StatCounter

sabato 30 maggio 2020

30 Maggio

30 Maggio 1924
Giacomo Matteotti denuncia in Parlamento le violenze dei Fascisti durante le elezioni di aprile.

Il 30 maggio 1924, Giacomo Matteotti pronunciava il suo ultimo discorso in Parlamento. Dieci giorni dopo, il 10 giugno, il deputato socialista veniva aggredito a Roma, rapito e ucciso da sicari fascisti. Nel corso del suo intervento alla Camera, il leader del Partito socialista unitario accuso' esplicitamente il regime fascista, che andava gradualmente estendendo la sua influenza nel paese dopo il successo elettorale del 6 aprile precedente, di violenze, intimidazioni e frodi, sia nel corso della campagna elettorale sia durante le operazioni di voto nei seggi.
Il fascismo, nel corso del biennio 1922-24, aveva operato su un doppio binario: uno legale ed uno relativamente clandestino e illegale. Da un lato il governo presieduto da Benito Mussolini cercava l'accordo con le forze politiche di centro-destra, liberali e cattolici; dall'altro operava, grazie alla sua milizia, con interventi violenti ed intimidatori, contro gli esponenti dei partiti di opposizione. In questo clima si giunse allo scioglimento della Camera, il 28 gennaio 1924.
La campagna elettorale fu di una violenza inaudita, caratterizzata dagli interventi pesanti delle squadracce fasciste. E di questo clima rovente si fece testimone Matteotti nel suo discorso che, probabilmente, segno' il suo tragico destino di li' a poco. L'intervento si svolse a Montecitorio in un'atmosfera rissosa, caratterizzata da attacchi ad personam, a opera dei principali esponenti del Pnf, a partire da Roberto Farinacci.
Matteotti prosegui' comunque nel suo discorso, apostrofando, spesso con ironia, le accuse e le invettive dei fascisti. Nel corso del suo discorso, piu' volte interrotto, egli chiese, in primo luogo, la non convalida delle elezioni del 6 aprile, proprio in ragione delle violenze che ne avevano caratterizzato lo svolgimento. A tale proposito ricordo' fatti di gravita' eccezionale, a partire dalle minacce contro i notai che avessero autenticato le firme necessarie per la presentazione delle liste e dai sequestri, ad opera della milizia, dei fogli con le firme gia' autenticate.
Minacce, accuso', arrivarono addirittura a coloro che avevano intenzione di candidarsi alle elezioni. A tal proposito Matteotti porto' l'esempio dell'onorevole Piccinini, assassinato per aver accettato la candidatura. Matteotti ricordò anche la conferenza dell'onorevole Gonzales a Genova, che fu impedita ''a furia di bastonate'' dagli squadristi. Ricordo' episodi dello stesso tipo verificatisi a Napoli, nel corso di un comizio di Amendola.
Proseguendo fra le frequenti interruzioni, il deputato socialista ricordo' che le pressioni si fecero ancor piu' pesanti ed evidenti anche all'interno dei seggi elettorali: i rappresentanti delle liste di opposizione erano pressoche' assenti, mentre quelli del Pnf spadroneggiavano, spalleggiati dalla milizia fascista, alla quale era affidata la cura del servizio d'ordine nei seggi. I componenti della milizia giunsero addirittura a entrare nelle cabine elettorali, mentre gli elettori votavano, condizionandone la scelta finale. Al momento dello spoglio i voti furono cambiati ed attribuiti al ''listone''.
Le schede bianche furono crociate a favore dei candidati fascisti. Solo nei centri di maggior visibilita', posti sotto un maggior controllo da parte dell'opinione pubblica, le milizie fasciste si trattennero. Proprio in tali centri, godendo di un'insolita liberta'' - denuncio' Matteotti - ''le minoranze raccolsero una tale abbondanza di suffragi, da superare la maggioranza, con questa conseguenza pero', che la violenza che non si era avuta prima delle elezioni, si ebbe dopo le elezioni''.
Nel Sud si fece incetta dei certificati e i destinatari, per paura di ritorsioni, non si recarono a votare. Quindi le medesime persone, usando tali certificati, votarono anche dieci volte e ''giovani di 20 anni si presentarono ai seggi e votarono a nome di qualcheduno che aveva compiuto 60 anni''. Pochi furono i seggi in cui tale pratica fu impedita.
(Testo AdnKronos)

venerdì 29 maggio 2020

La "modernità". Due secoli da raccontare.

