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giovedì 30 giugno 2016

Hanno detto ... ...

GAD LERNER, giornalista
Nell'establishment si respira tanta, tanta voglia di governo Renzi-Berlusconi come unica soluzione possibile per l'Italia. Abbraccio mortale !

FERRUCCIO DE BORTOLI, già direttore del Corriere della Sera

A pochi giorni da Brexit si apre un lungo contenzioso giuridico. Si può sospendere Londra? O dobbiamo aspettare la disdetta?

ANTONIO POLITO, giornalista
Una cosa è certa: riforma costituzionale e Italicum insieme non si reggono. Per Renzi meglio cambiare l'Italicum che perdere il referendum

GIOVANNI VILLINO, giornalista del GdS
Prima il Berlusconismo, ora c'è il Renzismo... ma quando torneremo alla Politica?
I personalismi sfiancano la democrazia



MASSIMO D'ALEMA, già premier
«Blair si circondò del meglio del suo partito, non di un gruppetto di fedelissimi. Blair prese il suo principale avversario, Gordon Brown, e lo fece cancelliere dello scacchiere. Volle ministri Robin Cook e Jack Straw, figure storiche del laburismo. Ma Blair era intelligente».

mercoledì 29 giugno 2016

Segnalazione Danni Agricoli. Di seguito la modulistica per (eventualmente) attivare lo "Stato di Calamità"


Modulistica da presentare agli sportelli  Soat (I.P.A.)
con riferimento alla grandinata dei giorni scorsi



Il nostro Paese. La crisi che dura ... ... da sempre


“Ha da passà `a nuttata”.
La crisi non sembra allentare la presa almeno sull'Italia; sull'Italia che da sempre  arranca.
Il governo, o meglio, i governi che piu' recentemente si sono susseguiti, mostrano di non possedere un’idea di futuro e mostrano di non capire il posto che vorrebbero che l’Italia occupi nel mondo.
I nostri mali antichi - non solo il debito pubblico, ma le disuguaglianze sociali, la disoccupazione, l’illegalità, la burocrazia opprimente, il Sud che perde contatto- stanno sempre li'.

Tanti si chiedono se noi italiani sapremo raccogliere le sfide e le grandi opportunità di questa epoca.
Il governo non da risposte e propone i soliti ritornelli: la ripresa sta per arrivare.

Ed invece ?
Invece arriva la mazzata prodotta dalla Brexit che, se pure prevista sul piano fattuale e prevedibile su quello delle conseguenze, coglie chi di competenza (il governo e le banche) impreparato !

Noi italiani sconosciamo le misure preventive che la modernita' e il sapere socio-scientifico dei nostri giorni offrono e ci affidiamo al classico “Ha da passà `a nuttata”.
La realta'  ci evidenzia pero' che ad ogni nottata ne segue un'altra.

Giovani operosi. Quanto è facile ... mettere in moto una Società a Responsabilità Limitata, con un euro


Cosa si deve fare se si vuole aprire una Societa' a Responsabilita' Limitata-Srl semplificata (Srl a 1 Euro), esenti da spese notarili e diritti di bollo?

I requisiti, i costi e le procedure sono contenute nel Decreto Lavoro 2013, che ha tolto specifici paletti ed ha lasciato immutate le agevolazioni previste in materia
-di minori costi di avvio,
-così come di statuto standard, integrabile anche se non inderogabile rispetto ai rispettivi elementi distintivi.

 Guida riassuntiva:
1)  -l’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico e deve contenere i dati anagrafici e i requisiti della società,
(articolo 3 del Dl 1/2012 convertito con la legge 27/2012, che ha introdotto l’articolo 2463-bis del Codice civile, modificato dal comma 13 dell’articolo 4 del Decreto lavoro-Dl 76/2013);
2) – la denominazione sociale deve recare l’indicazione di società a responsabilità limitata
3) – il capitale sociale deve essere compreso fra 1 e 9.999 euro, sottoscritto e interamente versato al momento della costituzione.
Il conferimento va effettuato in denaro e versato all’organo amministrativo;
4) - gli amministratori (i quali, rispetto alla disposizione originaria, non sono più tenuti ad essere soci) devono essere specificatamente indicati.

