L'Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro
ANTONINO G. MARCHESE
Provincia Regionale di Palermo
L'Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro
ANTONINO G. MARCHESE
Provincia Regionale di Palermo
24 Agosto 1991
Michail Gorbačëv si dimette da capo del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.
Quello di Gorbačëv è il destino rovesciato di un gigante senza pace, il comunista che senza volerlo seppellì il comunismo, il patriota che con le migliori intenzioni scavò la fossa allo Stato fondato da Lenin.
In una memorabile intervista a Der Spiegel ebbe a dichiarare che la perestrojka fu un passo obbligato, ultimo, inevitabile tentativo di riformare un sistema ormai ossificato, in bancarotta politica ed economica.
Al contrario di quanto fecero i compagni cinesi, che aprirono al capitalismo e però strinsero le viti sulla democrazia, Gorbačëv cominciò dalla sovrastruttura politica (la glasnost, le opposizioni, il diritto a manifestare) e si mosse male e poco sulla struttura economica, con mezze riforme e aperture al mercato confuse che più confuse non si poteva. Si trovò costretto dalla pressione del riarmo dell’America reaganiana e sperò negli aiuti dell’Occidente cui aveva promesso di togliere il nemico; cedette pezzo per pezzo i cardini della potenza sovietica, fossero gli euromissili, le armi strategiche e quelle convenzionali o le aree di influenza.
Michail Gorbaciov non si pentì su quantò si trovò a governare. Questo gli fa onore. Sostenne sempre che non si potevano negare i diritti di libertà e democrazia ai popoli vicini, i polacchi, i cechi, gli ungheresi, i tedeschi dell’Est. La frase con cui ammonì Erich Honecker, l’eterno leader della Ddr, innescando la sua fine, risuona ancora oggi: «La vita punisce chi arriva in ritardo».
Il presidente della Regione Sicilia Musumeci ordina lo sgombero dei centri d'accoglienza e il trasferimento dei migranti in altri centri italiani per ragioni di sicurezza.
Il Governo Centrale evidenzia che Musumeci non possiede poteri in proposito.
La ferita inferta dal Coronavirus all'economia
+++
L’impatto maggiore del virus sull’economia sarà sull’occupazione
Nella giornata di oggi (sabato) sono stati registrati in Sicilia 48 nuovi casi positivi al coronavirus (ieri erano stati 44).
Le persone in ospedale sono: 53 ricoverati, 8 dei quali in Rianimazione. Non ci sono stati decessi e il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 874 unità. Il numero dei tamponi eseguiti è stato di poco più di 2 mila.
Dei nuovi 48 positivi, 16 sono migranti.
Il quadro della giornata registra:
--quattro nuovi casi ad Agrigento,
--quattro a Caltanissetta,
--tre a Catania,
--undici a Messina,
--24 a Ragusa (di cui 16 migranti),
--1 a Siracusa
--1 a Trapani.
=== === ===
Il coronavirus ha ripercussioni sul quadro occupazionale ?
In Sicilia ci sono un milione e 320 mila individui occupati, in flessione congiunturale del 4,8% rispetto al primo trimestre 2020 a fronte di una contrazione dell’1,3% a livello nazionale. Lo si apprende dal Defr 2021-2023 elaborato dall’assessore regionale all’Economia.
“Per il 2020 a fronte di un -8% di Pil a livello statale in Sicilia la perdita risulta di poco inferiore (-7,8%), anche se tale dato non deve risultare confortante sia per la maggior tenuità del rimbalzo previsto per il prossimo anno +3,4% contro il più consistente +4,7% dell’economia nazionale, ma sopratutto poiché si aggiunge alle perdite dal 2008 (quasi un -15%). C’è un’emergenza lavoro cui occorre fare fronte.
I dati evidenziano infatti che da febbraio 2020 nel Paese il livello di occupazione è diminuito di oltre mezzo milione di unità e le persone in cerca di lavoro di quasi 400 mila, a fronte di un aumento degli inattivi di quasi 900 mila unità. L’effetto sui tassi di occupazione e disoccupazione è la diminuzione di oltre un punto percentuale in tre mesi. Con effetti ancor più gravi in Sicilia come dimostrano i dati del Defr che evidenziano un grave decremento già rispetto allo scorso anno”.
