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giovedì 27 aprile 2017

Flash sulla nostra Storia


Feudi, nobili e masserie

I nobili della Sicilia occidentale - principi, duchi, conti, marchesi, grandi di Spagna col diritto di tenere il cappello in testa davanti al re  - ancora all'inizio dell'Ottocento, e nonostante i precedenti tentativi del "riformismo" borbonico (Vedi: Caracciolo) di disarcionarli, vivevano in fastosi palazzi di Palermo grazie ai feudi che possedevano, anche se mai li avevano visitati o sapevano dove stessero.

A quei tempi, ogni feudo superava i mille ettari, ma il signore non li amministrava direttamente, anche perche' vivendo a Palermo preferiva non allestire una incontrollata gestione diretta.
A partire dal Settecento -per la migliore economicità produttiva- si era proceduto allo spezzettamento del patrimonio feudale nelle “masserie”, grandi agglomerati edili con ampi spazzi per magazzini, depositi e stalle che dominavano su decine e decine di ettari.  
Il feudo, suddiviso quindi in masserie, veniva dato in affitto col sistema delle gabelle: per una somma annuale fissa – anche se talvolta in natura - a prescindere dall'andamento dell'annata agraria. Il canone d'affitto era conseguentemente più basso della rendita effettiva del terreno al fine di  garantire un guadagno all'affittuario che, dal sistema, prendeva il nome di “gabellotto”. 
A loro volta, i gabellotti -che provenivano dalle file dei cosiddetti "civili" dei paesi feudali- coltivavano a conduzione diretta la terra e/o la sfruttavano con consistenti allevamenti di bestiame- e in questi casi riservavano ad essi  “il cuore” piu' fertile della masseria - oppure la subaffittavano  ai piccoli burgisi dei paesi che gravitavano sulla realta' feudale dopo averla suddivisa in lotti di diverse dimensioni; così il feudo veniva sfruttato per intero.
I "civili" erano in un certo senso dei  “capitalisti” ma non proprietari, perché la terra apparteneva ai nobili; essi avevano il denaro contante, le sementi, gli aratri ed  il bestiame; peraltro dalle loro file provenivano  i preti, gli avvocati, i notai, i medici dei rispettivi paesi feudali. Avevano quindi la cognizione ed il controllo "politico-sociale" della Sicilia feudale.

Viabilità in Sicilia. Non esiste manutenzione

Le strade provinciali da noi è
normale che vengano tenute in
dissesto.
(Foto: percorso
Piano Cavaliere/Cozzo
Finocchio)
La Cisl Siciliana, sindacato non distante dai centri d Potere dell'isola denuncia, nel presentare il suo recente Congresso del comparto costruzioni:


"Crollano le strade in Sicilia e crollano anche gli appalti pubblici. Intanto, nonostante la drammatica carenza di infrastrutture, 100 mila posti di lavoro nel settore dell’edilizia sono andati in fumo, i fondi dei Patti per la Sicilia e delle 3 città metropolitane sono per lo più ancora fermi e 11 miliardi di euro sono a rischio.
Questo è il quadro drammatico del settore delle costruzioni nell’isola".


Lo dice la Cisl che nel governo dell'isola ha parte non secondaria. 
E' un pò come dire "La colpa è ... degli altri".

Sicilia che arretra. La terra dove prosperano i politicanti e mancano i "politici"

Lo spostamento sempre più numeroso di abitanti siciliani verso le maggiori città del Centro-Nord è oggi evidente e sarà sempre più marcato nei prossimi decenni.
Il numero di residenti in Sicilia è destinato a calare e pure drasticamente. 
E' il frutto delle migrazioni dei giovani verso i grandi centri d’Italia per la ricerca di lavoro, ma anche dei tassi di nascita sempre più bassi col parallelo aumento della mortalità.

L’Italia va palesandosi come paese vecchio, la Sicilia terra senza progetti e senza investimenti per l'oggi e per il domani e senza vere classi dirigenti, non è da meno, anzi. 

A conferma di ciò anche i dati sulla vita media degli italiani che crescerebbe fino a 86,1 anni per uomini e fino a 90,2 anni per le donne (nel 2015 invece i dati erano rispettivamente di 80,1 e 84,6 anni). 
Il risultato – secondo l’Istat – sarà che in Sicilia in particolare resterà a vivere solo una popolazione per lo più anziana che non avrà alle spalle una forza lavoro in grado di contribuire all’economia isolana. 

