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venerdì 13 luglio 2012

La sig.ra Finocchiaro teme che col voto di preferenza ... arrivi la corruzione.

Non è uno scherzo
C'è da allacciare le cinture e chiudere gli occhi.
I medesimi personaggi che hanno affossato il paese si ripropongono tali e quali alla guida del paese nelle ormai sempre più prossime elezioni del Parlamento.
Che la scadenza sia ottobre prossimo o aprile 2013 nulla cambia.
I medesimi Berlusconi, i medesimi La Russa, Scajola, in pratica il clan al completo dei personaggi che sanno organizzare festini, serate a luci rosse, sedute di affari con esponenti della cricca ... sono tutti pronti.
Ognuno penserebbe: si, questo è il fronte degli "sfrontati", la parte dei Bertolasi dei grossi affari per gli amici; esiste però il fronte opposto, quello delle persone col cervello apposto, ... alla Filippo Penati, alla Luigi Lusi, alla Gaspare Vitrano, insomma. Il fronte del Pd. Ebbene anche da questa parte tutti sono con la valigia pronta per salire sul... in lista. C'è la Finocchiaro che ancora non è sazia: da 28 anni sta lì a rilasciare dichiarazioni di alta moralità e di dirittura di indirizzi; suo proposito è di stare seduta in Parlamento per altri 28 anni.
Dobbiamo insomma capire che D'Alema, Bindi, Veltroni, Bersani, e compagni ancora non hanno staccato il cinquantennio di indennità di carica da €. 20.000,oo al mese e quindi sono pronti a sacrificarsi per ... , no, perchè pensavate per la Patria ?, sono pronti a sacrificarsi per la propria pancia.
Gente mediocre che si ritiene "grande". Gente pericolosa, quindi.
Tutta gente, quella citata, che ci ha portato al disastro e che non ha alcun pudore nel ri-presentarsi ancora per chiedere conferma.
Ma che diciamo ?
Loro non chiedono conferma di nulla. Loro si faranno ancora una volta "ri-nominare".

Il giochetto delle parti.
Berlusconi e tutti i componenti della compagnia (che comprende la cricca del terremoto abruzzese) vogliono rinnovare le istituzioni (... si intende, per finta). Vogliono una legge, niente di meno, con cui col sistema alla francese venga eletto il presidente della repubblica e vogliono (per finta, ovviamente) si dia la possibilità del voto "di preferenza" agli elettori: ovviamente Berlusconi dovrebbe essere candidato a presidente della repubblica, per poter aprire al Quirinale un 'casino' degno del personaggio.
Bersani e tutto il vecchiume che lo accompagna dice che non c'è tempo per modificare l'assetto repubblicano, ma al contempo non vuole che sia ripristinato il "voto di preferenza", perchè in mano agli elettori sarebbe portatore di corruzione; come se il suo capo di gabinetto, Filippo Penati, o Luigi Lusi, senatore del suo pd, si siano fatti attrarre dal denaro e dalla corrutela in quanto sostenitori del "voto di preferenza".
Conclusione
I due identici partiti (differiscono per una sola "L") stanno giocando con un solo obiettivo: fingere di avere obiettivi "nobili" distinti per lasciare immutato il sistema elettorale vigente (quello del porcellum), in modo che la Finocchiaro dei buoni propositi (quella signora che si scorda come le ausl della Sicilia orientale trattassero con i fornitori prescindendo dalle gare di appalto con  ... conoscenti), il La Russa (il cui fratello si muove bene in quel di Milano) e tutto il resto dei politicanti piddini e piddiellini, uomini da quattro soldi, possano essere tutti "ri-nominati"; scilipodi e comparucci similari compresi.
E gli italiani pensano che pd e pdl abbiano contrasti fra loro !

Sicilia. Rifiuti Solidi: da noi sono le carte che si spostano; la realtà è tutt'altra cosa

Il piano regionale di gestioni dei rifiuti della Regione Siciliana ha ottenuto l’approvazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del mare guidato dal Ministro Corrado Clini. 


Il verde pubblico a Contessa Entellina - Non c'è strada che non ne
disponga. E' l'attrattiva studiata dall'Amministrazione Comunale
Il Piano, proposto dal presidente della Regione siciliana, Raffalee Lombardo, nella sua qualita’ di commissario delegato per fronteggiare la situazione di emergenza determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio regionale era stato, il 3 luglio, oggetto di intesa con il dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Italia in mano ai ladri. Tangenti, corruzione, parassitismo - Monti deve essere più incisivo contro i politicanti ed i canali con cui si approvvigionano

Militari della guardia di finanza stanno eseguendo nella mattinata di oggi ordini di arresto tra le province di Trapani e Palermo nei confronti di cinque indagati per tentativo di concussion​e, corruzione​, emissione e utilizzo di fatture false. Le indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, riguardano un gruppo imprendito​riale che ha sede ad Alcamo e opera nel settore delle energie rinnovabil​i in Sicilia che avrebbe beneficiat​o, in cambio di tangenti, di agevolazio​ni nella realizzazi​one di parchi eolici.

Notizia quella qui data di oggi 13 luglio; ma il sistema messo su dai corrotti-corruttori è antico fra i politicanti di Sicilia e d'Italia.
Le tangenti !
Sono soldi che la pubblica Amministrazione cede dai propri bilanci ad imprenditori e che questi ri-girano a burocrati e politicanti (in via privata) che tradiscono il mandato di servire la collettività.
In Italia questo giochetto costa 70 miliardi di euro. E secondo i politicanti di quattro soldi (pd e pdl) non sono corruzione bensì "regalini".
La spending review non serve a nulla, se gli italiani non avvertono che i sacrifici non colpiscono i "furbi", o meglio i politicanti.
Lo stato drammatico della finanza pubblica deve obbligare il governo a fare scelte risolute che convincano la gente.
1) Serve una imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze e una tassa sulle transazioni finanziarie per dare il senso che il governo si muove con  equità.
2) vanno abolite le comunità montane e gli atavici privilegi alle regioni a statuto speciale. La specialita' dello Statuto Sicilia non offre nulla alla gente e molto parassitismo a beneficio dei politicanti-ladri,
3) vanno  tagliate  le spese militari superflue, e quindi vanno ridotte o tagliate le missioni all'estero,
4)  vanno parificate le indennità dei consiglieri ( o deputati) regionali al livello più basso, ossia a quello di Umbria e Toscana, dopo avere ridotte ulteriomente ad un quinto anche queste (già basse).
La gente deve capire che i sacrifici sono per tutti.
Anche se -in verità- dovrebbero essere prioritari per chi è "privilegiato" di Stato.

Sicilia. Da noi la spending review non serve; parola dell'Assessore che intende conservare parassitismo e privilegi