Il momento storico che stiamo vivendo in questi mesi sotto il segno del coronavirus è carico di ansietà, di insicurezza e pure di crollo delle certezze consolidate.

In questo 500° anniversario dalla istituzione del nostro Comune, o come si diceva allora, dell'Università ovvero dello Stato di Kuntissa, ci piace ri-percorrere non tanto la vicenda locale che abbiamo sviluppato, e continueremo a sviluppare sotto più aspetti in tantissime pagine del Blog, ma il mondo di cinquecento anni fa, quando col crollo di Costantinopoli e la scoperta dell'America  inizia l'evo moderno.

Periodicamente ci soffermeremo, per flash, su navigatori, commercio di schiavi, imperi coloniali, scambi fra continenti, invenzioni scientifiche, opere filosofiche e letterarie oltre che artistiche. Tutti fenomeni e fatti che parallelamente alla dura (.. mai facile) vita condotta dai nostri antenati sui feudi di Kalatamauro accadevano su quello che -proprio allora- si capì che era il pianeta sferico "Terra".
=^=^=^=
Pietre miliari della Storia:
Crollo di Costantinopoli, Scoperta dell'America 
e Rivoluzione Francese: 
la m-o-d-e-r-n-i-t-à

E' bene, è davvero doveroso, ricordare il 500° anniversario dell'istituzione in via ufficiale della comunità locale dello "Stato di Kuntissa", come continua a ricordarmi un mio amico di Sambuca ogni volta che ci incontriamo. Egli racconta che i suoi antenati definivano l'intero territorio di Contessa, appunto, "Stato di Kuntissa". 

La comunità locale di Contessa trovò ufficializzazione nel 1520 non perchè le furono conferiti a "censo" due feudi su ben oltre sessanta che facevano capo a Kalatamauro, ma perchè la comunità fu elevata istituzionalmente, giuridicamente, in "Università", appunto, in Stato feudale di Kuntissa.
Questa premessa serve a evidenziare che spesso gli avvenimenti che rappresentano pietre miliari della storia non sono gli stessi per tutte le persone, le comunità e persino per tutte le civiltà.

Scoperta dell'America: 12 ottobre 1492 - Studia Rapido
La scoperta dell'America significò un cambio
senza precedenti per il mondo occidentale.


Lo sviluppo del traffico marittimo favorì gli
interscambi umani, economici e culturali tra
tutte le razze e i continenti, trasformando i
principali porti europei come quello di
Lisbona in veri centri nevralgici di
comunicazione tra diverse civiltà.
Il crollo di Costantinopoli, la successiva scoperta dell'America da una parte e la Rivoluzione Francese dall'altra sono però considerati ovunque nel pianeta pilastri che inquadrano il periodo europeo "moderno".

La presa della Bastiglia costituì da questo punto di vista, un cambio talmente radicale nella concezione del mondo, come lo furono, tre secoli prima l'avere visto crollare sotto le insegne islamiche la millenaria capitale dell'Impero Romano d'Oriente e l'avere calpestato ad opera di Colombo la prima volta le terre americane.
Il dopo "Bastiglia" fino ai nostri giorni è definito dagli storici "contemporaneità".

Pochi decenni dopo l'alba della "modernità", sorse quindi il "Comune di Contessa" e -a dimensione e importanza storica molto più rilevante- Vasco De Gama seguendo la rotta orientale arrivò nelle Indie.  Si seppe proprio allora che la Terra era un pianeta a forma sferica.

