C'erano un tempo in Sicilia potenti reami e
popoli numerosi, che sono scomparsi: quest'isola
non ha più nulla di importante se non i suoi vulcani.
Montesquieu, Lettere persiane, CXII
C'erano un tempo in Sicilia potenti reami e
popoli numerosi, che sono scomparsi: quest'isola
non ha più nulla di importante se non i suoi vulcani.
Montesquieu, Lettere persiane, CXII
Nel proporci di presentare, quasi giornalmente, una pagina dedicata a questa figura, a questo genio, che nella sua pacifica tranquillità ha fatto paura ad uno dei peggiori e crudeli dittatori del Novecento, Giuseppe Stalin, iniziamo proponendovi una frase che fa da copertina ad un libro su di lui curato da Avril Pyman, una studiosa inglese.
"Eccovi una cosa che non posso non scrivere:
abituatevi, educate voi stessi a fare tutto ciò che fate
perfettamente, con cura, precisione; che il vostro agire
non abbia mai niente di impreciso, non fate niente senza
provarvi gusto, in modo grossolano. Ricordatevi
che nell'approssimazione si può perdere tutta la vita,
mentre al contrario, nel compiere con precisione
e al ritmo giusto anche le cose e le questioni
di secondaria importanza, si possono scoprire molti
aspetti che in seguito potranno essere per voi fonte
profondissima di un nuovo atto creativo (...). Il pensiero
è un dono di Dio ed esige che si abbia cura di sé.
Essere precisi e chiari nei propri pensieri è il pegno
della libertà spirituale e della gioia del pensiero".
Pavel Florenskij
perché cessi la guerra?
Si parte con la sicurezza nucleare, in particolare con la protezione della centrale atomica di Zaporizhzhia, pericolosamente sfiorata dai combattimenti. Qui è già in campo il presidente francese Emmanuel Macron che da mesi sta premendo sul Cremlino perché si crei una specie di isola demilitarizzata intorno all’impianto nucleare più grande d’Europa.
«Sicurezza alimentare, compresa la protezione delle esportazioni di grano nelle nazioni più povere». È il capitolo delegato a Recep Tayyip Erdogan. Il presidente turco, in tandem con Guterres, il 22 luglio 2022 è riuscito a chiudere l’unico accordo con la Russia, sbloccando le forniture di grano. Secondo gli ultimi dati, l’intesa ha consentito di spedire circa 18 milioni di tonnellate, in cereali, vale a dire il 75% dello stock accumulato nei magazzini a causa della guerra.
Scrivono gli ucraini: «Garantire la sicurezza energetica, applicando restrizioni sul prezzo degli idrocarburi russi». I Paesi europei hanno concordato, con molta fatica, un tetto ai prezzi del petrolio e del gas. Ma India e Cina, altri due grandi clienti di Mosca, continuano a muoversi in autonomia. Altri Paesi ne seguiranno l’esempio. In caso di voto nell’Assemblea Onu, questo sarebbe uno dei passaggi più divisivi.
Potrebbe esserci più condivisione sul quarto tema: «Liberazione di tutti i prigionieri di guerra e i deportati, compresi i bambini trasferiti in Russia». Alcune operazioni sono già state portate a termine. L’ultima l’8 gennaio scorso, con lo scambio alla pari di 50 soldati catturati da una parte e dall’altra.
Da qui in avanti le cose si complicano parecchio. Zelensky prevede «La restaurazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina, sulla base dei principi fissati dalla Carte delle Nazioni Unite». Che cosa significa? Il leader ucraino vuole riconquistare tutto il Donbass e anche la Crimea, annessa illegalmente dalla Russia nel 2014. È un proposito legittimo. Ma è anche realistico? I governi occidentali, a cominciare da quello americano, continuano a svicolare su quello che potrebbe essere il tornante decisivo della guerra.
