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martedì 11 ottobre 2011

Nessun chiarimento sulla "colletta alimentare" che estende benefici da Contessa Entellina a Palazzo Adriano

Abbiamo riferito del "dibattito", se così può definirsi, sull'interrogazione presentata da alcuni consiglieri dell'Opposizione sulle modalità in cui viene formulata a Contessa Entellina la graduatoria degli aventi diritto alla "Assistenza Domiciliare".
Le collette alimentari si conducono alla
luce del sole
Il Sindaco ha bisbigliato, ha strappato la relazione redatta dagli Ufficii sull'argomento, ma non ha risposto ai suoi naturali interlocutori: i consiglieri comunali, che peraltro costituiscono l'organo di controllo della gestione municipale.
Nella medesima serata era "in discussione" l'altra interrogazione sulla "colletta alimentare".
Su questa ultima problematica i consiglieri dell'Opposizione erano già intervenuti nel passato per mettere sotto accusa la conduzione su più punti di vista.
Il Sindaco aveva "spiegato" in altre occasioni (spiegato, è solo un modo di dire) che il servizio veniva svolto da alcune dipendenti comunali "fuori dagli orari di servizio" in quanto "volontarie" di una Associazione.
Questa versione, sostengono i consiglieri di opposizione nell'interrogazione ultima, risulta smontata dai funzionari comunali che invece sostengono che le "volontarie" del Sindaco e di un suo assessore per svolgere il servizio timbrano il cartellino, si fanno pagare dal Comune, ...e per ciò che fanno non hanno linee guida sancite in atti pubblici.
Quest'ultimo punto lo aggiungiamo in quanto la delibera di Convenzionamento del Comune e dell'Associazione è del primo settembre 2011 mentre la "colletta alimentare" si trascina da parecchi, parecchi mesi.
In questa occasione gli interroganti oltre ad insistere sul fatto che il "servizio" grava sul bilancio comunale e quindi sulle tasche di tutti i contessioti, hanno puntato su un aspetto più specifico: come mai il "servizio di colletta alimentare" oltre ad indirizzarsi verso i ... poveri contessioti si fa carico anche dei "poverelli" .... di Palazzo Adriano ?
Come mai il Sindaco di Palazzo Adriano, con dichiarazione messa nero su bianco, ha smentito che esistano persone (o dipendenti comunali di quel comune) autorizzate a prelevare beni a Contessa Entellina per .... somministrarli ai poverelli di Palazzo Adriano ?
Questi, nella sostanza, i quesiti degli interroganti.
Vediamo come il sindaco, Sergio Parrino, ha risposto.
Uno dei consiglieri interroganti ci sintetizza intanto la questione "L'accusa mossa ... era che lui stesso (il sindaco) aveva dischiarato che la signora (di Palazzo Adriano) prendeva gli alimenti per il comune di Palazzo che aderiva allo stesso progetto, ma abbiamo fatto allegare al verbale la nota del Sindaco di Palazzo che smentiva. Sergio non ha negato la menzogna detta anche perchè eravamo in troppi ad averla sentita, ha cercato di arrampicarsi sugli specchi ma il risultato è stato fallimentare".
In buona sostanza il sindaco non ha risposto all'interrogazione e quando gli interroganti lo hanno invitato di chiudere con questa vicenda e di lasciare al di fuori da simili ingagli l'istituzione pubblica "Comune" affidando il servizio ad Associazioni private o, almeno alla Pro-Loco, si è rifiutato di compiere un simile passo perchè simili istituzioni sono guidate da ... non si sa chi.
Ci interroghiano noi, adesso.
Ma il Comune di Contessa è o no tenuto a dare spiegazione su ciò che accade entro le sue mura ?
Il Sindaco è o no consapevole di svolgere un ruolo "pubblico" ?

P.S.
Ci piacerebbe ricevere, per poterla pubblicare, una lettura della vicenda dal punto di vista del sindaco.

lunedì 10 ottobre 2011

Solamente il 60% degli accessi al Blog sono provenienti dall'Italia

In ordine decrescente di consistenza riportiamo l'elenco dei paesi da cui provengono gli accessi e le consultazione al Blog (bacino di utenza) secondo la rilevazione delle ultime 24 ore.

1. ITALIA 
2. STATI UNITI 
3. GERMANIA 
4. FEDERAZIONE RUSSA
5. FRANCIA
6. SVIZZERA
7. ALBANIA
8. AUSTRALIA
9. REGNO UNITO
10. DANIMARCA
11. BELGIO
12. ROMANIA
13. ALTRI PAESI

C'è chi ha interpretato il senso ...del tutto

"L'iconostasi è il confine tra il mondo visibile ed il mondo invisibile, rende accessibile alla coscienza la sfera della gloria celeste.
L'iconostasi è la visione".
Pavel Florenskij


Pavel Aleksandrovic Florenskij è universalmente riconosciuto come uno dei massimi pensatori cristiani del Novecento.
Ciò che affascina della sua personalità è il genio. Un genio straordinario, determinato dalle sue particolari qualità intellettuali, dai suoi vasti interessi e dall'alta competenza interdisciplinare che gli permetteva di lavorare con audacia come
matematico
fisico
chimico
teologo
filologo
filosofo
storico delle religioni
poeta
conoscitore e teorico dell'arte.
Non a caso si parla di lui, tra i suoi estimatori, come di un Leonardo da Vinci, di un Platone o di un Pascal russo.
Il filone che affascina i suoi estimatori è anche l'inquieta e tenace ricerca con cui Florenskij si è dedicato al senso dell'esistenza umana.
Negli anni giovanili si dedicò a capire e a spiegare scientificamente il funzionamento del "meccanismo" interno della natura. Negli anni di studio all'Università di Mosca rifiuta comunque le visioni dominanti del 'positivismo', le idee nichiliste del 'materialismo' e del 'soggettivismo razionalista'. E' allievo del grande matematico Nikolaj V. Bugaev, studia le teorie matematiche di di Georg Cantor, legge Platone e mediante costoro è spinto al desiderio e alla preoccupazione di 'conoscere la realtà nella sua interezza, nella sua dimensione empirica e metafisica insieme'.
Non resta appagato della sua vasta conoscenza matematica, intellettuale e filosofica relativa al "senso della vita" a "Dio" e decide di testimoniare la fede acquisita come membro attivo della Chiesa, con grande stupore dell'ambiente universitario che non era per nulla attratto dallo stato della Chiesa ortodossa del tempo.
Studia e s'innamora della tradizione dei Padri della Chiesa e dei tesori sapienzali della Sacra Scrittura, si lascia catturare dal clima spirituale delle lunghissime liturgie bizantine, studia la teologia ortodossa, si posizione sulla convinzione del Dio misericordioso e si persuade che il Cristianesimo non è null'altro che la chiamata a diventare fratelli (in Cristo), figli di un unico Padre.   
Dopo essersi sposato con Anna, con cui crescerà cinque figli, sceglie la vita sacerdotale.
La fedeltà alla scelta compiuta è testimoniata dalle difficoltà che egli accetta di affrontare dal 1917 fino alla sua uccisione ad opera del regime politico instauratosi in Russia sotto Lenin prima e Stalin dopo.
Nonostante la sua riconosciuta capacità umana, scientifica ed intellettuale viene sempre più emarginato in conseguenza del suo stato sacerdotale.. E' costretto ad interrompere i lavori di ricerca filosofica e teologica e a dedicarsi all'attività scientifica nei laboratori dello stato. Nel 1933 viene arrestato e condotto prima nei lager di Skovorodino e, successivamente, nel lager di concentramento sulle isole Solovki. Trascorre gli anni di forzato allontanamento dalla famiglia tanto amata con la coscienza che una tale drammatica situazione va accettata con la fede nella provvidenza e nell'amore di Dio.
La sua triste sorte viene a compiersi, inaspettatamente, nel 1937 con la sua condanna a morte.
(Continua)

