giovedì 16 febbraio 2012

Il Messale di Gjon Buzuku

  ZEF GIUSEPPE CHIARAMONTE, Il “Messale”di Gjon Buzuku (1555). Un hapax in lingua albanese tra riforma,controriforma e islam. in Rivista Liturgica, anno XCVIII, terza serie, n. 6, novembre-dicembre 2011, pp.1063-1073. RIVISTA LITURGICA ha pubblicato uno studio di Zef Chiaramonte dal titolo:  Il “Messale” di Gjon Buzuku (1555). Un hapax in lingua albanese tra riforma, controriforma e islam. Il contenuto viene così anticipato nel sommario:   L’impianto dei Turchi nei Balcani (sec.XIV) favoriva, quando non imponeva, la conversione all’Islam. Mentre Greci, Serbi e Bulgari resisteranno puntando sulla liturgia bizantina celebrata nelle loro rispettive lingue, i Croati e gli Albanesi cattolici cercheranno in vari modi di forzare una delle caratteristiche dell’universalismo romano: il latino. L’opera più vasta e più completa tra i tentativi esperiti per introdurre la lingua materna nella liturgia cattolica è quella di Giovanni Buzuku, il cui Messale, nell’unico esemplare superstite, oggi presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, è stato scoperto nel 1740 e ri-scoperto nel 1909. Da  quest’ultima data partono gli studi che lo riguardano, oltre a due edizioni critiche. Il presente lavoro vuole lumeggiarne gli aspetti più propriamente storici e liturgici, finora lasciati in ombra dagli studiosi, mentre si attende l’esito di ricerche presso gli archivi vaticani, alle tracce di eventuale documentazione superstite.   RIVISTA LITURGICA ka nxjerrë nga shtypi një punim i Zef Kjaramonte-s me titullin: “Meshari” i Gjon Buzukut (1555). Një hapax në gjuhën shqipe midis reformës kundërreformës dhe islamit. Përmbajtja e punimit është përmbledhur italisht dhe anglisht si vijon:   Vendosja e Turqëve në Ballkan (sh.XIV) shtynte, kur nuk imponente, kah feja islame. Ndërsa Grekët, Serbët dhe Bullgarët benin qëndresë duke u mbështetur te liturgjia bizantine e meshuar në gjuhët amtare përkatëse, Kroatët dhe Shqiptarët katolikë do të përpiqen në mënyra të ndryshme ta tejkalojnë njërën nga karakteristikat e univerzalismit romak: latinishten. Vepra më e përsosur në këtë fushatë për të zëvendësuar latinishten me gjuhën amtare në liturgjinë katolike është vepra e Gjon Buzukut, Meshari i të cilit , në unikatin e shpëtuar, sot rradhitur në Bibliotekën Apostolike e Vatikanit, u zbulua më 1740 dhe u ri-zbulua më 1909. Nga kjo data e fundit fillojnë studimet përkatëse, përveç dy botimeve kritike. Ky punim përpiqet të zbardhë aspektet më të veçanta nga pikëpamja historike dhe liturgjike, deri më sot ende nën hye, ndërsa po priten rezultatet e një pune kërkimore të ndërmarrë në arkivet e Vatikanit.

L'Imu si presenta con una novità: gli immobili con destinazione commerciale della Chiesa forse pagheranno pure essi

La Chiesa cattolica se passa l’emendamento proposto da Mario Monti pagherà l’Ici (oggi Imu) su tutti gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività commerciale. L'esenzione, finora piuttosto estesa, da adesso «fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale». La decisione arriva direttamente da Strasburgo, dove il premier italiano sta cercando di trascinare l’Italia «fuori dalla zona d’ombra». Davanti al Parlamento Europeo, Monti ha dichiarato che «l’Italia è impegnata nella corsa per uscire dall’emergenza. Stiamo riuscendo a toglierci dalla zona d’ombra, dov’eravamo ritenuti a rischio di contagio per altre economie, facendo tutti gli sforzi necessari per il consolidamento di bilancio e le riforme strutturali». Per ora,la Commissione Europea davanti alla quale è stata presentata la proposta di emendamento per l'Ici alla Chiesa, ha dichiarato che si tratta di «un buon progresso». Mentre la Cei fa sapere che il provvedimento «sarà accolto con la massima attenzione e senso di responsabilità». Ovviamente la proposta di Monti dovrà prima passare al vaglio del Parlamento italiano. E  .....se ne vedranno delle belle. Il gettito previsto per le casse pubbliche, quelle dei comuni principalmente, e' stimato fra 600 e 1000 milioni di euro annui.

Sicilia. Ma siamo imbecilli ?

