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venerdì 6 luglio 2012

Aziende pubbliche travolte dalla gestione affidata ad ignoranti partitocrati

L'AST (Azienda siciliana trasporti) ha varato  il  nuovo piano d'impresa e nel contesto del documento si legge che saranno dismessi oltre 4mila e 800 chilometri di linee urbane e pure alcune linee extraurbane.
La causa, lamentano i sindacati, ''non e' il costo del personale ma l'aumento del costo del gasolio, e soprattutto i continui e notevoli ritardi da parte dei comuni e della Regione nel pagamento delle somme dovute per il servizio Ast''. 
Il timore dei sindacati è che saranno persi 180 posti di lavoro.

Tagli alle sedi giudiziarie.

Sono più di 30 le sedi tribunali e procure della repubblica che il Consiglio dei Ministri, nella seduta di stamane, ha cancellato.
L'iniziativa non c'entra nulla con la spending review; il governo dispone da mesi di una delega conferitagli dal Parlamento, infatti, di procedere al riodino territoriale delle sedi giudiziarie.
In Sicilia saltano le sedi di Sciacca, Marsala, Modica, Caltagirone, Mistretta, Barcellona o Patti, Gela o Nicosia (Sicilia).
Pare che la soppressione avverrà in un contesto di gradualità fino ad un quinquennio.
Storicamente la sede di Sciacca è stata fino al periodo fascista il tribunale con competenza su Contessa Entellina.

Tagli alla spesa pubblica. Lo spread tuttavia corre in alto, segno che non serve la forbice ma il decespugliatore contro la spesa parassitaria diffusissima

Col provvedimento sulla spending review il governo ha inteso evitare l'aumento di due punti percentuali dell'Iva che sarebbe scattato ad ottobre.
L’intervento sulle Province. Il decreto prevede la riduzione e l'accorpamento delle province, con l'obiettivo di dimezzare il numero attuale. Entro la fine dell'anno sarà completato il piano di accorpamenti. I Comuni capoluogo di Regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione.
Le province che «restano in vita» avranno le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto attiene la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade).
In attuazione del decreto «Salva Italia», vengono devolute ai Comuni tutte le altre competenze che finora lo Stato aveva attribuito alle province.
In Sicilia, resta inteso che la materia sulle province è di competenza della regione, l'inutile e parassitaria struttura di Palazzo dei Normanni.
Sarebbe una grande conquista se venisse abolita la "specialità" di questa Regione, passata da qualche decennio in quà nelle mani di collusi con la mafia, collusi con l'ignoranza, e divenuta sede del politichese per il politichese.
Arrivano le città metropolitane. Entro il primo gennaio 2014 vengono istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province. E' quanto prevede il decreto sulla spending review.
Nelle prossime settimane sarà emanato un ulteriore decreto sulla spending review che riguarderà le agevolazioni fiscali e la revisione strutturale della spesa e dei contributi pubblici, sulla base delle relazioni fatte da Amato e Giavazzi.
Per il terremoto in Emilia sono già stati stanziati 500 milioni, ha spiegato Monti. Ora «la spending review garantirà ulteriormente 1 miliardo nel 2013 e 1 miliardo nel 2014».
Gli esodati. Il decreto legge estende la clausola di salvaguardia ad altri 55 mila soggetti che hanno maturato i requisiti pensionistici successivamente al dicembre 2011. L'importo complessivo per essi è  di 1,2 miliardi a partire dal 2014».
La stretta sugli statali. Il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, ha detto che «sul personale verrà esteso l'approccio preso per la presidenza del Consiglio e ministero delle Finanze, con la riduzione delle piante organiche delle amministrazioni centrali. La riduzione sarà nel complesso del 20% per la dirigenze e del 10% per gli altri livelli, con possibilità di compensazioni tra le diverse amministrazioni».
Giro di vite sulle auto blu con la riduzione dell'uso: le spese dovranno essere ridotte del 50% rispetto all' anno scorso.
Stop alle consulenze per i dipendenti pubblici che andranno in pensione.
Le spese sotto la lente. Con la spending review è stato esaminato un «totale di 61 miliardi di spesa per beni e servizi che non esauriscono tutta la spesa e riguardano la spesa di regioni, province, comuni, università, enti di ricerca, ministeri, enti pubblici non territoriali» ha detto il commissario per la spending review, Enrico Bondi.
Confermata la stretta sul turn over per le università e gli enti di ricerca, con un taglio di circa 200 milioni nell'anno in corso e di circa 300 milioni negli anni successivi.
La scuola che cambia. Vengono stanziati 200 milioni alle scuole non statali. La somma è leggermente inferiore a quella stanziata negli scorsi anni e rientra nella dotazione che il Miur assegna tutti gli anni alle scuole paritarie. Vengono poi stanziati 10 milioni per le università non statali. Questa cifra è pure essa inferiore a quella assegnata negli scorsi anni agli atenei privati, pari a 20 milioni.
Si destinano 90 milioni in più per il diritto allo studio. In questo modo si riporta lo stanziamento al valore storico. Infine, si destinano 103 milioni per la gratuità dei libri di testo nella scuola secondaria di primo grado ( per le primarie i libri di testo sono assicurati gratuitamente dai Comuni). In questo caso lo stanziamento rimane invariato rispetto a quello degli scorsi anni.
Le razionalizzazioni. Le misure di razionalizzazione prevedono la soppressione dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) e della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP). Le funzioni dei due enti saranno accorpate dall'IVARP, che nasce come unico istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale, nel pieno rispetto delle indicazioni comunitarie in materia. Il nuovo ente funzionerà in stretta sinergia con le strutture della Banca d'Italia.
Società pubbliche. Stretta sulle società pubbliche e su quelle in house. Previsto il taglio ai consigli di amministrazione delle società a totale partecipazione pubblica: avranno solo tre membri.  
 Sanità. Liberato il campo dal taglio degli ospedali più piccoli, i tagli nel settore della sanità attengono:
- taglio del 5% sull'acquisto di beni e servizi che sarebbe entrato in vigore dal 2013, con la rinegoziazione dei contratti in essere.
- sconto obbligatorio sulla spesa per i farmaci, praticano al Servizio sanitario nazionale. 
- Meccanismo simile per l'acquisto di dispositivi medici.

