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domenica 19 gennaio 2025

Dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 25° anniversario della morte di Bettino Craxi.


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25° anniversario della morte di Bettino Craxi: dichiarazione del Presidente Mattarella


«Bettino Craxi è stata una personalità rilevante degli ultimi decenni del Novecento italiano. Parlamentare italiano ed europeo, Segretario del Partito Socialista Italiano per oltre un quindicennio, Presidente del Consiglio dei Ministri, ha impresso un segno negli indirizzi del Paese in una stagione caratterizzata da grandi trasformazioni sociali e da profondi mutamenti negli equilibri globali.

Interprete autorevole della nostra politica estera europea, atlantica, mediterranea sostenitrice dello sviluppo dei Paesi più svantaggiati, aperta al multilateralismo, lungo queste direttrici ha affrontato passaggi difficili, rafforzando identità e valore della posizione italiana. Un prestigio che poi gli venne personalmente riconosciuto con incarichi di rilievo alle Nazioni Unite.

Le politiche e le riforme di cui si fece interprete sul piano interno determinarono cambiamenti che incisero sulla finanza pubblica, sulla competitività del Paese, sugli equilibri e le prospettive di governo. Una spiccata determinazione caratterizzò le sue battaglie politiche, sia nel confronto tra partiti, sia in campo sociale e sindacale, catalizzando sentimenti contrastanti nel Paese. Raccolse un consenso ampio quando riuscì a portare a conclusione il processo di revisione del Concordato tra Stato e Chiesa cattolica, sul cui inserimento in Costituzione i socialisti si erano espressi, all’epoca della Costituente, in termini negativi.

La crisi che investì il sistema politico, minando la sua credibilità, chiuse con indagini e processi una stagione, provocando un ricambio radicale nella rappresentanza. Vicende giudiziarie che caratterizzarono quel burrascoso passaggio della vita della Repubblica.

Nel venticinquesimo anniversario della scomparsa del leader socialista, desidero esprimere sentimenti di vicinanza ai familiari e a quanti con lui hanno condiviso impegno politico e personale amicizia».

La domenica serve anche per riflettere

 Impatto del primo cristianesimo

Le prime comunità cristiane, relativamente poco numerose, di estrazione sociale prevalentemente modeste, vivevano la vita morale in forme molto semplice, anche se non priva, in quella fase iniziale, di tensioni. Aspetti  che gli storici evidenziano sono: 1) la caratterizzazione della preghiera, 2) la solidarietà fraterna di gruppo 3) accentuazione culturale distintiva tra religione e politica (nel cui germe, in seguito, sorgerà la separazione tra chiesa e Stato) 4) asserzione e riconoscimento dell’origine divina dell’autorità (operata fortemente nel cap. 13 della Lettera ai Romani). Questa asserzione non riesce, però, ad eliminare la sostanziale estraneità dei primi cristiani alla vita e partecipazione politica che si attiene, invece, al “Date a Cesare” pronunciato da Gesù e riconfermato dallo stesso Paolo in Fil, 3,20. Questa circostanza sta alla base delle diffidenze e dei primi scontri con l’autorità romana.

Gli storici, proprio su questi presupposti, individuano l’avvio da Roma, capitale dell’Impero e dove svolgono la missione gli apostoli Pietro e Paolo, dei primi provvedimenti repressivi da parte di Nerone e a seguire di Domiziano. 

Publio Cornelio Tacito, storico, negli annali, asserisce che quegli iniziali provvedimenti repressivi anti cristiani di Nerone furono necessitati dalla situazione in cui si trovava Nerone di individuare capri espiatori su cui addossare la responsabilità dell’incendio di Roma dell’anno 64 (che l’opinione pubblica gli attribuiva) piuttosto che un vero segno consapevole di politica imperiale anti-cristiana.

Cassio Dione, nella sua Storia di Roma, mette in luce che l’Imperatore Domiziano per reprimere l’opposizione che gli veniva da parte del Senato, stoica, giudaica o cristiana alla sua politica tirannica, indirizzo’ la sua forza sui cristiani, attribuendo loro responsabilità che non avevano.

Quanto riportato ovviamente rappresenta sintomo di animosità via via crescente nei confronti dei cristiani da parte della popolazione e dell’opinione pubblica romana (allora prevalentemente pagana).

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Una riflessione del XVIII secolo

Kant

Non si può nè comprendere nè spiegare un mondo di fede senza l'intervento della ragione: per questo i Padri e gli scrittori cristiani tentarono la difficile via del confronto e dell'incontro con la tradizione filosofica. Essi dovevano perchè "una religione, che dichiara temerariamente la guerra alla ragione non può resistere  a lungo contro di essa" (Kant) se non a prezzo di fanatismo disumano. 

Verso dove corre il mondo? verso dove corre l’Europa? (2)

Restiamo informati 

 

La Germania si avvia al voto anticipato per eleggere il nuovo Parlamento.  Le elezioni parlamentari in Germania avrebbero dovuto svolgersi a settembre di quest’anno, ma sono state anticipate a causa del voto di sfiducia contro la coalizione di governo lo scorso novembre. Il 23 febbraio  pertanto l’intero Paese voterà per un nuovo Parlamento. Spunterà conseguentemente un nuovo Cancelliere.