Una pagina de LA SICILIA: Ecco il Fascio di Piana dei Greci

ripreso da LA SICILIA
Nel 1893 il giornalista Adolfo Rossi visitò alcuni Comuni della Sicilia. Una tappa significativa nel paese «dove c'era il movimento tra i meglio organizzati di tutta l'Isola». Su 9.000 abitanti, erano iscritti 2.500 uomini e 1.000 donne
• Domenica 09 Ottobre 2011
dino paternostro

Nicolò Barbato
Nel mese di ottobre del 1893, mentre era in corso in Sicilia - e principalmente in provincia di Palermo - il primo grande sciopero contadino, promosso dai Fasci dei lavoratori, Adolfo Rossi, un giornalista de "La Tribuna" di Roma, fu inviato nell'Isola per raccontare quello che stava accadendo. Man mano che girava paesi e città, Rossi scrisse dei servizi su questo movimento, che in Sicilia stava suscitando tante speranze tra i contadini poveri e tanti timori tra i ricchi proprietari. L'anno successivo questi servizi furono raccolte e pubblicate nel volume "L'agitazione in Sicilia. Inchiesta sui Fasci dei lavoratori" (Max Kantorowicz Editore, Milano, 1894). Una tappa significativa del viaggio di Rossi fu Piana dei Greci, l'odierna Piana degli Albanesi, che nel secondo dopoguerra sarebbe diventata famosa per la terribile strage di Portella delle Ginestre. In quel paese c'era - scrisse Rossi - "uno dei Fasci meglio organizzati non solo della provincia di Palermo, ma di tutta l'isola". Infatti, spiegò il giornalista, "con una popolazione di appena 9000 abitanti, Piana dei Greci contava un Fascio di 2500 uomini e di quasi 1000 donne intelligentissime, che parlavano in pubblico con vera eloquenza". Proprio la presenza delle donne, organizzate in un apposito fascio femminile, costituiva una delle maggiori novità.
A Piana dei Greci, Rossi fu accolto con grande cordialità dai contadini del Fascio. "Mi fecero sedere in mezzo a loro, pronti a darmi tutte le informazioni che desideravo". E la discussione fu talmente interessante che il giornalista volle "riprodurla testualmente". Siccome risulta interessante ancora oggi, ne riproponiamo alcuni stralci. "Come avvenne che questo Fascio diventò in poco tempo così numeroso?", chiese Rossi. "Perché abbiamo capito subito che per ottenere qualche cosa bisogna cominciare coll'unirsi", rispose un contadino. "È vero che fanno parte del Fascio anche dei piccoli proprietari?", chiese ancora Rossi. Gli rispose un piccolo proprietario, Vito Fusco: "Sicuro, io sono uno di quelli. Ci siamo convinti che domani vivremo meglio col nostro lavoro di quello che oggi con le nostre terre. Senta: io possiedo tre salme di terra e devo pagare ogni anno: L. 127,50 per il censo, L. 100 di tassa fondiaria, L. 50 d'altre tasse e più di lire 300 per la coltivazione mentre non ne ricavo in media che da 550 a 600".
"Un contadino nullatenente, Pietro Stassi, aggiunse: "Io non trovo da lavorare che durante sei mesi l'anno per non guadagnare che da 7 a 8 lire la settimana, quando non piove". "E come fate quando siete disoccupato?". "Si va a erbe, per mangiarle cotte senza sale". "Avete famiglia?". "Moglie e due bambini. Per una camera devo pagare settanta lire all'anno di pigione. Dormiamo sulla paglia. Quando lavoriamo in campagna, dormiamo all'aperto. Se la pioggia ci bagna non abbiamo che il vento per asciugarci. E quando si guadagna qualche soldo dobbiamo pagare anche il dazio di consumo per quel pezzo di pane nero con cui sfamiamo. Il giorno della paga certi padroni ci fanno aspettare delle ore, poi ci pagano in rame; se contiamo i soldi se n'hanno a male e poi se troviamo qualche soldo che non ha corso ci dicono che cerchiamo d'imbrogliarli". E un altro contadino spiegò ancora meglio la drammatica situazione in cui vivevano: "Quando i padroni ci danno qualche anticipazione, ce la danno con grano di scarto e pieno di terra. E noi dobbiamo poi restituire grano di prima qualità. Taluni hanno una doppia misura: il tumulo piccolo per dare e il tumulo grande per riscuotere! E per queste anticipazioni si pigliano il 25 per cento d'interesse, il 25 che diventa il 100 quando si tratta di poche settimane. Qualche - padrone giunge perfino a spruzzare d'acqua il grano per farlo crescere: per vino poi ci danno dell'aceto". "E che cosa sperate dai Fasci", chiese Rossi. Gli rispose una delle contadine animatrici del Fascio femminile ("bella donna con denti bellissimi e grandi occhi pieni d'intelligenza", sottolineò il giornalista): "Vogliamo che, come lavoriamo noi, lavorino tutti, e non vi siano più né ricchi né poveri. Che tutti abbiano del pane per sé e per i figli. Dobbiamo essere eguali. Io ho cinque bambini e una sola cameretta, dove siamo costretti a mangiare, a dormire tutto, mentre tanti signori hanno dieci o dodici camere, dei palazzi interi".


