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mercoledì 18 luglio 2012

Rifiuti. Gli ultimi giorni dell'era Lombardo vedono al centro dell'impegno l'immondizia


Il Piano rifiuti per la Sicilia ha ottenuto il via libera dal ministero dell’Ambiente e dalla Protezione Civile nazionale e pertanto si vuole adesso procedere verso la costituzione delle dieci Srr, società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti, secondo le linee fissate dalla legge regionale 8 aprile 2010 n. 9.
Il governatore Raffaele Lombardo –al centro da ieri di pressioni a dimettersi, senza ulteriormente perdere tempo- ha organizzato due giorni di workshop a inizio settimana per gli amministratori e i funzionari degli Enti territoriali di tutte le province isolane per presentare le procedure per la costituzione delle società di gestione integrata dei rifiuti.
Sul sito dell’assessorato regionale dell’Energia è già possibile visionare e scaricare lo schema di atto deliberativo per la costituzione delle nuove società nonché lo schema di statuto e di atto costitutivo.
Raffaele Lombardo prima della chiusura del suo mandato vorrebbe almeno tagliare il nastro della nuova era.
In occasione del workshop con gli enti locali il governatore ha ricordato che la legge 9/2010 chiude il sistema dei 27 Ato dell’era Cuffaro imponendo ambiti e sub ambiti che non vengono più governati da costosissimi consigli di amministrazione bensì da tre sindaci che non percepiranno alcuna indennità e possono controllare direttamente la gestione. Si dovrebbe evitare la ripetizione della mala gestione degli ambiti che ha creato un debito di circa un miliardo di euro.
Si immagini che nella fase di avvio l’Ato Monreale ereditò dai Comuni 60/65 unità lavorative dai comuni; grazie all’allora gestore, un certo Caputo e poi a qualcun altro, oggi quell’Ato detiene bel oltre 300 lavoratori, in gran parte che stazionano negli uffici; peccato che l'immondizia stazioni fuori dalle pareti degli uffici.
Oggi in Sicilia nel campo dell’impiantistica sono già stati finanziati altri 8 impianti di compostaggio. Quello nei pressi di Contessa Entellina fa bella mostra da anni di essere ultimato ma non utilizzato. L'appalto comunque è stato concluso; in Sicilia infatti contano gli "appalti", non le opere da mettere in uso.
Sul fronte della riscossione Lombardo ha promesso una grande gara con una società specializzata che farà la riscossione della tariffa, e quando si sarà attribuita la riscossione a un grande gruppo la Regione pretenderà un miliardo di euro così da poter girare la somma ai creditori del sistema Ato.
I comuni siciliani avranno tempo fino al prossimo 6 agosto per approvare lo Statuto tipo. Se il limite non dovesse essere rispettato subentrerebbe la Regione col commissariamento che farebbe approvare tutto entro la data limite.

martedì 17 luglio 2012

Gli italiani continuano ad impoverirsi, ma anche ad innervosirsi per la linea di ingiustizia sociale perseguita dal governo

In Francia con politiche sociali nei confronti delle fascie lavoratrici Hollande ha fatto calare lo spread di quel paese.
In Italia il prof. Monti, persona sicuramente seria e di buona volonta', da 8 mesi con politiche liberiste non riesce a frenare lo spread.
Adesso si discute di abolire le festivita' e contrarre i periodi di ferie. ''Accorpare le festivita'? Sarebbe difficile spiegare ad un bambino, ad esempio, che l'Epifania non e' piu' il 6 gennaio. Meglio ragionare sulla possibilita' di ridurre le ferie''. Cosi' Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, a Montecitorio, sull'ipotesi di accorpare le festivita'.
A nessuno dei 900 scilipodi viene in mente che in Italia per uscire dalla crisi esistono pure i ricconi che non stanno affatto soffrendo.
Nessuno dei 900 pensa ad una imposta patrimoniale.

Sicilia. Ci avviamo al Commissariamento: non era mai accaduto in 60 anni - C'è voluto un governo falso-progressista

«Il presidente del Consiglio Mario Monti, facendosi interprete delle gravi preoccupaz​ioni riguardo alla possibilit​à che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio ha scritto una lettera al presidente della Regione, Raffaele Lombardo per avere conferma dell'inten​zione, dichiarata pubblicame​nte, di dimettersi il 31 luglio».
Lo rende noto palazzo Chigi, spiegando che «le soluzioni che potrebbero essere prospettat​e per un'azione da parte dell'Esecu​tivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale, ma anzi devono essere commisurat​e ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti piu efficaci e adeguati»

La Regione siciliana corre come un folle verso il dissesto con un presidente, voluto dal pd, che continua a nominare dirigenti e a proporre rimpasti di giunta quando mancano solo due settimane al 31 luglio (giorno delle dimissioni), e con i partiti di maggioranza e d'opposizione già proiettati verso la campagna elettorale mentre la nave imbarca acqua da tutte le parti.
Il conto di tesoreria è a secco: in cassa ci sono 3 milioni soltanto. Il denaro per gli stipendi comincia a mancare. Le imprese fornitrici non vengono pagate.

