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sabato 23 aprile 2016

Di cosa dibattono ?

Raffaele Cantone (Napoli, 24 novembre 1963) è un magistrato italiano. Dal 27 marzo 2014, in aspettativa dalla magistratura, presiede l'Autorità nazionale anticorruzione.
Cantone al Corriere della Sera ha dichiarato : "Mani pulite ha fallito perché le manette da sole non bastano". 
In un certo senso ha voluto dire che Davigo ... non punti ad Igroiare la politica del terzo millennio, quella dei nostri giorni.
Continuerebbe a fare un buco ... nell'acqua.

Già ieri Davigo ha tentato comunque di correggere le interpretazioni che i media avevano diffuso sulle sue esternazioni: "Mi spiace che alle mie dichiarazioni sia stato attribuito un significato diverso da quello che hanno. Non ho mai inteso riferirmi ai politici in generale, ma ai fatti di cui mi sono occupato ed a quelli che successivamente ho appreso essere stati commessi. Non ho mai pensato che tutti i politici rubino, anche perché ho più volte precisato che se così fosse non avrebbe senso fare processi che servono proprio a distinguere".
Lo stesso Consiglio superiore della magistratura ha divulgato:   ("Le dichiarazioni del Presidente Davigo rischiano di alimentare un conflitto di cui la magistratura e il Paese non hanno alcun bisogno").

Il governo dopo le uscite dei giorni scorsi di Renzi sceglie il silenzio.

Questa la dichiarazione di Cantone al Corriere: "È vero che Tangentopoli non sradicò la corruzione, che è continuata come un fiume carsico. Ma ora vedo molte persone che vogliono provare a uscirne. E pensano che la soluzione non sia solo la repressione, che la ricetta non sia solo la stessa del 1993, che all'evidenza ha fallito".
Cantone, che ovviamente risponde direttamente a Davigo, sottolinea di non aver cambiato idea, pur avendo cambiato ruolo, sull'utilità degli agenti provocatori da impiegare nella lotta alla corruzione. Sottolinea "La magistratura ha meriti eccezionali;ma sarebbe scorretto non evidenziare che certi meccanismi organizzativi non funzionano. Non condivido una visione autoreferenziale e salvifica. La magistratura non deve salvare il mondo; deve accertare i reati penali e decidere i processi civili. 
In nessun Paese del pianeta ha il monopolio nelle questioni di legalità; altrimenti finisce per esercitare una funzione di supplenza nei confronti della politica". 

Nella polemica si infila l'ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati. "Non esiste una magistratura buona contro un'Italia di cattivi, vederla così è in linea di principio sbagliato, e inoltre si scontra con la realtà" 
Non tocca ai magistrati affrontare "il problema della corruzione: i magistrati si occupano di casi singoli che costituiscono reato. Non danno ricette né affrontano i problemi deontologici altrui".

venerdì 22 aprile 2016

Con le immagini ... ... è più facile



Notizie che colpiscono le coscienze. Sul direttore di Telejato l'ipotesi di estorsione

Una clamorosa notizia è riportata su La Repubblica di oggi. Il giornale sottolinea che il fatto sarebbe emerso durante alcune intercettazioni fatte dai carabinieri nell'ambito di altre indagini.

Denaro e posti di lavoro in cambio di una linea morbida della sua televisione. 
Sarebbero state queste le richieste che Pino Maniaci, giornalista e direttore di Telejato a Partinico (Palermo), da sempre paladino dell’antimafia, avrebbe avanzato e ottenuto da alcuni sindaci del Palermitano e per le quali la procura di Palermo ipotizza il reato di estorsione.

Tangentopoli. Non è mai tramontata; ed in Italia (riteniamo noi) non tramonterà mai perchè di politica -da troppo tempo- si occupano ormai i senza-mestieri

Rispetto alla stagione di Tangentopoli, oggi i politici "non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: 'Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare'. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti". 


Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il nuovo presidente dell'Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo. 
Secondo Davigo oggi la situazione "è peggio di allora. È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo. Il prefetto arriva in un paese e lo trova infestato di mosche e zanzare, e si lamenta con il podestà: 'Qui non si fa la battaglia contro le mosche?'. 'L'abbiamo fatta - risponde il podestà -. Solo che hanno vinto le mosche'

giovedì 21 aprile 2016

Spese pazze dei consigli regionali. Destra e Sinistra ... sulla problematica, pari sono




L'assemblea regionale siciliana ha respinto con 13 voti favorevoli, 50 contrari e 7 astenuti, la mozione di censura all'assessore all'Agricoltura Antonello Cracolici presentata dal M5s. 
L'atto parlamentare ha ottenuto il consenso di nessun altro gruppo parlamentare, come già era prevedibile dalle dichiarazioni di voto di tutti gli esponenti politici che hanno partecipato al dibattito di ieri pomeriggio e che avevano espresso la loro contrarietà alla mozione dei pentastellati. 
Il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone ha bocciato anche la richiesta di voto segreto del Movimento 5 Stelle «È inutile trincerarsi dietro al voto segreto, non è ammissibile perché si tratta di una valutazione politica, non personale di un componente della giunta e come tale è giusto che tutti sappiano», ha detto Ardizzone. 
Cracolici è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti al rimborso di 346 euro di spese effettuate nella scorsa legislatura da capogruppo del Pd, da qui la richiesta del M5s.

Ragionare, Capire e Decidere ............... di Ipazia 21.04.2016

La tradizione sostiene che Democrito (originario di Abdera) soleva dire che preferiva trovare una sola spiegazione causale di qualche fenomeno che non impadronirsi dl regno dei Persiani: nulla più di questa testimonianza spiega l'atteggiamento mentale degli abderiti.
Per loro ogni cosa è il risultato di una precisa causa; consegue che tutto avviene secondo una rigorosa necessità.

Lucippo asserisce che tutto è conforme alla
necessità e partecipa del medesimo destino.
Infatti nell'opera intitolata Sull'Intelligenza afferma:
"Nulla avviene invano, mentre tutto
consegue dalla ragione della necessità"
(così ci tramanda Aezio) 

Così Democrito:
Tutto si genera secondo necessità, essendo causa il vortice che presiede alla generazione di tutte le realtà e che si denomina "Necessità".

                                                         Filosofia19
Il limite della scuola atomistico
Come ogni forma di meccanicismo anche il pensiero della scuola atomistica rivela le sue insufficienze:
-sulla spiegazione degli organismi
-in particolare dell'uomo, della sua vita, della sua conoscenza. 

Ma procediamo ...
Il corpo umano, come pure tutte le altre cose, è costituito da un incontro di atomi, e così anche l'anima.
Questa, che è ciò che dà vita e quindi movimento al corpo, è costituita da atomi più sottili, lisci e sferiformi, di "natura ignea", i quali si propagano per tutto l corpo, vivificandolo.
Per la loro sottigliezza, gli atomi ignei, tendono ad uscire dal corpo, ma con la respirazione vengono via via reintegrati.
Cessando la respirazione sopravviene la morte.

L'anima è dunque della stessa sostanza del corpo; ma Democrito esorta a curare più l'anima che non il corpo. Gli atomi dell'anima sono "divini".

Dalle cose emanano effluvi di atomi che, giungendo a contatto con i sensi, generano  sensazione (soggettiva ed oscura) e conoscenza (conoscenza genuina).

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A questo punto del cammino
ci fermeremo per qualche tempo.

Quando riprenderemo avremo
a che fare con i problemi filosofici dell'uomo, non più col cosmo e con la natura. 

Fruitori immobili. Quanto è facile ... ... pagare i costi del Servizi Raccolta Rifiuti

COSA E' LA TARI ?
La “tassa sui rifiuti“, comunemente chiamata come TARI, è una componente insieme all’IMU e TASI dell’imposta unica comunale. 
E’ il corrispettivo che il comune richiede a fronte di un servizio erogato e serve per far fronte ai costi sostenuti per i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti.
COSA CONSIDERARE
La  TARI  viene stabilita in base ai metri quadri dell’immobile (locale per attività commerciale e/o abitazione).
Vigono poi i fattori che influenzano il totale, come il numero delle persone che vi abitano e la rendita catastale dell’immobile, oltre all’aliquota fissata dal comune.
COME SI CALCOLA
Si moltiplica la superficie calpestabile per la tariffa fissa unitaria, a cui s aggiunge l’addizionale provinciale e la variabile degli occupanti. 
L’aliquota applicata dai comuni è legata al valore catastale di ogni singolo immobile.
ESENZIONI E DETRAZIONI
Le esenzioni -in linea generale- in quasi tutti  comuni sono:
Locali e spazi nei quali vengano prodotti dei rifiuti speciali, smaltiti dagli stessi proprietari (e quindi a proprie spese) ma solo su certificazione del comune di appartenenza;
Gli immobili in stato di ristrutturazione durante la fase di inoccupazione;
Aree verdi;
Locali assegnati ad impianti, tra cui cabine elettriche e vani ascensori;
Strutture medico-sanitarie;

