StatCounter

domenica 26 maggio 2019

Unione Europea. Chi sta fuori vorrebbe farne parte

La questione -complessa- kossovara
Il presidente kosovaro Hashim Thaci, forse prendendo spunto dalla celebrazione elettorale che  sta avvenendo in queste ore nella gran parte dei paesi europei si è lasciato prendere dall'entusiasmo ed ha pronosticato che nel prossimo futuro "Kosovo e Albania vivranno insieme senza confini", immaginando l'ingresso -molto inimmaginabile allo stato della questione- dell'area nell'U.E.
Thaci ha detto al tempo stesso che la Valle di Presevo, una regione del sud della Serbia a maggioranza di popolazione albanese, si unira' pure essa al Kosovo. 
Gli albanesi, ha aggiunto, sono stati divisi ingiustamente e ora devono riunirsi "di propria volontà". 
E' arrivato il tempo secondo il presidente kossovaro di eliminare i valichi di frontiera che sono stati imposti ingiustamente. "In un prossimo futuro noi vivremo insieme nello stato comune di Kosovo e Albania. State sicuri che e' molto facile realizzare questo sogno".

Ovviamente quello del presdente kossovaro può defnirsi l'ennesimo incidente diplomatico di stampo provocatorio/nazionalistico con la Serbia e non servirà ad altro che ad  inasprire ulteriormente il già grave clima di tensione tra i due paesi balcanici.
Secondo i media serbi, Thaci ha addrittura rivendicato la sovranità di Pristina anche sulla Valle di Presevo, parte integrante della Serbia meridionale e parte integrante del territorio di quest’ultima.

Come ricorderemo in tanti, Pristina ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dopo la guerra 1996-1999 che fra l'altro ha visto contro Belgrado l'intervento Nato ed il bombardamento persino con aerei italiani della splendida Belgrado. Il Kossovo è oggi riconosciuto da gran parte dei paesi occidentali ma non da Belgrado e dai suoi alleati, tra i quali la Russia.  
La Serbia ha sempre affermato che non ci sarà mai un riconoscimento del Kosovo come stato sovrano.

La questione kossovara è divenuta a nostri giorni una questione internazionale che sembra -ad oggi- senza soluzione e che coinvolge non solo i Balcani ma anche gli interessi russi e occidentali, che proprio lì si fronteggiano.

Chiesa e arbëreshe. Fra contraddizioni e incoraggiamenti

L'Eparchia dei cattolici-bizantini dell'Italia continentale celebra i cento anni dall'istituzione.

1) In queste settimane l'Eparchia di Lungro, l'eparchia che tanti di noi, arbëreshe di Sicilia, identificano con quella che ha dato i natali e che poi è stata guidata, fra altri gerarchi, anche da Mons. Lupinacci, figura di grande spessore che ha retto pure -da vescovo- Piana degli Albnesi, sta celebrando -nel 2019- il centesimo anniversario dall'istituzione. Cento anni di testimonanza cristiano-orientale in una terra, la Calabria, dove -a prescindere dalla presenza  arbëreshe dal XV secolo- il cristanesimo in versione bizantina aveva precedenti e solide radici millenarie e quindi anteriori all'esodo delle popolazioni albanesi dai Balcani ormai caduti in mano agli Ottomani. 

2) Il centennario sta per essere celebrato con solennità e partecipazione in tutti  i comuni ricadenti nel territorio dell'Eparchia di Lungro, sede episcopale dei cattolici-bizantini  arbëreshe. Per dare rilevanza all'evento nei giorni trascorsi alcune migliaia di fedeli sono stati ricevuti in Vaticano da Papa Francesco e alcuni rappresentanti, al Quirinale, dal Presidente Mattarella.
Ad onorare l'evento erano presenti -a Roma- nella settimana che sta per finire alcune scolaresche dei paesi arbëreshe di Sicilia, di Contessa Entellina compresa. Erano presenti pure consiglieri e amministratori comunali, a prescindere se si sentano o meno nel loro operato arbëreshe. Ed è giusto che sia andata così. L'apprezzamento della vicenda  arbëreshe in Italia può avvenire anche ad iniziare da questi eventi.

3) Tanti sono quindi stati coloro che sono accorsi a Roma per ricordare l'evento con cui la Chiesa cattolica ha, cento anni fa, ritenuto di dover onorare ed apprezzare mediante l'istituzione dell'Eparchia con sede a Lungro. Apprezzamento che qualche decennio dopo venne pure riconosciuto ai cattolici-bizantini di Sicilia mediante l'istituzione dell'Eparchia di Piana degli Albanesi. 
Erano quelli anni di apertura, sia pure lenti e pure tardivi, della Chiesa romana a chi, pur essendo cristiano, seguiva una tradizione diversa ma fedele ai pilastri originari della Fede cristiana.
L'apertura più completa si ebbe, l'abbiamo avuta, col Concilio Vaticano II, negli anni sessanta. Erano gli anni di Giovanni XXIII e d Paolo II. I documenti conciliari riconobbero ruolo paritario, non solo sulla carta, alla Chiesa romana e a quella bizantina.