Le spese continuano vorticosamente a crescere nonostante le entrate fiscali crollino. La giunta ha un fabbisogno di cassa di 3,7 miliardi ma non può contrarre nuovi mutui.
L'assemblea regionale ha approvato lo stesso bilancio di previsione che era stato bocciato. Il rendiconto al 31 dicembre 2011 presenta un avanzo di gestione fittizio (perchè non dirlo ? FALSO) di 8,2 miliardi determinato da una massa di crediti accertati ma non riscossi, e per la maggior parte non esigibili, per 15,7 miliardi (i cosiddetti residui attivi).
La legge costituzionale per ridurre a 70 il numero dei deputati regionali, contro gli attuali 90, è ancora all'esame del parlamento nazionale.
Il banchetto è finito, ma nessuno ha il coraggio di tagliare le spese, perché in Sicilia tutti i partiti campano di clientele, indistintamente. L'assessore Armao, digiunmo di finanza pubblica, ha dichiarato che la spending review in Sicilia non serve perchè non esistono sprechi. La politica dei favori non è né di destra né di sinistra, è sistemica e gli ex-pci arrivati all'arrembaggio non riescono a togliersi la fame di lunghi manni di digiuno. Lombardo si accinge a lasciare la Regione in mutande giocando allo scaricabarile, nel tentativo di addossare le proprie colpe a chi verrà dopo.
Recitando lo stesso copione, Diego Cammarata qualche mese fa ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Palermo dopo aver portato il Comune vicino alla bancarotta.

Per gli imprenditori e i sindacati non c'è altro da fare, a questo punto, che commissariare Palazzo dei Normanni. E senza perdere tempo, perché l'isola è una polveriera.
Confindustria Sicilia in testa, insieme a Cgil, Cisl e Uil, hanno indirizzato una lettera al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, «a fronte dell'aggravamento della drammatica situazione economica, sociale ed occupazionale della Sicilia». Si vuole che il rappresentante dello Stato attivi subito il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il premier, Mario Monti, «per sottoporre alla loro attenzione l'urgenza di interventi diretti, mirati e straordinari nei confronti della Regione siciliana».
Un evento senza precedenti dall'emanazione dello statuto autonomista (1946).

La richiesta d'intervento è motivata da fatti eccezionali: «Dall'insostenibile crisi finanziaria della Regione ancora più evidenziata dall'incertezza legata alla vicenda del bilancio 2012; dall'assenza di strategie e politiche mirate al risanamento; dall'assenza di una efficace programmazione per l'utilizzo dei fondi strutturali e delle poche risorse disponibili per arginare gli effetti della recessione; dalla consapevole preoccupazione che l'attuale classe politica continui a mostrare inadeguatezza e mancanza di responsabilità».
Gli imprenditori temono, si legge nel documento, «che il clima pre-elettorale alimenti un ulteriore saccheggio delle nostre risorse pubbliche, portando la Sicilia in una condizione di fragilità maggiore rispetto ad altre Regioni, senza prospettive e in una situazione di oggettivo default».

Saverio Romano. Assolto per ... "insufficienza di prove"

Assolto Saverio Romano. Lo ha deciso il gup Ferdinando Sestito, che ha dato lettura del verdetto pochi minuti dopo le 13. L’ex ministro dell’Agricoltura era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e per lui i pm Antonino Di Matteo e Ignazio De Francisci avevano chiesto 8 anni.
Romano è stato assolto secondo l’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale, corrispondente alla vecchia insufficienza di prove, che determina l'assoluzione quando la prova manca, è incerta o contraddittoria.
La sentenza, per la quale si attendono ora le motivazioni, è stata accolta tra le lacrime di sostenitori e familiari dell’ex Ministro.

Chi sono in Italia i liberisti in Parlamento ? D'Alema, Veltroni e tantissimi ex-bandiera rossa

In Europa esiste la Sinistra.
In alcuni paesi è in maggioranza e pertanto governa, in altri è all'opposizione e pertanto controlla l'operato delle forze di centro-destra. La Sinistra europea è socialista, è una forza laica e rispettosa delle regole della democrazia e delle libertà individuali e comunitarie.
In Italia la sinistra è stata massacrata e tradita da personaggi che avevano una sola meta da perseguire: far dimenticare il passato "comunista".
I vari D'Alema, Veltroni, Bersani, Bassolino pur di far dimenticare il loro trascorso politico sono diventati oggi  non liberali (formula pur'anche accettabile) ma addirittura estremisti liberisti.
Fingono di essere dispiaciuti per il "taglio delle pensioni" ai poveri diavoli, ma in Parlamento votano per il mantenimento delle pensioni d'oro. Fingono di non volere l'imu sulle prime case dei poveri cristi, ma nemmeno lontanamente si spingono ad imporre al governo l'imposta patrimoniale. Fingono di difendere il sistema sanitario pubblico (alla Obama) ma nelle loro famiglie coltivano congiunti-sanguisughe che impoveriscono le Ausl vendendo .... evitando le gare d'appalto.
Il Pd -non c'è alcun dubbio- è il partito a venire del centro-destra italiano, ormai liquefatto dal Berlusconi rincoglionito.
Fa un certo effetto che in Francia, ad appena un mese dalle elezioni dell'Assemblea Nazionale, si discutano, si impongano leggi per tasse, pure patrimoniali, ai ricchi ed ai ricconi con redditi oltre il milione di euro.
Da noi D'Alema con saccenteria dice che bisogna smontare la concezione "socialista" di conservare le aziende pubbliche, fra cui ci sono pure quelle dell'acqua pubblica.
Bravo il liberista che si è scordato di essere stato comunista !

Revisore dei Conti. I consiglieri comunali (sono appena 12) non sanno -o non vogliono- coagularsi su professionisti locali

Il Comune di Contessa Entellina ha, dalla giornata di ieri, il "revisore dei conti" per il prossimo triennio.
Il Commissario ad acta  nominato dalla Regione Sicilia per procedere all'adempimento, dott. Carmelo Messina, dopo che in sede di Consiglio Comunale per tre sedute non si è addivenuti ad un nominativo condiviso a maggioranza assoluta dei componenti, ha deciso di confermare nella funzione il professionista dello scorso triennio, dott. Vincenzo Salvato.

