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giovedì 5 gennaio 2017

Contessa Entellina. Vespri del 5 gennaio e Liturgia del 6: Benedizione delle acque e volo della colomba

“Nel Giordano, al tuo battesimo Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: 
la voce del padre ti ha reso testimonianza chiamandoti suo Figlio amatissimo, 
e lo Spirito in forma di colomba ne ha confermato la verità della parola. 
O Cristo Dio, che ti sei manifestato illuminando il mondo, gloria a Te!”.
(Tropario della Festa)

Nelle chiese bizantine il 6 gennaio non si celebra l’Epifania di Gesù nei confronti dei Magi, ma l’Epifania della Trinità durante il Battesimo di Gesù. 
Si preferisce il termine Teofania (manifestazione di Dio), ed anzi in origine il nome della festa era Teofanie, al plurale, per indicare le manifestazioni al mondo del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, avvenute con modalità proprie a ciascuna persona. 

L'icona del battesimo
Le icone del Battesimo di Gesù sono molto popolari nel'est europeo e in Russia soprattutto. 
Il centro logico e composizionale dell'icona è la figura di Gesù Cristo. Spogliato, riceve il battesimo di purificazione nel Giordano.

Sula parte destra dell'icona compaiono da due a quattro angeli con le mani velate in segno di adorazione e venerazione. La loro presenza sta ad indicare che le nature angeliche riconoscono in Cristo, uomo-Dio, il loro Padrone e Signore.

Giovanni Battista sulla riva sinistra compie l'atto del battezzare, mettendo il palmo della mano destra sulla testa di Gesù.

Le due sorgenti che scendono dalla montagna si uniscono in un solo fiume, il Giordano. Gli spazi acuti e fini sullo sfondo di tonalità rosso-bruna delle rive, creano l'illusione di un allontanamento delle montagne che si alzano verso il cielo.
Ai piedi di Gesù Cristo nell'acqua si distinguono due piccole figure. Quella maschile simbolizza il fiume Giordano, quella femminile il mare. Queste figure sono sorprendenti resti dell'antichità pagana, che sono penetrati e si sono consolidati nell'iconografia dell'immagine dell'"Epifania". 
È fissata anche la loro provenienza, sono chiamati per illustrare le parole del Salmo 114,3: "Il mare vide e si ritrasse, il Giordano si volse indietro". Questo fatto, nelle prime e più antiche rappresentazioni del Battesimo, è stato raffigurato in un modo tradizionale e abituale per l'antichità: il mare e il fiume erano rappresentati con piccole figure antropomorfiche. 

L’aspetto umile dell’Epifania consiste nel fatto che Gesù si sottomette al battesimo di penitenza di Giovanni. 
Egli non aveva nessun bisogno di essere purificato, ma quello conferito dal precursore era un battesimo di penitenza per la remissione dei peccati, in preparazione del regno messianico, e Gesù, prima di proclamare l’avvenimento di questo regno iniziando il percorso della vita pubblica, ha voluto vivere personalmente anche le fasi preparatorie di cui egli stesso doveva essere il compimento.

Storie di Sicilia. Dai malèfici alla scienza del terzo millennio

 E sorse il brigantaggio

Nel Seicento i baroni abbandonano i feudi, di cui si sono ormai garantiti o (in alcuni casi) si sono adoperati per conseguirne il sostanziale (anche se non giuridico) simil diritto di proprietà e si sono trasferiti a Palermo, o nelle grandi città dove, negli sfarzosi palazzi barocchi, conducono vita principesca. 

La conduzione effettiva dei feudi sul piano agricolo-produttivo viene dai baroni-affidata a gabellotti.

Gli antichi "villani" diventano, sulla carta, uomini affrancati dalla servitù generazionale che li teneva legati "materialmente" alla terra, senza più alcun vincolo di subordinazione nè nei confronti dei baroni nè dei feudi, ma vedono peggiorare la loro situazione socio-economica.

Le conseguenze
Spezzato il vincolo legale tra il barone e il villano, il primo acquistò la libera disponibilità dei feudi rientranti nella "baronia" e lo affittò -come detto-  ai gabellotti, il villano acquistò la libertà, ma non ebbe più possibilità di attingere ai "soccorsi" che il regime feudale gli aveva garantito.  

ll vagabondaggio divenne senza freni e si indirizzò prevalentemente in direzione delle città dove nei frequenti periodi di carestia veniva distribuito il pane ai bisognosi.
Cominciò Palermo, subito imitata dalle altre città, a rifiutare l'ingresso a tutti i poveri non domiciliati che inevitabilmente furono costretti a spargersi per le campagne, saccheggiando raccolti, invadendo e/o molestando le masserie e quindi irrobustendo il brigantaggio.

Iniziò a sussistere la categoria dei poveri. Chi poteva li sosteneva con le ricorrenti elemosine, sorsi d'acqua in gole riarse. 
Era iniziato il periodo che tanta letteratura ci presenta come quello dei Miserabili. 
   