Al contrario, si assisterà ad un progressivo calo della popolazione giovane e ad un parallelo aumento (triplicato nei numeri rispetto ad oggi) degli over 65 e over 85.

sabato 22 aprile 2017

Enti Locali. In Sicilia i bilanci di previsione da anni -con Crocetta- sono divenuti consuntivi

GIORNALE DI SICILIA

PALERMO ···

Bilanci non approvati, la Regione invia i commissari in tutti i Comuni siciliani. Ma è una mossa che indispettisce il Pd, pronto a portare il caso all'Ars. L'assessorato agli Enti Locali, guidato da Luisa Lantieri, ha avviato la procedura di commissariamento di tutti i sindaci. Il punto di partenza è la mancata approvazione del bilancio di previsione entro il termine del 30 marzo. È noto - per stessa ammissione dell'Anci - che nessun sindaco ha fatto in tempo. E ora la procedura prevede che entro 5 giorni ogni sindaco comunichi lo stato del bilancio alla Regione. Nei successivi dieci giorni l'assessorato invierà un commissario ad acta che si occuperà della redazione del bilancio. 
La Regione si sta muovendo sul piano amministrativo ma la mossa dell'assessorato ha acuito ancora di più lo scontro fra sindaci e Regione, frutto anche della recente legge che prevede la decadenza dei sindaci ogni volta che sussista un motivo di decadenza del consiglio comunale (e la mancata approvazione del bilancio rientra in questa fattispecie). E così, anche se l'assessorato ha precisato che il commissariamento non implica che si arrivi anche alla decadenza del sindaco, l'Anci ieri ha chiesto al presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone un incontro per affrontare il problema degli enti locali prima che la Finanziaria venga approvata: il vertice si terrà martedì a mezzogiorno. 
Il problema dei finanziamenti regionali ridotti resta, secondo i sindaci, il vero motivo che ha impedito finora l'approvazione dei bilanci. 1340 milioni previsti in Finanziaria non sono ritenuti sufficienti: «Anche per il 2017 gli enti locali rischiano di doversi confrontare, a fine aprile, con trasferimenti regionali ridotti sulla parte corrente e ancora una volta azzerati per le spese per investimenti» hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano. 
I sindaci non hanno gradito una norma (non definitivamente approvata) che impone loro di destinare il 10% dei finanziamenti ordinari all'assistenza ai disabili: «Occorre evitare di indebolirci attraverso scelte legislative adeguate, le necessario risorse finanziarie e certamente evitando norme come quelle sulla decadenza che rischiano di generare una inaccettabile instabilità». 
L'appello dell'Anci è stato raccolto dal Pd, segnale che sulle prossime norme della Finanziaria si aprirà un altro braccio di ferro: «Bisogna restituire alle autonomie locali la certezza della governabilità - hanno detto Alice Anselmo e Giovanni Panepinto - per questo abbiamo proposto la presentazione di un emendamento per abrogare la norma che prevede la decadenza dei sindaci in caso di mancata approvazione del bilancio comunale. Invitiamo inoltre l'assessore agli enti locali a sospendere la verifica nei Comuni che non hanno adottato gli strumenti finanziari. Questa sanzione, nata con l'obiettivo di accelerare l'approvazione dei bilanci nelle amministrazioni locali, crea in realtà più problemi di quelli che risolve». 
L'approvazione di questo emendamento è stata auspicata anche dal presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone. Forza Italia, con Marco Falcone, chiede invece a Crocetta di aumentare i fondi a favore dei sindaci: «Cinquantacinque Comuni sono in condizioni strutturalmente deficitarie, 22 hanno dichiarato il dissesto, oltre 50 sono pronti a cadere nell'una o nell'altra categoria. Questo è il quadro disarmante che Crocetta e il Pd consegnano ai siciliani». 

La vicenda umana

La vicenda umana n. 8







La vicenda umana n. 7

36) L'intreccio fra Dio e la Storia è ampiamente creduto dalle religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo) e non solamente da esse.
D'altronde tutte le religioni -sia rivelate che non- hanno bisogno delle loro Storie, scrive Sergio Zavoli in un suo libro.

37) Fu Giovanni Paolo II a convocare ad Assisi le religioni del mondo perché condividessero il patto su "l'Ecumenismo", termine questo tanto condiviso da tutti quanto dimenticato da tutti. 

38) Cosa sta alla base di tanta dimenticanza ?
La seconda metà del Novecento è stata caratterizzata dalla decolonizzazione di ampia parte del pianeta fino ad allora controllata (e sfruttato) dagli europei. Il rinvigorimento culturale, storico e spirituale delle varie realtà umane ha contribuito -da un lato- al sorgere degli assoluti, del fondamentalismo fanatico e spesso cruento inteso ad affermare  primati che gli europei prima avevano soffocati in loco -dall'altro lato- l'Occidente non ha esitato ad esibire le proprie solenni, non violente (ma insidiose) pretese di superiorità (spesso definite missioni di pace e celebrate secondo i riti del palazzo di vetro). 