Esiste una Sicilia da cancellare


Sicilia dello spreco.
Sicilia Mpa-Pd
La Regione Sicilia di sola cancelleria spende 750 milioni di euro, esattamente il doppio di quanto spende per il comparto forestale.
(Scritto su un documento della Flai-cgil)

Mancino. Un uomo grigio che sta piegando le istituzioni

La mossa clamorosa del conflitto di competenza promossa dal Capo dello Stato contro i pubblici ministeri di Palermo alla Consulta non fa che ingigantire i sospetti di chi pensa che quei nastri top secret contengano discorsi "inascoltabili", anche se dal punto di vista penale i pubblici ministeri li hanno  ritenuti “irrilevanti”. Ma dal punto di vista etico-politico-istituzionale la questione sta impensierendo molti italiani che in Giorgio Napolitano avevano individuato una ancora, un punto fermo, durante il lungo, vergognoso e pericoloso governo Berlusconi.
Mentre Berlusconi si faceva gli affari suoi, in tanti guardavamo verso Giorgio Napolitano, l'uomo storico di lunga militanza a sinistra, di una sinistra mai massimalista, mai settaria, al punto di essere stata denominata "migliorista".
E adesso ?
Nessuno ad oggi dubita della vocazione democratica di Napolitano. Però, però ... .
Cosa riportano quelle registrazioni che tanto stanno turbando il colle ?
Le registrazioni, nonostante la chiusura delle indagini sono state segretate dalla Procura, che peraltro ai fini propri le ha definite "irrilevanti", in attesa di sottoporle al giudice competente che potrà disporne la distruzione.
Se oggi non conosciamo cosa si siano detto Napolitano e Mancino sulla vicenda "trattativa Stato-Mafia" sappiamo, invece cosa Mancino e Loris D'Ambrosio, consigliere giuridico del Presidente della Repubblica, si sono detti.
Spicca una sorta di consiglio che viene proposto da quel "consigliere" a Mancino, quello di convincere Martelli (già ministro della Giustizia, che deponendo presso la Procura palermitana aveva riferito di avere appreso -a suo tempo- dal capo del dipartimento penitenziario Ferrario dei colloqui apertisi tra Ros dei Carabinieri e Ciancimino e di averne tempestivamente informato Mancino). D'Ambrosio suggerisce a Mancino (uomo del grigiore, da prima repubblica) ad insistere, persuadere Martelli perchè renda deposizioni di comodo finalizzate ad intralciare le indagini dei magistrati.
Scrive il Fatto-quotidiano: "Tutto vero o D’Ambrosio spendeva il nome di Napolitano millantando interventi mai avvenuti? Nella seconda ipotesi, Napolitano l’avrebbe già sconfessato e licenziato: invece D’Ambrosio, un mese dopo la diffusione delle sue telefonate (depositate dai pm agli avvocati degli indagati, dunque non più segrete ), è ancora al suo posto.
Ergo diceva la verità".
Stando così le cose:
-Napolitano segua pure la via del conflitto di competenza presso la Corte Costituzionale, per -come sostiene- far valere la sua interpretazione della Carta Costituzionale;
-ma quanto meno licenzi, a calci nel sedere, quel suo consigliere giuridico, che spendendo la sua posizione di prestigio presso la Presidenza della Repubblica, ha osato suggerire a Mancino percorsi per intralciare la "GIUSTIZIA", la "VERITA'" della vergognosa trattativa Stato-Mafia.
La vicenda è sicuramente inquietante e gli italiani hanno il diritto di conoscerla per intero.

Ricconi. C'è la legge per abassare gli alti stipendi; manca il decreto per darvi attuazione

Il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Carlo Tecce e Stefano Feltri, mette in mostra le dichiarazioni dei redditi complessivi dei manager pubblici, ovvero quanto guadagnano (non solo dalle aziende di Stato) coloro che sono stati messi a capo di aziende a maggioranza di partecipazione pubblica. Dal bollettino pubblicato ieri sui redditi 2010 che il Fatto Quotidiano ha potuto consultare emerge uno spaccato della società italiana, il racconto di chi sono i veri ricchi di questo Paese (almeno i veri ricchi che non evadono, o quasi). Ecco lo schema:
Spiega il quotidiano:

Diversi governi hanno provato a mettere un tetto agli stipendi, anche cumulati, dei manager che lavorano nel settore pubblico. L’ultimo tentativo è del governo Monti che a marzo ha fissato il limite a 294mila euro lordi all’anno. Sarebbe un bel crollo del reddito di molti dei protagonisti del rapporto di palazzo Chigi.  
Per rendere operativo il tetto serve un decreto del ministero del Tesoro che, come ricordato ieri da Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, ancora non si è visto.  
Qualche mese fa il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, reddito 2010 da 1,36 milioni, si era detto sicuro che nel 2013 avrebbe dichiarato soltanto i 294 mila euro previsti dal governo. Forse era stato troppo pessimista.