Quanto  costa ?
A) Il notaio, per l’atto costitutivo, verifica la sussistenza dei requisiti senza richiedere onorari; entro 20 giorni, poi, lo stesso deve provvedere a depositare l’atto presso l’Ufficio del Registro Imprese mediante il software ComUnica, senza spese per i diritti di segreteria e per il bollo.
B) Vanno versati, invece: il diritto annuale alla Camera di Commercio, l’imposta di registro e la denuncia di inizio attività.
C) Ci sono inoltre i costi dovuti in merito alla tassa di concessione governativa di 309,87 euro per quanto riguarda i libri sociali.

Con riferimento alle Srl semplificate, difatti, sussiste l’obbligo di contabilità ordinaria, oltre a quello di deposito del bilancio di esercizio presso il registro imprese e di tenuta dei libri sociali.

Hanno detto ... ...

Differenze di pensiero e di linguaggio
 STEFANO SAVELLA, pubblicista, blogger
Quella con Farage è un'alleanza di facciata.
Ma perché votare con lui oggi?
Il m5s ha perso quel poco di credibilità internazionale che aveva
OSCAR GIANNINO, giornalista
Ma quando le autorità finanziarie taliane dicono "salvare le banche con tutti gli strumenti" contemplano anche le loro dimissioni, vero?

GIANNI RIOTTA, giornalista
Istanbul con 50 morti richiama gli europei dalle loro baruffe chiozzotte, alla tragica realtà della guerra, ma non ascolteranno purtroppo.

VITTORIO ZUCCONI, giornalista
Da come si sta restringendo il regno di Elizabeth II, James Bond finirà per fare il vigile urbano. 007 licenza di multa per sosta vietata.

martedì 28 giugno 2016

Sistema bancario. Quello italiano, vicino da sempre alla politica, e' fragile

La Brexit, al di la' degli effetti politici che ci allontanano dalla costruzione del sogno europeo, sta mettendo a nudo molte carenze del sistema Italia. 
E' il terreno economico quello che denuncia l'incompetenza, per non dire l'ignoranza, del ceto politico del nostro Paese.
Se molti italiani sono insoddisfatti dell'operare dell'Europa cio' e' dovuto ai politici, ai giornalisti, e a molte specie professionali che nel nostro paese vivono di politica. Tutta questa gente per giustificare il loro disorientamento sui problemi connessi al governo di una comunità, di una nazione e di una Unione non sanno usare altro che la bugia "L'Europa non lo consente" oppure "Lo chiede l'Europa".
Come se l'Europa fosse un ente astratto e come se essa, l'Europa, non legiferasse mediante i politici, ivi incluse le comparse e le scartine del nostro paese.

Col dopo la Brexit ci stiamo accorgendo che le banche italiane, tutte o quasi, si trovano in serie difficolta'.
Lo sapevamo in verità da tempo, 
1)sin dalla scoperta che il Monte dei Paschi era stato devastato dalla gestione degli uomini del Pd, allora non renziano (un esponente di questo partito regalava €. 100.000,oo platealmente per la festa de L'Unità di Siena). 
2)sin dall'avvenuto fallimento (compreso l'inganno ai depositanti) di quattro banche di media dimensione, compresa quella guidata anche dal papà della renziana ministra Boschi. Fatti questi dei nostri giorni. 
3)In queste ore altri Istituti (i più grandi del nostro paese, quelli quotati in borsa) stanno soffrendo e dopo il Brexit sono arrivati (in due giorni) a perdere più di 1/3 del loro valore.

Adesso dalla politica ci viene detto"l'Europa impedisce che lo Stato intervenga". Come se l'Europa  non fosse il risultato della politica di ciascun paese.

Come stanno le cose ?
Dalla fine del 2014 la direttiva Brrd, recepita dall’Italia a novembre 2015, vieta agli Stati di risolvere le crisi bancarie: ha introdotto il principio del bail in, il conto del dissesto bancario viene scaricato 
-sugli azionisti, 
-poi sugli obbligazionisti 
-e se necessario perfino sui depositanti in c/c sopra la soglia dei 100.000 euro garantiti. 
Ed è questo l’approccio che il governo italiano ha applicato, in via anticipata, per le quattro banche “salvate” a novembre, Banca Etruria (quella guidata dal papà della ministra renziana), CariChieti, CariFerrara e Banca Marche.

Cosa dire ?
In buona sostanza i politici ed i loro amici (e papà) banchieri devastano le banche, rovinano i risparmiatori, ma la politica (come nel Monte Paschi) resta fuori dalle responsabilita' (Nessuno dei malfattori si trova infatti in galera).
Queste cose non le ha varate l'Europa, entità astratta, le hanno varate i politici, quella specie oggi la più disprezzata di tutta Europa.