^^^^
E' spontanea una puntualizzazione.
A Contessa in quel Seicento il quadro socio-economico fu meno sofferto che nei paesi limitrofi. 
Gli arbëresh sul piano giuridico-formale non erano stati "villani" dei Cardona e/o dei Gioeni. La figura servile del "villano" aveva avuto origine, in Sicilia, con la dominazione Romana e durò appunto fino al Seicento.
Sin dai primi decenni dal loro arrivo sui territori già dei Peraltà, gli arbëresh furono invece strutturati sul piano civile in "burgisi" avendo ricevuto in "enfiteusi" i due feudi di Serradamo e Contesse.

Contessa in quel Seicento vide incrementare notevolmente la popolazione proprio in conseguenza dell'avvenuta "emancipazione" dei villani nei paesi limitrofi (Bisacquino, Chiusa, Giuliana, Sambuca etc.). Tutta gente che trovò opportunità di sopravvivenza arrivando a Contessa e accettando di convivere accanto alla comunità arbëresh, di lingua e religione diversa, ma di animo aperto rispetto a un contesto territoriale più generale che mostrava ben poco della cultura cristiana ed umana che gli esuli albanesi avevano portato in Sicilia dal preesistente Impero Romano d'Oriente. 
L'istituzione della parrocchia di rito romano -a ridosso del Settecento- a Contessa è un indice del quadro sociale che abbiamo brevemente tratteggiato.

Hanno detto ... ...

La nostra società, figlia del Cristianesimo
o -secondo alcuni- dell'Illuminismo, non disprezza
l'essere umano
PIETRO ICHINO, giurista del lavoro
Le esecuzioni capitali in Arabia Saudita: oltre 150 ogni anno, con garanzie processuali quasi nulle.
L'ARABIA SAUDITA È UNO DEI PAESI CON IL NUMERO DI CONDANNE A MORTE PIÙ ALTO DEL MONDO, ANCHE IN TERMINI ASSOLUTI, CON L’AGGRAVANTE DI UN SISTEMA GIUDIZIARIO OPACO, NEL QUALE LE GARANZIE PER L’IMPUTATO SONO, INVECE, AI LIVELLI PIÙ BASSI DEL MONDO

ENZO BIANCHI, priore d Bose
Purtroppo solo quando ci coglie la sventura o la sofferenza ci stringiamo gli uni agli altri e ci sentiamo solidali

La nostra vita non sarà mai vuota se sappiamo vivere l'amicizia, l'amore e la fiducia nel futuro.


DAVIDE LERNER, Giornalista de La Stampa
Un bambino siriano di nome Ali İzzettin Ahmed è morto in Turchia dopo che quattro diversi ospedali si sono rifiutati di curarlo perché non aveva i documenti necessari. Lo riporta l’agenzia indipendente Dogan dopo aver parlato con il padre, İzzettin Ahmed, nella città meridionale di Antalya dove sarebbe avvenuto il fatto. Il governo ha aperto un’inchiesta per verificare quanto dichiarato dal padre.  

Anche se Ankara non riconosce a pieno la Convenzione di Ginevra del 1951, ma concede lo status di rifugiato solo a eventuali profughi provenienti dall’Europa, i siriani hanno comunque accesso alla cosiddetta “protezione temporanea”. La protezione temporanea garantisce tutti i servizi di base, inclusa sanità e istruzione. Ne era però sprovvisto il bimbo in questione, di soli sette anni, quando è stato portato in ospedale dal padre con la febbre alta. I due non avevano neppure un permesso di soggiorno valido, che viene concesso solamente previa l’iscrizione ad una assicurazione sanitaria che garantisce l’accesso agli ospedali.  
 (riflessione: 
Se confrontiamo questo episodio accaduto in Turchia con quanto la Marina Italiana opera ogni giorno nel Mediterraneo salvando migliaia di esseri umani e senza chiedere la carta di identità, possiamo dire che noi italiani siamo "Angeli".


Dissero ... ...

"Colui che ruba una borsa viene messo a morte, colui che ruba uno stato diventa un principe"-
ChuangTzu 10
(scritto 2400 anni fa)
 (369 a.C. circa – 286 a.C. circa) 
è stato un filosofo e mistico cinese.

mercoledì 4 gennaio 2017

Sul Giornale di Sicilia. Intervista al prof. Antonio Castello, cardiologo nativo di Contessa Ent.


Contessa Entellina. La mensa scolastica

La Società Saporito Srl (a socio unico) con sede in Corleone, nella mattinata di oggi, si è aggiudicato l'incarico di preparazione e somministrazione di pasti caldi ai fruitori del servizio di mensa scolastica per i restanti mesi dell'anno scolastico.
L'importo della fornitura avverrà (previo il ribasso del 23,17%) a €. 2,92 per pasto; il presumibile costo annuo è di 26.122,23.