Per l’Italia si avvicina sempre più il momento di dover guardare giù, nel burrone.
I titoli di stato della Repubblica Italiana sono stati declassati fino al punto di essere a soli due punti avanti alla classificazione della “spazzatura”. Il che significa che difficilmente -da ora in avanti- riuscirà lo Stato a piazzare il debito pubblico ad interessi ad una sola cifra.
Non c’è Monti che tenga. Berlusconi, D’Alema e Prodi hanno governato danzando e chiudendosi gli occhi; hanno s-governato senza mai dire la verità agli italiani.
I governanti irresponsabili, da rinchiuderre in un edificio per evitare che continuino a fare danni, purtroppo sono ancora in opera e puntano di portarci -a nuoto- in Grecia.
E’ da irresponsabile -infatti- ascoltare da Armao, assessore della Regione Sicilia, che “lo spending review è  insostenibile per il bilancio regionale”.
Avete capito ?
Nella Regione in cui il 95% della spesa è tutta parassitaria, da spreco e da privilegi, oltre che da occasione di corruzione, lo sprending review è insostenibile !
Gaetano Armao a sostegno della sua visione, da tutore –evidentemente- dei privilegi esistenti invoca pure quanto avrebbe sostenuto la Corte dei Conti.
Dice “Per le Autonomie speciali il concorso alla finanza pubblica sancito dal dl 95/2012 e’ di 600 milioni sul 2012 (700 per le ordinarie), 1,2 miliardi sul 2013. Per gli anni a seguire, di piu’ di quanto si richiede a tutte le Regioni ordinarie. Per la sola Sicilia, in aggiunta alle previsioni delle precedenti manovre, nel triennio 2012-14, pesa per oltre 1,5 miliardi (totale patto di stabilita’ per i bilanci regionali nel triennio -4 miliardi). Mentre gli accantonamenti sulle entrate previsti ammontano, da quest’anno, ad oltre 354 milioni. A questi vanno aggiunti i minori trasferimenti erariali in favore degli en ti locali previsti dal d.l. n.95/2012 (che pesano complessivamente nel biennio 2012-13 2,5 md). Per la Sicilia, in termini presuntivi, nel biennio l’ulteriore taglio e’ di circa 250 milioni. Se colleghiamo poi questa compressione finanziaria – aggiunge Armao – al gia’ appesantito bilancio regionale, alle ricadute del nuovo articolo 119 della Costituzione, che limita ulteriormente la possibilita’ di indebitamento delle Regioni, e di fronte alla progressiva riduzione dell’investimento dello Stato nel meridione, non si comprende come la Sicilia potra’ finanziare gli investimenti e la compartecipazione alla spesa europea. Proprio con riguardo alla spesa europea, da un lato lo Stato comprime i livelli di spesa regionale, e quindi anche di compartecipazione, dall’altro chiede di accelerare la spesa europea (e quindi i livelli di compartecipazione). Con questi saldi non potranno raggiungersi i target necessari per il pieno impiego dei fondi europei”. “Abbiamo avviato – prosegue Armao – ed applicato, e siamo tra le prime Regioni italiane, la Spending Review, a partire dalla sanita’, alle societa’ partecipate, introducendo drastiche riduzioni nella spesa che la stessa Corte dei conti, nel richiamato giudizio di parificazione, ha definito un’azione di’moralizzazione politico-finanziaria di riduzione della spesa’. Gli ulteriori tagli per la sanita’ non solo violano il principio pattizio, ma appesantiscono la situazione e peseranno nel triennio 2012-2014 quasi 400 mlioni”.
“Per quanto attiene alle societa’ regionali, emergono – conclude Armao – seri problemi applicativi connessi all’obbligo di mettere sul mercato le societa’ che producono servizi, con gravi conseguenze sul piano sociale. L’obbligo di dismissione, senza garanzie ed in tempi troppo brevi, portera’ alla svendita o allo ’spezzatino’ di queste societa’, con rilevante perdita patrimoniale per le Regioni. Non si comprende perche’ gli affidamenti in house siano incompatibili con i risparmi, comunque verificabili, anche a base comparativa, con riguardo al valore dei servizi offerti; in questo senso e’ chiaro che le spinte sono altre”.
Discorsi di una persona che vive sulla luna.
Costui non è a conoscenza che in Sicilia esistono 2000 dirigenti regionali quando ne basterebbero 120/130. Esistono retribuzioni del personale regionale del 40% eccedenti i corrispondenti compensi statali e/o comunali. Esistono 90 parlamentari regionali pagati a 20.000,oo euro mensili quanto potrebbero riscuotere 1.200 euro mensili, quanto i normali umani. Esistono consulenze a sostegno dei 2.000 dirigenti che nemmeno la struttura dell’ONU ne conta quanto la regione Sicilia.
Esistono appalti conferiti a livelli di prezzi 3 o 4 volte superiori al livello a cui li affidano i landers tedeschi (gli esperti giudicano che da questi alti livelli degli appalti provengano quei settanta miliardi di “regalini” che finiscono nelle tasche dei politicanti per “corruzione”).
Si, Armao vuole salvaguardare questo sistema parassitario.
E’ bene che il bravo giurista Armao vada a casa sua, assieme al suo Raffaelo Lombardo.
Siamo in mano a gente che non governa, ma intende assecondare il sistema che ci ha portato al precipizio. Questa è, a ben giudicarla, gente semplicemente gestori del "sistema". Essere "governanti" è altra cosa.
Incredibile !: in Sicilia non c’è nulla da tagliare in termine di sprechi ?
Ma Armao ritiene che la sua auto blu e la sua indennità di assessore super-governativa siano meritate ?
Ma dove vive ?

Sicilia. Gare d'appalto: tutto regolare, anzi no.

La direzione Politica regionale di Bruxelles ha riscontrato  “irregolarità nell’assegnazione degli appalti e carenze significative nel funzionamento dei sistemi di gestione e controllo” ed ha immediatamente  sospeso i trasferimenti alla Regione Sicilia  dei fondi del Fesr, in attesa che con uno specifico piano si metta ordine sul settore.
Il blocco dei finanziamenti riguarda 600 milioni di euro all’interno dei fondi Fesr, che complessivamente ascendono a 6 miliardi e mezzo.
Il provvedimento della Commissione europea è la logica conseguenza di un primo avviso maturato lo scorso gennaio, quando alla Regione furono contestate violazioni di norme comunitarie nella spesa dei fondi del Fesr (il ramo principale di Agenda 2007/2013).
Nel mirino sono gli investimenti degli assessorati Infrastrutture, Economia, Salute e della Protezione civile e specificatamente i procedimenti, la non verificabilità dell’ammissione delle opere aggiuntive e relativi costi, e poi ancora le carenze nei progetti della Sanità, il continuo cambio dei dirigenti che dovrebbero essere determinanti per la gestione e il controllo della spesa.
Dalla Regione, però, professano calma. “I rilievi della Commissione europa – ha spiegato Raffaele Lombardo -, a quanto pare, riguardano certificazioni, controlli e gestioni. Adempimenti tutti di carattere prettamente tecnico di cui chiederemo conto ai dirigenti che se ne sono occupati. Intanto, ovvieremo ai rilievi e adotteremo ogni misura che riterremo adeguata a superare la difficoltà”. Secondo il governatore “si tratta di una comunicazione, peraltro datata, rispetto alla quale la buona collaborazione che abbiamo avviato con il ministero della Coesione territoriale”. Per Lombardo proprio questa collaborazione “credo che ci abbia fatto già superare parecchi dei rilievi che ci sono stati mossi”. Data l’imminenza delle dimissioni promesse dal governatore forse anche questo delicatissimo capitolo del futuro siciliano potrebbe scivolare nelle mani del successore, ma esiste il rischio che non ci sia più tempo.

giovedì 12 luglio 2012

Italia. Diminuiscono le nascite, si e' piu' longevi, ma non in Sicilia.

Secondo l’Istat l’Italia è tra i paesi più vecchi d’Europa. L’età media è tornata a salire passando da 43 a 43,7 anni. Al Nord passa a 44,5 anni, uguale la stima per il Centro ma non quella del Sud, dove si è più giovani, con in media 41,9 anni. In Sicilia la popolazione ha 42 anni di media. Catania, Ragusa e Caltanissetta sono le province che rispettano la media regionale (41 anni) ma Messina registra un’età pari a quella nazionale di 44 anni. In Italia si vive tendenzialmente più a lungo che altrove. Gli uomini vivono in media 79,4 anni; le donne sono più longeve con una media di 84,5 anni. Le statistiche in dettaglio su quest’aspetto sono molto omogenee: Nord, Centro, Sud e Isole ricalcano o distaccano di un solo punto le stime su indicate. I dati riguardanti la Sicilia sono, tuttavia, al ribasso:gli uomini nutrono, infatti, una speranza di vita di 78,8 anni, le donne di 83,4. Dal Rapporto dell’Istituto si evince però che dal 1992 a oggi uomini e donne hanno guadagnato rispettivamente 5,4 e 3,9 anni di vita media grazie alla riduzione della mortalità nelle età adulte e senili. Progressi, questi ultimi, che hanno permesso un aumento del numero di residenti in Italia sino a 59 milioni 464 mila, 2 milioni 687 mila in più rispetto al censimento del 1991. L’altra faccia della medaglia della progressione nazionale nasconde un aumento garantito soprattutto dalla crescita degli stranieri residenti nel nostro paese, che, quasi triplicati nell’ultimo decennio, sono oggi 4 milioni 570 mila. Tra di essi le donne sono in maggioranza (2.369.106) rispetto agli uomini (2.201.110) e risiedono più al Nord (2.798.250) che al Sud e nelle Isole, luoghi in cui i residenti stranieri sono appena 618.990. Nella sola Milano vivono più della metà degli stranieri che si possono contare in tutta la Sicilia (382.409).

Sicilia. Tangenti ? no, l'onorevole ha ricevuto un regalino.

dieci mila euro che furono consegnati a Gaspare Vitrano (già deputato del PD-siciliano, il partitone del progresso -alla rovescia-) il giorno dell'arresto erano solo un regalo.
I soldi contenuti nella busta che i poliziotti gli trovarono addosso l'11 marzo dell'anno scorso, quando lo bloccarono per le scale dell'Azienda sanitaria di via Cusmano a Palermo, non erano una “tangente”.
Il deputato regionale,allora arrestato, oggi è sotto processo per concussione.
Si è presentato in aula davanti alla terza sezione del Tribunale e ha confermato la linea difensiva. "Non c'è alcuna concussione- ha spiegato Vitrano, rispondendo alle domande del pubblico ministero Maurizio Agnello -.

Mons. Plotti, ottantenne e già metropolita di Pisa è stato nominato amministratore apostolico ad nutum Sanctae Sedis della diocesi di Trapani

Mons. Plotti sin dall'insediato nella diocesi di Trapani collabora con la procura trapanese sulle indagini condotte da quella procura. Egli è arrivato dopo la rimozione del vescovo Miccichè, allontanato dalle funzioni dopo un'indagine interna del Vaticano condotta da Mons. Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo.
Poco prima di essere rimosso Miccichè aveva dichioarato di essere vittima di un complotto, teso a infangarlo con accuse di ruberie dalle fondazioni ecclesiali.
Al centro dell’inchiesta –di natura penale- della Procura di Trapani che investe  la diocesi di Trapani ci sarebbe don Ninni Treppiedi, ex amministratore-economo ed arciprete di Alcamo.
Costui sarebbe venuto ai ferri corti con Miccichè, che lo ha sospeso "a divinis". Treppiedi è accusato di essersi appropriato di denaro e di averlo utilizzato per fini personali. Con lui sono coinvolte altre 12 persone chiamate a rispondere, a vario titolo, di diversi reati, dalla calunnia al falso, frode informatica, truffa, stalking.
La Procura starebbe indagando sui soldi spariti, riguardanti la vendita di beni della Diocesi.
Si tratterebbe di quadri e di opere di valore. Secondo le ipotesi della procura di Trapani chi ha venduto quei beni avrebbe un conto allo Ior, l'Istituto per le Opere Religiose, la Banca del Vaticano. Per questo motivo la procura ha chiesto una rogatoria internazionale per poter accedere ai conti segreti.
Gli inquirenti in sostanza vogliono sapere se Treppiedi e Miccichè avevano conti intestati presso l’Istituto ed eventualmente quali movimenti siano stati fatti. La risposta dallo Ior ancora non è arrivata.

