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domenica 27 maggio 2018

Contessa Entellina. Raduno di auto nello Spiazzo Greco

Numerosi appassionati di auto degli anni sessanta hanno riportato un pò di rievocazione storica nello Spiazzo Greco. Fra i promotori l'Associazione Vivere Slow di Contessa Entellina guidata da Nino Montalbano.
L'appuntamento è stato fissato nello spiazzo Greco-piazza Matrice da cui i visitatori provenienti da più luoghi -della parte occidentale della Sicilia-  si sono successivamente dedicati a visitare la Chiesa Madre, la Chiesa della Favara, il Museo degli Elimi ed altri siti contessioti.
E' stato pur sempre un momento di festa ed allegria nella non felice situazione di questo paese che nel disinteresse dell'Autorità regionale della pseudo Sinistra del pd di Crocetta e di quella sbiadita locale (del nostro Comune) hanno assistito finora all'ininterrotto flusso migratorio dei giovani senza mai ... alzare la voce e pensare a qualcosa.

LA MITICA FIAT 500 (con i suoi sessanta anni di storia) ha dato effettivamente momenti  di festa alle strade deserte di Contessa Entellina.



Verso il 10 giugno. E' tempo di propaganda elettorale

Anna Fucarino presenterà in piazza
i candidati al Consiglio Comunale
suoi sostenitori questa sera alle ore 21,15
E' prassi che tempi e luoghi per lo svolgimento delle manifestazioni di propaganda siano concordati tra i promotori e le autorità locali di pubblica sicurezza (nei piccoli comuni: il sindaco). 
I comizi all'aperto nei giorni feriali vengono effettuati opportunamente tra le ore 10 e le ore 13, nonché tra le ore 17 e le ore 23. Nei giorni di sabato e festivi, nonché nell'ultima settimana precedente le consultazioni, si potranno effettuare tra le ore 10 e le ore 23.

I Comuni definiscono un calendario dei comizi o di riunioni per la propaganda elettorale o per l'installazione di tavoli di propaganda nelle principali vie e piazze, tenendo conto delle richieste che vengono presentate dai soggetti interessati e della loro priorità risultante dal protocollo comunale.

Al fine di agevolare lo svolgimento di comizi o di riunioni per la propaganda elettorale i Comuni hanno cura di individuare le piazze, le vie o altri spazi pubblici da destinare allo scopo, informando tempestivamente le segreterie provinciali e/o locali dei partiti, dei gruppi e movimenti politici che sostengono le liste e le candidature ammesse.

Nell'assegnazione dei luoghi da destinare allo svolgimento di pubbliche manifestazioni dovrà essere accordata assoluta priorità alle iniziative di propaganda elettorale rispetto ad ogni altro tipo di manifestazione.

Per quanto riguarda lo svolgimento di manifestazioni folcloristiche, musicali, etc., a carattere politico (quali festival, feste dei partiti, movimenti o gruppi politici) i Sindaci, individuati i luoghi da assegnare per riunioni e comizi di propaganda elettorale, avranno cura di evitare che dette manifestazioni interferiscano in maniera significativa con questi ultime.

Leonardo Spera presenterà in piazza
i candidati al Consiglio Comunale
suoi sostenitori questa sera alle ore 19,15
Dovranno evitarsi comizi contemporanei nella medesima piazza o in piazze tra loro interferenti. I limiti di tempo fissati per ogni comizio dovranno essere osservati scrupolosamente, assicurando un congruo intervallo tra la fine di un comizio e l'inizio di quello successivo.

Ogni candidato o partito, gruppo o movimento politico che sostiene candidatura non potrà fruire in giorni consecutivi, in caso di concorrenti richieste, della stessa via o piazza, nella medesima ora. Il calendario dei comizi viene trasmesso da ciascun Comune, appena possibile, alla Questura o direttamente o tramite i locali Comandi dell'Arma dei Carabinieri.

Durante i comizi è vietata la distribuzione di volantini da parte di aderenti ad altri schieramenti politici.

E' vietato il transito di mezzi mobili annunzianti l'ora ed il luogo dei comizi in prossimità di piazze, strade o locali ove siano già in corso altre riunioni elettorali, nonché la formazione di cortei da parte dei mezzi stessi.

E’ opportuno che siano evitati comizi elettorali in concomitanza con lo svolgimento di eventuali processioni religiose e civili, in programma durante il periodo della campagna elettorale.

#IostoconMattarella. I populisti non conoscono la Costituzione

Sergio Mattarella è preoccupato per l’accoglienza che i mercati già stanno dando all’ipotesi di Savona al Ministero dell’Economia dopo aver mal digerito le anticipazioni sul programma di governo. 