Sguardo sul mondo. Speriamo in una convivenza pacifica

Il 2016 sta alle nostre spalle. 
Il 2017 sta davanti a noi e tutti desidereremmo che sciogliesse e risolvesse i tanti problemi che ad oggi appaiono difficoltosi ad essere affrontati.
Per noi italiani ha priorità su tutto è il nodo, quel nodo, del "lavoro". 
Una generazione di giovani sta arrivando alla maturità (35-45enni) senza avere mai conosciuto il lavoro regolarizzato, il lavoro continuo, quello che può dare serenità e  dignità. 
La crisi economica italiana dura da più tempo che negli altri paesi. E purtroppo non mostra di voler cedere il passo.
Il governo degli ultimi tempi ha preferito la politica delle mance (bonus, regalie etc.) piuttosto che puntare sugli investimenti, i soli che possono creare posti di lavoro.
Il Quadro ampio
A giorni si insedierà alla presdenza Usa Donald Trump e nei prossimi mesi ci saranno le elezioni presidenziali in Francia e poi quelle politiche in Olanda e in Germania. 
In Italia potrebbero pure tenersi le elezioni politiche,  ma non è detto.
La necessità di una legge elettorale “omogenea”  tra Camera dei Deputati e il Senato… sta tenendo impegnata la classe politica inesperta e forse incompetente.
Il governo guidato da Paolo Gentiloni è nato su forte spinta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo le dimissioni di Matteo Renzi in seguito alla débâcle del Sì nel referendum, per assolvere alcune necessità impellenti (emergenze terremoti, rappresentanza italiana sul piano internazionale in importanti già previsti eventi, ma anche l’approvazione di una nuova legge elettorale) tutte questioni che …lasciano aperte incognite e non è da escludere che le elezioni italiane non si svolgano anticipatamente nel 2017.
Nei primi mesi dell'anno in Turchia è previsto un referendum costituzionale tendente ad accentrare ancora di più il potere sul presidente della repubblica, e sarà interessante vedere cosa potrebbe accadere anche alla luce dei numerosi arresti voluti dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo il tentato golpe del 15 luglio 2016 e i frequenti attentati terroristici che insanguinano il paese.
Il 2017 si apre ancora con il conflitto in Siria e in Iraq. Iniziato nel 2011 continua. La situazione di inizio di quest’anno vede i ribelli siriani fortemente ridimensionati dopo la conquista da parte dell’esercito fedele al presidente Assad che ha terminato la riconquista della città di Aleppo con l'aiuto di Turchia e Russia. 
 L’Isis nel corso del 2016 ha visto un forte ridimensionamento del proprio territorio, anche se controlla ancora la sua capitale, Raqqa, e al termine dell’anno è riuscito a riconquistare la città siriana di Palmira.
In Iraq, Mosul, la principale città sotto il suo controllo è sotto assedio da parte delle truppe irachene, che stanno combattendo nel tentativo di riprenderne possesso.
Sarà interessante vedere se, con il cambio di leadership negli Stati Uniti, dovesse esserci anche un cambio di strategia da parte di Washington in Medio Oriente. 
La maggiore vicinanza di Trump alla Russia di Putin potrebbe far cambiare l’atteggiamento della Casa Bianca verso Assad, storicamente sostenuto dai russi. Non sarà questo l’unico ambito in cui sarà interessante vedere se e come cambierà l’atteggiamento degli Stati Uniti verso la Russia, ad esempio in Ucraina, dove Trump potrebbe avere meno interesse a sostenere il governo di Kiev in lotta con i ribelli filorussi dell’est del paese che puntano a un’annessione alla Russia.
Non mancheranno eventi importanti nel corso del 2017. Il 25 marzo sarà una data importante per l’Unione europea e la sua storia: il 60esimo anniversario dei trattati di Roma, con i quali fu istituita l’organizzazione. 
L’Italia ospiterà l’edizione annuale del vertice del G7. 
Durante l’estate, Astana, capitale del Kazakistan, ospiterà l’edizione dell’Expo dedicata all’energia. Sono tutte occasioni importanti per misurare le convergenze o meno tra e dei Popoli del Mondo.

Hanno detto ... ...

MAVLUT CAVUSOGLU,  ministro degli Esteri turco, 
"La persona che ha commesso l'attentato è stata identificata",

SUSANNA CAMUSSO, Segretario Generale Cgil
"I voucher sono ormai diventati i pizzini che retribuiscono qualsiasi attività. Così facendo si inquina il buon lavoro e si condannano milioni di giovani e lavoratori a un futuro assai povero. Vanno aboliti"
"Il caso del Comune di Torino  non è l'unico. I voucher nella pubblica amministrazione vengono ormai usati per tutto: per sostituire i lavoratori in essere, come forma assistenziale, per pagare attività del terzo settore, per retribuire il lavoro occasionale. Tutti usi dannosi e impropri".