39) L'intreccio Dio/Storia dalla seconda guerra mondiale in poi è stato colto più come dato strumentale che come dato religioso/spirituale. 
Non basta ricordare gli orrori della Shoah per sminuire ciò che è accaduto cinquanta anni dopo con l'attentato alle Torri Gemelle, espressione di temerarietà e ferocia del dissidio in nome dell'Impronunciabile, cioè di Dio.

40) Attenzione !
A pronunciare invano il nome di Dio non sono solamente i fanatici ed i terroristi medio-orientali. Il Dio dell'Occidente ormai da molto tempo è divenuto culturalmente solamente un mito e lo si usa -negli Usa e pure in Europa- saturo e sovraccarico di "0": DIO.000.000 ...

41) Il Dio del credente è ben altro, ovviamente.
I prelati di oggi hanno tuttavia molte difficoltà a individuarne la via, a gustarne la vita e a conoscerne la vera realtà. Difficoltà ovviamente valide per chiunque.
In giro vi sono molti, troppi catechismi. Quelli degli atei ne riportano la morte, quelli dei progressisti ne garantiscono l'avvenuto immedesimarsi nell'uomo e quelli dei conservatori lo localizzano in cielo. 
I credenti veri vivono in continua ed ininterrotta sintonia ringraziandolo in ogni dove e in ogni attimo di tempo.

venerdì 21 aprile 2017

La Bellezza. Potrebbe salvare ... il mondo, e con esso ... pure ...

Le pareti degli edifici religiosi sono sempre stati il telo sul quale la Chiesa ha dipinto il suo autoritratto. Tuttavia, oggi non è affatto scontato il rapporto tra l’arte, ormai sganciata dal concetto di bellezza, e la spiritualità, svincolata dallo Spirito Santo. 
Se il presbiterio – osserva padre Marko I. Rupnik – «è praticamente l’unica cosa religiosa che ci è rimasta», la possibilità che si delinea è quella di aprirlo agli artisti perché diventi non un generico luogo di espressione, ma lo spazio di un’arte purificata per una Chiesa capace di non escludere nessuno. 
Padre Rupnik, gesuita sloveno, teologo, mosaicista e docente alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Istituto Liturgico, nel libro «L’autoritratto della Chiesa» edito da Edb (pp. 48, euro 5,50), rilegge l’autoritratto alla luce della bellezza e dell’arte. 
Riportiamo alcuni brani sul mistero pasquale dell’arte pubblicati su Avvenire il   3 giugno 2015.

Della bellezza si è perso il significato e la si è coscientemente distrutta con la filosofia idealista, con il romanticismo, avviando, a mio avviso, una deliberata operazione di distruzione della bellezza, perché radicalmente unita al cristianesimo. Non si può distruggere il cristianesimo se non si distrugge la bellezza. Ci hanno inchiodato sull’etica e sulla morale, sul bene, ma una Chiesa brava non attira nessuno, perché è solo una Chiesa bella che fa innamorare. Abbiamo una Chiesa intraprendente, stanca per quanto bene realizza, che però non affascina nessuno e dietro la quale non si incammina nessuno. Siamo bravi, ma nessuno ci vuole seguire.  
La sintesi migliore sulla bellezza, a mio parere, l’hanno fatta due russi: Vladimir Solov’ëv e Pavel Florenskij. Solov’ëv sostiene che un bene che non diventa bellezza è un pericolo per l’uomo e ciò lo constatiamo continuamente: non esiste sofferenza più grande che avere a che fare con chi ha un’idea del bene che vuole imporre a tutti. La dittatura del bene è la suprema espressione del male. 
Il bene che non diventa bellezza è un fanatismo. Allo stesso modo, una verità che non diventa bellezza mangia gli uomini, li distrugge, è un drago. 
In nome della verità noi abbiamo tagliato parecchie teste, nel nome di idee umaniste l’epoca moderna ha ammazzato decine di milioni di persone. 
Solov’ëv afferma che l’idea che non è capace di incarnarsi come bellezza dimostra la sua impotenza. La bellezza è la carne del bene e del vero, ed è questa la cosa davvero straordinaria. 
Il bene, per essere veramente tale, ha bisogno di manifestarsi come bellezza. Mio padre, anche se non era un padre della Chiesa, mi diceva sempre che se è vero quello che qualcuno ti vuole dire, lo si vedrà dal fatto che te lo dirà con amore e, quando te lo dirà, sperimenterai un rapporto bello con quella persona. Se, affermando una cosa, non facciamo trasparire la bellezza di un rapporto, ciò che diciamo è frutto di una passione, di un’ideologia e non esprime la verità. 
Per Solov’ëv «un contenuto ideale che rimanga unicamente una proprietà interiore dello spirito, della sua volontà e del sua pensiero, manca della bellezza e l’assenza della bellezza significa impotenza dell’idea » perciò per lui la bellezza è «l’incarnazione in forme sensibili di quello stesso contenuto ideale che prima di tale incarnazione si chiamava bene e verità»; «Il bene e la verità, per realizzarsi veramente, devono diventare nel soggetto una forza creatrice capace di trasfigurare la realtà, e non solo di rifletterla».  

