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venerdì 12 novembre 2010

Censimento dell'Agricoltura. Un'approfondita conoscenza della realtà agricola e ambientale

ALPA SICILIA
Istat, censimento dell'agricoltura

Dal 25 ottobre 12mila rilevatori sono scesi in campo per censire circa 2 milioni di aziende agricole su tutto il territorio nazionale. La fase di raccolta dei dati si concluderà il 31 gennaio 2011, i primi dati provvisori saranno disponibili entro giugno dello stesso anno, mentre i risultati definitivi sono attesi per la fine di aprile 2012.
Il Censimento viene realizzato ogni dieci anni dall'Istat in collaborazione con le Regioni e le Province autonome, per tracciare una fotografia del mondo agricolo italiano, e fornire in questo modo dati e informazioni indispensabili ad orientare le azioni di sviluppo del settore.
Il Censimento si propone di sviluppare un'approfondita conoscenza della realtà agricola e ambientale, ai diversi livelli territoriali e di favorire i processi decisionali di tutti i soggetti coinvolti.
Il Censimento 2010 si contraddistingue per una forte attenzione all'innovazione, frutto anche di analisi delle più avanzate esperienze internazionali, allo scopo di limitare l'onere operativo sugli Enti locali e il carico per i soggetti chiamati a compilare i questionari.
Per la prima volta sono stati utilizzati i dati amministrativi e statistici del Sistema informativo agricolo nazionale e delle pubbliche amministrazioni per definire una lista precensuaria delle aziende agricole da rilevare, che sarà poi verificata sul territorio durante la rilevazione vera e propria.
Questa novità metodologica consentirà, nei prossimi anni, di pervenire a un registro statistico delle aziende agricole, il quale fornirà informazioni aggiornate anno per anno, per poter effettuare le indagini campionarie di approfondimento nei periodi intercensuari.
Anche fra le informazioni da rilevare sono da segnalare alcune novità che contribuiranno a rappresentare al meglio il mondo agricolo dei nostri giorni.
Il questionario includerà infatti domande specifiche sull'impatto ambientale dell'attività agricola (consumo di acqua, cura del paesaggio agricolo, smaltimento degli effluenti zootecnici legato alla presenza di animali, ecc.), sulla produzione e l'utilizzo di energie rinnovabili, sull'estensione delle coltivazioni energetiche e perfino sulla cittadinanza dei lavoratori impegnati nell'agricoltura.
Il censimento dell'agricoltura italiana viaggia in parallelo a quello degli altri paesi europei, tutti chiamati a trasmettere i dati definitivi alla Commissione Europea in vista della revisione della Politica agricola comune fissata per il 2013. Questo consentirà un confronto approfondito di settore fra i Paesi dell'Unione europea.
Palermo 12.11.2010
IL PRESIDENTE
Salvatore Sparacio

Il rigore del governatore Lombardo. Consulenze costose sul bilancio della Regione e tagli sui bilanci dei Comuni

All’Assemblea regionale è iniziata la discussione sulla Finanziaria 2011. Su una prima bozza era prevista la riduzione dell’indennità di carica ai Sindaci, un taglio drastico a quella degli assessori e addirittura ai gettoni dei consiglieri comunali (i quali, a Contessa Entellina, riscuotono meno di €. 20,oo a seduta). Il testo attualmente in esame non prevede più questa ipotesi, ma nulla garantisce che non si torni all’idea iniziale stante che le casse della Regione Sicilia sono al lumicino.
Se si pensa che in un Comune come il nostro, Contessa Entellina, l’indennità di carica per gli assessori è diventata una forma di sostentamento per giovani disoccupati, l’iniziativa del governatore Lombardo non va vista solamente sotto il risvolto finanziario-politico ma anche sociale.
Sul testo in esame sono rimasti invece i tagli delle somme che i comuni stanziano in Bilancio per rimborsarli i datori di lavoro per le giornate di assenza dei dipendenti, quando questi partecipano alle sedute di Giunta e/o di Consiglio.
In quanto al messaggio politico trasmesso da queste iniziative c’è da dire che esso è rivolto a danneggiano coloro, a quelle persone, che intendono dedicarsi alla cura della cosa pubblica. Tuttavia osservando il quadro degli ultimi anni occorre riconoscere che emergono situazioni abnormi:
a) nei grandi comuni i consigli di quartiere (Palermo) giornalmente, o loro articolazioni in commissioni, tengono seduta cosicchè un componente può arrivare ad incassare mensilmente €. 1.500,oo/2000,oo in gettoni, ma costui incassa anche lo stipendio dall’Azienda in cui -in teoria- lavora e che, all’Azienda viene in seguito rimborsato dal Comune di Palermo.
b) Non parliamo degli Assessori e/o dei consiglieri di un Comune dalle dimensioni di quello di Palermo. I costi sono notevolissimi.
c) Nei piccoli comuni i rimborsi alle Aziende hanno incidenze significative, ma di gran lunga inferiori a quelle di comuni come Misilmeri, Bagheria etc.
Riferendoci a Contessa Entellina il problema è inesistente perché, al livello di Giunta, è prevalsa l’abitudine di nominare, in via prevalente, assessori giovani “disoccupati”, per i quali l’indennità assume un quasi ruolo di ammortizzatore-sociale.
La spesa degli Enti locali per le indennità, o per i rimborsi ai datori di lavoro, nonostante sia significativa è generalmente parlando poca cosa rispetto a ciò che costano i parlamentari dell’Assemblea Regionale e quelli di Camera e Senato. Eppure il governatore Lombardo nella sua bozza non ha nemmeno lontanamente proposto di tagliare le indennità dei parlamentari. Su questo aspetto (il costo in assoluto più alto al livello mondiale dei parlamentari italiani) ci siamo intrattenuti in precedenza però ci piace ricordare che alla Camera e al Senato, ma anche all’Ars, esistono le figure dei “portaborse” per i quali ciascun uomo politico eletto riceve mensilmente €. 4.190,oo per devolverli ai suoi “eventuali” collaboratori; ebbene i parlamentari non hanno obbligo di documentare queste spese cosicchè è frequentissimo che essi tengano per sé l’intera cifra, o che devolvano la cifra alla propria moglie, per l’occasione investita dell’incarico di “portaborse”.
La riflessione finale
A) Che credibilità può mai avere una classe politica che non sa imporre, primariamente a sé stessa, una etica comportamentale da mostrare ai cittadini di una intera nazione ?
B) Che credibilità può mai avere un governatore che invece di iniziare a tagliare le consulenze della Regione Sicilia, spesso tali solamente sulla carta, stimate in numero superiore a 17.000, propone di iniziare a tagliare i gettoni di presenza dei consiglieri comunali pari a €. 20,oo, che in un piccolo paese come Contessa Entellina, hanno cadenza inferiore a dieci in un anno ?

