Osservando Contessa,
una fotografia sociale
della Sicilia ampia
Sfogliando i giornali in questi giorni leggiamo per il nostro Paese (l’Italia) prospettive non buone, non incoraggianti. Poi se col pensiero andiamo sul nostro “paese”, Contessa Entellina, e leggiamo, anzi ci accorgiamo, di dati statistici pessimi, per niente incoraggianti, l’umore non può che deprimersi.
Siamo, a Contessa, sempre di meno in quanto residenti e osservando l’Italia siamo sempre di meno pure in quanto italiani. E però colpisce di più la tendenza all’eclisse di noi, di noi ”contessioti”, ormai ridotti a comunità con assoluta prevalenza di gente anziana. Le tante abitazioni ri-costruite nel post terremoto, a dire di un amico, sono per oltre il 70-80% non occupate permanentemente nel corso dell’anno.
Vero è che viviamo sempre più a lungo e che i pensionati aumentano in numero, ma e’ anche vero che gli occupati -e le persone in età di intraprendere- diminuiscono. Pare di evocare quel professore di “economia politica”, che in anni ormai lontani, per spiegare a noi studenti il quadro dell’economia stagnante ci additava proprio questi fenomeni decadenti, evocati e rilevabili da chiunque in quel che resta della Contessa Entellina comunitaria.
![]() |
| Con l'espressione "meridione a perdere" si fa riferimento all'allarmante fenomeno di impoverimento demografico, economico e sociale che colpisce il Sud Italia, caratterizzato principalmente da una costante fuga di cervelli e dallo spopolamento delle aree interne. Sebbene in alcuni periodi si registrino segnali congiunturali di crescita economica o dell'occupazione rispetto al Nord, il bilancio di lungo termine del Mezzogiorno resta fortemente negativo a causa di flussi migratori e dinamiche demografiche sfavorevoli. Tra il 2019 e il 2026, la popolazione giovanile (18-35 anni) nel Mezzogiorno è diminuita del 7,6%, mentre al Nord è cresciuta del 4,8%. In alcune Province si registrano cali superiori all'11-12%. |
E se Contessa Entellina si avvia alla desertificazione (chiudono officine meccaniche, c’è un unico forno-negozio alimentare, non ci sono né saloni barbieri né parrucchieri e per qualsiasi esigenza di vita bisogna rivolgerci a Sambuca o a Bisacquino o a Corleone), ci viene ricordato da taluni che il nostro Ente locale spende soldi soverchianti, non per sostenere l’economia sociale dipinta da tutti morente, ma per le feste che interessano i politici, e solamente loro che sorprendentemente, ci viene riferito, si ritengono soddisfatti di questa strana conduzione e vocazione comunitaria.
Nel 2025 sono nati, al livello nazionale, 3,8% di bambini in meno rispetto al 2024 e ancora su questa dimensione nei primi sette messi del 2026. Questi dati comportano conseguenze importanti, collettive e individuali. Se, da un lato, godiamo di una vita più lunga e di un più lungo lasso di tempo durante il quale la società ci dà sostentamento senza obbligarci a lavorare, dall’altro siamo -come residenti- sempre di meno, produciamo di meno, il numero degli occupati diminuisce e si affacciano molti dubbi sulla capacità dello Stato del benessere di sostenere a lungo i benefici che ha assicurato finora. Gli aumenti pensionistici e lavoristici non compensano l’inflazione sfuggita ormai dal controllo delle autorità.
E pero’, comunitariamente localmente, dedichiamo tempo, impegno e propensioni alle feste paesane, ignorando che il sociale ha, dovrebbe avere, valenza umana più dello spettacolo e dell’esibizionismo/protagonismo.
A fronte dell’impiego del denaro pubblico, considerato spesso assistenziale o temporaneo (come i passati incentivi di decontribuzione inps), i movimenti socio-politici e sindacali meridionalisti continuano a chiedere riforme strutturali vere e infrastrutturali profonde. L'obiettivo è, non può che essere, quello di permettere al Sud di trattenere i propri talenti e produrre ricchezza in modo autonomo, superando una storica subalternità economica. Sopratutto non serve denaro pubblico destinato a feste e distrazioni dai problemi veri: questo era il sistema ottocentesco di governo dei Borboni sul meridione italiano.
(Segue)

Nessun commento:
Posta un commento