4)  Tralasciando quanto accaduto nei decenni post-conciliari è notorio che la Chiesa romana rispetto a quanto operato nella prima metà del Novecento -nei confronti delle due Eparchie bizantine d'Italia- ha iniziato a guardare e a dialogare direttamente col mondo Ortodosso dell'Est europeo. 
Lungro e Piana hanno cominciato -in un certo senso- ad uscire dai monitors vaticani. La Congregazione delle Chiese Orientali ha ritenuto -ovviamente sbagliando- che a Piana -nel nuovo clima- si possono mandare vescovi asciutti su ciò che è, rappresenta ed annuncia, il cristianesimo declinato alla maniera bizantina.
Eppure Francesco conosce bene la versione cristiano/orientale sin da quando è stato vescovo di Buens Aires e pochi mesi fa, su una tribuna che era stata montata a Palermo, ha esortato tutti, compresi i fedeli dell'Eparchia di Piana (riteniamo noi), a conservare le radici antiche e di provenienza.

5) Siccome tagliare le radici storiche di qualsiasi comunità non giova a nessuno, nè ai cattolici/romani nè agli eredi della tradizione/bizantina in Sicilia, ci piacerebbe che Francesco riprendendo il discorso svolto a Palermo eviti ancora di insediare vescovi  romani nelle sedi eparchiali. 
La religione non è affermazione di Potere, si lasci quindi che si seguano, nell'ambito dell'unica chiesa universale, le tradizioni e i percorsi propri di ciascuna realtà locale.

I giornali di oggi










































sabato 25 maggio 2019

Hanno detto ... ...

MARIA FALCONE, sorella del magistato ucciso dalla mafia

 “Le polemiche non devono esistere perché dividono e creano isolamento. La cosa bella di cui parlare sono questi giovani che vengono a Palermo per ricordare Giovanni, Paolo e per parlare di legalità e lotta alla mafia. Non devono esserci distinzioni nel fronte antimafia, perché le polemiche creano grossissimi problemi all’antimafia e sono un premio alla mafia”.

PAOLO GENTILONI, parlamentare

Theresa May è in prima pagina in tutto il mondo con una foto impietosa. Ne ha fatti tanti di errori, ma la responsabilità di Brexit è di Cameron. Ho trovato la sua uscita di scena molto dignitosa, incluse le lacrime.

ROBERTO SPERANZA, parlamentare

Belpietro direttore dell’Unità, anche solo per un giorno, è un insulto inaccettabile alla storia gloriosa del giornale di Antonio Gramsci e alla comunità politica che esso rappresenta.

CORRIERE DELLA SERA, quotidiano

Serrande abbassate, questa mattina, nei 55 punti vendita a marchio Mercatone Uno, nota catena della grande distribuzione di mobili, in tutta Italia. È l’amara sorpresa che si sono trovati davanti i circa 1.800 dipendenti (e i clienti, ancora numerosi) del gruppo, che senza alcun preavviso da parte della proprietà, si sono recati normalmente a lavoro, trovando però chiusi centri commerciali e magazzini, dal Piemonte alla Puglia.

IL MATTINO, quotidiano
Uno striscione con la scritta «Per il rdc stiamo ancora aspettando, Di Maio sei bugiardo» è stato attaccato davanti ai cancelli della casa dei genitori del vicepremier a Pomigliano D'Arco, da alcuni licenziati del locale stabilimento Fca e della ditta Bruscino Ambiente, che indossavano anche una maschera con il viso del ministro del Lavoro e il naso di Pinocchio.

I senza lavoro hanno anche imbucato nella cassetta postale della famiglia Di Maio un documento con il quale rivendicano il diritto al reddito di cittadinanza. «Dopo l'incontro con il ministro avvenuto nelle scorse settimane - hanno spiegato - ci saremmo aspettati che finalmente fosse varato il famoso decreto ministeriale attuativo che modifica le modalità di accesso. Ma siamo a tre giorni dalle europee e nulla è stato fatto, nonostante ci avessero promesso tempi brevi per la modifica delle modalità di accesso al reddito di cittadinanza che, così come è stato varato, esclude una grossa fetta di disoccupati, licenziati e immigrati. Anche il presidente dell'Inps Tridico ha più volte detto che la legge sul rdc deve essere cambiata, ma lui non è ministro e non può fare nulla». I senza lavoro hanno poi annunciato che il documento sarà inviato al ministro Di Maio anche tramite Pec. 

CARLO CALENDA, parlamentare
Uno rompe il silenzio elettorale, l’altro non si accorge di un fallimento che lascia per strada 1.800 persone. Sono i due Vicepremier, nessuno dei due ha mai lavorato, nessuno dei due ha capito come si lavora o come ci si comporta nelle istituzioni.