giovedì 5 luglio 2012

Corriere della Sera. Raffaele Lombardo dispone di un apparato superiore a David Cameron che governa il Regno Unito

articolo di Sergio Rizzo

A PALAZZO DEI NORMANNI un dirigente ogni sei impiegati. Il caso dei baby pensionati

Sicilia, più dipendenti del governo inglese

La presidenza della Regione ne conta 1.385. Downing Street si ferma a 1.337


ROMA - Esiste in Italia un ufficio pubblico dove c'è un dirigente ogni sei impiegati. Si trova a palazzo dei Normanni, Palermo: è la presidenza della Regione siciliana. Ma il governatore Raffaele Lombardo sappia che non è l'unico in Europa a guidare un esercito pieno zeppo di generali. Il premier britannico David Cameron è nelle sue stesse condizioni: anche a Downing Street ogni dirigente ha in media sei sottoposti. Il fatto è che pure i numeri sono più o meno gli stessi. Cameron ha 198 dirigenti, Lombardo 192. Quanto ai dipendenti il Cabinet Office, equivalente della nostra presidenza del Consiglio, ne ha 1.337: quarantotto meno dei 1.385 che la presidenza della Regione siciliana contava alla fine del 2011.
Ciò basta per immaginare quali stupefacenti risultati potrebbe dare da queste parti una seria spending review . Afferma la relazione della Corte dei conti sul rendiconto del bilancio 2011 che la Regione siciliana ha ufficialmente 17.995 dipendenti. Su questo numero si è a lungo polemizzato, anche a proposito di paragoni che pure in Sicilia non vengono ritenuti congrui come quello con la Lombardia, Regione che ha il doppio degli abitanti ma un quinto del personale. Ma è una cifra che non dice ancora tutto. Intanto perché nel 2011, anno in cui riesplodeva la crisi economica più drammatica da un secolo a questa parte, ben 4.857 di questi dipendenti, in precedenza reclutati con contratto a termine, sono stati assunti in pianta stabile, a tempo indeterminato. Il che, argomentano i giudici contabili, non mancherà di avere ripercussioni future sui conti regionali. E poi perché a quei 17.995 se ne devono aggiungere altri 717 comandati e distaccati presso altre strutture che comunque fanno capo alla Regione. Oltre a 2.293 a tempo determinato il cui stipendio è pagato in qualche modo dall'ente. Totale: 21.005. Un totale, però, anch'esso incompleto. Dove mettiamo, infatti i 7.291 dipendenti delle 34 società controllate o collegate alla Regione siciliana? Se contiamo anche quelli arriviamo a 28.796. E facciamo grazia di forestali e lavoratori socialmente utili (24.880) in forza a molti Comuni, in parte a carico della casse regionali. Personale le cui retribuzioni sono state al centro di un durissimo scontro fra Lombardo e il commissario di governo che aveva impugnato l'ultima legge finanziaria nella quale era previsto il ricorso a un mutuo, anche per far fronte a quel problema, di 558 milioni. Una somma che avrebbe ingigantito ancora di più il debito della Regione, già cresciuto nel 2011 di altri 818 milioni arrivando al valore record di 5,3 miliardi.
I soli dipendenti «ufficiali» assorbono 760,1 milioni, e si tratta di un costo superiore del 45,7% rispetto al 2001. Se però calcoliamo anche gli oneri sociali, allora si arriva a un miliardo 80 milioni. Cioè poco meno della metà del costo del personale delle quindici Regioni a statuto ordinario. Le quali hanno, tutte insieme, un numero di dirigenti pari a quello della sola Sicilia. Sono 1.836. Ce n'è uno ogni 9 impiegati, con vette di 5 o 6 in alcune strutture, come appunto la presidenza della Regione. L'anno scorso sono entrati in posizioni di responsabilità anche diversi soggetti esterni, circostanza che ha indotto la Corte dei conti a queste considerazioni: «È poco plausibile, a fronte di oltre 1.800 dirigenti di ruolo, ritenere