Caro Sindaco, ti scrivo per ...

Caro Sindaco, ti scrivo per ...
Vogliamo ancora segnalare la carenza igienica per le vie del paese: Le erbacce che crescono ovunque, non solo nella periferia dell'abitato ma anche in ... piazza. Le immagini che sottoriportiamo sono state riprese nei giorni scorsi nel vecchio centro storico ... persino davanti al Palazzo Municipale.


Municipio - lato via Scanderbergh

A) La foto è stata scattata davanti all'ingresso in Municipio dal lato di via Scanderbh. Le erbe, segno evidente di incura, non vengono evidentemente notate dagli Amministratori.


Via Gassisi - accesso dalla piazza Umberto
 B) Quest'altra immagine è stata ripresa dalla piazza Umberto (la piazza principale del paese) nella strada adiacente che porta nel quartiere ristrutturato e che il Sindaco, in campagna elettorale, aveva promesso sarebbe stato destinato per l'accoglienza turistica.


Piazza Umbertyo I
C) L'erbetta cresce anche in piazza. Certo, siamo alla vigilia della stagione invernale ed in quella delle piogge, però se non si vigila nel centro storico ...

Piazza Umberto I

D) Anche qui siamo nella principale piazza del paese.

Villetta nello Spiazzo Santa Rosalia

E) Qui invece siamo in una villetta di Sp.zzo Santa Rosalia. Il cancelletto in ferro risulta divelto da tempo. E' ancora appoggiato lì. Non sarebbe il caso di ripristinarlo prima che a qualcuno venga la tentazione di .. farne uso privato ?

giovedì 11 novembre 2010

A fine mese la variazione di Bilancio: l'ex-maggioranza non ha più i numeri. Ma finora il Sindaco non ha avviato alcun serio confronto con l'Opposizione

Uomini mediocri in azione.
E' questa ( Uomini mediocri in azione) l'idea che viene spontanea a sentire come taluni rappresentanti dell'Amministrazione Comunale tentano di uscire dallo stallo in cui si è infilata la Giunta di cui fanno parte.
Il problema
A fine mese scade il termine per apportare al Bilancio dell'esercizio le ultime variazioni. Si tratta di rastrellare le varie risorse che erano state destinate ad iniziative che, giunti ormai a fine anno, non potranno essere perseguite e che pertanto si ritiene di meglio convogliare a finalità più a portata di mano. Niente di strano, in fondo.
Una amministrazione comunale, consapevole di non avere i numeri per fare da sola, cosa farebbe ? Aprirebbe il dialogo con i sei consiglieri dell'Opposizione che in più occasioni, con serietà, senza polemiche e senza pregiudizi ha dichiarato di essere disposta a discutere su come portare a termine il mandato consiliare nei prossimi due anni e mezzo. Questo discorso è tanto più attentibile in quanto è fondato su presupposti non ideologici. Ex-maggioranza ed Opposizione infatti non si reggono infatti su superati blocchi ideologici bensì su argomentazioni  progettuali, pragmatiche e di interesse collettivo.
La mediocrità
L'Amministrazione Comunale come pensa invece di superare la presunta "autosufficenza" o per meglio dire la "superbia" di non voler accreditare la consistenza dell'Opposizione ? ovvero come pensa di attestarsi per non confrontarsi con l'Opposizione in quanto fronte unito ? Mandando messaggi a questo o a quel consigliere dell'Opposizione con l'esca, l'intenzione di farsene un sostenitore. Si telefona a questo o a quello, si invita questo o quello ad un convegno politico, si lascia intendere che è stata fatta una iniziativa, si comunica ai fans -intristiti per non avere i numeri- dicendo di dover partecipare un incontro, assieme all'amico fidato, con un consigliere xy. Il tutto con approccio  da mistero. Ovviamente in questo gran da fare a segnalarsi fra i più attivi c'è colui che teme di dover lasciare il posto a cagione di un temuto "rimpasto".
Miseria culturale e mediocrità di vedute, in quanto la dignità dei potenziali interlocutori in questi modi viene semplicemente offesa e svilita.
Come sarebbe facile invece presentarsi al fronte dell'Opposizione e dire:
Amici contessioti, la nostra realtà locale è in affanno, il paese è in declino, i giovani emigrano, gli anziani si tengono lontani dalla politica, la situazione è grave sia dal punto di vista socio-economico che da quello finanziario delle risorse in campo. La ricetta che in questi due anni e mezzo ho tentato di applicare è fallita, tanto è vero che non esiste più la mia vecchia maggioranza.
Cerchiamo di unire le forze e di trovare, congiuntamente, come uscire dal vicolo in cui purtroppo l'Amministrazione (Sindaco e Giunta) si è infilata.
A dimostrazione della serietà delle intenzioni, io Sindaco Sergio Parrino, mando a casa gli assessori che finora non mi sono stati di nessun aiuto e propongo a voi consiglieri dell'Opposizione di segnalarmi "z" nominativi e a voi consiglieri dell'ex-maggioranza di fornirmi  "J" nominativo per varare una nuova Giunta. Vediamo se tutti ricompattati riusciremo a tirare fuori questo paese dall'agonia in cui si trova e di cui purtroppo porto la più grande responsabilità in quanto non avevo immaginato di portarlo a tanto disastro.
Invece
Invece di un discorso verace si punta, si spera, maldestramente a scardinare la compattezza dell'Opposizione. Non si capisce che questi metodi sono semplicemente offensivi. Sono degni di uomini mediocri.
Si torni alla politica !