Un’accoglienza che si traduce in un rialzo dello spread e quindi in un peso sui risparmi e sui mutui degli italiani. Ma ovviamente in questo muro contro muro c’e in ballo anche il ruolo del Quirinale, la prima istituzione del paese: non tanto la figura del suo attuale inquilino, quanto proprio le prerogative che spettano al capo dello Stato.

Sergio Mattarella ha messo in chiaro quel che doveva chiarire e sabato si è limitato ad aspettare che il premier incaricato facesse le sue valutazioni, mentre sui social cresceva il sostegno a suo favore: #IostoconMattarella è diventato in poche ore il primo trend topic su Twitter.

L'Italia e i partiti di estrema destra. Lega e M5S pensano che la Carta Costituzionale sia carta straccia

Molti italiani, coloro che hanno votato per i "populisti" non sanno, non vogliono accorgersi che la situazione italiana è diventata preoccupante. Costoro pensano che in gioco ci sia il destino di un governo che vorrebbero spostato nell'estrema destra. Ed invece in gioco c'è l'impostazione costituzionale del nostro Paese, quell'assetto che in settant'anni ha consentito a tutti (dai comunisti ai missini etc. passando per chi crede nella Costituzione) di convivere.
Il capo dell'estrema destra per imporre un suo ministro non legge -infatti- la Costituzione che attribuisce il gradimento al Capo dello Stato ma si rivolge al popolo (che poi sarebbero i suoi adepti). Fa appello al popolo per contrapporre questo al Presidente della Repubblica. Pure Mussolini con la marcia su Roma contrappose il suo popolo, i fascisti, allo Statuto albertino.
L'estrema destra in realtà non contesta Mattarella, contesta la Costituzione democratica. Su questo i democratici (mi riferisco a chi crede nei valori della democrazia, non certo al Pd che porta la responsabilità di 7-8 anni di malgoverno) dovrebbero riflettere.
La contestazione della Costituzione, fatta sulle piazze per eccitare il popolo è contro la Costituzione che dice: "la sovranità appartene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Il che significa che la sovranità appartiene al popolo  "entro i limiti" della Costituzione. Poi ancora, l'art. 92 dice "Il presidente della Repubblica nomina il presidente del consiglio  dei ministri e, su proposta di questi, i ministri". Su proposta di questi non significa che il Presidente è un notaio senza alcun ruolo; è il Presidente che "nomina", non quello del Consiglio che deve limitarsi a proporre.
Giorgio Napolitano non volle nominare ministro della Giustizia il pm Gratteri che gli venne proposto da Matteo Renzi; non successe nulla, nessuno si rivolse al popolo.
Rivolgersi al popolo contro l'esercizio delle funzioni presidenziali non è atto democratico è un atto "eversivo". Per cambiare gli articoli della Costituzione servono i voti in Parlamento e/o nel Paese. Quei voti non li ha avuti Matteo Renzi e non li avranno la Lega ed il M5S.

sabato 26 maggio 2018

Der-Spiegel. La rivista tedesca sbaglia nel criticare l'intero-popolo italiano, sarebbe bastato attaccare il governo Pd e quello populista nascente

L'ambasciatore italiano a Berlino Pietro Benassi ha inviato a Spiegel online una nota, chiedendone la pubblicazione, con la quale stigmatizza "Gli scrocconi di Roma", un articolo fortemente critico verso il nostro Paese, pubblicato dalla testata tedesca. 
"La dialettica politica - scrive Benassi - appartiene alla libertà di stampa e al discorso democratico. Ciò che lascia un retrogusto pessimo è il modo in cui questa critica è indirizzata ad un intero popolo". Benassi parla di "strada pericolosa" per la dialettica in Europa. "Si tratta - conclude - di un sistema molto facile e seducente per eccitare gli animi. Ne è capace chiunque, ma è una strada pericolosa per condurre la dialettica in Europa. Alla sua fine ci sono solo perdenti". 
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Riflessione
Se l'Italia si trova al punto in cui si trova è per responsabilità di tutti i governi dell'ultimo ventennio (berlusconiani e piddini). L'attacco del giornale tedesco all'intero popolo italiano è pertanto completamente fuori luogo.
Certo, adesso la carta d'identità del nascente governo populista e la pregressa vocazione antieuropeista di Lega e M5S non lasciano di certo bene sperare in un indirizzo politico filo-occidentale del nostro paese.  
C'è da non stare allegri, ma da qui a pigliarsela indiscriminatamente con l'intero popolo italiano è sbagliatissimo. 