lunedì 16 luglio 2012

Trattativa Stato-mafia. Era già un caso di "Stato", adesso .... non ne parliamo

Il Presidente della Repubblica, si legge in una nota diffusa dal Quirinale, ha affidato all'Avvocato Generale dello Stato l'incarico di rappresentare la Presidenza della Repubblica nel giudizio per conflitto di attribuzione da sollevare dinanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della Procura di Palermo per le decisioni che questa ha assunto su intercettazioni di conversazioni telefoniche del Capo dello Stato; decisioni che il Presidente ha considerato, anche se riferite a intercettazioni indirette, lesive di prerogative attribuitegli dalla Costituzione.
Alla determinazione di sollevare il confitto, Napolitano è pervenuto ritenendo "dovere del Presidente della Repubblica", secondo l'insegnamento di Luigi Einaudi, "evitare si pongano, nel suo silenzio o nella inammissibile sua ignoranza dell'occorso, precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce".
Subito dopo il comunicato del Colle, il capo della Procura di Palermo Francesco Messineo, il pm Antonio Ingroia e i sostituti Lia Sava, Nino Di Matteo, e Palermo Guido hanno indetto una riunione.
Il procuratore Francesco Messineo ha parlato in merito all'iniziativa di Napolitano dicendosi "sereno" e ha dichiarato che su Mancino ci sono state "intercettazioni occasionali e imprevedibili", aggiungendo: «L'operato della Procura di Palermo nell'inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia risponde ai principi del diritto penale e della Costituzione e nelle intercettazioni non sono state violate le prerogative costituzionali del capo dello Stato».
IL FATTO
La Procura di Palermo ha chiuso recentemente le indagini sulla “trattativa Stato-mafia” del 1992-1994 ed ha convocato prima della conclusione, nella veste di testimone, l’allora ministro dell’Interno Nicolò Mancino. Costui è uscito molto sconvolto ed impaurito dall’interrogatorio. Ha poi tentato più volte di mettersi in contatto, nei giorni successivi, col Colle più alto di Roma, parlando ora col consulente giuridico di quel colle ed ora con l’inquilino ufficiale.
Era accaduto però che i magistrati erano rimasti “colpiti” dalle dichiarazioni di Mancino durante la testimonianza e pertanto avevano disposto l’intercettazione delle utenze  telefoniche dell’ex-ministro, che peraltro da quella conversazione con i magistrati palermitani si era pure guadagnato l’accusa di “falsa testimonianza”.
Quando Mancino (intercettato) chiede al ‘colle’ di promuovere un coordinamento dei magistrati delle procure che indagano sugli anni di sangue (1992-1994), i magistrati palermitani si ritrovano a registrare la conversazione.
Nei giorni scorsi un amico personale dell’inquilino del “colle”, Eugenio Scalfari, ha accusato su Repubblica (il giornale del magnate pd, De Benedetti: tessera n. 1) i magistrati di Palermo di avere violato la legge, che a suo dire impedirebbe di intercettare il Capo dello Stato, anche se ciò avvenga indirettamente e casualmente.
L’iniziativa odierna del Capo dello Stato di rivolgersi all’Alta Corte è in un certo senso il seguito dei segnali trasmessi sul giornale 'La Repubblica' da Eugenio Scalfari.
Conclusione
La questione viene posta dal Quirinale in termini di tecnicismo giuridico. Agli italiani però interessa la “verità” sulla stagione 1992-1993, ossia;
-cosa teme Nicola Mancino dalle indagini palermitane; perché si è spinto fino al punto di coinvolgere il Quirinale;
-perché mai il Quirinale ha chiesto alla Corte di Cassazione di verificare il  coordinamento delle procure che indagavano sulla “trattativa”;
-perché quando si indaga sui potenti d’Italia, appartengano alla prima o alla seconda repubblica, sui magistrati crollano addosso
=possibilità di nuove leggi bavaglio,
=alte corti che si mobilitano,
=giornaloni con alta tiratura,  di solito con facce integerrime e vocazioni pregiudizialmente a favore delle procure, che invece  contestano –all’improvviso- i magistrati,
Alla luce di ciò che sta accadendo noi umili umani vorremmo in buona sostanza conoscere la “verità” sul periodo di transito dalla prima alla seconda repubblica.
A noi non interessa “coprire” chi in quegli anni ha, eventualmente, manovrato.

Riportiamo comunque il decreto a firma del Capo dello Stato.