Unione Europea. I giovani credono in essa

CARLO COTTARELLI, economista

Faccio parte della prima generazione di europei in 2000 anni che non ha dovuto vivere gli orrori di una guerra.
Grazie Unione Europea.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Le elezioni del 26 maggio, con cui si rinnoverà il Parlamento europeo, sono un crocevia importante. Quale idea di Europa prevarrà? Quella che punta alla piena integrazione o quella che vorrebbe rivederne le regole? 
L’esito è incerto. 
Per i giovani non ci sono dubbi: l’Unione, così com’è oggi, piace. E anche parecchio. 
Piace il sentimento europeo,
Piace il viaggiare senza passaporto,
Pensandoci bene quelle centinaia (o migliaia) di giovani che hanno lasciato Contessa Entellina negli anni più belli della loro vita per lavorare in Germania, Francia etc., tanti dei quali oggi sono anziani e pensionati, perchè non dovrebbero amare l'Europa Unità ?
Ai giovani:
= Piace la libera circolazione delle persone;
= Piace il formarsi nelle università degli Stati membri, per un periodo o per l’intero corso di studi, senza particolari ermessi e ostacoli burocratici.
= Piace l’aver dato regole comuni a tutte le nazioni,
= Piace l'avere una moneta unica (l'Euro) da Trapani fino a Copenaghen,
= Piace che molte risorse finanziarie dai paesi più ricchi  (Germania, Francia ...) siano fluiti verso quelli meno fortunati per finanziarne la crescita.
Spiace certamente, ai giovani e ai meno giovani, che l'Italia per decenni non abbia saputo approfittare di queste possibiltà di sviluppo socio/ecnomiiche ed abbia rimandato indietro tante opportunità. Ma questa storia non è colpa dell'Europa, ma dei politici di casa nostra.

venerdì 24 maggio 2019

Domenica Elettorale. Cosa propongono le liste ?

+EUROPA
E' una alleanza di Centro-Sinistra di forte ispirazione europeista, molto distante dalle posizioni sovraniste-populiste sia di Salvini che del Movimento 5 Stelle.
Punti salienti del programma:
  • Politiche sociali ed economiche europee che promuovano più equità nel sistema tributario e nel mondo del lavoro.
  • Sviluppo di un mercato di libera concorrenza europeo, con la privatizzazione di imprese nazionali che operano in mercati concorroenziali e riforma dell’attuale assetto proprietario delle banche.
  • Promozione dei diritti civili e delle libertà individuali, con l’adozione dello ius culturae come modello di riforma per la cittadinanza.
  • Introduzione di nuovi meccanismi di ingresso dei profughi con la creazione di canali di arrivo legali e sicuri a livello europeo e programmi di inserimento nella società civile e nel mondo del lavoro.
  • Creazione di un’unica Federazione di Stati Europei che serva come apripista per la creazione dei veri e propri Stati Uniti d’Europa.
  • Creazione di un unico esercito di Difesa europea e polizia di frontiera europea.
  • Superamento delle politiche di austerità e forte potenziamento degli investimenti europei nell’ambito dei servizi di istruzione e nuove tecnologie.

Partito Democratico–Siamo Europe

Il partito si riconosce nei più larghi ideali socialdemocratici e progressisti dal punto di vista sociale, di inclusione e ambientale.
Il programma della lista riprende i punti salienti del Manifesto che ha dato vita a Siamo Europei (di Carlo Calenda) e della mozione a sostegno di Zingaretti per la sua candidatura alle primarie.
 Nel programma si propone il rilancio del ruolo dell’Italia all’interno delle istituzioni europee e si preme per un’Europa più accogliente per chi arriva sulle coste del Mediterraneo, più unita e solidale, che si liberi dalle catene dell’austerità e della tecnocrazia; il rilancio della crescita attraverso politiche espansive che puntino su grandi investimenti comuni e l’istituzione di un’indennità europea di disoccupazione. Rimane sul tavolo anche la proposta dell’elezione diretta del Presidente della Commissione Europea per aumentare la vicinanza delle istituzioni sovranazionali ai cittadini di ogni Stato membro.
Fra i rappresentati della Coalizione sono presenti anche esponenti di Articolo 1 – MDP, il partito nato dalla scissione di Bersani e altri ex-compagni dal PD. 

La sinistra

La sinistra italiana -è notorio- è profondamente divisa, e dal calderone è uscito un nuovo simbolo:  "Sinistra”. La coalizione racchiude al suo interno Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, ma lascia fuori altre realtà come Possibile e Potere al Popolo.
La lista riprende il programma dei partiti che la compongono, che chiedono un nuovo welfare europeo, un’attenzione maggiore ai bisogni dei cittadini, un sistema di accoglienza efficiente, l’attuazione di politiche ambientaliste e nuove politiche economiche incentrate sul lavoro.

Fratelli d’Italia

ll partito di Giorgia Meloni punta (cometutti  partiti sovranisti) sul sentimento nazionalista. Proprio in quest’ottica Fdi ha aderito all’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei (ACRE), partito che preme su valori liberali e conservatorismo nazionale.
Il programma elettorale riprende i punti più cari alle forze sovraniste:
  • La creazione di una Confederazione di Stati Europei Sovrani.
  • Il superamento dell’austerità e abbassamento delle tasse.
  • La riforma della finanza europea e della BCE.
  • Una riforma del lavoro che tuteli le aziende che assumono manodopera italiana.
  • L’adozione di una flat tax ridotta a vantaggio delle imprese che producono in Italia.
FORZA ITALIA
Il partito di Berlusconi fa parte del Partito Popolare Europeo (PPE), il gruppo più grande ed influente del Parlamento Europeo di cui fa parte la Merkel. Riunisce forze liberali europee e mantiene un forte spirito europeista, malgrado alcuni scetticismi interni ai partiti nazionali che lo compongono.
Il programma di Forza Italia per le prossime elezioni europee si articola su diverse proposte:
  • Stop alle politiche di austerità e alla regolamentazione eccessiva dei mercati che frenano lo sviluppo, e creazione di una politica industriale europea.
  • Riforma della BCE che la renderebbe più simile alla Federal Reserve degli USA.
  • Meno burocrazia, accesso più semplice per le imprese locali ai fondi europei.
  • Definire trattati europei con la Libia e trovare accordi a livello di Unione con i paesi di origine dei migranti per il loro rimpatrio.
  • Piano Marshall per l’Africa con uno stanziamento di cinquanta miliardi per promuovere lo sviluppo, costruire infrastrutture e garantire la formazione.
  • Politica estera comune e l’unione delle forze armate di tutti i paesi europei per la creazione di un unico esercito che renda l’Europa una potenza militare mondiale.