Punti di vista -4-

Il Vivere ed il morire

La lealtà  è un valore particolarmente importante in un mondo che sembra privilegiare o addirittura esaltare il protagonismo esasperato, il mero “apparire”, e la scelta di cose supposte intelligenti ma che sono senza capo né coda, indifferenti al valore etico e alla responsabilità personale. Parole come buon sensotemperanzamisuracorrettezza sono divenute antiquate a fronte del vorticare dei modelli di successo che non ammettono possibilità di riflessione critica.
Per la Trecani lealtà si dice della persona che parla e agisce con sincerità e franchezza, che ha vivo il sentimento dell’onore e rifugge così dalla finzione come dal tradimento. 
Lealtà e fedeltà entrambi hanno  che fare con l'impostazione esistenziale dell'uomo. Entrambi sono virtù umane da coltivare possibilmente insieme, ma la fedeltà non chiede spiegazioni, la lealtà stimola a ragionare e ad arricchire reciprocamente le parti.

Con le immagini ... ... è più facile

APPREZZAMENTI ALL'ITALIA ?

DA NESSUNA PARTE.

CI DEVE ESSERE UN MOTIVO !


L'Italia e la stampa statunitense
L'Italia e la stampa tedesca
L'Italia e la stampa di De Benedetti

Enti Locali. Versano in grandi difficoltà eppure c'è la corsa ... a fare gli amministratori

Comune di Palermo

La Corte dei Conti probabilmente si pronuncerà la prossima settimana sui rilievi mossi all'esercizio finanziario 2015 e al rendiconto di gestione 2016. 
E' stato il magistrato Francesco Albo a riscontrare "anomalie e incongruenze che, ove confermate, sono in grado di compromettere la veridicità  e attendibilità dei risultati di amministrazione 2015 e 2016".

Martedì scorso il Sindaco Orlando, l'assessore al Bilancio Gentile ed il ragioniere generale Bohuslav Basile, si sono presentati all'udienza davanti alla Sezione di controllo  per la Regione Siciliana, presieduta d Maurizio Graffeo. Il magistrato Albo ha denunciato che il confronto col Comune è stato reso difficile dagli stessi uffici del Municipio "L'istruttoria condotta nei confronti del Comune di Palermo è stata resa difficile per via del tardivo e non integrale riscontro da parte dell'organo di revisione alle richieste di questa sezione".  
Il magistrato Albo ha inoltre ricordato che l'Amministrazione ha superato quattro degli otto parametri  di deficitarietà strutturale del Comune. Il che significa che basta toccare il quinto parametro perchè si blocchino assunzioni di personale e mutui per le opere pubbliche. 

Su cosa i giudici hanno posato gli occhi ?
--debiti fuori bilancio
--perdite delle società partecipate 
--disallineamenti contabili dei debiti/crediti fra Comune e società partecipate
--residui attivi  passivi 
--contenziosi tra Comune e le stesse aziende.
Dubbi e incongruenze su cui quindi il Comune non sarebbe stato convincente. A fronte di queste problematiche il Comune è adesso assillato dallo scorrere del tempo per presentare in Consiglio Comunale il bilancio consolidato (di cui il Comune è adesso dotato), il bilancio di gestione 2017 ed il bilancio di previsione 2018.  

Per la Giunta Orlando la causa dei "rossi di bilancio" è causata dalla grande evasione fiscale e dalla morosità.

Hanno detto ... ...

L’Europa non si fida del nascituro governo 

italiano. E lo spread rialza la testa. Ma diventerà 

davvero preoccupante quando Draghi chiuderà 

il paracadute per la nostra finanza pubblica.


Settimanale Spiegel 

“Italia scroccona, colpa di Draghi”,

«I mendicanti almeno dicono grazie, quando gli si dà qualcosa»

«Come si dovrebbe definire il comportamento di una nazione che prima chiede qualcosa per lasciarsi finanziare il suo proverbiale “dolce far niente”, e poi minaccia coloro che dovrebbero pagare se questi insistono sul regolamento dei debiti? Chiedere l’elemosina sarebbe un concetto sbagliato. I mendicanti almeno dicono grazie, quando gli si dà qualcosa. Scrocconi aggressivi si avvicina di più» alla condotta dell’Italia. 
«In effetti si procede verso il ricatto», continua Spiegel, affermando che «rispetto all’Italia la Grecia è una bazzecola». «Se gli italiani decidono di non voler assolvere ai loro pagamenti, l’euro è alla fine e la Germania perderà tutti i soldi impegnati per salvarlo», si legge anche. E l’uomo che «ha fornito l’arma» che l’Italia punta contro i suoi vicini «siede a Francoforte», aggiunge il magazine, tirando in ballo Mario Draghi. Il «whatever it takes» pronunciato dal presidente della Bce nel momento più critico dell’eurocrisi, è la tesi, «è stato notato a Roma». «E adesso alla Bce non resta altro che continuare la sua politica perché ogni rialzo dei tassi porterebbe lo Stato italiano all’incapacità di pagare». 