L'Occidente guarda ai buoni rapporti economici con i Gheddafi - I diritti fondamentali dell'uomo non interessano a nessuno

Cristiani in Medio Oriente. L’Occidente si disinteressa


Degrado palermitano
Girare per i quartieri vecchi di Palermo, Ballarò, vicoli che danno su via Maqueda e su tutta la vasta area del centro storico è interessante: molte di queste zone ormai sono occupate da extracomunitari. In queste zone è facile notare locali che fungono da ambienti per la preghiera mussulmana.
Si può con la fantasia tornare a mille anni fa quanto Palermo era la città mussulmana più grande della Sicilia. Nessun palermitano mostra segni di non condivisione o di prese di distanza da queste comunità vive che conservano usi, costumi e religiosità dei paesi di origine. Palermo è sempre stata centro di incontro di civiltà.

Quartieri degradati di Palermo

La televisione ed i giornali ci ricordano, di contro, in servizi in cui tuttavia scarsa è l’emotività degli autori che in Iraq, in India, in Egitto, in Turchia, in Pakistan, in Indonesia, giornalmente c’è uno stillicidio di attentati ai danni di residenti in quei paesi che hanno il solo torto di essere stati battezzati al Cristianesimo dai loro genitori. In Iraq ad essere sterminati sono iracheni che in quella terra si trovano da generazioni, da secoli prima che arrivassero gli arabi ed i mussulmani. Eppure ai loro danni è in corso una persecuzione che ha un solo fine: costringere questi residui di cristiani ad emigrare a lasciare la terra che da millenni è stata la loro terra. Il tentativo ha successo, infatti nel periodo di Sadam Hussein in Iraq vivevano cinquecentomila cristiani ed oggi essi sono ridotti a centocinquantamila.
L’Occidente vede, legge, gli episodi ai danni dei cristiani come fatti interni a quei paesi e non ritiene di dover intervenire con pressioni adeguate di tipo politico sui governi a guida islamica. L’Occidente col suo atteggiamento disinteressato è solamente “tollerante” o piuttosto “decadente” rispetto ai valori che hanno costituito la sua storia ? Nessuno di certo immagina crociate, ma stipulare accordi economici con Gheddafi a lui favorevoli e al suo regime liberticida senza esigere -da parte di questo tiranno- il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo che senso ha ? Questo concetto, in misura diversa dovrebbe valere con molti paesi del Medio Oriente.

mercoledì 10 novembre 2010

Contessa Entellina manca della guida politico-amministrativa

Ieri abbiamo evidenziato che il nostro Sindaco, i nostri attuali amministratori comunali, non dispongono di un “progetto amministrativo”; ovviamente ci riferivamo alla mancata presentazione al Consiglio Comunale del “programma di mandato”. Egli, il Sindaco, ha sempre ritenuto che fosse sufficiente presentare il libro dei sogni del programma elettorale, dove non vi è cenno né di fonti di finanziamento, né di tempistica, né di praticabilità normativa.
Che a Contessa Entellina ci sia un vuoto progettuale è palese a tutti. I nostri amministratori non lavorano attorno ad una idea, ad una cosa da fare. No.
Essi giornalmente attendono che arrivi la posta. Attendono che la Regione Sicilia del nostro governatore, Raffaele Lombardo, accrediti i soldi di assistenza sociale: poche decine di migliaia di euro. Su questo atteso accredito elaborano il piano di intervento con l’inevitabile gita degli anziani, con l’assistenza domiciliare alla za Pippina, con il pacco degli alimenti Agea alla famiglia xy. Ritengono che il meccanismo tutto clientelare delle telefonate di confidenza all’amico/a di partecipazione allo spettacolo di intrattenimento per gli anziani a Sambuca di Sicilia, col viaggio del sindaco, assessore e quant’altro a Taormina a fare da “bali” e con altre vacuità simili essi abbiano fatto il loro meglio. In effetti è il meglio, quando manca un “progetto”, quando manca la creatività, quando si ha paura delle cose che si promettono.
Con quest’ultima asserzione (paura delle cose che si promettono) ci riferiamo all’assenza del Sindaco e dei suoi amministratori (ad esclusione, a titolo personale, di una) nella vicenda con cui padre Mario ha fatto di tutto per cancellare tradizioni, pratiche e costumi socio-religiosi locali. Questi signori non intervenivano, pur avendo svolto la campagna elettorale all’insegna della salvaguardia e tutela dell’identità locale (in proposito manderemo -fra qualche mese- su Youtube stralci di simili impegni), perché avrebbero potuto perdere il voto elettorale, in futuro, dei “fedelissimi”.
Questi non sono Amministratori, questi sono …. piccoli opportunisti. La difesa dell'identità arberesh è un obbligo statutario, infatti.
Panni sporchi
Il ViceSindaco, da par suo, è arrivato a chiedere che tutti i contessioti chiudessero occhi, orecchie e lingua: “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Come dire: “i giornali non si occupino né di Noemi né di Ruby per amor di patria”. Piccoli opportunisti, piccoli.
Contessa Entellina necessita di un cambiamento epocale. Chi non ha il coraggio delle proprie idee, delle proprie convinzioni, chi non conosce i doveri istituzionali lasci la cosa pubblica.
Non parliamo di "panni sporchi" !
Interessante è stata pure l’ultima uscita del Sindaco, che ci piace leggere in questi termini: "l’Unione dei Comuni Besa, nata per valorizzare l’identità arbëresh dei comuni siculo-albanesi, deve evitare di preparare progetti di insegnamento della lingua arbëreshë nelle Scuole Statali, perché c’è il guaio, guaio vero, che ci siano insegnanti di lingua, che possiedono i prescritti requisiti, che non appartengano al “giro”, e che -in pratica- siano avversari politici. Costoro potrebbero presentare istanza di “incarico” e poi, avendone appunto i requisiti, potrebbero dagli Istituti Comprensivi (organismi indipendenti dall’Unione Besa) ricevere l’incarico di insegnare nonostante siano avversari politici. Cosa che sarebbe già successo".
Come si fa ad essere Amministratori Pubblici muovendo da questi presupposti ?

