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mercoledì 26 giugno 2019

10 giugno (1940). L'Italia va in guerra

In una analisi di Giorgio Bocca, che gli storici ritengono abbastanza fondata, la seconda guerra mondiale non è scoppiata solamente per le argomentazioni di natura socio-economica che avevano avuto origine negli anni venti e che ripercutevano effetti ancora in tutti gli anni trenta di cui abbiamo tracciato alcuni aspetti nella precedente pagina su questo tema. 

Scrive Bocca: "Le cause politiche più immediate della guerra mondiale si riconducono al gioco eterno e anche un pò banale per cui scoppiano le guerre: la stanchezza, la pigrizia dei ricchi e la voglia di rivincita dei poveri o sconfitti. Ma qui c'è qualcosa di più, qui c'è l'esito finale e catastrofico del decadimento della cultura europea. Una cultura vecchia, anzi, decrepita, abituatasi nei millenni a considerare l'Europa come il centro unico e insostituibile dell'Universo; certa che l'egemnia del mondo si giochi, in ultima istanza, nel conflitto fra le grandi potenze europee; e che in questi conflitti abbiano parte decisiva quei valori idealistici che hanno pervaso il romanticismo, creato il nazionalismo, assunto aspetti deliranti nei fascismi.". 

Imputati principali secondo gran parte della storiografia sono quindi il "nazionalismo" che oggi chiamiamo sovranismo ed il "fascismo", la parte più esasperata del nazionalismo. La propaganda nazi-fascista preannunciava infatti col proprio linguaggio condito di parole come coraggio, volontà, eroismo, patria, stirpe, razza gli intendimenti di fondo da perseguire ai danni degli altri.
Nulla veniva considerato dal nazi-fascismo sulle conseguenze di una guerra combattuta nel XX secolo più che dal valore dei militari, come fosse la guerra delle Termopoli,  da immensi apparati e macchine militari industriali, capaci -alla fine- di far saltare il pianeta come ha effettivamente dimostrato l'uso -limitato a due ordigni- della bomba atomica  su due importanti città giapponesi.

Hitler e gli altri suoi alleati-subordinati (Mussolini) hanno acceso il fuoco pensando di trovarsi ancora ai tempi di Napoleone. Non sapevano di cosa si trattasse fare una guerra contro l'intero mondo nel XX secolo. 
Certo gli apparati industriali tedeschi erano fra i più avanzati, ma il modo di pensare politico del nazi-fascismo era quello "romantico-ottocentesco".
Questo modo di pensare vecchio non era esclusività nazi-fascista; i francesi, del fronte anti/nazista crollarono piuttosto facilmente dinnanzi all'avanzata tedesca perchè ritenevano che col patriottismo e l'eroismo si potesse fermare l'avanzata dei mezzi corazzati hitleriani.

Come sempre nella Storia, a creare problemi non previsti, anche per la seconda guerra mondiale, le responsabilità vanno fatte risalire agli ignoranti che il popolo, specialmente nei periodi di crisi, predilige sugl studiosi ed i competenti.

La Germana nazista, figlia della pesante sconfitta del 1914-18, era in mano a gente che i sociologi definiscono piccoli-borghesi (ignoranti abbastanza e privi di vera visione del domani). Hitler, Goebbels, Goring etc. erano completamente asciutti della reale situazione del mondo. Ritenevano gli americani gente incapace di tutto, magari all'altezza di produrre lamette da barba ma asciutti nell'arte militare.

Gli economisti oggi riconoscono che l'apparato industriale tedesco di fine anni trenta era fra i più avanzati del mondo e che di contro la classe politica nazi-fascista al potere era fra le più ignoranti del pianeta.
L'arretratezza culturale nazi-fascista, ferma all'idealismo ottocentesco, che permeava l'intera società tedesca con i concetti di obbedienza totale e irragionevole verso le autorità (pensiamo ai lager dove vennero bruciati per volontà di "fanatici"  6milioni di essere umani, perchè ebrei) ha fatto il resto. 