Più o meno lo stesso discorso vale per il gradino numero 6: «Ritiro delle truppe russe e ripristino dei confini dell’Ucraina». Di nuovo: con o senza la Crimea? Con quanta parte del Donbass?
Numero 7: «Istituzione di un tribunale speciale per perseguire i crimini di guerra commessi dai russi». Si sta ancora discutendo quale istituzione debba occuparsene. In teoria toccherebbe alla Corte penale internazionale dell’Aja. Ma la Russia, come per altro gli Stati Uniti e la stessa Ucraina, non ne riconoscono la giurisdizione. E allora? Alla fine dello scorso novembre, la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, aveva suggerito di formare «un tribunale speciale sostenuto dall’Onu». Ma il confronto è solo agli inizi.
Un’altra clausola per il futuro: «Prevenzione dell’ecocidio e protezione dell’ambiente, con attenzione al ripristino degli acquedotti e dei depuratori». Di fatto è parte del programma di ricostruzione dell’Ucraina. Alcune aziende, soprattutto americane e tedesche, stanno già studiando i progetti. Ma per quando ?.
L’Ucraina chiede un meccanismo di prevenzione dei conflitti, costruendo «un’architettura di sicurezza in Europa che includa garanzie per l’Ucraina». Prematuro, osservano i diplomatici dei Paesi alleati, sollevare ora la questione di assetti futuri.
Si chiude con la richiesta di «un documento firmato da tutte le parti in causa che certifichi la fine della guerra». Sarebbe la naturale conclusione di un percorso difficile e che, in realtà, non è neanche cominciato.
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1) Discorso del nuovo presidente (Paolo Amenta), che sostituisce l'uscente Leoluca Orlando.
“Accetto con onore e con orgoglio la carica di presidente dell’ANCI Sicilia e ringrazio Leoluca Orlando per il lavoro fin qui svolto e i sindaci di Palermo, Messina, Trapani, Caltanissetta e Siracusa che, in prima battuta, hanno sostenuto la mia candidatura. Sono commosso per la fiducia che mi stanno dimostrando. Una fiducia che si è basata sulla presentazione di una lista unica che non ha fatto altro che cementare il percorso unitario dell’Associazione. La strada da percorrere nell’immediato futuro non sarà sicuramente agile per gli enti locali, soffocati come sono dalle disuguaglianze e da una fragilità economica aggravata dalla pandemia. Ma ci impegneremo ancora di più per una radicale inversione del trend negativo che ha, purtroppo, caratterizzato la realtà di questi ultimi anni”.
Questo il primo intervento di Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni (Siracusa), neo presidente dell’Associazione dei comuni siciliani eletto all’unanimità durante la XII Assemblea congressuale dell’ANCI Sicilia, svoltasi questa mattina al San Paolo Palace di Palermo.
Il neo presidente Amenta ha poi presentato la propria relazione sottolineando i temi fondamentali che caratterizzano la vita degli enti locali: dal progressivo assottigliarsi del fondo delle autonomie locali, alla gestione integrata dei rifiuti e delle acque, dalla gestione delle risorse del PNRR all’adeguamento delle indennità per gli amministratori locali, dall’autonomia differenziata alla sanità.
A conclusione dell’intervento il presidente Amenta ha sottolineato ancora una volta la “necessità di lavorare tutti insieme per valorizzare i territori e per assicurare un futuro più sereno ai siciliani “.
“Oggi – ha continuato Amenta- si è registrata una grande partecipazione e tanti amministratori, oltre a quelli già eletti in consiglio, hanno espresso la volontà di impegnarsi nell’associazione. Questo grande interesse ci fa essere ottimisti circa la possibilità di dare vita ad una serie di organi previsti dallo statuto dell’associazione quali i coordinamenti, le consulte e le commissioni che potranno svolgere un ruolo importante sui singoli ambiti di interesse dei comuni”.