gli sconti

Oltre alle esenzioni vi sono (possono esserci) gli sconti che possono essere applicati alla Tari se sussistono determinati requisiti:
  • Diritto alla quota massima del 20% dell’intera somma nel caso in cui ci sia stato (nell'anno) mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, oltre alla sua sospensione od al servizio che viola gravemente la normativa di riferimento.
COME SI PAGA ?
A richiedere la Tari sono  i Comuni che, avvalendosi dei dati dell'anno precedente, inviano al domicilio degli utenti-contribuenti i moduli di versamento già compilati. Generalmente si usano moduli unici o già rateizzati. 

Hanno detto ... ...

MATTEO RENZI, premier
"Il mondo vuole farci paura: l'Europa sta vivendo una stagione difficile, c'è la paura del terrorismo islamico ma anche di ciò che semplicemente è diverso. A questo bisogna rispondere con il coraggio, con l'entusiasmo e con energia".
 "I terroristi vogliono colpire luoghi della quotidianità come teatri, scuole e università  perché voi siete il futuro". 
"Anche in America - ha aggiunto - c'è qualcuno che sta cercando di dipingere in modo sbagliato il vostro straordinario popolo, e che immagina di costruire muri quando bisogna costruire ponti".
"Penso che la più grande sfida sia quella educativa e culturale ed è per questo che penso sia importante nelle relazioni tra i paesi capirne il meccanismo del sistema universitario perché rappresentate il luogo del futuro ma anche la sfida del presente. Anche da qui bisogna partire per combattere la paura".
"Rimanere umani quando ci sono politici che ci urlano contro è un'impresa difficile da affrontare ogni giorno e che noi facciamo", 
"L'Italia è come un ponte tra Europa e Africa" che molti cercano di attraversare ma poi trovano la morte a causa di scafisti senza scrupoli ha spiegato aggiungendo: 
"In questi giorni stiamo intervenendo per raccogliere un barcone affondato un anno fa. Ci sono più di 700 persone che sono morte, molti dei quali bambini. Ci hanno detto che non aveva senso recuperare questi corpi, Che era una spesa inutile, ma io credo che bisogna dare sepoltura sia uno dei più importanti atti che vadano riconosciuti agli esseri umani".

SUSANNA CAMUSSO, leader Cgil
Riferndosi alle recenti dichiarazioni di Boeri, presidente Inps, secondo cui la generazione degli anni '80 dovrà lavorare fino a 75 anni  «Proporre così questa previsione è irragionevole, rischia di sembrare un annuncio e non una criticità da affrontare. Rischia inoltre di passare un messaggio pericoloso di sfiducia ai giovani con molti che reagiscono dicendo allora non pago più i contributi». 
«È proprio per evitare questa situazione che abbiamo aperto la vertenza sulle pensioni -ha aggiunto Camusso- questo è un sistema ingiusto che scarica la disoccupazione sulle spalle dei singoli e si basa solo sull’aspettativa di vita. 
Vedere ogni singolo aspetto come un costo impedisce una riforma complessiva del sistema che preveda investimenti che non sono costi: bisogna ricostruire il sistema per i giovani bisogna superare la differenza tra tutelati e non».

MICHELE SERRA,  giornalista, scrittore, autore televisivo, e umorista i
”Chi ha votato “sì” non si fida delle lobby del petrolio, chi ha votato “no” non si fida degli ambientalisti, chi non è andato a votare non si fida del referendum. Le Regioni non si fidano del governo, il governo non si fida delle Regioni. Emiliano non si fida di Renzi, Renzi non si fida di Emiliano. Gli elettori non si fidano della politica e non vanno a votare, la politica non si fida degli elettori e procede per suo conto. I Cinquestelle non si fidano di nessuno, nessuno si fida dei Cinquestelle. Nel Pd nessuno si fida di nessuno. Il tasso di fiducia degli italiani negli italiani è ai minimi storici. Ognuno si fida più o meno di se stesso e della propria cerchia, ma non sempre e non del tutto: Spalletti non si fida di Totti e Totti di Spalletti.
Non è vero che siamo divisi in guelfi e ghibellini, fascisti e comunisti, baciapile e mangiapreti. Le fazioni sono decine. Centinaia. Migliaia. Il lavoro fondamentale, in ogni talk-show, non è avere fiducia in quello che si dice, ma smentire quello che stanno dicendo gli altri, in modo che sia ben chiaro che degli altri non c’è da fidarsi. Se un giorno dovesse mai accadere che qualcuno ricominci a fidarsi di qualcuno, sarà un miracolo. Alla Zavattini: «Sogno un mondo in cui buongiorno vuol dire soltanto buongiorno».

lunedì 18 aprile 2016

Le migrazioni. Quanti esseri umani -fra noi- ritengono che vanno respinte ? e se i migranti fossimo noi ?

