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venerdì 27 ottobre 2023

Buona giornata

una foto, una riflessione

Si avvicina il tempo della raccolta delle olive, un tempo che  è sempre stato in Sicilia occasione cruciale nella produzione dell'olio e pure occasione di unione familiare oltre che tempo di rievocazione delle tradizioni del vivere la natura. 
Le olive nell’Isola vengono raccolte tra la fine di ottobre e lungo tutto il mese di novembre, un periodo in cui la quantità di polifenoli è al suo apice e il grado di acidità dell'olio è al minimo.

Le varietà delle olive in Sicilia sono numerose; a sentire gli esperti se ne contano attualmente più di 25. Tuttavia, alcune sono predominanti, altre meno e altre ancora a rischio d’estinzione.

Fra gli ulivi siciliani spicca l’oliva Biancolilla, che è una varietà autoctona da cui si produce olio extravergine d’oliva di media intensità. L’oliva Cerasuola è pure essa una delle varietà di olive di Sicilia più diffuse e utilizzata per produrre un olio extravergine di media-alta intensità. 

La Nocellare del Belice è diffusa nella zona di Trapani, Agrigento e Palermo e le olive sono pure ideali da consumare a tavola. 

I processi di meccanizzazione vanno, anno dopo anno,  soppiantando il lavoro manuale, ma in tanti, ancora, si dedicano alla raccolta, tramandando tradizioni e usi del passato.

 A sentire molti produttori, l’annata corrente in Sicilia non sarà delle più ricche a causa dell’insufficienza di piogge nell’arco dell’anno e di conseguenza la consistenza delle olive si presenta piuttosto minuta.

Riflessioni sul territorio agrario di Contessa Entellina

Brevi appunti su Brjignet 

(li cumuna)



 Nella Kuntisa voluta dai Cardona, i vassalli (gli arbereshe arrivati dalle terre del già impero bizantino occupate dagli Ottomani), avevano tutti indistintamente diritto, appartenessero o meno alla categoria dei lavoratori dediti alle colture dei terreni baronali o meno, di far legna e di far pascolare il bestiame, o di fruire dei corsi d’acqua senza alcun obbligo di contribuire per il loro uso. Si trattava di un uso secolare vigente in tutti i domini baronali di Sicilia.

 Cosi fu per un certo periodo dall’inizio di popolamento del territorio baronale (ubi feuda, ibi demania), ma non passò molto tempo, ancor prima che arrivasse il Seicento e l’applicazione di questo principio indusse i Cardona di concentrare solamente in alcune porzioni dei loro domini l’esercizio di quelli che diventeranno gli  usi civici (=a Contessa tradotti in usi comuni, divenuti in seguito, nel linguaggio locale,  li cumunadisponibili, per quanto attiene Kuntisa, nella collina sovrastante l’abitato: Brjignet.

 L’assegnazione fu, quindi, circoscritta per tutti i coloni della crescente comunità arbereshe nella zona situata in prossimità e sovrastante l’abitato, e comunque in continuità con questo.

Un Personaggio

Norberto Bobbiofilosofo e scrittore, docente di Filosofia del diritto e di Filosofia della politica, è stato una delle figure intellettuali più influenti dell’Italia del XX secolo. Dal 1935 insegnò a Camerino, a Siena e a Padova. ... Senatore a vita dal 1984. Considerato il massimo teorico del diritto ed il massimo filosofo italiano della politica.

Nascita18 ottobre 1909, Torino
Morte9 gennaio 2004, Torino



La fede



Io non sono un uomo di fede,

sono un uomo di ragione e diffido

di tutte le fedi.  …

Non sono un uomo di fede, avere

la fede è qualcosa che appartiene a

un mondo che non è il mio. (…)

 Io non credo.

Non mi considero ne’ ateo ne agnostico.

Come un uomo di ragione non di fede,

so di essere immerso nel mistero che

la ragione non riesce a penetrare fino

in fondo, e le varie religioni interpretano

in vari modi.


giovedì 26 ottobre 2023

Milena Gabanelli. La lunga guerra arabo-israeliana

Due Stati e un miraggio: Israele-Palestina una mappa  di confini scritti sulla sabbia. 