 La campagna elettorale si concentra soprattutto sui potenziali candidati alla carica di cancelliere. L’attuale cancelliere, Olaf Scholz del Partito Socialdemocratico (SPD), si candida per la rielezione anche se il suo ultimo mandato è terminato prematuramente. Il suo principale rivale è Friedrich Merz dell’Unione Cristiano Democratica (CDU). Secondo le previsioni attuali, la CDU è in testa nella corsa alle elezioni.

 Però le previsioni sono piuttosto poco incoraggianti. Se il candidato di centro sinistra, l’uscente Scholz, non fa previsioni esaltanti, nemmeno gli storici avversari di centro destra (col candidato democristiano Friedrich Metz) si sentono tranquilli. Dove sta l’incognita? 

  Il partito neo-nazista, l’Alternativa per la Germania (AfD), stando ai sondaggi consegue consensi mai ottenuti nei decenni trascorsi, ed è sostenuto da quello che i media dichiarano essere il braccio destro del Presidente USA, neo eletto, Trump, ossia dal multimiliardario Elon Musk.

 Se così dovesse accadere, la coalizione più probabile, considerando la capacità di formare una maggioranza, potrebbe essere quella tra CDU (democristiani) e SPD (socialisti)  – la stessa formazione che ha governato l’ultima volta sotto Angela Merkel. Ovvero, anche una coalizione tra CDU e Verdi.

 Ciò che accade in Germania, ricordiamocelo, non riguarda solamente i tedeschi.

Quel ‘500: fra Spagnoli e Arbereshe in Sicilia (1)

 Un mondo arretrato (visto con gli occhi di oggi) eppure … aperto per quei tempi).

Anno davvero decisivo fu quel 1509 per i primi nuclei di arbereshe, per quelli già’ giunti sui territori siciliani dei Cardona. Il tempo per loro fino ad allora era apparso transitorio e persino privo di progetti a lungo termine.

Avvenne che -in Sicilia- la politica a guida castigliana del cardinale e uomo politico Francisco Jiménez de Cisneros O.F.M., il cui fine era stato di combattere gli infedeli cioè di conquistare territori del Nord Africa, viene bloccata da Ferdinando il Cattolico che invece  si accontenta di controllare solamente le aree del litorale africano, ritenute sufficienti per proteggere le coste siciliane e spagnole dalle scorrerie musulmane.

Cisneros avrebbe voluto pure intraprendere delle crociate ma viene indotto a ritirarsi dall’impegno politico il 14 maggio 1509, e a lui subentrano, nei domini aragonesi d’Italia, Ramon de Cardona che fino ad allora aveva governava la Sicilia, a Napoli e Ugo Moncada che diventa Viceré di Sicilia.

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Francisco Jimenez de Cisneros:
Partito da umili origini, raggiunse l'apice del potere diventando riformatore religioso, reggente di Castiglia per ben due volte, cardinale, Inquisitore generale del tribunale dell'Inquisizione spagnola, missionario dei Mori, promotore delle crociate in Nordafrica e fondatore dell'Università Complutense di Madrid. Tra le sue opere letterarie, la più conosciuta è certamente la Bibbia Poliglotta Complutense, la prima edizione stampata di Bibbia multilingue della storia.
Ugo  Moncada: è stato un nobile, politico e militare spagnolo. Cavaliere gerosolimitano, fu Viceré di Sicilia (1509-16) e Viceré di Napoli (1527-28).

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Ci proponiamo di tratteggiare il contesto sociale e politico entro cui gli arbereshe si insediarono nei territori dei Cardona. E pure il contesto culturale.

sabato 18 gennaio 2025

Agrigento. Capitale italiana della cultura ‘25

 (1)

Contiamo di doverci intrattenere per alcune pagine del blog sull’evento “Agrigento capitale italiana della cultura 2025”.

 Per cominciare riportiamo per intero il discorso di apertura dell’evento del Presidente Sergio Mattarella.




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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia d’inaugurazione di Agrigento capitale italiana della cultura 2025

 Agrigento, 18/01/2025 (II mandato)

Rivolgo un saluto di grande cordialità a tutti i presenti, al Ministro della Cultura, al Presidente della Regione, al Presidente dell’Assemblea regionale, al Sindaco di Agrigento, al Presidente della Provincia e a tutti i Sindaci presenti, non spettatori, ma partecipi di questo ruolo che si apre con questa occasione, con questa giornata.

 Un saluto a tutti i presenti, ai giovani, ai ragazzi, per questo anno straordinario che potete vivere e a cui potete partecipare.

Un saluto e un augurio particolarmente intensi ai cittadini di Agrigento. Da oggi, protagonisti della Capitale italiana della Cultura per il 2025.

Saluti e auguri che si estendono a quanti, sul territorio, saranno impegnati negli eventi in programma. A tutti i Comuni della provincia di Agrigento.