Le nostre banche
Così veniva garantito fino a
poco tempo fà ai risparmiatori.
Era la solita bufala !
Nel premettere che l'Europa non ha mai sancito che le banche devono essere affidate ai partiti politici e ai loro amici, finti esperti, è evidente che la Brexit ha prodotto in tutte le borse del mondo momenti di perplessità e difficoltà. 
Era ovvio ed era pure previsto.
Solamente in Italia gli Istituti bancari, però, in due giorni (venerdì e lunedì scorsi) hanno perso più del 35% del loro valore. Perchè ? 
Perchè da anni, prima che venisse introdotto il  bail in, era ben noto che il sistema bancario tiene in pancia dai 200 ai 350 miliardi di euro di crediti irrecuperabili. In pratica le banche politicizzate hanno usato il denaro dei risparmiatori per darli -in finto prestito- agli amici dei partiti, ai finti imprenditori etc.
Glielo ha detto l'Europa ? No.

Sono stati i politici ed il costume di operare di noi italiani che hanno affossato ogni possibilità di futuro per i nostri figli.
A noi piace, però, dire "Lo vuole l'Europa". 
Stranamente, l'Europa non lo ha chiesto a nessun altro paese aderente di essere disinvolti col denaro pubblico e  col denaro dei risparmiatori.

La via di uscita ?
Renzi ha scoperto che esiste un articolo  dei trattati europei che consente allo Stato di intervenire in favore del sistema bancario in caso di "eventi di straordinari". In pratica sfruttando la Brexit (l'evento straordinario) lo Stato potrebbe tornare a fare l'azionista delle banche; con tutti i rischi che nuovi ladri-politici entrino per via ufficiale nella stanza dei bottoni degli Istituti.
Noi italiani, infatti, è ben noto, usiamo ogni opportunità prevista a fin di bene per operare poi il massimo male.
Gli esperti, ci riferiscono in queste ore i tg, stanno studiando come salvare l sistema bancario del nostro paese, il più debole del continente. Ed oggi, finalmente, la borsa sulla promessa governativa ha recuperato il 4% sul 36% perso nel venerdì-lunedì neri. 

Lavoratori dipendenti. Quanto è facile ... ... calcolarsi la quattordicesima

Alcuni contratti collettivi del settore privato (e partecipazioni pubbliche) prevedono l’erogazione, oltre che della tredicesima mensilità a dicembre, di un’ulteriore mensilità, la “quattordicesima” in giugno. 
Questa mensilità rientra tra quelli che sono definiti “compensi a periodicità plurimensile”, ovvero quei compensi che hanno una periodicità superiore a quella del normale periodo di paga.
In assenza di precisa regolamentazione da parte del CCNL applicato, valgono le seguenti regole d carattere generali:
Ammontare della Mensilità Aggiuntiva:
Per stabilire l’ammontare della quattordicesima, il CCNL fa riferimento al concetto di normale mensilità o retribuzione di fatto mensile e la la retribuzione da prendere in considerazione è quella relativa al mese di Giugno.
Si prendono in considerazione gli elementi che hanno natura retributiva con carattere di obbligatorietà, continuità e determinatezza. Pertanto -ed ovviamente- devono essere esclusi dal calcolo della retribuzione utile ai fini della quattordicesima gli ANF (assegni per il nucleo familiare) e la maggiorazione per lavoro.

Maturazione della Mensilità Aggiuntiva:
Il periodo di maturazione è stabilito dalla contrattazione collettiva tra il 1° luglio ed il 30 giugno dell’anno successivo.
Pertanto, il lavoratore che abbia prestato servizio ininterrottamente per tutto l’arco temporale di maturazione, avrà diritto di ricevere la mensilità aggiuntiva in misura piena.
In caso contrario, quindi per i lavoratori assunti nel corso del periodo di maturazione, la mensilità aggiuntiva dovrà essere riparametrata in base ai mesi lavorati, tenendo presente che, nella generalità dei casi, la frazione di mese si considera come mese intero solo nel caso in cui sia pari ad almeno 15 giorni.

