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lunedì 24 agosto 2020

Contessa Entellina e Territorio. Flash su Santa Maria del Bosco (7)

 L'Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro

ANTONINO G. MARCHESE

Provincia Regionale di Palermo


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1613
  Filippo Paladini dipinge un quadro (oggi disperso) ritraente "S. Francesca romana che contempla la gloria del paradiso" (A.G. Marchese, 2001, p. 42);
  lo Zoppo di Gangi e il figlio Leonardo Bazzano, dipingono la pala dell'altare maggiore (A.S.P., notaio Vincenzo Rostagno, vol. 17293,c. 435 v., in G. Amendola, 1999, p. 41).

1615
  Vengono commissionati all'argentiere palermitano Francesco Dixidomino due candelieri (G. Mendola, 2001, p. 24).

1623-'27
  (maggio) Costruzione del campanile della nuova chiesa (A. Schirò, 1894, p. 24).

1625
  Vengono eseguiti lavori nell'oratorio al primo piano e nell'appartamento abbaziale (G. Lanza Tomasi, 1968, p.21).

1643
  Si intraprende la demolizione della prima chiesa, "dalla Cappella sacra a San NIcolò Vescovo e Confessore costruita dai monaci Benedettini a man sinistra di chi entrava (A. Schirò, 1894, p. 47).

1644
  Costruzione del refertorio (A. Schirò, 1894, p.53).

1646
   Completamento del monastero (A. Schirò, 1894, p. 54).

1647
  (13 Ottobre) Leonardo Guccione con il vicario del monastero a realizzare una calcara di calcina per produrre la calce necessaria al cantiere benedettino (A.S.P., notaio Giuseppe Almerico da Bisacquino, V stanza, I num., vol. 4054; su cortese segnalazione di A. G. Marchese).

1650
  Da una relazione si apprende che il monastero, nell'anno in questione, è formato da "40 camere, 2 foresterie, noviziato di 8 camere, 2 chiostri, magazzini ed altre camere, forno, cantina, granaio, mulino, campanile con 4 campane, chiesa nuova in costruzione (S. Cucinotta, 1986, p. 438).

domenica 23 agosto 2020

24 Agosto

 24 Agosto 1991

Michail Gorbačëv si dimette da capo del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.

Quello di Gorbačëv è  il destino rovesciato di un gigante senza pace, il comunista che senza volerlo seppellì il comunismo, il patriota che con le migliori intenzioni scavò la fossa allo Stato fondato da Lenin.

In una memorabile intervista a Der Spiegel ebbe a dichiarare che la perestrojka fu un passo obbligato, ultimo, inevitabile tentativo di riformare un sistema ormai ossificato, in bancarotta politica ed economica. 

Al contrario di quanto fecero i compagni cinesi, che aprirono al capitalismo e però strinsero le viti sulla democrazia, Gorbačëv cominciò dalla sovrastruttura politica (la glasnost, le opposizioni, il diritto a manifestare) e si mosse male e poco sulla struttura economica, con mezze riforme e aperture al mercato confuse che più confuse non si poteva. Si trovò costretto dalla pressione del riarmo dell’America reaganiana e sperò negli aiuti dell’Occidente cui aveva promesso di togliere il nemico; cedette pezzo per pezzo i cardini della potenza sovietica, fossero gli euromissili, le armi strategiche e quelle convenzionali o le aree di influenza.

Michail Gorbaciov non si pentì su quantò si trovò a governare. Questo gli fa onore. Sostenne sempre che non si potevano negare i diritti di libertà e democrazia ai popoli vicini, i polacchi, i cechi, gli ungheresi, i tedeschi dell’Est. La frase con cui ammonì Erich Honecker, l’eterno leader della Ddr, innescando la sua fine, risuona ancora oggi: «La vita punisce chi arriva in ritardo».

Cosa succede? Musumeci ... addita gli immigrati

Il presidente della Regione Sicilia Musumeci ordina lo sgombero dei centri d'accoglienza e il trasferimento dei migranti in altri centri italiani per ragioni di sicurezza.

Il Governo Centrale evidenzia che Musumeci non possiede poteri in proposito.