Amico. Nel terzo millennio ha lo stesso significato dei tempi precedenti ?

Amico, Amici. Appena dieci anni fa avevano un significato parecchio diverso da quello odierno. Oggi -ai tempi di Facebook- il concetto di “amico” è sicuramente abusato.
Cosa accade su Facebook ?
Le persone si connettono con una “richiesta di amicizia” che, se approvata, consente di condividere
pensieri,
foto,
emozioni,
video,
notizie.
In questo modo a tanti la situazione sfugge di mano perché alcuni chiedono l’amicizia per rafforzare l’identità digitale (avere molti amici, secondo taluni, significa essere popolari), altri si lasciano travolgere dall’entusiasmo e si danno alla ricerca dei vecchi compagni di classe. Nell’euforia generale è facile comunque essere “cancellati” e succede prevalentemente, secondo una ricerca sociologica, a coloro che “aggiornano frequentemente il loro status” e a quelli che si danno alle pubblicazioni “triviali” o “eccessive” in materia politica, religiosa, filosofica.
La ricerca sociologica a cui ci rifacciamo evidenzia che se per alcuni “avere molti amici” è un modo di gratificazione narcisistica, allo stesso modo il narcisismo è strettamente legato all’eccessiva pubblicazione di molti aggiornamenti.
L’aspetto più interessante che emerge dalla ricerca tuttavia è che l’eccesso di narcisismo produce il “rallentamento” o l’azzeramento delle connessioni con i veri amici.
Certo poi esistono le strumentalizzazioni esplicite: quelle dei politici che necessitano di avere tanti "amici" a cui rimettere le "parole d'ordine" e/o delle organizzazioni più varie che utilizzano il social network per raggiungere i simpatizzanti.
Ma questo è un altro paio di maniche.

martedì 9 novembre 2010

Municipio. Due anni e mezzo sprecati nell'inerzia

Sussurri di rimpasto in Municipio. Il Sindaco è consapevole di non disporre in Consiglio della maggioranza e tuttavia -da mesi- finge di non saperlo. D’altronde per il Sindaco avere o non avere una maggioranza consiliare in mancanza di un progetto amministrativo non sposta di una virgola la sua posizione. Da due anni in Consiglio Comunale arriva solamente ordinarissima gestione, motivo percui non il Sindaco non ha mai avvertito come “trauma” il vedersi negare l’assenso del Consiglio su argomenti in ogni caso privi di impatto sociale.
Da mesi il sindaco promette l’ingresso in giunta ad uno spaccato cittadino che in Consiglio Comunale dispone di un solo consigliere, ma evita (è nel suo carattere) di svolgere un ampio ed approfondito confronto con tutti i consiglieri dell’Opposizione, che fin’ora in numero di sei hanno presentato commenti negativi all'operato amministrativoi e qualche iniziativa alternativa.
Che la giunta sia sganciata dalla realtà sociale e politica presente in Consiglio è evidente a tutti. Né il ViceSindaco (Messina) né l’Assessore al Bilancio (Guzzardi) possono contare infatti su sostegni consiliari che giustifichino la loro presenza.
Se il Sindaco volesse dare un taglio netto col passato di “inerzia” che caratterizza gli ultimi due anni e mezzo, il parere che possiamo rivolgergli è di aprire un confronto col Consiglio Comunale per intero ed ovviamente -e prioritariamente- con l’Opposizione, ossia con l’unica sponda che finora ha mostrato di essere disinteressata alle “pensioncine-indennità di carica” e che ha saputo mostrare entusiasmo nel discutere delle vicende e problematiche cittadine.
Conoscendo il Sindaco dubitiamo che voglia ascoltarci: preferisce galleggiare per altri due anni e mezzo, purtroppo per Contessa Entellina.

lunedì 8 novembre 2010

Una gratuita risposta alla domanda di senso

Dalla comunità locale la risorgente vita
di Paolo Borgia

Ricominciare dai bambini, dagli adolescenti, dai ragazzi a ridisegnare una mappa culturale di questo momento storico incerto e instabile ma nello stesso tempo sensibile alle istanze prime e ultime implica una rinnovata riflessione intellettuale così come una urgenza ad attuare un coinvolgimento personale, richiede una mossa di tipo intellettuale così come un impegno, una “conversione” della persona.
Mezzojuso
Due anni fa nella suggestione della Sala Consiliare del Municipio di S. Paolo Albanese (sono solo trecento le anime arbresce di quell’angolo del Pollino Lucano) ma anche nel Castello di Mezzojuso questo “concetto operativo” emergeva dal regno della gioia dei bambini, protagonisti di un saggio di intrattenimento: un cimento niente affatto semplice né facile.
Sì! Come colibrì e usignoli i bimbi cantavano, per nulla intimiditi da noi estranei e con naturalezza, in un certo senso consapevoli del proprio ruolo, frutto di una consuetudine educativa che traspariva con forza dalla gioia della scoperta del nuovo, dallo sguardo attento che cerca, dalla relazionalità fiduciosa e quotidiana. Che maestre in gamba!
Offrire strumenti per «imparare a imparare» è dare la possibilità di far fronte a un’epoca che rivela e riserva continuamente cose nuove e anche cose vecchie. Non dare un sistema ma imparare a fare a vivere attraverso «un processo umano globale e primordiale, nel quale sono determinanti soprattutto le strutture portanti dell’esistenza dell’uomo e della donna».
La carenza di relazionalità, la frammentazione specialistica della conoscenza, la distorsione della libertà, il disconoscimento dell’autorità buona sollecitano la costruzione di una «alleanza per l’educazione» nei diversi ambiti che hanno una relazione stretta col tema educativo: famiglia, scuola, comunità cristiana, lavoro, impresa, consumo, mezzi di comunicazione, spettacolo, sport nel tentativo di affermare l’essere umano nella sua unità.
Comprendere la tradizione e l’autorità da cui si proviene permette di valutare il proprio “punto di origine”, di vederlo distinto dagli altri e da altre possibili “visioni-ottiche” acquisibili. Nello stesso tempo l’essere umano ha bisogno di questa appartenenza e di questa distanza, di ricevere una identità e di sceglierla, vivendo la necessaria asimmetria del rapporto educativo, Asimmetria non rigida, non definitiva ma aperta e cangiante, in vista del rovesciamento-emancipazione.
Si connota così una “reciprocità elettiva” in cui si attua una concezione dell’autorità che realizza il suo scopo in questo dinamismo orizzontale, dove colui sul quale l’autorità si è esercitata, è arrivato a rispondere con risposta d’amore; e diviene, per questo, autorevole a sua volta.
Paolo Borgia