BEPPE GRILLO, esponente M5S
"I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate". 
"se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa"

CORRADINO MINEO, senatore

La fine della lunga pace. Gli ultimi 70 anni l’occidente li ha vissuti senza guerre maggiori, all’ombra dell’impero americano e delle sue armi capaci di distruggere il pianeta. Ci siamo illusi che la mondializzazione capitalista e società aperta sarebbero andati ancora a lungo di pari passo e, come due gemelli, potessero garantirci una crescita economica ai danni del resto del mondo e una estensione dei diritti civili, accompagnata da forme sostenibili di democrazia. Non è così. Ce ne accorgiamo sgomenti. Il nesso mondializzazione-diritti si è rotto. Colpisce l’anti mondializzazione medievale islamica, il ceto medio, garante della democrazia, è sempre più frustrato e rabbioso. Tra qualche giorno farà il suo ingresso alla Casa Bianca un uomo che non crede nel riscaldamento del pianeta, che nega, cioè il più grande pericolo per l’umanità. Un presidente degli Stati Uniti che dice di voler alzare muri e imporre dazi a difesa della fortezza americana. Mentre un ex funzionario dello spionaggio sovietico si impone come arbitro in Medio Oriente, in quella che per secoli è stata la riserva di caccia dell’imperialismo prima britannico poi americano. In India svetta la statua più alta del mondo in onore di un guerriero nemico dell’Islam. In Cina un Grande Fratello che torna a chiamare “compagni” i suoi adepti, prova a cambiare il modello di sviluppo di quella che è diventata la prima fabbrica e la prima banca del mondo.

martedì 3 gennaio 2017

I Grandi dell'Umanità

Fëdor Michajlvic Dostoevskij (Mosca 1821 -  San Pietroburgo 1881)

Dostoevskij -abbiamo preso atto in precedenza- è convinto che solamente attraverso la conoscenza e l'assunzione di responsabilità della colpa si acquista piena consapevolezza della volontà di bene.


Ci sono, accanto ai grandi ribelli, i grandi illuminati,  personaggi che sanno indurre al bene chi lo ha rinnegato, e lo sanno fare non con teorie o predicazioni, ma con silenziosa solidarietà, con accettazione autentica dell'universalità della colpevolezza. Queste figure   sono Makar (nell'Adolescente) e soprattutto il monaco Zosima (nei Fratelli Karamazov).   Insegnano cl loro esempio  ad amare gli altri non soltanto nel bene ma anche nel male, gli altri non soltanto come persone ma anche come briganti, assassini. Insegnano a perdonare tutto a tutti, senza giudicare nè discriminare, senza chiedere se sa giusto o ingiusto rispondere di colpe non commesse o espiare (come Dmitrij Karamazov) delitti altrui. In questo modo essi realizzano, nel perdono reciproco e nell'amore universale, l'unità degli uomini tra loro.

Zozima insegna a capire la vita in modo liberamente religioso, a vivere le sofferenze e i peccati come necessari compagni di strada della vita terrena. 

Il problema religioso in Dostoevskij è affrontato in modo lontano da qualsiasi schematismo, da qualsiasi confessione. Il suo è un Cristianesimo delle origini, dove a contare sono i gesti, le parole che nascono nel fondo del cuore, non dalla mente.  

Economia. Nel mondo globalizzato ... la democrazia

Quando la Politica diventa inconcludente
e gli affaristi ne approfittano
Sono passati più di venti anni.
Nel 1989 cade il Muro di Berlino, nel 1991 avviene la disintegrazione dell'Unione Sovietica ed in Occidente le borse vivono tempi trionfanti: il capitalismo agli occhi dei più si afferma come l'unica forma di organizzazione economica.
Gli economisti liberisti (R.E. Lucas Jr., Ben Bernanke) annunciano tempi di crescita economica senza mai più recessioni e ritorni all'indietro. 
Ad accrescere la sensazione di crescita economica senza più alcun intoppo fu pure l'avvento tecnologico di Internet.
In ogni angolo  del mondo spunta la figura di un quasi nuovo sacerdote del vivere civile: l'imprenditore. Questo termine non appartiene più ai grandi dell'industria (Agnelli, etc.) ma a chi, nel più sperduto borgo, si sente romanticamente toccato dalla grazia intuitiva del successo economico a portata di mano. 

L'euforia raggiunge i livelli massimi negli
Il 15 settembre 2008
la Grande Banca LEHMAN BROTHERS
ha annunciato l'intenzione di
avvalersi del 
Chapter 11 del
Bankruptcy Code statunitense

(una procedura di 
fallimento
)
annunciando debiti bancari per 613
miliardi di 
dollari, debiti obbligazionari
per 155 miliardi e attività per
un valore di 639 miliardi
.
Si tratta della più grande bancarotta
nella storia degli Stati Uniti
.

Quel 15 settembre 2008 ancora
oggi prolunga effetti negativi,
soprattutto in Italia,
paese super indebitato
che, rispetto ad altri, non
può fare gli investimenti
che servirebbero.
 