Commenti

I giornali di oggi

 






sabato 22 agosto 2020

Sicilia e lavoro. E adesso le carenze storiche si prova a raccordarle col covid-19

La ferita inferta dal Coronavirus all'economia

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L’impatto maggiore del virus sull’economia sarà sull’occupazione

 Nella giornata di oggi (sabato) sono stati registrati in Sicilia 48 nuovi casi positivi al coronavirus (ieri erano stati 44). 

Le persone in ospedale sono: 53 ricoverati, 8 dei quali in Rianimazione. Non ci sono stati decessi e il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 874 unità. Il numero dei tamponi eseguiti è stato di poco più di 2 mila.

Dei nuovi 48 positivi, 16 sono migranti. 

Il quadro della giornata registra:

--quattro nuovi casi ad Agrigento, 

--quattro a Caltanissetta,

--tre a Catania, 

--undici a Messina, 

--24 a Ragusa (di cui 16 migranti), 

--1 a Siracusa 

--1 a Trapani. 

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Il coronavirus ha ripercussioni sul quadro occupazionale ?

In Sicilia ci sono un milione e 320 mila individui occupati, in flessione congiunturale del 4,8% rispetto al primo trimestre 2020 a fronte di una contrazione dell’1,3% a livello nazionale. Lo si apprende dal Defr 2021-2023 elaborato dall’assessore regionale all’Economia.

“Per il 2020 a fronte di un -8% di Pil a livello statale in Sicilia la perdita risulta di poco inferiore (-7,8%), anche se tale dato non deve risultare confortante sia per la maggior tenuità del rimbalzo previsto per il prossimo anno +3,4% contro il più consistente +4,7% dell’economia nazionale, ma sopratutto poiché si aggiunge alle perdite dal 2008 (quasi un -15%). C’è un’emergenza lavoro cui occorre fare fronte.

  I dati evidenziano infatti che da febbraio 2020 nel Paese il livello di occupazione è diminuito di oltre mezzo milione di unità e le persone in cerca di lavoro di quasi 400 mila, a fronte di un aumento degli inattivi di quasi 900 mila unità. L’effetto sui tassi di occupazione e disoccupazione è la diminuzione di oltre un punto percentuale in tre mesi. Con effetti ancor più gravi in Sicilia come dimostrano i dati del Defr che evidenziano un grave decremento già rispetto allo scorso anno”.

Alle radici del Cristianesimo

Guarigione della suocera di Pietro
  Oggi, quarta domenica di agosto 2020, nella Chiesa cattolica di rito  bizantina, si proclama il brano del Vangelo di Marco 1, 29 -35

    

Liberazione e Servizio
Il primo miracolo: una vecchia malata,
simbolo dell'intera umanità tormentata,
è liberata e da subito si adopera per gli altri.
NOTA correttiva
(in realtà Marco 1, 29-35
sarà proclamato il 20.09.2020)
Ci scusiamo con i lettori

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Dal catechismo della
Chiesa Cattolica

 

I. Libertà e responsabilità

1731 La libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stessi azioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé. La libertà è nell'uomo una forza di crescita e di maturazione nella verità e nella bontà. La libertà raggiunge la sua perfezione quando è ordinata a Dio, nostra beatitudine.

1732 Finché non si è definitivamente fissata nel suo bene ultimo che è Dio, la libertà implica la possibilità di scegliere tra il bene e il male, e conseguentemente quella di avanzare nel cammino di perfezione oppure di venire meno e di peccare. Essa contraddistingue gli atti propriamente umani. Diventa sorgente di lode o di biasimo, di merito o di demerito.

1733 Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non c'è vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. La scelta della disobbedienza e del male è un abuso della libertà e conduce alla schiavitù del peccato.

1734 La libertà rende l'uomo responsabile dei suoi atti, nella misura in cui sono volontari. Il progresso nella virtù, la conoscenza del bene e l'ascesi accrescono il dominio della volontà sui propri atti.

1735 L'imputabilità e la responsabilità di un'azione possono essere sminuite o annullate dall'ignoranza, dall'inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali.