I tedeschi che acquisirono nei primi anni di guerra successi mlitari e che sembrarono imbattibili, in realtà erano fragili e deboli nell'impostazione culturale. Il lungo termine ha svelato infatti la loro fragilità: pensavano ad una grande patria ai danni degli altri popoli quando proprio i grandi e antichi paesi coloniali -seppure vincitori finali della guerra- si accingevano a perdere tutti i domini d'oltremare (Gran Bretagna, Francia, Olanda etc.). 

Si, la classe politica nazi-fascista era composta da incompetenti e da ignoranti; oltre che da esseri poco-umani, anzi violenti. La loro ignoranza  ed incmpetenza è costata i 50miloni di vittime della seconda guerra mondiale.

martedì 25 giugno 2019

Hanno detto ... ...

MATTEO SALVINI, ministro degli interni
 L'Italia non si fa dettare le regole da una Ong pagata da chissà chi. Se la SeaWatch avesse avuto a cuore la salute delle persone a bordo, in questi 13 giorni sarebbe già andata in Olanda.
Per me può rimanere in mare fino a Natale o Capodanno, in Italia non arriva.
Porti chiusi.

GIANRICO CAROFIGLIO, scrittore, ex politico ed ex magistrato 

Vangelo di Matteo:
“venite benedetti del Padre... perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato”
A margine della tragedia della Sea Watch: essere cristiani è questo, non ostentare un rosario nei comizi.

GUIDO CROSETTO, già parlamentare fdi
Roma:
Non avevano mai amministrato nemmeno la loro camera da letto. Sono arrivati pensando di essere i migliori del mondo. Sui rifiuti non volevano le discariche ma nemmeno gli inceneritori. Non si capiva però dove dovessero finire. Ora lo sappiamo: per strada, sotto casa.

GIOVANNI TRIA, ministro dell'Economia

"Noi pensiamo che l'Italia rispetti in modo sostanziale le regole di bilancio europee e sono ottimista per questa ragione riguardo alla procedura europea". Così il ministro dell'Economia, Giovanni Tria parlando al Seminario di Economia Internazionale di Villa Mondragone.
"Non vedo ostacoli per un accordo" con l'Ue: "per un'economia a crescita zero l'obiettivo di un deficit pubblico del 2,1% per l'anno corrente rappresenta una politica di bilancio più che prudente e noi arriveremo a questo livello di deficit grazie ad una gestione prudenziale anche se stiamo implementando le politiche sociali programmate decise con l'ultima legge di bilancio". 
Il taglio delle tasse "certamente fa parte dei nostri obiettivi", ha detto Tria a chi gli domandava se ci sarà il taglio delle tasse come richiesto dal vicepremier, Matteo Salvini. "Il Parlamento ha approvato questo. L'aumento dell'Iva dall'anno prossimo fa parte dell'attuale legge dello stato. Stiamo lavorando per evitarlo", spiega . "Per il futuro l'idea è quella di tenere il deficit basso e continuare con l'obiettivo di diminuzione del debito non attraverso l'innalzamento delle tasse ma attraverso più basse spese correnti: questo è il nostro impegno verso il Parlamento e stiamo lavorando per soddisfare questo mandato con la prossima legge di bilancio".



Cosa capita all'umanità ?

Emigrazione siciliana di fine '800
A Contessa Entellina in questo tramonto del secondo decennio del XXI secolo siamo rimasti in pochi, davvero in pochi. In una foto degli anni cinquanta che riprende l'intera classe scolastica  maschile della prima elementare, il maestro era Pasquale Caruso da alcun anni deceduto, eravamo cinquanta ragazzi. Tutti maschi. Contessa contava tremilaecinquecento abitanti.

Una insegnante nei giorni scorsi mi faceva sapere come -ai nostri giorni-  sia divenuto difficile comporre le classi della scuola elementare: si parla infatti di potenziali classi scolastiche miste (maschi e femmine) di cinque, sei, sette ragazzi.