che non siano già disponibili idonee professionalità all'interno dell'amministrazione. La mancata valorizzazione delle risorse interne è in definitiva la causa dei costi sostenuti per retribuire i dirigenti esterni per i cui emolumenti è previsto un tetto massimo di 250 mila euro, di gran lunga superiore alla retribuzione massima dei dirigenti generali interni». Per non parlare dei sette «uffici speciali» istituiti, secondo i magistrati, con «motivazioni alquanto generiche» e spesso «duplicazioni di funzioni già attribuite» ad altre strutture. Nel rapporto si cita a titolo di esempio l'ufficio speciale Energy manager , che ha funzioni del tutto analoghe a quelle del Dipartimento regionale per l'energia.
Ma se al costo del personale «ufficiale» sommiamo anche quello dei dipendenti delle società partecipate (226 milioni) e dei dipendenti pensionati, che in Sicilia sono a carico della Regione (641 milioni), allora veleggiamo di slancio verso i due miliardi. Dal 2004 al 2011 la spesa previdenziale è cresciuta del 31%, anche a causa di alcuni privilegi assolutamente sorprendenti sopravvissuti fino allo scorso mese di gennaio e che avranno effetti a lungo, negli anni a venire. È appena il caso di ricordare che per i dipendenti della Regione la riforma Dini, quella che ha introdotto il metodo di calcolo basato non più sulla retribuzione ma sui contributi effettivamente versati, è entrata in vigore con otto anni di ritardo: il primo gennaio 2004, anziché il primo gennaio 1996 come per tutti i comuni mortali. Per giunta, fino all'inizio di quest'anno potevano andare in pensione con soli 25 anni di servizio tanto quelli colpiti da disabilità, quanto coloro che avevano un genitore disabile. Nel 2011 si sono pensionati anticipatamente perché figli di disabili 464 dipendenti regionali, contro 297 nel 2010, 230 nel 2009, 196 nel 2008, 165 nel 2007, 125 nel 2006, 138 nel 2005 e 121 nel 2004. Da quando, proprio nel 2004, è stata perfezionata questa disposizione, hanno avuto la baby pensione, con un crescendo rossiniano, in 1.736. Celebre il caso di Pier Carmelo Russo, pensionato a 47 anni per assistere il padre disabile, nominato però subito dopo assessore della giunta Lombardo. Alle polemiche, lui ha replicato: «Quando sono andato in pensione il mio stipendio era prossimo a diecimila euro ed ero segretario generale della Regione, il massimo livello della carriera burocratica. Ho preferito il mio amatissimo padre e sono orgogliosissimo di averlo fatto. Da quando faccio l'assessore non ho mai percepito un centesimo. Tutta la mia indennità (300.000 euro lordi annui) l'ho devoluta in beneficenza. Mi considero una persona oltremodo fortunata e desidero sdebitarmi con la Divina Provvidenza».
Ai posteri l'ardua sentenza. Sempre che la Regione possa in futuro pagare anche le loro, di pensioni. Già oggi il tasso di copertura dei contributi non arriva che al 28,7%.

Italia priva di programmazione. Fino a ieri si ampliavano padiglioni ospedalieri (con appalti milionari) adesso gli stessi vengono chiusi.

Pare che nel decreto dei tagli alla spesa pubblica che sta per essere varato non sarà lo stato centrale a cancellare i piccoli ospedali, ma le regioni.
Sono 235 gli ospedali in Italia sotto i 120 posti letto ma di questi quelli che rischiano maggiormente la chiusura, se saranno confermate le norme sulla Spending Review, sono quelli sotto gli 80 posti che raggiungono quota 154. 
E' quanto emerge dalla lettura dei dati aggiornati al 2010 elaborati dal Servizio Informativo Sanitario. Le regioni con il numero più alto di ospedali da chiudere sotto gli 80 posti letto sono Sicilia (25), Lazio (21), Calabria (18), Marche (16), Lombardia (14) e Toscana (10).