1736 Ogni atto voluto direttamente è da imputarsi a chi lo compie...

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Dal testo
HO TROVATO UNA PAROLA
 padre Pietro Gullo
Comunità Trinità della Pace Edizioni
pag. 377

BRECCE
Impensabili le forme dell'amicizia
Dio ci sorprende dover ci attende l'amico,
traspare nella gioia dove si rinasce nell'amore

  Dopo tanti anni di sacerdozio, è la prima volta che partecipo  ad un matrimonio civile, divorziato lui. Comunitariamente presenti per amicizia. Siamo nel pieno dell'arena del mondo. Dentro,  senza appartenerghi. Tante le contraddizioni ed i conflitti non facilmente risolvibili, nè con le leggi nè con i decreti, soprattutto da parte della Chiesa, anche se dovrà farlo, tornare a chiarire,  a non declinare la Verità, a non mettere coperchi a pentole bollenti. E' certo che il mondo non è capace di aprire strade nuove, persegue strade che giustifica, buonizza, manipola e tutto diventa elegante, bello, accettabile, perchè no ?
  Grandi sfide ci attendono. Tirarci indietro non possiamo e non dobbiamo. Il Vangelo è il Vivente, di oggi. L'Apocalisse è sempre in opera. Se creativamente non iniziamo a dialogare -senza declinare o corrompere la Verità- , se non cominciamo ad inventare strade per veicolare dignità, senso e interpretazione della persona- ci troveremo a difendere scheletri di verità nei musei delle chiese, tra le mummificate santità incapaci di sconvolgere, provocare, osare.
  Ecco, più che attendere inerti e buonisti, dobbiamo osare noi provocare, distendere dovunque tovaglie di Verità, vertigini di valori, purezze di Bellezze anche se immersi nella battaglia, anche col pericolo di essere fraintesi ma non inquinati. Indifferenti, mai. La Verità senza persone che la fanno, resta inghiottita, perchè non si tratta di principi, ma di persone.
  In nome della persona abbiamo partecipato, coinvolgendoci nella celebrazione della vita che non vuol dire approvare o giustificare, ma esserci: quell'esserci della presenza inquietante, l'esserci di chi ti provoca, io ci sono, noi ci siamo! Testimonianza non indifferente l'esserci, valutando e discernendo l'evento e l'accadimento della vita. Anche se tutto fosse avvenuto religiosamente in Chiesa, ugualmente avrei coraggiosamente osato affermare che è in nome della vita che ci siamo, dell'indissolubilità dell'amicizia. Ci siamo perchè amici. Non possiamo separare Dio e l'amico, non posso scrollarmi il Dio che credo dall'amico. Non perchè rappresento Dio, la Chiesa, liturgie e tradizioni, celebro l'amicizia. Dio è l'amico!
  Ciò non porta a giustificare nulla delle intricate questioni contemporanee, nè le strade creative nuove devono essere scimiottate di religiosità anch'esse sepolte. Ma è immergendoci, osando, tentando, stando accanto, insieme, forse sbagliando,  chissà fallendo, che man mano si potrà trovare la forma migliore per la difesa della dignità di ogni persona, dell'amore dovunque accade: "Rinascere all'amore dove semini".
  Se Dio è amico dei poveri, è ai ricchi che bisogna annunciare la Buona Notizia, la Verità. La Beatitudine appartiene ai poveri e a coloro che lo diventano.Non in forma magica, nè con facili e superficiali conversioni. In mezzo c'è la Croce! Bisogna imparare la pazienza della Verità, chè è dare la vita.
  Al confine delle possibilità non bisogna scandalizzarsi di portare la Parola, di gridarla, affermarla, sussurrarla. Molti dei presenti ci hanno ringraziato per la nostra presenza. E' arrivato l'annuncio, la parola si è incarnata ? Non deve subito interessarci. E' la breccia, l'entrata, la possibilità del dialogo, che per adesso bisogna costruire, per innalzare un giorno ponti. Integri e non conformi al mondo. L'amicizia non deve essere confusa con il toccasana. Dolcezza della presenza, dell'accompagnamento, si.
  Ho compreso tante cose partecipando all' "amercicanata" di un matrimonio civile, in una bella villa di proprietà, dai paesaggi naturali non indifferenti. all'impeccabilità dell'organizzazione magnifica.
  La coppia nuziale resta integra nel rispetto e nell'accoglienza verso di me e della comunità. Per questo oso riflettere e abbiamo osato strade nuove nella trasparenza del nostro esserci. "Chi è pronto a supplicare dall'amore, ha per fontana lo sguardo di chi ama".
  Rifletto che i ricchi sono i poveri più poveri. Che non possiamo abbandonarli. Che qualcuno, senza inquinarsi e giustificare, deve farsi carico dei ricchi, poveri tra i poveri. Che bisogna aprire brecce, bussare, osare ai confini. Non è il Gesù del Vangelo vivente che tutti avvicina, chiama, e converte a nuove mense ?
  Che qualcuno abbia compassione dei poveri più poveri, ricchi atteggiati, depressi, non amati, desiderosi del respiro di una parola, superbi perchè da sempre abbandonati, prepotenti perchè chi avrebbe dovuto avvicinarli per amore e dignità, si è colluso e approfittato delle ricchezze.
  Di compassione mi si è inondato il cuore, non perchè ho smarrito la Verità della Giustizia, ma perchè la persona è degna dovunque e chiunque sia, soprattutto tra i ricchi, poveri tra i più poveri. Nella Verità, qualcuno deve iniziare a osare. "Nessuno riconosce la sua storia se non dopo la preghiera di chi si offre".