Secondo Florenskij la Chiesa è bella perché è la comunione delle persone. Se non c’è la bellezza della relazione, non c’è la verità. La verità rivelata è l’amore — Cristo — l’amore realizzato è la bellezza. La bellezza è la manifestazione della verità come amore. Se è così, la bellezza è comunicazione teurgica, quando la verità si rivela come amore e l’amore trasfigura. Quando si comunica, la bellezza trasfigura la realtà attraverso la quale si comunica, perciò nella verità che l’altro mi dice sono trasfigurato e lui stesso ne è trasfigurato. 
La bellezza non è separabile dalla comunicazione, e l’unico vero comunicatore, perché ha qualcuno da comunicare, è Dio Padre. La bellezza impara da Dio Padre, l’artista impara da Dio Padre. E Dio Padre ha comunicato attraverso il Figlio, attraverso una persona. Non si comunicano le idee. Se la verità non si può rivelare come amore, è un idolo. Per comunicare ci vuole la persona. Cristo ha comunicato il Padre e non sono bastati i discorsi.  Lo ha comunicato nella sua carne, nel suo corpo, e per questo ci voleva lo Spirito Santo il supremo comunicatore del Padre. Il corpo di Cristo è una figura, e l’arte figurativa è quell’arte che va fino al cielo, perché la carne diventa la carne spirituale. Cristo non ha comunicato il Padre in una forma prestabilita, rinascimentale, classica, perfetta, e neppure in un nichilismo espressionista violento, di denuncia del male e del cuore spezzato. Il Cristo è il più bello e il più brutto, tanto da girare la faccia perché non si poteva guardare, dice la Scrittura (cf. Is 52,14). Dio ha proibito di fare un’immagine di sé, riservandoci il privilegio unico di scolpire la vera immagine di Dio nella carne del Figlio. Il Dio che veneriamo l’abbiamo scolpito noi con il nostro peccato. La più grande opera d’arte che ha fatto l’uomo è la passione di Cristo, fino al suo corpo risorto. Se il Padre lo ha risuscitato dai morti poteva benissimo guarirgli le cicatrici, ma queste sono rimaste, perché solo da quelle fu riconosciuto.  La realizzazione dell’amore operata dal Figlio si compie proprio nel Triduo pasquale, perciò la bellezza è pasquale. Non posso credere che i padri fossero meno intelligenti dei teologi degli ultimi cinquant’anni, eppure loro non si sono lasciati affascinare e ingannare dalle forme classiche. La forma classica non può dire la pasqua e, se non può dire la pasqua, è incompatibile con l’amore di Dio Padre. 
Se un amore non è pasquale, è un amore pagano. Pensare che io amerò senza pagare di persona significa essere un grande idealista pagano, perché la bellezza è pasquale. Perciò l’arte non può pensare di creare senza il martirio dell’arte e dell’artista. Solo così possiamo tornare all’arte, alla grande arte che esprime l’amore e si realizza attraverso la divinoumanità. Per questo ci vuole lo Spirito, l’unico che ci può innestare nel Figlio. 
Noi non possiamo diventare figli di Dio da soli, non possiamo vivere un amore pasquale accanto a Cristo, ma solo in quanto parte di lui. E questo vale anche per l’artista. In questo senso diciamo che la bellezza, realizzandosi, trasfigura la persona stessa e la vita di questa persona. 
Se una mamma si santifica amando, se un padre si santifica amando, un artista si santificherà allo stesso modo. È totalmente inutile esaltare un’arte se non si è santificato colui che l’ha fatta. 
Santificarsi significa consumarsi: questa è per me l’arte della vita, l’arte che diventa bellezza.

L'Occidente, il post-moderno della dimenticanza, gli altri --n. 30--


82)
E' veramente strano l'essere umano !
Tutti i filosofi italiani e soprattutto francesi e tedeschi che negli anni che furono erano orgogliosamente comunisti (marxisti preferivano essere definiti) oggi sono tutti riconvertiti e riciclati nella maggior parte dei casi nella spirale opposta, neoliberale. Caratteristica di questi neo-liberisti sfegatati è la loro avversione allo scetticismo, al relativismo, alla tolleranza e alla capacità di progresso del mondo.
Proprio questo tipo di "intellettuali" oggi è quello che maledice il comunismo, che viene da loro irrimediabilmente assimilato al nazismo.