«Gesù sì che era un vero socialista»
LA PROTESTA. «I preti non erano favorevoli - raccontò una contadina - e noi non siamo andati alla processione»
LA SICILIA • Domenica 09 Ottobre 2011

Un tema interessante, affrontato da Adolfo Rossi con i contadini e le donne del Fascio di Piana dei Greci, fu quello dei rapporti con la chiesa, con la religione. "In quali relazioni siete coi vostri preti?", chiese il giornalista. Spiazzante la risposta di una donna: "Gesù era un vero socialista e voleva appunto quello che chiedono i Fasci, ma i preti non lo rappresentano bene, specialmente quando fanno gli usurai. Alla fondazione del Fascio i nostri preti erano contrari e al confessionale ci dicevano che i socialisti sono scomunicati. Ma noi abbiamo risposto che sbagliavano, e in giugno, per protestare contro la guerra ch'essi facevano al Fascio, nessuno di noi andò alla processione del Corpus Dammi. Era la prima volta che avveniva un fatto simile". E un'altra donna ("alzandosi e venendo a parlare in mezzo al circolo perché la sentissi bene"). aggiunse: "I signori prima non erano religiosi e ora che c'è il Fascio hanno fatto lega coi preti e insultano noi donne socialiste come se fossimo disonorate. Il meno che dicono è che siamo tutte le sgualdrine del presidente".
dirigenti dei Fasci durante il processo del 1894
Drammatico il capitolo delle tasse comunali. Ecco cosa raccontò una vecchia: "lo ho avuto il marito malato per sette anni e andai al Municipio a dire che non potevo pagare il fuocatico (una sorta di tassa sulla casa - ndr). Mi hanno risposto che dovevo andare a servizio, ma che era necessario pagare". E aggiunse Francesco Matranga, un vecchio contadino: "Dal fuocatico sono esclusi solo i mendicanti che dormono nei fienili. I mendicanti che hanno una cameretta devono pagare anch'essi. Per la tassa animali si paga ogni anno L. 10 per ogni mulo e L. 5 per ogni asino. Spesso sono bestie che non valgono tanto. Qualche volta facendo il ruolo sbagliano e mettono tre muli invece di due, come hanno fatto a me. Ho dovuto pagare trenta lire invece di venti". E denunciò Michelangelo Falsoni, consigliere comunale dei Fasci: "Io vi posso dire poi, per averlo constatato nei ruoli, che certi signori i quali hanno, per esempio venti muli, non ne mettono in nota che quattro e nessuno si cura di verificare". All'ordine dei giorno i soprusi sui contadini. Raccontò Gaetano Scarola, un consigliere dei Fasci: "Il nostro compagno Paolo Carboni si trovava questa estate sull'aia dell'ex feudo Fissella quando il suo padrone Andrea Sclafani gli disse: "Tu non darai più il diritto di cuccia al campiere, ora che appartieni al Fascio?" Paolo rispose: "Secondo: se il campiere misura con giustizia, glielo darò; se no, no." Il padrone si allontanò offeso. Poi quando cominciò la misurazione si avvicinò a Paolo, lo prese per il collo, gli cacciò la testa nel mucchio del grano e gli disse: "Te lo misura bene o ti ruba?" Paolo aveva in mano la pala, ma non fece neppure l'atto di alzarla, che lo Sclafani gli diede uno schiaffo, "Ma perché trattarmi in questo modo?" fece Paolo. Lo Sclafani, non contento ancora, tirò fuori il revolver e a bruciapelo gli esplose contro un colpo. Fortunatamente il proiettile invece di penetrare nel petto deviò nella parte superiore dell'omero. Lo Sclafani non è stato arrestato neppure per un momento e dopo tre mesi da quel tentato omicidio non sappiamo ancora se si farà il processo". "Vedete che per i poveri non c'è giustizia in Piana dei Greci! I signori dicono Apertamente che ci vogliono ammazzare ad uno ad uno", fu la riflessione di un'altra donna. "S'è già cominciato - denunciò Gaetano Scarola - Nello scorso giugno il nostro compagno Demetrio Carnese, onestissimo uomo, fu trovato ucciso nell'ex feudo Aggiotto, in un declivio accanto ad una roccia".
D. P.
Nicola Barbato, "apostolo" socialista

(d.p.) I contadini di Piana dei Greci raccontarono a Rossi "che se il Fascio di Piana dei Greci era allora cosi compatto, lo si doveva al dottor Nicolò Barbato, uomo di trentadue anni, molto studioso (uno dei più colti socialisti siciliani e senza dubbio il più istruito fra i presidenti dei Fasci), il quale esercitando la medicina là dove è nato, come medico libero, non comunale, faceva da tre anni la propaganda nelle famiglie dei contadini". In effetti, Barbato - insieme al corleonese Bernardino Verro, al palermitano Rosario Garibaldi Bosco e al catanese Giuseppe De Felice Giuffrida - era uno dei più influenti capi dei Fasci in Sicilia. Era stato più volte minacciato dalla mafia e dagli agrari; era stato più volte arrestato. I contadini, infine, raccontarono a Rossi che il mese precedente a Piana vi erano stati dei disordini, conclusisi con ben 37 arresti, a seguito del colera che si era sviluppato a Palermo. Il popolo aveva chiesto invano un cordone sanitario. "La collera aumentò - raccontarono i contadini - quando si vide che una donna malata veniva chiusa in una stalla, e scoppiò quando rimase senza acqua. Fu allora che si invase il Municipio e che si spezzò il filo telegrafico che ci congiunge con Palermo. Non vi fu però alcun ferimento, sebbene per otto ore la popolazione fosse rimasta assoluta padrona del paese". Poi arrivarono le truppe, che operarono degli arresti. Molti contadini, però, si rifugiarono in campagna e ritornarono solo dopo che "il dottor Barbato ebbe dal questore di Palermo l'assicurazione che non si sarebbero operati altri arresti, tutti tornarono al paese". Fra gli arrestati c'era anche una donna nell'ottavo mese di gravidanza. Vennero lasciati dopo sedici giorni. Rossi ricordò ai contadini "che il dottor Barbato era ancora sotto l'accusa di eccitamento all'odio fra le classi e per associazione di malfattori". E questi, pronti, risposero: "L'associazione siamo noi, 2500 uomini e 1000 donne, e devono mettere dentro noi tutti. Ma a chi abbiamo fatto male noi, che domandiamo solo un pezzo di pane?" Così parlavano i soci del Fascio di Piana Greci.
09/10/2011

ECO DELLA BRIGNA n. 83: alcune pagine della rivista edita a Mezzojuso a cura di Bon Enzo Cosentino








(Continua)

Egitto post Mubarak. Essere cristiani ancora nel terzo millennio può comportare la morte

Sono almeno 24 i morti e 200 i feriti negli scontri scoppiati ieri sera durante una manifestazione di cristiani copti-ortodossi nel centro del Cairo. I dati sono stati diffusi dal ministero della Sanità egiziano.
Nella notte, in alcune zone della città, è stato imposto il coprifuoco per cinque ore, che si è concluso stamani alle 7.
Gli scontri sono i più violenti dalla rivolta di inizio anno che l’11 febbraio ha costretto alle dimissioni l’ex presidente Hosni Mubarak.
Ieri pomeriggio circa duemila copti (che in Egitto sono il 10 per cento degli 80 milioni di abitanti) si erano riuniti per una manifestazione di protesta, nei pressi della sede della tv di Stato, contro la demolizione, avvenuta a fine settembre, di una chiesa nella provincia di Aswan, nel sud dell’Egitto. Sono iniziati gli scontri tra dimostranti, abitanti della zona e forze di sicurezza. Su come siano iniziate le violenze, che poi si sono propagate in piazza Tahrir, luogo simbolo della rivolta anti-Mubarak, le versioni sono discordanti
Durante la protesta sono state incendiate immagini del governatore di Aswan, Mustafa al-Sayed, che ha ordinato la demolizione della chiesa sostenendo fosse stata costruita illegalmente.
I dimostranti hanno chiesto il licenziamento del governatore e la ricostruzione del luogo di culto.