2) Il nuovo Consiglio Regionale dell’ANCI Sicilia
| NOMINATIVO | COMUNE | PROV | CARICA | |
| 1 | RINI ANTONIO | VENTIMIGLIA DI SICILIA | PA | SINDACO |
| 2 | CANNATA ROSSANA | AVOLA | SR | SINDACO |
| 3 | GIAMMUSSO MASSIMILIANO | GRAVINA DI CATANIA | CT | SINDACO |
| 4 | CINA’ MILKO | BIVONA | AG | SINDACO |
| 5 | CONTI ANGELO | VALLEDOLMO | PA | SINDACO |
| 6 | RIZZO VITO | BALESTRATE | PA | SINDACO |
| 7 | ARCIDIACONO ALBERTO | MONREALE | PA | SINDACO |
| 8 | RUSSO ORLANDO | CASTELMOLA | ME | SINDACO |
| 9 | BONANNO ANTONIO | BIANCAVILLA | CT | SINDACO |
| 10 | MARINO LUCIANO | LERCARA FRIDDI | PA | SINDACO |
| 11 | CANTO LEONARDO | PALERMO | PA | CONSIGLIERE |
| 12 | CUFFARO SILVIO | RAFFADALI | AG | SINDACO |
| 13 | TANTILLO GIULIO | PALERMO | PA | PRESIDENTE DEL CONSIGLIO |
| 14 | PETTA ROSARIO | PIANA DEGLI ALBANESI | PA | SINDACO |
| 15 | CALABRO’ GIUSEPPE | BARCELLONA P.G. | ME | SINDACO |
| 16 | TRIPOLI FILIPPO | BAGHERIA | PA | SINDACO |
| 17 | CIACCIO LEONARDO | SAMBUCA DI SICILIA | AG | SINDACO |
| 18 | SPERA LEONARDO | CONTESSA ENTELLINA | PA | SINDACO |
| 19 | NICOLOSI CLAUDIO | GRAVINA DI CATANIA | CT | PRESIDENTE DEL CONSIGLIO |
| 20 | VENUTI DOMENICO | SALEMI | TP | SINDACO |
| 21 | ROCCUZZO FABIO | CALTAGIRONE | CT | SINDACO |
| 22 | CORSARO GIUSEPPE MARCO | MISTERBIANCO | CT | SINDACO |
| 23 | CACCIATORE FRANCESCO | SANTO STEFANO QUISQUINA | AG | SINDACO |
| 24 | MARSALA VITO | CALTABELLOTTA | AG | CONSIGLIERE |
| 25 | PROVVIDENZA ALFONSO | GROTTE | AG | SINDACO |
| 26 | CRISA’ VINCENZO | UCRIA | ME | SINDACO |
| 27 | LIBRIZZI GANDOLFO | POLIZZI GENEROSA | PA | SINDACO |
| 28 | AIELLO FRANCESCO | VITTORIA | RG | SINDACO |
| 29 | CAPIZZI PIERO | CALASCIBETTA | EN | SINDACO |
| 30 | RE FRANCESCO | SANTO STEFANO DI C. | ME | SINDACO |
| 31 | ODDO GIUSEPPE | CAMPOFIORITO | PA | SINDACO |
| 32 | RUBINO MARCO NUNZIO | SANT’AGATA LI BATTIATI | CT | SINDACO |
| 33 | RANDO SANTI | TREMESTIERI ETENEO | CT | SINDACO |
| 34 | PARATORE DAVIDE | ANTILLO | ME | SINDACO |
| 35 | LA GALIA GIUSY | GIOIOSA MAREA | ME | SINDACO |
| 36 | PRIVITERA FILIPPO | CAMPOROTONDO ETNEO | CT | SINDACO |
| 37 | SGROI FRANCESCO | RANDAZZO | CT | SINDACO |
| 38 | LO GIUDICE DANILO | SANTA TERESA RIVA | ME | SINDACO |
| 39 | RICCIARDI FILIPPO | LIMINA | ME | SINDACO |
| 40 | DIOGUARDI MARIO | CERDA | PA | PRESIDENTE DEL CONSIGLIO |
| 41 | MILIADÒ BRUNO | FORZA D’AGRÒ | CT | SINDACO |
| 42 | SURDI DOMENICO | ALCAMO | TP | SINDACO |
| 43 | FERRERI CARLO | SANTA NINFA | TP | PRESIDENTE DEL CONSIGLIO |
| 44 | LEONE FRANCESCA | CIMINNA | PA | VICE SINDACO |
| 45 | GIOVENI LIBERO | MESSINA | ME | CONSIGLIERE |
| 46 | PALAZZOLO GIANGIACOMO | CINISI | SR | SINDACO |
| 47 | RAO PIETRO | PARTINICO | PA | SINDACO |
| 48 | PARLATO VINCENZO | SORTINO | SR | SINDACO |
| 49 | ZINGALES MAURIZIO | MIRTO | ME | SINDACO |
| 50 | NEVOLOSO ORAZIO | ISOLA DELLE FEMMINE | PA | SINDACO |