83)
Dai teorici -prima comunisti e oggi neo-liberisti- il comunismo è oggi dipinto come nemico dell'individualismo per la sua propensione al collettivo, al comunitarismo.

Contessa Entellina. Confraternite o Associazioni fra privati per la costruzione di tombe gentilizie ?

La gente a Contessa è sempre stata diligente nel pensare all'ultima dimora. Da decenni esistono organismi su base sociale che si sono adoperati  per l’ottenimento dal Comune della concessione dei suoli cimiteriali per la costruzione di tombe sociali che poi vengono assegnate per il bisogno ultimo di ciascun socio e/o aderente all'organismo, quello di permanere all'interno di un loculo per 30/40 anni dopo il decesso e prima di finire -in cenere- in una cassetta o in urna di piccole dimensioni.

Le concessioni di aree cimiteriali -sulla scorta di un Piano regolatore cimiteriale- sono subordinate dal Comune alle seguenti condizioni:
– I lavori dovranno avere inizio entro un prefissato termine dalla stipula del contratto pena la decadenza della concessione ed ultimati entro i termini della concessione edilizia;
– Versamento alla tesoreria comunale del prezzo di concessione sulle base delle tariffe in vigore;
– osservanza di tutte le disposizioni sanitarie previste dalla legge e dal regolamento di polizia mortuaria vigente alla data di stipula del contratto.
Gli Organismi sociali operanti a Contessa sono stati da decenni tre e hanno avuto finora assetti formali di Confraternite (Congregazioni) all'ombra via via sempre più sbiadita della religiosità cattolica.
L'insegna della fu
Congregazione di San Giuseppe
Questi organismi sono stati la "Congregazione dell'Immacolata", definita volgarmente dei burgisi per  essere sorta originariamente  con l'adesione dei ceti dei piccoli proprietari terrieri locali, la "Congregazione di San Giuseppe" creata originariamente prevalentemente fra i fedeli della Parrocchia SS. Annunziata e S. Nicolò e la "Congregazione della Madonna della Favara" creata prevalentemente dai fedeli della omonima parrocchia. 
Va detto che dagli anni sessanta del Novecento, sotto le varie amministrazioni guidate da Francesco Di Martino pure il Comune ha cominciato a svolgere il ruolo di costruzione e assegnazione di loculi rispetto a chi -da giovane- non aveva avuto la previdenza di associarsi ad una delle tre Congregazioni.   
Le novità di questi ultimi mesi
II tre organismi tradizionali hanno perso col trascorrere dei decenni -come ovunque- il loro carattere para-religioso e hanno cominciato a trascurare gli obblighi statutari rispetto alle feste ecclesiastiche da organizzare devotamente e con spirito cattolico. Oggi fra gli aderenti si trovano peraltro appartenenti a confessioni le più varie senza che ciò susciti sorpresa alcuna. 
Al tentativo diocesano di riportare ad una linea più rigorosamente "cattolica" le tre Confraternite la risposta che ha iniziato a delinearsi è quella dell'allontanamento "formale" dall'impostazione religiosa. A segnare per prima la nuova deriva "laica" e a-religiosa delle Congregazioni è stata ieri sera quella denominata di San Giuseppe che -riunita in assemblea- per l'ultima volta in un ambiente offerto dalla Parrocchia ha deliberato di depurare dallo Statuto ogni riferimento confessionale e di fare dell'organismo una "Associazione" a norma del Codice Civile. Decisione questa assunta a votazione unanime.
II segno dei tempi lo si coglie anche in questo tipo di iniziative che avvengono in contesti tutto sommati credenti ma dove comunque "La religione si ritira dalla vita sociale delle comunità e diventa scelta privata e individuale". 

Lo Stato esattore. Oggi scade la c.d. Rottamazione-cartelle

Un italiano su tre ha un debito con Equitalia (nella nostra isola  con Riscossione/Sicilia): da incassare per conto di enti pubblici ci sono 817 miliardi, il 43% (351) è difficilmente recuperabile: 147,4 miliardi sono dovuti da soggetti falliti, 85 da persone decedute e imprese cessate, 95 da nullatenenti. 
Recuperando il 10% del denaro 'incagliato', circa 35 miliardi di euro, il risultato sarebbe superiore a una manovra finanziaria. 
I crediti nei confronti dei privati invece sono quasi 60 miliardi, di cui 47 riferiti al settore bancario-finanziario-leasing, secondo Unirec, l'associazione confindustriale delle imprese dei servizi a tutela del credito. 
Nell'ipotesi più cauta il recupero su questo fronte supererebbe i 6 miliardi.

mercoledì 19 aprile 2017

Fisco. Chiunque può visionare a video la propria dichiarazione dei redditi precompilata