Cinque Stelle. Anche in Sicilia verso il declino numerico

La crisi de L'Unità divide Il Mov 5 Stelle e Grillo | Yes, political!
Lo spappolamento del M5S
prosegue, com’
era del tutto ovvio.
Cinque deputati ex M5s (Angela Foti, Elena Pagana, Matteo Mangiacavallo, Sergio Tancredi e Valentina Palmeri) hanno costituito all’Ars il nuovo gruppo parlamentare «Attiva Sicilia». 

"Il Movimento Cinquestelle, nel corso di questi anni ha poco per volta perso il ruolo che aveva assunto all’interno del Parlamento siciliano già nel corso della scorsa legislatura. 
Una questione di metodo politico, segnata dalla valutazione delle proposte" hanno riferito.

Motivi per riflettere. Noi gente del XXI secolo

Fatti e detti vari

Mercoledì la polizia cinese ha arrestato 600 manifestanti, 
ma questo non ha fermato la protesta della città di Hong Kong. 
Nel Parlamento di Pechino due esponenti 
pro democrazia sono stati espulsi dall’aula 
per le loro critiche durante la discussione della legge che
mira a ridurre fortemente l'autonomia e la
democrazia nell'ex colonia britannica.

Maria Teresa Meli,  giornalista
Grande Toninelli. Ti seguo da quando scavasti il tunnel del Brennero a mani nude.

Sofia Ventura, politologa
Pongo una questione: il bilancio politico di D’Alema è fallimentare. Per la sinistra ha avuto un ruolo disastroso. Perché ancora gli si dà credito? Ma allora davvero in Italia basta appartenere a un circolo magico per non essere mai giudicati?

Il cinismo di un vero comunista, degno di Togliatti. Raccapricciante.

Massimo D'Alema, già politico comunista
La Cina è una grande potenza economica ma è anche una grande civiltà con la quale l'occidente deve fare i conti.

Oscar Giannino, giornalista
Tutto vero. Ma se ci si ferma a questo e si tace sugli 8500 manifestanti per la libertà che Pechino ha arrestato a Hong Kong da giugno scorso, sulla riduzione tirannica a terrorismo di ogni difesa dei diritti e sui lager per gli uighuri, allora si è fan di un regime sanguinario.

Chicco Testa, dirigente d'azienda
Che ci sia qualche grullo che pensa che il 5g trasmetta il CV fa parte della statistica dei grulli . Ma che 400 sindaci abbiano firmato ordinanze contro 5g fa parte della decadenza senza fine di questo Paese.

Annalisa Chirico, giornalista e scrittrice
Il 5G rivoluzionerà le nostre vite. L’Italia non può restare indietro. Apriamo le porte all’innovazione in sicurezza, senza astruse ordinanze che ostacolano lo sviluppo in nome di presunti rischi sanitari. Ascoltiamo gli scienziati!

Piero Sorrentino, giornalista
Alcuni alunni di mia moglie hanno lasciato la scuola lo scorso 9 marzo e non sono più rientrati.

Niente DAD nemmeno per un minuto. Nessuno li ha mai più visti. Spariti da ogni radar. Fantasmi.
Chiedo: tutto questo è accettabile, nella settima potenza industriale occidentale?

Biagio Marzo, già parlamentare
Dopo il duro lockdown, tana libera tutti, questo per le scuole non vale Non poteva questo governo non coniugarsi con l’asinocrazia visto i suoi componenti analfabeti e semi alfabetizzati

Paglia Giovanni, parlamentare
Cosa non piace a Confindustria del Decreto Rilancio?
Il divieto temporaneo di licenziare, testuali parole.

Nel mezzo di una crisi devastante, si crucciano di non poter lasciare a spasso i lavoratori.
A cui nemmeno pagano lo stipendio, visti i milioni di ore di cassa integrazione.

Claudio Cerasa, giornalista
Se l’Italia ha la fortuna di esprimere una classe dirigente europeista capace di ottenere risultati - da Gentiloni a Gualtieri - lo si deve anche a una scelta che molti europeisti all’amatriciana hanno provato a osteggiare un anno fa: non andare a votare e fare un altro governo.

Mondo contadino. Cosa conosciamo della Storia dell'Isola?

