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venerdì 17 dicembre 2021

Vocabolario del feudo. Quando a Contessa pochi vivevano e tanti sopravvivevano

Agricoltura siciliana dell'immediato

 secondo dopoguerra.

 I paesi dell'interno della Sicilia, nell'immediato dopoguerra dalla seconda metà degli anni quaranta e poi degli anni cinquanta del Novecento erano, prima che iniziasse la grande emigrazione in direzione della Germania, Svizzera etc., erano tutti centri agricoli, con agricoltura arretrata e povera.  La povertà delle famiglie lo si coglieva pure nelle scuole (elementari) e ne abbiamo trattato in un post dei giorni scorsi.

 Ad avallare quanto abbiamo descritto sulla situazione scolastica locale, di Contessa Entellina, ci piace riportare un testo di Leonardo Sciascia che negli anni a cui ci stiamo riferendo era insegnante di Scuola Elementare nelle scuole dell'agrigentino.

Ricorda Sciascia che "le classi erano sovraffollate, gli orari faticosi, soprattutto quelli pomeridiani estivi, ma la cosa peggiore era che al.eno trenta scolari su quaranta erano tormentati dalla fame. Figli di contadini, di operai e di zolfatari, a mezzogiorno mangiavano pane con acciughe salate e la sera pasta o minestra. (...). Per loro la scuola rappresentava un'incontestabile  costrizione (...). Abbastanza bravi in aritmetica e per forza di cose  (eseguiranno lavoretti per i benestanti, come il trasporto dell'acqua in brocche di zinco da 15 o 20 litri, altri servizi di compra vendita e facevano sistematicamente la cresta sui conti), si rivelavano tardi o pigri nelle altre materie, scuotendosi unicamente se si parlava della vita di ogni giorno".

  In quegli anni del dopoguerra, i libri si compravano e questa circostanza, nelle scuole elementari era una delle situazioni che spingeva verso l'abbandono delle lezioni e della scuola. E non si trattava di situazioni sporadiche se negli anni cinquanta del Novecento dai 54 alunni di partenza che si era in prima elementare -a Contessa E.-  si arrivava in appena 14 a conseguire il titolo di quinta elementare.

  La situazione sociale di quei primi anni cinquanta era eredità del trascorso ventennio fascista e della guerra da esso voluta.

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