La dichiarazione dei redditi precompilata di ciascun contribuente è disponibile per circa 30 milioni di esse e dal 2 maggio sarà possibile integrarla o modificarla ed inviarla entro il 24 luglio, nel caso del modello 730 ed entro il 2 ottobre, nel caso del modello Redditi.
Le Novità
Le spese sanitarie relative ai farmaci acquistati e quelle relative alle prestazioni di psicologi, infermieri, ostetriche, radiologi e strutture autorizzate non accreditate sono già inserite. 
Sono confermati i dati già presenti negli anni scorsi, come gli interessi passivi sui mutui, i premi assicurativi, i contributi previdenziali e assistenziali, i contributi versati per i lavoratori domestici, le spese universitarie e i relativi rimborsi, le spese funebri, i contributi versati alla previdenza complementare e i bonifici riguardanti le spese per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici.

Come accedere alla propria dichiarazione

Per visualizzare il modella della propria dichiarazione, basta entrare nell’area riservata del sito delle Entrate e inserire
  • nome utente,
  • password e
  • pin dei servizi online dell’Agenzia.
Possono utilizzarsi la Carta Nazionale dei Servizi, le credenziali rilasciate dall’Inps, quelle del portale NoiPa (per i dipendenti pubblici) oppure tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti.
Per richiedere le proprie credenziali di accesso, basta collegarsi al sito delle Entrate, nella sezione Fisconline, e seguire la procedura di registrazione: il sistema fornirà le prime 4 cifre del codice Pin, mentre le altre sei cifre e la password per il primo accesso saranno spediti direttamente al proprio domicilio.
Pin e password possono essere richiesti anche presso gli uffici: in questo caso, i funzionari del Fisco consegneranno le prime 4 cifre del codice Pin e la password di primo accesso, insieme alle istruzioni da seguire per ottenere la seconda parte del codice Pin accedendo al sito internet delle Entrate.

Con le immagini ... ... è più facile

SE NON SBAGLIAMO
SIAMO NELL'ANNO 2017 d.C.

Dal 2014 l'Italia dispone di €. 73 miliardi da programmare e spendere.
Finora ha utilizzato meno di 1 miliardi. 

La Sicilia di Crocetta ha utilizzato finora poco più che niente (dispone di 2.000 dirigenti, ma non sa come si faccia a programmare).
Nel 2021 i fondi non utilizzati torneranno in Europa.

L'UE è cattiva...o siamo noi che siamo incapaci di usare le risorse che ci offre ?

martedì 18 aprile 2017

Contessa Entellina. L'elezione del nuovo Presidente del Consiglio Comunale mette a nudo lo sfaldamento della maggioranza

Vito Catalanotto è il nuovo Presidente  del Consiglio Comunale. E' stato eletto con 6 voti, contro i 5 che sono andati al candidato proposto dalla ex maggioranza uscita dalle elezioni del 2013, Salvatore Raviotta.

Il gruppo che fino a qualche mese fa sosteneva la linea di Sergio Parrino -sindaco- da 8 consiglieri è adesso ridotto a  5 componenti.
Sono andati via, o comunque hanno assunto una posizione dissidente, Carolina Lala, Eliana Lala e Vito Catalanotto. Verosimilmente potrebbero costituirsi nei prossimi giorni in gruppo autonomo.


Regione Sicilia. Le leggi vanno interpretate a godi popolo o .... ?

La Legge 104 consente di assentarsi dal lavoro per assistere un parente in difficoltà.
Nella Regione Sicilia un dipendente su 6 fruisce dei benefici della 104. Nell’Amministrazione statale  -nel 2015- il rapporto è stato di uno ogni dieci.
I dipendenti possono chiedere tre giorni di permesso al mese (che nella Regine Siciliana sono  indipendenti dal numero di ore previste in quelle giornate). Prima invece bisognava rispettare sempre e comunque il limite delle 18 ore di assenza al mese.

Per fare un esempio: prima il mercoledì, che è giornata di rientro e prevede 10 ore di lavoro e non le tradizionali 6 ore e mezza, valeva praticamente doppio, per cui assentandosi il mercoledì si poteva prendere solo un altro giorno di assenza con la 104. Adesso usufruendo dei 3 giorni di permesso il mercoledì sarà considerata una sola giornata di permesso.

La legge. Una sentenza ... in materia di locazione

Pronunciandosi in merito alla morosità di un inquilino che non aveva pagato i canoni locativi e gli oneri accessori, il giudice del Tribunale di Genova ha ricordato quanto previsto dalla legge 392/1978, che stabilisce che il mancato pagamento del canone della locazione, decorsi venti giorni dalla scadenza prevista, costituisce motivo di risoluzione del contratto.