Flash sulla nostra storia

Cosa ci dicono le documentazioni della Scuola Normale su Entella ?
Dal neolitico concluso (da quando -1200 a.c.- cioè compaiono accanto agli strumenti di pietra, che rimangono in assoluta preponderanza quantitativa, i primi oggetti di metallo, di rame quasi puro) alla sconfitta definitiva della resistenza araba da parte di Federico II nel 1246, cui seguì il definitivo abbandono della città: è in questo ampio arco di tempo che si colloca la vicenda storica di Entella.
Questi limiti sono ormai certi e gli storici, dalla Scuola Normale di Pisa al nostro Francesco Renda, abbondano nel fornire -rispetto alla legenda storica- dati scientifici e di cronologie sempre più puntuali sul piano storico.
Certamente la vicenda elima, quella campana, quella greca, quella ellenistica, poi romano-bizantina ed araba è attestata più dall'archeologia che da testi storici (anche se ne esistono). 
La vicenda elima di Entella è per intero ricadente nella preistoria, ossia al periodo antecedente a quello in cui in Sicilia arrivasse, con i greci, la scrittura.
Volendo conoscere il periodo elimo è pertanto fondamentale l'indagine archeologica sui resti architettonici, le necropoli, ed i resti ceramici.
L'area funeraria ha fornito, comunque più dati del periodo greco-ellenistico che elimo, come del resto il materiale ceramico. 
E' stato d'altronde con i greci che la Sicilia è entrata con pienezza nel mondo civilizzato (ci verrebbe da dire, globalizzato) di allora.
In buona sostanza possiamo affermare che la fase più ampiamente e compiutamente documentata su Entella è quella della prima età ellenistica, oltre a quella arcaico-classica e quella normanno-sveva (post araba). 
Stranamente  meno documentato ci risulta il periodo dello scontro bellico tra Roma e Cartagine e quello  dell’avvio del processo di ‘romanizzazione’, che determina, sia pure nella continuità di molte tradizioni, una cesura nella storia delle poleis greche di Sicilia.
Lo stato di conservazione degli edifici finora individuati sono risultati molto compromessi sia dalla sovrapposizione di strutture riferibili ad epoca medievale sia dalle arature dovute al sopraggiungere nel Nevecento dei trattori.
Gli ambienti messi in luce dalle indagini archeologiche (saggi esplorativi) costituiscono le uniche testimonianze di porzioni di quartieri abitativi rinvenuti, e che vengono collocati al periodo ellenistico fino ad estendersi al massimo all'età repubblicana (Roma). Sui medesimi luoghi si sovrappongono inoltre resti del periodo medievale (bizantino-arabo).
I materiali ceramici e i reperti numismatici restituiti dai saggi condotti dagli studiosi della Scuola Normale di Pisa sono piuttosto considerevoli dal punto di vista quantitativo e sembrano adatti a delineare fasi della vita della città finora mai indagate sistematicamente.
Una situazione pare comunque consolidarsi.
Nel periodo di Agatocle e Pirro in Sicilia (III-II sec. a.c.) e in quello successivo del confronto Cartagine/Roma (a metà del II secolo, il periodo repubblicano), Entella ha dovuto dibattersi in difficili equilibri tra le forze in gioco, e verosimilmente allora è avvenuto l'abbandono della Rocca in seguito ad un polemos (guerra civile) in  logica anticartaginese. 
Successivamente è avvenuto il rientro della comunità cittadina sulla Rocca con la procedura del sinecismo (riconoscimento di autorità e ordinamenti extracittadini), come testimoniato dagli ormai quasi universalmente ben noti testi dei decreti entellini su tavolette di bronzo emanati dalla città attorno alla metà del II a.c.
(Continua)

Agricoltura. Modelli di sviluppo che si intravedono

L’agricoltura da fonte primaria per l'alimentazione umana è verosimile che stia per diventare una delle fonti primarie dell'energia rinnovabile.
 Per il 2020, data fissata dall’Europa per ridurre le emissioni inquinanti, il 45% dell’energia pulita sara’ prodotta in agricoltura. 
Secondo la Cia (Confederazione degli agricoltori) questa novità potrebbe far crescere il Pil del settore agricolo del 5%. 
Biomasse e biogas, dunque, potrebbero diventare delle fonti strategiche per rilanciare il settore agricolo italiano. L’obiettivo iniziale tende a  creare la filiera “verde” per favorire lo sviluppo dell’energia rinnovabile e per valorizzare le aziende italiane, cosi’ da facilitare anche la creazione di nuove imprese, a tutto vantaggio dell’imprenditorialita’ giovanile. 
Potrebbero sorgere, si evidenzia sulla base di studi della Bocconi, essere generati, in Italia, fino a 250 mila posti di lavoro
 La strada da intraprendere, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, deve essere quella della creazione di piccoli impianti, che si possano cosi’ ben integrare con il sistema agricolo in essere e favorire lo sviluppo locale. 
Un’opportunita’ per gli imprenditori agricoli, che potrebbero diventare non piu’ soltanto fornitori di biomasse, ma produttori di energia.
Il food (alimentazione) resterà la vera vocazione dell’azienda agricola, ma bisognerà riconoscere agli agricoltori un ruolo centrale nella produzione di energia.

Sicilia. Ad ottobre voteremo per 90 partitocrati o per 70 ?