(Sintesi da una lunga e articolata esposizione della grande giornalista Gabanelli)

1947- L’Onu in Assemblea generale sancisce due entità statuali : 56% del territorio agli ebrei, il resto agli arabi con Gerusalemme amministrata dall’Onu. Il piano viene  rifiutato dagli arabi.

1948 - termina il mandato del 1920 agli inglesi di amministrare territori-resti dell’Impero Ottomano in Medio Oriente. Il 14 maggio nasce lo Stato di Israele, ma Egitto, Giordania, Libano, Siria, Iraq lo assediano.  Nel 1949 Israele ha già esteso i confini alla Galilea orientale, Negev e Gerusalemme Ovest. Altre terre destinate ai palestinesi vengono invece occupate dagli alleati arabi: ad Amman la Cisgiordania, al Cairo la Striscia di Gaza. 

1956 - israeliani, francesi e britannici attaccano l’Egitto per il controllo di Suez.

1959 - in Kuwait nasce il Fatah che con Yasser Arafat a capo della resistenza palestinese.

1967- tre anni prima a Gerusalemme è nata l’Olp-Organizzazione per la Liberazione della Palestina che non riconosce Israele che, accerchiata, attacca e sbaraglia gli eserciti di Egitto, Giordania e Siria appoggiati da Iraq, Libano, Arabia Saudita. Strappa all’Egitto Gaza e Sinai, alla Siria le alture del Golan, alla Giordania Cisgiordania e la parte araba della città santa, Gerusalemme Est, che viene annessa. Il territorio israeliano alla fine è quattro volte più grande dei confini 1948 e avvia la costruzione degli insediamenti.

1973- guerra di Yom Kippur: egiziani e siriani colgono Israele di sorpresa che riesce a ribaltare gli equilibri. L’Onu ottiene il cessate il fuoco, la risoluzione 338 decide negoziati per una pace giusta e duratura. La Conferenza di Ginevra inaugura «la diplomazia dei piccoli passi» però nulla si muove. 

1978- Camp David, Maryland, residenza del presidente americano Jimmy Carter: dopo 12 giorni di trattative segrete gli accordi tra Sadat e il primo ministro israeliano Menachem Begin aprono la strada al Trattato di pace del 1979, con il quale Israele si ritira dal Sinai smantellando tutti i 18 insediamenti e l’Egitto diventa il primo Stato arabo a riconoscere Israele (nel 1994 segue la Giordania). La Lega araba non gradisce ed espelle Il Cairo. 

1981- Sadat è assassinato da un terrorista della jihad islamica.

1982- ancora guerra (Libano 1982).

1987-  a Gaza, dal campo profughi di Jabalya, parte la prima Intifada: i palestinesi lanciano pietre contro i militari, alzano barricate, organizzano scioperi e boicottaggi. Nasce Hamas. Arafat proclama l’indipendenza dello Stato di Palestina sui territori di Gaza e Cisgiordania con Gerusalemme Est capitale. L’Intifada continua.

1993- accordi di Oslo. Con la stretta di mano tra Arafat e il premier israeliano Yitzhak Rabin: due popoli, due Stati. È la prima volta che israeliani e palestinesi si riconoscono come legittimi interlocutori. Nasce l’Autorità nazionale palestinese (Anp), organo di autogoverno temporaneo e limitato con sede a Ramallah, nella Cisgiordania divisa in tre aree amministrative. Restano da affrontare punti nevralgici: confini, insediamenti e rifugiati, Gerusalemme.

1994- Israele lascia Gerico e Tulkarem in Cisgiordania, la maggior parte di Gaza.

1995- Nobel per la pace Rabin è ucciso da un estremista della destra israeliana contraria agli accordi.

1997- Israele lascia  l’80% di Hebron ma accresce gli insediamenti e Hamas accresce la sua presenza.