Decreto del Presidente della Repubblica

PREMESSO che, nell'ambito di procedimento penale pendente dinanzi alla procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo, sono state captate conversazioni del Presidente della Repubblica nel corso di intercettazioni telefoniche effettuate su utenza di altra persona;
PRESO ATTO che il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, in risposta a richiesta di notizie formulata il 27 giugno 2012 dall'Avvocato Generale dello Stato, ha riferito, il successivo 6 luglio, che, "questa procura, avendo già valutato come irrilevante ai fini del procedimento qualsivoglia eventuale comunicazione telefonica in atti diretta al Capo dello Stato non ne prevede alcuna utilizzazione investigativa o processuale, ma esclusivamente la distruzione da effettuare con l'osservanza delle formalità di legge";
PRESO ATTO altresì che, con nota diffusa il 9 luglio 2012 e con lettera al quotidiano "la Repubblica" pubblicata l'11 luglio 2012, il procuratore della Repubblica ha ulteriormente affermato tra l'altro, sempre con riferimento alle indicate intercettazioni, che "in tali casi alla successiva distruzione della conversazione legittimamente ascoltata e registrata si procede esclusivamente previa valutazione della irrilevanza della conversazione stessa ai fini del procedimento e con la autorizzazione del giudice per le indagini preliminari, sentite le parti";
CONSIDERATO che la procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, dopo aver preso cognizione delle conversazioni, le ha preliminarmente valutate sotto il profilo della rilevanza e intende ora mantenerle agli atti del procedimento perché esse siano dapprima sottoposte ai difensori delle parti ai fini del loro ascolto e successivamente, nel contraddittorio tra le parti stesse, sottoposte all'esame del giudice ai fini della loro acquisizione ove non manifestamente irrilevanti;
RITENUTO che, a norma dell'articolo 90 della Costituzione e dell'articolo 7 della legge 5 giugno 1989, n. 219 - salvi i casi di alto tradimento o attentato alla Costituzione e secondo il regime previsto dalle norme che disciplinano il procedimento di accusa - le intercettazioni di conversazioni cui partecipa il Presidente della Repubblica, ancorché indirette od occasionali, sono invece da considerarsi assolutamente vietate e non possono quindi essere in alcun modo valutate, utilizzate e trascritte e di esse il pubblico ministero deve immediatamente chiedere al giudice la distruzione;
OSSERVATO che comportano lesione delle prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica, quantomeno sotto il profilo della loro menomazione, l'avvenuta valutazione sulla rilevanza delle intercettazioni ai fini della loro eventuale utilizzazione (investigativa o processuale), la permanenza delle intercettazioni agli atti del procedimento e l'intento di attivare una procedura camerale che - anche a ragione della instaurazione di un contraddittorio sul punto - aggrava gli effetti lesivi delle precedenti condotte;
RILEVATO che "E' dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano, nel suo silenzio o nella inammissibile sua ignoranza dell'occorso, precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce" (Luigi Einaudi);
ASSUNTA, conseguentemente, la determinazione di sollevare formale conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale, ai sensi dell'articolo 134 della Costituzione, avverso la decisione della procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo di valutare la rilevanza di conversazioni del Presidente della Repubblica e di mantenerle agli atti del procedimento penale perché, nel contraddittorio tra le parti, siano successivamente sottoposte alle determinazioni del giudice ai fini della loro eventuale acquisizione,
DECRETA
la rappresentanza del Presidente della Repubblica nel giudizio per conflitto di attribuzione indicato nelle premesse è affidata all'Avvocato Generale dello Stato.
Roma, 16 luglio 2012

Sicilia. Lo ha scritto pure la Ragioneria della Regione: se sui conti regionali non avviene una correzione, entro marzo 2013 la Sicilia sarà in default

Un paio di amici mi hanno fatto sapere di non voler ulteriormente seguire il Blog (che per più versi loro piace) perchè avrei una idea fissa: evidenziare che la Regione Sicilia sciupa soldi e più specificatamente che retribuisce l'esercito (supernumeroso) dei dipendenti col 40/50% in più rispetto ai colleghi di pari mansioni dello Stato e dei Comuni.
Gli amici, entrambi dipendenti della Regione, hanno indicato che ben altri sono gli sprechi in Italia, ed in Sicilia, non quelli che finiscono in retribuzioni ai dipendenti.
E' stato inutile per me spiegare che se la Regione va in "default" a rischio finiranno non solo gli ingiustificati super stipendi ma anche gli stipendi eventualmente -in una certa fase storica- riequilibrati.
Ebbene proprio oggi sui giornali si può leggere che la Sicilia è in procinto di "deragliare".

L'allarme lanciato dal vicepresidente di Confindustria16 luglio 2012


La Regione Sicilia si trova "sull'orlo del fallimento, vicina al default". A lanciare l'allarme dalle pagine del Corriere della Sera e' il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, secondo cui "va ripensata anche l'autonomia e occorre avviare un'operazione-verita'. Scuotere dal torpore i siciliani, dai dipendenti regionali ai pensionati della stessa Regione che saranno i primi a trovarsi senza stipendi in caso di crollo. Ma il governo Monti - aggiunge - deve subito mettere mano ai conti, controllando un bilancio reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili".
"La Sicilia - spiega Lo Bello - rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una autonomia concessa nel dopoguerra, in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime, ma utilizzata da scriteriate classi dirigenti per garantire a se' stesse l'impunita"'.

Ciò che abbiamo sostenuto su questo Blog da mesi comincia quindi a diventare di "dominio pubblico" anche fra le classi dirigenti regionali.
Non, purtroppo, fra i politicanti da quattro soldi che in Sicilia godono -incredibilmente- della simpatia di buona parte dei 20.000 dipendenti regionali.
Io confido che almeno i due amici "dipendenti regionali" si ricredano: dire la "verità" non ha nulla a che fare con la cattiveria.

Estate con temperature eccezionali

Minosse ha lasciato la Sicilia Occidentale e da oggi l’aria fresca di provenienza atlantica dovrebbe diffondersi, provocando così il calo delle temperature.
La tregua comunque dovrebbe essere breve, un paio di giorni, perché già nel corso della settimana le temperature aumenteranno per l’espansione di un nuovo anticiclone, questa volta più buono, perché arriva dalle Azzorre. Il caldo sarà intenso, ma meno afoso di quello dei giorni scorsi.