Ha fatto il primo passo in commissione Affari Costituzionali della Camera la proposta di legge costituzionale varata dall’Ars per la riduzione dei deputati regionali da 90 a 70.
Entro martedì prossimo potranno essere presentati gli emendamenti. 
Il disegno di legge punta alla riduzione dei costi della politica.  
Se alla Camera non si punterà a guadagnare strumentalmente tempo per "uno scambio di favori fra componenti della Casta dei parassiti" l'Ars protrà forse provvederere in tempo calendarizzazione, per la seconda lettura costituzionale, non appena gli verrà trasmesso dalla Camera dei Deputati.
Ormai comunque i 90 sono in campagna elettorale.

mercoledì 4 luglio 2012

Sicilia. 18 mila precari per le vie di Palermo

Migliaia di lavoratori precari degli enti locali hanno partecipato a Palermo alla manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil per chiederne la stabilizzazione.
Il corteo ha sfilato già per le vie del centro cittadino ed e' davanti alla sede della Presidenza della Regione a piazza Indipendenza.
In Sicilia sono circa 18 mila i precari degli enti locali, i cui contratti scadono a fine anno.
Tanti urlano slogan contro la classe politica regionale, quelli che tutti ormai definiscono i politicanti da quattro soldi.
Il traffico nella zona e' paralizzato.

Le ricette liberiste sono fallite, ed in Italia manca una sinistra

I dati sulla finanza pubblica continuano a peggiorare. Ciò avviene nonostante la guida "seria" di Mario Monti e nonostante i sacrifici che il paese ha sostenuto da dicembre in quà col taglio del sistema pensionistico, l'istituzione del nuovo tributo IMU, l'incremento del gettito fiscale dei carburanti, ed i prossimi tagli degli "sprechi" di imminente attuazione; almeno cos' ci viene detto.
Il deficit di bilancio, secondo chi nel marzo 2011 ha firmato l'impegno con l'Unione Europea (Berlusconi), nel primo trimestre 2012, nonostante la cura Monti, ha continuato a correre fino ad arrivare all'8%.
C'è di che tremare.
Altro che pareggio di bilancio nel 2013.
La situazione è davvero messa male.
In questi casi la classe dirigente dovrebbe dare l'esempio.
Per classe dirigente di un paese intendiamo chi ha influenza sul sistema sociale-economico oltre che ovviamente i politicanti; costoro per il discredito che li accerchia non hanno influenza sul paese ma "guadagnano", sono remunerati, oggettivamente troppo. Costoro fanno male al paese con la loro ignoranza e la loro stupidità, si guadagnano troppo.
Nei giorni scorsi questi "stupidi" di politicanti hanno votato contro i tagli alle "pensioni d'oro". In pratica, secondo questi stupidi chi sta bene con pensioni da nababi deve continuare a star bene e chi sta male deve continuare a stare ancora peggio, nonostante la crisi incombente che non si lascia bloccare da nessun Monti e da nessun rigore di finanza.

Uno stupido (di basso livello, ovviamente) pare che abbia accusato chi conduce questo Blog di essere un socialista, non sapendo di averlo reso orgoglioso.
In questi tempi in cui le identità sono tutte opache, chi era comunista si nasconde e diventa liberista alla D'Alema ed altri saltibanchi del genere, che esista chi non ritiene di doversi nascondere  perchè coerente alle proprie idee è motivo di orgoglio.
Nascondersi di essere socialista ? Ma siamo impazziti ? Metà degli europei quando si reca alle urne vota socialista. In un mondo sempre più inumano serve un poco più di approccio socialista ( o se piace socialdemocratico).
I socialisti, i veri socialisti, non hanno nulla da cui nascondersi e nulla di cui pentirsi; i socialisti opportunisti, ladri e mascalzoni hanno da nascondersi come devono invece nascondersi coloro che comunisti lo sono stati predicandoci per cinquant'anni un paradiso, quello sovietico, che era, alla luce dei fatti,  un gulag per centinaia di essere umani.
Esiste, di fronte alla situazione nera che stiamo attraversando una ricetta, è certamente una ricetta socialista.
Eccola.
Quando c’è una crisi nera come questa che si preannuncia ancora più nera nei prossimi mesi, i sindacati dovrebbero chiedere che
1) il lavoro esistente venga distribuito anche a coloro che non ce l’hanno, con una sorta di contratto di solidarietà, per cui ogni dipendente rinunzia a una piccola parte dei propri compensi, oltre una certa soglia, per consentire ad altri di avere un minimo di assistenza;
2) le pensioni d'oro (e le indennità dei politicanti) vanno tagliate da un limite in sù;
3)  i grandi patrimoni vanno sottoposti alla "patrimoniale". Si, serve una imposta patrimoniale per evitare il disfacimento della comunità nazionale.

Le ricette socialiste sono sempre attuali, al contrario di quelle liberiste che ogni giorno si rivelano portatrici di crescenti guai e peggio di peggio di quelle che furono "comuniste".
La stupidità dei politicanti viaggia dai bassi livelli fino agli alti ed altissimi.