Estate particolarmente calda in Sicilia

Temperature elevate e picchi di 45°c si sono registrate nella giornata di ieri nelle zone interne della Sicilia e specificatamente in Contessa Entellina. Più fresche sono invece apparse le zone costiere dell'isola.
Ci attendono ancora per oggi ore contrassegnato da temperature elevate, ed ancora nelle aree interne ove si prevede saranno raggiunti picchi di 40/43°.
Leggermente più fresche saranno le zone costiere che sono mitigate dalle brezze marine.

mercoledì 11 luglio 2012

Va via una centenaria nata a Contessa Entellina


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Avrebbe compiuto 101 anni il prossimo ottobre. Si è spenta nella giornata di ieri Vita Lo Iacono, nata nel 1911 a Contessa Entellina e qui vissuta fino agli anni quaranta del Novecento, quando -dopo essersi sposata- ha seguito il marito nelle sedi delle "condotte veterinarie" a lui assegnate via via a Bisacquino, Castronovo, Termini Imeresi.
Vita Lo Iacono era sorella dell'ex parroco greco-bizantino di Contessa Entellina, papas Lino Lo Iacono, divenuto in seguito parroco della Chiesa della Martorana, a Palermo.
Per espresso desiderio di Vita Lo Iacono le esequie funebri e la sepoltura avverranno a Contessa Entellina, dove la stessa svolse attività nell'Azione Cattolica in seno alla parrocchia allora curata dal fratello.
Alle 10,oo nella chiesa Madre di Contessa Entellina sarà celebrato il rito funebre da papas Nicola Cuccia, attuale parroco della chiesa della Martorana.

lunedì 9 luglio 2012

una serie di scosse sismiche in Sicilia. Nel pomerigio pure a Roma

Cinque scosse di terremoto, di scarsa intensità, hanno interessato diverse parti della Sicilia. Nel Trapanese e nel Palermitano, ma anche nel Catanese e al largo delle coste nord-orientali. Gli esperti dell'Ingv, però, rassicurano: "Singoli episodi, non fanno parte di una serie di eventi concatenati". Nessuna delle scosse registrate ha creato danni agli edifici o alle persone, i dati rilevati dall’Ingv segnalano una magnitudine delle scosse che varia dai 2.2 ai 2.6 gradi della scala Richter. La prima scossa percepita aveva magnitudo 2.4 della scala Richter ed è stata registrata dai sismografi dell'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia in provincia di Trapani. La scossa, la seconda dopo quella di una settimana fa circa, è stata avvertita nella tarda serata di domenica alle 22:13. L'epicentro è stato individuato ad una profondità di 13 chilometri nel distretto sismico del Val di Mazara (alle coordinate 37.902°N, 12.989°E) nel territorio di Alcamo. Pur non essendo molto forte, la scossa è stata percepita dalla popolazione di vari centri limitrofi ad Alcamo, sia in territorio provinciale di Trapani che di Palermo. Una seconda scossa di terremoto di magnitudo 2.2 della scala Richter è stata registrata in provincia di Palermo. La scossa, è stata avvertita nella tarda mattinata. L'epicentro è stato individuato a una profondità di 6 km nella zona di Valledolmo (coordinate Lat=37.85 Lon=13.89). Non risultano danni a persone o cose ma la scossa è stata percepita dalla popolazione di vari centri limitrofi a Cerda. Le altre tre brevi scosse si sono distribuite lungo tutta l’isola. La prima nella provincia di Palermo, più precisamente nelle zone vicino a Corleone e ha raggiunto una magnitudo di 2,4 gradi della scala Richter ed è stato registrato a 10 chilometri di profondità. Fortunatamente anche questa volta non si registrano danni alle cose e alle persone. Nel primo pomeriggio sono state interessate dai movimenti della terra il Catanese e le coste nord orientali dell'Isola. I sismografi hanno registrato la terza scossa di 2.2 gradi della scala Richter ad una profondità di 5,8 chilometri e hanno identificato l’epicentro nelle località tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasio.

Si riparla della "legge bavaglio". Perche' ?

Il vertice dei beni costituzionalmente tutelati, in un paese democratico, comprende  (1) il diritto dei cittadini alla propria privacy, ma anche (2) il diritto-dovere dei giornali di informare e (3)  il diritto-dovere del magistrato a lavorare in modo riservato nelle fasi di costruzione delle indagini. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, avvocato di grande lustro, e' perfettamente consapevole che fra questi diritti deve sussistere un equilibrio. Il ministro avrebbe voluto non mettere mano nella problematica, ma e' accaduto qualcosa di rilievo per potersi adesso sottrarre.  IL FATTO: I pubblici ministero di Palermo hanno posto sotto intercettazione un ex ministro della prima repubblica, il democristiano Mancino, responsabile dell'ordine pubblico al tempo della presunta trattativa stato-mafia. E' venuto fuori che costui oltre che ad avere reso false testimonianze, agli investigatori palermitani che indagano sul periodo 1992-1994, ha cercato "protezione" presso il colle piu' alto di Roma. Lo ha fatto per mezzo di telefono e cosi' gli inquirenti si sono ritrovati a dover registrare conversazioni insperate ed  "imbarazzanti" dell'ex ministro della prima repubblica con collaboratori di Napolitano e, pare anche, con lo stesso Napolitano. La questione mostra adesso di assumere risvolti non immaginabili, anche perche' alcuni giornali muovono piu' di una insinuazione. Il Quirinale per andare incontro all'impaurito ex ministro dell'Interno ha chiesto un intervento alla Suprema Corte perche' assolvesse alle funzioni di coordinamento su cio' che a Palermo accadeva sul piano delle indagini. Dice adesso la Severino a proposito degli strumenti investigativi di intercettazione "Io sto gia' studiando la materia e trovo che abbia un livello di difficolta' enorme" perche' "mettere insieme questi tre valori costituzionali senza che ciascuno venga sacrificato e' compito difficile, al quale, pero', non ci si puo' sottrarre".  Il Guardiasigilli attuale, come ai tempi di Berlusconi, e' spinto a dover trovare limitazioni alle intercettazioni e al contempo ad apparire come promotore del bavaglio alla stampa. Eppure al momento di presentare il programma di governo non si parlo' di dover intervenire sulle intercettazioni. Un gran bel problema ! Ma, un amico ci chiede: Perche' Mancino ha reso false testimonianze ? Perche' si e' rivolto al Quirinale per esternare le sue paure ? Perche' il Quirinale si e' lasciato coinvolgere dalle paure di quest'uomo della prima repubblica ? Cosa vuole coprire questo ex ministro sulla trattativa stato-mafia ? Perche' la paura di questo uomo ha trovato ascolto al Quirinale su vicende di 20 anni fa' ? Quanta gente di allora non vuole si parli della trattativa stato-mafia ? Quella gente di allora che ruoli occupa nella vita istituzionale di oggi ? Domande delicate, a cui non e' possibile dare risposte, oggi. Una cosa e' certa comunque, i cittadini vogliono conoscere la verita' su cosa sia accaduto nella stagione delle stragi e, almeno i cittadini onesti, non temono le intercettazioni finalizzate alla tutela dello stato democratico

Penalizzato dai tagli pure l'Istituto che ha -o ritiene di avere- individuato la particella di Dio

La ricerca scientifica e' avvicinare il futuro. I libri di economia ci insegnano che spendere nella direzione della "ricerca scientifica" costituisce investimento. Cosa ha da spartire la ricerca scientifica con gli sprechi della spesa pubblica ? Il prof. Monti, che ad oggi non si accorge che i 20.000,oo euro mensili corrisposti ai 900 scilipodi costituiscono un vero spreco, ha smentito la sua fama di economista bocconiano dal momento che ha inserito nel provvedimento anti-sprechi i contributi agli istituti di ricerca. Qui di seguito tutti i tagli nei finanziamente degli istituti compresi sotto il cappello del MIUR: - Agenzia Spaziale Italiana (ASI): viene tagliato oltre un milione di euro (lo 0,21%) per il 2012 e 2,8 milioni (0,56%) per il 2013 e 2014 - Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF): si tagliano oltre 389.000 euro, (0,48%) per il 2012 per il 2012 e oltre un milione (1,29%) per 2013 e 2014 - Consiglio Nazionale per le Ricerche (CNR): si tagliano 6 milioni di euro (1,23%) per il 2012 e oltre 16 milioni (3,28%) in meno per il 2013 e 2014 - Istituto Nazionale di Geofisia e Vulcanologia (INGV): tagliati oltre 611.400 euro (1,35%) per il 2012 e u 1,6 milioni (3,59%) per il 2013 e 2014 - Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM): tagliati 330.000 euro (1,77%) per il 2012 e 880.900 euro (4,73%) per il 2013 e 2014 - Stazione zoologica Anton Dohrn: taglio di 251.000 euro (1,97%) per il 2012 e di 670.000 (5,25%) per 2013 e 2014 - Istituto nazionale di Alta Matematica (INDAM): tagliati 48.000 euro (2,09%) per il 2012 e 189.000 (5,25%) per 2013 e 2014 - Istituto di Studi Germanici: meno 20.800 euro (3,6%) per il 2012 e 55.600 euro (8,16%) per il 2013 e 2014 - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN): tagliati 9 milioni di euro (3,79%) per il 2012 e 24,3 milioni (10,1%) per il 2013 e 2014 - Centro Fermi: si tagliano oltre 70.900 euro (3,82%) per il 2012 e 189.000 (10,2%) per il 2013 e 2014; - Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS): tagliati 486.900 euro (3,90%) per il 2012 e oltre 1,2 milioni (12,4%) per il 2013 e 2014 - AREA Science Park: tagliati 740.900 euro (9,27%) per il 2012 e 1,9 milioni (24,7%) per il 2013 e 2014 (che fa di quest’ente quello più colpito in percentuale)