CORRIERE DELLA SERA
Erri De Luca
Ciao socio, compare, fratello che non mi è capitato in famiglia e che ho cercato intorno, grazie di accomunarmi al libro della tua vita.
Hai messo insieme pezzi del tuo tempo senza ricavarne un'autobiografia, perché non riesci a dire di te senza gli altri. Ti scansi dal centro, lasci il tuo capitolo all'ospite di turno. 

La tua diventa una multibiografia di persone e di luoghi, dove sei anche tu. Leggo una festa di nozze campestri a gola piena di canti, leggo Jean-Claude Izzo scrittore di Marsiglia commosso da una canzone di Roberto Murolo perché la cantava suo padre, e poi Torino metallica e meccanica con il mercato di Porta Palazzo dove inventi una nascita d'inverno ma con i fiori e il fiato che svapora.

 Leggo Tino salvato in mare, sbarcato al molo di nostra madre terra Lampedusa, tenuto in vita da due occhi di donna sconosciuta, insaccata nello stesso viaggio, separato da lei allo smistamento, rivista mai più.
Leggo una ragazza da stazione, mezza assiderata da caricare in auto per darle, e non comprarle, il calore. E gli uomini che si affacciano al parabrezza per strofinare il vetro e quelli che chiedono con il palmo vuoto la moneta del passante, viceré della provvidenza, dissociato tra rigetto e abbraccio.
Leggo il violinista albanese e il venditore di tappeti Abdel, i figli aspettati nel corridoio di una sala parto, i genitori contenti della tua divisa ferroviaria, leggo la tua folla per cercarti nel tempo precedente ai nostri incontri. Poi sono venute sui palchi le nostre ore liete e concrete, insieme a Gabriele Mirabassi, poi solo noi due. Leggo la tua vita numerosa di altri, la tua scrittura a maglia di catena che li tiene insieme. Insieme siamo andati dietro all'emigrazione cetacea venuta a spiaggiarsi da noi. È una balena bianca nutrita con il plancton delle vite disperse e trasportate, il mare in persona che le nutre e se ne nutre, il mare che per noi non potrà più somigliare a quello delle gite, da quando abbiamo visto i viaggiatori m corpo alla balena bianca.
Noi che siamo il contrario di Achab. Intitoli Da questa parte del mare le tue pagine di uomo di entroterra, intriso di onde come un pescatore di coralli. E io, nato sul bordo del Tirreno, ho pescato fossili marini sulle Dolomiti. Siamo del Mediterraneo, da Marsiglia al Cairo, da Istanbul a Barcellona. Apparteniamo al vasto meridione del mondo, eravamo fatti per incontrarci in qualche piazza affollata e forse ci eravamo già sfiorati in qualche baraonda. Su tuo invito sono salito sulle tavole rialzate di un palco, chiamando con noi il nostro cavaliere preferito, il sobbalzato, lo scaraventato, il disarcionato Chisciotte. 
Abbiamo amato i pellegrini per vocazione e quelli per forza maggiore. Li abbiamo accolti nei canti e nelle stanze, inaugurando per tempo un principio di coro. 
Noi li guardiamo da questa parte del mare, sapendo di stare dalla stessa parte di tempo, di campo, di mare.

Frymë e madhe në zell koral -- Respiro grande di operosità corale ... ... di Paolo Borgia

Una particolare commozione, mi ha turbato la notizia della dipartita di don Giuseppe Colavero. 
Per  i più nient'altro che un nome. Ma se l'accostiamo alla moltitudine di giovani accolti ed integrati, se l'accostiamo a quelli di don Pino Palanga e a don Tonino Bello forse ci ricorderemo della loro alacre opera 
e della loro scomoda personalità. Tutti e tre morti del "male oscuro".
Don Pippi lascia intatta l'attività in mani sicure e generose... possiamo aiutarli.
Grazie Paolo
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5 X 1000 >>>>C.F.92004930753 <<<<<<< 5 X 1000
AGIMI - CENTRO ALBANESE DI TERRA D'OTRANTO C.F.92004930753 
- COLLE DEI MARTIRI -
 