![]() |
| Guarigione della suocera di Pietro |
1731 La libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stessi azioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé. La libertà è nell'uomo una forza di crescita e di maturazione nella verità e nella bontà. La libertà raggiunge la sua perfezione quando è ordinata a Dio, nostra beatitudine. 1732 Finché non si è definitivamente fissata nel suo bene ultimo che è Dio, la libertà implica la possibilità di scegliere tra il bene e il male, e conseguentemente quella di avanzare nel cammino di perfezione oppure di venire meno e di peccare. Essa contraddistingue gli atti propriamente umani. Diventa sorgente di lode o di biasimo, di merito o di demerito. 1733 Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non c'è vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. La scelta della disobbedienza e del male è un abuso della libertà e conduce alla schiavitù del peccato. 1734 La libertà rende l'uomo responsabile dei suoi atti, nella misura in cui sono volontari. Il progresso nella virtù, la conoscenza del bene e l'ascesi accrescono il dominio della volontà sui propri atti. 1735 L'imputabilità e la responsabilità di un'azione possono essere sminuite o annullate dall'ignoranza, dall'inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali. 1736 Ogni atto voluto direttamente è da imputarsi a chi lo compie... ==^^^== |

23 Agosto 1990
Germania Ovest e Germania Est annunciano la loro unificazione per il 3 ottobre successivo.
Le guardie furono costrette a scegliere se cominciare a sparare sulla folla o aprire i confini: scelsero la seconda opzione. A quel punto le cose si mossero molto rapidamente. (testo de Il Post, quotidiano on-line)

Fatti e detti vari
Il 20 e 21 settembre 2020 si voterà per un referendum costituzionale sulla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari di Camera e Senato.
Il referendum avrebbe dovuto svolgersi lo scorso 29 marzo, ma era stato rimandato a causa dell’epidemia da coronavirus. A metà luglio il Consiglio dei ministri aveva stabilito le date del 20 e 21 settembre, accorpando il voto per il referendum confermativo alle regionali e alle elezioni supplettive nei collegi uninominali 3 della Regione Sardegna e 9 della Regione Veneto del Senato e con il voto amministrativo in alcuni comuni.
Paolo Becchi, filosofo, accademico e blogger
È grande la tentazione di non riaprire le scuole, di rinviare di nuovo elezioni e referendum, di chiuderci di nuovo a casa. Stanno preparando con cura la narrazione della “seconda ondata” e non è da escludere che si ritorni alla Fase1 Questo governo vive solo grazie all’emergenza.
Mario Adinolfi, giornalista, politico
Voto no al referendum sul taglio dei parlamentari e ritengo che Salvini, Meloni e Berlusconi commettano un tragico errore votando sì. I 220mila cittadini che il 4 marzo 2018 han votato Popolo della Famiglia hanno evidentemente a cuore la democrazia, noi non ci accodiamo a Di Maio.
Stefano Feltri, giornalista
Ci sono momenti in cui bisogna prendere posizione: ho votato No nel 2016, per le stesse ragioni voterò No anche al referendum di settembre sul taglio dei parlamentari. Come nel 2016, una riforma costituzionale vuole mettere in discussione l’equilibrio tra i poteri in nome di risparmi risibili, imprecisati aumenti di efficienza e interessi politici di breve periodo. Visto che il fronte del Sì non ha altri argomenti che l’ostilità ai parlamentari, non resta che votare No al referendum di settembre.
Emma Bonino, parlamentare +Europa
"Capisco l'imbarazzo del Pd. Sentir parlare del Parlamento come di un covo del malaffare occupato da parassiti, che vanno eliminati come se fossero dei pidocchi, mi fa intellettualmente orrore".
"Riforma? No, questo è un trofeo del partito che voleva chiudere, e non certo riformare il Parlamento". Parola di Emma Bonino. Lei ha fatto tante battaglie per la Costituzione. Ritiene che il taglio vada contro la Carta? "La Costituzione è un sistema. Non esiste un numero di parlamentari "giusto" in sé, ma coerente con il quadro istituzionale.
Mila Spicola, pedagotrice e scrittrice
Referendum, cresce il fronte del No e i dem disertano le Tribune elettorali. Intanto è una cosa grave che il PD per puro opportunismo non si schieri apertamente e ufficialmente contro chi vuole da sempre abbattere la Democrazia rappresentativa.
Tomaso Montanari, storico d'arte
“il male dell'Italia sarebbe un eccesso di democrazia: troppi parlamentari, troppa lentezza procedurale, troppi contrappesi, troppi controlli. Il bene della democrazia consisterebbe, invece, nell’efficienza delle decisioni, in un vigoroso decisionismo” No.