Tra di essi, ai lampedusani. Concittadini che le ferite del nostro tempo hanno reso avanguardia della civiltà europea. Espressione di cultura solidale.

Agrigento raccoglie questo prezioso testimone da Pesaro, nel centro dell’Italia. Che, a sua volta, lo aveva ricevuto dal nord del nostro Paese: da Brescia e da Bergamo.

Una catena di straordinario valore. Che, anno dopo anno, evidenzia il legame fra i diversi centri italiani. Ne mostra radici e progetti per il futuro. Ne pone in evidenza l’amicizia.

Mette in rilievo il valore degli scambi tra patrimoni culturali, il valore della conoscenza.

L’Italia è colma di luoghi carichi di storia, di arte, di bellezza.

Un patrimonio che, accumulato nei secoli, ne ha contrassegnato l’identità. Nel succedersi delle esperienze dei popoli che l’hanno abitata e accresciuta.

Nulla, più di questa parte della Sicilia, nulla, più di questa terra, è testimone del valore del succedersi delle civiltà.

Natura, storia, cultura, sono elementi del nostro patrimonio genetico.

Le metropoli italiane, mete di turismo crescente, non sono i soli centri di gravità. La ricchezza del nostro Paese sta nella sua pluralità.

 Nella sua bellezza molteplice.

A fornire pregio particolare all’Italia sono proprio le sue preziose diversità, le cento capitali che hanno agito, nell’arco di secoli, come luoghi capaci di esprimere comunità.

Una grande ricchezza per il nostro percorso nazionale.     

Eredità ricevuta dai nostri padri.

E tesoro da investire per il domani dei nostri figli.

Tante realtà, nelle regioni d’Italia, detengono inestimabili risorse che rischiano di deperire senza cura adeguata.

I molti tesori della penisola sono strettamente legati alle comunità che li hanno espressi, al loro peculiare sviluppo, e siamo consapevoli che ci sono, oggi, aree in sofferenza, abbandoni necessitati, rischi di spopolamento.

Riportare equilibrio nei luoghi dove la natura è stata forzata e in cui risiedono tanti beni della cultura italiana costituisce strada obbligata per favorire una crescita sostenibile, e per rafforzare il Paese nella sua interezza.

Uno degli intenti per Agrigento, in questo 2025, è quello di non essere soltanto lo spettacolare palcoscenico della Capitale della Cultura, ma di costituire sollecitazione e spinta per tante altre realtà italiane.

È una sfida per accrescere le opportunità dove oggi si sono ridotte.

Una voce che afferma che le periferie sono anch’esse motori di cultura e di progettualità.

Questa la sfida che il nostro tempo ci presenta.

Agrigento intende parlare al resto del Paese e all’Europa di cui è parte.

Agrigento, centro irradiatore dell’antica civiltà greca già nel sesto secolo avanti Cristo.

L’Akragas di Empedocle, che definì “radici” i quattro elementi che indicava come costitutivi del tutto: il fuoco, l’aria, la terra, l’acqua.

Questi quattro elementi sono ora stilizzati nel logo ufficiale di Agrigento Capitale della Cultura: per Empedocle l’unità degli elementi era la scintilla della nascita di ogni cosa, la separazione invece era causa di morte.

Un simbolo che ripropone la necessità di ricomporre, di rigenerare coesione, di procedere insieme.

Lo chiede il ricordo dei morti delle guerre che insanguinano l’Europa, il Mediterraneo e altre numerose, purtroppo, regioni del pianeta.

Lo impongono le tragiche violazioni dei diritti umani che cancellano la dignità e la stessa vita.

Lo esigono le diseguaglianze crescenti. Le povertà estreme, le marginalità.

Lo richiede il lamento della terra, violata dallo sfruttamento estremo delle risorse, con le sue catastrofiche conseguenze, a partire dal cambiamento climatico.

La cultura è una sorgente di umanità cui attingere per dotarci di un nuovo, indispensabile, dinamismo.

“Il sé, l’altro, la natura” recita il tema scelto da Agrigento.

La connessione tra cultura e natura - che avete posto al centro del vostro programma - è quanto mai attuale, incalzante.

La Valle dei Templi, meravigliosa scenografia vivente che domina queste terre da oltre duemila anni, diventa così l’icona più affascinante di quel binomio cultura-natura che si pone davanti al nostro tempo come una prova decisiva.

La nostra Costituzione è stata lungimirante, affiancando, nell’articolo 9, la promozione della cultura alla tutela del paesaggio.

Mai come adesso comprendiamo l’urgenza di un riequilibrio, di un nuovo sviluppo che potrà essere veramente tale solo se sarà sostenibile sul piano ambientale e sociale.

Mai come adesso abbiamo coscienza del fatto che l’opera delle istituzioni e le politiche pubbliche sono importantissime, e tuttavia non basteranno se non verranno sostenute da una corale responsabilità dei cittadini.

La percezione del bene comune è cultura.

È cultura il sapere di chi è aperto alla conoscenza del mondo, di chi ha sete di conoscere altri uomini, di chi sa che la vita è frutto dell’incontro.