domenica 9 ottobre 2011

La libertà di stampa non si tocca



L’art. 21 della Costituzione Repubblicana garantisce la libertà di stampa. Recita infatti in questi termini:
« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »
Il Parlamento dei “nominati” in queste settimane in cui dovrebbe occuparsi di incentivare il sistema economico per creare nuovi posti di lavoro, per produrre nuova ricchezza, per ridurre il debito pubblico sta -invece- occupandosi di imbavagliare i giornali. Si sta preoccupando di non far conoscere agli italiani l’operato delle “cricche”, dei Bertolaso, degli Scajola, dei Berlusconi, dei Penati e dei mille corrotti e corruttori che operano come i vermi nei formaggi lungo la penisola.
In verità stanno perdendo tempo, perché già la gran parte dei giornalisti hanno dichiarato che non rispetteranno i nuovi divieti e continueranno, a conclusione delle indagini, a pubblicare tutti gli atti che da quel momento saranno diventati pubblici, nei termini del codice di procedura penale.
Saranno denunciati ? Certo, è probabile !
Le nuove norme però sono in contrasto con la Carta Repubblicana e pertanto non appena gli eventuali giornalisti denunciati e processati solleveranno la “questione di costituzionalità” queste saranno -in un tempo più o meno lungo- cancellate dalla Consulta.
Esistono molti precedenti che tranquillizzano i giornalisti; Vediamoli.
A) Il diritto di cronaca può essere esercitato, anche quando ne possa derivare lesione all’altrui reputazione, purché: la notizia sia vera; esista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti; l’informazione sia mantenuta nei giusti limiti di obbiettività. (Cass. pen., 10/12/1997, n. 1473).
B) La libertà di cronaca (comprensiva della acquisizione delle notizie) e la libertà d’informazione, sono i cardini del regime di democrazia garantito dalla Costituzione; la stampa è strumento essenziale di quelle libertà. (Corte cost., sent. n. 1/1981)
C) La Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo sancisce (art. 10), il principio della libertà di manifestazione del pensiero. Tale diritto abbraccia la libertà di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche. I limiti della critica esercitabile nei confronti di dirigenti politici sono più ampi di quelli relativi ai semplici privati. (CEDU, 8/7/1986, Lingens c. Austria; 25/3/1985, Barthold c. Repubblica Federale di Germania).
D) Il diritto della stampa di informare su indagini in corso e quello del pubblico di ricevere notizie su inchieste scottanti prevalgono sulle esigenze di segretezza. (CEDU 7/6/2007)
E) Gli Stati contraenti sono vincolati ad uniformarsi alle interpretazioni che la Corte di Strasburgo dà delle norme della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. (Corte cost. sent. 39/2008)

C'erano gli arbëresh

L’identità degli arbëresh di Sicilia si basa su due fondamenta:
-la lingua albanese, che oggi tuttavia si conserva bene a Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela e ‘maluccio’ per non dire male a Contessa Entellina. La lingua albanese si è persa completamente a Mezzojuso e a Palazzo Adriano;
-il rito bizantino-greco, e non si può dire nemmeno che questo mostri segni di solidità.
Il giorno in cui questi due fondamenta verranno meno non esisteranno più gli arbëresh. Quel giorno dimostrerà che in Italia l’impianto normativo, per non dire l’impianto costituzionale, ha natura solo formale e non sostanziale; dimostrerà che ciò che sta scritto non vale nulla perché la realtà è cosa diversa da ciò che i padri costituenti volevano perseguire.

A) L’ Art. 6 della Costituzione recita: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”.
Nulla lo Stato, le istituzioni hanno fatto per rispettare quel dettato. Poco più di dieci anni fa, ad oltre un cinquantennio dall’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, è stata emanata la cosiddetta legge “482” che è servita, almeno nell’esperienza locale, a sciupare soldi a beneficio delle banalità e delle inadeguatezze, ossia sulle iniziative che non incidono in nulla sul processo di omologazione che sta risucchiando il pianeta –oggi- ad americanizzarsi e domani, forse, a cinesizarsi. L'Unione Besa ha avviato nelle scuole dei corsi di albanese, che però hanno avuto carattere di sussidiarità e di opzionalità.
  Uomini politici locali (Di Martino, Petrotta etc.) hanno tentato di dilatare l’ambito normativo di tutela e valorizzazione della lingua arbëresh, ma non hanno raggiunto le mete che si prefiggevano. Oggi peraltro gli arbëresh non sono rappresentati né all’Assemblea Regionale né nel Parlamento dei “nominati” di Roma.

B) Volendo dire qualcosa sul “rito” c’è da evidenziare che esso è in rapida “latinizzazione”:
a) il catechismo ai bambini ignora l’esplorazione dei presupposti del rito medesimo per adagiarsi in tutto e pertutto a quello “romano”,
b) il rituale liturgico ricalca non più lo spirito di Giovanni Crisostomo e la teologia bizantina ma quello “romano” al punto che il fedele viene invitato a pregare per l’Eparca, per il Delegato pontificio (lo ha fatto un Amministratore parrocchiale qui inviato) e per Ratzingher.
c) la comunione ai fedeli (almeno a quelli malati che stanno a casa) non è somministrata col pane ma con l’ostia (anche questo lo attuava un Amministratore parrocchiale, ma ci risulta che la pratica è in auge pure a Mezzojuso).
Potremmo continuare, ma ci fermiamo perché tutti conosciamo le carenze della “Curia”; tante sono le carenze organizzative ed operative che il Vaticano si è sentito in dovere di sospendere l’autonomia eparchiale e di creare una “tutela” (potremmo dire un 'commissariamento') affidata ad un “delegato pontificio”, ovviamente romano.

La domanda che poniamo è:
-E’ lo Stato che non dà piena attuazione all’art. 6 della Costituzione ?
-E’ il Vaticano che tende a uniformare quella che dovrebbe essere la “Confederazione delle Chiese Cattoliche”, che comprende una decina di chiese orientali accanto alla romana, in direzione di una impoverita –culturalmente- chiesa romana ?
-Oppure è la comunità arbëresh che priva di veri dirigenti politici, priva di clero consapevole della missione, non riesce più a individuare il percorso … in avanti e sta per ripiegarsi per mancanza di slancio ?