L’articolo si conclude con un’osservazione dal tono quasi personale: «Io non ho nulla contro persone che vivono al di sopra delle loro possibilità. Per me l’Italia può continuare a praticare l’evasione fiscale come sport nazionale. Trovo però incomprensibile che si vogliano addossare i costi delle proprie decisioni politiche ad altri che hanno un’altra concezione della politica. Questo difficilmente si concilia con il mio concetto di democrazia». «Chi vorrebbe essere considerato uno scroccone? Gli italiani, così almeno pare, hanno superato questa forma di orgoglio nazionale» 
(Testo italiano ripreso dal giornale La Stampa)

EMANUELE MACALUSO, già dirigente della Sinistra
I giornali europei continuano a pubblicare editoriali molto preoccupati per il riverbero che la anomala situazione politica italiana potrà avere nell’Unione europea e più in generale nella vita politica del nostro continente. Nei giorni scorsi, il francese Le Monde (se ricordo bene) osservava che l’Italia è il Paese che ha concorso alla costruzione dell’Ue ma è anche il Paese che si appresta ad avere un governo costruito e retto da partiti antieuropei e antisistema.
Negli altri Paesi queste forze preoccupano ma sono in netta minoranza. È un fatto che fa riflettere anche sulla nostra storia. Nelle elezioni politiche del 1919, che si svolsero per la prima volta con il metodo proporzionale, il partito socialista e il partito popolare di Sturzo avevano la maggioranza in parlamento ma non costituirono mai un governo. E dai governi di Nitti e Facta, nel 1922, l’Italia diventa il primo paese europeo che conosce il fascismo. Sia chiaro, oggi non vedo e non c’è il fascismo alle porte anche se padre e figlio Di Battista minacciarono l’assalto della folla al Quirinale se il suo inquilino non avesse ubbidito ai loro ordini.
Certo, non c’è il fascismo. C’è però una similitudine dei comportamenti dell’establishment di allora e di oggi. Il fascismo vinse per la viltà della monarchia e per la compiacenza di forze liberali, cattoliche, per il transito di pezzi consistenti dell’establishment al nuovo potere. Oggi, la coalizione grillino-leghista ha reclutato pezzi dell’establishment che diceva di voler abbattere. Il candidato presidente del Consiglio, come abbiamo notato, si è arrampicato per appartenere alla casta di professionisti al servizio del potere, da chiunque incarnato.
Ieri ho scritto che il problema della coalizione antieuropea non era identificabile solo con il professor Savona come possibile ministro dell’Economia. Il quale, peraltro, ha un curriculum non taroccato e di tutto rispetto, come grande professionista dell’establishment: Banca d’Italia, Università, ministro di più governi e incarichi in tante occasioni in cui si esercita il potere.
Insomma, le preoccupazioni e gli allarmi europei per l’insediamento di un governo antisistema si verificano con il concorso di personale dello stesso sistema. E se il potere grillino-leghista dovesse consolidarsi, i transiti si moltiplicherebbero. In questo trasformismo c’è una somiglianza con i processi politici che si verificarono negli Anni Venti e che coinvolsero anche pezzi della sinistra. Ripeto: oggi non è il fascismo alle porte. Ma si verifica una preoccupante involuzione della vita democratica su cui, a mio avviso, non si riflette abbastanza.

VITO MANCUSO, scrittore
Io credo alla cura della forma perché la sostanza senza forma non esiste e il modo migliore di servire la sostanza è curare la forma. Per questo mi spaventa la foto del Presidente della Camera che ascolta l’inno del nostro paese con le mani in tasca. Quell’inno siamo noi.

MATTIA FELTRI, giornalista de La Stampa
Vabbè, il governo sarà quello che sarà, ma perlomeno promette di riuscire un’opposizione coi fiocchi. Una come non se n’erano viste prima. Responsabile. Civile. Elevata. Attenta agli interessi del Paese. Per esempio Giorgia Meloni, di solito tanto friccicarella. Appena è passata all’opposizione è diventata una specie di Metternich. Ieri ha detto di essere dispiaciuta di vedere Sergio Mattarella così ingerente sulla scelta di Paolo Savona all’Economia, così cocciutamente attaccato a quel che resta della Costituzione che lo obbliga a nominare i ministri. E Renzi? Mai stato all’opposizione in vita sua ma già è un oppositore nato: ha promesso di verificare che il governo mantenga le promesse fatte in campagna elettorale. Reddito di cittadinanza, uscita dall’euro, flat tax, e se dimenticano qualcosa sono guai, sciopero generale.  