23 Agosto

 23 Agosto 1990

Germania Ovest e Germania Est annunciano la loro unificazione per il 3 ottobre successivo.

L’unificazione in realtà cominciò nel novembre del 1989 per un errore. Il blocco sovietico, di cui la Germania orientale faceva parte, scricchiolava e in molte parti dell’Europa comunista si organizzavano manifestazioni per chiedere più diritti e libertà. I leader comunisti tedeschi decisero che il modo migliore di gestire gli eventi senza finirne travolti era quello di concedere gradualmente più libertà personali, come la libertà di movimento. Günter Schabowski, il portavoce del governo incaricato di comunicare in una conferenza stampa le novità, fu messo sotto pressione dai giornalisti e si lasciò sfuggire una frase che non aveva concordato con i suoi colleghi: disse che da quel momento il confine tra le due Germanie poteva essere liberamente attraversato. In poche ore migliaia di persone si affollarono ai due lati del muro di Berlino. Gli ordini delle guardie di frontiera non erano però diversi dal solito: fermare, anche con l’uso delle armi, chiunque tentasse l’attraversamento. La folla dal lato orientale, inizialmente spaventata, per alcune ore non tentò di attraversare il confine, poi però cominciò a fare sempre più pressione. 

Le guardie furono costrette a scegliere se cominciare a sparare sulla folla o aprire i confini: scelsero la seconda opzione. A quel punto le cose si mossero molto rapidamente.                             (testo de Il Post, quotidiano on-line)

Motivi per riflettere. Noi gente del XXI secolo

 Fatti e detti vari

Il 20 e 21 settembre 2020 si voterà per un referendum costituzionale sulla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari di Camera e Senato. 

Il referendum avrebbe dovuto svolgersi lo scorso 29 marzo, ma era stato rimandato a causa dell’epidemia da coronavirus. A metà luglio il Consiglio dei ministri aveva stabilito le date del 20 e 21 settembre, accorpando il voto per il referendum confermativo alle regionali e alle elezioni supplettive nei collegi uninominali 3 della Regione Sardegna e 9 della Regione Veneto del Senato e con il voto amministrativo in alcuni comuni.

Paolo Becchi,  filosofo, accademico e blogger 

È grande la tentazione di non riaprire le scuole, di rinviare di nuovo elezioni e referendum, di chiuderci di nuovo a casa. Stanno preparando con cura la narrazione della “seconda ondata” e non è da escludere che si ritorni alla Fase1 Questo governo vive solo grazie all’emergenza.

Mario Adinolfi,  giornalista, politico

Voto no al referendum sul taglio dei parlamentari e ritengo che Salvini, Meloni e Berlusconi commettano un tragico errore votando sì. I 220mila cittadini che il 4 marzo 2018 han votato Popolo della Famiglia hanno evidentemente a cuore la democrazia, noi non ci accodiamo a Di Maio.

Stefano Feltri, giornalista

Ci sono momenti in cui bisogna prendere posizione: ho votato No nel 2016, per le stesse ragioni voterò No anche al referendum di settembre sul taglio dei parlamentari. Come nel 2016, una riforma costituzionale vuole mettere in discussione l’equilibrio tra i poteri in nome di risparmi risibili, imprecisati aumenti di efficienza e interessi politici di breve periodo. Visto che il fronte del Sì non ha altri argomenti che l’ostilità ai parlamentari, non resta che votare No al referendum di settembre.