Brevi dalla "Storia"

Il pane
Secondo Giuseppe Oddo, storico siciliano, la dieta dei siciliani nell'epoca latifondista aveva come capisaldi il pane, la pasta, l'olio di oliva, il vino e pochissimi altri alimenti ricavati dalle attività agro-pastorali. Aggiungiamo noi che quella era la dieta ancora corrente nelle aree agricole dell'Isola nel periodo pre-terremoto '68.
ALIMENTAZIONE E MONDO CONTADINO DELLA SABINA NELLE IMMAGINI DI ...

Lo storico continua ancora che quei consumi ordinari erano spia di vistose diseguaglianze sociali, tuttavia in Sicilia il pane era quasi sempre di grano, mentre altrove il prezioso alimento poteva essere fatto "con cereali meno nobili, come il miglio e persino con non cereali, come le ghiande e -orrore- la segatura".

In Sardegna si mangiava molto pane d'orzo, nella Calabria agro-pastorale pane nero, non sempre lievitato, fatto con vari tipi di farina (di granoturco, segala, lenticchie, castagne, etc), "buono per i maiali", e soprattutto "segno dell'esclusione dal lusso del pane bianco", come scrive Corrado Barberis nell'Atlante dei prodotti tipici. Il pane.

Pier Paolo Pasolini, in una lettera aperta indirizzata a Italo Calvino scriveva, a proposito del pane: 
È questo illimitato mondo contadino prenazionale e preindustriale, sopravvissuto fino a solo pochi anni fa, che io rimpiango (non per nulla dimoro il più a lungo possibile, nei paesi del Terzo Mondo, dove esso soprav­vive ancora, benché il Terzo Mondo stia anch’esso en­trando nell’orbita del cosiddetto Sviluppo).
Gli uomini di questo universo non vivevano un’età dell’oro, come non erano coinvolti, se non formalmente con l’Italietta. Essi vivevano quella che Chilanti ha chia­mato l’età del pane. Erano cioè consumatori di beni estremamente necessari. Ed era questo, forse, che ren­deva estremamente necessaria la loro povera e precaria vita. Mentre è chiaro che i beni superflui rendono super­flua la vita (tanto per essere estremamente elementari, e concludere con questo argomento).


29 Maggio

29 maggio 1453
Le armate turche ottomane del Sultano Mehmed II prendono Costantinopoli dopo un assedio di due mesi, sconfiggendo e uccidendo in battaglia l’imperatore Costantino XI Paleologo e ponendo così fine al millenario Impero Romano d’Oriente.

L'ultimo assedio di Costantinopoli: la caduta di un imperoQuel 29 maggio segna un momento chiave della storia moderna: l'arrivo degli ottomani rappresenta la fine di un millennio di dominazione da parte dei cristiani romano-bizantini in medio oriente e la nascita di un nuovo assetto mondiale.
I turchi ottomani per conquistare Costantinopoli impiegano secoli, sacrificando molti uomini e molte energie. La loro è, resta, una dimostrazione di potenza straordinaria e da quel momento l'impero ottomano comincerà davvero a fare paura agli europei, che dicendo tutta la verità, non si adoperarono moltissimo per evitare che quell'avamposto cristiano in Medio Oriente resistesse. Si era fatto di tutto, nel corso dei secoli, anche da parte dei Papi, per indebolire quella eredità storica che aveva tanto di romanità.

La caduta di Costantinopoli fu vissuta comunque dall'Europa intera come una terribile catastrofe paragonabile solo alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, avvenuta circa mille anni prima. 
Fu invece per gli ottomani l’atto finale di un lungo e graduale processo di espansione. 

giovedì 28 maggio 2020

Benefici fiscali. Ristrutturare casa

Bonus fiscali per ristrutturazioni, ecco in quali comuni si può richiedere
„

Sismabonus: detrazioni anche per demolizione e ricostruzioneForse è tempo di pensare a ristrutturare casa.


Il recente “Decreto Rilancio” offre incentivi fiscali che, con i bonus sismico ed eco, possono addirittura arrivare a detrazioni pari al 110% delle spese sostenute. 