Degrado: responsabilità di tutti, contribuenti e cittadini compresi

La raccolta rifiuti diventa un ricordo del passato ?

Foto ripresa un'ora fà nel quartiere Giarruso
Eppure  i contribuenti pagano al Comune di Contessa Entellina bollette TARSU (Tassa rifiuti solidi urbani) che sono doppie e triple rispetto ai comuni del Nord Italia, dove col riciclaggio gli organismi preposti, conseguono notevoli ricavi.
Il Comune si giustifica scaricando le colpe della disfunzione sull'ATO;
L'Ato si giustifica scaricando le colpe delle disfunzioni sui comuni;
La Regione, che gli Ato parassitari ha voluto, non riesce a sciogliere gli Ato che -incredibilmente- dovrebbero corrisponderle 1 miliardo di euro;
Il ministero della salute chiude gli occhi per non vedere.
Cercare responsabilità in Italia è impossibile.

Sfogliamo insieme la rivista edita a Mezzojuso a cura di Don Enzo Cosentino, ECO DELLA BRIGNA n. 83








(continua)

sabato 8 ottobre 2011

L'editoriale di Don Enzo Cosentino sul n. 83 di "Eco della Brigna", edito a Mezzojuso

Dopo mesi di far finta di non accorgersi di nulla il P.D. romano si accorge che nell'isola il partito è avvinchiato con Raffaele Lombardo

ripreso da La Repubblica
POLITICA
Pd, la Bindi gela i "governativi"

"Mai in giunta con un inquisito"La presidente dei democratici boccia senza appello il progetto di governo politico del Pd siciliano con Raffaele Lombardo. "Il gruppo parlamentare del'Ars è fuori dalla linea del partito"
dal nostro inviato EMANUELE LAURIA
CALTAGIRONE - "Il Partito democratico ora ha l'obbligo di candidarsi alla guida della Regione. E per farlo non può portarsi appresso le ambiguità di questa stagione". L'ultimo attacco di Rosy Bindi a Raffaele Lombardo - e ai dirigenti del suo partito che in Sicilia hanno deciso di sostenerlo - è netto, diretto, frontale. Giunge dalla festa nazionale del terzo settore, l'appuntamento più importante per i democratici in una stagione di divisioni e kermesse cancellate all'ultimo momento (leggi Palermo), giunge dalla città di Don Sturzo, fondatore del partito popolare e oggi simbolo, dice la Bindi, "di un Pd dalla schiena dritta". Qui il centrosinistra amministra da quattro lustri, qui c'è uno zoccolo duro di antilombardiani, questo è stato uno dei centri in cui, a gennaio, si è celebrato il referendum sull'appoggio al governatore. Luogo simbolico, in ultimo, perché a pochi chilometri c'è Grammichele, il paese natale proprio di Lombardo. E la presidente del Pd sbarca nel Calatino dopo aver messo da canto le prudenze. "Il presidente della Regione? Faccia quello che ha fatto Penati: si dimetta e siamo a posto. Il problema non è che siamo tutti uguali: sono loro ad essere diversi, nel senso che non rispettano la legge". Messaggio inviato alla volta di Palazzo d'Orleans ma soprattutto a chi, nelle stanze del Pd all'Ars, ha scritto una lettera a Bersani per sostenere l'esigenza di entrare in giunta con Lombardo: "Quella del gruppo parlamentare, è bene ribadirlo, non è la linea del partito". Il caso Sicilia, esiste, eccome. E nell'isola "l'appoggio a Lombardo può far nascere una questione morale". Qualcuno sente fischiare venti di scissione nel Pd: "Spero di no: è esattamente l'obiettivo di Lombardo". La Bindi si siede ad un tavolo del bar della villa comunale. Rifiuta una bevanda, si schiarisce la voce e l'accento toscano incornicia un j'accuse serrato. Ad ascoltarla i parlamentari Giovani Burtone e Bernardo Mattarella, l'ex assessore Franco Piro, il coordinatore della segreteria regionale Enzo Napoli, il capo del locale circolo Gaetano Cardiel. Di lì a poco, in serata, una platea di un migliaio di persone ascolterà l'intervista pubblica affidata a Pippo Baudo, che accoglierà la Bindi con galanteria: "Mi sa che d'ora in poi saremo una coppia fissa". Il clima è di festa, appena guastata dall'incursore Peppe Arnone, il consigliere comunale agrigentino che arriva anche a Caltagirone per chiedere a Rosy, a colpi di volantini, di "ripulire il partito non dagli amici di Lombardo ma dagli amici dei capimafia". E sono minacce, spintoni, fischi, fino all'intervento del servizio d'ordine.
Onorevole Bindi, ancora "scandalizzata" per il sostegno del suo partito a Lombardo?
"Scandalizzata e sorpresa. Perché io ho solo ribadito quella che è una linea del partito sancita da un congresso che ha visto vincere in Sicilia un segretario teorico dell'autonomia da Lombardo, appoggiato da un'area - quella di Mattarella - che era sulla stessa posizione. Ora, per cambiare quella posizione, servono nuove elezioni o un referendum. Non ci sono alternative".
La posizione di Lombardo si è notevolmente affievolita con la derubricazione del suo reato a voto di scambio.
"E sono sorpresa, se vuole aggiungerlo, anche per aver appreso che qualcuno, nel mio partito, ha addirittura fatto i complimenti a Lombardo: come se il voto di scambio equivalesse a un'assoluzione. Vede, io non ho mai cavalcato l'inchiesta giudiziaria per mafia nei confronti del governatore. Ma ritengo il voto di scambio un reato gravissimo che sottintende clientelismo e uso improprio della cosa pubblica. Se ci mettiamo, poi, che dagli atti della Procura risulta che lo scambio sarebbe stato perpetrato con la mafia, be', il quadro è completo".
Nel gruppo parlamentare c'è chi la pensa in modo diverso: si è parlato, con una metafora, di un'accusa di strage che si è risolta in una contravvenzione per divieto di sosta.
"Quegli stessi esponenti del Pd che hanno stravolto le mie parole stanno minimizzando la gravità della situazione. La nostra idea del partito è alternativa a quella che pratica Lombardo. Io sottolineo la gravità del voto di scambio perché credo che la politica, in questa terra, deve irrobustire la società: chi la indebolisce crea i presupposti perché la società venga utilizzata dai poteri mafiosi. Non possiamo cedere su questi temi".
Non rischiate, così, di indebolire l'esperienza di una coalizione anti-berlusconiana come quella che appoggia il governatore?
"Non è che in nome della battaglia al Cavaliere possiamo accettare qualsiasi linea politica. Anzi, questa posizione è la prova che non siamo accecati dall'antiberlusconismo".
Una ventina di deputati dell'Ars chiedono, invece, il governo politico.
"La linea del partito non è mai stata questa. La linea è quella che il segretario interpreta con molta fatica, perché incalzato dal gruppo parlamentare e dal suo presidente in particolare. Senza elezioni, o senza un referendum nel partito, non si cambia".