Domani ritiro spirituale del clero eparchiale

   Piana degli Albanesi accoglierà domani il clero proveniente dai paesi che dipendono dall'Eparchia, oltre che quello assegnato alla Chiesa palermitana della "Martorana" per un "ritiro spirituale". E' la prima volta dopo che la Chiesa della Favara è passata sotto la guida di padre Giorgio Ilardi e l'avvenuto disarcionamento di Mario Bellanca. Vero è che costui per avvalorare la fantasiosa teoria che egli è il "PARROCO" continua a trattenere l'uso della "casa canonica", ma a dargli retta su questo versante ormai sono rimasti solamente i "fedelissimi".
   Egli, ne sono convinti tutti in paese, non lascerà comunque libera la "casa canonica" fino a quando il disarcionamento (è in questi termini che egli avverte i fatti accaduti, e non è riuscito invece ancora a ritenere responsabile la sua ormai nota Teologia delle porte chiuse. Si tenga presente che nel suo ultimo saluto nella Chiesa della Favara non ha avuto alcun cenno inteso a "scusarsi" di eventuali, anche incolpevoli, comportamenti con la cittadina di Contessa Entellina) non sarà ufficializzato dal riscontro al ricorso da lui spedito alla Congregazione delle Chiese Orientali.
  Come abbiamo riferito si tratta di un "ritiro spirituale" ma non è detto che anche in questa occasione non si faccia il punto sulle tante questioni aperte qui da noi, a Contessa Entellina, ma anche altrove.
Da noi si notano ad occhio nudo:
a) difficoltà di dialogo fra papas Sepa ed alcuni ambienti della comunità greco-bizantina;
b) mancato adempimento del trasferimento a 'Piana degli Albanesi' di Mario Bellanca, ancora inquilino della casa canonica;
c) il felicissimo inserimento a Contessa Entellina di padre Giorgio Ilardi, le cui messe domenicali (ma anche quelle feriali) sono seguitissime da latini e da greci;
c) utilizzo al meglio dell'abbondante clero venutosi a costituire a Contessa Entellina dopo l'allontanamento del "sempre colpevole del non si sà cosa" papas Nicola Cuccia. Questi da solo assolveva alla funzione di parroco dell'intera Contessa Entellina, con l'ovvia esclusione dei "fedelissimi", organizzava i giovani in Associazioni culturali e teatrali, organizzava il Coro Padre Lorenzo Tardo, si occupava dell'insegnamento scolastica ed extra scolastica con corsi di chitarra ed altro, seguiva tutte le attività pastorali, catechistiche e sociali godendo del sostegno della gioventù locale sempre al suo seguito. Adesso che il numerosissimo clero ha problemi  di sistemazione logistica e ogni attività stenta a decollare chissà se Mons. Tamburrino rintraccerà il dossier di papas Nicola per capire, almeno lui, di quali colpe il sacerdote si è reso responsabile ? chissà se il delegato pontificio riuscirà a capire che Contessa Entellina non necessitava di quantità !

domenica 7 novembre 2010

Contessa Entellina, paese ad alta densità di sacerdoti. L'indice di presenza comincia a superare quello di Piana degli Albanesi

 Anche la parrocchia di Piano del Cavaliere, borgo realizzato dall'Eras sessant'anni fà, ha il suo Amministratore Parrocchiale, papas Giovanni Stassi, originario da Piana degli Albanesi e lontani legami con la famiglia Schirò di Contessa Entellina (ramo signorina Pia Schirò). Oggi il sacerdote ha celebrato la sua prima messa alla presenza dei borghiggiani.
  Il suo insediamento segue quello di padre Giorgio Ilardi nella Chiesa della Favara. La sua prima messa a Contessa è stata celebrata tre domeniche fà (pari a 21 giorni fà). Egli tuttora viaggia giornalmente da Piana degli Albanesi, suo paese di origine, perchè il precedente parroco non ha ancora lasciato libera la "casa canonica", a causa dell'incente materiale di proprietà che gli resta da traslocare.
  Papas Sepa Borzì si è invece insediato nella chiesa dell'Annunziata e San Nicolò subito dopo le festività dell'8 settembre. 
  Tre nuovi sacerdoti per 1.800 abitanti. A questi si aggiunge padre Pietro Gullo, guida spirituale della Comunità Trinità della pace, che è stata fondata oltre venti anni fà a borgo Pizzillo.
    Da quello che si dice, padre Mario Bellanca potrebbe guidare l'Azione Cattolica diocesana  stando a Contessa Entellina.
   Questa è la volta buona che il nostro paesino cominci a produrre santi, santi uomini.

sabato 6 novembre 2010

Coro Padre Lorenzo Tardo a Grottaferrata:

 Resoconto di una esperienza ricca di emozioni
di Anna Fucarino





E’ appena trascorsa una settimana dal concerto tenuto a Grottaferrata, eppure, nelle mie orecchie riecheggiano ancora le melodie dei canti melurgici che il coro ha intonato all’interno dell’Abbazia.
Si è trattato di un’esperienza emozionante ed illuminante, non solo per la possibilità di potersi esibire di fronte a persone di cultura e amanti del canto melurgico, ma anche per la possibilità di ascoltare “La Corale Polifonica di Grottaferrata”, che da 25 anni si adopera in questo settore. All’interno dell’abbazia, al suono di voci a varie tonalità e musiche inebrianti, ho respirato una pace che ormai non avvertivo più da parecchio tempo in un luogo sacro. Ci sono diversi modi in cui Dio si può manifestare, il canto è sicuramente uno dei più belli.
Il coro Padre Lorenzo Tardo ha eseguito uno spettacolo di quarantacinque minuti, con brani tratti dalla tradizione criptense e dalla tradizione siculo- arbëreshe, intervallato dalla presentazione di ogni brano e dalla relativa traduzione in italiano. Alla fine del concerto, che tutti avrebbero voluto più duraturo, il coro ha ringraziato gli organizzatori e, in maniera particolare, il direttore Papàs Nicolò Cuccia per l’amore, la cura e l’impegno da lui profusi nella tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Il coro ha palesato la perplessità che questa potrebbe essere l’ultima esperienza con lui, ma ha fortemente auspicato la speranza che egli continui a svolgere la sua opera di direttore come fatto fino ad oggi. Meritati apprezzamenti non solo dal presidente della Corale Polifonica, Lorenzo Bongirolami, ma anche dall’esperto Prof. Girolamo Garofalo, docente presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo all’Istituto di Etnomusicologia. A suo dire, il Coro Padre Lorenzo Tardo, non è stato solo pregevole da un punto di vista qualitativo dei canti, ma anche sotto il profilo dell’intonazione. Il Prof. Garofalo ha sostenuto che non abbiamo nulla da invidiare alla Corale Polifonica, attiva già da 25 anni, e che, certamente, uno degli aspetti a giocare a nostro favore è il fatto di sentire i canti come componente naturale della nostra identità. Secondo il suo parere, per noi non esiste il bisogno di costruire la tonalità, poichè essa è insita nel nostro essere arbëresh. Complimenti ricevuti da tutti anche per il bellissimo costume con cui il Coro si è accompagnato, proprio nell’intento di dimostrare che il patrimonio etnico- culturale di Contessa Entellina è una ricchezza da tutelare, promuovere e valorizzare con tutte le sue componenti in quanto sinonimo di storia e cultura identitaria di un popolo che affonda le sue radici in una storia passata ma che ancora vive e ci fa sentire nel mondo orgogliosi di essere contessioti.
Il convegno ha visto la partecipazione di parecchie personalità illustri ed esperti appartenenti a diversi Enti Locali e Università, quali Università Tor Vergata di Roma, Università Ionia di Corfù, Pontificia Università Lateranense di Roma, Università di Pavia, Università di Messina, Università di Bologna, Università di Palermo.
Grazie a questo evento, i componenti del Coro Padre Lorenzo Tardo hanno potuto visitare la capitale d’Italia, Roma con le sua maestosità. Per parecchi di loro, soprattutto per gli elementi più giovani (12-13 anni di età) è stata la loro prima visita della città, pertanto l’esperienza rimarrà di certo un ricordo indelebile nella loro memoria. Emozionante anche la visita all’intero complesso dell’abbazia con la ricca e meravigliosa biblioteca, il centro di restauro di libri antichi, il chiostro, la chiesa.
A conclusione di questo breve resoconto, mi viene spontaneo fare una considerazione del tutto personale: Il recente concerto del Coro Padre Lorenzo Tardo è solo uno dei tasselli che dimostrano quanto Contessa abbia delle potenzialità enormi non solo sotto il profilo storico, etnico culturale, paesaggistico, archeologico, ma anche sotto il profilo umano. Abbiamo giovani e meno giovani competenti nel campo della musica, canto, teatro, arte, storia, e di recente, si sta sviluppando anche un filone di artigianato e imprenditorialità locale. Complice di tutto ciò è di certo l’attaccamento ad una terra e ad un paese che ha una storia e delle tradizioni invidiate da chi viene da fuori o da ci vive intorno.
Ciò che lascia indignati di fronte a tutto ciò è l’inerzia da parte di chi ci governa, da parte di chi ha il dovere e il compito di scegliere in maniera sensata e di attivarsi per mettere in atto strategie e politiche utili a salvaguardare e promuovere ciò che a Contessa appartiene.
GRAZIE PAPAS NICOLO’








Conoscere la verità ci fa liberi, se siamo testimoni coerenti ad essa nell’agire (Gv. 8,32)

