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sabato 29 dicembre 2018

Pensioni e sogni. Leggi importanti che influiscono nella vita delle famiglie (sia quella di bilancio che quella del pensionamento) non vagliabili dal Parlamento

La Legge di Bilancio 2019 sarà varata fra poche ore quando la Camera voterà la fiducia al Governo
In nessuno (abbiamo scritto: nessuno) Paese del mondo la legge annuale più significativa, quella del Bilancio, viene approvata senza che il Parlamento l'abbia potuta esaminare; nemmeno nei paesi dichiaratamente fascisti e nemmeno in quelli comunisti.
E' la prima volta che in Italia avviene il varo di questa legge senza l'esame parlamentare. Non è stato infatti concesso l'esame, la discussione e la votazione articolo per articolo e nemmeno la possibilità di presentare emendamenti. 
Esiste comunque (in questa ipotesi di legge) un tema che andrà a toccare prossimamente le tasche di molte famiglie. 
La riforma del sistema previdenziale verrà attuata tramite un decreto legge sulle pensioni che sarà approvato solamente a metà gennaio. La legge di Bilancio sta -per intanto- postando numeri e cifre sulle varie problematiche, aumentando e/o diminuendo le varie "postazioni".
A sentire il sottosegretario leghista Claudio Durigo il Decreto-Legge sulle pensioni, con il quale verrà regolato il funzionamento di Quota 100, sarà approvato dal Consigli dei Ministri tra giovedì 10 e sabato 12 gennaio.
Alcune notizie su quota 100
Quota 100: si tratta di una forma di pensionamento anticipato per smettere di lavorare avendo maturato il doppio requisito di un’età anagrafica pari almeno a 62 anni e di 38 anni di contributi.
Dalla maturazione del requisito al collocamento in pensione passeranno da 1 a 3 mesi; ogni anno ci saranno infatti delle finestre di accesso trimestrali, con la prima in programma per aprile 2019 e le successive a luglio e ottobre. E poi nel gennaio 2020.
Per i dipendenti pubblici che ricorrono a Quota 100 è previsto il pagamento ritardato del TFR/TFS.
Sia per i dipendenti pubblici che per quelli privati "Quota 100" prevede il divieto di cumulo/reddito pensione (oltre i 5 mila euro), ossia non si potrà riprendere a lavorare fino al compimento del 67° anno di età.

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