Movimento 5 Stelle

I vertici del Movimento hanno nel corso della campagna elettorale preferito smarcarsi il più possibile dall’ombra della Lega. Per questo Luigi Di Maio in questi mesi ha cercato nuovi alleati in Europa per riuscire a creare un nuovo gruppo indipendente, commettendo marcati errori come quello di andare a bussare dai "gilet gialli" in Francia, un movimento a cui non dispiace la violenza..
Il Movimento 5 Stelle ha aderito a un manifesto congiunto di altri tre movimenti europei che definisce gli obiettivi comuni della coalizione, i cui punti centrali sono:
  • Potenziamento di strumenti di democrazia diretta con l’adozione di un sistema bicamerale per il Parlamento Europeo.
  • Superamento dell’austerity con la revisione dei vincoli di bilancio, una riforma della Banca Centrale Europea e la ferma opposizione alla creazione di un Fondo monetario europeo.
  • Direttiva Europea che introduca il salario minimo garantito negli stati membri che ancora non l’hanno previsto, fra cui l’Italia.
  • Parità di genere nel mondo del lavoro.
  • La promozione del Made in Italy attraverso politiche agricole favorevoli ai piccoli agricoltori e contro l’importazione di prodotti alimentari esteri.
  • Lotta alla delocalizzazione selvaggia.
  • Gestione del flusso dei migranti, e in particolare l’introduzione di quote di ridistribuzione obbligatoria nei paesi europei.
  • La lotta alla grande evasione, alla corruzione e alla criminalità.

Lega

Nello scacchiere europeo, la Lega siede  nel gruppo Europa delle Nazioni e delle Libertà (ENF) che racchiude tutti i partiti euroscettici più radicali e non esclude l’abbandono della moneta unica e una revisione più restrittiva dei trattati riguardanti l’immigrazione nell’Unione. 
Salvini vuole una radicale revisione dei trattati europei che porti, di fatto, a una situazione precedente al Trattato di Maastrich. 
L’obiettivo è una profonda riforma dei trattati che restituisca non solo all’Italia, ma a tutti gli stati membri la sovranità monetaria, territoriale, legislativa e quella su tutte le competenze attualmente sussidiarie.

Domenica elettorale. Si vota per eleggere il Parlamento Europeo

Le liste elettorali dei partiti candidati alle elezioni europee del 2019, per la circoscrizione Italia insulare (Sardegna e Sicilia) sono nove. 
La circoscrizione eleggerà 8  parlamentari. 
FRATELLI D’ITALIA
GIORGIA MELONI 15/01/1977 ROMA
RAFFAELE STANCANELLI 30/06/1950 REGALBUTO (EN)
MARIA CAROLINA VARCHI 14/10/1983 PALERMO
GIOVANNI LUCA CANNATA 17/05/1979 SIRACUSA
MARIA FERNANDA GERVASI 10/12/1988 MESSINA
FRANCESCO RIZZO DETTO CICCIO 27/09/1974 ROMA
ANTONELLA ZEDDA 17/01/1976 CAGLIARI
FRANCESCO PAOLO SCARPINATO 06/11/1973 PALERMO
PARTITO DEMOCRATICO
CATERINA CHINNICI 05/11/1954 PALERMO
PIETRO BARTOLO 10/02/1956 LAMPEDUSA E LINOSA (AG)
ANDREA SODDU 18/12/1974 NUORO
MICHELA GIUFFRIDA 12/01/1964 CATANIA
ATTILIO LICCIARDI 04/02/1961 USTICA (PA)
VIRGINIA PUZZOLO 26/01/1975 PISA
LEONARDO CIACCIO 22/08/1971 PALERMO
CARMELA SPICOLA DETTA MILA 24/08/1967 PALERMO