Matteo Orfini, parlamentare Pd
«Ci fu garantito che il taglio sarebbe stato preceduto da una nuova legge elettorale proporzionale e accompagnato da modifiche costituzionali che garantissero che quel taglio non sfasciasse l’impianto costituzionale».
«Quegli impegni non si sono realizzati. E ora come se niente fosse votiamo lo stesso Sì? Praticamente possiamo solo dire sì a ogni capriccio del M5s, anche se si tratta di distruggere la nostra democrazia?».
Gli Stati Uniti, che sulla carta sono ad oggi la prima potenza non solo economica ma pure sul piano scientifico del pianeta, ha finora 175.245 morti a causa del virus Covid 19, con 1.067 vittime nella sola giornata di ieri.
![]() |
| Nella giornata di ieri (21 Agosto) in Sicilia i nuovi casi di covid 19 sono stati 44. |
-La locomotiva economica dell'Europa, la Germania, ha ormai superato il numero dei duemila positivi (=contagiati) al giorno.
-L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) prevede che dalla pandemia non ne usciremo prima di due anni.
Le mascherine ?
Dovremmo portarle con noi sempre, ogni volta che usciamo da casa. Nelle città della nostra isola, purtroppo, poche sono le persone diligenti che mostrano rispetto per se stessi e sopratutto per gli altri.
A Contessa Entellina, pure qui, non sempre quando giriamo, nel nostro disabitato paesino, rispettiamo l'indicazione. Molti confidiamo nell'enorme distanziamento che qui -teoricamente- potremmo sfruttare; ma è segno di rispetto alle indicazioni delle Autorità e di rispetto per il prossimo di avere con noi sempre una mascherina ogni volta che -sopratutto- ci rechiamo in un ufficio, esercizio pubblico e/o altro luogo di presumibile aggregazione umana.
22 Agosto
Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime di Atti di Violenza basati sulla fede religiosa.
Scrive l’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell: “In tutto il mondo, troppe persone subiscono discriminazioni a causa della loro stessa identità, oppure di ciò in cui credono o in cui non credono. La persecuzione è diretta contro coloro che manifestano la propria religione o il proprio credo mediante il culto e l’istruzione, o che cambiano o abbandonano la propria religione o il proprio credo”.
E aggiunge: “Con la pandemia di Covid-19 si assiste all’emergere di teorie del complotto, alla ricerca di capri espiatori all’interno di comunità religiose e di credo, con il conseguente moltiplicarsi di appelli pubblici all’odio religioso che costituiscono un incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Si tratta spesso di segnali precursori di attacchi violenti e di altre forme di violazioni e abusi dei diritti umani. Al tempo stesso, gli attori religiosi svolgono un ruolo fondamentale nel fornire soccorso e servizi sociali, contribuendo in tal modo alla lotta globale contro la pandemia”.
Josep Borrell Fontelles
La ricerca di Porte Aperte/Open Doors sulla persecuzione globale dei cristiani, la World Watch List pubblicata il 15 gennaio 2020 (una classifica annuale di 50 paesi in cui è più difficile essere cristiani), rivela una cupa realtà: appartenere a un credo religioso può rendere estremamente vulnerabili a discriminazione, violenza e persecuzione.
La Giornata internazionale per le vittime di atti di violenza basati sul credo religioso è stata istituita da una risoluzione dell’Assemblea Generale ONU che afferma: “Gli stati hanno la responsabilità primaria di promuovere e proteggere i diritti umani, compresi i diritti di persone appartenenti a minoranze religiose, tra cui vi è quello di esercitare la loro religione o credo liberamente".
Appartengo ad una generazione disgraziata
a cavallo fra i vecchi tempi e i nuovi, e
che si trova a disagio in tutti e due. Per di
più, come lei non avrà potuto fare a meno
di accorgersi, sono privo di illusioni.
(Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo)
Il romanzo di Lampedusa ai nostri giorni viene letto con distacco. Eppure si tratta di una lettura tutt’altro che indolore. Si tratta "dell’elogio del sempre uguale” pur senza essere tuttavia un elogio; si tratta infatti di una amara constatazione. In Italia (non solo in Sicilia!) e in quasi tutti i paesi del mondo la trasformazione rapida (il progresso?) convive con un fondo di immobilità, con una resistenza contro i mutamenti.
Chi si adegua a qualsiasi diversa situazione lo fa per non essere travolto. E' capitato tantissime volte (Quasi tutti fascisti, quasi tutti democristiani, tanti craxiani, tantissimi berlusconiani, ...).
