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giovedì 23 febbraio 2017

Economia. Nel mondo globalizzato ... la democrazia

Noi tutti ascoltiamo telegiornali e diamo una occhiata ai giornali. 
Una delle notizie ricorrenti è -da settimane- la richiesta all'Itala della Commissione Europea di aggiustare i conti dello stato. 
I conti in effetti -col piglio renziano di chi ritiene di essere furbo- sono stati messi n condizione di squilibrio con l'ultima legge di stabilità. Il nostro governo, che pure conosce le regole della convivenza comunitaria all'interno della moneta unica, ha ritenuto che l'Italia abbia ancora qualche margine prima di "fallire" e accodarsi quindi alla Grecia ed ha -come se nulla fosse- continuato ad indebitarsi (45 miliardi in più rispetto al 2015) e ad accrescere il deficit 2017 in misura maggiore rispetto ai margini sanciti.
L'Europa che, al contrario di ciò che dicono i populisti, conosce gli effetti dell'indebitamento senza limiti, ha chiesto -conseguentemente- le correzioni.  

L'indebitamento  
Da alcun mesi   Mario Draghi, a capo della BCE (la Banca Centrale Eurpea) fa largo uso del famoso "bazooka", "il quantitative easing" con il quale acquista titoli di stato dei paesi europei per centinaia e centinaia di miliardi, riducendo stante l'immensità dell'iniziativa a zero, o quasi, gli interessi dovuti dai debitori, ossia dagli stati.
L'Italia ha beneficiato di questa iniziativa ed ha risparmiato -nel 2016- più di 17 miliardi di interessi.
Tutti i paesi europei sanno che nel corso di quest'anno 2017 "il quantitative easing" verrà meno e chi ha debiti dovrà pagare interessi pesanti; cosicchè in tutti i paesi d'Europa è in corso il processo di riduzione del debito pubblico, tranne in Italia i cui governanti trovano sempre buone ragioni per sperperare denaro attraverso i canali delle opere pubbliche inutili, i progetti di formazione per le fameliche famiglie dei politicanti, le corruzioni varie  etc. etc. 
Le correzioni a conti dello stato richieste dalla Commissione servono per evitare che il debito pubblico del nostro paese diventi insostenibile e si allinei -che non avvenga- a quello greco e produca lo stato di miseria venutosi a creare in quel paese.

La Banca Centrale
Se Mario Draghi ha -fortunatamente- aiutato l'Italia stampando euro per finanziare il debito, ciò non può durare a lungo.
Non serve a nulla che Renzi vada in America per chiedere investimenti nel nostro paese perchè
1) quando un sistema economico va male e si regge sui debiti, inevitabilmente, su di esso cala il disconoscimento della finanza internazionale e "a mò di gregge"  tutti disinvestono e vanno via a cercare impieghi tranquilli.
2) la fuga di capitali da un paese indebitato e in difficoltà (come accaduto in Grecia) tocca per prima i fondi impiegati a breve i quali creano immediati shock che a catena alimentano panico e diffidenza.
3) Il FMI che  in teoria dovrebbe soccorrere i paesi in difficoltà, in genere -il caso greco lo dimostra-, ha ampiamente dimostrato di essere capace di peggiorarne la situazione.

La BCE che pure sta aiutando in questa fase le economie europee col "bazuka", nulla potrebbe fare dal momento che un paese dovesse rivelarsi insolvente (lo dimostra ancora una volta il caso greco), perchè al contrario di quanto ha invece mostrato di poter fare la Banca centrale statunitense dopo la crisi 2008, non dispone della credibilità di una moneta forte quale finora è invece stato il dollaro sul piano planetario.
Nei casi di crisi finanziaria di un paese le possibilità di una banca centrale dipendono inoltre dalle situazioni in cui si trovano le banche del sistema. E sappiamo tutti come la loro gestione nel nostro paese sia stata affidata negli anni passati ai partiti politici e oggi versi in condizione di fatica.

Ecco perchè le richieste all'Italia di aggiustare i conti non è un capriccio dell'Europa.