La questione -ovviamente- non riguarda solamente il nostro paese. L'intera area interna dell'Isola continua a svuotarsi di persone, a constatare il degradarsi delle strade di collegamento e delle infrastrutture che dovrebbero servire a meglio congiungere e a meglio far convivere le persone e le comunità. 
A Contessa lo spopolamento lo notiamo non solo nell'immenso patrimonio edilizi post-terremoto non abitato, non animato dalla presenza umana, ma anche e soprattutto dalle erbe, erbacce, che spuntano ovunque e che caratterizzano tutte le strade, forse un pò meno  due/tre assi viari principali.
E sul piano individuale ?
Ieri la vita indviduale era quasi influenzata, per non scrivere condizionata, dalla vita di quartiere, dal parentato, dalle suore e dai sacerdoti. Oggi è sviluppatissima la coscienza individuale, a volte persino astiosa nei confronti degli altri.
L'eloquio con gli altri è asciutto, esiste una consolidata allergia alle feste religiose e non che un tempo unficavano credenti e agnostici. Nella spesa comunitaria prevale un'acuta sensibilità all’inutile e una evidente trascuratezza su ciò che servirebbe.
A creare questo clima di umanità/disumanità svolgono un ruolo non indifferente i media, la Tv sopratutto.
Sulla Sea Watch 3, al largo delle coste siciliane, di Pantelleria, ci sono 42 migranti a bordo da 12 giorni. Il clima umano dei nostri giorni è tale che nessuno ne parla, i media si occupano d'altro, i governanti fanno vanto di -sostengono- avere chiuso i porti.
Noi di Contessa abbiamo perso memoria di ciò che nonni e bisnonni ci hanno tramandato sulle migliaia (si, migliaia) di contessioti che giungevano al largo delle coste Usa, brasiliane, argentine e per mesi e mesi erano costretti all'umiliazione, alla sofferenza, al dolore dei respingimenti, alle quarantene. Quei contessioti mai tuttavia pensarono -a fronte dell'ostentato odio nei loro confronti- di tornare "a casa loro". I reggitori politici della Patria nei loro confronti non avevano mostrato -per secoli- umanità, per secoli. Erano partiti in cerca di una nuova Patria ben sapendo che avrebbero incontrato pure lontano da "casa loro" disumanità, ma che avrebbero con difficoltà incontrato pure speranza di sopravvivere. Oggi -a New Orleans- l'Associazione Contessa Entellina conta più di diecimila soci.

domenica 23 giugno 2019

Alle radici del Cristianesimo

Il tesoro di Sapienza dell'Oriente Cristiano

Citazione N. 1

Dio è, nel mondo invisibile,ciò che il sole è nel mondo visibile: sorgente di luce. ...
Il Sole illumina gli occhi, Dio la mente. Il sole è ciò che di più bello vi sia fra le cose che vediamo, Dio lo è tra quelle che conosciamo.

 San Gregorio Nazianzeno 


I giornali di oggi



























































sabato 22 giugno 2019

Contessa Entellina. Uno sguardo alla realtà agricola

I coltivatri diretti, quelli definibili tali perchè inquadrati negli elenchi professionali e previdenziali, che hanno la residenza a Contessa E., sono meno di dieci unità.
Davvero pochi ! anche se bisogna inoltre evidenziare che sull'intero territorio comunale operano complessivamente una sessantina di aziende condotte da coltivatori diretti però residenti in comuni diversi da Contessa.

Questo quadro significa che l'intero territorio è sostanzialmente gestito, sotto il profilo agricolo, da soggetti con profili diversi da quello di coltivatore diretto  (braccianti, pensionati, casalinghe, professionisti etc.).
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Per restare nel campo agricolo riferiamo che il nostro Comune in questi giorni sta curando la distribuzione delle cartelle "Imu terreni agricoli 2014" proprio a quegli operatori agricoli "non coltivatori diretti", ritardatari.

10 giugno (1940). L'Italia va in guerra

Perchè quella guerra ?

Secondo Giorgio Bocca,  scrittore e giornalista deceduto nel 2011, la seconda guerra mondiale, causa di 50milioni di morti, fu un evento "ineluttabile" e la sua prima causa fu "la crisi economica" scoppiata nel 1929.