La Regione siciliana si trova all’incirca nelle stesse condizioni in cui si trova l'odierna Grecia perchè in questi ultimi decenni ha allargato i cordoni della borsa ed ha chiuso gli occhi sulla prevista diminuzione dei trasferimenti, conseguenti al Patto di stabilità. La Regione, con la sua pachidermica e lenta burocrazia, tiene inchiodati miliardi e miliardi di fondi europei e statali del Piano 2007/13, avendone speso meno del 20 per cento in cinque anni. Non li spende perché nel proprio bilancio non c'e un centesimo disponibile per le quote di co-finanziamento. La borsa a maglie larghe ha consentito di assumere personale a dismisura (spesa corrente: duemila dirigenti contro duecento  della Lombardia, diciottomila dipendenti contro tremila della Lombardia. Gli sprechi della Regione sono innumerevoli e permangono anche nel settore della Sanità, pur tenuto conto del piano di austerità (relativo) dell’assessore Massimo Russo. L'imprevidenza di oggi, stiamone certi, la pagheremo e la pagheremo molto cara. Il guaio e' che più passa il tempo, più facciamo finta che tutto vada bene e più violenta sara' la mazzata a carico dei siciliani. Così come in Grecia gli aiuti esterni non sono gratuiti, nemmeno in Sicilia saranno gratuiti; nemmeno la comunità nazionale sara' disposta ad accollarsi i frutti del nostro malgoverno. La regione deve capire che la spesa deve essere indirizzata sugli investimenti riducendo drasticamente la spesa corrente. Puntando sugli investimenti aumenteranno pure inevitabilmente i posti di lavoro. Non esistono altre polizze di assicurazione per il futuro.

mercoledì 15 febbraio 2012

Pagliarelli ed Ucciardone sovraffollati

Al 31 gennaio del 2012 sono complessivamente 7.454 (tra cui 200 donne) le persone detenute nei 27 istituti penitenziari sparsi per la Sicilia, che hanno in totale una capienza di 5.454 posti. I dati fatti conoscere dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Ministero della Giustizia) evidenziano un sovraffollamento di 2 mila detenuti. Al Pagliarelli di Palermo, che puo' ospitare 858 persone, vi sono 1.280 detenuti; all'Ucciardone, 565 reclusi rispetto a 391 posti.

Evasione fiscale. Noi siciliani teniamo bandiera

A Palermo in due casi su tre negozi, bar e ristoranti non vengono rilasciati scontrini o ricevute fiscali. E' questo il bilancio 2011 della Guardia di finanza di Palermo, che stamane ha presentato i dati in una conferenza stampa. I controlli in tutta la provincia su scontrini e ricevute hanno permesso di scoprire violazioni in 1.920 casi su 7.913, con una percentuale di irregolarita' del 24,95%, dato che sale molto se si guarda alla sola Palermo con 679 mancate emissioni su 1.127 controlli, oltre il 60%.

Mafia. La malapianta che e' fra noi

Viene rilevato un significativo incremento, rispetto al 2010, dei sequestri alla criminalita' organizzata della guardia di Finanza di Palermo. Le fiamme gialle hanno effettuato 812 accertamenti patrimoniali a carico di condannati e indagati. I dati sono stati presentati dal comandante provinciale Stefano Screpanti. Complessivamente sono stati sequestrati 361 beni fra cui 51 aziende per un valore complessivo di 798 mln di euro (+9%). Le confische sono state 191, fra cui 41 aziende per complessivi 509 mln di euro.