In questo caso, il proprietario di casa può quindi intimare lo sfratto all'inquilino moroso. Nel caso in cui l'inquilino non sia moroso per il canone in sé ma per gli oneri accessori, come ad esempio le spese condominiali, lo sfratto può avvenire quando l'importo non pagato supera quello di due mensilità del canone, come stabilito dall'articolo 5 della legge 392/1978. 

Francia. La sinistra è ancora più frastagliata di quanto lo sia in Italia.

La Francia è stata per un buon numero di decenni un paese politicamente stabile: il sistema dell'alternanza fra destra gollista e sinistra socialista ha funzionato senza scosse.
Adesso, con la imminente consultazione presidenziale il sistema della V Repubblica potrebbe davvero saltare.
Nessuno dubita che responsabile di questo possibile scenario sia il PSf  (partito socialista) e soprattutto il Presidente François Hollande.
Quando questi vinse le elezioni l’entusiasmo della sua vittoria dilagò non soltanto in Francia, ma in generale in tutta Europa riuscendo ad amalgamare le mille sensibilità della sinistra. 
Hollande ha deluso come persona da cronaca rosa, e da persona dalle scelte politiche sia in economia, che in politica estera del tutto contraddittorie con il suo programma di sinistra.

I socialisti nel congresso hanno scelto un candidato sconosciuto (Hamon) e però da Holland a tutto l'entourage sperano che possa affermarsi Macron, già ministro socialista, uscito dal partito.

Stili di vita. Studiare, sudare, essere seri ed onesti nell'Italia dove le classi dirigenti offrono spettacoli

Qualcuno ci chiede
vivendo in un paesino al centro della Sicilia, semi-disabitato, isolato in senso letterale a causa della rete stradale inadatta pure per gli antichi e storici carretti, che ne sapete voi della crisi in atto che investe la società italiana nel suo complesso ?

La risposta è che 
proprio perché viviamo in un paese isolato -lontano dal mondo- abbiamo a disposizione tutto il tempo che desideriamo per osservare, riflettere e capire che 
-le istituzioni repubblicane vanno decadendo e che sono prevalentemente in mano a gente che rispetto ai padri fondatori (i De Gasperi, i Nenni, i La Malfa, i La Pira, i Pertini e altri provenienti dall'esperienza della Resistenza) non conoscono nè sanno leggere la bussola della politica pulita. Classe dirigente inadeguata e priva di valori condivisibili con la gente comune.
-la criminalità organizzata che decenni fà ci dicevano fosse causa della mafia del corleonese e della Sicilia, adesso -come allora- è invece causa delle mafie di tutta Italia e di "mafia capitale", anche.
-la corruttela dilagante che decenni fà consisteva nell'offrire un coniglio, una gallina col collo tirato alla persona influente, oggi è divenuta regola secondo cui non di "offrire" in segno di gratitudine si tratta, bensì di saccheggio in profondità delle risorse pubbliche in accordo fra donante e beneficiario.
-la caduta del senso civico lo intuiamo dalla circostanza che un tempo il senso civico rendeva impossibile a chiunque usare un foglio di carta appartenente al servizio economato della Pubblica Amministrazione e si andava in cartoleria a comprare un "foglio uso bollo" mentre oggi si è al punto che nessuna persona onesta intende occuparsi di politica per evitare di essere confuso con mascalzoni, ladri e cialtroni. 
-l'inefficienza delle burocrazie la conosciamo bene, è la cancrena derivante dal fatto che fino alla fine degli anni sessanta per accedere alla pubblica amministrazione si svolgevano più  meno seri concorsi pubblici e adesso bisogna invece rivolgersi alla gente che si occupa di politica (la parlata), ossia ai padri della decadenza di ogni istituzione.
-l'arroganza partitocratica, la conosciamo dai servizi riportati dai media e la attribuiamo ai politicanti selezionati dai vertici dei partiti fra gli ubbidienti, gli ignoranti, gli abili nel saccheggio delle risorse pubbliche.
-la diffusione delle droghe è la modalità abituale di tipiche classi dirigenti dedite al sorvolo delle regole di legalità.
-l'inaridirsi del sentimento religioso è la conseguenza della facilità con cui tutto arriva attraverso le vie qui sopra segnate in rosso vecchio. 
-l'egoismo crescente, è originato dal desiderio naturale di ciascuno di non perdere ciò che possiede e ad aumentare ciò che possiede secondo i modelli di accumulo praticati dalle classi dirigenti     
-la gara per il successo facile e indiscriminato. "Se a quello è andata bene pur avendo operato secondo le vie  qui sopra segnate in rosso vecchio", perché ciascuno di noi non deve provare a fare il  m-a-s-c-a-l-z-o-n-e ? 