La cultura, cioè, è la vita.

Un sentiero in cui l’uomo è in perenne movimento, a contatto con la propria storia, con quella degli altri.

Le scoperte e la loro condivisione accrescono le opportunità.

Non è una condizione statica, l’inerzia che nutre la storia, bensì la crescita del sapere che si trasmette e si diffonde.

La crescita dell’incontro, del dialogo.

Il cammino di Agrigento nei secoli ne dà testimonianza.

L’Akragas dei greci.

L’Agrigentum dei romani.

La Kerkent degli arabi.

La Girgenti siciliana di secoli addietro.

Italiani da ogni regione saranno richiamati dal vostro patrimonio culturale, dalle proposte che saprete avanzare. Concittadini di ogni Paese d’Europa, turisti da ogni provenienza.

Una frequenza di incontri, di volti, di lingue, di esperienze, di curiosità, destinati a lasciare il segno, ad arricchire le reciproche capacità di comprensione, l’identità di ciascuno.

In questo stesso anno l’Italia condividerà con la Slovenia la responsabilità di essere Capitale europea della Cultura con Gorizia e Nova Gorica.

Una scelta di altissimo valore in un’area storicamente gravata da conflitti che oggi hanno saputo tradursi in collaborazione e amicizia nell’Unione europea.

Dove frontiere contrapposte avevano separato, oggi l’Europa unisce.

In un luogo, come Agrigento, ove il patrimonio monumentale è dominante, potrebbe prevalere la convinzione che cultura sia ammirazione delle vestigia del passato.

Ma la cultura non ha lo sguardo volto all’indietro. Piuttosto ha sempre sollecitato ad alzarlo verso il domani.

Diceva Thomas Eliot: “Se smettiamo di credere al futuro, il passato cesserà di essere il nostro passato: diventerà il passato di una civilizzazione estinta”.

Ricordare, tener conto delle lezioni del passato, è fondamentale, ma la storia è levatrice dell’avvenire.

Essere fedeli alla propria storia significa, appunto, costruire il futuro.

Nel nostro caso l’Italia, con i giacimenti culturali che ovunque la contraddistinguono, è essa stessa lezione di dialogo, di pace, di dignità, per l’oggi e per il domani.

Ne parlerete in questo anno. Sapendo che il tema decisivo che investe la cultura è come farne perno di comunità. Come far diventare la conoscenza, l’arte, la cultura, un bene comune, un patrimonio davvero condiviso.

Una risorsa sociale che fa crescere e protegge i beni più preziosi: la libertà, l’eguaglianza dei diritti, il primato della persona, di ogni persona, la solidarietà.

Luigi Pirandello – cui questo teatro è dedicato - avrà un posto d’onore in quest’anno.

Con la sua sagacia, con la sua ironia, con le sue maschere, con la sua capacità di scavare nell’animo umano.

Nel ricordare Pirandello, ci accompagna e ci aiuta Andrea Camilleri, anch’egli figlio di queste terre.

“Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? - domandava Pirandello attraverso uno dei personaggi in cerca d’autore - Eppure vivono eterni, perché ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l’eternità”.

Viviamo un tempo in cui tutto sembra comprimersi ed esaurirsi sull’istante del presente.

In cui la tecnologia pretende, talvolta, di monopolizzare il pensiero piuttosto che porsi al servizio della conoscenza.

La cultura, al contrario, è rivolgersi a un orizzonte ampio, ribellarsi a ogni compressione del nostro umanesimo, quello che ha reso grande la nostra civiltà.

Ad Agrigento, in Sicilia, in tutto il nostro Paese, nella nostra amata Italia.

Guardiamo con speranza a questo anno da vivere insieme con la voglia di accogliere, di conoscere, di dialogare, di compiere un percorso affascinante, in compagnia gli uni degli altri.

Buon anno da Capitale della cultura!        

 

Da dove origina l'Universo? e l'uomo ? (1)

 Dalla Presistoria alla Storia

Il nostro pianeta pare si sia formato oltre 4miliardi di anni fa.

Per assumere l'assetto (aspetto) dei nostri giorni ha attraversato cinque lunghissimo intervalli di tempo (a scuola ci insegnarono di definirli ERE), nel corso dei quali profondissimi sono stati i cambiamenti climatici e  geologici.

Come facciamo a sapere ?

Gli studiosi hanno potuto ricostruire e comprendere cosa è accaduto analizzando fossili e rocce: l'evoluzione della Terra.

I continenti, secondo gli studiosi, risalgono al tardo PALEOLITICO, quando tutte le terre emerse erano unite in un unico blocco (denominato Pangea).

    Quell'unico blocco di terre emerse pare abbia cominciato a dividersi, prima in due grandi blocchi distinti e poi via via in settori più piccoli (deriva dei continenti) conseguenti alla tettonica a zolle del pianeta (=grandi placche in lento movimento le une dalle altre). Questo processo è ancora in atto ai nostri giorni.