La professione del politicante

I politici italiani che finiscono in galera coprono l'intero arco costituzionale, dall'estrema destra all'estrema sinistra. Dai fascisti di antica memoria ai comunisti sopravvissuti alla rivoluzione culturale seguita al crollo del muro di Berlino. Si, in Italia nessuno si salva. Rubano tutti, tutti usano della cosa pubblica come fosse loro propria, come se il loro Papa' gli avesse lasciato una eredita'. Se da Rifondazione Comunista (fresco fresco e' il caso del Comune di Gubbio) passando per Idv (sempre a Gubbio) dell'ultra puritano Di Pietro, al Pd, il partito sprofondato nel marasma più completo per gli incendi di corruzione e disonesta' che lo vedono ovunque coinvolto nello stivale all'Udc di mafiosesca memoria cuffariana in Sicilia, al pdl delle cricche, degli Scajola, Cosentino, P3, P4, il problema non puo' essere letto che in termini di epidemia, come malattia che investe gli italiani, in quanto italiani, e non in quanto appartenenti a questo o quel gruppo specifico di italiani. Tangentopoli ci aveva, in un certo senso, fatto illudere che i politici rubassero per mantenere le strutture elefantiache dei partiti. Le ruberie che a getto continuo ci vengono elencate ai giorni nostri ci mostrano che tutti i politici coinvolti rubano per se', per le loro famiglie. Tutti "tengono famiglia" e prediligono le case, i palazzi, le costruzioni in mattoni possibilmente nel centro di Roma. Quale e' la conclusione ? La politica e' oggi vista non come percorso di vita per occuparsi dei problemi della società, dei problemi di tutti, ma come percorso per arricchirsi, o nei casi migliori (nei piccoli comuni) come percorso per sopravvivere in un mondo dove il lavoro, l'impegno, il sacrificio, la volontà di fare, lo studio approfondito sono invece visti come scelte di vita per imbranati. Rubare o saccheggiare la cosa pubblica in Italia non e' competenza della destra o della sinistra. E' un dato culturale della società in cui siamo immersi. Tutto cio' e' segno del decadimento complessivo. I negozianti non rilasciano ricevute fiscali, gli artigiani fatturano solo il valore dimezzato dei manufatti, gli impiegati pubblici si dedicano al secondo lavoro, i sindacalisti infilano nei gironi alti delle aziende i familiari e le amanti, le corporazioni professionali conservano alla casta di appartenenza gli spazi loro e non amano intrusioni. Ieri sera nel programma. "Ballaro'" l'on.le Lupi, del pdl, con una facciatosta che solo le persone in malafede posseggono riteneva che l'ultimo triennio berlusconiano sia stato all'insegna del buongoverno e della lungimiranza; gridava, accusava, insultava chi, in collegamento dall'America, gli rinfacciava che non erano state prese quelle misure necessarie per prevenire le odierne difficoltà sociali ed economiche, che ci hanno peraltro portato al governo di Mario Monti. Allora agli italiani veniva detto -ricordava l'esperto in collegamento dall'America- "noi stiamo meglio della Germania e di chiunque altro, abbiamo i conti a posto". E l'on.le Lupi continuava a dire che Berlusconi aveva ... fatto tantissimo a favore degli italiani. Tantissimo ... Per occuparsi di politica sembrerebbe, e' la sensazione che sempre piu' emerge, che si debba essere ladri, bugiardi, incompetenti, incapaci, scilipotiati. L'avvenire in questo paese pare appartenga agli sfacciati e ai disinvolti. Guai ad essere onesti ! Non e' pessimismo, quanto riportato e' realtà, e' meno della realtà.

lunedì 13 febbraio 2012

In attesa che la C.t.p. si pronunci sui ricorsi dei contessioti ......

La commissione tributaria regionale con alcune sentenze ha stabilito che la tassa sui rifiuti (TARSU) non e' dovuta per i garage. L'avv. Floriana Pisani dell'ufficio Legale regionale del Codacons Sicilia, spiega che le sentenze evidenziano come ''il garage di uso privato e' luogo adibito al ricovero di uno o piu' veicoli e quand'anche la persona vi si trattenga per tempi non brevi, non e' plausibile ipotizzare che ne derivino rifiuti. Inoltre il contribuente stesso non ha l'onere della prova di dimostrare che il garage non produce rifiuti''.