Don Fabrizio, principe di Salina, è l'incarnazione del “Gattopardo”, è il protagonista che domina il romanzo di Giuseppe Tomasi, principe di Lampedusa. Autore del libro e personaggio si rispecchiano l’uno nell’altro a un secolo di distanza.
L’autore ci dice che per lui la Storia era già finita nel 1860, nel momento in cui con la fine del regno borbonico delle Due Sicilie e con l’ascesa in Italia della borghesia, il declino della nobiltà coincideva con la fine di un mondo e di una cultura: quella a cui i due principi, autore e personaggio, appartenevano: la nobiltà.
Per il principe Tomasi di Lampedusa era inoltre ovvio che morisse ciò che di meglio quella classe aveva saputo produrre nel corso dei secoli.
Il romanzo è una malinconica elegia, scritta quando, con la fine davvero poco nobile del Regno dei Savoia e con l’avvento della Repubblica, la nobiltà in Italia muore per la seconda volta, essendo già morta da tempo, mentre la borghesia, quella degli anni Cinquanta, continua ad ascendere e ad incrementare la propria ricchezza e il proprio potere.
Tutti a dubitare di Azzolina
Frasi che abbiamo ascoltato (e letto)
1) "Il ministro Azzolina è inadeguato. Il personale della scuola è fortemente preoccupato perché si vogliono scaricare sulle loro spalle responsabilità ministeriali. Come riaprirà la scuola il 14 settembre?"
2) "Il 14 settembre i nostri ragazzi devono rientrare tutti a scuola e in presenza. La didattica a distanza è stata disastrosa. Per noi punto ineludibile"
3) "La scuola DEVE ripartire. Impossibile che non riparta ma ci vogliono le regole."
21 Agosto 1911
Furto della Gioconda al Louvre.
Vincenzo Peruggia - 30enne decoratore, originario di Dumenza, nel varesino - ha scelto di entrare in azione la mattina di lunedì 21, perché è il giorno di chiusura del Louvre. Si crea prima un alibi perfetto trascorrendo la sera prima in compagnia di amici, a suonare il mandolino al Cafè Rubichat (nel quartiere italiano di Parigi) e a simulare un’ubriacatura.
Avendo prestato servizio al museo e in particolare avendo assistito alle operazioni per sistemare il dipinto nella teca di vetro, Peruggia conosce nei minimi particolari le abitudini del personale e sa che troverà il custode immerso nel sonno.
Staccato il dipinto dalla cornice, se lo infila sotto il cappotto e si allontana lesto. Alle 8,30 il furto è compiuto e l'uomo si dirige in taxi all'appartamento che condivide con un cugino, dove nasconde con cura la preziosa refurtiva. Al museo si accorgono del furto soltanto il giorno dopo, dato che inizialmente si era avanzata l’ipotesi che fosse stato rimosso per fotografarlo. Gli investigatori brancolano nel buio, sui giornali, nei circoli letterari e nei bar non si parla d’altro che del furto della Gioconda. È in questa fase, come sottolineano diversi studiosi, che il mito della Monna Lisa diventa popolare raggiungendo le fasce più popolari, anch'esse incuriosite dalla storia di questa donna e del suo misterioso sorriso.Peruggia, nel frattempo, raggiunge Firenze, dove si mette in contatto con l’antiquario Geri, inviandogli una lettera firmata «Leonardo», nella quale sottolinea il valore “patriottico” del gesto: per lui l’opera appartiene all'Italia ed è disposto a restituirla alla modica cifra di 500mila lire. Viene organizzato un incontro segreto alla pensione "Tripoli" (tutt’ora esistente a Firenze con il nome “La Gioconda”), cui prende parte anche il direttore degli Uffizi, Giovanni Poggi.
Tutti ad applaudire Draghi
Frasi che abbiamo ascoltato
1) L'Italia partorisce grandi personaggi illustri come Draghi e poi si fa governare da ...
2) Draghi: “il debito lo ripagano i giovani. Dobbiamo dare loro gli strumenti. Attenzione all’egoismo collettivo. Privare un giovane del futuro non è più accettabile. E’ la forma più grave di disuguaglianza”. Applauso. Altro messaggio per chi ha introdotto Quota100?
3) Sono 1 mln e 800 mila adesso i bambini da 0 a 3 anni, di loro solo 350mila ha il posto al nido. Concretamente risolviamo i problemi che ci sono: un milione e mezzo di bambini senza posto al nido.