  Le specie animali e vegetali, pure esse hanno subito una progressiva evoluzione e differenziazione: la vita sarebbe nata dall'acqua e a poco a poco avrebbe colonizzato la terra ferma. Il processo, stando agli studiosi avrebbe avuto scansioni lungo milioni di anni: =alghe e pesci si adattarono alla vita negli ambienti emersi dove insistevano le felci, da cui capiterà che si evolveranno le piante superiori, e dagli anfibi cui seguiranno i rettili che nel MESOZOICO  (230-65 milioni di anni fa)  diventeranno, con i dinosauri, i dominatori del pianeta.

   A partire da 2,5 milioni di anni fa inizia un più che lungo processo che porterà alla comparsa dell'uomo: =i primati lasceranno il posto agli australopitechi, a cui serguiranno i protoantropi e gli uomini di Neanderthal

   Con la comparsa dell'Homo sapiens si ha l'accellerazione significativa della cultura con la scoperta del fuoco, i primi villaggi, le prime pitture parietali.

   Con la fine dell'ultima glaciazione (circa 11.000 anni fa) si ha la comparsa dell'Homo sapiens sapiens (=l'uomo attuale). Ed inizia la grande avventura umana espressa nel sorgere dei primi insediamenti urbani (villaggi), l'affermarsi dell'agricoltura e dell'allevamento fino all'uso progressivamente dei metalli (= e siamo già all'alba della Storia umana: VI-III millennio a.C.).

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Proveremo ad inserire caselle della vicenda pre-storica e poi della vicenda storico- umana. 

  

2025. Fra attualità e rievocazioni

Il ‘900: Il secolo in cui tanti di noi -oggi plurimaggiorenni- siamo nati


 Immagini come quella qui riportata, a decine, forse a centinaia, sono impresse in chi all’inizio degli anni sessanta era appena ragazzino, anche meno di decenne.

Nel periodo della mietitura c’era da evitare che li laura, ormai maturi rischiassero di essere investiti dallo scirocco e strasiccassero, pertanto i contadini, che fossero piccoli burgisi o  braccianti dovevano darsi da fare per completare la mietitura. Occorreva evitare appunto che li lavura strasiccassero. Da quest’esigenza era d’obbligo prendere un pasto portato da casa, generalmente consistente in pane e tumazzu oppure uno o due uova “cirusi” o “fatti a pisci” e subito riprendere a metiri e riprendere la mietitura.
Eppure nel periodo della mietitura i pasti contadini, in conseguenza della durezza del lavoro, quei pasti venivano considerati “forti”  forse perché accompagnati da un sorso di vino, da due patate bollite e magari da mezza cipolla.

Il periodo a cui ci riferiamo è quello in cui la riforma agraria in Sicilia (a cura dell’Eras) era circostanza recente e la piccola proprietà terriera era situazione recente (rispetto al secolare latifondo), di cui avremo ben altre foto da riportare sul blog.

Politica, economia, sociologia, diritto

 Elon Musk

Elon Musk in Germania
sostiene il partito neo-nazista

L’America non fu culla della democrazia?

Dirige sei aziende impegnate nelle tecnologie d’avanguardia dei settori più disparati (spazio, auto elettrica, robot, robotaxi, intelligenza artificiale, reti sociali, telecomunicazioni, ma impianta anche microprocessori nel cervello e sperimenta collegamenti sotterranei veloci), ha un incarico impegnativo nel governo Trump e passa molto tempo col nuovo presidente. Ora, poi, interviene sempre più spesso nella politica europea: appoggia la Meloni, attacca i giudici italiani, critica Macron, si schiera con l’estrema destra tedesca dell’AfD e ora ha preso di mira il premier laburista Starmer (Gran Bretagnacon l’obiettivo di rovesciare il governo.

Da tempo Elon Musk stupisce con la metamorfosi dell’«Iron Man», genio ingegneristico capace di creare aziende e tecnologie d’avanguardia, in protagonista della politica con aspirazioni da kingmaker geopolitico (coi suoi satelliti di comunicazione Starlink) ed elettorale con l’impegno nella campagna per Trump e il suo ruolo di megainfluencer che promuove candidati della destra europea.

venerdì 17 gennaio 2025

Una buona notizia

PACE FRA ISRAELE E HAMAS

Arrivato finalmente l'esito atteso dopo mesi di negoziati. 

La notizia che è stata data da media internazionali mercoledì è stata confermata dai mediatori: Qatar, Egitto e Stati Uniti. 

La tregua avrà vigore dal 19 gennaio. Lo ha annunciato il premier qatarino Al Thani

L'Accordo per il cessate il fuoco nella guerra di Gaza  prevede la liberazione di decine di ostaggi in cambio di prigionieri.

A proposito di centenari (8)

 Mario Francesco Antonini (Firenze, luglio 1920 – 22 gennaio 2008) è stato un medico italiano. Considerato pioniere della geriatria in Italia. In una intervista a Sergio Zavoli ebbe a dire:

Uno studio statistico di qualche anno fa

indicava che 115 anni è più o meno il massimo 

che possiamo sperare di vivere. Ora cinque 

diversi studi lo confutano: se c'è un tetto, 

è più alto, e forse neppure c'è.