Luglio 2000, Camp David: con Bill Clinton ci sono Arafat e il premier israeliano Ehud Barak, l’idea è chiudere una volta per tutte. Barak apre al rientro parziale dei profughi, offre fino al 91% della Cisgiordania e per la prima volta mette in discussione il controllo israeliano, non la sovranità, su Gerusalemme Est. Il compromesso sulla capitale e vincoli come l’impossibilità di costituire un esercito impediscono ad Arafat, stretto tra la frustrazione dei palestinesi e l’avanzata dei fondamentalisti, di accettare. Il vertice è un fallimento.

Dicembre 2000Clinton ci riprova e richiama entrambi i leader: in via informale Barak arriva al 97% della Cisgiordania, Arafat resta fermo. Nel frattempo da Gerusalemme è partita la seconda Intifada, innescata dalla provocatoria passeggiata del leader dell’opposizione israeliana di destra Ariel Sharon sulla Spianata delle Moschee. L’anno dopo Sharon è primo ministro, e con lui comincia la costruzione del muro in Cisgiordania.

2002: Ramallah, Gerico e Tulkarem rioccupate dall’esercito israeliano. 

2002-2003, la Road Map del quartetto Usa-Ue-Russia-Onu presentata da George W. Bush non supera neanche il livello uno. 

Nel 2005 Israele si ritira dalla Striscia di Gaza, via i 21 insediamenti. 

2006: nuova guerra con il Libano; alle elezioni palestinesi vince Hamas che l’anno dopo prende con le armi il controllo totale della Striscia, mentre l’esangue Fatah di Abu Mazen si tiene a galla in Cisgiordania. Da Gaza e su Gaza partiranno altri sette attacchi e contrattacchi.

2020- prende il via l’ultimo tentativo di normalizzare i rapporti tra Israele e mondo arabo con gli accordi di Abramo promossi dalla presidenza Trump: intese bilaterali concluse con Emirati, Bahrein, Marocco e Sudan, giunte alla fase negoziale con l’Arabia Saudita. La questione palestinese è scomparsa. Per l’Onu gli insediamenti restano illegali, perché ostacolando la continuità territoriale rendono impossibile la soluzione dei due Stati. Tra Cisgiordania e Gerusalemme Est oggi ce ne sono 279, compresi 147 avamposti non autorizzati dal governo israeliano, per un totale di circa 700 mila coloni insediati fra 3 milioni di palestinesi sotto occupazione militare.

2023- Assalto di Hamas. Terra promessa e tradita: dal fanatismo politico, dal mondo arabo che ha sempre usato la questione palestinese per giocare altre partite su altri tavoli, dal terrorismo.

Buona giornata

una foto, una riflessione

 L'educazione scolastica diffusa fra la popolazione iniziò ad essere considerata pilastro per la formazione umana, sociale e persino per la crescita economica del Paese nella seconda metà dell'Ottocento. Fu però nel secondo dopo guerra del Novecento, sulla base dello studio-teoria del Premio Nobel Theodore Schulz sul Capitale umano, che l'educazione scolastica fu presentata come un investimento e non più come una spesa. In Italia è dai primi anni '60 del Novecento che viene resa obbligatoria e ritenuta fondamentale per il raggiungimento di migliori opportunità lavorative e ridurre le diseguaglianze sociali la  frequenza, almeno fino ad un certo grado.

 È tuttavia  da considerare che non tutti i sistemi educativi sono egualmente giusti ed aperti rispetto alla realtà sociale della popolazione.

Riflessioni sull’uomo e sul mondo

 Investire sull’uomo in educazione

Dopo la seconda guerra mondiale,  nel contesto dei paesi occidentali fu coniato il concetto di “capitale umano” che considera l’educazione come mezzo per conseguire la prosperità. L’educazione, ossia la formazione culturale, non fu più ritenuta come forma di consumo (o addirittura come lusso) bensì un investimento.

….     …   ….   

È assodato -ai nostri giorni- che chi raggiunge un alto livello di studi generalmente guadagna retribuzioni più alte. In linea generale chi possiede studi superiori può guadagnare anche più del doppio di un lavoratore che ha conseguito diplomi superiori.  Nei paesi dell’Unione Europea, seppure esistono differenze da paese a paese,  chi possiede un diploma di laurea mediamente guadagna il 50% in più di chi possiede un diploma superiore.