| 51 | CONTI VALENTINO MASSIMILIANO | NISCEMI | CL | SINDACO |
| 52 | GRILLO MASSIMO | MARSALA | TP | SINDACO |
| 53 | FIGURA CORRADO | NOTO | SR | SINDACO |
| 54 | GIANNI PINO | SAN FILIPPO DEL MELA | ME | SINDACO |
| 55 | GRECO MARIA GAETANA | AGIRA | EN | SINDACO |
Si va politicamente gonfiando il caso Cospito.
Premesso che è diritto di qualunque parlamentare visitare le carceri della Repubblica e verificare le condizioni dei detenuti, il capogruppo di FdI, Donzelli ha lanciato a modo di accusa «Mentre parlava con i mafiosi, Cospito incontrava anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando».
Ancora, «Cospito è un terrorista e lo rivendicava con orgoglio dal carcere. Dai documenti che si trovano al Ministero della Giustizia, Francesco Di Maio del clan dei casalesi diceva, incontrando Cospito: `Pezzetto dopo pezzetto si arriverà al risultato´, che sarebbe l’abolizione del 41 bis. Cospito rispondeva: `Dev’essere una lotta contro il 41 bis´. Ma lo stesso giorno, il 12 gennaio 2023, mentre parlava con i mafiosi, Cospito incontrava anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando. Io voglio sapere se la sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi».
Chi è Cospito
Era il 1937, nel pieno della furia sterminatrice dello stalinismo in Unione Sovietica ed in un giorno (non si conosce la data esatta) di quell'anno, all'interno di uno dei tantissimi campi di detenzione e sterminio dei dissidenti, veri e/o presunti, con un colpo alla nuca si concluse la vita di Pavel Florenskij, matematico, fisico, geologo, filosofo, teologo, sacerdote.
Il suo corpo fu gettato in una fossa comune e di lui nessuno ha più avuto notizia. Nemmeno i familiari furono informati del tragico destino e quando seppero qualcosa, che era finito nei campi di lavori forzati, ciò avvenne nel 1943.
In epoca Kruscioviana Florenskij venne riabilitato: tutte le accuse contro di lui furono dichiarate una montatura, priva di alcun fondamento. Di fatto Florenskij non fu mai un dissidente politico, nemmeno nel corso degli anni in cui fu costretto ai lavori forzati, nella realtà dei gulag staliniani. Nelle terribili condizioni dei "campi" di detenzione continuò a studiare, ad approfondire le conoscenze del suo immenso sapere. Durante quegli anni di detenzione gli vennero riconosciuti 12 brevetti connessi a 47 applicazioni tecnologiche).
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Sulla scorta di numerosi libri pubblicati pure in Italia ci piace
Attraverso Florensskij imbatteremo sulla religiosità profonda della Russia e sul pensiero filosofico, logico e metafisico di quel paese. Il tutto, appunto, ripercorrendo il profilo di quest'uomo, figlio, marito e padre affettuoso e restio ad ogni compromesso, interessato alla non facile affermazione della Verità in quell'inferno, che fu la Russia stalinista.