POPOLO DELLA FAMIGLIA – ALTERNATIVA POPOLARE
NICOLA DI MATTEO 19/04/1972 POLLA (SA)
BARBARA FIGUS 25/11/1971 TORINO
SALVATORE ANELLO 18/07/1963 PALERMO
ELEONORA PAGANO 23/01/1962 PALERMO
GIOVAN BATTISTA MONTEMAGGIORE 02/02/1975 PALERMO
ELENA DI PIETRA 15/07/1984 ERICE (TP)
FABIO NALBONE 02/09/1967 CALTANISSETTA
MARIA DANIELA PAGLIETTI 01/05/1968 PORTO TORRES (SS)
FORZA NUOVA
ROBERTO FIORE 15/04/1959 ROMA
MARIA BORGIA 08/09/1972 SCICLI (RG)
ANTONINO CURRO’ DETTO NINO 17/02/1970 PALERMO
MONICA GRILLO 28/08/1976 CATANIA
PASQUALE ALBA 19/07/1966 FAVARA (AG)
ANTONINA IMPELLIZZERI 13/07/1979 PALERMO
AGATINO SAPIA 01/09/1954 ADRANO (CT)
ALESSIA AUGELLO 20/01/1977 ROMA
FORZA ITALIA
SILVIO BERLUSCONI 29/09/1936 MILANO
GABRIELLA GIAMMANCO DETTA GIANMANCO, GIAMMARCO 13/06/1977 PALERMO
SALVATORE CICU 03/09/1957 PALERMO
GABRIELLA GRECO 20/02/1959 ARBOREA (OR)
FRANCESCO SAVERIO ROMANO DETTO SAVERIO 24/12/1964 PALERMO
DAFNE MUSOLINO 04/12/1974 MESSINA
GIUSEPPE MILAZZO 21/08/1977 PALERMO
GIORGIA IACOLINO 09/12/1991 AGRIGENTO
LEGA SALVINI PREMIER
MATTEO SALVINI 09/03/1973 MILANO
FRANCESCA DONATO 25/08/1969 ANCONA
ANGELO ATTAGUILE 12/05/1947 GRAMMICHELE (CT)
IGOR GELARDA DETTO IGOR 07/02/1974 PALERMO
MARIA CONCETTA HOPPS DETTA MARICO 23/02/1974 PALERMO
SONIA PILLI 03/04/1972 SASSARI
MASSIMILIANO PIU 31/10/1973 TORTOLI’ (NU)
ANNALISA TARDINO 30/04/1979 LICATA (AG)
PARTITO PIRATA
STEFANIA CALCAGNO 08/08/1970 GENOVA
LUIGI DI LIBERTO 24/05/1952 TORINO
CRISTINA DIANA BARGU 26/01/1994 BACAU (ROMANIA)
PAUL STEPHEN BORILE 16/02/1964 DEARBORN (USA)
SARA BONANNO 06/10/1964 BRESCIA
ROSARIA CUOMO 07/10/1982 VICO EQUENSE (NA)
EMMANUELE SOMMA 10/10/1968 AVELLINO
MOVIMENTO 5 STELLE
ALESSANDRA TODDE 06/02/1969 NUORO
IGNAZIO CORRAO 14/01/1984 ROMA
DINO RICCARDO MARIA GIARRUSSO DETTO IENA 11/09/1974 CATANIA
FLAVIA DI PIETRO 06/05/1987 SIRACUSA
MATILDE MONTAUDO 05/02/1972 CATANIA
DONATO FORCILLO 16/03/1987 SASSARI
ANTONIO BRUNETTO 11/05/1987 MESSINA
GIUSEPPINA ANTONELLA CORRADO 06/02/1972 SOMMATINO (CL)


+EUROPA – ITALIA IN COMUNE – PARTITO DEMOCRATICO EUROPEO PDE ITALIA
FABRIZIO FERRANDELLI 15/09/1980 PALERMO
PIETRINA PUTZOLU 23/01/1965 MILIS (OR)
STEFANIA FICANI 30/01/1978 PALERMO
GIUSEPPE SANO’ 19/09/1977 MESSINA
SILVJA MANZI 24/07/1973 FOGGIA
MARCO DE ANDREIS 14/02/1955 ROMA
MARIA SAELI 29/04/1988 PALERMO
ELIA TORRISI 24/03/1994 CATANIA

giovedì 23 maggio 2019

Cambiamenti climatici. Mutamenti prodotti dall'uomo e variabilità generate da cause naturali ... ... di Paolo Borgia


Dove abità l'umanità? Come fa a stare in mezzo a tanta zozzeria?
Sono stato in questi tempi ultimi ma nessun cenno ho percepito da destra e manca.
La CO2 l'ho trovata nel prosecco del Veneto.


HUMANUM HABITAT
Spesso sentiamo dire dagli speaker della Tv il “clima odierno” anziché il “tempo odierno”. Tale espressione è contraddittoria, poiché il tempo cambia in continuazione su una località determinata, al contrario il clima ci parla di tipiche ricorrenze periodiche su aree più o meno estese. Entrambe parlano di nuvole, precipitazioni, vento, temperature che sottendono stesse grandezze fisiche ma, mentre il tempo fotografa un istantaneo stato locale, il clima esprime la sua modulazione su un arco di tempo, che può essere decadale mensile stagionale annuale o anche su periodi geologici. 
In un certo senso, il tempo è la condizione al contorno della cronaca della vita, mentre il clima ne è la sua memoria storica. 
Tra i suoi elementi costitutivi la vera protagonista forse è la temperatura, il freddo come il caldo. Gli esseri viventi, vegetali o animali che siano, possono adattarsi solo a limitati ambiti climatici, al di fuori di tali domini termici non sopravvivono senza la odierna tecnologia. L’essere umano, per esempio, solo nell’aria secca del deserto può sopravvivere a 45÷50°C ma già a 30°C avverte disagio se non sofferenza in ambienti saturi di umidità. 
Al di sotto di tale valore sente la necessità di vestirsi in modo leggero o di più se è esposto al vento, che sottrae calore al corpo. Ulteriore vestiario gli occorre a mano a mano che le temperature scendono ma già lo zero termico è un limite per la maggior parte delle persone. Se coprire il corpo è stata una prima soluzione, in seguito col mutare del clima dovette pensare a migrare per sempre o anche solo per una stagione - come era d’uso tra gli Amerindi del Nordamerica prima dell’arrivo degli Europei -. 
Forse, per tale fragilità, l’umanità si è maggiormente ripartita grosso modo intorno al 40° parallelo ±10: il clima è più mite lungo queste due fettucce, specie lungo le coste occidentali dei continenti, rispetto a quello al loro interno e a quello lungo le coste orientali. Nel Nord europeo la calda Corrente del Golfo mitiga il clima che consente la vita anche in Norvegia, mentre in Canadà alla stessa latitudine c’è solo freddo e gelo. Nella fascia tra i tropici, se si esclude il Sud Est asiatico, la densità di popolazione è più scarsa.