In materia di miglioramento sismico degli edifici, non tutti gli immobili possono usufruire degli incentivi, ma solo quelli che ricadono nei territori comunali classificati a rischio terremoti, che consente ai proprietari degli immobili, di richiedere il bonus.

28 Maggio

28 Maggio 1974
A Brescia, in Italia, alle ore 10.12, in Piazza della Loggia, durante un comizio antifascista, esplode un chilogrammo di tritolo, nascosto in un cestino della spazzatura, causando la morte di 8 persone ed il ferimento di altre 103. L’atto è riconducibile alla strategia della tensione.

La strage di Piazza della Loggia è un episodio della strategia della tensione, una lunga scia di attentati, da Piazza Fontana, alla bomba alla Questura di Milano, al treno Italicus, che insanguinano l’Italia dal 1969 al 1984.
Dopo 43 anni è arrivata la verità giudiziaria. La strage di piazza della Loggia a Brescia è stato uno degli attentati più gravi della storia d'Italia, un gesto rimasto per decenni senza un colpevole. 
Dopo anni di indagini, depistaggi e processi vengono riconosciuti colpevoli alcuni membri del gruppo neofascita Ordine Nuovo e altri elementi della destra eversiva. Inizia così una serie infinita di istruttorie e processi.
Si è trattato di uno dei fatti più dolorosi degli 'anni di piombo' ed è stata il simbolo dei tanti processi che hanno tentato invano di trovare una verità e dei responsabili. Non si tratta di un caso isolato, è un episodio che rientra nel cosidetto 'stragismo', cioè quei massacri indiscriminati che puntano a colpire 'nel mucchio', senza alcuna selezione, per suscitare la paura di una minaccia oscura. 

    mercoledì 27 maggio 2020

    Contessa Entellina oggi. Sconfiggere la crisi da "coronavirus" per avere una società migliore; migliore di quella che ci sta alle spalle.

    Sicilia

    Dopo il coronavirus il Sud continuerà a restare indietro ?
    Il decreto “Rilancio” produrrà un saldo netto stimato da finanziare di 155 miliardi di euro per il 2020 con un indebitamento netto di “soli” 55 miliardi.  Ma è già polemica sulla distribuzione delle risorse per il Mezzogiorno. 
    Pietro Massimo Busetta, professore ordinario di scienze economiche e statistiche nell’università di Palermo, ha dichiarato in una intervista al qds che per l’ennesima volta il Sud, e quindi la Sicilia, ne esce penalizzato.  Secondo il professore: "..La distribuzione delle risorse del decreto segue due parametri: 
    ==occupazione 
    ==e reddito complessivo. 
    Non esiste alcun elemento che riguardi la popolazione e quindi non esiste alcuna correzione del dislivello tra Settentrione e Meridione. Questo significa che nelle regioni più ricche in cui lavorano più persone – e dove mediamente ci sono due stipendi per famiglia – ci saranno più risorse per la cassa integrazione, dove invece lavora una sola persona per nucleo familiare, ci saranno meno aiuti. Insomma, ancora una volta si ‘premia’ chi è già stato premiato”.
    Alla domanda sul perché, a suo avviso, la classe politica consente tutto questo, la risposta è stata: “Il Movimento Cinquestelle si è rivelato inadeguato a difendere il Sud, nel Partito Democratico vi è una buona parte nordicentrica, più adesso, Stefano Bonaccini è più forte sulla autonomia differenziata; la Lega resta sempre nordicentrica per sua costituzione, Italia Viva rimane un partito troppo piccolo, con una classe dominante al Sud spesso estrattiva, che garantisce quei voti necessari per contare a livello nazionale. In buona sostanza il Mezzogiorno non è rappresentato, se non da qualche governatore-sceriffo ‘innamorato del blocco’ – come Cateno De Luca o Nello Musumeci, nda – senza alcuna strategia condivisa”.
    Contessa
    E' tempo di captare iniziative di crescita e sviluppo
    A coronavirus debellato nulla
    continuerà come prima.