Ora nel Pd siciliano ci si interroga su quale referendum fare.
"Servono consultazioni vere, non camuffate, con partecipazione e informazione. Di certo, non si può ridurre il referendum su una questione politica a una mera ratifica di decisioni prese altrove".
Si riparte dal nuovo Ulivo.
"Sì, da una coalizione, da un programma e dall'ambizione di avere una classe dirigente in grado di esprimere un candidato alla presidenza della Regione".
Non teme che un'alleanza limitata al centrosinistra, alle amministrative, possa far vincere i candidati del centrodestra?
"La possibilità di un accordo con il Terzo polo esiste, quella dell'alleanza larga è una strada che si segue anche a livello nazionale. Ma il presupposto non può essere il sostegno a Lombardo. Un partito degno di questo nome guida la partite, non si fa trascinare".
Da presidente del Pd, non teme una scissione nel partito siciliano?
"Bisogna fare di tutto per evitarla. E deve essere chiaro che lo sport preferito da Lombardo è quello di spaccare le forze politiche, basta vedere la composizione della sua giunta. Con questo governatore la Sicilia è rimasta al sistema tolemaico, nel frattempo è intervenuta la modernità e vorremmo rimanervi. Quest'Isola ha dimostrato di essere capace di grandi primavere. Usciamo, allora, da questo inverno prolungato"

Da domani si dovrà rispondere al Censimento

È il 9 ottobre la data di riferimento fissata dall'Istat per il «15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni».
Da domani -domenica- , infatti, potranno essere compilati e riconsegnati i questionari.
Sempre dal giorno 9 sarà possibile compilarli on line collegandosi al sito dell'Istat e utilizzando la password stampata sullo stesso questionario.
Le operazioni dovranno essere concluse entro il prossimo mese di dicembre.




La trasparenza nella pubblica amministrazione è discrezionale ?

Valutando l'imbarazzo del Sindaco, il quale si è rifiutato di rispondere alle due interrogazioni presentate dall'Opposizione e in discussione venerdì 30 settembre in Consiglio Comunale, troviamo una grande sofferenza pure noi che avremmo voluto raccontare come stavano le cose sulle questioni sollevate.
Quando un uomo pubblico, una istituzione non sa rispondere su ciò che le viene attribuito, a soffrire non sono gli "attori" ma chi vorrebbe sapere e chi vorrebbe capire.
Berlusconi che sta affondando il paese, l'Italia, infatti non soffre: passa da un festino ad Arcore ad un festino nella Dacia di Putin senza mostrare solidarietà a chi sta patendo la crisi.
Sergio Parrino ha trovato nella seduta consiliare più spirito per stigmatizzare (?) il rapporto di amicizia fra i consiglieri dell'Opposizione ed il conduttore di questo Blog, che parole chiarificatrici sulla sua conduzione (lo diciamo per ridere) del Comune.
Nella seduta di Venerdì 30 settembre il Sindaco Parrino avrebbe dovuto rispondere ai quesiti postigli dall’Opposizione su due questioni che sono argomento di discussione fra la cittadinanza: se ne parla infatti, pure, nei bar e negli esercizi commerciali.
Come i lettori ricorderanno (per avere il Blog pubblicato nei giorni passati i testi integrali) le interrogazioni vertevano:
1) Sulla “colletta alimentare” gestita nei locali municipali da oltre un anno e senza che negli atti ufficiali si rinvenga traccia; solo lo scorso primo settembre è venuta fuori una delibera di Giunta il cui contenuto risulta incomprensibile perché i verbi grammaticali passano dal presente all’imperfetto … e al futuro prossimo.
2) Sulla “graduatoria dell’assistenza domiciliare agli anziani” che sarebbe stata formulata per due categorie di cittadini:
a) coloro che hanno beneficiato della visita domiciliare dell’assistente sociale che ha attribuito dei “punteggi”,
b) coloro che non hanno beneficiato della visita domiciliare e che pertanto non si sono ritrovati alcun punteggio suppletivo assegnato dall’assistente sociale. Costoro, o almeno alcuni di loro, ovviamente sono stati superati in graduatoria dai primi (fortunati). Sul servizio gli interroganti chiedono se ci siano state sollecitazioni rivolte ai beneficiari a scegliere la cooperativa a cui far somministrare il servizio.

Vediamo -per oggi- come è stata trattata l'interrogazione sulla graduatoria dell'assistenza agli anziani:
Diciamo subito che il sindaco (che ama definirsi trasparente) non ha risposto in alcun modo ai quesiti precisi che i consiglieri di opposizione gli hanno posto.
Non solo non ha risposto ad alcuna domanda, sul perchè non tutti abbiano ricevuto la visita dell'assistente sociale e sul perchè l'assistente sociale abbia fatto due volte il giro degli stessi anziani  ....." -dichiara uno dei consiglieri-, “le uniche risposte che il sindaco ha formulato sono state che lui non si occupa del servizio e non sa come funziona, come se non fosse comunque sua responsabilità politica”.
A sentire queste parole a noi cittadini, a noi contribuenti, a noi elettori, arriva un colpo alla coscienza civica, al Sindaco invece arriva il timore, la paura, di "nascondersi" dall'operato dell'Ente che gestisce o dovrebbe gestire, riteniamo noi.
Ci viene da pensare:
Rispondere ai quesiti contenuti nell’interrogazione era cosa oggettivamente difficile per il sindaco ?
I dubbi sollevati dall'Opposizione erano o no smontabili ?

Il Sindaco non ha chiarito nessuna delle perplessità su come si sia arrivata alla formulazione della "graduatoria"; ha iniziato a leggere una relazione degli Uffici Municipali sul servizio sociale in discussione e dalle prime righe si è potuto evincere che il servizio è aperto a tutti (?) e che i consiglieri (interroganti) avrebbero voluto favorire i parenti ed erano spinti nel presentare l'interrogazione da interessi personali.
Come se chiedere su come si perviene alla formulazione di una graduatoria implica ...conflitto di interesse.
A questo punto il primo firmatario dell’interrogazione -Giusy Cannizzaro- ha chiesto di rileggere quanto uscito dalla bocca del sindaco e di allegare la relazione dell'Ufficio al verbale della seduta per poter prendere successivamente i dovuti provvedimenti.
Il sindaco dapprima ha iniziato a cancellare con la penna quanto prima letto, poi ha proseguito nella lettura senza aprire bocca, solo per sua cognizione, il seguito (ndr. forse non l'aveva letto prima della seduta ?).
Ad un certo punto dinnanzi ai presenti, consiglieri e pubblico, ha preferito distruggere il foglio in mille pezzetti (e non è mancato fra i presenti chi ha temuto che potesse inghiottirsi i pezzetti di carta).
Chiarimenti sul perché del doppio punteggio per alcuni e sulla mancata visita dell’assistente sociale per altri: NULLA !
Cosa sono state calpestate ?
-la coscienza democratica dei contessioti di conoscere come si lavora in Municipio;
-le decine di leggi sulla "trasparenza" su quanto attiene l'attività della pubblica amministrazione;
-la dignità dei consiglieri comunali, rappresentanti del corpo elettorale, di disporre degli elementi utili nella loro attività politico-amministrativa, nonchè il regolamento che impone al sindaco di rispondere alle "interrogazioni consiliari".