L’uomo scoprì presto, a sue spese, l’esistenza del clima insieme alla dinamica cosmologica e quanto il clima condizioni la sua storia, come pure, quanto la sua mutevolezza lo abbia visto sempre inerme di fronte a fenomeni non comuni, anche là dove la mitezza dei fenomeni eccelle, come nel Mediterraneo, in cui pure sono nate le parole ciclone uragano tifone, note ad Ulisse ed a Paolo. 
Sì! Il clima è sempre stato mutevole e le sue variazioni dipendono dalla maggiore o minore attività del sole ma anche da cause terrestri come l’attività vulcanica. Non più di 4 secoli fa abbiamo avuto una piccola glaciazione, mentre durante l’espansione islamica verso nord la temperatura terrestre è aumentata. Ancora nel luglio del 1991, in seguito al violento scoppio del Vulcano Pinatubo, l’alta atmosfera si riempì di anidride solforosa e spiazzò molta parte dell’ozono – da noi il 15% -. Ciò produsse una diminuzione rapida di temperatura del pianeta di -0,56 °C che costrinse il nostro governo ad emettere bollettini di preallarme coi quali si esortava a non esporre i bambini al sole dalle ore 11;00 alle15;30 – senza indicare, però, la causa, cioè la maggiore presenza al suolo dei tossici raggi UV -. Questa tempestiva informativa si deve all’attività di satelliti rotanti in orbita polare che registrano costantemente, puntualmente e con estrema precisione la temperatura emessa dalla terra verso lo spazio. Questa temperatura climatica terrestre annuale ci dice se e di quanto è variata: se è correlata all’attività solare non ne siamo responsabili, altrimenti occorrerà capire quali siano le cause, se naturali o derivanti dalle attività antropiche.

Quando, più di quaranta anni fa, accennavo agli amici collaboratori di Mondo Albanese come ormai l’uomo era in grado d’influire in modo pesante sul clima, la notizia suscitava molti dubbi ed ironia, mentre già il Club di Roma dagli anni ‘50 si occupava del tema e la Suprema Corte di Cassazione imbastiva le basi per un diritto ambientale attraverso l’I.C.E.F., il giudice Amedeo Postiglione, 1988, e la giornata annuale per l’ambiente.

Oggi c’è una ridda d’affermazioni, spesso gratuite, su che cosa altera il clima. Invece, le cause che concorrono sono tante e complesse: 
-mega-urbanizzazione, 
-combustione, 
-deforestazione, 
-desertificazione, 
-la plastica, 
lo scarico a mare da fiumi-fogne e da navi, 
-la “geoingegneria”: 
._ _Prima, il territorio era organizzato a macchie di leopardo con le colture più pregiate in prossimità dell’abitato ed in ultimo, tra un abitato e gli altri c’erano i boschi -vedi la Sardegna-, ora ci sono città senza un nome, estese anche 2000 chilometri quadrati -come da Novara a Brescia-.
_Un tempo, prima di arare le maggesi si dava fuoco alla paglia secca per concimare la terra, ora forse per incuria o per speculazione o per mezzo di riscaldatori ionosferici (?) scoppiano incendi di dimensioni regionali.
_Una volta, per la nascita di un figlio una figlia era d’uso piantare un noce, ora si radono al suolo intere foreste equatoriali ma anche si usano dai nativi le rare acacie del Sahel per scaldare la magra minestra di sorgo quotidiano.
_Quando ero bambino in paese tutti pulivano il tratto di strada davanti la propria casa, mentre gli avanzi alimentari erano consumati dal maiale di casa, dalle galline o servivano da concime alle piante di ulivo, ora il mondo è diventato un mondezzaio inquinato.
_Ricordo quando per comprare il latte, l’acqua, l’olio o il vino dovevo portare la bottiglia di scambio e avevamo la borsa di stoffa per il pane, ora i contenitori sono di plastica, che spesso finisce in mare. E non solo la plastica giunge al mare.
_Il mare è diventato una cloaca in cui i pesci mancano di difese immunitarie, hanno difficoltà a sopravvivere e se ne pescano pochi: mangiare il pesce da frittura è diventato un lusso ed il pesce comune, come orata, spigola e acciuga, viene allevato entro gigantesche nasse costiere. 
_Ma c’è ancora qualcosa di peggio che dopo la Seconda guerra mondiale si vietò con accordi internazionali. Si tratta di tecniche di modificazione della stessa atmosfera; sono attività che si tende a non divulgare e che sono sperimentate segretamente (!) da militari. 
Come si sa, l’aria è un cattivo conduttore termoelettrico, un isolante per la natura metalloide dei principali componenti: l’azoto per il 78% e l’ossigeno il 21%. Poiché si vuole fornire una conducibilità all’atmosfera occorre spruzzare in cielo aerosol di bario, stronzio e alluminio. Questi sono conduttori per le onde elettromagnetiche emesse da riscaldatori ionosferici da 10 e 9 watt posti a terra, su aeromobili o su satelliti. Tali onde (esistono fin dalla guerra del Vietnam) sparate nell’aria e riflesse sulla terra possono causare catastrofi naturali: tsunami, terremoti, eruzioni vulcaniche, cambiamento del tempo su intere regioni, uragani, siccità, incendi, inondazioni, deviazioni di correnti oceaniche. C’è anche chi studia per impiegare tali spruzzi per costituire una griglia, una sorta di gabbia di Faraday per proteggere il pianeta dalle radiazioni tossiche entranti a causa della carenza d’ozono in quota. 
Va inoltre detto che le onde elettromagnetiche dei riscaldatori ionosferici sono in grado di spostare le correnti a getto – quei fiumi di vento velocissimo che circondano la terra a 8÷12 km di elevazione – che costruendo barriere fra masse d’aria calda e fredda sono anche in grado di trasportare l’umidità sopra i deserti intertropicali e manipolare anche il clima. E, intanto, il CO2 e l’effetto “serra” o meglio “coperta” fa notizia, distrae dai problemi, fa sorgere il senso di colpa in noi e si trova in buona compagnia coi problemi ben più gravi appena accennati, che responsabili pubblici e privati non tengono debitamente in conto ché questi sono i principali fattori climatici planetari.
P. Borgia