TV. Anche l'interno dell'isola adesso dispone di decine e decine di canali

Si è concluso lo switch off  in provincia di Palermo al digitale terrestre.
Difficoltà sono avvenute in molte famiglie per gli aggiornamenti al nuovo sistema di trasmissione televisivo.
L’operazione è relativamente automatica, basta infatti cercare sul telecomando il tasto menù e selezionare quindi la voce “reinstalla canali”. E già il grosso del lavoro è fatto.
 

Convegno a Piana degli Albanesi. Approccio cattolico-orientale per la nuova evangelizzazione

ARCIDIOCESI DI MONREALE
Basilica Cattedrale
Parrocchia Santa Maria Nuova

Convegno Internazionale
ICONOSTASI E LITURGIA CELESTE
Una prospettiva Cattolica Orientale per una nuova evangelizzazione
Piana degli Albanesi 6 - 7 Luglio 2012

Fra i relatori Don Antonino Pileri Bruno - Direttore dell'Ufficio diocesano per l'Ecumenismo e il dialogo interreligioso Diocesi di Monreale e Vicario Parrocchiale della Cattedrale di Monreale che parlerà il 6 luglio alle ore 10,30 nella Chiesa di San Giorgio Megalomartire sul tema "Parola, immagine e simbolo nel limite del tempo e dell'eternità".

PROGRAMMA
6 Luglio - ore 10.00
Prolusione:
S . Ecc.za Rev.ma Mons. Sotir Ferrara, Vescovo dell'Eparchia di Piana degli Albanesi
Presiede e modera:
Prof. Gaetano Passarelli
Prof. Don Antonino Pileri Bruno, Parola, immagine e simbolo nel limite del tempo e dell'eternità
Rev. Prof. Vincenzo Ruggieri, La Chiesa come cielo in terra. Riflessioni sulla mistagogia del Patriarca Germano di Costantinopoli.
Prof.ssa Katherine Douramani, Gli Anastenaria: le icone che danzano
Discussione
ore 13:30: Pranzo
Prof. Konstantino Charalambidis,
L'iconografia musiva nelle chiese bizantine dell'XI secolo
Prof. Francesca Paola Massara, Il ciclo delle feste di Maria nei mosaici della Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio

 "La Martorana"
LARES S.r.l.: Arch. Donata Cheridi, Il restauro dei mosaici della Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio “la Martorana”
Prof. Massimo Daissè, Il restauro dei mosaici della Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio “la Martorana”

ore 18.30
Discussione

Conclusioni
S . Ecc.za Rev.ma Mons. Sotir Ferrara

7 Luglio 2012 - ore 9:30
Presiede e modera:
Prof. Gaetano Passarelli
 
Prof.ssa Caterina Greppi, Profili di mistica bizantina e islamica
S. E. Rev.ma Mons. Domenico Mogavero, Sponde non barriere per il bacino Mediterraneo

intervallo
Don Vito Impellizzeri, Sponde: presentazione del programma, prospettive e auspici
Dott.ssa Katia Paoletti, Il valore dell'Editing per le edizioni scienfiche

ore 11:45 Discussione

ore 12:30 Conclusioni
Papàs Jani Pecoraro, Vicario dell'Eparchia di Piana degli Albanesi

Forestali. Verso lo sciopero di settore


martedì 3 luglio 2012

Quando il partito di Cuffaro a Contessa raggiungeva il 75% dei consensi

"Prima da esponente Dc, poi da autorevole componente del Ccd e del Cdu, infine da parlamentare, Saverio Romano ha contribuito al sostegno e al rafforzamento di Cosa nostra, intrattenendo rapporti diretti e mediati con rappresentanti di spicco dei clan come Angelo Siino, Giuseppe Guttadauro, Nino Mandalà e Mimmo Miceli".

Perché ci stupiamo delle condizioni del nostro paese ? Perchè sbraitiamo per la spending review, l'imu, le accise sui carburanti ?

Gli italiani, col loro voto, di una simile figura (Saverio Romano) ne hanno fatto un ministro della Repubblica.
E non si è trattato di un accidente; montagne e montagne di voti la Sicilia (Contessa Entellina inclusa) ha riversato su lui, Cuffaro, Miceli ed altri squallidi personaggi in connessione con Cosa Nostra.
Il pubblico ministero è partito -nella requisitoria- da lontano: da quando nel '91 Saverio Romano e Salvatore Cuffaro andarono a chiedere i voti per le elezioni ad Angelo Siino, l'uomo che ha gestito gli appalti, per anni, per conto di Cosa nostra.
Ma per il pubblico ministero l'anno centrale nella carriera dei due politici è il 2001: anno in cui Cuffaro viene eletto governatore e Romano deputato.
"E' l'anno - ha spiegato Di Matteo - in cui Romano deve onorare le cambiali staccate quando da giovane corteggiava e blandiva i boss per acquisire spazio ed esercitare potere".
Due gli episodi di cui il pubblico ministero parla: la candidatura alle regionali del 2001 di Mimmo Miceli, "uomo" del boss Guttadauro poi condannato per mafia, e quella di Giuseppe Acanto, sponsorizzato, secondo l'accusa, dal clan di Villabate.
Entrambe le candidature sono state sostenute da Romano.
Sono gli anni in cui anche a Contessa Entellina la formazione politica di CUFFARO/MICELI/ROMANO/ANTINORO ottiene, immeritatamente, montagne di voti.
I lavoratori della forestale sono stati strumentalizzati ed asserviti, in quel periodo, al potere dei caicchi (porta acqua). Da forza antimafiosa e di sinistra la "forestale" diventa il regno del partito di Cuffaro/Romano.
No, non c'è nulla che in Sicilia capiti senza che i siciliani, la massa dei siciliani, non vogliano.
Viene da riflettere in questi giorni leggere su facebook tutte le imprecazioni contro Monti da parte di coloro che per la Mafia, i mafiosi, gli amici dei mafiosi, pure nel mio piccolo paese hanno cercato consenso elettorale.
E lo sapevano per chi votavano.
Non era un accidente.
In estrema ipotesi -sarebbe stato meglio votare un scilipodi qualunque che per un Cuffaro & Company.