P.s.
-Quanto ci piacerebbe che il sindaco ci inviasse una sua "lettura" su quanto da noi descritto, per smentire, correggere, precisare, e dare il suo punto di vista.

venerdì 7 ottobre 2011

Sicilia. Come nasce una legge ? facendosi gli affari propri

dal Corriere della Sera
«Anch'io ho una casa a 150 metri dalla costa. L'ho comprata nell'1988, era un ristorante, ha l'agibilità, le concessioni igienico-sanitarie e una richiesta di sanatoria fatta dal vecchio proprietario. Su questa casa non posso neanche buttare un po' di cemento. Eppure ho firmato l'atto da un notaio, che per me è lo Stato».
A fare «outing» è Paolo Ruggirello, il deputato regionale del Mpa, promotore del disegno di legge «salva-coste» che in Sicilia sta scatenando un putiferio di polemiche, con Confindustria, sindacati, opposizioni e pezzi della maggioranza tra cui il gruppo del Pd che nel provvedimento intravedono una sanatoria selvaggia. Ruggirello ha citato il suo caso personale durante la conferenza stampa convocata assieme al capogruppo degli autonomisti Francesco Musotto per difendere il ddl, approvato in commissione Territorio dell'Assemblea regionale, col parere contrario del presidente Fabio Mancuso (Pdl) e in assenza dei deputati del Pd.
«Anche la mia casa - ha aggiunto Ruggirello - potrebbe essere acquisita al patrimonio dal comune di Trapani. Io ho tutto in regola, come tante centinaia di persone. Con questo disegno di legge intendiamo riportare la legalità».

Circolare Inca: indennità di accompagnamento in caso di ricovero in istituto

PATRONATO INCA CGIL
Sede Centrale
Area delle Politiche dei diritti e del benessere
00198 Roma - Via Giovanni Paisiello 43
Telefono 06-855631 - Fax 06-85563268
Internet : http: //www.inca.it
E-mail : politiche-previdenziali@inca.it
Roma 6.10.2011
Oggetto : indennità di accompagnamento in caso di ricovero in istituto.

Sommario: l'Inps con il messaggio 18291 del 26.09.2011 conferma il diritto alla corresponsione dell'indennità di accompagnamento nei casi di ricovero gratuito in istituto o per fini riabilitativi per periodi inferiori a 30 giorni.


Prima di entare nel merito dell'argomento in oggetto ci sembra necessario ripercorrere sinteticamente i criteri con i quali nel tempo è stata applicata la incompatibilità dell'indennità di accompagnamento con il ricovero gratuito.
La legge 18/80, istitutiva dell'indennità di accompagnamento, al 4° comma dell'articolo 1 ha escluso dal diritto all'erogazione dell'indennità gli invalidi civili gravi ricoverati gratuitamente in Istituto.
La legge 662/96 al comma 248 dell'articolo 1 ha disposto che i titolari di indennità di accompagamento devono autodichiarare annualmente la sussistenza o meno di uno stato di ricovero e, in caso affermativo, la gratuità o meno dello stesso.
L'applicazione della disposizione è stata supportata dalle indicazioni degli Enti prima competenti in materia di invalidità civile (Ministero dell'Interno e Ministero del Tesoro) ma anche dalle interpretazioni della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale.
In base alle suddette indicazioni /interpretazioni è stato stabilito innanzitutto che il ricovero gratuito è elemento ostativo alla sola erogazione dell'indennità per il tempo in cui l'invalido è ricoverato gratuitamente e non al riconoscimento del diritto, ed è stata individuata la gratuità, la natura e la durata del ricovero gratuito.

La gratuità
Il ricovero è gratuito quando la retta base risulta a totale carico dell'ente o struttura pubblica anche se il soggetto ricoverato corrisponda una quota supplementare volta a conseguire un miglior trattamento rispetto a quello base.

La natura del ricovero gratuito
Il ricovero gratuito per essere rilevante ai fini dell'incompatibilità con l'erogazione dell'indennità deve avere natura contingente ovvero deve essere legato alla cura delle patologie che hanno dato luogo all'indennità e deve assicurare tutte le forme di assistenza di cui il paziente necessita. Se invece tale assistenza è garantita da altri (familiare , badante) il ricovero non si pone come elemento ostativo all'erogazione dell'indennità ma è necessario che la necessità di assistenza da parte di un soggetto terzo sia dichiarata dall’Istituto che ospita l’invalido.

Durata del ricovero
Il ricovero presso gli Istituti di lungodegenza o ai fini riabilitativi deve avere carattere continuativo e non temporaneo e deve avere una durata non inferiore al mese.
Tale principip è stato affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 183 del 1991. La Corte Costituzionale, nel negare il diritto all'indennità ad un ricoverato che la richiedeva per i brevi periodi in cui si era allontanato dall' Istituto di lungodegenza, ha stabilito la non frazionabilità dell'indennità tale da dover essere assicurata anche per lassi di tempo addirittura giornalieri o comunque inferiori al mese, mentre può essere erogata per periodi di allontanamento dall' istituto uguali o superiori al mese.
Analogamente, l'invalido che periodicamente, per periodi inferiori al mese, è ricoverato gratuitamente presso istituti o centri di riabilitazione non può subire la sospensione dell'indennità per nessuno dei periodi nè gli stessi periodi possono essere cumulati per raggiungere e superare il mese.
L'Inps, oggi competente anche in materia di concessione delle prestazioni di invalidità civile su tutto il territorio nazionale, dal 2011 ha dato il compito ai Caaf di inviare telematicamente, le autodichiarazioni per i titolari di prestazioni assistenziali e tra queste anche quella relativa al ricovero per i titolari di indennità di accompagnamento (mod.ICRIC), previste dalla citata legge 662.
L'istituto ha preteso la dichiarazione di tutti i periodi di ricovero gratuito indipendentemente dalla durata riservandosi poi di ritenerli rilevanti o meno al fine della loro compatibilità con l'indennità. Ciò ha lasciato ampio margine decisionale a livello territoriale tant'è che in alcune Regioni le sedi Inps hanno operato trattenute giornaliere per ricoveri di breve periodi o addiruttura hanno cumulato più ricoveri non consecutivi per trattenere intere mensilità.
A tale proposito è necessario sottolineare che le situazioni che si sono create non riguardano le dichiarazioni acquisite dai CAF in quanto, tali dichiarazioni non sono state ancora trasmesse in attesa della firma della convenzione con l'Inps.
In ogni caso, le sedi Inca interessate dagli atteggiamenti illegittimi dell'Istituto hanno proposto i ricorsi amministrativi al Comitato Provinciale chiedendo il ripristino immediato delle trattenute effettuate.
Altre sedi Inps, più cautamente, prima di agire hanno chiesto chiarimenti alla Direzione Centrale che ha risposto con il messaggio di cui trattiamo di seguito.