Per alcune tipologie di assenza dal lavoro, la maturazione della quattordicesima mensilità prosegue, come illustrato nella seguente tabella:
Tipo di Assenza
Maturazione Quattordicesima Mensilità
Congedo di Maternità o Paternità
SI
Congedo Parentale
NO
Congedo Matrimoniale
SI
Infortunio e/o Malattia
SI
Sciopero
NO
Ferie, Permessi e Festività
SI
Malattia del bambino (art. 48 D. Lgs. 151/2001)
NO
Aspettativa non retribuita
NO

Imponibile Previdenziale:

Le somme erogate a titolo di quattordicesima mensilità entrano a far parte della retribuzione imponibile ai fini contributivi.
Imponibile Fiscale:
Le somme erogate a titolo di quattordicesima mensilità entrano a far parte del reddito imponibile ai fini fiscali, ma senza fare cumulo con le somme erogate nel periodo di paga in cui viene erogata la quattordicesima.

Hanno detto ... ...

CARLO ALBERTO TREGUA, direttore del QdS
Quelli bravi hanno una grave responsabilità: non denunciano in maniera forte e chiara il comportamento dei loro colleghi fannulloni

MATTEO RENZI, premier
 "Sono molto tranquillo sul sistema bancario. In Europa con le istituzioni finanziarie siamo pronti a fare tutto quello che serve, se necessario, ma al momento non lo è, per salvare ogni soldo dei cittadini. Perciò non state a preoccuparvi".

SERGIO ROMANO, ex ambasciatore e storico
Dopo la sbornia, il risveglio è amaro. Ed è esattamente quel che sta succedendo in Gran Bretagna.
Le responsabilità maggiori sono sue (ndr. Camerun). Un referendum del genere è populismo, non è democrazia. I trattati internazionali sono argomenti troppo complessi per dire dei sì o dei no. La gente non sa che cosa sta andando a votare. E il bello è che  Cameron non pensava all’Europa. Ha creato il caos per risolvere un suo problema personale.
Il suo partito era spaccato in due, l’Ukip erodeva voti a destra: Cameron ha promosso il referendum per rimanere al governo e avere un ruolo politico nel futuro. Risultato? Il suo partito è ancora diviso in due, l’Ukip è risorto dopo la batosta alle ultime elezioni e lui, prima o dopo, dovrà dimettersi.
Adesso la palla è nelle mani di chi ha a cuore le sorti dell’Unione. Francia e Germania, soprattutto, ma anche noi italiani. Non fosse altro per il fatto che siamo i paesi che più degli altri hanno scommesso su questo disegno.
Quando si stava costruendo il mercato unico, Mario Monti, allora commissario, mi diceva spesso che gli inglesi erano i suoi migliori alleati. Ma quando cominciò a parlare di coordinamento fiscale, gli alleati diventarono avversari. Ora è fondamentale che vi sia una politica fiscale comune e un ministro che sovrintenda l’economia europea. In questo senso, l’assenza degli inglesi facilita i processi.
Bisogna creare una frontiera comune. Il grosso errore di Schengen è stato quello di non affrontare questo problema. Se gli immigrati, quando entrano, possono girare dappertutto, ogni frontiera appartiene a tutti, non solo agli stati nazionali. Di conseguenza, ognuna di quelle frontiere deve avere le medesime guardie di frontiera, i medesimi principi di accoglienza. E invece, finora, ognuno ha fatto quel che voleva. Ricordo ancora, nel 2011, Roberto Maroni che favorisce il viaggio verso la Francia dei profughi tunisini provoca le indispettire reazioni francesi…
C’è stato un momento in cui si pensava che l’unità d’Europa dovesse partire da un esercito comune. Era un momento particolare: la fine della seconda guerra mondiale, l’inizio della guerra fredda con l’Unione Sovietica. Fu quello il principio su cui si fondò la Comunità europea di difesa. Ad affossarla fu la Francia, con il voto congiunto - seppur con motivazioni profondamente diverse - di comunisti e gollisti.


Hanno detto ... ...

STEFANO RODOTA'  (La Stampa 27.6.16) 
“L’errore di Cameron è stato usare la consultazione per fini politici, attenti a non ripeterlo anche in Italia”
“”«Questo referendum è stato brandito da Cameron per ragioni interne al suo partito, un uso del tutto strumentale di uno degli istituti giuridicamente più delicati. Ma così facendo il referendum diventa – da strumento di democrazia diretta e partecipazione – lo strumento distorcente di un appello al popolo, peraltro un popolo disinformato. E muore».