73028 OTRANTO(LE)

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Frymë e madhe në zell koral
Pak vetave është dhuruar një besim kaq të madh sa të arrijë të bashkojë lavdinë e Zotit me pranimin plot të vuajtjes. Don Pipit, njeri me një të rrallë të klënë të arsyeshëm, fryt të studimevet të thellë filozofike dhe të përvojës së glatë mësimi të të rinjvet të Salento-t diti të nxirrjë nga vuajtja, paqe ngushëllim dhe ngjer’edhe poezi të madhërishme: “... je i gjallë dhe më gjegje: qëroi shkon dhe kujtimi yt do të dobësohet, kurora e buzëqeshjes tënde do të hijesohet: është ligji i qëroit dhe të kujtimit tim, do të qëndrosh përgjithmonë të kopshti i Perëndisë çë të ka dashur të lulëzoje mbjellë dhe tejmbjellë në pranverë”.
E zjarrta dëshirë të tij lirie e bindi të i kushtohej “shërbimit” të Mjeshtrit, tuke shpallur Fjalën me të gjegjurit të afërmin, ngë i bën gjë çë të ish i varfër o sivëlla në Krisht, por nga kjo shprehje e parë dashurie del me thjeshtësi përgjigja për të tijin “eja me mua”.
Dhe erdhën nga dejti te kjo thelë dheu të varur në mes të Lindjes dhe të Perëndimit, çë ngë harron atë martirizim vuajtur më 11 gusht 1480 shpaguar nga Don Pipi me dashurinë: “Do të vijnë përsëri vëllezërit lindor dhe do të venë katolikët nëpër këtë dejt, për të vrojtuar me magjepsje pasuritë e Shpirtit te Klishët motra”. “Kur do të jenë mundësi për realizimin të rasteve takimi, lutjeje të përbashkëta, dialogu, për t’u njohur më mirë, për të bërë të bien paragjykimet, për të rimarrë qëroin e zbjerrë nga shumë pikëpamje?” Dhe shpresojë se Klisha e të tretit mijëçvjeçar të ecjë me të varfit dhe dijë të rrijë me të varfërit përherë, në rrugë dhe rreth tryezës buke, për të kremtuar darkën e Zotit çë është lajmi i të varfërvet dhe shpëtimi i cilitdo di të bëhet i vogël, i varfër dhe i dëlirë te zëmra, sepse këta shohin Perëndinë.
Dhe zuri fill të flisjë në tjera gluhë, në mënyrën në të cilën Shpirti i jipjë atij pushtetin të shprehejë. Të flisjë me veprat e tij, nga të cilat gjithë na e njohim për vëlla në Krisht. Shok dhe mik me Imzot Tonino Bello, don Pippi kur vdiq miku e vazhdoi veprën tuke mirëpritur mijëra djelm refugjat tuke i çuar ndaj integrimit. Në fillim themelloi Shoqatën Agimi çë kish një frymë të madhe sa të dyja brjgjet të Adriatikut, tuke u zgjeruar pra të trishtuamvet pasuese ndodhje me prejardhje afro-aziatike.
Orgaanizata e shtrirë tanimë nga Jugtiroli, në Romanjë, Puljë, në Shipëri ia del mbanë te përulësia e heshtjes. Shqiptarë, Arabë, Kurdë, Afrikanë e zonës ndëtropikale, nga Eritrea deri në Burkina Faso sidomos të rinjtë klenë mirëpritur. Kle një zell koral. Por frenetika lodhje vepruese përherë paralele me angazhimin kulturor: kampet pune verore kanë tërhequr të rinj nga gjithasajtna, tuke i pasuruar me një përvojë, fryt të shumanshmërisë dore mësuar nga Vëlla Sharl dë Fukol.
Kultura e thellë e lejojë të organizojë takime kulturore me të lartë profil politik, kujt shumë njerëz të administratës publike  i janë debitorë. Por është i thelli karakter shpirtëror të tij hiri i Don Pippit dhe kjo e tejdukshme hjerueshmëri diljë në fytyrë ashtu si fjalët e tija thelbësore: rreth atij rigjëndeshin përgjegjës fetarë dhe murgesha dhe priftërinj. 
Ngë pati drojë, ngë u dorëzua. Foli, rrëfeu dashurinë e tij për Zotin dhe dashurinë e tij për vëllezit, të gjithë, por sidomos më të varfërit: të dashurit shqiptarë tanë, afrikanët e ngjyruam, jo të bardhë dhe të zbërdhulët si na, te shpirti më shumë se te kurmi.
Foli pak. Punoi shumë. Si shumë dhe të mirë banorë të Jugut, si shumë dhe të mirë salentinas çë i kanë hapur dyert e shpivet të tyre dhe zëmrat e tyre vëllezërvet shqiptarë çë nga e para arritje ndër nesh dhe pra gjithë tjerëvet vëllezër tonë, nga gjithë Vendet e Mesdheut dhe nga gjithë Vendet të Botës.
Vate përpara. Ngë u lodh të dashurojë të varfërit dhe sidomos të sprasmit nga të varfërit, të imigruamit, skllavët modern të shoqërisë sonë të pasur dhe mospërfillëse, çë i mbyll te kapanone për 24 orë dhe i bën të “rrojnë” (nëse mënd ende të themi kështu!?) të paemër dhe të shfrytëzuam, aq sa ngë mënd të kenë as edhe ngushëllimin e emrit të vet të skalisur mbi mermerin e njëi varri.
Dhe për këtë i madhi trashëgim i tij tanimë na bën të kemi besim te vazhdimi i punës së tij 