 Non sempre nel corso della storia dell’uomo è esistito questo tipo di rapporto differenziale e comunque la scienza economica fino a più decenni fa non aveva mai esplorato questi aspetti di relazione umana.

A studiare la relazione fra competenza e formazione culturale da un lato e reddito percepito dall’altro fu per primo il filosofo-economista Adamo Smith (1723-1790). Egli si soffermò sull’importanza della “formazione culturale-professionale” da aggiungere ai talenti naturali di ciascun individuo.

 Sebbene Smith abbia molto spaziato nel sapere socio-umano in vista dell’assetto economico-istituzionale di impronta liberale, l’attenzione sulla formazione culturale individuale ha trovato posto nella sua monumentale opera La ricchezza delle nazioni del 1776, quasi ad anticipare quella che in seguito diventerà la “teoria del capitale umano” che equipara l’educazione personale a un investimento in capitale fisso, dovranno tuttavia passare altri due secoli perché le sue impostazioni articolate trovassero sbocco pratico-operativo nelle società liberali dell’Occidente.

 Nel mondo globalizzato dei nostri giorni la teoria impostata da Smith è racchiusa nella dizione “capitale umano” (= insieme di conoscenze, competenze, abilità, emozioni, capacità relazionali, acquisite durante la vita da un individuo e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici, singoli o collettivi).

Un Personaggio

Sergio Zavoli: è cresciuto a Rimini di cui fu cittadino onorario. È stato condirettore del Telegiornale, direttore del Gr1 e de Il Mattino, Presidente della Rai. Giornalista, scrittore, autore televisivo, Senatore della Repubblica.

Nascita: 21 settembre 1923, Ravenna

Morte4 agosto 2020, Roma





L’uomo



Viviamo in una civiltà straordinaria che ha manomessa l’ecosistema, ha visto aggravarsi il dramma della fame, della sete e delle malattie endemiche, non ha risolto i problemi della sicurezza e del lavoro, soprattutto giovanile, ha sottovalutato lo squilibrio demografico tra il mondo ricco è quello povero, il bisogno di solidarietà e la violenza assume cento volti, a cominciare da quello, il più subdolo e feroce, del terrorismo. Un giorno, di questo tempo che ha visto l’uomo compiere imprese straordinarie -alcune memorabili, come la scoperta dell’atomo, la ‘passeggiata lunare’, la mappa del genoma- si dirà che fu grande e dissennato; e che, tra tanti errori, il più grave, quello che lo condusse alle soglie del pericolo più insidioso, fu la mancata percezione del pericolo.

mercoledì 25 ottobre 2023

Buona giornata



Una foto - una riflessione



  • Abbiamo avuto finora una lunga “estate”. Il meteo prevede per oggi probabili pioggerelle in prossimità’ del territorio di Contessa E. Ma niente di significativo da dover imprimere una svolta sulla lunga estate siciliana.

    Di cosa si discute in paese
     Nei capannelli di paese che si formano fra i pochi, pochissimi, residenti (effettivi)  si discute della insoddisfacente imminente raccolta delle olive. Tutti si soffermano sulle stime produttive dell’olio e prevedono una riduzione della produzione dal 15 al 40 per cento, naturalmente in base alle diverse zone del territorio.
     La causa viene individuata nelle condizioni climatiche avverse che hanno influito negativamente sullo sviluppo del frutto. Le piogge e le temperature basse della primavera scorsa avrebbero portato a un ritardo nell’apertura del fiore, ma anche sull’impollinazione.