Emma Bonino, parlamentare +Europa

"Capisco l'imbarazzo del Pd. Sentir parlare del Parlamento come di un covo del malaffare occupato da parassiti, che vanno eliminati come se fossero dei pidocchi, mi fa intellettualmente orrore".

"Riforma? No, questo è un trofeo del partito che voleva chiudere, e non certo riformare il Parlamento". Parola di Emma Bonino.    Lei ha fatto tante battaglie per la Costituzione. Ritiene che il taglio vada contro la Carta?  "La Costituzione è un sistema. Non esiste un numero di parlamentari "giusto" in sé, ma coerente con il quadro istituzionale.

Mila Spicola, pedagotrice e scrittrice

Referendum, cresce il fronte del No e i dem disertano le Tribune elettorali. Intanto è una cosa grave che il PD per puro opportunismo non si schieri apertamente e ufficialmente contro chi vuole da sempre abbattere la Democrazia rappresentativa.

Tomaso Montanari, storico d'arte

“il male dell'Italia sarebbe un eccesso di democrazia: troppi parlamentari, troppa lentezza procedurale, troppi contrappesi, troppi controlli. Il bene della democrazia consisterebbe, invece, nell’efficienza delle decisioni, in un vigoroso decisionismo” No.

Matteo Orfini, parlamentare Pd

«Ci fu garantito che il taglio sarebbe stato preceduto da una nuova legge elettorale proporzionale e accompagnato da modifiche costituzionali che garantissero che quel taglio non sfasciasse l’impianto costituzionale». 

«Quegli impegni non si sono realizzati. E ora come se niente fosse votiamo lo stesso Sì? Praticamente possiamo solo dire sì a ogni capriccio del M5s, anche se si tratta di distruggere la nostra democrazia?».

Coronavirus e negazionisti. Nel terzo millennio c'è ancora chi diffida della Scienza

 Gli Stati Uniti, che sulla carta sono ad oggi la prima potenza non solo economica ma pure sul piano scientifico del pianeta, ha finora 175.245 morti a causa del virus Covid 19, con 1.067 vittime nella sola giornata di ieri.

Nella giornata di ieri (21 Agosto) in
Sicilia i nuovi casi di covid 19
sono stati 44.
La Banca mondiale ha calcolato che -alla situazione ad oggi rilevata- esiste la possibilità che almeno 100 milioni di esseri umani precipitino, a causa della pandemia, nella situazione della povertyà assoluta ed invita i paesi più avanzati a condonare i debiti dei paesi poveri, che allo stato fruiscono di un semplice rinvio dei pagamenti di rimborso.

-La locomotiva economica dell'Europa, la Germania, ha ormai superato il numero dei duemila positivi (=contagiati) al giorno. 

-L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) prevede che dalla pandemia non ne usciremo prima di due anni.

Le mascherine ?

Dovremmo portarle con noi sempre, ogni volta che usciamo da casa. Nelle città della nostra isola, purtroppo, poche sono le persone diligenti che mostrano rispetto per se stessi e sopratutto per gli altri. 

A Contessa Entellina, pure qui, non sempre quando giriamo, nel nostro disabitato paesino, rispettiamo l'indicazione. Molti confidiamo nell'enorme distanziamento che qui -teoricamente- potremmo sfruttare; ma è segno di rispetto alle indicazioni delle Autorità e di rispetto per il prossimo di avere con noi sempre una mascherina ogni volta che -sopratutto- ci rechiamo in un ufficio, esercizio pubblico e/o altro luogo di presumibile aggregazione umana.

22 Agosto

22 Agosto  

 Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime di Atti di Violenza basati  sulla fede religiosa.

Scrive l’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell:  “In tutto il mondo, troppe persone subiscono discriminazioni a causa della loro stessa identità, oppure di ciò in cui credono o in cui non credono. La persecuzione è diretta contro coloro che manifestano la propria religione o il proprio credo mediante il culto e l’istruzione, o che cambiano o abbandonano la propria religione o il proprio credo”.