Respiro grande di operosità corale
A pochi è donata una così grande fede tale da riuscire ad unire la gloria del Signore con il completo accoglimento della sofferenza. A Don Pippi, uomo di rara razionalità, frutto dei profondi studi filosofici e della lunga esperienza di insegnamento ai giovani del Salento è riuscito di trarre dalla sofferenza pace consolazione e persino sublime poesia: “...sei vivo e mi senti: il tempo passa e il ricordo di te... si affievolirà, i contorni del tuo sorriso sfumeranno: è la legge del tempo e della mia memoria, resterai in eterno nel giardino di Dio che ti ha voluto fiorire piantato e trapiantato a primavera”.
Il suo anelito di libertà lo portò a consacrarsi al “servizio” del Maestro, annunciando la Parola con l’ascolto del prossimo, non importa che fosse il povero o il suo confratello in Cristo, ma da questo primo atto di amore emerge con semplicità la risposta al suo “vieni con me”.              
E vennero dal mare a questo spicchio di terra sospeso tra Oriente ed Occidente, ancora memore di quel martirio subito l’11 agosto 1480 ripagato da Don Pippi con l’amore: “Verranno nuovamente i fratelli orientali e andranno i cattolici attraverso questo mare, a contemplare le ricchezze dello Spirito presso le Chiese sorelle”. “Quando potranno realizzarsi occasioni d’incontro, di preghiera comune, di dialogo, per conoscerci meglio, per far cadere i pregiudizi, per recuperare il tempo perduto da tanti punti di vista?” E si augurava che la Chiesa del terzo millennio camminasse con i poveri e sapesse stare con i poveri sempre, per la strada e attorno alla mensa, per celebrare la Cena del Signore che è annunzio ai poveri ed è salvezza di chiunque sa farsi piccolo, povero e puro di cuore, perché questi vedono Dio.
E cominciò a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava a lui il potere di esprimersi. A parlare sono le sue opere, dalle quali noi tutti lo riconosciamo fratello in Cristo. Compagno e amico con Monsignor Tonino Bello, Don Pippi alla morte dell'amico continuò l'opera accogliendo migliaia di ragazzi profughi portandoli alla integrazione. Dapprima fondò l’Associazione Agimi (L’alba) che aveva un respiro grande quanto le due sponde adriatiche, allargandosi poi ai tristi successivi accadimenti di provenienza afro-asiatica.         
                          