La Grecia. Amare riflessioni

La Grecia, questo paese per più versi simile all’Italia per Storia, i colori ed i sentimenti della gente, cosa ci fa pensare in queste ore ?
Ha sicuramente pure ragione Giorgio Napolitano nel dire l’Italia non è la Grecia; certo l’Italia sul piano manifatturiero in Europa ha un apparato secondo solo alla Germania, però detto questo l’Italia è vicinissima alla Grecia.
Malgoverno, politici ladri, clientelismo, affarismo, sistema tributario al collasso, imbroglio nei conti pubblici, disoccupazione giovanile a livelli assurdi sono tutte situazioni familiari a noi  italiani e ancora più familiari alla realtà siciliana.
La Grecia sta pagando oggi ciò che i suoi governi degli ultimi dieci/quindici anni non hanno fatto. La Grecia –parte dell’Unione Europea sin dal 1981- non era  pronta all’adesione all’Euro perché i suoi parametri erano tutti insufficienti e per aderire i suoi governanti non si sono fatto scrupolo di falsificare i dati economici. Soluzione questa tutta mediterranea, ci viene da dire, tipicamente siciliana.
La Grecia grazie alla moneta “forte” dell’euro ha iniziato un processo di indebitamento a più non posso. A nessuno può sfuggire che tre/quattro anni fa tutti i giornali italiani che allora criticavano l’affanno del governo Prodi mettevano in evidenza come il reddito pro-capite dei greci stesse per superare quello degli italiani.
Certo, a che prezzo viene oggi da dire.
La Grecia ha avuto negli ultimi anni governi più imbroglioni, più inetti e più ignoranti di quelli che purtroppo sono toccati in sorte agli italiani.
La Grecia, al di là dei giudizi sui sacrifici che oggi le vengono imposti, deve riaggiustare il suo assetto socio-economico. Non è possibile che in un paese un occupato su tre sia dipendente pubblico (nemmeno in Sicilia siamo arrivati a questo livello), non è possibile che da anni il sistema tributario non raccolga le tasse (nemmeno a questo punto siamo arrivati in Sicilia), non è possibile che la corruzione abbia raggiunto livelli da paese arretratissimo, in pratica non si pagano le tasse ma si paga il pubblico funzionario per ciò che dovrebbe fare per dovere.
Non è nemmeno possibile che la classe politica che ha portato il paese all’odierna situazione sia sempre lì. Se si votasse oggi –a quello che si legge dai sondaggi- vincerebbe le elezioni il partito Neo-Democrazia di centro destra, proprio il partito che ha imbrogliato le carte durante il suo governo (e sostituito dai socialisti del pasok nel 2009, quando la frittata era stata già fatta).
La Grecia, terra di origine della duomillenaria civiltà occidentale,  non merita  il destino attuale. Però i greci non possono attendersi che la solidarietà europea arrivi al punto di dire “continuate come sempre”.
Noi italiani non abbiamo nulla da insegnare ai greci. Anche per noi arriveranno giorni terribili e chissà come ci comporteremo.
Finora Monti ci ha saputo rassicurare, ma l’Italia ancora non ha iniziato l’amara cura se non solamente col  caro-carburanti. Verranno giorni molto più amari. E allora ?
E allora. dovrebbero sparire dalla circolazione tutti …. tutti i politici degli ultimi venti anni, figli dell’ignoranza assoluta.
E’ su di loro che si rovescerà … l’ira italiana, al contrario dei greci che –stando ai sondaggi- rivorrebbero al governo gli imbroglioni che hanno truccato i loro conti.

Vaticano. Sono più numerosi gli uomini di potere che gli uomini santi ?

Fuga di documenti.
Quell'appunto uscito fuori dalle mura vaticane e su cui viene delineato un Cardinale Romeo che in visita privata in Cina (che ci va a fare un Cardinale di Palermo a Pechino, in visita privata ?) si intrattiene amichevolmente a discutere di scenari prossimi venturi all'interno dell'alta gerarchia della Chiesa Romana, al dilà della veridicità dei contenuti, ci fa riflettere: "i migliori sentimenti, le migliori vocazioni umane come possono essere l'Amore o la Fede in un Dio-uomo crocifisso, in mano agli esseri umani prima o dopo diventano strumenti di potere e di competizione e a volte di ferocia fra gli uomini stessi, indipendentemente se costoro portino abiti da grande finanziere o da prelato".

La lettera del cardinale Castrillon, infatti,  più che far emergere la presenza di un reale complotto teso a rinnovare con un nuovo pontefice il Soglio di Pietro, mette in evidenza che all'interno delle mura vaticane si vive in un clima  da basso impero.
Si evocano cordate di cardinali "pettegoli", attenti più ai giochi di potere che non alla cura d’anime, si descrive una curia scollegata al resto della Chiesa e un Segretario di Stato inviso a tutti. Insomma, un quadro degno della corte dei Borgia  in cui regnerebbe sovrana la discordia e la scarsa armonia.
Da qualche tempo a questa parte dalla Segreteria di Stato vaticana escono con frequenza incredibile documenti riservati.
E’ accaduto un mese fa con la pubblicazione di due lettere da parte del nunzio a Washington, Mons.  Viganò e dirette al Papa per denunciare – quando il prelato ricopriva ancora l’incarico di segretario del Governatorato - la presenza di funzionari corrotti, altrove si chiamano "ladri",  all’interno del sistema finanziario vaticano e un giro di mazzette legate agli appalti per le grandi opere di restauro della fabbrica di S. Pietro.
A questa fuoriuscita si è aggiunta anche questa ultima -resa pubblica da Il Fatto Quotidiano- che sembra la traccia di un libro di Dan Brown.
Al di là del Tevere sanno bene che la talpa che fornisce questi report ha facile accesso all’archivio della Segreteria di Stato. In tanti ritengono che non sia troppo difficile individuarla ed infatti pare che siano iniziate discrete indagini per mettere fine a questo stillicidio che sta danneggiando la Chiesa intera ed il Papa in persona.
Però come si fa a non pensare che ai livelli alti di questa Chiesa, grande potenza finanziaria mondiale, Troppo potente finanziariamente per occuparsi di "cura delle anime", accedono uomini di potere e non uomini "Santi" ?
Quanti fra i cardinali sono uomini di mondo che conoscono più le cassette di sicurezza delle banche (dello Ior in particolare) che i Salmi della Bibbia ?