Stati Uniti: le prospettive di successo indussero le grandi banche ad assecondare -mediante generosi finanziamenti- la nascita di in-finite società con capitale di rischio (tutti imprenditori !!). 
Pure i fondi di investimento che dovrebbero operare in ambiti di maggiore prudenza si abbandonarono a finanziare imprenditori nel settore informatico (in prevalenza) con scarse o nulle prospettive di profitto.

All'arrivo del nuovo millennio i paesi in via di sviluppo continuavano (continuano) a vivere in condizioni miserevoli  ma gli Stati Uniti ed i paesi dell'Occidente erano impegnati in faraonici investimenti sulla tecnologia dell'informazione e in iniziative senza futuro e destinate all'inevitabile fallimento.
L'ottimismo era tale che nelle Borse venivano ammesse pure società prive di "piano industriale". 
Gli istituti bancari allargavano il credito in maniera che da sempre l'umanità avrebbe ritenuto (prima di quel periodo e pure dopo quel periodo) irragionevole.

La Borsa di New York (Nasdaq) passò dai 500 punti del 1996 ai 5000 punti del 2000.

La bolla stava per consumarsi sotto gli occhi del mondo. 
La peggiore crisi -dopo quella del 1929- stava per abbattersi su tutti i paesi dell'Occidente.

L'Italia, fra tutti i paesi, è quello che non riesce ancora (nel 2017) a tirarsi fuori. E forse -qui da noi- ne vedremo ancora, di belle. 

Il Nuovo Anno. In una Italia fragile ogni venticello concorre ad impoverirci

Le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 13mila impianti: 
benzina self service a 1,545 euro/litro (+0,4 cent, pompe bianche 1,514), 
diesel a 1,396 euro/litro (+0,4 cent, pompe bianche 1,366). 
Benzina servito a 1,645 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,555), 
diesel a 1,499 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,407). 
Gpl a 0,574 euro/litro (+0,1 cent, pompe bianche 0,560), metano a 0,973 euro/kg (invariato, pompe bianche 0,962).

 Le quotazioni petrolifere risultano in aumento per effetto del calo dell'euro sul dollaro.

lunedì 2 gennaio 2017

Hanno detto ... ...

ANTONIO PADELLARO, giornalista
Poco più di un quarto d’ora per liquidare bruscamente quasi tre anni di governo Renzi, mai nominato ma continuamente evocato nella rappresentazione di un paese più fermo che mai, privo di una ripresa economica accettabile, nella tenaglia della disoccupazione e con i giovani abbandonati al loro destino, che quando costretti a fuggire all’estero “meritano sostegno 

ENZO BIANCHI, priore di Bose
L'unica via dell'amore è quella che dai cinque sensi scende nel cuore e dal cuore raggiunge e accende i nostri sensi

ALBERTO FORCHIELLI, esperto  della globalizzazione e gestore di un fondo di private equity 
«C’è un dato sconvolgente di cui nessuno parla, Nel 2016 la crescita del commercio mondiale è stata inferiore alla crescita del Pil mondiale. Negli ultimi quarant'anni è successo solamente altre tre volte: nel 1982, nel 2001 e nel 2009. Altro che Trump, Putin, la Brexit, gli attentati delll’Isis: la vera notizia dell’anno, quella che cambierà le nostre vite, è questa»

FERRUCCIO DE BORTOLI, già direttore del Corriere della Sera
Il lavoro dei giovani è stato al centro del messaggio di fine anno del Capo dello Stato Sergio Mattarella e dell’omelia del Te Deum di papa Francesco. Parole alte, belle, toccanti. Ma si ha sempre la sensazione, con tutto il rispetto, che siano un po’ dovute. Il tema è centrale nella nostra vita quotidiana. Ma, purtroppo, non è un’emergenza nazionale. E nemmeno noi, a essere onesti, la sentiamo tale. C’è sempre un interesse, anche il più piccolo e corporativo, che inevitabilmente viene anteposto al lavoro dei giovani, il cui grado di rappresentatività è modesto, se non inesistente. Insomma, non sono una lobby. Politicamente non contano nulla.Ogni volta che se ne parla prevalgono i toni paternalistici. 

domenica 1 gennaio 2017

Hanno detto ... ...

PAPA FRANCESCO
«Una società senza madri sarebbe senza cuore, le madri sono l’antidoto all’egoismo»
'Divisi e frammentati, viviamo vuoto e solitudine'

MICHELA MARZANO, filosofa, saggista, scrittrice

Tantissimi auguri! 
Che il 2017 porti pace e amore. Ma anche un po' più di "verità" e meno bugie, meno "post verità", come si dice oggi.

ANTONIO SPADARO, gesuita

Il TEMPO impedisce alle cose di accadere tutte in una volta. E per questo viviamo l'avventura della vita !