Professor Rodotà, la vicenda del referendum sulla Brexit – e oggi i tre milioni di firme, il premier scozzese Sturgeon che prova a fermare l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, e anche molti laburisti che ricordano che dovrà comunque decidere un voto del Parlamento – ecco, tutto questo logora definitivamente il mito della democrazia referendaria?
«Una situazione analoga a quella attuale si creò in Francia nel 2000, all’epoca del referendum sul trattato costituzionale. Io, da estensore della Carta dei diritti fondamentali, partecipai a quella campagna referendaria francese; ero a favore del sì, consapevole dei limiti di quel testo, e mi trovai dinanzi anche tanti amici socialisti francesi, gente con cui avevo collaborato alla stesura, che mi dicevano “eh no, votiamo no perché Fabius…”, “eh no, votiamo no perché l’idraulico polacco…”. Anche allora, come oggi in Inghilterra, il referendum fu strumentalizzato neanche per interessi nazionali, per interessi di un partito. È il primo punto da capire».
Qual è il secondo?
«Proprio nella carta dei diritti, giugno ’99, ma anche nel Trattato di Lisbona, si scrisse che fondamentale non è solo il “mercato comune”, ma la costruzione di un “popolo comune” europeo. L’Unione avrebbe fallito se fosse rimasta alle procedure economiche, senza creare procedure di legittimazione popolare, cioè senza la politica. Il caso Grecia è stato esemplare. Il principio di solidarietà, che è nel trattato di Lisbona, è stato ridotto all’interesse nazionale; il “popolo comune” non è mai nato».
L’informazione e il sistema dei media non sono stati complici? Il referendum sulla Brexit è stato costellato di bugie scandalose, si è lasciato dire a Johnson che in caso di uscita dall’Ue in Gran Bretagna sarebbero calati d’un colpo i migranti di 350 mila unità…
«Il referendum senza vera informazione è una distorsione. I costituenti italiani erano stati più accorti, previdero una lunga fase, dall’inizio della campagna referendaria e il voto, che generalmente va da gennaio a giugno».
Il Labour ora si appella a un voto del Parlamento, ma la strumentalizzazione di cui Cameron è stato campione forse non ha lasciato del tutto indenne Jeremy Corbyn, troppo silenzioso, non trova?
«Corbyn ha pensato che non gli conveniva fare campagna dura per il Remain, perché in qualche modo il Remain avrebbe vinto comunque, sia pure di poco, e lui non si sarebbe alienato i voti dei più scontenti. Ma questo è un altro modo di strumentalizzare il referendum, piegare un istituto delicatissimo a calcoli interni a un partito».
Non pensa che bisogna essere meno ottimisti, a questo punto, sull’idea di democrazia diretta, referendaria? In Italia questa idea è agitata molto soprattutto dalla propaganda M5S.
«Io, tolto quello del 2 giugno, i referendum li ho fatti tutti, e obiettivamente c’è un degrado. Ci sono anche esempi di referendum positivi, che hanno aumentato la partecipazione, penso a quello sull’acqua. Ma un referendum male usato produce un effetto divisivo fortissimo: il rischio qui è creare non uno, ma due popoli europei totalmente separati».
Andiamo verso un referendum italiano in cui penso si scontrino due propagande, quella di Renzi, palese, e quella del M5S, meno denunciata. È possibile, in questo quadro, aspettarsi qualcosa di buono?
«Ormai l’ambiente informativo è molto più sensibile alle suggestioni, e alla propaganda, di quanto non fosse anche nel passato recente. Siamo, direbbe il titolo di un bel libro di Emilio Gentile, in una Democrazia recitativa, in cui è più la recita che l’informazione. In questo quadro il referendum, da forma di democrazia diretta dei cittadini, si trasforma nell’appello al capo e alla folla. Renzi ha commesso l’errore di cavalcare questo quadro, che gli si può ritorcere contro».
Oltre al Capo, infatti, c’è la Folla informe, diceva Canetti.”"

lunedì 27 giugno 2016

Il maltempo. La regione chiedera' lo stato di calamita'

L’assessore regionale all'agricoltura Antonello Cracolici si propone di chiedere lo stato di calamita' sulla situazione dei danni provocati dalla grandine caduta il 23 giugno scorso , che ha colpito diverse aree della provincia di Palermo, Trapani e Agrigento.

domenica 26 giugno 2016

Denaro sprecato. I sondaggisti sia per Brexit che per le elezioni in Spagna ... tirano "a muzzu"


Chiesa Cattolica. A Palermo rito bizantino e rito romano ordinano nuovi sacerdoti