Il sistema di libero mercato si ritrovò immerso in una crisi di "sovraproduzione" e in America (Usa) le industrie cominciarono a chiudere e gli operai, a milioni, si ritrovarono senza lavoro per anni.

A) Il presidente democratico Franklin Delano Roosevelt, eletto nel 1933, per arginare la spirale negativa della crisi economica, adotta -per la prima volta in un paese ad economia liberista- interventi che oggi definiamo socialisti/socialdemocratici; col piano denominato New Deal lo Stato vara massicci progetti e interventi di opere pubbliche per riassorbire la vasta e prolungata disoccupazione nel paese.
B) In Europa, dove la crisi mordeva altrettanto pesantemente, i paesi colonialisti (Gran Bretagna e Francia, soprattutto) si chiusero nell'imperialismo protezionista (oggi diremmo: sovranista), ossia madrepatria e colonie chiusero le loro economie con altissime barriere dganali.
C) I paesi a guida nazi-fascista per reagire alla crisi non pensarono alla soluzione "socialdemocratica" del  welfare state ma a preparare la guerra (werfare state), ossia pianificarono le loro economie (industrie ed occupazione) per preparare la guerra.
Partì cosi la programmazione della corsa agli armamenti, accompagnata dall'ideologia, dalla filosofia, della guerra per poter disporre di una massa di arsenali bellici superiori a quelli dei paesi avversari.
Fra il 1938/1939 la Germania ed il Giappone erano già in condizioni di primato per quanto attiene gli armamenti. Il resto del mondo (paesi occidentali da un lato e Unione Sovietica dall'altro) era indietro di almeno due anni.

I paesi dell'asse, Germania e Giappone con l'Italia in grave affanno e ritardo, pensavano di poter accendere i fuochi e di stringere nella morsa l'intero mondo nel massimo di tempo di due anni. Ritenevano un grande loro vantaggio le diversità di visioni politiche esistenti nel fronte avversario: 
-Stati Uniti paese democratico, 
-Gran Bretagna e Francia paesi coloniali,
-Russia paese comunista.
In effetti Gran Bretagna e Francia tardarono, a causa della diffidenza nei confronti dell'Unione Sovietica, ad intervenire per difendere la Cecoslovacchia invasa dai tedeschi. Da parte sua Stalin nei primi mesi di guerra se la godette perchè l'Occidente europeo si "scanna" da sè (paesi nazi-fascisti da un lato e paesi coloniali dall'altro).
L'equivoco, in quei primi mesi di guerra, raggiunse l'epilogo proprio con lo smarrimento della cultura europea a corpo unico e con la Germania di Hitler che approfittò sia del mancato accordo Francia/Gran Bretagna con la Russia che della volontà americana in favore dell'isolazionismo.

Germania ed Italia eccitarono i loro popoli con parole d'ordine che suonarono con coraggio-volontà-eroismo-patria-stirpe-razza; linguaggio che oggi definiamo nazionalista o "sovranista"

venerdì 21 giugno 2019

"O bella Albania". Un paese da pochi decenni democratico in cui le istituzioni rischiano di esplodere

Pochi giorni fa abbiamo sul blog trattegiato la difficile situazone istituzionale dell'Albania; adesso alcuni giornali oltre che evidenziare come a Tirana si respiri la forte calura estiva mettono in evidenza come il collasso politico abbia raggiunto livelli non immaginabili per un paese che insiste nel contiinente europeo.
La frattura fra il governo a guida socialista e l'opposizione democratica (centro-destra) che fra l'altro ha fatto dimettere dal Parlamento i suoi rappresentanti, è -appare- insanabile.

Edi Rama, il premiier in carica, forte del successo elettorale intende andare avanti e ha già da tempo indetto per il 30 giugno le elezioni amministrative negli enti locali. 
L'opposizione ha da parte sua preannunciato che boicotterà i seggi. Il Presidente della Repubblica, Ilir Meta, politico di centro-destra, ha emesso un decreto di rinvio delle elezioni amminstrative subito, però, contestato da Edi Rama (centro-sinistra) che richiamando la Costituzione eccepisce che il Capo dello Stato non ha un simile potere.
La Corte Costituzionale dovrebbe risolvere il caso di competenza fra poteri, ma ben 8 giudici su 9 si sono dimessi o sono stati rimossi per accuse di corruzione.