SERGIO STAINO, giornalista, vignettista
Che cosa intendo per serietà? Intendo misurarsi con i problemi, le minacce e le speranze, della condizione del mondo in cui viviamo, ciascuno di noi con una sua dose di passato e di futuro; e prima di tutto riconoscerli, quei problemi. Ciò di cui in genere campicchia la nostra vita pubblica è molto al di sotto.
Che la democrazia sia messa a dura prova e che la guerra (la guerra, non le guerre, che non hanno mai smesso di infierire) stia gonfiando le sue gote, pronta a soffiar via il presepio fragile che è la nostra convivenza, se ne sono accorti in tanti. Forse le persone comuni più degli addetti ai lavori, e gli addetti ai lavori spesso si limitano a dirottare per i loro fini mediocri o infami le paure confuse ma motivate delle persone comuni.
Le persone tengono l’orecchio sul suolo e lo sentono tremare per qualcosa di terribile che si avvicina. 

Inizia un nuovo anno. Una poesia

Ernest Miller Hemingway 
(Oak Park, 21 luglio 1899 – Ketchum, 2 luglio 1961)
Scrittore e giornalista statunitense.
Fu autore di romanzi e di racconti brevi.
Condusse una vita sociale turbolenta, 
si sposò quattro volte e gli furono attribuite 
varie relazioni sentimentali. 
Vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1954.
Raccomandazione a un figlio,  
Ernest Hemingway. 88 poesie (Mondadori, 1993).
   Non fidarti d’un bianco,
   Un ebreo non ammazzare,
   Non firmare mai un contratto,
   Un banco in chiesa non affittare.
Non arruolarti nell’esercito;
Pigliare troppe mogli non bisogna;
Non scrivere mai per le riviste;
Non grattarti la rogna.
   Metti sempre una carta sul sedile del cesso,
   con la guerra sta in campana,
   Tieni pulito, non essere malmesso,
   Non sposare una puttana.
Non pagare i ricattatori,
Gli avvocati tieni a bada,
Non fidarti degli editori,
O finirai in mezzo a una strada.
   Tutti gli amici ti lasceranno
   Prima o poi moriranno, lo sai,
   Che la tua vita sia sana e pulita
   E in paradiso li ritroverai.

Con le immagini .... ... è più facile

La sfiducia nella classe dirigente
prevale sulla fiducia che 
IL SOLE DELL'AVVENIRE ...

INIZIA UN NUOVO ANNO
I politici italiani continueranno a saccheggiare il paese. I banchieri che hanno disastrato gli istituti di credito continueranno a riscuotere retribuzioni attorno a €, 1,5 milioni annui.
La sfiducia nelle istituzioni continuerà a crescere.
La disoccupazione toglierà fiducia alle nuove generazioni.

Eppure ci fu un tempo in cui la gente si riconosceva nella classe dirigente: Pertini, Berlinguer, De Gasperi.

A.Gramsci, così rifletteva:
"Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. 
Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno."

Il Monte dei Paschi:
Il saccheggio negli ultimi decenni è avvenuto sotto gli occhi di tutti.
Nessun politico, nessun dirigente sta in galera.



Messaggio agli Italiani del Capo dello Stato

Il secondo discorso di fine anno di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica eletto a gennaio 2015, è consistito in una disamina delle tragedie italiane e internazionali del 2016 e anche nelle sfide che attendono l'Italia dopo decenni di malgoverno (e corruzione: il nostro Paese è il più corrotto dell'intero Occidente, ma questo il Presidente non l'ha accennato, l'ha sfiorato )..