All'Assemblea regionale si lavora, o meglio si dorme

Ci stiamo avviando alla conclusione della legislatura regionale targata Raffaele Lombardo. Ad oggi non conosciamo se ad ottobre eleggeremo 70 o 90 figure. Nel frattempo Lombardo, tornato "Arraffaele", continua a nominare "amici", "parenti", "amici di amici", in vista della campagna elettorale che verrà. Ma anche l'assemblea regionale, l'Ars, non ci scherza.  Nell'ultimo mese si è riunita ben 6 volte per un totale di otto ore e venti minuti. Una media di due ore a settimana di lavoro.  L'ars non ha approvato alcun disegno di legge, ma ha soltanto varato «una “legge voto” sui precari, ossia un manifesto elettorale per dire: "noi vogliamo assumervi, ma i soldi li ha Roma". Il manifesto e' stato praticamente votato all'unanimità. E ci mancherebbe, con le elezioni vicine. Nel frattempo siamo già al 9 luglio, l'Ars non si è ancora riunita, e la legislatura si chiuderà il 31 luglio. Forse. O forse i deputati regionali preferiscono battere il record negativo dello scorso mese?  

Piccola scossa sismica

Terremoto di magnitudo (Md) 2.4 della scala Richter nella Valle di Mazara, scossa avvenuta a cavalli delle province di Palermo, Trapani e Agrigento alle ore 22,13 della notte scorsa. La scossa di terremoto è stata localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dell'Ingv appunto nel distretto sismico: Val di Mazara. Coordinate delle scosse di terremoto 37.902° N, 12.989° E; profondità della scossa tellurica 13 km. Alcuni comuni in cui sono state registrate le scosse telluriche sono: Alcamo, Calatafimi-Segesta, Vita, Balestrate, Trappeto, Montevago.  

domenica 8 luglio 2012

Sicilia. Hai lavorato per il pd, il pdl, mpa ? Ti spetta il posto all'Ars

L'Assemblea Regionale Siciliana, l'istituzione dove vengono corrisposte le retribuzioni piu' sostanziose di tutta la Trinacria, ha in questo periodo carenza di liquidita' e non ha potuto pagare ne' le pesanti retribuzioni ai dipendenti ne' le altrettante pesanti pensioni ai suoi ex collaboratori relative al mese di giugno. E pare che pure i fornitori siano in paziente attesa di essere soddisfatti. Per sbarcare il lunario fino a dicembre pare che all'Ars servano piu' o meno alcune decine di milioni di euro. In un contesto simile i politicanti "succhiasangue" non si creano problemi di nessun tipo e cosi', noi "sudditi",  possiamo  assistere a vicende disdicevoli, disgustose e vomitevoli. - il neo assessore all'agricoltura, di antica cultura e formazione comunista ma per nulla austero, Aiello, arrivato in carica da poche settimane non trova di meglio che nominare due nuovi "consulenti", senza magari provare a disdire qualcuno dei 10 consulenti lasciatigli in eredita' nell'assessorato dai predecessori. Si tratta dei primi due atti fondamentali con cui il politicante  pensa di riuscire ad ulteriormente soffocare l'agricoltura siciliana. Fra qualche mese arrivera' un successore di Aiello che nominera' altri "consulenti" per ulteriormente alimentare la stratificazione "geologica" del padrinaggio  politico in ambito consulenziale. - il consiglio di presidenza dell'Ars, ossia il vertice dell'acume culturale dei politicanti da quattro soldi  che da un quinquennio succhia risorse ai contribuenti dell'isola e alla comunita' nazionale ha deciso, tenuto conto che nessuno dei componenti ha certezza di essere riconfermato nella prossima tornata elettorale, di assumere senza ne' concorso ne' selezione trasparente 7  "conoscenze" del medesimo consiglio di presidenza, con retribuzioni che si proiettano fino ai 70.000,oo euro. La cosa che sorprende e' che sui media, senza alcun pudore, e' dato leggere che i sette fortunati sono stati designati come segue: N. 2 dal pdl, nella persona di Francesco Cascio, presidente poco autorevole dell'istituzione, N. 3 dal pd, il partito del "progresso", alla rovescia, N. 2 dal mpa, la formazione del governatore indagato per fatti di mafia, I fortunati  avrebbero avuto rapporti lavorativi precari con i gruppi politico-partitici di riferimento antecedentemente al 2006 e quindi questa ragione e' stata sufficente, ai politicanti, per scaricare sui contribuenti i costi futuri del loro avvenire all'Ars. Come se avere lavorato per il partito di Berlusconi o per il partito del progresso alla rovescia fosse un merito, piuttosto che demerito, considerati i datti che questi partiti infliggono ai siciliani. Il guaio di tutta questa vicenda e' che nessuno dei protagonisti del saccheggio alle risorse pubbliche finisce -in Italia- in galera; il prossimo anno avremo il solito e ripetitivo, anzi rituale, lamento nella relazione della Corte dei Conti per questo modo  indecoroso di gestire la cosa pubblica, ma senza che al lamento seguano provvedimenti punitivi; praticamente nessuno dei politicanti da quattro soldi purtroppo finira'  in galera, anzi ! Li vedremo in posizioni sempre piu' alte, al Parlamento nazionale da dove il saccheggio avra' dimensioni a ciclo continuo. No, cosi non puo' continuare ! Che dei politicanti facciano scempio del denaro pubblico non e' cio' che gli italiani, i siciliani si attendono.

Spending review. Confindustria e sindacalisti si lamentano. Che forse Monti abbia messo le mani nei posti giusti ?

La lista e' lunga, una lista di 3.127 unita' e' quella delle società a partecipazione pubblica, alimentate da comuni, province ed altri enti pubblici e che costano circa 7 miliardi all’anno, 2 dei quali solo per pagare i consigli di amministrazione, dove generalmente siedono i politicanti piu' ignoranti che la partitocrazia di destra e sinistra possa mettere in campo. Accanto ai super ignoranti politicanti siedono in questi "consigli" pseudo sindacalisti ed imprenditori spesso maneggioni. Pagine e pagine di sigle improbabili, strutture create dal nulla, spesso per spartire poltrone e gestire potere, aveva denunciato taluno. Le strutture saranno in seguito alla spending review sfoltite, fatto salvo per le grandi società che operano su settori di interesse nazionale e anche quelle che, come le aziende di trasporto, pur essendo pubbliche operano servizi per i cittadini: non saranno toccate.

Sicilia. Ennesima manifestazione di sensibilita' civica di Raffaele Lombardo

Eugenio Trafficante, commercialista di Burgio è stato scelto da Raffaele Lombardo come presidente del collegio dei sindaci di Sicilia e-Servizi, una azienda della Regione. Trafficante è tuttavia in carcere, a Sciacca, con l'accusa di stalking. E' il nuovo, paradossale capitolo del libro delle nomine clientelari-amichevoli del presidente della Regione Raffaele Lombardo. Un personaggio, il governatore, che e' conosciuto in tutto il mondo per il pessimo modo di condurre la gestione della cosa pubblica, ma pure per il modo in cui ha saputo coinvolgere in questo modo allegro di "governo" il "cosiddetto" partito del fumo, fumo da finta sinistra, il pd. Sicilia e-servizi e' una società di informatizzazione che fa capo alla Regione ed e' una delle più ricche, gestita da anni a colpi di assunzioni clientelari ed interessata da contratti milionari. Chi avrebbe potuto meglio, su questa terra di Sicilia, controllare i conti dell'azienda regionale ? Ma, e' ovvio un carcerato.

sabato 7 luglio 2012

Che in Italia esista il parassitismo sono 60 milioni di cittadini a dirlo. Il problema nasce quando si vorrebbe che i tagli riguardino gli "altri"

I punti che creano malumore
Sanità. Pare sia il capitolo più contestato delle misufre governative.
In effetti, apparentemente gli ospedali con meno di 120 posti letto restano in piedi ma la loro sorte è in realtà incerta: il governo, che ne aveva inizialmente previsto l'eliminazione per decreto, ed in esso era pure compreso -secondo il Corriere della Sera- l'Ospedale dei Bianchi di Corleone, ha deciso di non operare di sua sponte ma di consegnare, se così si può dire, la mannaia alle regioni, obbligate a «razionalizzare la rete ospedaliera».
Il decreto «ammazza ospedali», come l'hanno definito alcuni governatori di regione sul piede di guerra, ha inoltre confermato tutte le altre misure di riduzione della spesa annunciate alla vigilia:
-taglio del Fondo sanitario nazionale,
-ridefinizione dei tetti di spesa farmaceutica,
-riduzione della spesa di acquisto di beni, servizi e prestazioni da privati accreditati.
È imposta anche la riduzione di 18 mila posti letto a livello nazionale.
Da queste misure il governo conta di risparmiare 5 miliardi.