Ciò che sta accadendo è un fatto unico nella storia della nostra specie. Dopo millenni di relativa stabilità, e contravvenendo ai suoi stessi ritmi biologici, l’esistenza ha compiuto un grande salto: i centenari che solo qualche decennio fa  rappresentavano un’eccezione, ora si contano a migliaia. Tutto ciò induce a ritenere ogni nostra cognizione sul limite massimo da assegnare alla vita; e ad accettare che si possa, anzi che si debba, morire fra i 105 ed i 120 anni. Questo, si, sarà un traguardo difficilmente valicabile, almeno secondo gli attuali criteri di riferimento. Già oggi, tuttavia, la morte di un ottantenne  deve essere considerata prematura. Avviene, infatti, quasi sempre per malattia, non per usura fisiologica. Si stenta a crederlo perché siamo riluttanti a liberarci di un’antropologia arcaica, che continua a invischiare  idee, progetti, speranze.

Politica, economia,sociologia, diritto

 

Ad un giovane, giovane serio e studioso, mesi fa, chiesi perché non si era attivato -assieme al suo gruppo di amici- per concorrere alle elezioni comunali di Contessa Entellina dove, quale dimostrazione di disimpegno e insufficienza di senso civico e amore per la terra di appartenenza, ha concorso -nell’attuale mandato- una sola lista. Mi rispose che la politica non si adattava al suo vivere il mondo, che la politica non gli apparteneva. Ovviamente sbagliava, proprio quel suo voler vivere il mondo secondo i suoi valori di amore per il bello, per la correttezza e la solidarietà, avrebbero invece dovuto spingerlo ad attivarsi.

Rievocando quella chiacchierata, curerò sul blog una serie di brevi pagine di riflessioni sul senso civico, alla luce della Costituzione repubblicana. L’intento è, sarebbe, che ad occuparci della nostra casa, del nostro spazio, del nostro bagaglio culturale, se non siamo quei pochi residenti locali, diventa forzatura e piagnisteo inutile il volercelo pigliare con i politici, vicini o lontani, regionali o con quelli nazionali o di altre dimensioni se la viabilità di collegamento col resto del mondo, e/o quella delle nostre campagne non  è adeguata alle esigenze del terzo millennio.

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Riflessione sull’Ordinamento Costituzionale

italiano


L’Italia, stando alla nostra Costituzione, è un paese che garantisce la 

=partecipazione democratica, 

=l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, 

=diritti e doveri comuni per tutti, 

=tutela delle minoranze che siano linguistiche, religiose o etniche,

=pluralismo delle idee che compacino o meno con quelle della maggioranza, 

=separazione dei poteri nel senso che chi esercita il potere non è giudice del suo operato.

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Sulla griglia riportata rifletteremo periodicamente su

Politica, economia, sociologia e diritto


giovedì 16 gennaio 2025

Politica, economia, sociologia, diritto

Il caso Cecilia Sala in Occidente e’ ripugnante,

in Iran viene  messo in atto dal regime di governo

 

Da che cosa origini la nostra ripugnanza, che invece in Iran  viene operata dal Governo?

  Quanto accaduto è frutto di una cultura, di un pensiero, di una storia che non tutti nel mondo, anzi davvero pochi in realtà, hanno la fortuna di condividere, oltre agli ayatollah.

 Da noi, in Occidente, l’avversione a quanto operato da quel governo chiama «habeas corpus» (letteralmente: «abbi il tuo corpo»), ed è uno dei principi cardini della civiltà giuridica dell’Occidente: protegge l’inviolabilità personale dalla detenzione arbitraria (disposta da un don Rodrigo, da un re, da un regime autocratico o teocratico), ed è perciò il più formidabile strumento di uguaglianza, perché mette la legge sopra tutto e tutti.

Fu introdotto nella storia dell’Occidente cristiano dalla Magna Carta, e ci sono voluti secoli di lotte e di ribellioni contro il potere per affermarlo dapprima nella Rivoluzione inglese, poi nelle rivoluzioni americana e in quella francese. Ora è sancito in ogni dichiarazione dei diritti dell’uomo, fino a quella Universale del 1948, e in tutte le Costituzioni occidentali a partire dalla nostra, che all’articolo 13 dichiara: «La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione, o perquisizione personale, né altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge».


Nostri giorni

 

Stando ai dati dell’Organizzazione Intenazionale
del Lavoro, agenzia delle Nazioni Unite
 
specializzata sui temi del lavoro e della
politica sociale. Sono dati allarmanti perché
segnalano che nel nostro Paese l’andamento
inflativo fortemente accelerato nell’ultimo
anno ha prodotto una 
diminuzione del 5,9%
sul livello 
precedente dei salari
 Stipendi e pensioni fermi

Costo della vita cresciuto


Nell’anno appena trascorso (2024) abbiamo raggiunto in Italia  il record storico di gente occupata, con un posto di lavoro: oltre 24 milioni. 