Edi Rama ha, come contromossa rispetto a quella di Ilir Meta, riconfermato la data del 30 giugno per le elezioni amministrative.
Fra dilagare nel paese di droga e corruzione il segretario del partiito democratico (centro-destra), Lulzim Basha, è stato indagato per finanziamenti esteri illeciti, arrivati dagli Stati Uniti.

Questa situazione sta creando i presupposti perchè saltino i colloqui con l'Unione Europea, previsti dal prossimo settembre,  per il conseguimento dello statuto di "Paese in via di adesione".
Nonostante il governo abbia mantenuto un atteggiamento lontano dall'uso della forza, una cosa è certa: il Paese -a cagione dei disordini fomentati settimana dopo settimana dall'opposizione- ha già perso l'appuntamento dello statuto per l'avvio di adesione all'U.E.
Forse ha pure perso l'opportunità che le competerebbe -dal prossimo gennaio- della Presidenza dell'Ocse.

Contessa Entellina. Tempo di riflessione e tempo di responsabilità

ATTIVITA' AMMINISTRATIVA
Un ordine del giorno di convocazione del Consiglio Comunale per il 28 giugno p.v., ma un contenuto  di attività e di problematiche -che per essere ponderato nei suoi riflessi e ripercussioni- esigerebbe almento una seduta giornaliera e per trenta/quaranta giorni consecutivi.

Alla luce dell'esperienza e della tradizione locale la sessione avrà  durata e svolgimento in  una o due sedute.











mercoledì 19 giugno 2019

Sicilia nascosta. L'assessore Tusa aveva una idea per rivitalizzare i borghi e conseguentemente i paesi-capoluoghi


I borghi rurali che insistono sul nostro territorio, Contessa Entellina, risentono oggi pure essi della crisi profonda del capoluogo, ossia del centro abitato principale, che noi ancora chiamiamo Hora.
Se Hora è ormai un centro disabitato, trascurato pure nei servizi di ripulitura e falciatura dell’erba che cresce strada su strada, pure trascurati –forse un po’ di più- lo sono i borghi rurali ex-Eras: Piano Cavalere, Cozzo Finocchio e Roccella.
In questa pagina vogliamo occuparci dei Borghi, sorti negli anni cinquanta del Novecento a seguito del disfacimento dei latifondi e del tramonto di ciò che il feudalesimo lasciava sopravvivere in termini di usi, costumi e cultura rurale. Ma riportando un po’ di storia sulla colonizzazione del latifondo che, in verità, comincia negli anni venti del Novecento.

In Sicilia di borghi come quelli che insistono sul territorio di Contessa ne sopravvivono (seppure tendenti inesorabilmente ad essere abbandonati) circa 80, realizzati tra gli anni ’20 e gli anni ’60 del Novecento, e sono disseminati un po’ ovunque nella campagna siciliana. Si tratta di borghi, villaggi rurali, case cantoniere e piccoli raggruppamenti di case coloniche sul tipo delle “Quattro case di Vaccarizzott” previsti dai vari piani per lo sviluppo del sistema agricolo siciliano che si sono succeduti dall’inizio del secolo scorso e si sono conclusi nel recente inesorabile declino dell’agricoltura siciliana.
Questo patrimonio, oggi di proprietà dei Comuni che ne hanno chiesto la gestione (ed è il caso di Contessa Entellina) oppure dell’Ente Sviluppo Agricolo, sono per la maggior parte abbandonati o fatiscenti, insomma dei veri e propri borghi fantasma. Molti hanno riflettuto per un recupero intelligente, non soltanto in termini di ripristino delle singole unità abitative, ma nell’ottica di un rilancio dell’intero patrimonio, immaginando un percorso turistico che unisca tutte le strutture esistenti.