Pubblica amministrazione.
I pubblici dipendenti delle amministrazioni centrali sono  3 milioni e 250 mila - un numero imponente, incredibile, che ha pari proporzioni di pesantezza solo in Grecia.
Il governo prevede l'eliminazione del 20% dei dirigenti ministeriali (speriamo tagli i "raccomandati") e del 10% del personale: una misura tra i 250-300 mila dipendenti in 3 anni.
Le piante organiche dei ministri e degli enti pubblici non economici saranno «rimodulate» entro la fine di ottobre 2012: per i dipendenti in eccesso sono previsti il prepensionamento con le norme precedenti alla riforma Fornero o la mobilità (80% di retribuzione per un biennio e poi licenziamento).
Il ministro Griffi avrebbe voluto estendere le nuove norme anche a regioni e enti locali, ma è prevalsa la linea "più morbida" del Ministero dell'Economia che punta sul blocco delle assunzioni e sul licenziamenti in base a dei parametri cosiddetti «virtuosi»: se un ente supera la soglia del 20% di dipendenti rispetto al numero dei residenti non potrà assumere, se invece supera la soglia del 40% scatta l'obbligo dei prepensionamenti e della mobilità. E' una misura che riguarda, per la verità, i piccolissimi comuni che hanno meno di 100 abitanti.
Licenziamenti. Un termine inimmaginabile fino a poco tempo fà nella pubblica amministrazione.
In sostanza con le nuove norme il settore pubblico diventa privato, privato come i veri privati: l'amministrazione può «risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro» senza che il sindacato possa mettervi più becco.
Occorre arare il terreno per ottenere -domani- dei frutti
La riduzione degli organici del 10% è prevista anche per le forze armate.
Auto blu e ministeri.  E' da un paio di anni che vengono fuori decreti, circolari, disposizioni per ridurre la vergogna di questi mezzi su cui i più indegni della Repubblica vanno in giro, i politicangti che hanno portato lo stato al precipizio. Se ancora la gazzetta continua a riportare disposizioni sulle auto blu è segno che ormai il nostro Stato emette solamente "proclami di manzoniana memoria", ossia disposizioni che non vengono osservate.
Dal prossimo anno sarà ridotto del 50% il parco auto, prevede con la spending review il premier Monti. E' una misura ancora da nababi. Non riusciamo a capire, infatti, come mai in Norvegia il re di quel paese, il suo premier ed i suoi ministri viaggino in bicicletta o col bus.
I tagli dovrebbero, comunque, far risparmiare 1,5 miliardi quest'anno e 3 nel 2013.
Acquisti. Viene rafforzata la Consip. E le amministrazioni pubbliche potranno «rescindere contratti di lungo periodo non più convenienti» o «troppo onerosi» per l'acquisto di beni e servizi.

venerdì 6 luglio 2012

Come il governo spiega i provvedimenti di taglio alla spesa pubblica

COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi il decreto legge “disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati” (spending review). Fin dall’insediamento, il Governo ha deciso di procedere non mediante tagli lineari, bensì con interventi strutturali rivolti a migliorare la produttività delle diverse articolazioni della pubblica amministrazione.
Con gli interventi odierni il risparmio per lo Stato sarà di 4,5 miliardi per il 2012, di 10,5 miliardi per il 2013 e di 11 miliardi per il 2014.
Una prima serie di interventi è stata deliberata con il Provvedimento della PCM e il decreto legge del MEF sullo “snellimento delle strutture e la riduzione degli organici” (Comunicato stampa del 15 giugno 2012). Le nuove disposizioni di revisione della spesa pubblica mirano a tre obiettivi:
- Il primo obiettivo è quello di iscrivere il funzionamento dell’apparato statale e le relative funzioni  entro un quadro razionale di valutazione e programmazione. Si tratta di un’operazione strutturale, il cui buon fine è legato alla ottimizzazione delle procedure e delle articolazioni dello Stato, inclusa quella giudiziaria, all’accorpamento o alla dismissione degli enti non necessari e alla progressiva riduzione degli organici, privilegiando la distribuzione razionale delle risorse umane e materiali a disposizione delle pubbliche amministrazioni.
- La riduzione della spesa non incide in alcun modo sulla quantità di servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni a favore dei cittadini ma mira a migliorarne la qualità e l’efficienza. Stimola, così, la crescita e la competitività del Paese, in linea con le best practices europee e con le sollecitazioni degli investitori internazionali.
- L’eliminazione degli eccessi di spesa – ed è questo il terzo obiettivo – produrrà una serie di benefici concreti per i cittadini. Permetterà, anzitutto, di evitare l’aumento di due punti percentuali dell’IVA per gli ultimi tre mesi del 2012 e per il primo semestre del 2013.
Grazie al risparmio ottenuto sarà inoltre possibile estendere la clausola di salvaguardia in materia pensionistica prevista dal decreto legge “Salva Italia” ad altri 55.000 soggetti, anche se maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011. Complessivamente, l’importo a favore dei lavoratori “salvaguardati” è di 1,2 miliardi ( a partire dal 2014).
Sono infine previsti stanziamenti per la ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma. 500 milioni sono stati già stanziati con il decreto d’urgenza per le zone terremotate. La spending garantirà ulteriori risorse: 1 miliardo per il 2013 e 1 miliardo per il 2014.
Sarà adottato un terzo provvedimento di spending review. Esso riguarderà le agevolazioni fiscali, la revisione strutturale della spesa e i contributi pubblici sulla base delle analisi effettuate, per incarico del Governo, dal Professor Giuliano Amato e dal Professor Francesco Giavazzi.

La riduzione degli eccessi di spesa delle pubbliche amministrazioni, per la parte relativa ai beni e servizi, è frutto dell’analisi svolta del Commissario straordinario per la spending review, Enrico Bondi. L’analisi ha permesso di individuare un benchmark di riferimento – o indicatore di valore mediano di spesa – in base al quale stimare l’eccesso di spesa in capo alle amministrazioni (lo Stato centrale, le Regioni, le Province, i Comuni e gli enti pubblici non territoriali). L’indicatore, che tiene conto delle peculiarità di ciascuna amministrazione, costituisce la base analitica per superare una metodologia di riduzione della spesa che colpisce nella stessa proporzione i soggetti virtuosi e quelli meno virtuosi, disincentivando il perseguimento di comportamenti efficienti. Il nuovo metodo allinea i centri di spesa meno performanti a quelli efficienti ed è, quindi, la premessa per operare riduzioni di spesa selettive.
Per calcolare la mediana sono stati prese in considerazione 72 merceologie (prendendo spunto anche dalle lettere dei cittadini). Tra queste, ad esempio, le spese di cancelleria e quelle per i carburanti; il consumo di energia elettrica; le spese di pulizia e quelle postali, i buoni pasto, le spese per pubblicità, quelle per la somministrazione di pasti nelle scuole e ospedali. Per ciascuna di queste merceologie è stata confrontata la spesa di ciascuna amministrazione con quelle omologhe, prendendo in considerazione il numero di dipendenti e la popolazione residente.
Per la parte restante, relativa alla riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni, la razionalizzazione del patrimonio pubblico, l’organizzazione degli enti pubblici e la soppressione di enti e società, la riduzione della spesa si basa sull’elaborazione svolta dai Ministeri, ciascuno per la parte di propria competenza.
Un valido supporto è giunto infine dagli oltre 135.000 messaggi di cittadini che hanno aderito alla consultazione pubblica sulla spending review, segnalando al Governo sprechi e inefficienze. Singoli cittadini e associazioni hanno scritto individuando, in modo puntuale ed esaustivo, i disservizi nell’azione delle pubbliche amministrazioni. Nella distribuzione geografica – che vede un sostanziale equilibrio tra Nord e Sud – il primato per numero di segnalazioni spetta a Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Campania e Sicilia. Amministrazioni territoriali (37% del totale), spese sanitarie (14% delle segnalazioni), acquisti di beni pubblici (8%), personale (7%), efficienza energetica (6%): sono questi i temi delle segnalazioni che hanno contribuito a orientare l’azione di ricognizione del Commissario e dei Ministeri. Tra le iniziative segnalate più frequentemente come esempi di buone prassi spiccano “Cielobuio” (che propone una riduzione dei tempi e dei punti di illuminazione negli edifici pubblici), l’esternalizzazione del trasporto pubblico locale (già sperimentata con successo da alcune amministrazioni locali) e la riduzione del parco auto (con oltre il 20% della segnalazioni) ricorrendo a soluzioni alternative come il car sharing o il car pooling.
Di seguito, in sintesi e suddivisi per argomento, gli interventi previsti dal decreto:
A – RIDUZIONE PER L’ACQUISTO DI BENI E SERVIZI E TRASPARENZA DELLE PROCEDURE
Il primo insieme di interventi riguarda l’attività negoziale delle pubbliche amministrazioni, riducendo la spesa per l’acquisto di beni e servizi e incentivando la trasparenza delle procedure.