Sicilia. fortunato quel popolo che non ha bisogno di eroi. "Brecht"

Il Calendario delle iniziative per ricordare Paolo Borsellino
A vent'anni dalla strage di via D'Amelio, quando il tritolo di Cosa nostra spezzo' le vite del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, la societa' civile e le istituzioni palermitane si mobilitano per non dimenticare una delle pagine piu' buie della storia d'Italia.
Il programma delle iniziative è davvero ricco: Mostre, dibattiti, musica e momenti di sport.
A)    Domani, 17 luglio, alla Polisportiva Cei di via Piersanti Mattarella, a Palermo,  alle 20 una partita di calcetto tra le Agende Rosse e i magistrati. Saranno i valori dello sport a celebrare l'impegno antimafia anche a Bagheria, nel palermitano, dove al Palazzetto dello Sport  "Carlo Alberto Dalla Chiesa" la Nazionale Basket Magistrati affrontera' una squadra dell'Universita' di Palermo. La serata si svolgera' il 18 luglio a partire dalle 18 su iniziativa della Provincia regionale di Palermo e del Coni in collaborazione con la Croce rossa italiana, l'Ateneo e l'Anm.
B)    Un altro momento di sport e' in programma il 19 luglio al campo comunale di Terrasini (Palermo), dove dalle 17 in poi si svolgera' un quadrangolare di calcio. In campo le squadre della Sezione sportiva antimafia di Palermo, una rappresentanza della Procura di Marsala, l'ordine dei giornalisti di Sicilia e la Polizia municipale di Palermo. A premiare i vincitori saranno il sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando, i colleghi di Bari e Napoli e il presidente di Confindustria Sicilia.
C)    Ricco il programma di iniziative a Palermo anche per il 18 luglio. Si parte alle 9 con un presidio al Palazzo di giustizia, alle 15 in calendario la salita a Castello Utveggio, con partenza da via D'Amelio, mentre alle 20.30 presso la facolta' di Giurisprudenza e' prevista una conferenza sul tema "Trattative e depistaggi: quale Stato vuole la verita' sulle stragi?". A confrontarsi saranno, tra gli altri, il fratello del giudice Salvatore Borsellino e i magistrati antimafia Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Roberto Scarpinato e Domenico Gozzo.
D)    Il 19 luglio,  un incontro, aperto al pubblico, organizzato dalla giunta distrettuale dell'Anm di Palermo in programma alle 11 presso l'Aula magna del Palazzo di giustizia, dal titolo: "Paolo Borsellino. Venti anni dopo". Dopo i saluti dei vertici degli uffici giudiziari interverranno Rita e Salvatore Borsellino, fratelli del magistrato.
La figura umana e professionale di Paolo Borsellino sara' ricordata da due colleghi magistrati: Andrea Genna e Diego Cavaliero, entrambi sostituti procuratore nel periodo in cui Paolo Borsellino ricopriva il ruolo di procuratore della repubblica a Marsala. Concluderanno l'incontro, con le loro riflessioni, Gaetano Paci (presidente della Fondazione progetto legalita' in memoria di Paolo Borsellino) ed il collega Rodolfo Sabelli presidente della giunta esecutiva centrale dell'Anm.
E)    Alle 20.30, da piazza Vittorio Veneto partira' la tradizionale fiaccolata in memoria del giudice e dei suoi 'angeli custodi', che terminera' in via D'Amelio, dove sara' deposta una corona di fiori.
F)  Nel giorno del 20esimo anniversario della strage, alle 8 in via D'Amelio  iniziera' un presidio con momenti di animazione ludica e didattica e percorsi di legalita' per bambini.
Alle 15 sara' la volta degli interventi dei magistrati (Antonino Di Matteo, Antonio Ingroia, Leonardo Guarnotta, Roberto Scarpinato, Vittorio Teresi, Luca Tescaroli, Giovanbattista Tona) e alle 16.58 dopo il minuto di silenzio Marilena Monti recitera'  "Giudice Paolo". I ricordi dei familiari del giudice e degli agenti di scorta Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Fabio Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina scandiranno il tempo a partire dalle 17.15.
In via D'Amelio ci sara' anche l'Orchestra sinfonica infantile "Falcone e Borsellino" della Fondazione "la Citta' Invisibile", diretta da Massimo Incarbone e Teresa Zammataro. I bambini, che provengono da Biancavilla, Adrano, Catania e Siracusa, eseguiranno l'inno nazionale a ridosso dell'ora in cui si verifico' la terribile esplosione del 19 luglio del 1992 e un vero e proprio concerto di brani sinfonici di musica classica.
Alle 21 sara' invece la volta di Marco Travaglio e alle 22.30 di Daniele Silvestri.
=L'assessorato al Turismo della Regione siciliana  ricordera' il giudice e la sua scorta con un concerto di musica classica. Nello splendido scenario del Castello a mare giovedi' prossimo si esibiranno l'Orchestra sinfonica siciliana, quella del Teatro Massimo di Palermo e quella del Vittorio Emanuele di Messina, il coro del Teatro Bellini di Catania. In scaletta musiche di Mozart e Mahler.
=Una mostra dal titolo 'Mai rassegnati!  Da Portella a via D'Amelio: la Sicilia che si e' ribellata alla mafia' e una rassegna  teatrale curata dalla Biblioteca dell'Assemblea regionale siciliana. L'esposizione, che sara' inaugurata il prossimo 18 luglio e rimarra' visitabile fino al 31 ottobre, racconta gli ultimi 65 anni di lotta a Cosa nostra attraverso un punto di vista inedito. Infatti, 82 pagine di quotidiani locali e nazionali ripercorranno storie di riscatto, per dar voce al contrasto alla criminalita' organizzata di madri, figli, imprenditori, studenti e sindacalisti che non si sono piegati alla violenza mafiosa.
=L'esposizione sara' allestita nel cortile Maqueda di Palazzo reale con il contributo della Fondazione Buttitta e con la collaborazione scientifica dei cronisti di 'nera' e giudiziaria Riccardo Arena, Enrico Bellavia, Rino Cascio Salvo Palazzolo e Leone Zingales.
 =La rassegna teatrale, che comprende cinque spettacoli, sara' aperta sempre il 18 luglio alle 21 nel cortile Maqueda di Palazzo Reale, con 'Questa terra sara' bellissima' di Felice Cavallaro. Il 25 luglio alle 21.30 sara' la volta di 'Orazione per Falcone e Borsellino nel giorno di San Rocco' di Salvo Licata. Il calendario proseguira' il 15 settembre alle 21 con 'FalconeBorsellino' di Giuseppe Celesia e Alberto Puglisi; il 21 settembre, alla stessa ora, con 'Madrigalia Sud' di Mario Modestini per concludersi il 28 settembre alle 21 con 'Portella della Ginestra' di Ignazio Buttita.