Matteo Orfini, invece, che nasce dalemiano, e dunque è un veterano dell’opposizione, ha subito dimostrato da quale scuola viene, e ha detto che Marco Minniti, parlando dell’immigrazione incontrollata come di un pericolo, ha sdoganato le destre. Avrebbe invece dovuto parlare dell’immigrazione incontrollata come di un ballo delle debuttanti, e andavano dritti a Palazzo Chigi. Una menzione speciale la si vuole fare di Maurizio Martina, che nel ruolo di reggente del Pd sarà il pontefice delle opposizioni, e riferendosi a Matteo Salvini ha detto, su Twitter, che non si governa da Facebook. Beh, siamo a cavallo. Sono talmente bravi ma talmente bravi a fare opposizione che da lì non li scalza nessuno.

venerdì 25 maggio 2018

Corruzione. Restringe l'ambito di libertà del singolo e fa dei servizi pubblici accessibili a tutti un "privilegio" per chi può pagare

Sostiene l'Istat che un siciliano su dieci in cambio del voto da depositare nell'urna pretende una promessa. Sempre l'Istat sostiene che l'incidenza del malaffare in corsia, in ospedale, è del 16,1% dei casi. Ovviamente la corruzione di cui i media prevalentemente parlano è quella della Pubblica Amministrazione.

Il voto di scambio 
Mafia e corruzione in Sicilia vanno quasi sempre a braccetto. Il recente rapporto Istat  assicura che un siciliano su dieci nel corso della vita riceve una richiesta di voto  in cambio di favori personali, regali o denaro. Il voto di scambio più frequente nella nostra regione -secondo l'Istat- avviene nel corso delle consultazioni amministrative quando maggiore è la tensione che attraversa le singole comunità cittadine, familiari, amicali e di conoscenti. 
Con le elezioni amministrative capita infatti che amicizie e rapporti consolidati si rompano e vengano meno e non abbiano più opportunità di ripristinarsi. 
Non così per le elezioni regionali e/o nazionali.  

Corruzione in corsia
Il rettore dell'Università di Catania, Francesco Basile, sostiene che quella della corruzione è una problematica "che attanaglia la Sicilia più di altre regioni italiane con un tasso di incidenza del 16,1%, a fronte di una media nazionale dell'11%". L'Istat offre dati ancora più gravi: più di mezzo milione di famiglie ha ricevuto almeno una volta nella vita richiesta di denaro o altri favori  in cambio di ricoveri, interventi chirurgici o visite mediche; il tutto in ambito di apparati pubblici. 

I populisti. Stanno a mille miglia lontani dalla buona politica, la politica vera

POLITICI E POLITICANTI
c'è di mezzo il mare.


Dove sta la differenza fra un politico (persona per bene) ed un politicante (ciarlatano) ?
Basta sapere che la verità fa sempre bene, anche se fa male. E le bugie, anche se a fin di bene, non fanno che peggiorare le cose. 

Chi teme di spiegare che abbassare le tasse, aumentare la spesa pubblica e tenere in ordine i conti pubblici sono incompatibili se fatte tutte assieme è palesemente un ciarlatano.

Le bacchette magiche non esistono, se esistono esistono solamente nelle favole. Nessun pasto è gratis e se viene talora offerto, inevitabilmente da qualche parte bisognerà tagliare qualcosa. 
Se vogliamo pagare meno tasse o se vogliamo andare in pensione prima occorre spiegare che per trasferire altro denaro alle pensioni e agli anziani toccherà togliere qualcosa ai giovani e all’istruzione di questi.


Caso Montanti. Sfilza di assessori e politici, dal governo Lombardo a quello Crocetta, saranno sentiti dalla Commissione Antimafia Regionale

La Commissione Regionale Antimafia ha aperto una istruttoria sul caso Montante, caso che interessa il gruppo, più gruppi, che negli ultimi anni hanno gestito a proprio gusto e piacere molte fette del potere della nostra isola. I nomi coinvolti sono alcune decine, ma altri finora restano -sia pure con l'ansia nel cuore- fintamente tranquilli.

La Commissione guidata da Claudio Fava vuole fare luce sul mondo di relazioni intrattenute dall'ex Presidente di Sicindustria, oggi in carcere per "associazione a delinquere finalizzata alla corruzione" col passato governo della Regione a guida PD (Partito Democratico) e col precedente  guida Lombardo (MPA).