Dall’analisi svolta dal Commissario Enrico Bondi è emerso un divario significativo tra il volume di acquisti presidiati da Consip – la società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze che gestisce il Programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. – e gli approvvigionamenti che le amministrazioni effettuano in autonomia.
Per ridurre il gap tra i due valori e attribuire a Consip (come prevede la legge) il ruolo di “centrale acquisti” dello Stato, sono previste le misure elencate di seguito (che non si applicano al servizio sanitario nazionale, per il quale è prevista una specifica regolamentazione):
- viene stabilita la nullità dei contratti che non siano stati stipulati attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip. Sono naturalmente fatti salvi i contratti stipulati tramite diverse centrali di committenza, se questi prevedono condizioni più favorevoli per le Amministrazioni pubbliche;
‐ si prevede che il Commissario straordinario Bondi istituisca, tramite Consip, un albo delle varie centrali di committenza e che riceva notizia in tempo reale dell’avvenuta stipula dei contratti stipulati dalle stesse centrali di committenza. Consip provvederà a pubblicare i dati relativi a detti contratti e convenzioni;
- con riferimento a determinate categorie di beni e di servizi – per il momento si tratta dei seguenti, con facoltà per il futuro di aumentare il numero: energia elettrica, gas, carburanti - rete ed extra-rete, combustibili per riscaldamento e telefonia - fissa e mobile – viene stabilito l’obbligo assoluto per le pubbliche amministrazioni di acquistare attraverso gli strumenti di acquisto e di negoziazione messi a disposizione da Consip ovvero dalle centrali di committenza regionali. I contratti stipulati in violazione di tale regola sono nulli e costituiscono illecito disciplinare e sono causa di reponsabilità amministrativa;
- le amministrazioni pubbliche possono effettuare acquisti autonomi esclusivamente per la durata e la misura strettamente necessarie, in attesa della stipula della convenzione messa a disposizione dalla Consip e dalle centrali di committenza regionali;
- nei contratti in essere, validamente stipulati, viene inserita ex lege una clausola che attribuisce alle amministrazioni il diritto di recesso, qualora le imprese non adeguino il contenuto delle prestazioni ancora da effettuare alle migliori condizioni previste in convenzioni Consip successive alla stipula dei contratti stessi. Il mancato esercizio del diritto di recesso è comunicato dalla Amministrazione alla Corte dei Conti al fine del controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio;
- viene poi introdotto un meccanismo di riduzione delle condizioni economiche in favore delle amministrazioni che fanno ricorso alle convenzioni-quadro Consip e delle centrali di committenza regionali;

- i piccoli comuni potranno, in alternativa all’obbligo di costituire una centrale di committenza, utilizzare gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip o da altra centrale di committenza;
- Le Amministrazioni statali centrali già dal 2012 assicurano una riduzione di spesa per l’acquisto di beni e servizi per importi, che sono accantonati e resi indisponibili degli stati di previsione dei singoli Ministeri, indicati in un apposito allegato. Resta salva la facoltà per i titolari dei singoli Dicasteri di indicare entro il 10 settembre una differente ripartizione della riduzione degli importi nell’ambito del proprio stato di previsione;
B – RIDUZIONE DELLE DOTAZIONI ORGANICHE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Alla riduzione della spesa per l’acquisto di beni e servizi seguono le misure relative alle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni, la cui finalità principale è il recupero dell’efficienza della macchina burocratica e, per i casi virtuosi, l’ottimizzazione nell’allocazione delle risorse umane.
Il programma di riduzione – che non si applica al comparto scuola e AFAM, per cui restano valide le specifiche discipline di settore, alle strutture del comparto sicurezza, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, al personale amministrativo operante presso gli Uffici giudiziari e al personale della magistratura – si articola nei seguenti interventi:
- le Amministrazioni dello Stato, incluse quelle ad ordinamento autonomo, le agenzie, gli enti pubblici – economici e non – e gli enti di ricerca, fermo restando la riduzione degli organici da operare ai sensi del decreto legge 138 del 2011, devono procedere ad una ulteriore riduzione degli uffici di livello generale e di livello non generale, e delle relative dotazioni organiche, non inferiore al 20% di quelli esistenti. Devono inoltre procedere a una rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale non inferiore al 10%.
La riduzione favorirà l’equilibrio nelle piante organiche, migliorando la gestione dei flussi decisionali. Lo conferma il fatto che, alle riduzioni, il decreto associa l’obbligo di razionalizzare gli assetti strutturali. Il riassetto organizzativo è realizzato con un ampio ventaglio di interventi. Anzitutto, con il riordino delle competenze degli uffici e l’eliminazione delle duplicazioni. Si prevede poi una riorganizzazione degli uffici periferici su base regionale o interregionale, una unificazione delle strutture con funzioni logistiche e strumentali (gestione del personale e dei servizi comuni) e si procede alla tendenziale eliminazione degli incarichi di studi e ricerca ai dirigenti non titolari di uffici.
- le Forze armate ridurranno il totale generale degli organici in misura non inferiore al 10%.
- Un capitolo importante del decreto riguarda la gestione del personale in soprannumero. Per costoro si procede, in primo luogo, alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti dei dipendenti che, in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’ultima riforma introdotta dal decreto legge n. 201 del 2011, avrebbero ottenuto la decorrenza del trattamento

pensionistico entro il 31 dicembre 2014. Il trattamento di fine rapporto sarà corrisposto al momento della maturazione del diritto alla corresponsione. In subordine, si applicheranno le regole ordinarie previste per la mobilità. 
C – RIDUZIONE DI SPESE IN MATERIA DI PUBBLICO IMPIEGO

Le razionalizzazione delle piante organiche delle amministrazioni non esaurisce le misure di spending review dedicate al pubblico impiego. Il decreto, infatti, prevede un insieme di misure complementari che, pur nella diversità di contenuto che le caratterizza, perseguono lo stesso obiettivo: la migliore allocazione delle risorse disponibili, nell’ottica dell’efficienza e del buon andamento dell’azione amministrativa. Gli interventi riguardano le spese in materia di parco auto, gli incarichi consulenziali, la disciplina dei buoni pasto, delle ferie, dei riposi spettanti al personale, oltre al sistema di pagamento dei cedolini.
Per quanto riguarda il parco auto si introduce, a partire dal 2013, un limite pari al 50% della spesa sostenuta per il 2011 da applicarsi all’acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio di autovetture, oltre che all’acquisto di buoni taxi. Il limite può essere derogato, per il solo 2013, esclusivamente per i contratti pluriennali già in essere. Altre eccezioni sono previste per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e per i servizi istituzionali di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. I contratti di locazione o noleggio in corso possono essere ceduti alle Forze di polizia e gli autisti sono assegnati a differenti mansioni ovvero, qualora provenienti da altra amministrazione, sono restituiti all’amministrazione di appartenenza.
Si introduce poi il divieto di attribuire incarichi di studio e consulenza a soggetti, già appartenenti ai ruoli dell’amministrazione e collocati in quiescenza, che abbiano svolto, nel corso dell’ultimo anno di servizio, funzioni e attività corrispondenti a quelle oggetto dell’incarico di studio o consulenza. Viene inoltre abrogata la normativa in materia di vice dirigenza.
Per quanto riguarda il valore dei buoni pasto attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, viene stabilito a 7 Euro il limite al valore nominale. Tutte le disposizioni normative e contrattuali più favorevoli cessano di avere applicazione a partire dal 1 ottobre 2012.
Le ferie e i riposi spettanti al personale, anche di qualifica dirigenziale, sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto prevedono gli ordinamenti dell’amministrazione di appartenenza e in nessun caso danno diritto alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. La violazione della norma comporta il recupero delle somme indebitamente erogate ed è fonte di responsabilità amministrativa e disciplinare per il dirigente responsabile.
L’ultimo intervento di razionalizzazione riguarda i cedolini. In base all’analisi svolta dal Commissario Bondi, la disomogeneità nei servizi di pagamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici contribuisce all’aumento della spesa pubblica. Per eliminare l’anomalia il decreto stabilisce che le amministrazioni stipulino convenzioni con il MEF per omogeneizzare il sistema di pagamento degli stipendi, oppure rinegozino i contratti vigenti, con un abbattimento del costo del servizio non inferiore al 15%.

D– RAZIONALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO E RIDUZIONE DEI COSTI PER LE LOCAZIONI PASSIVE
Il quinto ordine di misure riguarda il patrimonio pubblico, che viene razionalizzato, e i costi delle locazioni passive, che vengono ridotti. In particolare:
- per il triennio 2012 – 2014, non si applica l’aggiornamento all’indice Istat del canone dovuto da tutte le amministrazioni pubbliche (comprese le Regioni, gli enti locali, gli enti pubblici e le autorità indipendenti) per l’utilizzo in locazione passiva di immobili per finalità istituzionali, prevedendo la facoltà del locatore di recedere dal contratto;
- si consente l’uso gratuito in favore dello Stato degli immobili di proprietà degli enti territoriali a condizioni di reciprocità;
- si avvia la rinegoziazione delle locazioni passive di immobili ad uso uffici di proprietà di terzi (di norma almeno un anno prima della loro scadenza) al fine di giungere alla riduzione del 15% dei canoni. La rinegoziazione presuppone la permanenza delle esigenze allocative all’esito dei piani di riorganizzazione delle strutture amministrative previsti dalle norme vigenti e la presenza di adeguate disponibilità finanziarie;
- si riducono gli spazi ad uso ufficio a disposizione delle amministrazioni statali. Negli uffici di nuova costruzione (o che, in generale, abbiano strutture tali da consentire una notevole flessibilità nella configurazione degli spazi interni) il parametro di riferimento è compreso tra i 12 e i 20 metri quadrati per addetto. Negli uffici che non sono di nuova costruzione (o hanno limitata flessibilità nell’articolazione degli spazi interni) il parametro di riferimento è fissato tra i 20 e i 25 metri quadrati per addetto. Spetterà all’Agenzia del demanio il compito di definire gli strumenti e le indicazioni metodologiche di supporto alle amministrazioni per il monitoraggio e la redistribuzione;
- si introducono norme tese a ridurre gli spazi destinati agli archivi delle amministrazioni statali. Le amministrazioni procedono, entro il 31 dicembre di ogni anno, allo scarto di atti di archivio e comunicano annualmente all’Agenzia del demanio gli spazi resi disponibili;
- si procede ad una ricognizione degli immobili di proprietà degli enti pubblici non territoriali affinché sia verificata la possibilità di utilizzarli in locazione passiva dalle Amministrazioni dello Stato per proprie finalità istituzionali, prevedendo il pagamento di canoni agevolati (30% valore locativo);
- si accelera la procedura di vendita degli alloggi di servizio di proprietà del Ministero della difesa;

- l’Agenzia del demanio opera quale centrale di committenza che stipula accordi quadro con operatori del settore per la realizzazione di interventi manutentivi posti a carico del conduttore sui beni immobili di proprietà dello Stato ovvero di terzi utilizzati a qualsiasi titolo dalle Amministrazioni, al fine di conseguire risparmi connessi alle maggiori economie di scala ed all’abbattimento dei costi amministrativi;
- una parte degli avanzi di gestione dell’Agenzia del demanio sono destinati all’acquisto di immobili per soddisfare le esigenze allocative delle Amministrazioni dello Stato, oppure interventi di manutenzione per il recupero di immobili statali;
- si rendono più efficaci talune disposizioni relative alla valorizzazione ed utilizzazione a fini economici di beni immobili di proprietà dello Stato;
- si estende il regime fiscale di favore previsto per le SIIQ (società di investimento immobiliare quotate) alle società di gestione e valorizazione di immobili pubblici promosse dall’Agenzia del demanio;
E –SOCIETÀ PUBBLICHE E IN HOUSE
Un capitolo importante del decreto per la revisione della spesa pubblica fa riferimento all’articolazione complessiva della macchina dello Stato, incidendo in particolare sulle società pubbliche. Le misure principali sono le seguenti:
- Vengono previste disposizioni sulla composizione dei consigli di amministrazione delle società a totale partecipazione pubblica. I CDA di queste società dovranno essere composti da non più di tre membri. Di questi, due devono essere dipendenti dell’amministrazione titolare della partecipazione, in caso di società a partecipazione diretta; oppure due dipendenti della società controllante, per le società a partecipazione indiretta. Il terzo componente ha funzioni di presidente e amministratore delegato. Viene, comunque, consentita la nomina di un amministratore unico;
- è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di detenere partecipazioni in società controllate, direttamente o indirettamente che abbiano conseguito per l’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90%. Le società a partecipazione totalitaria verranno sciolte entro il 31 dicembre 2013, ovvero, in caso di mancato scioglimento, non potranno ricevere affidamenti diretti di servizi;
- a decorrere dal 1° gennaio 2013 le pubbliche amministrazioni possono acquisire a titolo oneroso servizi di qualsiasi tipo, anche mediante la stipula di convenzioni, da enti di diritto privato soltanto in base a procedure previste dalla normativa nazionale e comunitaria. In tal caso gli enti privati non possono ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche. Restano escluse da tale disposizione le

fondazioni istituite con la finalità di promuovere lo sviluppo tecnologico e l’alta formazione tecnologica;
- dalla data di entrata in vigore del decreto (e fino al 31 dicembre 2015) i limiti per le assunzioni previsti per le società controllanti si applicano anche alle società controllate inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione;
- sempre dalla data di entrata in vigore del decreto è fatto divieto, a pena di nullità, di inserire clausole arbitrali in sede di stipulazione di contratti di servizio intercorrenti tra società a totale partecipazione pubblica e le amministrazioni statali;
- al fine di evitare distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori nel territorio nazionale, a decorrere dal 1° gennaio 2014 le pubbliche amministrazioni devono acquisire sul mercato di beni e servizi mediante le procedure concorrenziali previste dal codice appalti;
- dal 1° gennaio 2014 l’affidamento diretto può avvenire solo a favore di società a capitale interamente pubblico nel rispetto della normativa comunitaria per la gestione in house, a condizione che il valore economico del servizio o dei beni oggetto di affidamento sia pari o inferiore a 200mila euro annui.
F – RIDUZIONE DELLA SPESA DEI MINISTERI
Il decreto contiene un capitolo relativo alla riduzione della spesa dei singoli Ministeri, realizzata prevalentemente attraverso la riduzione dell’ammontare dei contributi erogati a fondi e agenzie. Per i Ministeri e gli enti statali sono stati eliminati eccessi di spesa per un importo di 1 miliardo e mezzo per il 2012 e 3 miliardi a partire dal 2013
Per quanto riguarda in particolare il Ministero dello Sviluppo economico e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le misure di razionalizzazione prevedono:
- soppressione dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) e della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP). Le funzioni dei due enti saranno accorpate dall’IVARP, che nasce come unico istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale, nel pieno rispetto delle indicazioni comunitarie in materia. Il nuovo ente funzionerà in stretta sinergia con le strutture della Banca d’Italia, così da assicurare una piena integrazione dell’attività di vigilanza nei settori finanziario, assicurativo e del risparmio previdenziale, anche attraverso un più stretto collegamento con la vigilanza bancaria. L’istituto diventerà operativo entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto, realizzando un risparmio di costi pari ad almeno il 10% delle spese di funzionamento dei due enti soppressi.
- soppressione dell’Ente nazionale per il Microcredito, dell’Associazione Luzzatti e della Fondazione Valore Italia. La soppressione dell’Ente nazionale per il

