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mercoledì 19 luglio 2017

Ratisbona. Chiesa Romana: Non solo esercizio del Potere; un rapporto denuncia abusi sessuali su minori

L'emergere del fenomeno nel coro di Ratisbona -guidato per qualche tempo dal fratello del Papa emerito- non differisce in nulla dai problemi che avvelenano la Chiesa Cattolica negli Usa, in Irlanda, in Australia e in altre parti del mondo da decenni e decenni. 
Ovviamente la vicenda di Ratisbona rimanda indirettamente al “Papa Emerito” portando ad evidenza violenze su 547 bambini. Senza giri di parole il rapporto asserisce che il fratello del Pontefice dimissionario “sapeva” e “di aver fatto finta di non vedere, e di non essere intervenuto nonostante sapesse”. 
Sacerdozio uxorato diffuso nella Chiesa Ortodossa.
Anche la Chiesa cattolico-bizantina ammette
il sacerdozio uxorato.
Non ammette di contro i Vescovi sposati,
nonostante il primo Vescovo (San Pietro) fosse
sposato e avesse suocera vivente.

Georg Ratzinger ha diretto il coro di Ratisbona dal 1993 al 2000. I fatti oggetto della denuncia sarebbero precedenti a quel periodo tanto che il fratello dell’ex Papa assicurò quando vennero fuori le prime voci che “ai miei tempi non ho sentito assolutamente nulla di abusi sessuali”.
La vicenda direttamente o indirettamente finisce per puntare al cuore stesso della gerarchia ecclesiastica cattolico-romana. In questi anni Papa Francesco si è impegnato su questo fronte. Ma il problema non si risolve né con le denunce né con le scomuniche né solo con la condanna e l’emarginazione dei preti che si sono macchiati di un reato (perché di reato si tratta e non solo di peccato) vergognoso. 
Il fenomeno dei preti pedofili è radicato, è non estirpabile semplicemente con le dichiarazioni di buona volontà. Il brodo di coltura di queste irrefrenabili pulsioni va ricercato nel celibato, una scelta che non deriva dalla predicazione di Cristo visto che i suoi apostoli erano in gran parte sposati e che l’affermazione dell’obbligo procede di pari passo alla costruzione della struttura burocratico-politica che ha accentrato nel corso di alcuni secoli il potere a Roma, nelle mani del Papa. La pedofilia è figlia quindi sia del celibato dei preti che del sistema di costruzione del P-O-T-E-R-E. 
Fede e sessualità sono aspetti che coesistono nell’uomo e che se provi a reprimere il secondo, alla fine corri il rischio  di aprire la strada a forme “malate” di “soddisfacimento”.
Per la credibilità della Chiesa è molto meglio un prete sposato come è ammesso nella Chiesa Bizantina che un prete pedofilo. La Chiesa farebbe bene a coltivare meno P-o-t-e-r-e  e  diffondere di contro maggiore senso di umanità e di normalità fra la gente.
I Vescovi invece di battersi contro le rare realtà di cristianesimo bizantino esistente in Occidente facciano accurate analisi delle realtà "romane" da loro predilette..