I borghi rurali siciliani, quel che ne resta, sono testimoni non solo della storia Siciliana ma anche di un frammento della storia d’Italia che affonda le proprie radici nei primi anni ’20 del Novecento e poi più decisamente negli anni cinquanta con la “Riforma Agraria”, nell’ottica di favorire lo sfruttamento agricolo di ampie zone d’Italia.


I nuovi insediamenti rurali avrebbero dovuto servire da un lato a colonizzare letteralmente le campagne e dall’altro “stabilizzare” la struttura sociale, attraverso rinnovate possibilità occupazionali. Questi insediamenti non erano assimilabili né per dimensione né per urbanistica ad un centro urbano vero e proprio, erano dei piccoli gruppetti di case (talvolta dotati di servizi), immersi direttamente nei terreni agricoli destinati alle famiglie coloniche. 

Un poco di Storia
Nel 1924 Mussolini venne in Sicilia per la posa della prima pietra del borgo che sarebbe dovuto nascere nel ragusano –Mussolinia- e che rimase praticamente su carta (o su pietra) e mai portata a compimento.
Col decreto sulla bonifica, nel 1925, in Sicilia venne fondato l’Istituto Vittorio Emanuele III con il compito di “promuovere, assistere ed integrare in Sicilia, ai fini della bonifica, con particolare riguardo alle trasformazioni fondiarie, l’attività di privati, singoli e associati, condizionandola con quella dello stato”.

Dopo quel 1925 vennero fondati
-Borgo Littorio tra Campofelice di Fitalia e Corleone (provincia di Palermo),
-Libertinia vicino Ramacca (provincia di Catania),
-Sferro nei pressi di Paternò (provincia di Catania),
-Borgo Recalmigi a Castronovo di Sicilia (provincia di Palermo),
-Borgo Bardara presso Lentini (provincia di Siracusa)
-Borgo Santa Rita (provincia di Caltanissetta),
-Borgo Filaga vicino Prizzi (provincia di Palermo).
Nel 1937 fu pubblicato dal regime un compendio sulle tipologie e caratteristiche che i borghi rurali dovevano possedere.
Le case coloniche per l’agricoltore e la sua famiglia erano previsti che sorgessero in centri di tre tipologie: 
-un centro di tipo “minimo”, costituito da 6 edifici, una cappella per le funzioni religiose, la scuola con alloggio per l’insegnate, la sezione dell’Opera Nazionale Dopolavoro, un’osteria, una bottega, una postazione telefonica, la stazione dei Carabinieri Reali, un dispensario medico, un armadio farmaceutico ed una cabina elettrica, tutto attorno ad una piccola piazza centrale.

-Un centro di tipo “medio”, costituito da otto fabbricati, con in più gli edifici della tipologia di rango inferiore: la casa per il parroco, la sede del partito nazionale fascista, un ufficio del Consorzio, la bottega per un artigiano (con alloggio) e la scuola con alloggio per maestro;
-infine un centro di tipo “grande”, un complesso di edifici scisso in due nuclei distinti, da una parte la chiesa (con alloggio per il parroco), la scuola, la collettoria postale, la stazione dei Carabinieri Reali, gli uffici e la sede del partito, e da un’altra forno, rivendita tabacchi, generi alimentari, osteria con stallaggio, le case degli artigiani, l’officina del fabbro, l’autorimessa, un molino, la cabina elettrica ed i magazzini consorziali.
Nel 1939 fu allestita la legge “Colonizzazione del latifondo siciliano”, però pubblicata nel 1940, con la guerra che ormai devastava l’intero continente.
Venne fondato comunque l’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano (E.C.L.S.) che prese il posto del vecchio Istituto Vittorio Emanuele III, e vennero realizzate 2.507 case coloniche (sul tipo de “Le quattro case di Vaccarizzotto”) ed i primi borghi rurali, ognuno dei quali doveva ospitare circa 1.500 persone: otto borghi, uno in ciascuna provincia siciliana ad eccezione della provincia di Ragusa.