Da martedì partirà un fitto calendario di audizioni e saranno ascoltati Rosario Crocetta, indagato, Mariella Lo Bello, già assessore e anche lei indagata, Linda Vancheri, già assessore e anche lei indagata. Molti altri sono ancora gli ex assessori e politici in elenco da ascoltare.
Il presidente Fava ha per intanto chiesto che il governo regionale revochi dall'incarico l'attuale presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta per il decoro delle istituzioni e per risparmiarci il sospetto che il signor Montanti abbia ancora protezioni dalla Regione Sicilia.

giovedì 24 maggio 2018

Verso il 10 giugno. Conoscere gli aspiranti amministratori sulla base di ciò che diranno nella pubblica piazza

Domenica prossima sarà la serata dei comizi di presentazione agli elettori di Contessa Entellina dei due candidati alla funzione di Sindaco per il prossimo quinquennio. Questi presenteranno a loro volta i candidati al Consiglio Comunale, ovviamente loro sostenitori.
Non più venerdì -quindi- l'esordio della campagna elettorale (quella ufficiale) bensì domenica. 
In prima serata (19,15) parlerà Leonardo Spera, della lista "Contessa #Sipuò" e probabilmente qualche altro componente della lista.
Quindi (alle 21,15) presenterà la sua squadra e delineerà alcuni punti del programma Anna Fucarino, candidata Sindaco della lista "Insieme per Contessa -  Bashkë për Kuntisa".

Questo il manifesto che abbiamo
trovato e ripreso da facebook
Entrambi le liste per il  Consiglio Comunale espongono candidati che per la prima volta si affacciano alla vita politica. Non risulta comunque che abbiano già alle proprie spalle esperienze di militanza e di impegno in partiti e/o sindacati che siano espressione della destra o della sinistra. Si tratta di giovani freschi di studi e/o delle prime esperienze col mondo del lavoro. 
Situazione ben diversa è la funzione pregressa dei due candidati sindaci che hanno ciascuno un mandato di avvenuto battagliare dai banchi consiliari, entrambi nel ruolo di opposizione. Ci sono anche candidati consiglieri con uno o più mandati alle spalle e che quindi si ripropongono.

Sui giovani comunque è doveroso puntare perché essi sono aperti a ricevere dai più anziani  il loro conoscere e la loro esperienza e sanno vedere l’orizzonte. Essi sanno guardare oltre, sanno scrivere il futuro. Assieme ad Anna o a Leonardo i più giovani sapranno scrivere un futuro che sia più sereno e più prospero per il nostro paese di Contessa Entellina, rispetto all'attuale fase storica che vede purtroppo riprendere una forte spinta dell'emigrazione.

E' ovvio che la guida delle rispettive compagini spetta ad Anna, persona da sempre impegnata nel sociale, nel campo culturale, in quello dello sviluppo territoriale, nel dibattito civile e pure in quello consiliare e che dispone di un carattere aperto all'ascolto e alle esigenze altrui e nel contempo forte sulle cose da fare e da portare avanti. La guida spetta -per quanto attiene il fronte concorrente- a Leonardo che da lungo tempo coltiva la passione politico-amministrativa e che giunge all'appuntamento elettorale, anche lui, con chiarezza di propositi.   

L'uomo e la Storiia

Uno sguardo complessivo sul Novecento

L'uomo per la prima volta esplora
un corpo celeste esterno al pianeta
Terra, ossia la Luna
Nel secolo breve, così è definito il Novecento che sarebbe in realtà cominciato grazie alla diversificazione di stile di vita e culturale rispetto all'Ottocento dopo la prima guerra mondiale e sarebbe cessato nel 1989 col crollo del muro di Berlino, sono accaduti troppi avvenimenti, alcuni terribili ed altri splendidi, meravigliosi.

Gli esseri umani sono cresciuti in altezza dai cinque ai quindici centimetri in relazione alle varie aree del pianeta; gli adolescenti maturano molto prima che nei secoli passati. La gente resta più allungo giovane e vive parecchi anni in più se consideriamo che pure a Contessa Entellina le persone che superano i cento anni di vita, in questi primi decenni del XXI secolo sono una rarità. 
Il lavoro è divenuto meno faticoso e il tempo per lo svago è cresciuto. Sono cambiati i costumi e le abitudini e la gente si è riversata prevalentemente nelle città abbandonando le campagne.  

Nella nostra piccola comunità di Contessa Entellina i benefici per il buon vivere li possiamo constatare in tante insperate (nei secoli precedenti) comodità: l'acqua corrente, le strade illuminate, possibilità di congelare o conservare cibi, usare macchine per cucire, lavare, scrivere, arare, falciare etc.  per non parlare della strumentazione per comunicare  con ogni punto del pianeta.