Messaggio Inps 18291 del 26.09.2011
Con il messaggio in esame l'Inps in conformità al dettato della citata sentenza 183 afferma che ai fini della sospensione dell'erogazione dell'indennità di accompagnamento rilevano solo i periodi di ricovero gratuito pari o superiori a 30 giorni.
Pertanto laddove l'invalido dovesse ricoverarsi durante l'anno più volte ognuna delle quali per periodi da 1 a 29 giorni continuerà a percepire l'indennità di accompagnamento senza subire alcuna sospensione.
Secondo il nostro parere tali periodi potrebbero non essere dichiarati anche al fine di evitare illegittime sospensioni dovute a libere interpretazioni da parte delle sedi Inps territoriali.
L' Inps, inoltre, conferma la non rilevanza e di conseguenza la non dichiarazione dei ricoveri in day-hospital, per chemioterapia e radioterapia qualunque sia la loro durata.
L' Istituto esclude dalla dichiarazione anche i ricoveri nelle residenze sanitarie assistenziali RSA perchè da considerare non gratuiti in quanto l'assistito deve versare un contributo stabilito dalle Regione ma specifica che, laddove il contributo non fosse a carico dell'invalido ma di altro ente pubblico, si renderebbe necessaria la dichiarazione e l' eventuale sospensione dell'indennità.
Secondo le istruzioni dell'Inps i ricoveri presso l'Hospice, struttura che ospita i malati terminali, sono a totale carico del SSN, pertanto rilevanti e da dichiarare ai fini della sospensione dell'indennità.
Infine l'Istituto ricorda che per i malati psichici la legge 662 citata prevede, in sostituzione della dichiarazione, la presentazione della certificazione attestante le infermità ascrivibili alla minorazione psichica. La presentazione di tale certificazione è prevista per una sola volta e vale per tutta la vita, pertanto l'Inps, nel consentire che la stessa certificazione possa essere rilasciata da qualsiasi medico iscritto all'albo professionale, sottolinea che deve contenere una diagnosi che non lasci spazio ad una previsione di miglioramento nel tempo. La certificazione dell'impossibilità a rilasciare responsabilmente la dichiarazione può essere riferita a patologie diverse da quelle che hanno dato luogo all'indennità di accompagnamento.
Conclusioni
Alla luce di quanto appena esposto riteniamo che il titolare di indennità di accompagnamento ancorchè ricoverato gratuitamente non deve dichiarare, in quanto non rilevanti ai fini della sospensione dell'indennità, i ricoveri presso Istituti di cura pubblici o privati convenzionati, riferiti:
• a periodi inferiori a 30 giorni anche se relativi a più eventi durante l'anno;
• a periodi di qualsiasi durata per la cura di malattie contingenti diverse da quelle che hanno dato titolo all'indennità;
• a periodi di qualsiasi durata in cui è stata necessaria assistenza esterna all'ospedale (circostanza che deve essere dichiarata dalla struttura sanitaria);
• a periodi di qualsiasi durata in cui il ricoverato continua a pagare una retta presso altro istituto di lunga degenza o centro ospedaliero;
• periodi di day-hospital, per chemio - terapia e radioterapia e in RSA.
Il titolare di indennità di accompagnamento ricoverato a titolo gratuito deve dichiarare, in quanto rilevanti ai fini della sospensione dell'indennità, i ricoveri presso Istituti di cura pubblici o privati convenzionati, per periodi pari o superiori a 30 giorni semprechè non rientrino nelle casistiche sopra riportate.

Sessant'anni di autonomia speciale siciliana per creare una mastodontica struttura di burocrazia clientelare e parassitaria: mentre a Termini Imeresi la fiat chiude

Da dieci giorni i dipendenti Fiat di Termini Imeresi sono in sciopero e con loro anche i lavoratori dell’indotto. I motivi li conosciamo: Marchione ha sancito che mantenere lo stabilimento è antieconomico e perciò intende chiuderlo fra due mesi.
Lo stabilimento Fiat di Termini è stato impiantato nel 1970. In 41 anni di attività ha prodotto
-la vecchia 500,
-la 126,
-la Punto
-ed infine la y.
Nel 1983 lavoravano nello stabilimento 3000 dipendenti, oggi i dipendenti sono 1500 quelli del gruppo Fiat e 700 quelli dell’indotto. Si arrivò a produrre più di 190.000 vetture annue.
Fiat ha provato a chiudere lo stabilimento una prima volta nel 2002. La fabbrica si salvò grazie alla lotta che coinvolse tutta la comunità Termitana e arrivò anche al presidio dello stabilimento.
Nell’aprile del 2008 Marchionne firmò un’intesa per produrre a Termini 220.000 nuove y, quelle che sono oggi invece prodotte in Polonia, lanciando il piano “Futura Termini” con tanto di magliette, gadget e opportuno logo, una trinacria rossa. Per realizzare il progetto si disse che si sarebbero investiti 550.000 euro e si sarebbe proceduto a 250 assunzioni avviando corsi di formazione; si acquistò un capannone attiguo allo stabilimento Fiat al costo circa 6 milioni di euro per collocare lì temporaneamente la vecchia lastratura mentre se ne preparava una nuova.
Quella nuova y avrebbe dovuto essere lanciata nel 2009..
Marchionne allora dichiarava che “la manodopera di Termini è capace e qualificata”. Nel dicembre 2008, solo 9 mesi dopo tutto si bloccò! Si scoprono le mille scuse del caso:
-problemi logistici e di costo,
-mancati finanziamenti Europei,
-rapporti complicati con la Regione e il governo nazionale.
Si annuncia quindi la chiusura per il 1° gennaio 2012.
La Fiat in Sicilia in quarant’anni ha succhiato tutto quanto ha potuto, adesso ha cambiato la strategia; a Marchione non importa nulla del rischio di desertificazione industriale dell’isola.
Rischio che non importa nulla egualmente al governo nazionale e a quello regionale che hanno sempre perseguito nel Meridione lo sciupio delle risorse pubbliche per praticare il clientelismo piuttosto che la creazione delle reti infrastrutturali.
Marchione è sicuramente personaggio che all’attività industriale preferisce le operazioni di ingegneria finanziaria, ma i nostri politici che da un secolo hanno sempre foraggiato la Fiat che ruolo stanno svolgendo oggi ?