1) Nella giornata dedicata a San Giovanni ( 24 giugno) nella Chiesa Concattedrale dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, alla Martorana di Palermo, e' stato ordinato sacerdote il papas Alberto Stassi, coniugato.
 Come e' noto la Chiesa di Piana e' una componente delle chiesa italo-albanesi di tradizione costantinopolitana.
 Pur espressione del rito bizantino questa  e' una delle 23 chiese che costituiscono la grande costellazione cattolica nel mondo, di cui il rito romano rappresenta la componente preminente  in termini di fedeli e di gerarchie ma non possiede nessuna priorita' o supremazia sulle altre 22 Chiese di rito Orientali che dovrebbero,  in relazione alla loro capacita' di autogoverno, regersi nella completa autonomia dal clericalismo romano mai storicamente rispettoso -nei fatti- della peculiarita' rituale.


2) Monsignor Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, nella giornata di ieri ha ordinato nella Cattedrale della citta sei giovani sacerdoti:
Antonio Filippello; 
Enrico Palazzolo,
Salvatore Petralia; 
Alessandro Sacco, 
Sergio Ciresi,
E un religioso, fra' Nicola Napoli.

Il voto in Spagna. Podemos sorpassera' i socialisti, ma il paese restera' nello stallo.

Stando ai sondaggi
In Spagna gli indecisi sono ancora tanti, ma gli esiti dei sondaggi difficilmente cambieranno. Il giorno dopo le elezioni  gli spagnoli continueranno ad avere gli stessi problemi: 
disoccupazione, 
precariato, 
salari bassi, 
scarsa produttività, 
speculazione immobiliare, 
sfratti, 
tagli all’istruzione e alla sanità, 
povertà e disuguaglianza in aumento, 
scarsa sicurezza, 
corruzione politica, 
instabilità istituzionale 
e un conflitto costituzionale con la Catalogna.

Dovranno quindi tornare a  votare per le elezioni politiche per la terza volta nell’arco di un anno ? 
Gli elettori che oggi si recano alle urne dovranno tenere conto di alcuni cambiamenti, nel frattempo verificatisi secondo alcuni politologi :  “il sorpasso di Podemos sui socialisti sarebbe gia' avvenuto, il centro è più debole e lo scenario politico si è polarizzato. Gli spagnoli sono passati dall’illusione della facilita' dei loro problemi all’astio”.

Gli ULTIMI SONDAGGI

Sulle intenzioni di voto, gli analisti elettorali concordano che il Psoe ( socialisti) si mantiene forte al sud della Spagna, che il Pp ( Partito popolare) ha guadagnato territorio al centro e che Unidos Podemos è leader in Galizia, Euskadi, Catalogna, Madrid, Valencia e le Canarie. 
Le previsioni: PP avrà tra 6,7 e 7,3 milioni di voti, Unidos Podemos tra 5,5 e 6,2 milioni, Psoe tra 4,7 e 5,4 milioni e Ciudadanos tra 3 e 3,7 milioni. Nonostante il flusso di voti, il Pp si è fermato e la coalizione di sinistra sembra potere superare il Psoe.

La cittadinanza italiana. Sta per arrivare la carta di identita' elettronica

La carta d’identità elettronica sta per fare il suo esordio anche nel nostro Paese. Dal 4 luglio la Cie farà il suo debutto ufficiale, a partire da alcuni capoluoghi di regione per poi arrivare ad un totale di duecento città entro settembre. 

Tra le prime città interessate dal nuovo documento di riconoscimento ci saranno Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Firenze a cui si aggiungeranno progressivamente le amministrazioni più piccole. 
La nuova carta d’identità elettronica è una smart card, di forma rettangolare, ha le stesse dimensioni della carta di credito (o bancomat) e della patente. Sul fronte della tessera di plastica si troveranno tutte le informazioni necessarie a identificare una persona: dalla foto ai dati anagrafici, passando per alcuni codici identificativi univoci. 
Al suo interno ci sarà un chip NFC (acronimo di Near field communication) che consentirà di velocizzare alcune operazioni burocratiche (come il riconoscimento in aeroporto, ad esempio). Inoltre, la carta identità elettronica conterrà molti altri dati e informazioni infatti all’interno del chip sarà archiviata la scansione dell’impronta digitale, il codice fiscale, consenso alla donazione degli organi e residenza digitale. Al momento, invece, sembra saltata l’implementazione con il fascicolo sanitario elettronico.