    Il cambiamento che stiamo già vivendo
    a causa della pandemia di coronavirus,
    è solo l’anticamera a una revisione,
     molto più radicale, delle nostre abitudini,
     una 
    nuova normalità, che non avrà
    nulla a che fare con quella precedente.


    - LAVORO E SMART WORKING:
    Indietro non si torna, o meglio
    solo un po'. Il lavoro a domicilio
    si sta diffondendo forzosamente
    nel mondo delle imprese e
    nella Pubblica Amministrazione.
    Superata l'attuale "crisi" si tornerà in
    fabbrica e negli uffici, ma
    alcune attività, resteranno efficienti
    anche ai "domiciliari".
    Apprendiamo che è possibile, per chi possiede specifiche condizioni socio-economiche, accedere ulteriormente al beneficio dei "buoni spesa" per superare la crisi del periodo coronavirus.
    Come non condividere la possibilità che i concittadini in particolari situazioni di disaggio possano beneficiarne ?
    Nel post-terremoto '68 più o meno analoghe situazioni accaddero e nessuna opportunità fu fatta sfuggire.
    Ci auguriamo, speriamo, che la comunità locale tutta, che appartenga ad un fronte politico-amministrativo o all'altro non si fermi comunque alle iniziative di pura beneficenza. In quel lontano '68 chi guidava il Comune stette vigile e attendo a captare quanto la legislazione nazionale e regionale offrivano; andò quindi ben oltre le iniziative benefiche. E se non si fosse mosso e non fosse stato vigile non è affatto vero che i benefici (poi ottenuti) sarebbero arrivati ugualmente. No.
    In quel post-terremoto si è voluto fare Politica in termini di "crescita" e "sviluppo" socio-economico. Al di là della ri-costruzione c'era da abbandonare un modello di vita: la società contadina, Non è stato il caso -quindi- se oggi tutti, più o meno, godiamo di case di abitazione più o meno confortevoli. 
    Allora è stato definito, sviluppato e perseguito un disegno prettamente politico di cambio di un modello sociale. Nulla è arrivato dal cielo.
    Ci auguriamo che ai nostri giorni possa nascere, possa svilupparsi ancora un "disegno" socio-economico-politico da perseguire. Allora il disegno -nella fase iniziale- fu contrastato dalla minoranza consiliare ma dopo qualche tempo pure essa fece propria la linea del gruppo di maggioranza.
    L'augurio sarebbe che si sappiano leggere bene, a più occhi, maggioranza e minoranze, sin da adesso i percorsi nei consistenti finanziamenti che dovranno garantire il rilancio del post-coronavirus. Il sistema economico che stiamo vivendo non decollerà automaticamente, no. Esso fruirà di consistenti sostegni statali ed europei e solamente se si sa intercettare, con progetti e visione ampiamente politica, la filosofia dei consistenti finanziamenti di cui in questi giorni i media ci informano si potrà crescere in termini economici ed uscire dal regresso in cui siamo attualmente condannati. Il calo demografico su cui frequentemente sul Blog ci soffermiamo sta a testimoniarlo.
    Restare privi di viabilità decente, privi di opportunità lavorativa per i giovani etc. non è un destino inoppugnabile. Dipende da ciò che i "politici" dei livelli superiori e soprattutto quelli locali sapranno cogliere da subito sulla società che ci sarà domani. 

    Storia contemporanea. Perchè i nostri giorni sono questi e non altri


    Perchè non esistono alternative all'Unione Europea

    I Fasci siciliani e l'eccidio dimenticato di PietraperziaSul finire dell'Ottocento la guida del Paese era in mano ad un blocco di potere che vedeva unificati gli interessi dei latifondisti del Sud arretrato e gli esponenti del Nord industrializzato.
    In questo quadro ad opera di esponenti sensibili della società, entro cui era intanto sorto ed organizzato il Partito Socialista, nasce la "questione meridionale", espressione vistosa del dualismo della struttura socio-economica italiana.

