i libri degli uomini di scienza ci pare di capire che le guerre riescono ad imprimere accellerazioni alle scoperte e ai progressi scientifici. Dal 1940, a guerra iniziata, è iniziata contemporaneamente una sorta di rivoluzione scientifica che ha accantonato consolidate vecchie teorie e postulati. Tradizionali concetti che ritenevamo, in quanto umanità, principi fissi sono stati invece abbandonati per far posto alla "relatività" e pure ... all'indeterminatezza.

Oggi non esistono più i piccoli e raccolti laboratori scientifici dove lavoravano due, massimo tre, ricercatori; adesso la scienza è coltivata in grandi, grandissimi, istituti di ricerca che usano apparecchiature sofisticate, e non solamente grandi ma anche costosissime in linea con le tecniche più avanzate.

   Nella Fisica, le teorie relativiste di Albert Einstein e la teoria dei "quanti" di Max Pòanck hanno completamente alterato il significato di "radiazioni" e soprattutto il concetto di ... spazio e tempo. 

  Oggi a spingere in avanti le conoscenze dell'uomo è la fisica nucleare, che fu spinta in avanti soprattutto per fini militari negli anni cinquanta e sessanta del Novecento (=guerra fredda) ma che al contempo arrecò notevoli benefici agli utilizzi civili e pacifici. Nel 1968 fu inventato il laser che, a modo di esempio, ha innovato l'intero settore dell'ottica e della fisica dei solidi. Col laser è divenuto facile perforare materiali, asportare tumori, eliminare calcoli etc. 

  Leggiamo che con un fascio laser diretto sulla superficie della Luna si può illuminare una superfice lunare dal diametro di km. 2. Gli americani pare che dispongano di  enormi telescopi, installati nelle Hawai, con cui scrutano l'intero emisfero Nord del Cielo.

 Ciò che sicuramente stupisce un pensionato settantenne dei nostri giorni, che negli anni di studio ha avuto a che fare con i libri di Fisica, è che gran parte di quelle conoscenze oggi non sono più valide, o bene che vada sono obsolete. E' cambiata sia l'immagine del mondo e del sapere, come pure sono cambiate le conclusioni che prima potevano trarsi e che oggi non più.

 Prendendo spunto dalla circostanza che a Contessa, decenni fa, vennero a svolgere scavi archeologici nell'area di Entella studiosi dell'Università di Pisa (e ripresi più recentemente), ci capita di poter leggere che esistono nuove rivoluzionarie tecniche utilizzate nella chimica, nella fisica e appunto negli scavi archeologici che avvalendosi di scienze naturali quali la paleontologia, l'antropologia e l'etnografia riescono a far risalire a un'epoca più remota di quanto abbiamo avuto possibilità di apprendere a scuola alcuni decenni fa la comparsa dell'uomo sulla Terra.

 Le scienze biologiche hanno pure esse fatto passi da gigante nella conoscenza del funzionamento degli esseri viventi e della loro riproduzione. E' ormai realtà la possibilità di conoscere il genoma umano (=la struttura completa del patrimonio genetico dell'uomo). E' qui ovviamente insorgono problemi etici.

giovedì 17 dicembre 2020

Eparchia. È venuto meno papas Nicola Schirò

 Papas Nicola Schirò, sacerdote incardinato nella Concattedrale cattolica-bizantina di Palermo, la chiesa della Martorana, è deceduto nella serata di ieri sera.

 Era originario di Palazzo Adriano  dove per qualche tempo ha svolto il servizio ecclesiastico. Da più anni è stato invalido e impossibilitato nei movimenti e a mantenere i contatti con la Parrocchia ed i parrocchiani.

Riposi in pace.

















Foto ripresa da sito fb di Palazzo Adriano
(I Greci di Palazzo Adriano)