  Nel contempo i disoccupati sono diminuiti, per la prima volta, sotto 1,5 milioni. Una riduzione importante e sotto certi aspetti impensabile se pensiamo che nel 2015, avevano toccato il triste record di oltre 3 milioni di disoccupati. 

  Eppure !  Non c’è nulla da festeggiare se si guarda oltre i numeri.  Infatti! Se è cresciuta la quota di contratti a tempo indeterminato — ad arrancare-, a soffrire sono i salari.  Sono infatti rimasti  “al palo”. 

   Tra il 1991 e il 2022 i salari reali in Italia sono cresciuti di appena l’1% rispetto a quanto avvenuto  32,5% in media nell’area Ocse. 

   L’inflazione in Italia ha praticamente rosicchiato le buste paga e gli stipendi, sostanzialmente, sono rimasti fermi. 

Secondo uno studio della Tulane University di New Orleans

  Il consumo di caffè, in particolare nelle 

ore mattutine, è probabilmente salutare

 Bere caffè al mattino, appena svegli, protegge il cuore. Il beneficio è maggiore rispetto a quello dato dai caffè bevuti nel corso della giornata. 

  A sostenerlo è uno studio della Tulane University di New Orleans (Usa), pubblicato sull'European Heart Journal: la tazzina del mattino riduce il rischio di morire per malattie cardiovascolari e il rischio di mortalità generale in misura più elevata.







 «Le ricerche condotte finora suggeriscono che bere caffè non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari - sottolinea Lu Qi, autore del lavoro - e sembra ridurre il rischio di alcune malattie croniche, come il diabete di tipo 2. Visti gli effetti che la caffeina ha sul nostro organismo, abbiamo voluto verificare se il momento della giornata in cui si beve il caffè ha un impatto sulla salute del cuore». 

   Lo studio ha preso in esame i dati di 40.725 adulti americani che hanno partecipato alla «National health and nutrition examination survey» tra il 1999 e il 2018. A tutti era stato chiesto di elencare gli alimenti e le bevande consumati in determinati giorni, incluse le quantità e gli orari. È stato inoltre incluso un sottogruppo di 1.463 persone (del «Women's and men's lifestyle validation study») che hanno compilato un diario dettagliato su cibi e bevande per una settimana.

   Il 36% dei partecipanti è risultato bevitore mattutino di caffè (prima di mezzogiorno), il 16% bevitore nel corso della giornata (mattina, pomeriggio e sera) e il 48% non bevitore. I ricercatori hanno collegato queste informazioni con le registrazioni dei decessi e delle cause di morte per un periodo di circa dieci anni, in cui si sono verificati 4.295 decessi per tutte le cause, di cui 1.268 per malattie cardiovascolari e 934 per cancro. Dopo l'aggiustamento per le quantità di caffè con caffeina e decaffeinato, le ore di sonno e altri fattori potenzialmente confondenti, il «modello mattutino», piuttosto che quello giornaliero, è stato significativamente associato a rischi inferiori di mortalità per tutte le cause (-16%) e per malattie cardiovascolari specifiche (-31%) rispetto al non consumo di caffè. Anche quantità elevate di caffè (tre tazzine o più) sono risultate significativamente associate a un rischio inferiore di mortalità per tutte le cause, ma solo nei partecipanti «mattutini», non in quelli «giornalieri».

mercoledì 15 gennaio 2025

Nostri giorni

Perché la California va in fiamme

Le case americane 

I roghi di Los Angeles sarebbero stati
provocati da problemi nella rete elettrica. 
Lo sostiene Whisker Lab, una
società che raccoglie dati da
sensori in grado di monitorare problemi
sulla griglia 
delle forniture energetiche.




Gli incendi si propagano con molta facilità anche a causa della struttura urbanistica di Los Angeles: le case di legno unifamiliari circondate da giardini di cui è fatta quasi interamente la città.

 Sono bellissime da viverci e insieme estremamente vulnerabili al fuoco. Il National Geographic racconta un esperimento che mostra come le tipiche case californiane si incendiano facilmente. L’Ibhs, Istituto di Assicurazione per la Sicurezza delle Aziende e delle Case, ha costruito un edificio a due facce, uno con i materiali tipici di Los Angeles e molte altre città americane (rivestimento in legno, grondaie in vinile, finestre a un solo pannello, giardini con aiuole ricoperte di pacciame), l’altro con materiali resistenti al fuoco (copertura di cemento, grondaie in metallo, finestre a doppio vetro, un’area ricoperta di ghiaia intorno alle parete). Poi lo ha dato alle fiamme: «I risultati sono stati sorprendenti: In 10 minuti il lato tradizionale della casa ha preso fuoco. Il lato resistente al fuoco non ha fatto scintille» scrive il National Geographic.

Molti cercano un colpevole chiaro per il disastro, e il cambiamento climatico è tra i sospetti più popolari. Tuttavia, gli incendi sono pure il risultato di fattori naturali e umani. Il cambiamento climatico può aver avuto un ruolo, ma altre cause più dirette devono avere la nostra attenzione.