 « Buonasera. 
Nell’attesa del nuovo anno desidero rivolgere gli auguri migliori a tutte le italiane e a tutti gli italiani. A quelli che risiedono nel nostro Paese e a quelli che ne sono lontani, per studio o per lavoro, e sentono intensamente il vincolo di appartenenza alla Patria. Ho visitato, anche quest’anno, numerosi territori, ho incontrato tante donne e tanti uomini. Ho conosciuto le loro esperienze, ho ascoltato le loro speranze, le loro esigenze. Ho potuto toccare con mano che il tessuto sociale del nostro Paese è pieno di energie positive. 
Tante persone – ragazzi, giovani, adulti, anziani – svolgono, con impegno, il proprio dovere. Molti vanno anche oltre, pronti a spendersi per gli altri e per la collettività, a soccorrere chi si trova in pericolo o in difficoltà. Senza inseguire riconoscimenti o cercare la luce dei riflettori. 
Con tutti ho condiviso sofferenze e momenti di gioia. Il nostro Paese è una comunità di vita, ed è necessario che lo divenga sempre di più. 
Ci siamo ritrovati uniti in occasione di alcuni eventi che hanno suscitato l’emozione e la partecipazione di tutti noi. Abbiamo vissuto insieme momenti dolorosi. Dall’assassinio di Giulio Regeni, mentre svolgeva, al Cairo, la sua attività di ricercatore, alla morte, in Spagna, delle nostre ragazze che studiavano nel programma Erasmus. Dalla strage di Dacca a quella di Nizza, con nostri connazionali tra le vittime. Dal disastro ferroviario in Puglia al terremoto che ha sconvolto le Regioni centrali, provocando tanti morti. Negli ultimi giorni, abbiamo pianto Fabrizia Di Lorenzo, uccisa nell’attentato di Berlino. Così come era avvenuto, sul finire dell’anno scorso a Parigi, per Valeria Solesin. Ai loro familiari desidero rivolgere, a nome di tutti, un pensiero di grande solidarietà che non si attenua con il passare del tempo. Lo stesso sentimento di vicinanza esprimo ai familiari di quanti hanno perso la vita per eventi traumatici; tra questi le tante, troppe, vittime di infortuni sul lavoro. 
Un pensiero di sostegno va rivolto ai nostri concittadini colpiti dal terremoto, che hanno perduto familiari, case, ricordi cui erano legati. Non devono perdere la speranza. L’augurio più autentico è assicurare che la vita delle loro collettività continui o riprenda sollecitamente. Ovunque, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel ritrovarsi insieme. Ricostruiremo quei paesi così belli e carichi di storia. Ci siamo ritrovati tutti nel sostegno alle popolazioni colpite e nell’apprezzamento per la prontezza e l’efficacia dei soccorsi. Alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alle Forze di Polizia, ai nostri militari, ai tanti volontari esprimo la riconoscenza del Paese. Il loro operato è oggetto dell’ammirazione internazionale. L
Lo stesso consenso avvertiamo per l’impegno dalle nostre Forze Armate nelle missioni di pace in Europa, in Asia, in Africa, in Medio Oriente. Ci siamo tutti rallegrati perché i due fucilieri di Marina, Latorre e Girone, sono finalmente in Italia con i loro cari.
Abbiamo condiviso, con affetto e soddisfazione, il grande impegno e i successi dei nostri atleti alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi. Come non ricordare l’entusiasmo travolgente di Bebe Vio? Abbiamo, in tante città, rievocato i settanta anni della Repubblica e del voto alle donne. Questo senso diffuso di comunità costituisce la forza principale dell’Italia, anche rispetto alle tante difficoltà che abbiamo di fronte. 
La comunità, peraltro, va costruita, giorno per giorno, nella realtà. Il problema numero uno del Paese resta il lavoro. Nonostante l’aumento degli occupati, sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non è sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini. 
Combattere la disoccupazione e, con essa, la povertà di tante famiglie è un obiettivo da perseguire con decisione. Questo è il primo orizzonte del bene comune. Abbiamo, tra di noi, fratture da prevenire o da ricomporre. 
Tra il Nord del Paese e un Sud che è in affanno. Tra città e aree interne. Tra centri e periferie. Tra occupati e disoccupati. Barriere e difficoltà dividono anche il lavoro maschile da quello femminile, penalizzando, tuttora, le donne. Far crescere la coesione del nostro Paese, vuol dire renderlo più forte. 
Diseguaglianze, marginalità, insicurezza di alcuni luoghi minano le stesse possibilità di sviluppo. La crescita è in ripresa, ma è debole. Il suo impatto sulla vita di molte persone stenta a essere percepito. 
Va ristabilito un circuito positivo di fiducia, a partire dai risparmiatori, i cui diritti sono stati tutelati con il recente decreto-legge. Essere comunità di vita significa condividere alcuni valori fondamentali. Questi vanno praticati e testimoniati. Anzitutto da chi ha la responsabilità di rappresentare il popolo, a ogni livello. Non vi sarà rafforzamento della nostra società senza uno sviluppo della coscienza civica e senza una rinnovata etica dei doveri. 
La corruzione, l’evasione consapevole degli obblighi fiscali e contributivi, le diverse forme di illegalità vanno contrastate con fermezza. Le difficoltà, le sofferenze di tante persone vanno ascoltate, e condivise. Vi sono domande sociali, vecchie e nuove, decisive per la vita di tante persone. Riguardano le lunghe liste di attesa e le difficoltà di curare le malattie, anche quelle rare; l’assistenza in famiglia agli anziani non autosufficienti; il sostegno ai disabili; le carenze dei servizi pubblici di trasporto. Non ci devono essere cittadini di serie B. Sarebbe un grave errore sottovalutare le ansie diffuse nella società. Dopo l’esplosione del terrorismo internazionale di matrice islamista, la presenza di numerosi migranti sul nostro territorio ha accresciuto un senso di insicurezza. E’ uno stato d’animo che non va alimentato, diffondendo allarmi ingiustificati. Ma non va neppure sottovalutato. Non rendersi conto dei disagi e dei problemi causati alla popolazione significa non fare un buon servizio alla causa dell’accoglienza. L’equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte. 