Accadde il 29 luglio 1901, a Monza
Umberto I di Savoia viene assassinato. Il su era stato un tempo pieno di rivolgimenti sociali e pure punteggiato da sonore sconfitte militari. La regina Margherita, sua moglie, ha conquistato un repubblicano incallito, Giosuè Carducci.
Re Umberto, secondo gli storici non fu un monarca lungimirante fino al punto da conferire una onorificenza al generale Bava Beccaris, autore della repressione operaia a Milano.
Ad assassinare il re è stato Gaetano Bresci, schedato dagli organi di polizia come "anarchico pericoloso". Il sovrano colpito a morte da un colpo di pistola riesce a mormorare: "Avanti, credo di essere ferito".
A Umberto succede il figlio Vittorio Emanuele III, trentunenne sposato con Elena del Montenegro con cui si trova in viaggio nelle isole greche. Questi è un ateo che detesta i preti e non frequenta le chiese e però colto nel campo delle scienze e della geografia e sa parlare in quattro lingue straniere. 

Con le immagini ... ... è più facile

NON DIMENTICARE




Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonino Montinaro , Emanuela Loi, Agostino Catalano, 
Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina.

Con le immagini ... ... è più facile

UOMINI DI STATO o
UOMINI DI STADIO ?
L'uomo con le mani in tasca durante l’inno di Mameli chi è ?

Hanno detto ... ...

SIMONA BONAFEDE,parlamentare europea pd
All’avvocato difensore del popolo italiano Conte ricordiamo che gli interessi di tutti gli italiani si difendono in Europa e non fuori dall’Europa come sostengono i suoi azionisti di maggioranza

GIANPAOLO GALLO, economista
Il cosiddetto ‘contratto’ di governo, se attuato, comporterebbe a regime un aumento del disavanzo pubblico nell’ordine di 100 miliardi di euro e sarebbe palesemente in contrasto sia con l’art. 81 della Costituzione italiana sia con le regole dell’Unione Europea. 
Una tesi che fino ad ora sembra avere avuto un certo credito fra gli operatori finanziari è che il contratto non vada preso alla lettera; per ora si tratterebbe solo di un proseguimento della campagna elettorale e di un modo per conciliare, almeno sulla carta, le promesse di entrambi i contraenti. In questo caso dovremmo aspettarci un cambiamento di rotta e una certa disponibilità dei due partiti contraenti a seguire le indicazioni del Presidente della Repubblica per il rispetto dei Trattati Europei e della Costituzione. Non è uno scenario impossibile, ma appare sempre più improbabile; i due partiti si sono spinti troppo in là per poter fare marcia indietro senza perdere la faccia.
OSSERVATORIO CONTI PUBBLICI IN ITALIA,
La spesa pensionistica in Italia appare tra le più alte al mondo rispetto al Pil, sia nei confronti effettuati dall’OCSE sia in quelli effettuati dalla Commissione Europea. Questi confronti sono però spesso criticati per tre motivi. Primo, non terrebbero conto della maggiore tassazione delle pensioni in Italia rispetto all’estero. Secondo, il Tfr incluso nella spesa italiana non avrebbe un omologo negli altri paesi e andrebbe escluso dal confronto. Terzo, la spesa pensionistica in Italia includerebbe spese di natura “assistenziale”, che altri paesi classificherebbero diversamente. Secondo questi critici, la nostra spesa, per lo meno nella sua parte strettamente previdenziale, non sarebbe particolarmente elevata rispetto alla media degli altri paesi. Questa nota analizza i dati sulla spesa pensionistica concludendo che, anche tenendo conto di questi fattori, questa in Italia risulta tra le più alte al mondo.