Nacquero cosi tra il 1939 ed il 1940:
-borgo Amerigo Fazio nei pressi di Salemi (provincia di Trapani),
-borgo Angelo Rizza tra Lentini e Sortino (provincia di Siracusa),
-borgo Calogero Gattuso presso Caltanissetta,
-borgo Cascino ad Enna,
-borgo Salvatore Giuliano a breve distanza da Cesarò (provincia di Messina),
-borgo Pietro Lupo tra Palagonia e Ramacca (provincia di Catania),
-borgo Antonio Bonsignore a Ribera (provincia di Agrigento)
-borgo Giacomo Schirò tra Monreale e Corleone (provincia di Palermo).

Alla fine della guerra, precisamente il 21 novembre 1950, venne approvata la legge di riforma agricola in Sicilia con cui l’ormai ex E.C.L.S. si trasformò in Ente per la Riforma Agraria Siciliana (E.R.A.S.).


Vennero avviati i piani di riordino territoriale prevedendo la creazione di case isolate, sparse in corrispondenza di poderi, mentre i servizi furono previsti nei borghi rurali divisi per tipologia.
I borghi progettati furono 35 ma non tutti furono realizzati, alcuni rimasero incompiuti, altri abbandonati. Oggi quasi tutti i borghi rurali sono abbandonati o comunque non finalizzati agli scopi per cui sorsero e tanti sono lasciati alla mercé delle intemperie. Uno degli ultimi ad essere abitato è stato Borgo Schirò, a 10 km da Corleone, dove il parroco ha continuato a servire messa fino agli anni duemila, ma ha poi dovuto abbandonare il sito a causa dei ripetuti furti ed atti vandalici perpetrati da ignoti.


Che fare dunque di questo patrimonio?
Un accordo di programma sottoscritto dall’Assessore Regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, dai sindaci di Ramacca e Mineo e dall’Ente Sviluppo Agricolo, la Regione Siciliana ha intrapreso un programma di recupero che ha visto la predisposizione di interventi di riqualificazione per Libertinia e Borgo Lupo, entrambi nel catanese. L’accordo fa parte di un ben più ampio piano di riqualificazione in cui sono inseriti altri dodici borghi rurali sparsi sul territorio siciliano.

La speranza vorrebbe che qualcuno che di politica si occupa (o dovrebbe) si impegni a seguire il solco dell’Assessore Tusa perchè i borghi rurali siciliani, compresi quelli ricadenti nel territorio di Contessa, venissero inquadrati in un rilancio complessivo che permetta la creazione di un vero e proprio itinerario innovativo della Sicilia “nascosta” come recita una espressione della locale Associazione “Vivere Slow”, che proprio perché nascosta è la  più autentica.

lunedì 17 giugno 2019

Consapevolezza elettorale. Chiacchiere, populismo, demagogia affascinano più del buon senso e della cultura

