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domenica 5 febbraio 2017

Università. Gli studenti non sanno nè parlare nè scrivere in italiano ?


PARE CHE GLI ITALIANI NON SAPPIANO PARLARE IN ITALIANO






 La lettera aperta di 600 docenti universitari al presidente del Consiglio, alla ministra dell'Istruzione e al Parlamento italiano, promossa dal Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità.

«È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcuni atenei hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana». 
«A fronte di una situazione così preoccupante il governo del sistema scolastico non reagisce in modo appropriato, anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico più o meno da tutti i governi. Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all'aggiornamento degli insegnanti, ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema». 
«Abbiamo invece bisogno - viene rilevato - di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né il generoso impegno di tanti validissimi insegnanti né l'acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti. Dobbiamo dunque porci come obiettivo urgente il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti». 
«A questo scopo, noi sottoscritti docenti universitari - si legge ancora - ci permettiamo di proporre le seguenti linee di intervento: una revisione delle indicazioni nazionali che dia grande rilievo all'acquisizione delle competenze di base, fondamentali per tutti gli ambiti disciplinari. Tali indicazioni dovrebbero contenere i traguardi intermedi imprescindibili da raggiungere e le più importanti tipologie di esercitazioni; l'introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano. Sarebbe utile la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all'esame di terza media, anche per stimolare su questi temi il confronto professionale tra insegnanti dei vari ordini di scuola».
«Siamo convinti che l'introduzione di momenti di seria verifica durante l'iter scolastico - concludono - sia una condizione indispensabile per l'acquisizione e il consolidamento delle competenze di base. Questi momenti costituirebbero per gli allievi un incentivo a fare del proprio meglio e un'occasione per abituarsi ad affrontare delle prove, pur senza drammatizzarle, mentre gli insegnanti avrebbero finalmente dei chiari obiettivi comuni a tutte le scuole a cui finalizzare una parte significativa del loro lavoro». 
Firmano  fra altri 600 accademici:
Accademici della Crusca 
(Rita Librandi, Ugo Vignuzzi, Rosario Coluccia, Annalisa Nesi, Francesco Bruni, Maurizio Dardano, Piero Beltrami, Massimo Fanfani); 
i linguisti 
Edoardo Lombardi Vallauri, Gabriella Alfieri e Stefania Stefanelli
i rettori di quattro Università; 
i docenti di letteratura italiana 
Giuseppe Nicoletti e Biancamaria Frabotta
il pedagogista 
Benedetto Vertecchi 
e lo storico della pedagogia 
Alfonso Scotto di Luzio
gli storici 
Ernesto Galli Della Loggia, Luciano Canfora, Chiara Frugoni, Mario Isnenghi, Fulvio Cammarano, Francesco Barbagallo, Francesco Perfetti, Maurizio Sangalli
i filosofi 
Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Angelo Campodonico
i sociologi 
Sergio Belardinelli e Ilvo Diamanti
la scrittrice e insegnante 
Paola Mastrocola
il matematico 
Lucio Russo
i costituzionalisti 
Carlo Fusaro, Paolo Caretti e Fulco Lanchester
gli storici dell'arte 
Alessandro Zuccari, Barbara Agosti e Donata Levi
i docenti di diritto amministrativo 
Carlo Marzuoli
di diritto pubblico comparato 
Ginevra Cerrina Feroni 
e di diritto romano 
Giuseppe Valditara; 
il neuropsichiatra infantile 
Michele Zappella
l'economista 
Marcello Messori.