domenica 15 luglio 2012

Sicilia. E' tempo di processioni

Una processione religiosa al seguito della statua di S. Rosalia e' in corso a Contessa Entellina.
E' stata promossa da padre Giorgio Ilardi, parroco della parrocchia della Favara.
Era da parecchi anni che la statua di S. Rosalia, conservata nell'omonima cappella all'estremo est del centro abitato, non veniva portata per le vie cittadine.
In passato -di un bel pò di anni fà- era accaduto che il 13 giugno, giorno di S. Antonino, si organizzassero processioni simultanee alle immagini dei due santi, e moltissimi anni fà anche a quella di S. Michele Arcangelo.
Ma da allora sono passati davvero moltissimi anni, un pò di decenni.

Torna Berlusconi ! Riprende lo spettacolo ..... mentre il Titanic affonda

Sta venendo fuori una improvvisa e perentoria insistenza di Alfano e Berlusconi perche' l'igienista dentale Nicole Minetti, consigliere regionale in Lombardia, si dimetta da quel ruolo.
Perche' dovrebbe dimettersi ?
Non è una domanda retorica; quale argomento viene presentato pubblicamente a sostegno di questa richiesta ?
Di argomenti concreti ce ne potrebbero essere tantissimi, ma nessuno può essere coerentemente sostenuto da Alfano e meno che mai da Berlusconi. =Dire che Minetti è inadeguata al ruolo di consigliere regionale significherebbe ammettere che fu candidata per ragioni diverse dalle sue qualità politiche, visto che queste non sono diminuite da allora e peraltro la "ragazza" e' piuttosto assidua alle sedute consiliari, quanto meno per lasciarsi fotografare dai cronisti.
=Dire che le controversie giudiziarie che la riguardano e le accuse contro di lei rendono inopportuno il mantenimento della carica equivarrebbe a dire che si deve pure dimettere Silvio Berlusconi da parlamentare, vista la strettissima correlazione delle accuse.
Ci piacerebbe conoscere come mai cosi' tardivamente si sia scoperta l'acqua calda nelle parti del Pdl.
Ormai lo scotto 'politico' va pagato.

Regione. Assalto al denaro pubblico destinato alla "formazione"

Avrebbero intascato illecitamente soldi pubblici o accumulato in maniera fraudolenta un numero pazzesco di ore di lavoro straordinario.
Ruota intorno a queste ipotesi di reato l'inchiesta della Procura della Corte dei conti in Sicilia che ha aperto un fascicolo sulla formazione professionale, mettendo sotto inchiesta 25 tra dirigenti e dipendenti regionali, non soddisfatti verosimilmente del 40% di retribuzione in piu' percepito rispetto ai colleghi dipendenti dallo Stato o dai Comuni.

Sicilia. Incredibile ! in vista della campagna elettorale è resuscitata ... l'E.s.a.

Leggiamo di una iniziativa dell'E.S.A. (Ente di Sviluppo Agricolo). Un carrozzone che non svolge nessuna attività ormai da decenni e che serve a pagare stipendi a gente frustrata per il ...non far nulla..
Un Ente che è sempre stato dato per morto, ossia liquidato, con tanto di disegno di legge presentato e discusso all'Assemblea Regionale e che tuttavia resta sempre in opera.
In opera nel senso che mensilmente eroga stipendi (di livello regionale, ossia 40/50% superiori a quelli corrispondenti dei dipendenti statali e comunali) e che ospita ai vertici politicanti di ultima fila, cioè gente regolarmente trombata alle elezioni e a cui i partiti (pdl, udc, Fli, pd, mpa, etc.) devono garantire una "mangiatoia" ove farli nutrire.
ESA. Ente parassitario fra i più ingordi ed "inutilissimo", eppure ci è capitato di conoscere che pur annoiandosi nel palazzone di Via Libertà, taluni hanno messo su un nuovo progetto per recuperare i borghi rurali costruiti durante l'epoca fascista dall'allora Ente del latifondo e poi dall'Eras.
Incredibile, c'è gente che pensa, in questa nostra Sicilia del parassitismo, di aiutare con qualche idea l'agricoltura !