    Conseguenza immediata del nuovo stato di fatto umano fu l'accentuazione dell'emigrazione di massa subita da tantissime famiglia, non solo dal Meridione, in ragione dell'esuberanza della popolazione rurale e dell'arretratezza dei sistemi di conduzione dei latifondi e dall'altra, a cominciare dagli anni '90 dell'Ottocento, il decollo industriale del Settentrione, che lasciava sul lastrico moltissimi precedenti mestieri artigianali. Per inciso: è in questo periodo che Contessa Entellina si svuota -letteralmente-: vi erano più contessioti a New Orleans già nel decennio 1890 che qui, in Sicilia. Chi partiva non vendeva ciò che possedeva: le case, qui, erano in grandissima prevalenza tuguri assolutamente malsani di pochi metri quadri e la giornata dei residenti non la si viveva in casa ma in mezzo alla strada (su questa avremo modo di tornare).

    L'industrializzazione del Nord e la miseria assoluta del Meridione fu all'origine delle prime conflittualità sociali. Non è che nel passato i conflitti e le agitazioni mancassero; in questo periodo storico a cui ci riferiamo nasce, appunto grazie ai movimenti di ispirazione socialista la consapevolezza che lo stato delle cose erano frutto di un preciso orientamento politico, voluto, di tenere, coltivare e alimentare l'ingiustizia nella società per garantire a pochi, pochissimi, un relativo benessere. Ogni precedente rivolta non possedeva coerenza di linea politica; era esplosione di rabbia che finiva nell'immediata occasionalità che veniva proposta dai reggitori pubblici.

    Se i movimenti socialisti si davano da fare per diffondere la consapevolezza sulla strutturazione della società e nel 1892 fondano un unico partito a Genova, il PSI, ispirandosi nella lotta sociale alla Socialdemocrazia tedesca, la Chiesa con Papa Leone XIII vara l'enciclica Rerum Novarum con l'intento di sensibilizzare il mondo cattolico a lei vicino rispetto all'intollerabilità dell'ingiustizia umana.

    Stefano Spera's blog : Belmonte e i Fasci sicilianiE se il mondo del lavoro inizia battaglie sociali con organizzazioni sindacali e scioperi,  e la Chiesa prova a segnalare lo stato delle difficili situazioni umane, è il governo autoritario di Francesco Crispi, che sebbene provò a modernizzare l'assetto burocratico dello Stato, fu completamente insensibile rispetto a come la società soffrisse proprio a causa del modello socio-economico che stava investendo l'intero paese. 
    Crispi ritenne di trovare soluzione al malessere sociale avviando alcune guerre coloniali e soffocando con la violenza  della forza militare ciò che in quei mesi accadeva nella sua regione (la Sicilia), ossia il grande Movimento Politico-Sindacale dei Fasci Siciliani (1894), guidato da grandi figure del nascente socialismo riformista (Giuseppe de Felice Giuffrida fu condannato a 18 anni di carcere,  Bosco, Barbato e Verro a 12 anni di carcere quali capi e responsabili dei Fasci siciliani).
    Fu evidente, dopo mesi di "manu militare",  che il disagio umano non lo si poteva bloccare con la forza contro le masse ed il carcere ai dirigenti socialisti.

    La nuova fase politica che seguirà fu all'insegna del liberalismo di Giovanni Giolitti.

    27 Maggio

    27 Maggio 1860
    Ha inizio l’insurrezione di Palermo che porterà alla conquista della città da parte della spedizione dei Mille.

    L’11 maggio 1860 i due piroscafi con i mille erano sbarcati a Marsala, e si sono diretti a Salemi, dove Garibaldi proclamò la dittatura in nome del re Vittorio Emanuele II. 
    Ottennero una prima vittoria contro le truppe borboniche a Calatafimi e tra il 27 e il 29 maggio occuparono Palermo. 
    I mille continuarono ad avanzare, cacciarono quasi totalmente i Borboni dall’isola e attraversarono lo Stretto. 
    Garibaldi proseguì una marcia trionfale che lo portò il 26 ottobre 1860 ad incontrare Vittorio Emanuele II a Teano, in Campania