Josep Borrell Fontelles
E aggiunge: “Con la pandemia di Covid-19 si assiste all’emergere di teorie del complotto, alla ricerca di capri espiatori all’interno di comunità religiose e di credo, con il conseguente moltiplicarsi di appelli pubblici all’odio religioso che costituiscono un incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Si tratta spesso di segnali precursori di attacchi violenti e di altre forme di violazioni e abusi dei diritti umani. Al tempo stesso, gli attori religiosi svolgono un ruolo fondamentale nel fornire soccorso e servizi sociali, contribuendo in tal modo alla lotta globale contro la pandemia”.

 La ricerca di Porte Aperte/Open Doors sulla persecuzione globale dei cristiani, la World Watch List pubblicata il 15 gennaio 2020 (una classifica annuale di 50 paesi in cui è più difficile essere cristiani), rivela una cupa realtà: appartenere a un credo religioso può rendere estremamente vulnerabili a discriminazione, violenza e persecuzione.
La Giornata internazionale per le vittime di atti di violenza basati sul credo religioso è stata istituita da una risoluzione dell’Assemblea Generale ONU che afferma: “Gli stati hanno la responsabilità primaria di promuovere e proteggere i diritti umani, compresi i diritti di persone appartenenti a minoranze religiose, tra cui vi è quello di esercitare la loro religione o credo liberamente".

venerdì 21 agosto 2020

Una riflessione la settimana. Tutto cambia per restare come prima

Appartengo ad una generazione disgraziata

a cavallo fra i vecchi tempi  e i nuovi, e

che si trova a disagio in tutti e due. Per di

più, come lei non avrà potuto fare a meno 

di accorgersi, sono privo di illusioni.

(Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo)

  Il romanzo di Lampedusa ai nostri giorni viene letto con distacco. Eppure si tratta di una lettura tutt’altro che indolore. Si tratta "dell’elogio del sempre uguale” pur senza essere tuttavia un elogio; si tratta infatti di una amara constatazione. In Italia (non solo in Sicilia!) e in quasi tutti i paesi del mondo la trasformazione  rapida (il progresso?) convive con un fondo di immobilità, con una resistenza contro i mutamenti. 

Spesso il nuovo arriva prima della politica e dell’economia. Nella Sicilia e nell’Italia del 1860, la società è cambiata -anche- per restare se stessa. 

Chi si adegua a qualsiasi diversa situazione lo fa per non essere travolto. E' capitato tantissime volte (Quasi tutti fascisti, quasi tutti democristiani, tanti craxiani, tantissimi berlusconiani, ...).

 Don Fabrizio, principe di Salina, è l'incarnazione del “Gattopardo”, è il protagonista che domina il romanzo di Giuseppe Tomasi, principe di Lampedusa. Autore del libro e personaggio si rispecchiano l’uno nell’altro a un secolo di distanza.

L’autore ci dice che per lui la Storia era già finita nel 1860, nel momento in cui con la fine del regno borbonico delle Due Sicilie e con l’ascesa in Italia della borghesia, il declino della nobiltà coincideva con la fine di un mondo e di una cultura: quella a cui i due principi, autore e personaggio, appartenevano: la nobiltà.

 Per il principe Tomasi di Lampedusa  era  inoltre ovvio che morisse ciò che di meglio quella classe aveva saputo produrre nel corso dei secoli. 

Il romanzo è una malinconica elegia, scritta quando, con la fine davvero poco nobile del Regno dei Savoia e con l’avvento della Repubblica, la nobiltà in Italia muore per la seconda volta, essendo già morta da tempo, mentre la borghesia, quella degli anni Cinquanta, continua ad ascendere e ad incrementare la propria ricchezza e il proprio potere.

Azzolina. Italia che segue il vento

Tutti a dubitare di Azzolina

Frasi che abbiamo ascoltato (e letto)

1) "Il ministro Azzolina è inadeguato. Il personale della scuola è fortemente preoccupato perché si vogliono scaricare sulle loro spalle responsabilità ministeriali. Come riaprirà la scuola il 14 settembre?"

2) "Il 14 settembre i nostri ragazzi devono rientrare tutti a scuola e in presenza. La didattica a distanza è stata disastrosa. Per noi punto ineludibile"

3) "La scuola DEVE ripartire. Impossibile che non riparta ma ci vogliono le regole."

giovedì 20 agosto 2020

21 Agosto

21 Agosto 1911

Furto della Gioconda al Louvre.