L'organizzazione estesa ormai dal Sudtirolo, alla Romagna alla Puglia alla Albania si destreggia nella umiltà del silenzio. Albanesi, Arabi Curdi, Pakistani, Africani della zona intertropicale, dall’Eritrea al Burkina Faso specie i giovani furono accolti. Fu un’operosità corale. Ma la sua frenetica fatica operativa sempre parallela all'impegno culturale: i campi di lavoro estivo hanno attirato giovani dalle diverse provenienze, arricchendoli di una esperienza frutto della versatilità manuale appresa da Fratel Carlo de Foucolt.
La profonda cultura gli consentiva di organizzare incontri culturali d’alto profilo politico a cui molti uomini della amministrazione pubblica gli sono debitori. Ma è la sua profonda spiritualità il carisma di Don Pippi e questa trasparente sacralità affiorava nel volto come nelle sue essenziali parole: intorno a lui si ritrovavano tanti responsabili religiosi e suore e sacerdoti
Non ebbe paura, non si arrese. Parlò, raccontò del suo amore per il Signore e del suo amore per i fratelli, tutti, ma specialmente i più poveri: i nostri cari albanesi, gli africani colorati, non bianchi e sbiaditi come noi, nell’anima più che nel corpo.
Parlò poco. Lavorò molto. Come tanti buoni meridionali, come tanti buoni salentini che hanno aperto le loro case e i loro cuori ai fratelli albanesi sin dal loro primo arrivo tra noi e poi a tutti gli altri nostri fratelli, da tutti i paesi del Mediterraneo e da tutti i paesi del mondo.
Andò avanti. Non si stancò di amare i poveri ed in particolare gli ultimi tra i poveri, gli immigrati, i moderni schiavi della nostra società opulenta e indifferente, che li chiude nei capannoni per 24 ore e li fa “vivere” (si può ancora dire così!?) anonimi e sfruttati, tanto da non poter avere neppure la consolazione del proprio nome inciso sul marmo di una tomba.
E per questo la sua grande eredità ormai ci fa confidare nella prosecuzione del suo lavoro.

Hanno detto ... ...

BIAGIO MARZO, politico
In TV Renzi - poteva farne a meno- si è voluto attestate la vittoria - la sconfitta- la mancanza di quorum

STEFANO MENICHINI, giornalista
In Italia ormai almeno il 30-35 per cento è astensionismo fisiologico. Qualcuno l'ha dimenticato prima, meglio non dimenticarlo dopo


FABRIZIO BARCA, esponente Pd
Votare/astenersi per dare un messaggio (anzichè per esprimere convincimento informato) è peccato veniale sulle trivelle, mortale sulla Costituzione


Referendum Trivelle. La gente non è andata a votare, ma è errato pensare che abbia vinto Renzi. Purtroppo ha vinto il disgusto verso l'intera classe politica

L'informazione italiana gira su se stessa e produce analisi "autoreferenziali".
Basta accendere la tv e ascoltare brevi brani di talk show, oppure di sfogliare i giornali, per rendersi conto che arrivano alla conclusione secondo cui la gente non si è recata ai seggi per seguire e manifestare consenso a Renzi e avversione a chi vorrebbe annullare le trivelle da mari entro le 12 miglia dalla costa .

La verità che, molto modestamente, invece sentiamo di esprimere è che, in Italia, la gente -purtroppo- ha nausea e sfiducia verso l'intera classe politica, che sia di pseudo-destra o pseudo-sinistra.
La gente è convinta che la politica, in Italia, è ormai affare di chi "non ha ... mestieri", di chi pensa che con la politica si può campare e superare le difficoltà di una crisi permanente del "sistema paese".  
Tutti ci scordiamo che alle ultime consultazioni politiche (ed europee) i votanti sono stati, più o meno, il 50% degli aventi diritto.

Ci fermiamo qui.
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 A Contessa si sono recati a votare 308 elettori, pari al 20,5 degli aventi diritto.
Hanno votato  SI 261 elettori
Hanno votato NO  36 elettori
Schede bianche       6
Schede nulle           5 


PERCENTUALE VOTANTI IN SICILIA: 28,41%
Sì 92,54% 7,46% No
SEZ. SCRUTINATE 5299 / 5299
mappa SICILIA
AGRIGENTOSì 94,71%-No 5,29%
CALTANISSETTASì 89,61%-No 10,39%
CATANIASì 92,52%-No 7,48%
ENNASì 89,55%-No 10,45%
MESSINASì 91,67%-No 8,33%
PALERMOSì 92,86%-No 7,14%
RAGUSASì 91,75%-No 8,25%
SIRACUSASì 91,28%-No 8,72%
TRAPANISì 94,47%-No 5,53%
Tutta Italia 
(compreso voto estero)
PERCENTUALE VOTANTI: 31,19%
Sì 85,84% 14,16% No

domenica 17 aprile 2016

Referendum Trivelle. Ancora pochi gli italiani che si sono recati a votare

Gli italiani che alle 12,oo di oggi si sono recati alle urne sono stati poco più dell'8% (8,35%).

I siciliani sono stati il 6%

I contessioti sono stati il 2,3% (rapportati ai soli residenti), se si comprendono pure  i residenti all'estero ma che continuano a conservare l'iscrizione nelle liste elettorali la percentuale dei votanti alle ore 12 è stata  del 2%.


IL QUESITO riportato sulla scheda


“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ‘Norme in materia ambientale’, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)’, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”


Aggiornamento ore 19,oo (del 17 aprile)
A Contessa si sono recati a votare poco meno dell'11,00% degli aventi diritto.