    Tavola climatica di oggi a Contessa Entellina
    Ore 8pioggia debole17.6°
    ENE 3 5
    debole
    0.3 mm
    modeste
    3810m
    neve a 3560m
    >10km
    buona
    88%
    10
    pioggia debole17.7°
    NNE 5 7
    debole
    0.2 mm
    modeste
    3660m
    neve a 3510m
    >10km
    buona
    86%
    11
    pioggia e schiarite18.3°
    8 8
    debole
    0.2 mm
    modeste
    3690m
    neve a 3540m
    >10km
    buona
    83%
    12
    pioggia e schiarite19.8°
    6 7
    debole
    0.3 mm
    modeste
    3680m
    neve a 3520m
    >10km
    buona
    76%
    13
    pioggia e schiarite21.3°
    NNW 6 7
    debole
    0.2 mm
    modeste
    3630m
    neve a 3480m
    >10km
    buona
    70%
    14
    pioggia e schiarite22.1°
    NW 9 9
    debole
    0.2 mm
    modeste
    3600m
    neve a 3450m
    >10km
    buona
    64%
    15
    nubi sparse22°
    NW 12 13
    moderato
    - assenti -3530m
    neve a 3380m
    >10km
    buona
    60%
    16
    poco nuvoloso22°
    NW 13 15
    moderato
    - assenti -3460m>10km
    buona
    57%
    17
    poco nuvoloso21.2°
    NW 15 18
    moderato
    - assenti -3420m>10km
    buona
    56%
    18
    sereno19.5°
    NW 14 18
    moderato
    - assenti -3520m>10km
    buona
    59%
    20
    poco nuvoloso15.6°
    WNW 11 18
    moderato
    - assenti -3620m>10km
    buona
    74%

Economia, Democrazia, Politica

 L'Inflazione si mangia ciò 

che ritenevamo nostro: il potere d'acquisto

  Poco più di una settimana fa col decreto "Anticipi" il governo ha fatto sapere che avrebbe anticipato, in Novembre, una parte del conguaglio di adeguamento "pensioni", quelle decurtate dal galoppo inflazionistico. E però il testo di decreto pubblicato in Gazzetta fa sapere che l'anticipo sarà erogato a cominciare di dicembre.

Rivalutazione delle pensioni
in arrivo a novembre, come
risposta al caro vita e misura
di sostegno contro i rischi di
crollo verticale del potere
di acquisto




L'inflazione sappiamo tutti che è in realtà una sorta di tributo di cui i consumatori non si accorgono di pagare allo Stato quando trovano al supermercato i prezzi in salita. Un imposta "occulta" dicono gli economisti, frutto dell'erosione del valore degli stipendi, delle pensioni e dei redditi altri.

  Restando sull'intenzione del governo di rivalutare le pensioni contratte dall'aumento del costo della vita, si capisce che il risarcimento sull'inflazione non vale per tutti nella stessa misura.

  Verrà riconosciuto 

---il 100% del risarcimento a chi percepisce fino a Euro 2.101,52 mensili (lorde);

--- l'85% a chi percepisce fino ad Euro 2.626,90 mensili (lorde), 

---il 53%  a chi percepisce fino a Euro 3.152,28 lorde mensili, 

---il 47% a chi percepisce fino a Euro 5.253,80 lorde mensili e 

---il 32% a chi percepisce fino a Euro 5.254 (lorde) mensili.

  Le pensioni più alte, sostanzialmente resteranno invariate nel valore nominale e decurtate in via di fatto perdendo potere d'acquisto dovuto all'inflazione.

Dal latifondo ai nostri giorni

Le memorie verbali di chi non è più

qui risistemate per il blog

 Quando in Sicilia si fa riferimento al feudalesimo (lu feudu) non ci si riferisce alla vastita' proprietaria di territori, ma anche al contesto ambientale che lo caratterizzava. La proprietà privata era nei tempi andati molto, ma molto limitata. Per soffermarci su Contessa, essa era limitata all'area che circondava il paese, a non oltre 600-800 metri dalla periferia dell'abitato. Quella limitata zona era articolata in varie decine di "lochi". Chi possedeva un loco era da ritenere un proprietario, un benestante, nonostante a casa frequentemente mancasse il pane. 