Anche nell’anno trascorso, le nostre Forze dell’ordine e i nostri Servizi di informazione hanno operato con serietà e competenza perché, in Italia, si possa vivere in sicurezza rispetto al terrorismo, il cui pericolo esiste ma si cerca di prevenire. A loro va espressa la nostra riconoscenza. Vi è un altro insidioso nemico della convivenza, su cui, in tutto il mondo, ci si sta interrogando. Non è un fenomeno nuovo, ma è in preoccupante ascesa: quello dell’odio come strumento di lotta politica. 
L’odio e la violenza verbale, quando vi penetrano, si propagano nella società, intossicandola. Una società divisa, rissosa e in preda al risentimento, smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza. Tutti, particolarmente chi ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva. Il web, ad esempio, è uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze. Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi. Un’altra grave ferita inferta alla nostra convivenza è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione. 
Desidero, adesso, rivolgermi soprattutto ai giovani. So bene che la vostra dignità è legata anche al lavoro. E so bene che oggi, nel nostro Paese, se per gli adulti il lavoro è insufficiente, sovente precario, talvolta sottopagato, lo è ancor più per voi. La vostra è la generazione più istruita rispetto a quelle che vi hanno preceduto. Avete conoscenze e potenzialità molto grandi. Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale. Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta libera. Se si è costretti a lasciare l’Italia per mancanza di occasioni, si è di fronte a una patologia, cui bisogna porre rimedio. I giovani che decidono di farlo meritano, sempre, rispetto e sostegno. E quando non si può riportare nel nostro Paese l’esperienza maturata all’estero viene impoverita l’intera società. Nel febbraio scorso, in una Università di New York, ho incontrato studenti di ogni continente. 
Una ragazza ha aperto il suo intervento dicendo di sentirsi cittadina europea, oltre che italiana. Tante esperienze di giovani che condividono, con altri giovani europei, valori, idee, cultura, rendono evidente come l’Europa non sia semplicemente il prodotto di alcuni Trattati. Un Continente che, dopo essere stato, per secoli, diviso da guerre e inimicizie, ha scelto un cammino di pace e di sviluppo comune. Quei giovani capiscono che le scelte del nostro tempo si affrontano meglio insieme. Comprendono, ancor di più, il valore della pacifica integrazione europea di fronte alla tragedia dei bambini di Aleppo, alle migliaia di persone annegate nel Mediterraneo e alle tante guerre in atto nel mondo. E non accettano che l’Europa, contraddicendosi, si mostri divisa e inerte, come avviene per l’immigrazione. Dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo. Un cenno alla vita delle nostre istituzioni. Queste sono state concepite come uno strumento a disposizione dei cittadini. Sono i luoghi della sovranità popolare, che vanno abitati se non vogliamo che la democrazia inaridisca. All’inizio di questo mese si è svolto il referendum sulla riforma della seconda parte della Costituzione, con alta affluenza, segno di grande maturità democratica. Dopo il Referendum si è formato un nuovo Governo. 
Ho ricevuto nei giorni scorsi numerose lettere, alcune di consenso, altre di critica per le mie decisioni. Ho letto con attenzione queste ultime: è sempre bene ascoltare, e rispettare, le opinioni diverse. Si tratta di considerazioni di persone che avrebbero preferito nuove elezioni subito, a febbraio, per avere un nuovo Parlamento. Composto, ovviamente, dalla Camera dei deputati e dal Senato, secondo il risultato del Referendum. Ora, non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria. Occorre che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge. Queste regole, oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale. L’esigenza di approvare una nuova legislazione elettorale mi è stata, del resto, sottolineata, durante le consultazioni, da tutti i partiti e i movimenti presenti in Parlamento. Con regole contrastanti tra loro chiamare subito gli elettori al voto sarebbe stato, in realtà, poco rispettoso nei loro confronti e contrario all’interesse del Paese. Con alto rischio di ingovernabilità. Risolvere, rapidamente, la crisi di governo era, quindi, necessario sia per consentire al Parlamento di approvare nuove regole elettorali sia per governare problemi di grande importanza che l’Italia ha davanti a sé in queste settimane e in questi mesi. Rivolgo gli auguri più sinceri a Papa Francesco, auspicando che il messaggio del Giubileo, e i suoi accorati appelli per la pace, vengano ascoltati in un mondo lacerato da conflitti e sfidato da molte incognite. Cari concittadini, qualche giorno fa, nelle zone del terremoto, ho ricevuto questo disegno in dono dai bambini della scuola dell’Infanzia di Acquasanta Terme, ritrae la loro scuola. Vi è scritto: “La solidarietà diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune”. Vorrei concludere facendo mio questo augurio, e rivolgendolo a ciascuno di voi, perché i sogni dei bambini possono costruire il futuro della nostra Italia. Buon anno a tutti ». 

Roma, 31 dicembre 2016

Il biglietto da visita del 2017. Strage di Capodanno in Turchia.

Un killer vestito da Babbo Natale intorno all'una di notte è entrato nel Reina night club, locale molto popolare  e ha fatto fuoco con un fucile automatico, forse un kalashnikov, uccidendo 39 persone a ferendone una settantina (di cui quattro si trovano in condizioni critiche).
Cosa pensare ?
L'uomo feroce dell'epoca delle caverne è ancora fra noi.
Il cammino per apprezzare la vita è ancora lungo !