I siciliani hanno votato per il 18,4% degli aventi diritto.

Al livello nazionale l'afflusso ai seggi è stato del 23,11%.

I seggi chiudono alle 23,oo, 

Hanno detto ... ...

ARMANDO MASSARENTI, filosofo
"Non ho mai visto un fanatico avere senso dell'umorismo. Né una persona con senso dell'umorismo diventare un fanatico"





BARTOLOMEO I, patriarca di Costantinopoli
Ai profughi di Lesbo: "Chi ha paura di voi non ha visto i vostri occhi"

Siccome tutti i media italiani hanno pubblicato gli interventi di Papa Francesco a Lesbo è buona cosa -dal nostro punto di vista- pubblicare per intero pure l'intervento di Bartolomeo:
Carissimi fratelli e sorelle, Adorati giovani e bambini, abbiamo viaggiato fin qui per guardare nei vostri occhi, sentire le vostre voci e tenere le vostre mani nelle nostre. Abbiamo viaggiato fin qui per dirvi che ci preoccupiamo di voi. Abbiamo viaggiato fin qui perché il mondo non vi ha dimenticato.
Con i nostri fratelli, Papa Francesco e l’Arcivescovo Ieronymos, oggi siamo qui per esprimere la nostra solidarietà e il sostegno al popolo greco che vi ha accolto e si è preso cura di voi. E noi siamo qui per ricordarvi che - anche quando le persone ci voltano le spalle – “Dio è per noi rifugio e fortezza, nostro aiuto nelle angosce. E perciò non dobbiamo avere paura "(Sal 45, 2-3).
Sappiamo che siete venuti da aree di guerra, fame e sofferenza. Sappiamo che i vostri cuori sono pieni di ansia per le vostre famiglie. Sappiamo che siete alla ricerca di un futuro più sicuro e più luminoso. Abbiamo pianto mentre vedevamo il Mediterraneo diventare una tomba per i vostri cari.  Abbiamo pianto vedendo la simpatia e la sensibilità del popolo di Lesbo e delle altre isole. Ma abbiamo pianto anche quando abbiamo visto la durezza dei cuori dei nostri fratelli e sorelle - i vostri fratelli e sorelle – chiudere le frontiere e voltare le spalle.
Coloro che hanno paura di voi non hanno guardato nei vostri occhi. Coloro che hanno paura di voi non vedono i vostri volti. Coloro che hanno paura di voi non vedono i vostri figli. Essi dimenticano che la dignità e la libertà vanno aldilà della paura e della divisione. Dimenticano che l’emigrazione non è un problema del Medio Oriente e dell'Africa del Nord, dell'Europa e della Grecia. E’ un problema del mondo. Il mondo sarà giudicato dal modo in cui vi ha trattato. E saremo tutti responsabili per il modo in cui rispondiamo alla crisi e al conflitto nelle vostre regioni di origine.
Il Mediterraneo non deve essere una tomba. Si tratta di un luogo di vita, di un crocevia di culture e civiltà, di un luogo di scambio e di dialogo. Per riscoprire la sua vocazione originaria, il Mare Nostrum, e più precisamente il Mar Egeo, dove ci riuniamo oggi, deve diventare un mare di pace. Preghiamo perché i conflitti in Medio Oriente, che sono alla radice della crisi migranti, cessino rapidamente e che sia ripristinata la pace. Preghiamo per tutti i popoli di questa regione. In particolare vorremmo sottolineare la drammatica situazione dei cristiani in Medio Oriente, così come quella delle altre minoranze etniche e religiose della regione, che hanno bisogno di interventi urgenti, se non vogliamo vederli scomparire.
Vi promettiamo che non vi dimenticheremo mai. Non smetteremo mai di parlare per voi. E vi assicuriamo che faremo di tutto per aprire gli occhi e il cuore del mondo. La pace non è la fine della storia. La pace è l'inizio di una storia legata al futuro. L'Europa dovrebbe saperlo meglio di qualsiasi altro continente.
Questa bellissima isola in cui ci troviamo in questo momento è solo un punto nella carta geografica. Per dominare il vento e il mare in burrasca, Gesù, come racconta Luca, intimò al vento di arrestarsi, quando la barca sulla quale si trovava insieme ai suoi discepoli era in pericolo. Alla fine, dopo la tempesta, tornò la calma.
Dio vi benedica. Dio vi protegga. E Dio vi doni forza.