Vincenzo Peruggia - 30enne decoratore, originario di Dumenza, nel varesino - ha scelto di entrare in azione la mattina di lunedì 21, perché è il giorno di chiusura del Louvre. Si crea prima un alibi perfetto trascorrendo la sera prima in compagnia di amici, a suonare il mandolino al Cafè Rubichat (nel quartiere italiano di Parigi) e a simulare un’ubriacatura.

Avendo prestato servizio al museo e in particolare avendo assistito alle operazioni per sistemare il dipinto nella teca di vetro, Peruggia conosce nei minimi particolari le abitudini del personale e sa che troverà il custode immerso nel sonno.

Staccato il dipinto dalla cornice, se lo infila sotto il cappotto e si allontana lesto. Alle 8,30 il furto è compiuto e l'uomo si dirige in taxi all'appartamento che condivide con un cugino, dove nasconde con cura la preziosa refurtiva. Al museo si accorgono del furto soltanto il giorno dopo, dato che inizialmente si era avanzata l’ipotesi che fosse stato rimosso per fotografarlo. Gli investigatori brancolano nel buio, sui giornali, nei circoli letterari e nei bar non si parla d’altro che del furto della Gioconda. È in questa fase, come sottolineano diversi studiosi, che il mito della Monna Lisa diventa popolare raggiungendo le fasce più popolari, anch'esse incuriosite dalla storia di questa donna e del suo misterioso sorriso.Peruggia, nel frattempo, raggiunge Firenze, dove si mette in contatto con l’antiquario Geri, inviandogli una lettera firmata «Leonardo», nella quale sottolinea il valore “patriottico” del gesto: per lui l’opera appartiene all'Italia ed è disposto a restituirla alla modica cifra di 500mila lire. Viene organizzato un incontro segreto alla pensione "Tripoli" (tutt’ora esistente a Firenze con il nome “La Gioconda”), cui prende parte anche il direttore degli Uffizi, Giovanni Poggi.


Ma è una trappola e il fuggiasco finisce agli arresti. 

Draghi. Italia che segue il vento.

Tutti ad applaudire Draghi

Frasi che abbiamo ascoltato

1) L'Italia partorisce grandi personaggi illustri come Draghi e poi si fa governare da ...

2) Draghi: “il debito lo ripagano i giovani. Dobbiamo dare loro gli strumenti. Attenzione all’egoismo collettivo. Privare un giovane del futuro non è più accettabile. E’ la forma più grave di disuguaglianza”. Applauso. Altro messaggio per chi ha introdotto Quota100?

3) Sono 1 mln e 800 mila adesso i bambini da 0 a 3 anni, di loro solo 350mila ha il posto al nido. Concretamente risolviamo i problemi che ci sono: un milione e mezzo di bambini senza posto al nido.

Perché il problema Istruzione e diseguaglianze inizia là.

4) Però per dare un senso compiuto al suo discorso #Draghi avrebbe dovuto fare almeno un piccolo mea culpa, perché lui fece tutto l'opposto di ciò che ha detto. Comunque sì, discorso più che condivisibile

5) Draghi: ;dovrete abituarvi alla nuova normalità
Il mondo di prima non tornerà più
Strategia della Gradualità.

6) "Il cuore del discorso riguarda i giovani...
L'interruzione dei percorsi educativi allarga senza precedenti le disuguaglianze. Bisogna ripartire dalla qualificazione professionale altrimenti sarà l'ennesima ipoteca sul loro futuro".

7) Il discorso di Draghi contiene elementi importanti di merito e di metodo. Il capitale umano come problema fondamentale dell’Italia e la politica come buongoverno e pragmatismo, e non come vuoto scontro ideologico.

8) Che bello sentire ancora una volta le frasi fatte sul futuro dei giovani. Proposte, soluzioni, iniziative...ne avessi sentito una. Allora io aggiungo, agli anziani del futuro bisogna pensarci oggi perché domani non avranno la pensione.

9) Anche Papa Francesco ieri ha parlato di diseguaglianze di opportunità. È lo stesso concetto espresso da Draghi per i giovani di oggi che, in Italia, non hanno le stesse opportunità che hanno avuto le generazioni passate. Sta a noi dare opportunità ai giovani. A loro sfruttarle.

10) Non so se l’impatto del discorso di Draghi dica più della sua statura o della mortificante angustia della politica e del dibattito pubblico italiani.