Calendario della Parrocchia di San Demetrio

 

Abbiamo ricevuto il Calendario 2025   scritto in albanese a cura dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana congiuntamente alla Cattedrale di San Demetrio

  Iniziativa apprezzabile, però …

  L’Assessorato e la stessa Cattedrale  saranno (riteniamo) sicuramente a conoscenza che a Contessa E. conosciamo discretamente l’arbreshe, ma ... non più di tre o quattro persone sono qui in grado di conoscere approfonditamente  (scrivere, leggere, tradurre) l’albanese.

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Proveremo comunque di tanto in tanto a tradurre brevi tratti dei testi riportati sulla prima pagina:

Janar 2025 = Gennaio 2025


Andai isht ai gjah drudi i shkulur e i  ven

nd’aneze nd’aneze te

vijet me une, i cili jep prementi e ti te moti

i tij, e fleta e tij s’ le e cdo ben i vere mbarre

Beato e’ colui che come un albero piantato presso corsi d’acqua,

il cui fogliame non appassisce,

ogni cosa che farà riuscirà (gli andrà bene).

Politica, economia, sociologia, diritto

 
                                                 1968 - L'anno che è durato a lungo          

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Nella memoria di tanti di noi, quando nella società entro cui viviamo (intesa sia come comunità locale sia come stato nazionale) tutto non va come si vorrebbe che andasse, si è soliti dire che sta succedendo un '48. Il 1848 fu effettivamente un "annus terribilis": l'intento fu di liberarsi degli stati assolutisti e, in Italia, quell'anno è ritenuto come iniziale periodo di avvio del processo di Unità del Paese.

  Per chi è nato negli anni o nei decenni prossimi alla metà del '900, l'anno terribilis  individuato dalla stampa, dai giornali e sopratutto dagli storici, è stato -a dimensione continentali- il 1968

Quel Sessantotto durò a lungo e si condenso' per la gente della Valle del Belice nell'infinito, pluridecennale,  processo della Ricostruzione dai danni del terremono del gennaio di quell'anno.

 Al livello europeo e più ampiamente alla dimensione dei paesi occidentali europei e nord-americani capitò ed esistette, un'ulteriore Sessantotto che durò a lungo, come vivaio di dibattiti, denunzie, meditazioni e commenti, che ebbe sottofondi ampiamente culturali. Si trattò, stando ad alcuni osservatori e storici, di una vasta e diffusa tempesta mediatica che verosimilmente si estese fra il 1965 ed il 1970.

1968- Iniziano le proteste studentesche
  
Negli Istituti Medi Superiori e nelle
Università inizia un lungo periodo di
proteste: gli studenti denunciano
l'esistente distacco della scuola dalla
vita


 Per quanto attiene il "Sessantotto culturale",  esso fu ricco di fermenti culturali che riuscì  ad agitare le masse dell'Occidente, iniziando ai suoi albori con le contestazioni studentesche ed arrivare alle rivolte razziali negli Stati Uniti, con guerre sconvolgenti come quella del Vietnam alle repressioni con le truppe dell'Unione Sovietica ai danni dei paesi satelliti dell'est europeo, dai grandi miti agitati in quella stagione ai relativi mutamenti degli "stili di vita".

   Sul blog, sino a quando non ci mancherà la voglia di proseguire, ci piace rivisitare gli eventi o quel "come eravamo" noi gente della   Valle del Belice e noi "osservatori" degli eventi culturali/politici che investirono l'intero Occidente. Si trattò di avvenimenti che segnarono umanamente, politicamente e culturalmente i giovani di allora, fino agli attuali anni venti del XXI secolo, quando giovani non sono più.

Il sociologo Danilo Dolci durante
una manifestazione a Portella della Ginestra
di denuncia sull’arretratezza sociale
ed economica
della Sicilia 1968.


* * * 

ED ESISTEVA LA MAFIA

Cosa Nostra 

   Secondo alcuni storici, e lo ha asserito pure il sociologo Anton Blok nel libro che fotografa il microcosmo contessioto, la mafia era nata in Sicilia per difendere i diritti feudali di alcuni discendenti dai baroni. In seguito all'instaurarsi del Regno d'Italia essa è andata sviluppandosi all'ombra del potere politico ed economico di turno fino a diventare lo sconcertante fenomeno criminoso della seconda metà dell'Ottocento e sostanzialmente dell'intero Novecento. 

 Verosimilmente ad oggi la lotta alla Mafia non è solamente devoluta alle forze di Polizia e alla Magistratura ma -in buona parte- anche alla Società Civile (=al mondo della Cultura, alle Organizzazioni Sindacali, a parte della Politica più avanzata, e, pure, alla scuola) e si sta assistendo a una discreta presa di coscienza contro la prepotenza di tutte le arroganze. Da noi pure l'arroganza ha a che fare con la prepotenza, e pare -ci spiegano i sociologi- che la prepotenza sa già di tanti elementi base della Mafia.

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Questa pagina vorrebbe tratteggiare l'assetto dell'unica pagina giornaliera (o comunque periodica) del Blog a cominciare dalle prossime settimane. 

L’intendimento del curatore è di modificare il profilo ed il complessivo taglio culturale.