«Via dei borghi», 200 chilometri a cavallo o a piedi

«La Via dei borghi», un percorso storico e architettonico lungo 200 chilometri da percorrere a cavallo, in bicicletta o a piedi per gli appassionati di trekking.
È il nuovo progetto avviato dall'assessorato alle Risorse agricole e alimentari della Regione siciliana, preparato e presentato pubblicamente nel 2009 dall'Ente di Sviluppo Agricolo, per recuperare i borghi rurali costruiti durante l'epoca fascista dall'Ente di colonizzazione del latifondo siciliano e, negli anni cinquanta, dall'ente per la Riforma agraria".
«Destinarli a un utilizzo coerente alla trasformazione delle aree rurali interne - secondo l'assessore alle Risorse agricole - significa innescare un processo virtuoso di rivalutazione del settore agricolo in grande difficoltà. Una volta ristrutturati, mantenendo le peculiarità dell'area del territorio in cui si trovano, rivitalizzeranno l'economia delle aree interne, orientando nuovi flussi turistici verso la Sicilia più disagiata, destagionalizzando le visite nell'isola».
All'interno di ogni borgo, il progetto prevede strutture ricettive, stazioni di sosta e di ricovero animali. Ma anche locali per esposizioni e vendita, attività didattiche e promozionali. In alcuni borghi, come quelli di
borgo Schirò,
Borzellino,
Petilia e Lupo,
storicamente e architettonicamente più importanti, saranno realizzate anche attivita' di studio e didattico-museali legate al mondo rurale.
Nel disegno complessivo, saranno trasformati i borghi di Bruca, Borzellino, Schirò, Portella della Croce, Vicaretto, Petilia, Baccarato, Lupo, posti lungo un asse trasversale che, partendo dalla provincia di Trapani fino a quella di Catania, attraversa Palermo, Caltanissetta ed Enna.
I borghi di Bonsignore, San Giovanni, Schisina e Giuliano, esterni all'asse principale del percorso, saranno riadattate per il collegamento in rete con altre iniziative del territorio e per rendere omogeneo il progetto dell'asse che coinvolge l'area dei monti Nebrodi e Sicani.
TAPPE DA 40 KM - Le tappe tra un borgo e l'altro non supereranno i 40 chilometri, ma l'assessorato intende coinvolgere altre amministrazioni per realizzare altri punti di ristoro.
In particolare, per i percorsi in bicicletta e a cavallo saranno coinvolti enti locali, aziende per il turismo, operatori turistici, associazioni e privati, che permetteranno di realizzare itinerari e collegamenti con altre aree di interesse o attrezzate del luogo, ristorazione, maneggi, bevai, assistenza per i cicloturisti e i trekker, segnaletica.
I percorsi saranno differenti a seconda dei mezzi utilizzati e sfrutteranno la rete di regie trazzere, i tratti percorribili delle dismesse ferrovie, i sentieri delle riserve naturali, i tracciati carrabili per raggiungere le località e i luoghi di maggiore di interesse.
P.S. -
Nel documento a noi pervenuto non si parla dei borghi realizzati nel comune più latifondistico di Sicilia fino agli anni 50 del Novecento. Roccella, Vaccarizzotto, Pizzillo, Cozzo Finocchio, Piano Cavaliere, Castagnola, in territorio di Contessa Entellina, non sono passati per la testa alle "menti pensanti" di Via Libertà.
Trattandosi, a nostro parere, di "ideoni" o meglio prese per i 'fondelli' in vista dell'imminente campagna elettorali, meglio così !
Il parassitismo dilagante ormai ha creato discreti anticorpi nella psiche dei siciliani.
C'è da augurarsi che nessuno, proprio nessuno, dei 90 "perditempo" attualmente in carica a Palazzo dei Normanni riesca a tornare alla conquista dei 20.000,oo euro mensili.
Tocca ai siciliani, adesso.

sabato 14 luglio 2012

Tradizioni di Sicilia. "U festinu" a Palermo

Nel pomeriggio di oggi e per tutta la nottata a Palermo si svolgerà il tradizionale corteo lungo il C.so Vittorio Emanuele (il Cassaro) del “Carro della Santuzza” che troverà il suo culmine nei tradizionali fuochi d’artificio. Il "Festino di Santa Rosalia", patrona di Palermo è un autentico scrigno di tradizioni.
“U festinu” celebra la liberazione della città dalla peste del 1624, in seguito al ritrovamento delle reliquie della “Santuzza”sul Monte Pellegrino.
Un mix di folklore e religione

La tradizione vuole che nel giorno del “festinu” si consumino pietanze che fanno parte della tradizione popolare palermitana:
-la Pasta con le sarde (la pasta chî sardi),
-i babbaluci (lumache bollite con aglio e prezzemolo),
-lo sfincione ( 'u sfinciuni),
-il polpo bollito ( 'u purpu),
-calia e simenza ( 'u scacciu),
-la pannocchia bollita (pullanca)
-e l'Anguria (detto 'u muluni).

Ato Rifiuti. Raffaele Lombardo spieghera' ai sindaci dell'isola le procedure di costituzione delle nuove societa'

Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Fabio Mancuso, incontreranno i sindaci siciliani il prossimo 16 e 17 luglio, per illustrare le procedure per la costituzione delle società per la gestione dei rifiuti solidi in Sicilia.
Il primo incontro, con gli amministratori delle province di Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa, si terrà a Catania lunedì prossimo mentre l’indomani sarà la volta dei sindaci delle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani, al Palazzo dei Normanni.

venerdì 13 luglio 2012

Agricoltura siciliana. Una calda estate

Il caldo torrenziale  che ha colpito in questi giorni di luglio il mezzogiorno salva sicuramente la qualita’ dei prodotti agricoli, ma – secondo Coldiretti - il raccolto potrebbe segnare un calo tra il 20 e il 25%.
“Con temperature che superano i 30 gradi – commentano dall’associazione di categoria – le piante di pomodoro non riescono a svilupparsi e si arrestano".
Le alte temperature non risparmiano neppure gli animali. “Le api sono stremate dal caldo – sottolinea la Coldiretti – e non riescono a svolgere adeguatamente il prezioso lavoro di trasporto del polline e del nettare”.
A rischio, quindi, la produzione di miele, sia a seguito delle temperature medie invernali con picchi di gelo a febbraio e con le attuali punte di calore estive.
Anche nelle stalle le produzioni sono in calo. Meno 10 per cento registrato a causa dello stress a cui sono soggette le mucche.