Ci sarà un periodo di transizione per permettere ai comuni di essere dotati dei nuovi strumenti ma una volta che l’amministrazione sarà in grado di emettere la nuova Cie non potrà più consegnare documenti di identità cartacei né la vecchia Cie sperimentale.

Oltre ad essere strumento di identificazione del cittadino e a offire nuovi servizi, la carta d’identità elettronica, come spiegano dal Ministero, è anche un documento di viaggio in tutti i Paesi appartenenti all’Unione Europea e in quelli con cui lo Stato italiano ha firmato specifici accordi. Il costo complessivo del documento è stato fissato da un recente decreto del ministero dell’Economia e delle finanza. Per avere la Cie i cittadini dovranno pagare 13,76 euro per la procedura più l’l’Iva e i diritti fissi e di segreteria per un totale di circa 22 euro.

La democrazia. E se la posta in gioco non viene compresa ? Le conseguenze vanno comunque accettate

C’è da chiedersi se i meccanismi con cui si è arrivati al referendum per la Brexit abbiano consentito alle persone di comprendere fino in fondo la posta in gioco, visto che la stragrande maggioranza dei giovani inglesi hanno votato per restare in Europa e gli anziani per uscirne.

sabato 25 giugno 2016

Conoscere l'Ortodossia. Il Sinodo si avvia alla conclusione


Il Sinodo degli Ortodossi che si tiene a Creta si avvia alla conclusione. La sensazione e' che l'attuale incontro di vescovi sia il primo di una serie a distanza di oltre mille anni dall'ultimo Concilio della Chiesa universale, quando cattolici romani e ortodossi bizantini erano una sola chiesa.

Fra le tematiche finora discusse vi sono: 
-la missione della Chiesa ortodossa nella società contemporanea; 
-la diaspora; 
-la proclamazione dell’autonomia di una Chiesa; 
-il digiuno; 
-l’impedimento di matrimonio religioso.

Per quanto riguarda la missione della Chiesa nella società contemporanea, con piccole modifica è stato approvato il testo di Chambesy, firmato dai 14 primate delle Chiese nel gennaio del 2016.

Il testo è stato concepito con il contributo di vari pensatori ortodossi non di estrazione clericale.

Il testo sulla diaspora, ossia sulla gestione amministrativa al di fuori dei propri confini nazionali dei fedeli ortodossi sparsi nel mondo a causa della migrazione innova ma non molto sul passato. Fino ad ora ogni Chiesa nazionale nominava i propri vescovi in ogni singolo Stato estero,  verificandosi il paradosso che vi siano diversi vescovi ortodossi di diversa provenienza nazionale. In tal modo la distinzione nazionale viene a prevalere sull’unità confessionale. È il retaggio del cosiddetto filetismo, già condannato dal Sinodo di Costantinopoli del 1872.
Per questo motivo si è preferito per il momento di lasciare le cose come stanno, ma procedendo a istituire delle conferenze episcopali in ogni singolo Paese estero, presiedute dal rappresentante di Costantinopoli o da uno altro vescovo, rispettando l’ordine dei canoni gerarchici delle Chiese ortodosse.

Per la concessione dell’autonomia ad un Chiesa all’interno di in Paese di tradizione ortodossa, la concessione spetterà d’ ora in poi alla Chiesa di quel Paese, rispettando però i canoni già stabiliti nella tradizione ortodossa.

Sul digiuno si è creata una contrapposizione tra conservatori e progressisti. I primi di estrazione monastica, i secondi con esperienze più pastorali.  E' prevalso il tradizionale spirito ortodosso dell’economia ecclesiastica, per cui - senza sfuggire alle regole stabilite – si permette al vescovo di valutare le singolarità congiunturali e concedere delle deroghe.

Lo stesso criterio è stato applicato sulla questione degli impedimenti ai matrimoni. In particolare la questione che riguarda i preti sposati e rimasti vedovi. In linea di principio anche qui rimangono i canoni già esistenti – che vietano il risposarsi - ma anche qui si permetterà al vescovo di valutare, grazie alla sua esperienza pastorale, i singoli casi e concedere delle deroghe.

Nella giornata di oggi si e' parlato dei rapporti tra mondo ortodosso e Chiesa cattolica.

Europa. Rispuntano le frontiere

La Spagna torna al voto domenica per rieleggere a sei mesi di distanza dalla volta scorsa il Parlamento, ma i giornali cominciano a sollevare un problema: dopo la Brexit come affrontare la questione di Gibilterra ?
 Il confine potrebbe richiudersi con le conseguenze che ne discendono.