Microcredito avverrà entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Soppressione immediata per l’Associazione italiana studi cooperativi “Luigi Luzzatti”, ente strumentale del ministero dello Sviluppo Economico – che dunque ne assorbe le competenze – per promuovere la cultura cooperativa. Con l’entrata in vigore del decreto, viene soppressa anche la Fondazione Valore Italia, il cui scopo era la promozione del design italiano, anche attraverso la realizzazione di un’esposizione permanente. Le sue attività vengono trasferite nell’ambito dell’attività ordinaria del ministero dello Sviluppo economico.
- soppressione della società Arcus spa, società vigilata dal Mibac e dal Mit, la cui mission è la promozione di iniziative legate ai beni culturali e al mondo dello spettacolo. Le attività finora svolte dalla società saranno eseguite dalle competenti strutture del ministero dei Beni culturali.
- ulteriori misure riguardano l’annullamento dell’accordo tra Mit, Comune di Catanzaro, Provincia di Catanzaro e Regione Calabria relativo a Centro Tipologico Nazionale; la razionalizzazione Comitato Centrale per l’albo degli autotrasportatori; la riduzione dei compensi degli organi delle Autorità portuali; infine, la riorganizzazione assetto operativo uffici periferici non coperti da dirigente.
G– RIDUZIONE DELLA SPESA DEGLI ENTI TERRITORIALI
Un capitolo ulteriore riguarda gli enti territoriali. Si riducono di 700 milioni di euro per l’anno 2012 (e di 1.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013) i trasferimenti dello Stato alle Regioni a statuto ordinario, escludendo dalla riduzione le risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale. La ripartizione tra le Regioni di tale riduzione sarà determinata dalla Conferenza Stato-Regioni, considerando la virtuosità e gli eccessi di spesa di ciascuna Regione rilevati dal Commissario straordinario per la spesa pubblica, Enrico Bondi;
Analoghe misure sono previste nei confronti dei Comuni e delle Province. Per questi la Conferenza Stato Città provvede alla ripartizione della riduzione dei trasferimenti. Per i Comuni la riduzione è pari a 500 milioni di euro per l’anno 2012 e 2.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013. Per le Province la riduzione è di 500 milioni di euro per l’anno 2012 e 1.000 milioni di euro a decorrere dal 2013.
La partecipazione delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica avviene, secondo modalità stabilite in attuazione dei rispettivi statuti, per un importo di 500 milioni di euro per l’anno 2012, di 1.000 milioni di euro per l’anno 2013 e di 1.500 milioni di euro a decorrere dal 2014 (prevedendo, in fase di prima applicazione, un accantonamento annuale a valere sulla compartecipazione ai tributi erariali, sulla base di un accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni).
Inoltre, si riduce ulteriormente il limite entro cui gli enti territoriali possono procedere alla spesa per assunzione di personale e si pone il divieto per le Province di assumere personale a tempo indeterminato, fino a che non sarà data attuazione alla riduzione e razionalizzazione delle Province stesse.
A partire dal 1° gennaio 2011 i crediti maturati nei confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti,
possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo. A tal fine il creditore acquisisce l’apposita certificazione e la utilizza per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo. Viene ora previsto che qualora la Regione, l’ente locale o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versino all’agente della riscossione l’importo oggetto della certificazione le somme sono recuperate mediante riduzione delle risorse dovute, a qualunque titolo, dallo Stato all’ente territoriale inadempiente.
H– RIDUZIONE E ACCORPAMENTO PROVINCE
Il decreto interviene anche sulle province, prevedendone la riduzione e l’accorpamento, con l’obiettivo di dimezzare il numero attuale.
La riduzione avverrà sulla base di due criteri: il primo è la dimensione territoriale, il secondo è la popolazione. La definizione esatta dei parametri per la dimensione territoriale e la popolazione sarà completata entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con apposito provvedimento del Consiglio dei Ministri.
All’accorpamento e riduzione si giunge attraverso una procedura che vede il ruolo attivo degli Enti territoriali. Il Governo trasmette al Consiglio delle autonomie locali, istituito in ogni regione, la propria deliberazione con i criteri. Successivamente, ogni Consiglio approva il piano di riduzione entro 40 giorni. Entro la fine dell’anno sarà completato il piano di accorpamenti.
I Comuni capoluogo di Regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione. Le province che “restano in vita” avranno le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto attiene la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade). In attuazione del decreto “Salva Italia”, vengono devolute ai Comuni tutte le altre competenze che finora lo Stato aveva attribuito alle province.
Entro il 1° gennaio 2014 vengono istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province.
I – PUBBLICA ISTRUZIONE,UNIVERSITÀ, ENTI DI RICERCA
Per quanto riguarda la pubblica istruzione, l’Università e gli Enti di ricerca le misure principali sono le seguenti:
- servizi di tesoreria per le scuole e fondo per il loro finanziamento. Viene istituito un servizio di tesoreria unica per le scuole nel quale confluiranno tutte le risorse finanziarie attualmente depositate presso istituti bancari privati. In questo modo Banca d’Italia disporrà di una maggiore disponibilità di cassa di circa 1 Miliardo di euro, con conseguente economia data dal miglioramento dei saldi di cassa e una minore spesa di interessi sul debito pubblico quantificabile in circa 8 milioni per il 2012 e 29 milioni a regime. Le scuole a questo punto potranno gestire la propria liquidità come fanno già ora gli enti di ricerca.
- Contabilità speciali scolastiche. Attraverso un’opera di razionalizzazione nella gestione delle risorse finanziarie del ministero, 30 milioni verranno messi a disposizione delle scuole per le proprie spese di funzionamento mentre una ulteriore somma di pari importo andrà a contribuire ai miglioramenti dei saldi di cassa.
- controllo di regolarità amministrativa e contabile. In linea con un orientamento di maggiore equità, la spesa per compensi aggiuntivi al personale impegnato nell’attività di controllo sull'attività amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche porterà un risparmio annuo alle scuole quantificabile in 8 milioni.
- personale del Miur presso scuole estere e MAE. Si opera una riduzione del personale scolastico comandato presso il MAE con funzioni di coordinamento e gestione delle scuole italiane all'estero. Di concerto, si opera una ulteriore riduzione anche del personale dei docenti impiegati presso le scuole italiane all'estero. Da entrambe queste misure sono attesi risparmi per 2,6 nell'anno in corso e di 16 Mln a regime.
- personale inidoneo a insegnamento. Con questa norma si prevede di impiegare il personale dichiarato inidoneo all'insegnamento ma con mantenuta capacita lavorativa, in attività amministrative presso le stesse scuole, nell'ambito regionale. Da questa misura si ottiene una riduzione di spesa nell'immediato di 38,5 milioni, che a regime supereranno i 100.
- visite fiscali. Viene trasferita alle regioni una somma forfettaria di 23 milioni circa che consentiranno alle scuole di poter usufruire senza oneri finanziari e amministrativi delle visite fiscali.
- utilizzo del personale docente in esubero. In linea di continuità con il processo che mira al pieno impiego di tutto il personale scolastico, viene previsto l'utilizzo in particolare dei docenti senza cattedra per attività di docenza in materie affini. Fermo restando l'accertamento delle competenze necessarie a garantire il risultato didattico atteso. In particolare verificando il possesso degli idonei titoli di studio.
- vincoli al turn over per il sistema universitario statale e per gli enti di ricerca. Si prevede per le università e gli enti di ricerca l'adeguamento alla normativa già in vigore preso le altre pubbliche amministrazioni, in materia di limitazione alle nuove assunzioni. In questo modo si calcola la possibilità di una riduzione di spesa a favore dei bilanci delle università e degli stessi enti di ricerca di circa 200 milioni nell'anno in corso, e di circa 300 milioni negli anni successivi.
- Altre disposizioni di carattere finanziario ed esigenze indifferibili. Vengono stanziati 200 milioni alle scuole non statali. La somma è leggermente inferiore a quella stanziata negli scorsi anni e rientra nella dotazione che il Miur assegna tutti gli anni alle scuole paritarie. Vengono poi stanziati 10 milioni per le università non statali. Questa cifra è inferiore a quella assegnata negli scorsi anni agli atenei privati, pari a 20 milioni. Si destinano 90 milioni in più per il diritto allo studio. In questo modo si riporta lo stanziamento al valore storico. Infine, si destinano 103 milioni per la gratuita dei libri di
testo nella scuola secondaria di primo grado ( per le primarie i libri di testo sono assicurati gratuitamente dai Comuni). In questo caso lo stanziamento rimane invariato rispetto a quello degli scorsi anni.
L – SANITÀ
L’analisi della spesa sanitaria delle diverse Regioni, delle singole Aziende sanitarie locali e ospedaliere ha evidenziato una notevole variabilità dei costi sostenuti per l’acquisto di beni e servizi (sanitari e non sanitari) di farmaci e di dispositivi medici. Si è quindi deciso di concentrare gli sforzi per una riduzione dei costi sanitari su 4 capitoli di spesa:
- condizioni di acquisto e fornitura di beni e servizi. Si prevede anzitutto la rideterminazione degli importi e delle prestazioni previsti nei singoli contratti di fornitura nella misura del 5%, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto legge e per tutta la durata del contratto. Tale misura straordinaria - finalizzata ad anticipare già nel 2012 le misure sui beni e servizi previste dal decreto legge n. 98 del 2011 – produrrà pienamenti i suoi effetti a decorrere dal 2013 e sarà basata sull’obbligo per le centrali di acquisto di tenere conto dei nuovi contratti dei prezzi di riferimento che via via l’Autorità di controllo sui contratti pubblici renderà noti e disponibili.
Per i contratti già stipulati è prevista invece una rinegoziazione tra Azienda sanitaria e fornitori, oppure la possibilità di recesso da parte della struttura pubblica, nel caso di significativi scostamenti (20%) tra i prezzi in vigore e quello di riferimento (in deroga all’articolo 1171 del Codice civile).
- spesa per farmaci. Per il 2012 è previsto un aumento dello sconto obbligatorio che le farmacie e le aziende farmaceutiche praticano nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale. Lo sconto passa, per le farmacie, da 1,82% a 3,85% ed è variabile, a partire dall’entrata in vigore del decreto, per il 2012, 2013, e 2014. Per le aziende farmaceutiche lo sconto passa da 1,83% a 6,5%, per il solo anno 2012, a partire dall’entrata in vigore del decreto. Per gli anni successivi la revisione della spesa viene operata tramite una ridefinizione delle regole che prevedono un tetto di spesa sia per la farmaceutica convenzionata territoriale che per la farmaceutica ospedaliera. Per la farmaceutica territoriale viene individuato un nuovo tetto di spesa pari all’11,5% (rispetto al precedente 13,3%). Per la farmaceutica ospedaliera il nuovo tetto è del 3,2% (rispetto al precedente 2,4%).
Nel caso di sfondamento del tetto della farmaceutica territoriale viene confermato il meccanismo di ripiano totalmente a carico della filiera farmaceutica (aziende, grossisti, farmacisti); per lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, che fino ad oggi è stato tutto a carico delle Regioni, viene introdotto un meccanismo di ripiano che pone a carico delle aziende farmaceutiche il 50% del totale.
- spesa per dispositivi medici. Per il solo secondo semestre 2012 viene previsto un abbattimento del 5% degli importi e dei volumi di fornitura. Mentre nel 2013 la revisione della spesa viene realizzata tramite la fissazione di un tetto di spesa pari al 4,8% per tali dispositivi. Le Regioni sono chiamate a garantire tale tetto di spesa sia attraverso l’utilizzo dei prezzi di riferimento, sia attraverso interventi di razionalizzazione nella fase di acquisto, immagazzinamento e utilizzo degli stessi nelle attività assistenziali.
- acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati. La misura prevista consiste in una riduzione del budget assegnato alle singole strutture pari all’1% per il 2012 e al 2% per il 2013, rispetto al budget 2011.