C'erano alcune famiglie a Contessa Entellina che gestivano,
in enfiteusi, frazioni di terreni (lenzuola di terra venivano definiti) delle contrade Cuntisse e Serradamo. Ma nemmeno loro, nella logica del tempo venivano ritenuti burgisi. Non lo erano perchè per quei fazzoletti di terra si pagava un canone che -per le condizioni sociali del tempo- non erano affatto lievi, sebbene lo scorrere dei secoli li rese via via lievi e fino a sparire,  grazie all'iniziativa del Sindaco Francesco  Di Martino che, dopo più battaglie politiche e dopo aver diffuso ed accresciuto fra la gente lo spirito sociale, promosse il varo, in stretto coordinamento con sindacati e partiti della Sinistra, presso l'ARS, di una normativa di uscita dal regine enfiteuta. 

 La battaglia di eliminazione dell'enfiteusi promossa da Di Martino non fu comunque incentrata sugli ex feudi Serradamo/Contesse i cui canoni in conseguenza del trascorrere dei secoli erano ormai stati resi lievi dalle frequenti ondate inflazionistiche della moneta, bensi sulle enfiteusi sorte in Sicilia nel secondo dopo guerra e che a Contessa interessò i già feudi Badessa e Costiere, la cui signoria era appartenuta ai principi di Giardinello. 

 Nell'immediato secondo dopo-guerra i latifondi in Sicilia, in più realtà dell'interno, coprivano mediamente il 50% dei territori comunali, e in più casi, come a Contessa Entellina, di molto superiore alla media.

(Segue)

Un Personaggio

Milena Gabanelliè una giornalista, autrice televisiva e conduttrice televisiva italiana. Ha collaborato come freelance con la Rai in programmi televisivi di inchiesta e successivamente con il Corriere della Sera, dove cura Dataroom, e LA7.

Nascita9 giugno 1954 (età 69 anni), Nibbiano



Cos’è il populismo?





Il dato comune è quello di contrapporre 

il popolo, per definizione virtuoso, 

alle élite sempre e comunque corrotte. 

Intercetta le paure, il malcontento e 

le frustrazioni di molte opinioni pubbliche.

 Pesca soprattutto fra i giovani in difficoltà 

socioeconomica e con livello d’istruzione 

medio-basso, perlopiù maschi.

 Nel 1998 i populisti erano al governo 

di due soli Paesi, 20 anni dopo, governavano 

già undici Stati e 170 milioni di cittadini. 

Alle Europee 2024 molti di questi partiti 

saranno determinanti. Ma fino a che punto 

sono disposti a spingersi? 

E finora che cos’hanno fatto di tutto 

ciò che promettevano?

martedì 24 ottobre 2023

La Politica, a che punto siamo?


 










Buona Giornata, con una foto e una riflessione

 

Una foto, una riflessione

Ieri ho a lungo osservato la Rocca di Entella dal silenzio delle campagne contessiote che le stanno prossime. Quella realtà spinge a riflettere e a rievocare la violenza dell’uomo, capace di distruggere (con gli uomini di Federico II) la città e quanti li' vivevano, e nello stesso tempo  spinge a cogliere l’indifferenza  della natura.
La Natura non è crudele, è inesorabilmente indifferente a ciò che avviene attorno e su di essa.
Per noi uomini questo è difficile da comprendere: non sappiamo accettare qualcosa che non sia né buono né cattivo, né crudele, ma semplicemente insensibile, indifferente a ogni sofferenza e privo di finalità.

Riflessioni sull'uomo e sul mondo

 Riflessioni sulla Letteratura (2)

La Storia. Sfogliando un libro su Emilio Gadda -1893-1973- (=è stato uno scrittore e poeta. Dalla nativa Milano si trasferì a Roma dove collaborò a lungo con la Rai in programmi culturali) leggiamo che anche il fondamento del linguaggio è storia. Molto diversamente la pensava Benedetto Croce che -in linea teorica- riteneva che la poesia non debba mai convertirsi in una trama discorsiva (pragmatica). 

La storiografia lungo tutto il Novecento, però, si è data molto da fare a produrre manuali scolastici su presupposti idealistici in contrasto con la riforma scolastica di Giovanni Gentile. Negli anni settanta, la riflessione sul ruolo degli intellettuali nella società, influenzati dalla pubblicazione dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, impresse alla letteratura la svolta di tipo sociologico. Da allora iniziò il ruolo della cultura progressista impegnata in primo piano nella battaglia delle idee nell'intento di recuperare le linee del realismo.