Studiare, sudare, essere seri ed onesti è divenuto purtroppo lo stile di vita di chi -erroneamente- viene definito "stupido".

lunedì 17 aprile 2017

La vicenda umana

La vicenda umana n. 7


La vita, la vita dell'uomo, deve avere (possedere) una sua "qualità" (altri dicono: dignità). 
Fu molti secoli fà il Cristianesimo a lasciarlo intendere; poi però arrivarono "papi", "prelati" e "uomini di chiesa" che intesero quei valori in termini di "Potere", per se stessi, per i propri cortigiani. Fu vietata, nell'Occidente dei papi addirittura la stampa e la lettura della Bibbia per evitare che a qualche fedele passassero "grilli" per la testa, ai danni delle consolidate e parassitarie strutture dei "potenti".

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I protestanti, prima, e quindi gli illuministi in una dimensione intellettualistica ebbero l'audacia di additare "il bene di vivere bene" più come traguardo ...utopistico che come sacrosanto diritto della persona. 
Toccò ai socialisti ottocenteschi e di quasi tutti i decenni del Novecento esigere la valenza non utopistica dell'obiettivo di perseguire "il bene di vivere bene". Imposero la politica sociale nell'agenda del quotidiano politico.

32)
Non fu facile per i protestanti, per gli illuministi e per i socialisti (delle varie appartenenze) leggere il destino dell'uomo -in quanto uomo piuttosto che di essere della sopravvivenza e della sottomissione all'uomo-. 
Evitiamo in queste riflessioni di ricordare lotte, persecuzioni e reazioni sia nelle società feudali che in quelle successive ancora pseudo-"liberali".

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Nel mondo esistono ancora milioni di uomini, anzi miliardi di uomini, che vivono la fame, la malattia, la prepotenza, l'ignoranza. Molti provano a sottrarvisi, molti confidano in una mano di aiuto da parte di coloro che nei secoli si sono abbeverati di Cristianesimo, Illuminismo e Socialismo-democratico. Ma non sempre, come vediamo dalle immagini tv, gli occidentali, i civili, quelli che sono usciti dalla sopravvivenza e che possiedono "coscienza" di dover ancora perseguire traguardi luminosi accettano di aiutare, di solidarizzare con chi è rimasto indietro e si impegna in rischiosi attraversamenti di mare a rischio della vita.

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Perchè mai ?
L'uomo che intravede la luce del sole difficilmente si volta indietro, egli non si accorge che quel sole che gli sta davanti lascia alle sue spalle ombre, ombre crescenti via via che il tempo passa. 
L'uomo occidentale non si accorge, non capisce, che quel poco di "pasto" di beneficenza che -per scrupolo-  lascia a chi è indietro non è altro che poco più di una lucciola.  

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Ecco perchè in tanti oggi guardano a Francesco.
La Chiesa di Bergoglio è spirituale e secolare: fornisce risposte al bisogno di divino, di soprannaturale che assilla più o meno tutti gli uomini, compresi gli agnostici e gli atei ma comprende perfettamente che non può esistere un pensiero religioso che prescinda da un bisogno di giustizia umana, sociale.

Il Signore è risorto ! Eppure nel mondo continuano le ingiustizie fra il cicaleccio di politici e sindacalisti inetti

Possibile che la Sinistra, i Sindacati si siano assuefatti al sistema ?

Si, così pare.

Per sentire parole di G-I-U-S-T-I-Z-I-A sociale ai nostri giorni dobbiamo sintonizzarci su Piazza S. Pietro e sentire da FRANCESCO:

La Chiesa non cessa di dire, alle nostre sconfitte, ai nostri cuori chiusi e timorosi: ‘fermati, il Signore è risorto’. 
Ma se il Signore è risorto, come succedono queste cose? 
Come succedono tante disgrazie, malattie, traffico di persone, tratta di persone, guerre, distruzioni, mutilazioni, vendette, odio? 
Ma dov’è il Signore? 
Ieri ho telefonato a un ragazzo con una malattia grave e parlando, per dare un segno di fede, un ragazzo colto, un ingegnere, gli ho detto: ‘ma non ci sono spiegazioni per quello che succede a te, guarda Gesù in croce, Dio ha fatto questo col suo figlio e non c’è altra spiegazioni’. E lui mi ha risposto: ‘sì, ma lui ha domandato al figlio, che ha detto di sì. A me non è stato chiesto se volevo questo’. 
E questo ci commuove. A nessuno di noi viene chiesto ‘ma stai contento con quello che accade nel mondo? 
Sei disposto a portare avanti questa croce?’. 
E la croce va avanti. E la fede in Gesù viene giù”. 
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Francesco sa parlare alla gente, i Gentiloni, gli Hollande, i sindacalisti della già triplice fanno "cicaleccio".