Altri confini verranno infatti chiusi come quello fra l'Irlanda del Nord e  Repubblica d'Irlanda, la prima territorio del Regno Unito e la seconda dell'Unione Europea. 
Gli italiani che vivono in Gran Bretagna dovranno munirsi del permesso di residenza e se vivono li' da oltre cinque anni possono richiedere la cittadinanza.
Dovranno ovviamente scontrarsi con la macchina burocratica che richiede tempo e denaro, almeno un anno, e non meno di  mille sterline. Chi non intende restare per sempre nel Regno Unito potrà optare per un visto di lavoro, da rinnovare ogni due-tre o anche cinque anni, presentando una richiesta da parte del proprio datore di lavoro. 
Chi vuole trasferirsi a Londra non può più farlo senza avere già trovato un’occupazione prima della partenza.
 
Sono inoltre decaduti  i sussidi di disoccupazione e la possibilità di ottenere un alloggio popolare per "gli stranieri" del continente.

Agricoltura. Il maltempo di fine giugno

Il maltempo nella seconda meta' di giugno ha gia' provocato notevoli danni alla sempre in difficolta' agricoltura del corleonese. La grandine ha danneggiato soprattutto i vigneti e provocato smottamenti e crolli di muretti sull'assetto territoriale. Ad essere interessate oltre al corleonese sono state piu' estesamente le aree agricole interne dell'isola, nell'agrigentino e nel nisseno.
Il maltempo ovviamente incide sulla trebiatura del grano.

venerdì 24 giugno 2016

Quanta miopia ! Chi da questa Europa, certamente da riformare, e' stato accolto (come l'area di emigrazione della Sicilia) gioisce per la vittoria del Brexit

No, non condividiamo una virgola dei discorsi "alla facebook" che pure i nostri concittadini, contessioti, recitano con entusiasmo quando  invocano la dissoluzione dell'Unione Europea.

Tutti sappiamo e conosciamo le tantissime cose che nell'Unione Europea non vanno. E' giusto discuterne e lottare politicamente per provare a superarle.

Se l'Italia e' un disastro -ricordiamocelo- non e' colpa dell'Europa ! E' colpa degli italiani, di noi tutti. Chi di noi puo' sostenere che possediamo un alto senso civico ?
Chi di noi ignora che le nostre istituzioni ( regione Sicilia), per fermarci ai tempi piu' recenti, sono state rette da personaggi che davanti alla giustizia hanno dovuto difendersi da reati di mafia ? 
Cosa c'entra l'Europa se noi -fra tante persone oneste- scegliamo i mafiosi ?
L'idea dell'Europa e', e resta, grandiosa; altra cosa e' l'attuale Europa in mano a tecnocrati e burocrati.

Noi italiani, noi contessioti, da oggi a Londra siamo " immigrati". 
Ci piace?
In Gran Bretagna sono vissuti fino ad oggi  700mila italiani, di cui 500 mila a Londra. Sono stati li' come a casa loro. Nessuna Autorita' poteva dire loro non vi vogliamo. Da oggi quei 700mila sono stranieri, immigrati, dovranno mettersi in coda davanti ai posti di polizia per ottenere il visto di soggiorno. E noi sappiamo che li' ci sono "contessioti".
Quando il Farage di turno riterra' di restringere il numero degli immigrati i "visti"  non verranno dati.

I contessioti tutti,   che di emigrazione ci intendiamo,  cosa abbiamo  da gioire dal voto inglese ?
Chi pensa che il voto inglese impedira' alla finanza e al capitalismo di essere espansivi o
posti sotto tutela sbaglia. Il denaro a Londra continuera' ad essere di casa; saranno i disgraziati del mondo, i disoccupati di Palermo e Contessa che non potranno liberamente sbarcare in Gran Bretagna.
Usare la testa e' un dovere. Usare gli slogans o le frasi fatte su fb non e' intelligente.




Un Giudizio. Come gli inglesi vedono l'U.E. ?

La GB ha inviato un segnale forte all'Europa iniqua, corrotta, basata sulle conoscenze politiche e contraria alla concorrenza.

Quello qui sopra riportato, per la verita', calza alla perfezione per l' Italia, non ci sentiamo di estenderlo all'intero continente. 
Vale pure per la Grecia.