Iconostasi e Liturgia Celeste


  • 6 - 7 Luglio 2012 - ore 10.00
    TEATRO DEL SEMINARIO - Eparchia di Piana degli Albanesi
    Piazza San Nicola 1 - 90037 Piana degli Albanesi

    Convegno internazionale
    ...
    Iconostasi e Liturgia celeste
    Una prospettiva cattolica orientale per la nuova evangelizzazione

    PROGRAMMA

    6 Luglio - ore 10.00

    Prolusione:
     S . Ecc.za Rev.ma Mons. Sotir Ferrara, Vescovo dell'Eparchia di Piana degli Albanesi

    Presiede e modera:
     Prof. Gaetano Passarelli
     Prof. Don Antonino Pileri Bruno, Parola, immagine e simbolo nel limite del tempo e dell'eternità
     Rev. Prof. Vincenzo Ruggieri, La Chiesa come cielo in terra. Riflessioni sulla mistagogia del Patriarca Germano di Costantinopoli.
     Prof.ssa Katherine Douramani, Gli Anastenaria: le icone che danzano

    Discussione

    ore 13:30: Pranzo

     Prof. Konstantino Charalambidis, L'iconografia musiva nelle chiese bizantine dell'XI secolo
     Prof. Francesca Paola Massara, Il ciclo delle feste di Maria nei mosaici della Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio "La Martorana"
     LARES S.r.l.: Arch. Donata Cheridi, Il restauro dei mosaici della Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio “la Martorana”
     Prof. Massimo Daissè, Il restauro dei mosaici della Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio “la Martorana”

    ore 18.30 Discussione

     Conclusioni
     S . Ecc.za Rev.ma Mons. Sotir Ferrara
    7 Luglio 2012 - ore 9:30

    Presiede e modera:
     Prof. Gaetano Passarelli
    Prof.ssa Caterina Greppi, Profili di mistica bizantina e islamica
     S. E. Rev.ma Mons. Domenico Mogavero, Sponde non barriere per il bacino Mediterraneo
     intervallo
     Don Vito Impellizzeri, Sponde: presentazione del programma, prospettive e auspici
     Dott.ssa Katia Paoletti, Il valore dell'Editing per le edizioni scienfiche

    ore 11:45 Discussione

    ore 12:30 Conclusioni
     Papàs Jani Pecoraro, Vicario dell'Eparchia di Piana degli Albanesi

  • Sagra del grano o mangiata a sbafo

     La festa è finita, la sagra del "grano" con relativa grande "mangiata" è passata ed una grande quantità di salsiccia è finita ...., e la situazione socio-economica di Contessa Entellina è tale e quale, per non dire ... peggiore perchè alimenta delusioni.
      Tenuto conto che in questi giorni sta per concludersi la raccolta del grano e la grande "mangiata" non è servita a fare nessuna riflessione, grazie ai politicanti locali "muti" che ci guidano, riteniamo giusto rievocare i grandi sacrifici che l'agricoltura locale ha comportato per migliaia e migliaia di contessioti che ci hanno preceduti.
      Sacrifici ricordati negli opuscoletti che un grande concittadino, il parroco Nicolò Genovese, ci ha tramandato e che purtroppo -come capita a tutti i grandi "contessioti"- viene sistematicamente ignorato o comunque non adeguatamente valorizzato dalla pubblicistica locale, che anche quando butta al vento €. 80 mila per ricostruire la vicenda storica del paese preferisce soffermarsi su 80.000 banalità.
     In ogni manifestazione analoga, ovunque si svolga, per la verità vengono presentati progetti di rilancio socio-economico, da noi prevale il mutismo.