A monte, alle origini.

Già nell'XI secolo, in più località dell'Europa Occidentale, esistevano centri di insegnamento e di cultura, forniti di importanti biblioteche il cui fine non era tanto il libero pensiero bensì formare nuove generazioni di chierici (Uomini di studi e di cultura, letterati) attrezzati di buone conoscenze filosofiche e scientifiche e, però, non in continuità alla consolidata formazione monastica del sapere medievale. Iniziò il tempo degli studi approfonditi giuridici, delle arti sermocinali (=retorica, dialettica e grammatica). Era quello il tempo, ancora, delle novità che arrivavano in Occidente tramite le grandi civiltà bizantina ed araba, entrambi eredi della antica tradizione greca del sapere.

(Segue)


Economia, Democrazia, Politica

 Discussioni sulla Modernità  

L'Industria Culturale

Il f o r d i s m o non è rimasto confinato all'economia, ha investito pure la cultura. Sono stati Theodor W. Adorno e Max Horkheimer nel 1972 a ricorrere al concetto di industria culturale.

 Adorno e Horkheimer collegano
 l’industria culturale alla struttura
americana, alla cultura di
massa e al capitalismo. 
La cultura diventa merce
di scambio
. La radio e la
televisione portano l’utente ad
atrofizzare l’immaginazione
mentre il cinema porta
 all’annullamento della
personalità






Si tratta di quel nesso che implica il soggiacere di tutto ciò che ha a che fare col sociale  alla logica del capitale. Ogni oggetto perde il suo valore intrinseco e diventando significativo solamente nella misura in cui è accolto nel mercato, per lo scambio. I detentori del potere (l'industria culturale) persegue, con i suoi mezzi, i propri obiettivi e ritiene validi solo quelli senza che ciò possa comportare conseguenze sul piano etico. L'arte, quindi, nel contesto dei nostri giorni è preda di questo processo e di questa logica.

 L'idea di Adorno e Horkheimer è che

 ... le arti tradizionali sono state scalzate dal meccanismo di massa, industrializzati, capitalistici e orientati al profitto. Le industrie culturali offrono in apparenza una molteplicità di rappresentazioni culturali e artistiche che potremmo definire uniche, ma in realtà danno forma a un prodotto non autentico, il quale nasce dal carattere uniforme, prevedibile e seriale tipico della catena di montaggio e concepito per massimizzare la vendita di unità culturali (merci) presso i consumatori.

"..si delinea una treasformazione nel carattere di merce dell'arte stessa. Questo carattere, in se stesso, non è nulla di nuovo. il fascino e l'attrattiva della novità consiste solo nel fatto che esso si riconosce espressamente e deliberatamente, e che l'arte si impegna solennemente a rinunciare alla propria autonomia schierandosi con orgoglio fra gli altri beni di consumo. (M. Horkheimer e T.W. Adorno, 1979).

L'idea che l'arte sia fine a se stessa e abbia valore in sé, si spoglia di significato. E' il definitivo trionfo del mercato sul regno del fine a se stesso.

Due sono le caratteristiche specifiche dell'industria  culturale; la standardizzazione specifica dell'industria e la pseudoindividualità (Negfus, 1997). Per standardizzazione si intende il processo mediante il quale, in base a principi rigorosamente definiti ha luogo la produzione culturale. Secondo Adorno e Horkheimer la standardizzazione elimina quanto c'è d'immediato e spontaneo per far proliferare l'uguale.

Sintetizzando: al concetto di standardizzazione si associa quello di pseudoindividualità, che descrive come nulla di nuovo (nè di originale) possa essere creato, nonostante l'impegno delle industrie culturali a vendere "freschezza" e la presunta natura idiosincratica del prodotto o del talento creativo. Adorno sostiene che la pseudoindividualità è altrettanto applicabile ad ogni singola "stella del cinema".