Per quanto si è potuto leggere sui giornali i punti salienti del progetto, in massima sintesi, sono riassumibili di seguito.
1) L’accordo con cui lo Stato attribuisce funzioni di autonomia differenziata a una Regione ha una durata «non superiore a dieci anni». L’intesa può essere modificata e una delle parti (Stato/REgione) può prevedere inoltre i casi e le modalità con cui è possibile chiedere la cessazione della sua efficacia, comunque deliberata con legge a maggioranza assoluta delle Camere.
2) «Alla scadenza del termine di durata, l’intesa si intende rinnovata per un uguale periodo, salvo diversa volontà dello Stato o della Regione, manifestata almeno sei mesi prima della scadenza.
3) Ciascuna intesa individua i casi in cui le disposizioni statali vigenti nelle materie di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, oggetto di intesa con una Regione, approvata con legge, continuano ad applicarsi nei relativi territori della Regione fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni regionali disciplinanti gli ambiti oggetto dell’intesa».
4) Le Camere hanno sessanta giorni di tempo per esaminare l’intesa fra Regione e Stato per l’attribuzione di nuove funzioni. Si prevede che la valutazione dell’intesa spetti, oltre che al Mef, anche i ministri competenti per materia. Inoltre, lo schema di intesa va trasmesso immediatamente alla Conferenza unificata, e non dopo la sottoscrizione. Lo schema di intesa definitivo va approvato dalla Regione, poi entro 30 giorni è deliberato dal Consiglio dei ministri.
5) Lep: «Livelli essenziali delle prestazioni», sono gli standard minimi dei servizi che devono essere garantiti in tutte le Regioni. «Ai fini dell’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (di seguito, LEP) e i relativi costi e fabbisogni standard sono determinati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri».
6) «Il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’economia e delle finanze o la Regione possono, anche congiuntamente, disporre verifiche su specifici profili o settori di attività oggetto dell’intesa con riferimento alla garanzia del raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni, nonché il monitoraggio delle stesse e a tal fine ne concordano le modalità operative». La Commissione paritetica Stato-Regione, ogni anno valuta «la compatibilità finanziaria e degli oneri finanziari derivanti, per ciascuna Regione interessata, dall’esrcizio delle funzioni e dall’erogazione dei servizi connessi alle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, secondo quanto previsto dall’intesa».
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I partiti del Centro-Destra condividono l'impianto, con alcune perplessità di F.I. e F.d.I. La Lega è il partito che sta patrocinando tutto a, presumibile interesse prioritario, del Nord. Il Pd è fermamente critico.
Riflessioni sull'Unione Europea e sull'assurda guerra Russia-Ucraina nel terzo millennio.
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Joseph Ernest Renan (Tréguier, 28 febbraio 1823 – Parigi, 2 ottobre 1892) è stato un filosofo, filologo, storico delle religioni e scrittore.
Le nazioni non sono qualcosa di eterno, hanno avuto un principio, avranno una fine. Poi aggiunge: "La confederazione europea, probabilmente, sostituirà tutti questi stati".
Renan scriveva nel 1881.
Di lì a pochi anni, l'Europa sarebbe rimasta incagliata in una lunga guerra civile divisa in due fasi, la prima dal 1914 al 1918, la seconda dal 1939 al 1945. Un trentennio con milioni di morti sui campi di battaglia e una immensità di distruzioni e di orrori mai visti nel corso della Storia dell'uomo.
Renan che nel 1881 scriveva quella frase è stato profeta. L'idea che singoli paesi (nazioni) europee che si sono in passato affannati da una crisi all'altra, adesso ha volto e consolidato i suoi obiettivi verso la larga comunità europea di domani piuttosto che come fa la Russia di Putin che si crogiola sulle ceneri del controverso nazionalismo.