    Nella giornata della "mangiata", tenuto conto che gli amministratori locali non dispongono di progetti di crescita-sviluppo  del nostro territorio si sarebbe potuto rievocare, senza astio ovviamente,
    -lo sfruttamento e la miseria,
    -l'ingiustizia sociale antica e quella più recente dei contadini, dei jurnateri ma anche dei burgisi che pure loro di stenti vivevano.
    Si sarebbe potuto rievocare come quella gente, i nostri antenati arbereshe che lavoravano il "grano" in uno dei comuni a più alta densità latifondistica (Contessa Entellina), hanno alimentato ininterrottamente, da quasi due secoli, il flusso migratorio che fino ad un paio di decenni fà era caratterizzato dalle valigie di cartone ed oggi dal diploma o dalla laurea nella borsa in pelle.
    Si la "mangiata" da sola, con un eccesso di salsiccia possibilmente da conservare ... per l'onorevole è puramente e semplicemente spreco di denaro pubblico in un momento di grave crisi della finanza pubblica. Non serve a promuovere nulla.
    Se mancano, come mancano ed è più che palese, le capacità intellettuali di pensare un domani migliore, sarebbe stato giusto -almeno- che i giovani, la cittadinanza di oggi, fosse stata catapultata nel mondo agricolo di ieri, quando la terra, gli uomini, gli animali e gli elementi tutti della natura dipingevano le vite dei nostri padri che sulla "terra", sulla terra di questo angolo di Sicilia, hanno segnato la storia della nostra agricoltura.
    Queste cose evidentemente non portano consenso, non portano voti.
    Meglio mangiare caddozzi di sasizza a sbafo.

    I politicanti giocano col fuoco.

    Avevano promesso che avrebbero dimezzato la rata di luglio sul finanziamento ai partiti.
    Nessuna legge è invece intervenuta ad oggi e, pertanto, salvo qualche atto immediato, i partiti incasseranno nei prossimi giorni l’intera rata, mentre i terremotati emiliani aspetteranno invano.

    lunedì 2 luglio 2012

    Sicilia. Il fondo del barile è stato toccato - parte l'attacco alle fasce deboli, perchè quelle forti hanno la pentola per il manico

    Il governo di Raffaele Lombardo ha saccheggiato tutto il saccheggiabile. Ha truccato i conti della Regione (inserendo avanzi inesigibili ed inesistenti nel bilancio) fino al punto che i governanti della Grecia adesso passano per scolaretti dell'imbroglio rispetto ai siculi.
    La Ragioneria della Regione adesso ha fatto sapere che non oltre marzo 2013 -se non c'è un riequilibrio- occorre dichiarare "default".
    Armao ed altri campioni del disastro, finora sostenuti dal partito più smarrito di Sicilia -il pd-, pensano di tagliare sugli operai che guadagnano mediamente €. 10 mila annue. I 90 parassiti che guadagnano €. 20.000,oo al mese non si toccano.

    Leggiamo intanto il comunicato Cgil, Cisl, Uil.

    Chiesa bizantina. L'eparchia di Lungro ha il suo nuovo Vescovo

    E’ durato quattro ore il rito liturgico di consacrazione e quindi di insediamento del nuovo vescovo di Lungro, Mons. Donato Oliverio. Oltre alla numerosa partecipazione di fedeli,  numerosi erano pure i prelati romani e delle conferenze episcopali calabresi e siciliane, fra tutti il Cardinale Romeo. Numeroso pure il clero bizantino dell’Eparchia di Piana degli Albanesi con alla guida l’eparca Sotir Ferrara.

    E per un eparca che arriva c’è un eparca che si avvia a lasciare.
    A proposito di Mons. Sotir Ferrara, infatti,  -fanno osservare taluni- che egli in base al codice di diritto canonico, vale a dire il testo approvato nel 1983 e firmato da Giovanni Paolo II al suo quinto anno di pontificato, ha già presentato le dimissioni dal governo pastorale dell’Eparchia di Piana degli Albanesi nelle mani del Pontefice al compimento dei 75 anni d’età,  in applicazione del primo paragrafo del canone numero 401. Egli è nato infatti il 5 dicembre 1937.
    Stando alle norme contemplate dall’attuale «carta» che regola la vita interna della Chiesa, la questione delle dimissioni e delle rinunce risulta essere blindata. In linea di massima, poi, Benedetto XVI ha quasi sempre accettato le dimissioni dei vescovi nominandone uno nuovo,salvo qualche imprevedibile proroga per motivi di forza maggiore.

    domenica 1 luglio 2012

    Don Pino Puglisi, il prete del quartiere Brancaccio


    Don Pino Puglisi, il sacerdote del quartiere Brancaccio, dove era nato il 15 settembre 1937, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1993, nel giorno del suo 56° compleanno, sara’ beatificato.
    Lo ha deciso Papa Benedetto XVI, riconoscendo il “martirio” di Don Puglisi.

    Don Pino, fra i suoi innumerevoli impegni che svolgeva nel quartiere Brancaccio è stato anche il confessore delle suore di rito greco-bizantine dell'Istituto di Santa Macrina, che sorge in via dei Picciotti.