A che punto siamo con il taglio delle accise sulla benzina?
Capita frequentemente di parlare (e di provare a capire) sul perchè una comunità isolata, trascurata, sostanzialmente povera e costituita prevalentemente da anziani, come è quella di Contessa Entellina, abbia dato cospicui consensi elettorali ai partiti populisti in occasione della consultazione per il rinnovo del Parlamento Europeo.
--A Contessa non esiste persona che non abbia un figlio, uno zio, un cugino in Germania, in Francia e/o in altri paesi dell'U.E.
Eppure la stragrande maggioranza di quel meno di 40% di aventi diritto al voto che si è recata al seggio ha votato per la Lega e il M5S, partiti euroscettici per non dire eccessivamente sovranisti. Ha votato non favorendo l'integrazione del continente entro cui i loro congiunti hanno trovato occupazione.
--A Contessa non vale la sensazione che l'attesa fondamentale della vita sia il Reddito di Cittadinanza e/o la Quota 100 per conseguire la pensione. Abbiamo scritto sopra che qui si è in prevalenza poveri ed anziani. La povertà c'è perchè nessuna famiglia (o quasi) è in condizione di garantire soddisfacenti impieghi lavorativi alle generazioni giovani; da questo stato di cose scaturisce l'emigrazione sistematica  e, da qui, scaturisce pure l'essere Contessa paese abitato, in prevalenza, da anziani.
Chiunque, senza essere economista, dovrebbe essere indotto ad immaginare che in un contesto come quello locale i tanti miliardi del Reddito di Cittadinanza e/o di Quota cento sarebbero stati meglio impiegati se destinati allo "Sviluppo delle aree interne", ossia alla creazione di posti di lavoro (per interrompere l'emigrazione), piuttosto che all'assistenzialismo che non crea futuro. 
Eppure  la stragrande maggioranza di quel meno di 40% di aventi diritto al voto che si è recata al seggio ha votato per la Lega (da sempre nordista e chiacchierona) e per il M5S  (il partito delle gaffe scientifiche e del No ai Vaccini e ad altre conquiste dell'umanità). Nel Meridione ci si è lasciati prendere dal fascino dell'assistenzialismo piuttosto che dalla dignità che discende solamente dallo sviluppo delle aree arretrate (in senso socio-economico) per far scaturire posti di lavoro produttivi e di benessere.
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Come è potuto accadere ?
() Certo, non si possono sottacere gli esiti dei precedenti fallimentari governi berlusconiani e della sinistra da salotto pd (renziana o meno).
() Prescindendo dalla scarsa credibilità dell'alternativa berlusconiana e/o di un Pd privo di una politica per il Meridione (e non solo per esso), i concittadini (stando a quanto ho potuto cogliere da quanto scrivevano su fb) si sono fatti abbindolare anche dalle fake news. 
() Una delle fake news a cui i miei concittadini hanno dato spazio su fb è la storiella che il governo populista si sarebbe attivato per abolire le accise sulla benzina.
Effettivamente in Italia a pesare sul prezzo finito di benzina e gasolio sono le innumerevoli accise e l’Iva. Togliendo tasse e balzelli, in Italia la benzina costerebbe 0,3 centesimi in meno rispetto alla media europea mentre il gasolio circa 2 centesimi in meno. Nonostante, dunque, i prezzi praticati dai petrolieri siano in linea con la media europea, gli automobilisti italiani finiscono per pagare circa 15 centesimi in più al litro per il gasolio e 11 per la benzina.
Soprattutto l’attuale vicepremier Matteo Salvini promise lo scorso anno un netto taglio, un taglio illusorio “Le accise pesano sui carburanti per 72 centesimi al litro. Per una questione di buon senso e per aiutare tutti bisogna eliminare le accise più antiche: non salva la vita a nessuno ma è immorale che chi fa benzina paga ancora la guerra in Etiopia. È il primo impegno che manterrò. Partirò subito abbassando il prezzo della benzina che oggi per gli italiani è la più cara d’Europa per colpa di tasse e accise ormai senza senso e lo farò durante il primo Consiglio dei ministri”, dichiarò, ad esempio, nel marzo 2018 a Radio24.
Di taglio alle accise sulla benzina si parla anche nel contratto di governo siglato lo scorso anno con il Movimento 5 Stelle: “Intendiamo inoltre eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”, si legge a pagina 19 nell’ambito del capitolo dedicato al Fisco.
Il 19 aprile, rispondendo a una domanda sul tema posta da un giornalista Matteo Salvini ha glissato: “Il taglio delle accise è un nostro obiettivo, ma non fatemi dare una data”. 
Eppure alcuni miei concittadini hanno usato le loro pagine fb  sull'imminente scomparsa delle accise per favorire i populisti. 

Forza Camilleri !

“Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Allora la testa ti parte per un altro verso, gli occhi scoprono prospettive fino a quel momento inedite. E cominci a farti parecchie domande.”
ANDREA CAMILLERI


In questa Italia dilaniata e divisa, addirittura frammentata fra populisti, liberali, democratici, sinistra/destra, salviniani e antisalviniani e pure in aperto contrasto su ogni singola iniziativa (Si Tav, No Tav, + Europa e -Europa, .....) non c'è niente, oggi, in grado di unire il Paese più della speranza che Andrea Camilleri ce la faccia a superare questo momento.

Le sue parole roche sono fra le ultime ancore viventi che ci tengono in una realtà che purtroppo tende sempre più a scivolare.
I sui libri servono ancora a farci luce.

Forza Camilleri !