Conoscenza, paura e potere
di Paolo Borgia

1. Pico della Mirandola, scomparso qualche secolo fa, viene ricordato per intelligenza e memoria eccezionali: un ineguagliabile paradigma assoluto, che in quanto tale non deve far sentire il comune mortale meno che niente. Piuttosto, la realtà umana è costituita da una originaria mediocrità, dalla quale si cerca di emergere da soli e con gli altri. Per questo gli uomini parlano tra di loro e scrivono; si intendono, si scambiano tra loro i pensieri, cercano il pensiero e l’aiuto degli altri in famiglia e nel lavoro. Senza la parola e la lingua riesce difficile persino pensare all’uomo, alla persona e alla società.
La scrittura ha ulteriormente arricchito la lingua e il potere dei pochi in grado di disporne. Penso a quando, ancora ieri, il treno si fermava alle stazioni e il capotreno gridava dal marciapiede il nome del luogo per chi non sapeva leggere le apposite tabelle. O quando, meno di cent’anni fa all’entrata dei paesi apparvero le tabelle nere del Touring Club indicanti la località sovrapposta ad una sottile banda rossa per lo sponsor, la benzina “Lampo”, mentre ancora a segnalare una mescita c’era una frasca appesa a lato della porta.
Il libro ha consentito la divulgazione del sapere e il sapere si è dilatato in modo esponenziale. Tanto che ormai siamo in grado di abbracciare solo i rudimenti della conoscenza. Anche scienziati di grande valore e fama possono permettersi appena un sapere eclettico, potendo solo approfondire la conoscenza della propria branca professionale e senza poter considerare mai concluso il loro periodo di apprendimento. Pensiamo al difficilissimo compito assolto dal medico generico, vero sinottico dell’arte medica, costretto a dedicare molta parte del proprio lavoro ad aggiornarsi sullo stato dell’arte e sull’evoluzione della farmacologia.
D’altra parte, però, non può esser passato inosservato un fenomeno di ritorno; dagli inizi degli anni ottanta (del XX secolo) il sapere inizia a circolare meno. Il nuovo sapere va ad appannaggio degli addetti ai lavori; sapere e “know-how” diventano prerogativa esclusiva di pochi. Senza voler negare la legittima ricompensa dell’abilità personale che va rimunerata sempre in modo congruo e non solo con commende e cavalierati, si nota, però, un egoismo autoconservativo, talvolta addirittura avverso alla società civile e capace di propinare false verità pur di mantenere qualche nicchia di privilegio o di potere. Un esempio ci aiuterà più di mille parole.
Negli anni ottanta una della navicelle spaziali “Columbus” appena dopo il lancio da terra, a causa dell’esplosione del missile vettore, prese fuoco. Morì tutto l’equipaggio. L’ossigeno che riempiva la cabina, necessario alla sopravvivenza, risultò un assassino incendiario. Lo sgomento della popolazione costrinse il parlamento degli USA a sospendere i finanziamenti alla NASA (Agenzia Nazionale Aeronautica e Spaziale). Almeno centomila scienziati, tecnici, specialisti occupati in centinaia di ditte sparse nel Nordamerica si trovarono tutt’a un tratto a dover affrontare il problema della disoccupazione. Era marzo. A luglio un oscuro tecnico della NASA pubblicò un libro in cui si portava a conoscenza dell’opinione pubblica che sui Poli c’era un calo d’ozono e che in 11 anni tale “buco” s’era allargato (come mai prima non ci era stato detto?). Un buco che, a suo dire, prima non c’era e che i fluoro-cloro-carburi delle bombolette spray (deodoranti, schiume da barba ecc.), le perdite dei frigoriferi e l’eccessiva presenza di gas combusti nell’atmosfera producevano. Il libro riscosse un vastissimo successo: la paura d’una nuova catastrofe si diffuse nell’opinione pubblica. Tanto che a novembre il parlamento USA si vide costretto dal furore popolare a rifinanziare l’attività della NASA e così i centomila disoccupati del settore aerospaziale uscirono dall’incubo della indigenza. Fin qui i fatti.
La prima domanda che ci poniamo è se ciò che si disse corrisponda a verità o se piuttosto non sia strumentalmente premeditato per innescare un acme allarmistico utile per lo scopo nascosto; la seconda è come possa un libro avere una tale forza.
Per quanto concerne la prima questione si può affermare che:
• un solo missile vettore bruciando combustibili liquidi (con fluoruri e cloruri) produce una riduzione di ozono nella intera alta atmosfera, non solo ai Poli, paragonabile al consumo mondiale di più annualità di bombolette spray;
• inoltre, ferma restando la necessità d’incentivare l’impiego di idrogeno come combustibile e nel contempo di ridurre drasticamente i consumi energetici, va notato che il CO2 è indispensabile per la fotosintesi clorofilliana e per il mantenimento (per fare l’“ossatura”) della flora e della fauna marina; il mare, va detto, dopo più di duecento anni di scarichi inquinanti ha ora una ridotta capacità di assorbimento del CO2 e dell’ossigeno (e sta morendo) e rilascia con difficoltà e in modo scomposto, irregolare e violento l’acqua che forma le nubi;
• l’affermazione (per estrapolazione) che prima degli 11 anni documentati il buco polare dell’ozono non c’era, è metodologicamente priva di fondamento; il buco, poi, dall’anno della pubblicazione dell’infame libercolo, è andato a sparire e gli astrofisici (tutti) hanno correlato il fenomeno alle cicliche fasi della attività solare; si ipotizza che la minore quantità d’ozono ai Poli sia legata alla esposizione ai raggi solari della loro atmosfera, scarsa d’estate e nulla d’inverno, mentre quella della fascia intertropicale è estesa zenitale, p.es. negli 11 mesi successivi all’eruzione del vulcano Pinatubo la temperatura del pianeta scese di 0,56°C e l’ozono diminuì del 15% nella fascia intertropicale, del 10% da noi e molto meno ai poli e dalla TV ci fu detto di non esporre al sole i bimbi dalle 11 alle 15 perché era pericoloso, senza altra spiegazione e senza che nessun organo di stampa nostrano avesse raccolto il comunicato che la NOAA (Agenzia Nazionale per l’Atmosfera e l’Oceano degli USA) aveva emesso e che l’ANSA aveva diffuso al mattino del 8 luglio 1992 (solo la rubrica televisiva Meteo2 rilanciò la notizia).
Ciò detto, ora sarà più agevole svolgere il secondo quesito ed è questo l’oggetto a cui dobbiamo porre l’attenzione come uomini che vogliono essere liberi e quali riflessi ha su una minoranza che è tale in quanto non ha sufficienti risorse materiali e culturali proprie di autotutela.
Credo fermamente che conoscere la verità ci fa liberi, se siamo testimoni coerenti ad essa nell’agire (Gv.8,32). La questione che stiamo affrontando, rilevante sotto il profilo etico e civile, si inserisce nel contesto degli interrogativi che scaturiscono dalle nuove possibilità offerte dalla ricerca scientifica e dal progresso tecnologico. La visione della vita e le convinzioni ci sembrano scardinate e, d’altra parte, è estremamente difficile districarsi tra la ridda di opinioni e tra i vari “girotondi” presenzialisti che tendono ad imporre col fracasso della “maggioranza democratica” scelte non sempre buone, giuste e disinteressate.
Concretamente, salvaguardando il principio morale della dignità della persona che non ammette né deroghe né eccezioni, occorre determinare quale sia la migliore e la più giusta soluzione da scegliere, di volta in volta, tra le diverse strategie e interessi in campo. In tal senso una corretta dialettica politica dovrà individuare e realizzare gli strumenti in grado di promuovere il bene di tutti e di ciascuno, nel rispetto della integrità dell’essere umano e promuovere così l’autentica libertà, intima vocazione del vero laico. E’ necessario, perciò, il dialogo sincero e l’ascolto reciproco, capaci di produrre una cultura sensibile all’istanza di una autentica democrazia.
2. Qui mi sarebbe piaciuto concludere. Purtroppo, però, c’è un problema, che da solo è in grado di rendere vana ogni ricerca sincera della verità e che deve spingere ad azioni solidali da parte di tutti. Si tratta della persuasione occulta; vediamo di che si tratta, iniziando da due esempi.
Introduciamo l’ipotesi, certo non astratta, che i nostri tris-trisnonni non sapessero leggere, allora la loro cultura e il loro linguaggio potevano provenire solo dalla tradizione orale-gojëdhëna e dalla dotta sapienza diffusa dai santi preti che avevano studiato in Seminario e conosciuto il mondo materiale e spirituale a Roma nel Pontificio Collegio Greco, nelle Pontificie Università e negli Archivi della Congregazione de Propaganda Fide e in quelli Vaticani.
So per certo, invece, che mio nonno, aveva un bella calligrafia e amava leggere. Ci teneva. Infatti in una sua foto fatta a Napoli, coscritto nel 1911 durante la campagna di Libia, appare seduto in uniforme, tenendo tra le mani “Il giornale di Sicilia” aperto su una pagina interna; in età matura dota il carretto del freno, che alleggerisce in discesa il carico sul mulo e, inoltre, quando muore, nottetempo, nel sonno, è in compagnia dei “Promessi sposi” appoggiato sul comodino, col santino di San Giorgio a segnalibro.
Tra queste due generazioni c’è stata una enorme quantità di innovazioni tecnologiche ed un allargamento delle conoscenze ma anche un radicale cambiamento dello stile e qualità della vita. Tra le cose nuove credo, però, che vadano considerate più importanti, dopo la diffusione della stampa, la nascita dei giornali insieme al diffondersi delle telecomunicazioni. Con esse finisce l’isolamento in cui si svolgeva la vita in ogni luogo, quella del pastore errante in Asia come quella, di nostro interesse, del contadino dell’Italia meridionale .
Nel contempo, un secolo fa, Ferdinand de Saussure poneva le basi della semiologia come disciplina autonoma con il suo Corso di linguistica generale (pubblicato nel 1913). Gia! La semiologia, “semiotics” come dicono gli americani, la scienza dei segni, che coglie le regole e la metodologia della comunicazione. Charles Sanders Peirce parlava di “semiosi illimitata”, come dire: il fumo rimanda al fuoco, il fuoco evoca una comunità, una comunità è potenzialmente nemica, un nemico può minacciare la pace… Più tardi Roland Barthes ci dice che una bistecca con le patatine e i “Promessi sposi” sono enunciati, testi (“tessuti”) di eguale valenza. Umberto Eco vede nel fruitore colui che produce un significato al testo (“macchina pigra”), uno degli infiniti “sensi” di un testo. Testi da intendere, con Gianfranco Bettetini, il luogo in cui avviene lo scambio di comunicazione, più che la comunicazione vera e propria. Poi nasce Internet e tutta la semiologia va in crisi.
Intanto, però, senza fare clamore si va estendendo l’applicazione di quanto la semiologia aveva germinato. Si persuadono e si condizionano masse ignare, non in modo palese e brutale ma morbidamente passo dopo passo, per così dire “a rate”. Una volta conosciuti i meccanismi della comunicazione, si mette in atto il concetto della semiosi illimitata nel campo commerciale (spot pubblicitari), nell’informazione politica tattica (condizionamento, disinformazione) e nell’azione militare (“intelligence”, trattamento dati, escussione del nemico). Si tratta, una volta stabilito l’obiettivo da imporre, di partire dal traguardo (da raggiungere) andando a ritroso verso il punto di partenza, cioè dallo scopo, a cui si vuol tendere, regredire a tappe alla situazione di opinione iniziale. Capovolto, poi, l’ordine di successione, ne risulta una azione di diffusione di una serie di “input dosati” sui “media” compiacenti, una serie temporale di scelte d’opinione forzate univocamente, di biforcazioni d’opinione pilotati o “creoti”, fino all’obiettivo da imporre, obiettivo che nella convinzione generale parrà scelto liberamente dalla società civile.