mercoledì 23 maggio 2018

Verso il 10 giugno. Da venerdì comizi in piazza Umberto

Contessa Entellin, con i suoi poco meno di duemila abitanti, si prepara alle votazioni del 10 giugno per eleggere il nuovo sindaco, e lo fa in un clima finora tranquillo ma che mostra lentamente di surriscaldarsi da venerdì prossimo quando sono annunciati gli avvii dei comizi di propaganda  in piazza Umberto da parte delle liste in campo.
Le liste dei candidati sono ormai note e finora tutto -come detto- si è svolto in nome della correttezza e del rispetto di tutti e per tutti. 
La scelta per gli elettori  sarà -come ormai da tradizione locale consolidata- fra due liste e complessivamente venti candidati al Consiglio Comunale, dove però potranno sedere in dieci, sette della lista vincente e tre della perdente.
Tra i due candidati in corsa per ricoprire la poltrona di sindaco c’è una donna, è Anna Fucarino. Già consigliera comunale della amministrazione precedente  a quella corrente, si presenta a queste amministrative sostenuta da un lista civica eterogenea: "Insieme per Contessa-.Baskhë për Kuntisa". Professoressa di Lingua Inglese nella vicina Alcamo, è nota per il suo impegno civile manifestato e messo in pratica in tante iniziative per la valorizzazione sia culturale che artistico-economico del patrimonio etnico-linguistico-ambientale e religioso locale.
Poi c'è Leonardo Spera, dipendente della struttura regionale che gestisce il servizio di emergenza del 118, finora capogruppo in Consiglio Comunale dell'opposizione all'attuale sindaco Parrino. La lista che lo sostiene è "Contessa #Sipuò".
Entrambi i candidati a Sindaco intendono segnare un spartiacque con il passato più lontano e quello recente nella conduzione del Comune, che non verrebbe più gestito nel chiuso del Municipio ma vivendo in mezzo ai bisogni e alle esigenze della gente. I progetti a cui entrambi vogliono prendere parte sono da entrambi pensati in grande e sono visibile a chiunque sui social. 
Entrambi i candidati hanno assicurato che la campagna elettorale si svolgerà nel rispetto degli avversari, con toni e confronti pacati, senza mai scadere in attacchi diretti o indiretti. Stamane però nei locali del Municipio c'è stata un pò di lagnanza quando il rappresentante di Contessa #Sipuò nel presentare la richiesta di disponibilità della piazza ha appreso che l'orario di maggiore interesse non era libero perchè era stato assegnato alla lista concorrente. 

Politica italiana. Si discute dei rischi temuti, nessuno parla dei disastri effettivi e già subiti

I giornali ci fanno riflettere sui possibili disastri che potrebbero derivare da un governo "populista"; e fanno bene.
Ciò che colpisce è che gli stessi giornali non parlano dei disastri effettivi (e non temuti) compiuti dai sette e più anni ultimi a gestione Pd.  

Secondo stime Ocse, l'Italia spende più o meno il 4% del pil per l'intero ciclo di istruzione degli italiani, circa 69 miliardi di euro. Il problema che i governanti non colgono che dopo avere speso somme significative  per formare i nostri giovani il Paese non li inserisce nel sistema produttivo per creare nuova ricchezza ma li lascia emigrare all'estero.

Nel 2016 la fuga verso l'estero dei nostri giovani laureati è stato calcolato in diecimila unità. In Sicilia, Calabria e Basilicata il quadro è gravemente negativo. Qui oltre che emigrare verso l'estero si emigra verso il Nord del Paese.

Il fatto grave è che nè Sindaci, nè Prefetti, nè Presidenti di Regione mostrano allarme su questo fenomeno (la fuga dei cervelli). Qui da noi, in Sicilia, abbiamo carenze strutturali, piani di sviluppo inesistenti, mancanza di concrete possibilità di lavoro per  neolaureati e tutto ciò sta alla base di un grave disaggio sociale.
Oggi sempre più laureati trascorrono periodi di soggiorno all'estero per accrescere le proprie competenze linguistiche e poi decidono di restare lì. 

E -va evidenziato- non esiste paese al mondo indisposto ad accogliere giovani laureati già formati e su cui sono stati investiti tanti soldi per la formazione. Solamente l'Italia, a ultima conduzione governativa piddina, si permette questo lusso. 

L'interrogativo

E' scontato che la stampa debba fare il proprio mestiere, e con essa tutti gli altri media, ossia informare e far crescere le coscienze pubbliche senza guardare in faccia nè i poteri forti nè quelli deboli. Deve sempre sviscerare la verità dei fatti e dei rimedi.
Guai quando la stampa è asservita a finalità indicibili, come tante volte è capitato in Italia in cui tutte le testate giornalistiche erano degli Agnelli, dei Di Benedetti etc.

E' più che giusto che i giornalisti non siano reverenziali nei confronti di chi detiene e gestisce il Potere. E' doveroso che verifichi con la massima attenzione curriculum vitae e biografia del presumibile presidente del Consiglio. Deve farlo sempre e sistematicamente in ogni circostanza che si presenti.


Ma diciamocelo, con serenità e con sincerità. Se un qualunque presidente del Consiglio dei Ministri fosse stato espresso da quello che oggi è un partito sgangherato, il PD, oppure dal partito padronale di Berlusconi, Forza Italia, si sarebbe dispiegata la lettura a lente ingrandita del curriculum vitae ? Sarebbe partita una campagna di stampa denigratoria ?



Ma quanti presidenti del consiglio inconcludenti abbiamo avuto finora ? dai primi anni cinquanta a ieri ? Dove stava la stampa ?