JETA NJERËZORE
Shpeshherë ndiejmë folësit e TV-it të thenë “klima e sotme” te vendi të thonë “moti i sotëm”. Kjo shprehje është kundërthënëse, sepse moti ndërron në çdo moment mbi një lokalitet të përcaktuam, ndryshe klima na flet për tipike përsëritje të herëpashershme mbi sipërfaqe pak o shumë të gjera. Të dy flasin për re, reshje, erë, temperatura çë përmbajnë të njëjtat sasì fizike por, ndërsa moti fotografon një gjëndje lokale të çastit, klima shpreh modulimin e tij mbi një hark qëroi, çë mënd t’jetë dekadash (dhjetëditësh) mujor stinor vjetor o edhé mbi periudha gjeologjike. Në njëfarë ndëlgim, moti ë’ kushti në rreth të kronikës së jetës, ndërsa klima ë’ kujtesa historike e saj. Ndër elementet përbërës së saj protagonistja e vërtetë ndoshta është temperatura, të ftohtit ashtù si të ngrohtit. Klëniet e gjalla, bimë o kafshë çë të jenë, mënd të përshtaten vetëm te rrathë klimatikë të kufizuar, veç këtyre lëmenjëve termike ngë mbeten gjallë pa të sotmen teknologji. Njeriu, për shembull, vetëm tek ajri i thatë të shkretëtirës mënd të mbijetojë me temperatura më lart se 45÷50°C por çë nga 30°C ai ngë ndien veten mirë o vuan kur ndodhet te vende të ngopur me lagështì. Nën kësaj vlere ndien lipsjen të vishet hollë o më shumë nëse e rreh era, çë nxier nxehtësì kurmit. Veshje e mëtejshme i duhet pak e pak çë zdripen temperaturat por çë zeroja termike ë’ një kufì për pjesën më e madhe të vetavet. Nëse të pështrohej kurmi kle e para zglidhje, më vonë me të ndërruarit të klimës pat të mendojë shtegtimi i përhershëm o edhe vetëm stinor - si e kishin zakon Amerindianët e Amerikës Veriore më parë të arritjes së Evropianëvet -. Nodshta, për këtë dobësì, njerëzimi u shpërndà më shumë me përafërsì reth 40° parallelit ±10: klima ë’ më e butë glatë këtyre dy rripash, sidomos glatë brigjevet perëndimore të kontinentevet, në krahasim me atë në brëndìnë e tyre dhe me atë glatë brigjevet lindore. Te Veriu evropian e ngrohta Rrimë e Gjirit zbut klimën çë pranon jetën edhe në Norvegjì, kur në Kanadà tek e njëjta gjerësì ka po tëtim dhe mardhë. Te rripi ndër tropikët, nëse lëmë jashtë Jug Lindjen aziatike, dendësìa e popullsìsë është më e pakët.

Njeriu e zbuloi shpejt, psimi u bë msim, klënien e klimës bashkë me dinamikën kozmologjike dhe sa klima kushtëzon historinë e tij dhe sa ndërrueshmërìa e ka përherë parë pa mbrojtje përballë dukurìvet të pazakontë, edhe atje ku butësìa e dukurìvet shkëlqen, si te Mesdheu, megjithëse aty buruan fjalët ciklòn uragan tufan, të njohur nga Ulisi dhe nga Pali. Ëj! Klima ka klënë përherë e paqëndrueshme dhe ndryshimet e saj varen nga më i madhi o më i vogëli aktivitet të diellit por edhe nga shkeqe tokësore si aktiviteti vullkanik. Jo më shumë se katër shekuj prapa patëm një akullim të vogël, ndërsa glatë ekspansionit islamik në drejtim të veriut temperatura tokësore rriti. Edhe te korriku i 1991, si pasojë e plasjes së furishme të Vullkanit Pinatubo, atmosfera e lartë u mbush me anhidrid sulfuror e zhvendosi një pjesë e madhe të ozonit – tek na një 15% -. Kjo shkaktoi një rënie të shpejtë të temperaturës për -0,56°C çë shtrëngoi qeverìnë tënë të nxirrjë buletine paraalarmi me të cilët këshillohej të mos nxireshin në diell fëmijët nga ora 11;00 ngjer te ora 15;30 - por pa thënë shkakun, domethënë pranìa më e lartë rrezesh UltraVjollcë te dheu -. 