 Tutto questo è manipolazione mediatica: l’impiego delle conoscenze semiotiche ed altre, per violare la libertà umana, ossia per assoggettare al volere di oligo-potentati occulti (burattinai) la moltitudine umana (pupi), annichilendone l’autonomia e la personalità. La semiologia da scienza umanistica diventa potenziale strumento di disumana tirannia occulta.
Finché si tratta di bere “Coca-cola”, di mangiare “hamburger” con “ketchup” da “Mcdonalds” o di curare il “glamour” (quell’insopportabile fascino massificato) per essere “in”, passi ma quando si vuole contrabbandare male per bene, guerra per pace o giustizia per iniquità, occorre difendersi e contrattaccare. Sviluppare lo studio e la ricerca nelle discipline umanistiche, finora considerate improduttive e che in questo contesto hanno assunto un ruolo utile e indispensabile alla società civile, contraltare per la salvaguardia dello stato democratico dal rischio d’involuzione pluto-oligarchica planetaria. Poi costituire canali di controinformazione, cosa che ieri era difficile e costosa da realizzare e che oggi, grazie alla rete telematica, è semplice e possibile anche per la più povera, sprovveduta ed inerme tra le infinite minoranze del pianeta. Queste a detta di molti studiosi sono la salvezza, già in atto, per l’appiattita cultura globale ormai giunta ai suoi limiti strutturali che sempre più fa ricorso alle risorse “altre” per dare un barlume d’anima, per sollevare dalla decadenza, per mantenere ad un livello di decenza la produzione artistica e culturale, che anche la più potente capacità organizzativa da sola non è in grado di proporre. Pensiamo alla forza interiore della sperduta ma sana e credula provincia americana, che la letteratura e la filmistica ci continuano a proporre, contrapposta alla decadenza degli empori bostoniani, losangesiani e nuovayorchesi. Certo, per salire sul treno delle ultime opportunità, c’è molto da fare ma soprattutto tocca rimboccarsi le maniche e riportare al lucido la propria identità forse un po’ opacizzata dalle troppe tentazioni al mimetismo. Credere fermamente nel proprio io e con l’aiuto di Dio incrementare l’informazione indipendente, un po’ come da tanto tempo, instancabilmente, fa KY, ideale palestra idonea al cimento arbrescio.
Paolo Borgia