Këta të shpejta njoftime i kemi në sajë të aktivitetit të satelitët çë rrotullohen në orbita polare çë regjistrojnë pareshtur me përpikërì dhe me precision absolut temperaturën e rrezatuar nga toka ndaj hapësirës. Kjo temperaturë tokësore vjetore klimatike na thotë nëse e sa ka ndërruar: nëse është ndërlidhur me aktivitetin diellor ngë jemi përgjegjës për atë, ndryshe do të duhet të ndëlgohet cilat të jenë shkeqet, nëse natyrore o çë vijin nga aktivitetet antropike.
Kur më shumë se dyzet vjet prapa, çikja miqvet e revistës Mondo Albanese si nanimë njeriu ë’ në gjëndje të ndikojnë rëndësisht mbi klimën, lajmi shkaktojë shumë dyshime dhe ironì, ndërsa çë nga vitet ‘50 Klubi i Romës mirrej me temën dhe Gjykata e Lartë ildisjë/mbastirjë bazat për një drejtësì të mjedisit nëpërmjet I.C.E.F.-it, gjyqtari Amedeo Postiglione, 1988, dhe Dita e Përvitshme për Mjedisin.

P. Borgia

Grandi Uomini. Se tutti credessimo nella capacità di riscatto della Sicilia e nella fierezza della sua millenaria Storia ...

23 maggio 1992: a Palermo Cosa Nostra 
uccide il giudice antimafia e la sua scorta


Sono trascorsi  27 anni dal 23 maggio 1992 e finora  sono stati celebrati quattro processi, con più di venti mafiosi condannati all’ergastolo. Ma a volere la morte di Falcone sono state solamente menti riconosciute mafiose ?

In cosa si era distinto il giudice palermitano ? Assieme a Paolo Borsellino aveva istruito il primo maxiprocesso a Cosa Nostra, sintetizzato in
-centoventi faldoni contenenti quattrocentomila fogli processuali, 
-quattrocentosettantacinque imputati 
-e quattrocentotrentotto capi di imputazione: dall’associazione per delinquere di tipo mafioso  a tutti i reati contestati ai componenti criminali collegati a Cosa Nostra (estorsioni, rapine, traffico di stupefacenti e centoventi omicidi). 
Occorsero trecentoquarantanove udienze e milletrecentoquattordici interrogatori per arrivare l’11 Dicembre 1986 alla sentenza (circa 7.000 pagine), redatta dall'allora giovane giudice a latere Pietro Grasso.
Il 30 gennaio 1992 la Cassazione conferma le centinaia di condanne del maxiprocesso istruito -appunto- negli anni Ottanta da Falcone.

“Chi era Giovanni Falcone?”, secondo l'ex Presidente del Senato Pietro Grasso, era: 
-la straordinaria capacità lavorativa, 
-il dettaglio, 
-la morbosità, 
-la visione prospettica, 
-l’anticipazione di ogni possibile mossa, 
-l’instancabile voglia di lottare.

Il Maxiprocesso è certamente il fiore all’occhiello schiusosi -in via definitiva- nel ’92 e con esso si sostanziano le intuizioni del "pool" sulle connessioni della mafia con l’alta finanza, la politica e l’imprenditoria.
Di Falcone non va dimenticata anche l’inchiesta giudiziaria ‘Pizza connection’ che svolge negli Stati Uniti d’America con indagini sui traffici internazionali di eroina e cocaina che investono la Thailandia, la Sicilia nonché la Svizzera per il riciclaggio di denaro. 
Falcone -nel suo metodo lavorativo- spulcia ogni singolo movimento bancario e qualunque rapporto di “comparatico”, si sposta dovunque ce ne sia bisogno e tesse la sua trama pronto a disfarla in caso di errori. 
Era un uomo scrupoloso.

Il ministro socialista di Grazia e Giustizia Claudio Martelli, nel clima di veleni che il giudice viveva nella Palermo di quegli anni, lo accoglie a Roma e lo nomina dirigente dell’ufficio affari penali, dove Falcone chiama a lavorare con sé pure Pietro Grasso. A Roma compie il prezioso lavoro per organizzare a livello nazionale la lotta alla mafia, creando 
--la DNA (Direzione Nazionale Antimafia, con relativa banca dati), 
--le DDA (Direzioni Distrettuali Antimafia) 
--e la DIA (una specie di FBI italiana antimafia). 

Viene accusato -da suoi colleghi- di mirare a contrarre l’autonomia della magistratura e di essere in combutta con il potere politico. Le calunnie e il sabotaggio iniziano -in realtà- nell’88 con la sua mancata nomina alla successione di Caponnetto, assegnata invece a Meli sulla base dell’obsoleto criterio dell’anzianità anzicchè sulla base della professionalità.